Ecco le consultazioni al Quirinale per la crisi di governo

ROMA – Nel pomeriggio di oggi martedì 27 agosto partono le consultazioni del Quirinale fino alle ore 19 di mercoledì 28 agosto si terrà il secondo giro di consultazioni al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Colle ha comunicato il calendario degli incontri. L’ex capo dello Stato e senatore Giorgio Napolitano, non essendo presente a Roma, sarà sentito telefonicamente. L’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica ha comunicato il calendario delle consultazioni.

Il calendario

Martedì 27 agosto 2019:

ORE 16.00

Mattarella incontra il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

ORE 17.00

Tocca al presidente della Camera dei Deputati, l’onorevole Roberto Fico.

ORE 18.20

Gruppo parlamentare misto del Senato, composto da Loredana De Petris, presidente del Gruppo Parlamentare Misto del Senato della Repubblica; Riccardo Nencini, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “PSI“; Pietro Grasso, rappresentante della componente “Liberi e Uguali“; Emma Bonino, rappresentante della componente “Più Europa con Emma Bonino“; Ricardo Antonio Merlo, rappresentante della componente “MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero“.

ORE 18.40

Gruppo parlamentare misto della Camera dei Deputati composto da Manfred Schullian, presidente del Gruppo Parlamentare Misto della Camera dei Deputati; Alessandro Fusacchia, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente +Europa-Centro Democratico“; Renate Gebhard, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente Minoranze linguistiche; Maurizio Lupi, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “Noi con l’Italia – USEI“; Beatrice Lorenzin, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “CIVICA POPOLARE AP-PSI-Area Civica“; Catello Vitiello, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “Sogno Italia-10 volte meglio“; Antonio Tasso, rappresentante della componente “MAIE Movimento Associativo Italiani all’Estero“.

Mercoledì 28 agosto 2019

ORE 10.00

Gruppo parlamentare “per le Autonomie (SVP-PATT,UV) del Senato composto da Julia Unterberger, presidente del Gruppo Parlamentare “Per le Autonomie (SVP-PATT,UV)” del Senato; Albert Lanièce, vice presidente (UV); Gianclaudio Bressa, componente del Gruppo Parlamentare per le Autonomie.

ORE 10.30

Gruppo parlamentare “Liberi e Uguali” della Camera dei Deputati composto da Federico Fornaro, presidente del Gruppo Parlamentare “Liberi e Uguali” della Camera; Rossella Muroni , vice presidente vicario del Gruppo.

ORE 11.00

Gruppo parlamentare “Fratelli d’Italia” del Senato e della Camera composto da Luca Ciriani e Tommaso Foti, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e Vice Presidente del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati; Giorgia Meloni, Capo del Movimento “Fratelli d’Italia“.

ORE 16.00

Gruppo parlamentare “Partito Democratico” del Senato e della Camera composto da Andrea Marcucci; Graziano Delrio, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni, rispettivamente Segretario e Presidente del “Partito Democratico”; Paola De Micheli, vice segretario del “Partito Democratico“.

ORE 17.00

Gruppo parlamentare “Forza Italia – Berlusconi Presidente” del Senato e della Camera composto da Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Forza Italia – Berlusconi Presidente” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, rispettivamente Presidente e Vice Presidente del Partito “Forza Italia – Berlusconi Presidente”.

ORE 18.00

Gruppo parlamentare “Lega-Salvini premier” del Senato e della Camera composta da Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Lega – Salvini Premier” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; Matteo Salvini, Segretario Federale del Partito “Lega – Salvini Premier“.

ORE 19.00

Gruppo parlamentare “Movimento 5 Stelle” del Senato e della Repubblica composto da Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; Luigi Di Maio, Capo della forza politica “MoVimento 5 Stelle“.




Crisi di governo, le dimissioni del premier Conte: "Il governo finisce qui

ROMA –  “Non possiamo, se amiamo le istituzioni e i cittadini, affidarci a espedienti, tatticismi, giravolte verbali che faccio fatica a comprendere. Io apprezzo la coerenza logica e la linearità d’azione. Se c’è mancanza di coraggio, non vi preoccupate, me ne assumo io la responsabilità io davanti al Paese – ha detto il premier Giuseppe Conte nella replica al dibattito in Aula al Senato soffermandosi sul ritiro della mozione di sfiducia da parte della Lega -. Questa è la conclusione, unica, obbligata, trasparente. Vi ringrazio tanto, io vado dal Presidente della Repubblica. Prendo atto che al leader della Lega Matteo Salvini manca il coraggio di assumersi la responsabilità dei suoi comportamenti“.

È una scelta di coerenza con l’apertura fatta in Aula da Matteo Salvini. Se tieni una porta aperta non puoi tenere la sfiducia“. Con queste parole fonti leghiste spiegano la decisione di ritirare la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte. “La mozione, d’altronde” si ricorda “era stata presentata per parlamentarizzare la crisi. E le comunicazioni di Conte e il suo annuncio di dimissioni l’hanno resa non più necessaria”.

Il presidente del consiglio ha lasciato il Quirinale dopo pochi minuti dove ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica ha preso atto delle dimissioni e ha invitato il Governo a curare il disbrigo degli affari correnti.

Il capo dello Stato avvierà le consultazioni domani, mercoledì 21 agosto, alle ore 16 con la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati: poco prima sentirà al telefono il Presidente emerito Giorgio Napolitano che non si trova a Roma, alle 16.45 il presidente della Camera Roberto Fico. Dalle 17.30 e fino alle 19 il gruppo per la autonomie i gruppi misti di Camera e Senato e, infine, Liberi e Uguali. Giovedì alle 10 è il turno di Fratelli d’Italia, alle 11 il Partito Democratico, alle 12 Forza Italia, alle 16 la Lega e con il Movimento 5 Stelle  alle 17 si chiuderanno le consultazioni  .

