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13 Gennaio 2026 15:28

Convalidato a Crans-Montana, l’arresto di Moretti: potrebbe uscire su cauzione “tra qualche giorno”

Tra le motivazioni della custodia cautelare di tre mesi, il tribunale cita il pericolo di fuga. Procura di Roma contesta anche il disastro colposo

L’arresto di Jacques Moretti il titolare del bar Le Constellation di Crans Montana, in Svizzera, teatro della tragedia di Capodanno in cui sono morte almeno 40 persone e 116 sono rimaste ferite, è stato convalidato, anche se potrebbe essere rilasciato su cauzione ”tra qualche giorno’‘. La decisione della convalida è stata presa dal tribunale cantonale del Vallese competente, il quale ha spiegato che è stata per il momento disposta una custodia cautelare di tre mesi. Tra le motivazioni, il tribunale cita il pericolo di fuga. La moglie di Moretti, Jessica Maric, è ai domiciliari con il braccialetto elettronico.

Moretti potrebbe però essere rilasciato su cauzione ”tra qualche giorno”, ha fatto sapere lo stesso tribunale spiegando, in una nota, che la custodia cautelare può essere revocata “subordinatamente a varie misure, tra cui il pagamento di una cauzione”. Tuttavia, il tribunale ha sostenuto nella propria decisione che è necessaria ‘‘un’indagine attenta, nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà” per Moretti, .

Moretti era stato arrestato venerdì perché la procura aveva ritenuto che esistesse il ”pericolo concreto di fuga”. L’avvocato difensore dei coniugi Moretti, Patrick Michod, ha sostenuto a Brmtv che ”si tratta di una decisione favorevole per il mio cliente. E’ coerente e giuridicamente valida e dovrebbe consentirgli di essere rilasciato entro pochi giorni”.

Si aggrava la posizione di Jessica Maric direttrice del Le Constellation. I nuovi rilievi sulla strage di Crans-Montana descrivono una gestione spregiudicata e una fuga precipitosa con l’incasso mentre il locale bruciava. Le indagini rivelano che non era solo la moglie del proprietario, ma di fatto la vera “direttrice generale” del bar Le Constellation. Suo marito Jacques Moretti, avendo collezionato inchieste in Francia per truffa e sfruttamento della prostituzione, non poteva ottenere il certificato di “buona moralità” necessario in Svizzera. Per questo, la gestione era passata interamente alla moglie, che per i conoscenti era l’anima del locale, tanto che Jacques dichiarava di voler “ristrutturare il bar per Jessica e secondo i suoi gusti”.

A mezzanotte della notte San Silvestro, un’ora e mezza prima della strage, l’unica preoccupazione ed ansia di Jessica Maric in Moretti sembra essere il numero di clienti. Nonostante nel locale ci fossero già cento ragazzi, la donna avrebbe ordinato alla sua dipendente più fidata, Cyane Panine (24 anni, trovata morta nel rogo): “Dobbiamo farne entrare di più per creare l’atmosfera giusta“. Le indagini hanno accertato che era Jessica la vera direttrice generale del club, sotto la sua guida, il locale è stato trasformato in soli cento giorni in quello che gli esperti forensi di Zurigo hanno definito “un confetto viola e giallo, ma pure una trappola” in quanto per agevolare l’estetica il design, la scala di accesso ed uscita era stata ridimensionata ed era stata chiusa a chiave l’uscita di sicurezza del seminterrato venendo occultata dietro un paravento . Incredibilmente gli estintori erano stati chiusi a chiave nell’ufficio privato della donna.

Le rivelazioni delle ex dipendenti

Il cinismo della gestione del bar Le Constellation viene alla luce grazie anche alle testimonianze delle ex cameriere. Una di loro Sarah, si era dimessa per paura, ed ha raccontato di quando si rifiutò di servire bottiglie con candele pirotecniche sotto il soffitto infiammabile: “Jessica diceva che i soldi si fanno così: mi sono dimessa”. Nel locale sono stati ritrovati 25 bengala già usati e uno scatolone con altri 100 ancora confezionati. Nonostante Jacques sostenesse che le scintille durassero poco per evitare che “le persone si facciano male“, i video mostrano clienti che maneggiano i fuochi senza alcuna protezione, spesso portati a spalla dai camerieri.

