Di tutto di più

Scandalo a Genova: il vicepremier Di Maio tagliato dalle inquadrature di Rainews

Questa mattina durante la diretta di Rainews24 da Genova, dove è avvenuta la demolizione del Ponte Morandi, si è verificato un fatto GRAVISSIMO. Le telecamere della all news Rai sono state per tutto il tempo su Salvini, Toti e Bucci. Proprio accanto a loro c’era anche il vicepremier Luigi di Maio che però è stato tagliato dalle inquadrature di Rainews salvo qualche rara ripresa larga. È un fatto INACCETTABILE. Aspettiamo SPIEGAZIONI”. Così in una nota i parlamentari M5s della Commissione di Vigilanza Rai

Massimiliano Fedriga governatore leghista del Friuli Venezia Giulia sguaina il progetto del muro anti-migranti a Nordest 

“243 chilometri. Un muro o altro. Adesso non so dirglielo. Non è tempo di fare filosofia”; “Parleremo della costruzione del muro nel prossimo incontro con Salvini, l’idea di fondo è prevenire, non chiudere il recinto quando i buoi sono usciti” (Fonte: il Fatto Quotidiano, Libero)

Giuseppe Brescia esponente M5S e Presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera

Il muro di Fedriga? Una COGLIONATA di proporzioni bibliche, pazzesca! Non servono altre parole

Stella Manente modella e influencer, mentre realizza alcune storie su Instagram si ritrova nel bel mezzo del Milano Pride

Cioè, io sto perdendo il treno in mezzo a questa massa di ignoranti, ma andate tutti a morire! La polizia dov’è, a farsi le seghe? Perché non esiste più Hitler?“. Dopo lo scoppio delle polemiche, le scuse: “Non volevo offender nessuno. Non sapevo ci fosse il Gay Pride…

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini  in un live su Facebook e a Dritto e Rovescio, su Rete 4

“... quella SBRUFFONCELLA della comandante della Sea Watch fa politica sulla pelle degli immigrati, pagata non si sa da chi”…“La signorina lì, ha detto che fa volontariato perché nata ricca, bianca e tedesca. Ho capito, ma non è detto che tutti i ricchi, bianchi e tedeschi debbano venire A ROMPERE LE PALLE in Italia!

Adriano Sofri sulla rubrica “Piccola posta”: destinatario Matteo Salvini

Senti, brutto stronzo. Ti piace insultare una giovane donna in gamba a nome del governo italiano, eh? Maramaldo. A nome degli italiani, 60 milioni? Pallone gonfiato, ceffo vigliacco. Ti sei rotto le palle, eh? Coglione. Te li sudi tu i tuoi selfie, eh?, disgustoso gradasso. Non è granché, ammetto. Sento che si può fare di meglio, cioè di peggio. Tu sì, mezza calzetta, tu puoi, fatti un altro selfie, completa tu a piacere. Controfirmo tutto”. Salvini annuncerà querela. (Fonte: Il Foglio)

Oliviero Toscani a La Zanzara, su Radio 24

Cruciani, non vorrai mica confrontare Carola con Salvini? Ha un altro livello di qualità culturale e umana. Salvini dice che è una sbruffoncella? Pensa un po’ chi parla, mamma mia. Salvini ha 45 anni, ma cosa ha fatto? Un cazzo. Niente, non ha nessun talento. Se non quello per rompere i coglioni. E poi la Lega non è un partito, ma diarrea

Valentina Mazzacurati ex forzista, 29 anni, già candidata alle comunali di Modena in appoggio al leghista Prampolini. Su Instagram, riferendosi alla comandante Rackete, ha scritto

Possiamo fare qualcosa per farla assomigliare a UNA DONNA? Se fossi CONCIATA così… forse anche io mi dedicherei a fare la SCAFISTA

La giornalista Anna Mazzone del Tg2 su Twitter

#Seawatch. Blitz della CRUCCA che forza il blocco e attracca a Lampedusa dove viene arrestata per violazione del codice navale. Rischia dai 3 ai 10 anni di carcere. È l’unica ad essere sbarcata. Migranti ancora su con Orfini, Del Rio e varie ed eventuali. Poveracci… i migranti

Il parlamentare leghista Alex Bazzaro , uno dei megafoni social di Salvini più attivi, è l’autore del fake del momento: “Ma era solo uno scherzo…” 