Sergio Mattarella

Il calendario delle consultazioni al Quirinale, rapide e rese note senza indugio, convocate per le prossime 48 ore, è indicativo. Rivela la ferma volontà da parte di Sergio Mattarella di mettere un punto fermo e chiaro in questa crisi, a tratti surreale, perché il paese non può permettersi traccheggiamenti e tempi infiniti che sposterebbero ancora più in avanti, in pieno inverno, la nascita di un nuovo governo chiamato ad affrontate l’annunciata emergenza economica.

 Questi i tempi: primo giro entro giovedì sera, poi, se i partiti chiederanno qualche giorno per approfondire e definire uno schema serio di accordo, sarà concesso, altrimenti varerà un “governo elettorale” che abbia l’unico scopo di portare in modo ordinato il paese al voto. In poche parole, come si diceva a scuola: la “ricreazione è finita”. Ed è chiaro che il capo dello Stato non si metterà a orchestrare manovre per arrivare a un governo istituzionale, esercitando un ruolo non di arbitro, ma di regista di una operazione politica, per la quale mancano condizioni oggettive e convinzioni soggettive. Punto.

Il suo vero unico punto fermo è evitare un bis del 2018: consultazioni eterne, fatte di giochi tattici, finte aperture, trasformando il Quirinale nel set un infinito “doppio forno”, con Di Maio che inizia aprendo al Pd, poi si consuma il primo tentativo, poi magari procede a un nuovo tentativo con Salvini, una volta smaltito il trauma dell’intervento di Conte. Ipotesi neanche tanto peregrina, che pure aleggia tra i Cinque stelle.

Salvini:  “adesso capisco tutti quei no”  ha detto il vicepremier Matteo Salvini uscendo dal Senato. “C’era un tentativo di inciucio fra Renzi e Grillo che evidentemente partiva da lontano e come Lega abbiamo avuto la dignità, la forza e il coraggio di portarlo in Parlamento per spiegarlo chiaramente agli italiani. Chiedo il voto al Presidente Mattarella. La via maestra sono le elezioni” ha ribadito. “Ho sempre avuto fiducia in Mattarella, ha sempre detto che o c’è un governo serio per fare le cose..”. Così il vicepremier Matteo Salvini ai cronisti al Senato. “In aula ho capito che c’è un’avversione della sinistra e di parte dei 5 Stelle a Salvini, punto – ha aggiunto -. Quindi non penso che l’Italia meriti un governo contro. Fanno un governo tutti insieme contro Salvini? Io propongo un governo per, per tagliare le tasse, le grandi opere, per l’autonomia“.

 Chi ha una certa conoscenza del Colle è certo che Sergio Mattarella coltiva un certo “disincanto”, anche alla luce della giornata di oggi. La verità è che non c’è ancora uno schema definito in campo che attesti l’esistenza di un negoziato degno di questo nome. Anzi, è già caduta l’ipotesi di un Conte bis, illusione questa molto coltivata e radicata nei  Cinque Stelle. La pietra tombale è in quelle poche righe che il segretario del Pd ha affidato alle agenzie, appena finito il discorso del presidente del Consiglio, che pure si era “offerto” alla sinistra rimuovendo, come se calasse da Marte, “l’anno bellissimo” che ha certificato la sua subalternità a Salvini (vedi: migranti e sicurezza): “Discorso autoassolutorio”.

Nicola Zingaretti, segretario del Pd

Due parole che spiegano molto bene  la posizione su cui Nicola Zingaretti chiederà mercoledì mattina mandato alla direzione del suo partito prima di recarsi al Colle, riassumibile anch’essa in due parole. Queste: “Profonda discontinuità”. In sintesi: il Pd, preso atto del fallimento dell’esperienza gialloverde, senza rimuovere quel che è accaduto – i dati economici, la regressione civile del paese, i provvedimenti varati – è disponibile a verificare se ci sono le condizioni per un governo con i Cinque stelle, a patto che si fondi su una rivoluzione copernicana delle logiche seguite finora.

Detta in maniera chiara ed inequivocabile: non un “contratto”, sostitutivo di quello appena stracciato, col Pd che si limita a sostituire, con i propri ministri, i leghisti nella compagine di governo: o si riesce a fare un “patto politico” serio fondato su una cesura nei programmi e negli uomini, bene, altrimenti, se i Cinque stelle non sono disponibili, si vota. Si sarebbe detto una volta: non governo a tutti i costi, non voto a tutti i costi.

 Quindi se Conte, inizialmente garante di quel contratto prima del “regolamento di conti” odierno senza alcun pentimento (“non rinnego nulla di quel che ho fatto sui migranti”) non può essere la persona indicata per Palazzo Chigi ed è chiaro che il “rinnovamento” dovrà riguardare anche il resto della compagine di governo che ha governato con Salvini. Ecco uno dei punti che già logora sin dalla partenza l’ipotesi di negoziato. L’altro punto, nient’affatto irrilevante, è il “fattore Renzi”, che della nuova maggioranza deterrebbe la “golden share” numerica in Parlamento e politica. Il suo discorso in aula, il suo ritrovato protagonismo mediatico, la sua accusa pesante di “connivenza” con Salvini di una parte del suo partito, spiega che  il Matteo di Firenze pur non entrandoci,  sarebbe il dominus dell’eventuale nuovo governo, in grado di deciderne durata di vita e di influenzarne l’azione, avendo i numeri in Parlamento per condizionarne l’operato e la sopravvivenza.