L’occultamento delle prove e la fuga con l’incasso

I coniugi Moretti nelle dieci ore successive alla tragedia, mentre si contavano ed identificate le vittime, si affrettavano a chiudere i profili social e a cancellare i video promozionali che mostravano l’uso pericoloso dei fuochi artificiali. Il punto di svolta nelle indagini arriva proprio dai video recuperati dai social e dalle telecamere, che smentiscono la versione data da Jessica Maric Moretti ai magistrati. Lei sosteneva di aver cercato di aiutare i clienti, mentre le immagini la mostrano mentre scappa rapidamente dal locale con una borsa scura tra le mani. Diversi testimoni hanno riferito di averla vista “scappare subito con l’incasso”. Nei filmati peraltro non ci sarebbe alcuna traccia di allarme gridato o di chiamate ai soccorsi. Per gli inquirenti questa è la prova inconfutabile che la donna, consapevole di quanto il locale fosse a rischio, avrebbe pensato esclusivamente a mettere in salvo il denaro invece di aiutare le persone intrappolate, un comportamento che quando prima potrebbe condurla in carcere.

L’indagine tocca il Comune. E può andare anche oltre

Mentre l’indagine su Crans-Montana, riguarda già l’amministrazione comunale ma potrebbe anche estendersi in quanto la procura ha respinto la richiesta dell’amministrazione locale di costituirsi parte civile nel procedimento a carico dei coniugi Moretti, indagati per la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116 nell’incendio del loro locale. Proprio perché il Comune era responsabile di quei controlli che per cinque anni non sono mai stati eseguiti. Intanto continuano le pressioni dell’Italia sulla Svizzera: ieri l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado, accompagnato dagli addetti alla sicurezza della rappresentanza diplomatica che sono in contatto con le forze di polizia svizzere, ha incontrato Béatrice Pilloud la procuratrice generale del Vallese nel suo ufficio, ottenendo rassicurazioni sulla volontà della magistratura elvetica di collaborare con i pm italiani (che hanno aperto un fascicolo a Roma). “Stanno indagando anche sull’amministrazione comunale e l’indagine proseguirà a tutto campo senza guardare in faccia a nessuno, vuole fare chiarezza e stabilire le responsabilità” ha reso noto l’ ambasciatore Conrado. “La Pilloud mi ha assicurato che l’indagine si è già allargata all’amministrazione comunale e potrebbe estendersi anche oltre il Comune”, ha aggiunto il diplomatico. Nessun riferimento né esplicito né implicito ad eventuali responsabilità del Cantone, anche se da settimane i giornalisti locali ipotizzano che si potrebbero configurare responsabilità anche per addetti agli uffici cantonali.

L’auto-esclusione del Comune

Due giorni dopo la tragedia il consiglio comunale aveva annunciato la propria “decisione unanime di costituirsi parte civile” nel procedimento penale, sottintendendo di essere una vittima del disastro. Nonostante i controlli sul locale, per ammissione dello stesso sindaco, non venissero eseguiti dal 2019. La procuratrice Beatrice Pilloud, lo scorso 5 gennaio aveva respinto l’istanza, così scrivendo nelle motivazioni: “Ritengo che il Comune non possa essere considerato un attore del procedimento. Infatti la parte lesa è costituita da qualsiasi persona i cui diritti siano stati direttamente lesi da un reato”. La costituzione è stata quindi negata perché “l’amministrazione – si legge ancora nelle motivazioni profilando una responsabilità del Comune – agisce in qualità di autorità incaricata della tutela degli interessi pubblici“. All’avvocato dell’Amministrazione Comunale, Gaspard Couchepin, erano stati concessi cinque giorni per ribattere.

Come riporta l’emittente elvetica Rts, l’8 gennaio il legale dell’Amministrazione Comunale ha revocato la propria istanza così scrivendo: “Vi informo che, per rispetto delle vittime e indipendentemente da qualsiasi considerazione legale, il Comune di Crans-Montana ritira la sua richiesta di costituirsi parte civile”. Comunque, il Comune ha chiesto alla Procura di riconoscerlo come “parte del procedimento” con iul chiaro obiettivo di avere comunque accesso al fascicolo e di presenziare alle udienze, con la possibilità di fare domande agli indagati. Anche se non avrà diritto a risarcimenti.

L’amministrazione adduce due argomenti per sostenere la propria richiesta: l’Ente avente titolo di perseguire le violazioni delle leggi edilizie commesse da Moretti è proprio il Comune. Inoltre l’ avvocato Couchepin ha sostenuto che il gestore “ha allestito illegalmente una sala fumatori vicino all’uscita di emergenza, ha bloccato la porta di emergenza del seminterrato e, in particolare, ha ridotto la larghezza della scala che collega il piano terra al seminterrato senza autorizzazione”. Oltre alla violazione della legge sulle bevande alcoliche somministrate ai minori.

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