– Sabato, mentre la capitana della Sea Watch veniva arrestata a Lampedusa e attorno a lei la folla urlava: “Ti devono stuprare i negri”, “zingara“, “cornuta“, “venduta“, “tossica” (…), ebbene, in questo clima l’onorevole Bazzaro ha pubblicato sul suo profilo Facebook una foto che ritrae i parlamentari del centrosinistra durante il trasferimento dal porto di Lampedusa alla Sea Watch ma ritoccata così che al centro del gommone fa bella mostra di sé una TAVOLA IMBANDITA manco fosse il Redentore. Il commento, ovviamente, era ammiccante: “Guardate come stanno soffrendo i parlamentari del Pd a Lampedusa. In vacanza a spese degli italiani!”. Seguiva pioggia di condivisioni e, manco a dirlo, sfogatoio rabbioso nel commentario di sotto. (…) Bazzaro si convince ad eliminare il post ma invece di scusarsi, insiste: “Lo scopo umoristico era ben chiaro, non serviva un esperto di fotoritocco per notare la scritta ‘gita Sea WATHC con pranzo a bordo’ e la tavola di pesce ‘appiccicata’ sopra l’originale”. Se ha tolto la foto, spiega, è solo perché “dopo un’oretta mi sono accorto che alcuni amici non ne avevano capito l’umorismo e avevano preso la foto per reale“. Finita qui? No, perché Bazzaro, dopo aver tirato in ballo la Guardia di Finanza speronata dalla Rackete, con un carpiato degno di Tania Cagnotto si autoproclama “vittima” dei “potenti mezzi di comunicazione” del Pd… – (Fonte: Corriere del Veneto)

L’ex segretario Pd Pierluigi Bersani commenta così gli insulti ricevuti dalla capitana Rackete durante lo sbarco a Lampedusa 

Se io fossi stato lì con quello là che diceva ‘Ti stupro’, ve lo dico subito, a me sarebbe scappato il cazzotto” (Fonte: In Onda, La7)

Intervistato Matteo Orfini stoico presidente Pd, 

Orfini, lei era bordo quando la capitana ha scartato, forzando il blocco: in quel momento cosa ha pensato? Questa ragazza sta esagerando? “In quel momento ho pensato: sei fossi io al suo posto, agirei esattamente come lei” (Fonte: La Stampa)

Roberto Poletti  “simbolo dell’occupazione sovranista della Rai, di TeleSalvini. Ex direttore di Radio Padania, poi parlamentare dei Verdi, biografo del leader della Lega, è sbarcato a UnoMattina Estate sollevando un’onda di polemiche”

Parlare alla pancia del Paese significa andare subito al sodo, semplificare i concetti. Io e Salvini abbiamo cominciato insieme a Radio Padania. Eravamo ragazzi e siamo diventati amici. Amici che non parlano di Rai...” (Fonte: La Repubblica)

Gli sms inviati da Massimo Cacciari al segretario Pd Nicola Zingaretti 

Il povero Nicola non ha sprint. Io gli mando messaggini: svegliati!, svegliati!, ma manco mi risponde(Fonte: La Repubblica)

La senatrice Pd Mariaelena Boschi su Instagram

Un po’ di sport di mattina per iniziare bene il weekend! Anche se qui a Firenze fa già molto caldo. E da voi? #fitness #weekend #sport #estate”

L’ex premier Matteo Renzi in un video su Twitter, reclama il merito del record di occupati in Italia

Si può continuare con questa montagna di bugie, di fake news, di propaganda? Si può continuare a vivere in una dimensione politica in cui c’è il record di occupati, merito del Jobs Act, e il governo della propaganda nasconde il grande risultato della nostra riforma?

Csm, l’intercettazione di Luca Palamara

Lotti mi ha detto che Renzi è in Qatar per far comprare la Roma calcio all’Emiro”. Il quotidiano La Verità riporta alcune intercettazioni tra il pm sotto inchiesta e l’ex sottosegretario intorno alla mezzanotte tra il 15 e il 16 maggio. Tifosi scatenati . (Fonte: il Fatto Quotidiano)

La capogruppo forzista alla Camera Mariastella Gelmini lancia la propria candidatura alle primarie del partito 

Forza Italia è il partito della libertà, e deve tornare a essere il partito della speranza e del coraggio!(Fonte: Libero)

Il Cav. Silvio Berlusconi torna a Strasburgo da eurodeputato, e si scatena tra selfie, battute, autografi su magliette del Milan. Sui social immortala ogni momento

Oggi alla riunione di gruppo del PPE mi sono seduto vicino al più giovane parlamentare europeo, Alex Bernhuber!