E’ questa l’origine dello scetticismo che aleggia sempre di più dentro il Movimento, alimentato dalle parole di Salvini su Renzi, la Boschi, Banca Etruria, cioè gli “Arcinemici” con cui i Cinque stelle vorrebbero allearsi e gli scandali che attesterebbero la definitiva perdita dell’anima. Arrivati al capolinea, Di Maio e grillini vari, hanno capito quanto sia rischioso fare un patto col “diavolo” (Renzi)  che già si muove come un soggetto politico autonomo. In molti si chiedono: e  se Renzi , tra qualche settimana, attivasse la sua scissione dal PD ? Succederebbe che il suo partito diventerebbe il terzo socio della maggioranza, con Renzi leader e magari la Boschi capogruppo seduta ai vertici col Pd e Cinque stelle. Ecco spiegato il perché il il Presidente Mattarella ha fissato un calendario così stringente. E’ consapevole che altrimenti il “gioco” rischia di diventare infinito.

notizia in aggiornamento




Crisi di governo, l'intervento del premier Conte al Senato, e la replica di Salvini. Diretta video

ROMA – Conte è entrato in aula tra tra gli applausi del gruppo M5S al Senato , stringendo le mani a tutti, anche a Matteo Salvini con cui ha scambia poche (e segrete) parole. Il dibattito durerà 3 ore e 45. Presiede l’Aula il presidente del Senato , Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Gentile presidente, gentili senatrici, gentili senatori – ha iniziato il suo discorso il  premier – ho chiesto di intervenire per riferire sulla crisi di governo innescata dal leader di una delle forze di maggioranza. Ho sempre sostenuto che in caso di interruzione anticipata di governo, sarei tornato qui, sede istituzionale dove ho raccolto la fiducia. Siamo al cospetto di una situazione grave che comporta conseguenze per la vita del Paese“.

L’avvocato, prestato alla politica, Giuseppe Conte veste i doppi panni del “difensore” e nello stesso tempo della “pubblica accusa con una arringa difensiva sull’operato del governo che guida da quasi 15 mesi. Una dura requisitoria contro Matteo Salvini che, tredici giorni fa, dopo che la maggioranza M5S-Lega si era spaccata sull’Alta velocità Torino-Lione, è andato da lui a Palazzo Chigi per annunciargli l’intenzione di porre fine a questa esperienza di governo, con l’obiettivo di “capitalizzare il consenso” ottenuto alle europee di maggio, spingendo il Paese verso le elezioni politiche anticipate.

La diretta video dal Senato della Repubblica

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini da parte sua, questa mattina intervistato da Radio 24 ha detto: “Che senso ha un governo ‘contro’ Salvini con tutti dentro? Un governo deve essere forte, per poter fare”. E ha aggiunto: “Noi della Lega abbiamo ben chiara in testa una manovra economica da 50 miliardi. Prima di tutto? Abbassare le tasse. Rilanciare l’economia, energie, investimenti! Altrimenti cosa stiamo al Governo a fare?”.

Perché aprire la crisi ad agosto si è chiesto Conte quando era già chiara, dopo le elezioni europee, l’insofferenza della Lega? «È stato un gesto di grave imprudenza istituzionale nei confronti del parlamento. Suscettibile di precipitare il Paese in una fase di incertezza politica e debolezza finanziaria. Peraltro annunciata dopo la fiducia ottenuta sul decreto Sicurezza bis, una scelta temporale che suggerisce opportunismo politico». Il tutto senza che vi sia stato, in coerenza, il ritiro della delegazione leghista al governo.

il premier dimissionario Giuseppe Conte

«Avete accreditato l’idea di un governo dei no macchiando 14 mesi di attività di governo — ha rilevato Contemettendo così in dubbio anche l’attività dei vostri ministri e sottosegretari che mi hanno affiancato». Il premier ha poi ricordato i tanti provvedimenti adottati dall’esecutivo, accusando la Lega di avere «oscurato» e «offuscato» il lavoro svolto. «Questo è un governo che ha lavorato insensamente fino all’ultimo giorno e prodotto significative riforme, altro che governo dei no». Per Conte la verità è un’altra, e cioè che all’indomani delle elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento la Lega abbia cercato a tutti i costi di prendere le distanze dall’esecutivo per poi cercare di monetizzare anche in chiave nazionale il consenso ottenuto nel voto europeo.

 Conte rivolgendosi direttamente al suo vicepremier  Salvini ha detto: «Caro Matteo promuovendo questa crisi di governo ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese. Hai chiesto pieni poteri e hai invocato le piazze a tuo sostegno. Questa tua concezione mi preoccupa. Le questioni istituzionali non si regolano nelle piazze ma nel Parlamento». Citando poi Federico di Svevia ha detto che «non abbiamo bisogno di persone con i pieni poteri ma di persone con piena responsabilità».

Il presidente del Consiglio non ha sorvolato sulle vicende legate al cosiddetto «Russiagate» che vedono coinvolto lo stesso Salvini: «Se avessi accettato di venire a riferire in Senato su una vicenda che richiede di essere chiarita anche per i riflessi internazionali avresti evitato problemi al tuo presidente del Consiglio». Gli ha poi rinfacciato di avere più volte «invaso le competenze» degli altri ministri, finendo per minare l’efficacia dell’azione dell’esecutivo e lo ha accusato di avere criticato più volte alcuni ministri evidenziando una mancanza di «cultura delle regole». Conte ha poi detto a Salvini di non avere gradito l’accostamento agli slogan politici i simboli religiosi, considerandoli «episodi di incoscienza religiosa» che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e al tempo stesso di oscurare il principio di laicità, «tratto fondamentale dello Stato moderno».

Il richiamo al rispetto delle regole istituzionali il premier lo ha rivolto anche al M5S, considerato troppo sensibile ai sondaggi. E ha ricordato la mancanza di rispetto del gruppo pentastellato che, in occasione del suo intervento sulla questione russa, aveva abbandonato l’aula «senza ragione che potesse giustificare l’allontanamento». «La crisi in atto compromette l’azione di questo governo che qui si arresta — ha detto Conte —. Ma bisogna andare avanti, c’è gran bisogno di Politica con la P maiuscola, bisogna progettare il futuro, offrire opportunità ai nostri giovani, che vanno trattenuti e non costretti ad abbandonare il Paese”

LA DIRETTA DAL SENATO DELLA REPUBBLICA

LA REPLICA DI MATTEO SALVINI

Subito dopo ha preso la parola Matteo Salvini, ma dai banchi della Lega e non più da quelli del governo. Ha subito replicato a Conte per la sequela di accuse ricevutecome un Saviano qualsiasi»), ha ironizzato sulle critiche per la crisi aperta ad agosto (“perché in questo momento nel Paese c’è gente che lavora, non ci sono solo i politici per cui agosto è sacro“) e ha sottolineato l’esigenza di lavorare da subito in maniera coraggiosa “per l’Italia del 2050” aggiungendo “Non ho paura del giudizio degli italiani”.

Salvini: la critica più surreale è “niente crisi ad agosto…

«La critica più surreale è stata: non si fanno le crisi ad agosto, che i parlamentari non lavorano…Facciamo i ministri un mese si, un mese no? “. Lo afferma il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula del Senato. “Non parlavo male dei colleghi ma l’Italia è più sicura”.

Salvini: “Grazie e finalmente, Grazie e finalmente. Rifarei tutto quello che ho fatto”
Il presidente del Senato lascia la parola a Matteo Salvini che per il suo discorso abbandona i banchi del governo e va a sedersi fra quelli della Lega. Dopo il lungo intervento del premier Giuseppe Conte nell’Aula del Senato, prende la parola il vicepremier Matteo Salvini che esordisce dicendo: «Grazie e finalmente, Grazie e finalmente. Rifarei tutto quello che ho fatto» e poi aggiunge: «Non ho paura del giudizio degli italiani».

Salvini a Conte: “Io non ho chiesto consigli a Merkel”

A me non è mai capitato di chiedere alla cancelliera Merkel consigli su come vincere  la campagna elettorale visto che Salvini aveva chiuso i porti……Non ho mai preso un caffè lamentandomi che Salvini ha chiuso i porti  ” ha detto il leader della Lega Matteo Salvini replicando al premier Giuseppe Conte.

Salvini a M5S: “Vi ci vedo a riformare il lavoro con Renzi”

Se il Movimento 5 Stelle aveva intenzione di liberarsi della Lega e fare un’altra maggioranza non aveva che da dirlo… Vi vedo a fare la riforma del lavoro con Renzi, delle banche con la Boschi e del Csm con Lotti, vi ci vedo

 Salvini: chiederò finché campo la protezione di Maria
«Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l’Italia la chiedo finché campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone».

“La manovra economica, la sostengo con 50 miliardi per il delle taglio tasse”
«La Lega è pronta a sostenere una manovra economica se ha almeno 50 miliardi a bilancio per ridurre le tasse a famiglie, lavoratori e imprenditori italiani, almeno, stando sotto a quello che farà la Francia».

Salvini: il governo finito per colpa di tanti “signor no
“Se questo governo s’è interrotto è perché in Parlamento, in Commissione, al governo c’erano tanti signor No“.

– Salvini a Conte: gli incontri con le parti sociali? Non sono mai stati ascoltati prima
«A lei che mi ha detto che ho incontrato le parti sociali, dico che non li ascoltava nessuno. E se l’avesse fatto qualcuno prima di me, avremmo fatto in fretta, apriamo all’Italia, senza paura e a testa alta».

“Non voglio Italia schiava di nessuno”
«La libertà non consiste nell’avere il padrone giusto ma nel non avere nessun padrone» ha detto Matteo Salvini citando Cicerone. «Non voglio una Italia schiava di nessuno, non voglio catene, non la catena lunga. Siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo e sono stufo che ogni decisione debba dipendere dalla firma di qualche funzionario europeo, siamo o non siamo liberi?».

«L’Italia che ho in testa non cresce di zero virgola»
«Poi racconto l’Italia che abbiamo in testa e nel cuore, che non cresce dello zero vergola, che ha una giustizia quella vera, dove ci sono 60 milioni di presunti innocenti fino a prova contraria».

“Noi siamo dipendenti pubblici al servizio dei cittadini italiani. – ha evidenziato Salvini nel suo intervento – Sono loro i nostri datori di lavoro. L’Iva non aumenta, si vota e non aumenta. I numeri dicono che abbiamo fatto cose buone e cose meno buone. Io non mi rassegno all’Italia disegnata nel 2050 dall’Istat quello dello zero virgola…Nel 2050 l’Italia perderà 4 milioni e mezzo di italiani e in cambio importerà 10 milioni e mezzo di immigrati. Io a questo non mi rassegno a questo”. E poi l’affondo verso Conte e il governo: «La settimana scorsa la forza di maggioranza di governo ( M5S – n.d.r.) le ha votato la sfiducia dicendo no alla Tav ! Quindi di cosa stiamo parlando? Questo governo si è interrotto perché da mesi c’erano dei signor no che bloccavano tutto quanto”.

L’INTERVENTO DEL PREMIER GIUSEPPE CONTE

Giuseppe Conte

Il premier Conte al termine del suo intervento ha infine annunciato di volere rispettare fino in fondo l’iter istituzionale: resterà pertanto ad ascoltare tutti gli interventi dei senatori e solo al termine si recherà al Quirinale per ufficializzare la fine dell’esperienza del governo «nelle mani del presidente della Repubblica». Ultima stoccata alla politica che insegue il consenso sui social network e i titoli dei giornali. Facce perplesse alla sua destra (Salvini) e alla sua sinistra (Di Maio). Chiusura, infine, con un «Viva la nostra Patria, viva l’Italia», tra gli applausi dei senatori del M5S presenti in Aula e l’indifferenza manifestata pubblicamente dei leghisti.

– «Su intervento delle piazze e pieni poteri della concezione di Salvini preoccupa»
«Il Paese ha urgente bisogno che siano completate le misure per favorire la crescita economica e gli investimenti. Abbiamo predisposto vari strumenti che con questa incertezza rischia di non essere valorizzati. Caro ministro dell’Interno, promuovendo questa crisi di governo ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese. Ti ho sentito chiedere «pieni poteri» e invocare le piazze a tuo sostegno, questa tua concezione mi preoccupa».