 




Luigi Di Maio chiude Radio Padania: "Stop alle trasmissioni nazionali"

ROMA – Con una lettera della Direzione generale per i servizi di radiodiffusione e postali, il Ministero dello Sviluppo Economico ha ordinato a Radio Padania l’ emittente radiofonica della Lega la sospensione immediata delle trasmissioni sulla rete digitale. Quella, per intenderci, che finora – in barba ai vincoli della licenza di cui è in possesso – le ha consentito di essere ascoltata in tutto il territorio nazionale, da Bolzano a Palermo, da Bari a Trieste. E di trasformarsi, dunque, da stazione locale a megafono nazionale di Matteo Salvini nella sua interrotta campagna elettorale .

Insomma, è ormai chiaro come Radio Padania, e le sue molteplici anomalie, sia diventata argomento di scontro nell’ennesimo braccio di ferro in essere tra i due vicepremier. La notizia sulla richiesta  fatta dall’emittente di Salvini al Mise, era stata rivelata dal quotidiano La Repubblica lo scorso gennaio, ed aveva lo scopo di ottenere i contributi pubblici a sostegno del pluralismo dell’informazione. In questa maniera è venuto alla luce che il Governo Conte mentre toglieva i fondi statali a Radio Radicale spingendola fin sul baratro dello spegnimento, nello stesso momento si apprestava a staccare un assegno da almeno 115.000 euro a Radio Padania.

La radio leghista trasmette programmi di vario genere per 14 ore al giorno , con approfondimenti politici. Molta politica, a cominciare con la rassegna stampa del direttore Giulio Cainarca e si prosegue con vari programmi, tra i quali Balagan, condotto dal coordinatore del tribunale rabbinico Vittorio Robiati, e Punkrazzia, dove l’avvocato milanese Luca D’Auria si diletta a parlare di politica e rete, con un’ottica diversa, improntata alle neuro scienze. C’è anche l’ascoltatissimo Sammy Varin.  Naturalmente, molto “padanismo” mixato con “sovranismo“, anche se da tempo Salvini non interviene più , preferendo evidentemente le dirette dei suoi profili social.

Di Maio a quel punto  ha provato a bloccare tutto annunciando un supplemento di istruttoria, ma i dirigenti del MISE non trovavano dei validi motivi legali ai quali appellarsi perché la domanda di Radio Padania era del tutto legittima. Di qui il colpo di scena: la direzione dell’emittente Radio Padania che trasmette ancora dalla sede di via Bellerio a Milano ha rinunciato ai soldi, con una mail inviata nottetempo al Mise, guarda caso alla vigilia della pubblicazione delle graduatorie dei beneficiari. “Lo abbiamo fatto per evitare ulteriori polemiche”, è stata l’ermetica spiegazione dell’amministratore Davide Franzini. Ed adesso, però, è facile intuire  il “peso” e le ragioni di queste “ulteriori polemiche”.

Rimane il fatto che se Radio Padania non spengono il segnale digitale, lasciando aperto solo quello analogico tradizionale e geograficamente limitato, rischiano di spegnersi del tutto. Hanno sette giorni di tempo per disattivarlo, periodo entro il quale possono presentare al ministero controrepliche e documenti che comprovino la legittimità del loro operato.

La licenza di cui è in possesso oggi Radio Padania, dopo la vendita nel 2016 della concessione per “radio comunitaria nazionale“, è valida soltanto per la fornitura di contenuti in ambito locale, e quindi non può coprire l’intero territorio italiano. Utilizzare Eurodab senza avere il permesso per farlo, come sostiene appunto il Ministero guidato da Luigi Di Maio, è stato un mezzo usato illecitamente per far campagna elettorale a vasto raggio. Ad esempio per citare il palinsesto di due giorni fa ,  le interviste mandate in onda al tesoriere leghista Giulio Centemero ed al commercialista bergamasco Alberto Di Rubba. Entrambi guarda caso “uomini di fiducia” di Matteo Salvini.