– «Calpestati risultati quota cento e reddito di cittadinanza»
Dicendo che è stato il governo dei “no”, «avete offeso la verità dei fatti, avete oscurato le misure per rafforzare la sicurezza dei cittadini, le norme anticorruzione, il codice  rosso» e «avete calpestato le misure di protezione sociale che, insieme, abbiamo adottato», come «quota cento e reddito di cittadinanza» oltre alle norme in favore dei risparmiatori truffati dalle banche.

– Salvini scuote la testa a critiche Conte per Lega
Matteo Salvini scuote la testa più volte, appare molto perplesso mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte gli snocciola le critiche all’atteggiamento assunto dalla Lega, che accusa di opportunismo politico. Ha lo sguardo fisso al centro dell’Emiciclo, dove ci sono i deputati M5S e prende appunti. Luigi Di Maio è immobile: una sfinge: tiene le mani giunte sul banco e scambia ogni tanto una parola con Danilo Toninelli che gli siede accanto.

– La Lega contesta Conte quando critica Salvini
I senatori della Lega contestano il presidente del Consiglio Giuseppe Conte quando egli manifesta le sue critiche sull’atteggiamento assunto da Matteo Salvini in questa crisi. Le parole del premier sono sottolineate da un applauso del M5S, che si ripete al rinnovarsi di ogni critica verso il leader della Lega da parte del presidente del Consiglio. La Lega applaude solo quando Conte dice che bisogna «far votare i cittadini».  L’opposizione non esprime alcun sentimento durante il dibattito. Matteo Renzi viene visto sorridere, poi girarsi con i suoi a commentare coprendosi la bocca con la mano.

– «Da Salvini grave carenza cultura costituzionale»
«I comportamenti adottati in questi ultimi giorni dal ministro dell’interno rivelano scarsa responsabilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale. Mi assumo la responsabilità di quello che dico».

– «Interessi di parte compromettono interesse Italia»
«Ogni partito è chiamato ad operare una mediazione tra gli interessi di parte e quelli generali, quando ci si concentra solo su interessi di parte non si tradisce solo la nobiltà della politica ma si compromette l’interesse nazionale».

– «Irresponsabile sollecitare voto ogni anno»
«Quando si assumono così rilevanti incarichi istituzionali e dando il via del governo del cambiamento si assumo precisi doveri verso i cittadini e verso lo Stato». Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato. «Far votare i cittadini è l’essenza della democrazia, sollecitarli a votare ogni anno è irresponsabile».

Conte ha criticato Salvini anche per l’uso del rosario nei comizi: e Salvini ne ha estratto uno di tasca, baciandolo

– «Crisi rende Italia debole in trattative con Ue»
«Questa crisi interviene in un momento delicato dell’interlocuzione con le istituzioni Ue. In questi giorni si stanno per concludere le trattativa per i commissari e io mi sono adoperato per garantire all’Italia un ruolo centrale. È evidente che l’Italia corre il rischio di partecipare a questa trattativa in condizioni di oggettiva debolezza».

– «Salvini ha seguito interessi personali»
Salvini ha dimostrato «di perseguire interessi personali e di partito» ha detto il premier Conte aggiungendo che il vicepremier «Ha disatteso l’impegno solenne» che era stato preso durante la formulazione del contratto di governo».

«Non posso permettere crisi per mezzo social»
Questo passaggio «merita di essere chiarito in un pubblico dibattito che consenta trasparenza e assunzione di responsabilità da parte di tutti i protagonisti della crisi. Io ho garantito che questa sarebbe stata un’esperienza di governo all’insegna della trasparenza e del cambiamento e non posso permettere che questo passaggio possa consumarsi a mezzo di conciliaboli riservati, comunicazioni rilasciate sui social o per strada».

– Conte: «La crisi innescata da Salvini»
«Sono qui per riferire in aula sulla crisi di governo innescata dalla dichiarazioni del ministro dell’Interno». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte sottolineando che «L’8 agosto Salvini ha diramato una nota con cui si diceva che la Lega poneva fine alla sua esperienza e voleva le urne. Ha quindi chiesto la calendarizzazione di comunicazioni. Oggetto grave che comporta conseguenze gravi».

 

 

– Camera, al via comunicazioni Conte in Senato
Al via nell’Aula del Senato la seduta dedicata alle Comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. L’Aula è gremita, come le tribune della stampa e del pubblico.

– Stretta di mano Conte-Salvini in Aula Senato
Stretta di mano tra il premier Giuseppe Conte e il vicepremier Matteo Salvini in aula al Senato, prima del discorso del presidente del consiglio. Salvini, mentre un lungo applauso dei senatori di M5s ha accolto Conte nell’emiciclo, ha sussurrato alcune parole nell’orecchio del premier.

– Conte seguirà dibattito in aula  Senato
Dopo le sue comunicazioni all’aula del Senato il presidente del Consiglio dovrebbe ascoltare il dibattito parlamentare e non andare direttamente al Colle dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E’ quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi.

– Conte al Senato. Militanti Lega lo accolgono gridando “buffone
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è giunto al Senato. Fuori Palazzo Madama un gruppo di militanti della Lega lo ha accolto al grido di «buffone, buffone» e «elezioni subito».

in aggiornamento




Di tutto, di più …

Una selezione del peggio dell’informazione tratta dai media, social network e televisione. Questa settimana Serena Grandi che sceglie Matteo Salvini, Marielena Boschi e Paola Taverna se le suonano e Mario Borghezio “amico” di Savoini: leggetele tutte e poi scegliete la vostra dichiarazione preferita. Buon divertimento

Gianluca Savoini “Già giornalista all’Indipendente e alla Padania, poi portavoce di Bobo Maroni, oggi a capo dell’associazione Lombardia-Russia”, intervistato dichiara…

Mistificazione, inganno, falsità, mascalzonata, ecco cos’è! Oggi come oggi non serve molto per manomettere un file, tagliare frasi, alterare la voce. Io ero lì che bevevo un caffè insieme ad altra gente, c’erano 10-15 persone, non so neanche bene di cosa parlassero. Comincio a pensare sia una trappola contro Salvini: qualcosa di losco c’è, guarda caso arriva Putin in Italia ed ecco qua…” ( fonte: La Repubblica )

Il vicepremier Matteo Salvini sul caso scoperchiato dall’Espresso e rilanciato in questi giorni dal sito americano BuzzFeed

Mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia!”…”Da Mosca io ho sempre portato a casa matrioske, Masha e Orso per mia figlia… solo matrioske, Masha e Orso!”

Gianluca Savoini intervistato questa volta dal quotidiano La Stampa

Lei stava al Metropol di Mosca, si sente la sua voce che parla con imprenditori italiani, russi, tutti impegnati a discutere di affari, forniture di carburante. “Erano persone che avevo incontrato poche ore prima al convegno organizzato dalla Confindustria alla quale era presente anche Salvini. Nella hall dell’albergo mi hanno riconosciuto e ci siamo messi a parlare. Se c’era da discutere di qualcosa di veramente riservato secondo lei ce ne stavamo nella hall o saremmo andati in una sala riservata? Gli imprenditori parlavano di affari, facevano pressioni, citavano percentuali, tutte cose di cui io non capisco nulla. Non so nemmeno la differenza tra diesel e benzina (ride, ndr). Io come presidente dell’Associazione Lombardia-Russia mi occupo di cultura”

La Lega su Savoini 

Mai stato con noi nella delegazione”, ma in foto a Mosca è al tavolo di Salvini  (I due compariranno insieme in molte altre foto scattate in Russia) ( fonte: La Repubblica )

Tre uomini e un ufo” Mattia Feltri riassume per  l’incredibile trama del Russia-gate in salsa padana…

Trama: ex gestore dei bagni Ondina di Laigueglia ed ex giornalista definito da due suoi direttori un ‘nazionalsocialista’ e un ‘nazista’, si ritrova nella hall del Metropol di Mosca insieme a un avvocato cacciato dalla Serenissima Gran Loggia d’Italia per comportamenti non consoni al Rito Scozzese Antico (qualsiasi cosa voglia dire). Stanno cercando di far avere del denaro illecito a un partito italiano il cui leader e ministro, il giorno prima, insieme all’ex gestore nazista dei bagni Ondina, ha partecipato a un summit del governo russo. Poco tempo dopo lo stesso leader e lo stesso ex gestore nazista dei bagni Ondina condividono con il presidente russo il tavolo di un pranzo ufficiale. Il leader del partito italiano nega di avere invitato l’ex gestore nazista dei bagni Ondina all’uno e all’altro summit. Salta però fuori che a invitarlo è stato un ex assessore di Sesto San Giovanni – secondo il quale le cancellerie nascondono le prove della venuta degli extraterrestri fra di noi e vogliono condurre l’intero continente all’omosessualità – e nel frattempo salito al ruolo di consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del leader e ministro del primo partito italiano (…)” (fonte: La Stampa)

Lo storico ministro leghista Giancarlo Pagliarini  intervistato su “Moscopoli

Pagliarini, se lo sarebbe mai aspettato? “Macché. In tutti gli anni in cui sono stato nella Lega le uniche volte in cui ho sentito citare la parola Russia è stato per le GNOCCHE” (fonte: Il Fatto Quotidiano )

L’esponente leghista Mario Borghezio intervistato su Savoini

Savo è un mio vecchio amico, un soldato della Lega, delle nostre idee. Se pure ha assistito a una trattativa di questo genere sono certo che non ha chiesto neanche un caffè. Fosse un intrallazzatore, non sarebbe mio amico. È molto competente in geopolitica” ( fonte: Corriere della Sera )

La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati boccia con queste parole le interrogazioni parlamentari delle opposizioni sul caso Russia-Lega

Il Senato non può essere il luogo del dibattito che riguarda PETTEGOLEZZI GIORNALISTICI

L’ex premier Pd Enrico Letta su Twitter

MINCHIA! Mai ricevuti tanti #vaffa da account #anonimi. Un delirio da quando ho detto, come tanti altri, che #MinistroInterni se mente platealmente su un suo collaboratore, si deve dimettere. Mi sa che stavolta si sente davvero puzza di bruciato. #Salvini”

L’ex stagista Monica Lewinsky ha risposto ad un sondaggio che circolava su Twitter: qual è il peggior consiglio professionale che tu abbia mai ricevuto?

E la Lewinsky: “Uno stage alla Casa Bianca sarà fantastico per il tuo curriculum 😳”

Nicola Morra  presidente 5 Stelle della Commissione parlamentare antimafia, su Twitter

“Non c’è soddisfazione più grande che togliere alla mafia la #roba, pirandellianamente parlando”. Ma la citazione in realtà è di Giovanni Verga

Luca Morisi  “digital-philosopher e social-megafono” che si occupa della “comunicazione del Capitano” Salvini commenta

La ‘ricca, bianca e tedesca’, ‘comandante’ Carola, vuole censurare i social del Capitano facendoli sequestrare 😂😂😂😂😂😂” (fonte: Twitter)

Dalla querela presentata da Carola Rackete comandante della nave  “Sea-Watch”  al ministro dell’Interno Salvini per “diffamazione aggravata” e “istigazione a delinquere” 

Da Salvini, leggiamo nelle 14 pagine della denuncia, Carola Rackete viene definita “ricca comunista tedesca delinquente”, “mercenaria”, “sbruffoncella”, “fuorilegge”, “comandante criminale”, “potenziale assassina”. (fonte: Open)

Annalisa Chirico opinionista del Foglio intervistata da Libero

Salvini è un superfemminista. Crede nella parità tra uomo e donna al punto che tratta le donne alla pari, nel bene e nel male. Chiamando Carolasbruffoncella‘ l’ha elevata a interlocutrice politica, insomma le ha fatto un regalo

Mariaelena Boschi (Pd)