La lettera del dirigente del Mise Giovanni Gagliano, inviata alla società cooperativa Radio Padania (tra i dipendenti compare anche Matteo Salvini, in aspettativa) e per conoscenza anche all’AGCOM , l’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per eventuali provvedimenti, ha svelto infatti il presunto sistema illegittimo. Scrive Gagliano: “Si invita codesta società a sospendere immediatamente la trasmissione dei propri contenuti al Consorzio Eurodab (che è autorizzato, in ambito nazionale, a trasmettere con la tecnica del digitale) e si comunica che, in caso di reiterata violazione, questo ministero procederà all’avvio del procedimento di revoca dell’autorizzazione rilasciata alla Radio Padania Libera il 28 agosto 2018“.  Fonti del Mise spiegano che non è stata ancora attivata alcuna procedura di revoca e che la lettera è un’iniziativa “autonoma” della direzione generale (il dirigente Giovanni Gagliano), “senza che il gabinetto di Di Maio ne fosse informato”.

Secondo quanto riportato dall’ AGI- Agenzia Giornalistica Italia , non sarebbe stata firmata alcuna revoca dell’autorizzazione a Radio Padania Libera. Lo rivelano fonti del Mise, a proposito della presunta decisione del dicastero a consentire l’emittente radiofonica a trasmettere soltanto sull’analogico – quindi a livello locale – e non sulla rete digitale – cioè sul territorio nazionale. Tale nota, adottata dalla direzione generale senza che il gabinetto del Ministro Di Maio ne fosse informato, si chiude con la previsione della possibilità di disporre la revoca dell’autorizzazione alla trasmissione in tecnica digitale in ambito locale a carico dell’emittente. Il procedimento eventuale di revoca della suddetta autorizzazione non è neanche quindi stato avviato dalla direzione competente.




La Lega raggiunge un accordo con la magistratura sul sequestro dei fondi : verserà 600mila euro per 76 anni...

GENOVA – La Procura della repubblica di Genova ha raggiunto oggi un intesa con  gli avvocati della Lega Nord sulle modalità di esecuzione del sequestro dei fondi. I 46 milioni di euro  (di cui tre già sono stati sequestrati un anno fa ) che la Lega deve restituire, dovranno essere versati in rate da centomila euro a bimestre, cioè cinquantamila euro al mese, per un totale di 600mila euro l’anno. I soldi della Lega verranno messi a disposizione su un conto dedicato, a disposizione della guardia di finanza.

I 49 milioni di euro da rimborsare allo Stato, secondo la magistratura, come noto, sarebbero il frutto della maxi-truffa che il senatore Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito avrebbero messo a segno per ottenere indebitamente i rimborsi elettorali. E la Lega, per decisione proprio di Matteo Salvini, non si è costituita parte civile nel processo. Ed erano quelli che gridavano “Roma ladrona, la Lega non perdona…

Nonostante l’accordo raggiunto gli avvocati Giovanni Ponti e Roberto Zingari, difensori della Lega, hanno intenzione di andare comunque avanti nel processo contro la decisione del Tribunale del Riesame di Genova che lo scorso 6 settembre ha dato il via libera al sequestro dei 49 milioni di euro al Carroccio: “Abbiamo depositato il ricorso in Cassazione”  affermano , contro la decisione del tribunale del Riesame di Genova che il 6 settembre scorso aveva dato il via libera al sequestro dei 49 milioni di euro.

Secondo l’accusa della procura genovese i soldi,  sarebbero il frutto della maxi truffa ai danni dello Stato che l’ex segretario della Lega, il senatore Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito avrebbero organizzato per ottenere dei rimborsi elettorali indebitamente.

Il sostituto procuratore generale Enrico Zucca nella requisitoria d’accusa ha richiesto la conferma della condanna in primo grado a 4 anni e 10 mesi per  Francesco Belsito, che deve rispondere di truffa e appropriazione indebita.  nell’ambito del processo d’appello per truffa allo Stato. Lo scorso luglio il pg aveva chiesto la condanna a 1 anno e 10 mesi per Umberto Bossi, 2 anni per i revisori Diego Sanavio e Antonio Turci ed un anno e 3 mesi nei confronti di Stefano Aldovisi.  Secondo il sostituto procuratore generale, “il partito non può essere schermo per atti illeciti” e “tutte le operazioni erano deliberate dai vertici della Lega”.