Se evitiamo la procedura di infrazione è perché i nostri progetti di fatturazione elettronica e fisco digitale hanno portato altri 2.9 miliardi di euro, salvando l’Italia” (fonte: Facebook)

La deputata Boschi Pd e la Taverna vicepresidente del Senato M5s se le “suonano” online

Boschi: “L’ad di Fincantieri dice che mancano 6mila ragazzi per fare lavori manuali, come il saldatore. E lui è pronto ad assumerli. Forse il Governo dovrebbe concentrarsi su questo anziché sul reddito di cittadinanza. I ragazzi hanno diritto a trovare un lavoro, non a ricevere un sussidio”. Replica  la Taverna: “Il sistema del Reddito è già partito. Adesso ci stiamo occupando del taglio di 345 Parlamentari. Le consiglio di inviare il cv come saldatrice. Oppure c’è il #Rdc con cui le proponiamo dei lavori, se rifiuta due volte la mandiamo nella sua Bolzano. Ci pensi!”. E la Boschi: “Io faccio l’avvocato. Ma non troverei nulla di male a fare il saldatore. Nella prossima legislatura credo di avere i voti per restare in Parlamento. In caso contrario farò la professione per cui ho studiato. Lei non so. Magari mandi il curriculum a suo cugino, quello dei vaccini” (fonte: Twitter)

Il senatore Pd Matteo Renzi su Instagram

Cosa c’è meglio di un’amaca la domenica mattina? Nulla. Buona giornata a tutti”

Andrea Scanzi  giornalista del Fatto Quotidiano, su Facebook

‘BASSO’ IO? SONO ALTO 1.88, BABY – Sono dieci anni (da quando faccio tivù) che mi dicono: “Oh, ma lo sai che in tivù non sembri mica così alto???”. Dieci anni. Una cosa INSOPPORTABILE. E aggiungono sempre più: “Ma lo sai che dal vivo sei molto meglio? Sei più giovane e più magro!”. Che fa anche piacere, ma vuol anche dire che in tivù mica vengo benissimo. Per questo pubblico questa foto, nella mia Arezzo. Vi sembro basso, porca di una miseria ladra? BASTA con questa storia! Una volta per tutte: sono alto 1.88 cm, peso 73 chili, il mio record sul Cooper (proprio tre giorni fa) è 3080 metri e per avere l’infinità di 45 anni non mi lamento. Certo, non ho lo charme di Orfini, ma – buon Dio, donne! – c’è di peggio. D’ora in poi, per chi scriverà “sei basso” scatterà il ban immediato mentre per chi me lo dirà dal vivo scatterà qualcos’altro. Però garbato. E sempre agile. (Pubblico queste foto solo per ripulire la pagina da bacchettoni e non-ironici e, ovviamente, per avere una babele di complimenti femminili. Possibilmente sconci, sboccati e sadomaso. Daje)

Leggiamo il solito smemorato Luigi Di Maio. Poverino….

Un grande risultato raggiunto dopo settimane di lavoro intenso”, queste le parole di Luigi Di Maio dopo il via libera ad Atlantia come partner per comporre il consorzio per la newco per la nuova Alitalia. Alcune settimane fa, ospite di Porta e Porta, il ministro del Lavoro diceva: “Atlantia dentro Alitalia? Andrà a picco, farà precipitare gli aerei!” (fonte: Corriere.it)

Il ministro Alberto Bonisoli a “Un Giorno da Pecora” 

Che tipo di musica ascolta il Ministro della Cultura? “Mi piacciono gli Ac/Dc, che canto sotto la doccia. Ma il concerto più ‘estremo’ che ho visto è quello di Bob Marley, a San Siro nel 1980. Vi dico solo che ad aprire il concerto c’era Pino Daniele. Ricordo ‘No Woman No Cry’ cantata in mezzo a 100mila persone“. Salvini è uomo di cultura? “Ha una sua cultura, come ognuno di noi. Ad esempio ho visto che gli piace Vasco Rossi” (fonte: Rai Radio 1)

L’ultima, grande “battaglia” di Giorgia Meloni leader di Fdi 

Cosa sarebbe accaduto se lo avessero fatto con Obama, Hilary Clinton, la Merkel o Macron? Scommetto che sarebbe successo un finimondo. La vergognosa doppia morale dei buonisti”. In foto, lo scopettino per il water con il volto di Donald Trump, acquistabile in rete per 6 euro (fonte: Twitter)

Lega Toscana

“- PRI-MA-I-TOS-CA-NI!”  I consiglieri regionali della Lega protestano ma SBAGLIANO la divisione in sillabe. Lo strafalcione è apparso sulle t-shirt indossate per manifestare contro una proposta di legge per l’assistenza ai migranti . (fonte: Repubblica.it)

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini sui propri canali social

Un boccale di ottima birra, alla salute di chi vuole male all’Italia! Io non mollo

Serena Grandi la  “Monella” di Tinto Brass intervistata da Libero

Ho votato Salvini e ho fiducia in lui, spero non mi deluda. Credo che stia cercando di dare nuovamente dignità al nostro paese e ne avevamo bisogno. Sono stata craxiana perché anche Bettino cercava di dare una dimensione internazionale al nostro paese…”

 




Lega e M5S al lavoro per una soluzione al “caso Savona”. Salvini rientra a Roma per incontrare Di Maio

ROMA – Oggi Matteo Salvini che difficilmente cancella appuntamenti elettorali ha annullato il lungo programma di comizi in agenda oggi in Lombardia, in vista delle prossime amministrative del 10 giugno. Il segretario leghista, , è atteso a Roma dove raggiungerà il suo vice Giancarlo Giorgetti, a cui ha affidato la nuova trattativa nelle ultime ore con il Movimento 5 stelle. Previsto in giornata un incontro con Luigi Di Maio: i due leader cercano di chiudere il cerchio sui ministri e ripresentare un nuovo accordo al Quirinale.