Allo stato attuale  sui conti della Lega ci sarebbero solo 130 mila euro, ma il movimento di Salvini metterà a disposizione le somme concordate  che arriveranno in primis dagli introiti dell’attività politica (donazioni di militanti, due per mille e quant’altro). Nel caso in cui la Lega non riuscisse a reperirli su questo fronte, un apporto – sulla carta – potrebbe venire dall’eventuale affitto d’una parte degli immobili di via Bellerio. E’ stato inoltre stabilito che la rata annuale aumenterà in maniera proporzionale se gli introiti del partito dovessero crescere: l’ultima media riferisce di incassi per circa 5,5-6 milioni all’anno e d’una rimanenza al netto delle spese inferiore ai tre. Il prelievo, comunque, non ferma l’inchiesta sul presunto riciclaggio di parte dei fondi della Lega. Le indagini proseguono per verificare se le accuse mosse dall’ex revisore contabile, Stefano Aldovisi, siano fondate. Nel caso in cui i pm genovesi dovessero provare che 10 milioni (su 49) sono stati effettivamente trasferiti in Lussemburgo, verrebbero sequestrati.

Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha spiegato che “Si tratta di un’istanza presentata dalla difesa che attiene alle modalità di un sequestro preventivo ed eseguibile“. Spiegando in poche parole  che è stata la Lega a proporre questa strategia, altrimenti i pubblici ministeri avrebbero avuto tutte le carte in regola per procedere subito, bloccando di fatto ogni deposito del movimento. ““Abbiamo fatto quello – ha aggiunto il procuratore capo genovese – che viene fatto in altre procedure analoghe, laddove agiamo in esecuzione. È un meccanismo che la procura ha già seguito per i crediti erariali, per cui una società può subire sequestro preventivo

Credo che abbiamo raggiunto un punto di equilibrio ha concluso Cozzi –  e  si sia arrivati a un epilogo civile e istituzionale e perseguito gli interessi dello Stato, nell’ambito d’uno scontro giudiziario aspro“. Resta il fatto che  per poter arrivare al totale della somma dovuta, insomma, occorreranno 76 anni !

La Procura di Roma ha trasmesso a quella del capoluogo ligure le intercettazioni e le carte sui finanziamenti del costruttore romano Luca Parnasi, travolto a metà giugno dallo scandalo dello stadio capitolino, alla onlus “Più Voci”, creata dal tesoriere e deputato leghista Giulio Centemero, “fedelissimo” di Matteo Salvini.  La tranche del fascicolo inviato in Liguria è importante poiché contiene telefonate e documenti dai quali si capisce che il costruttore Parnasi, aveva finanziato con almeno 150 mila euro a fine 2016,  la onlus “Più Voci” e quei soldi erano stati poi girati a Radio Padania e alla Mc srl, società controllata direttamente dal partito. In varie comunicazioni intercettate Parnasi si vantava d’essere amico di Centemero, che sul punto aveva già fornito alcune puntualizzazioni: “Luca era interessato ad alcune nostre proposte i suoi erano sostegni specifici a iniziative specifiche“. Si trattava d’un finanziamento occulto alla Lega, in seguito messo al riparo per renderlo immune dai sequestri? È questa una delle domande cui dovrà rispondere l’indagine.

Il dato più significativo è la ricognizione in Lussemburgo di magistrati e Fiamme Gialle, che hanno compiuto una serie di accertamenti in primis sulla fiduciaria Pharus Management Lux Sa, quindi presso una banca d’affari lussemburghese. L’ipotesi del procuratore aggiunto Francesco Pinto e del pm Paola Calleri è che l’uscita di 10 milioni in direzione Granducato avvenuta nel 2016, e il rientro di 3 milioni nel febbraio 2018 sulla carta per iniziativa della Sparkasse di Bolzano, siano serviti in realtà al partito dell’era Salvini per riappropriarsi di fondi in precedenza messi al riparo dai sequestri.

La Lega di Matteo Salvini completerà la restituzione del denaro nel 2094, nell’anniversario numero cento dalla nascita della Seconda Repubblica.