Salvini e Di Maio stanno cercando di trovare innanzitutto uno spostamento indolore di Paolo Savona dal Tesoro, come proposto da Di Maio per rispettare le indicazioni del Capo dello Stato,  e l’ipotesi potrebbe essere quello di indicare l’economista alle Politiche europee. Ma si lavora anche all’allargamento della maggioranza con l’ingresso di Fratelli d’Italia nell’alleanza di Governo e quindi il Ministero della Difesa potrebbe andare alla stessa Giorgia Meloni o a Guido Crosetto, che in passato è gia stato sottosegretario alla Difesa. La Meloni ha annullato anche lei una serie di impegni elettorali che aveva in Puglia, per essere a Roma.

Il Movimento 5 Stelle è  sull’orlo di una crisi di nervi. Per la prima volta, i sondaggi, cambiano direzione. Beppe Grillo viene definito inquieto e critico. Ecco perchè  Di Maio ha decide di passare all’attacco e di stanare Salvini:”Basta, ci sta prendendo in giro“. Di Maio im un colloquio avuto con Carlo Cottarelli sarebbe arrivato a dire di non immaginare che la nomina di  Savonaera così pericolosa” ed avrebbe aggiunto di non essere stato inizialmente a conoscenza di una sua presunta iscrizione alla massoneria americana.

Da qui è partita  l’offensiva interna al M5S . Laura Castelli si dice “stupita dal mancato passo indietro” dell’economista. Lorenzo Fioramonti, indicato inizialmente come Ministro dello Sviluppo economico, attacca: “Difendere Savona e le sue opinioni è giusto, ma impuntarsi su una persona col rischio di far affondare il Paese è da irresponsabili. Era il piano di Salvini dall’inizio? Mi rifiuto di crederci“. In un’assemblea improvvisata a Palazzo Madama i senatori del M5S autoconvocatisi , per la prima volta da quando è cominciata la legislatura, criticano tra lacrime e urla Luigi Di Maio. Una senatrice accende la folla di colleghi: “Luigi ha sbagliato tutto“.  Una riunione agitatissima in puro stile “carbonaro”, che ha preceduto l’ennesima svolta,  del capo politico, il quale prova a uscire dall’angolo e scaricare le colpe dall’altra parte del campo, in direzione Lega. Un tentativo disperato di smarcarsi dalle critiche di subalternità e di incoerenza.

Di Maio arriva a Montecitorio

Sono in molti ad essere rimasti senza parole ed increduli a seguito delle piroette di Di Maio sul Quirinale, accusando di tradimento il Capo dello Stato, dopo 24 ore ritornato “un buon interlocutore”. Il fatto che le truppe grilline siano preoccupate e scontente, lo si è visto martedì sera. Un gruppo di senatori si è riunito informalmente, evitando di avvertire il capogruppo Danilo Toninelli fedelissimo” di Di Maio . Nonostante la crisi di coscienza della veterana Laura Bottici (“Non possiamo riunirci senza dirlo a Luigi“), la riunione è andata avanti lo stesso. Secondo quanto riferisce l’AdnKronos, Gregorio De Falco avrebbe definito “clamorosamente sbagliata” la strategia e linea politica di Di Maio. Il comandante, però, resta nei ranghi: “Nessuna critica. La linea politica è stabilita dal capo. Lo staff è in funzioni di supporto“.  E sull’impeachment? “Di Maio ha chiarito, era giusto mantenere la calma“. In realtà molti la stanno perdendo. Una senatrice è scoppiata in lacrime: “Arrivando a Roma pensavo che il Movimento fosse condivisione. E invece nessuno ci dice niente. È un incubo”. All’assemblea serale, Di Maio va subito in difesa e si giustifica: “Ci hanno fregato tutti? Preferisco passare per brava persona che per furbo“. Ed aggiunge: “Ci trattano come i Calimero della politica. Ci trattano come gli scemi”.

A sua volta il professor Giuseppe Conte non ha tenuto la sua lezione all’ Università di Firenze dove insegna ed è stato sostituito da un suo assistente. Secondo quanto si apprende Conte  dopo la lezione tenuta nel pomeriggio, ieri sera è ripartito per Roma, dove risiede, e stamani infatti non avrebbe preso il treno per Firenze. “Solo per la precisione, di no euro mai si è parlato, mai. Anzi non c’è nel contratto e non è stato mai un tema all’ordine del giorno, questo lo voglio chiarire in ogni caso”.

Così Giuseppe Conte ha risposto a Corriere Tv sull’ipotesi che un governo da lui guidato possa portare l’italia fuori dall’euro. Il professore, indicato nei giorni scorsi da M5s e Lega come presidente del consiglio e che aveva ricevuto l’incarico dal capo dello stato, Sergio Mattarella, cui aveva poi rinunciato, però non risponde prudentemente alla domanda se sia pronto a risalire al colle nel caso in cui si sblocchi l’impasse politica e venga nuovamente indicato dai due partiti come premier di un governo giallo-verde.

Alla guida del ministero dell’Economia circola  il nome dell’ex direttore generale di Bankitalia Pierluigi Ciocca. Ma rimane in pista anche Giorgetti (anche se quest’ultimo preferirebbe l’incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; incarico che comunque la Lega vorrebbe mantenere per sé anche in caso di `promozione´ a ministro di Giorgetti .

Questa mattina al Quirinale  è avvenuto un incontro informale tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, e successivamente il Capo dello Stato ha avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente della Camera Roberto Fico.

Sullo sfondo, il governo “tecnico” di Carlo Cottarelli, sempre pronto a tornare in pista, con la lista dei ministri pronta, qualora l’evolversi della situazione politica lo rendesse necessario.

 




A Roma l' ottava edizione del Salone della Giustizia

di Giovanna Rei

ROMA – L’alternanza scuola-lavoro, la domanda di autonomia amministrativa, l’economia tra globalizzazione e nuovi protezionismi, e la minaccia del terrorismo: sono alcuni dei temi che verranno approfonditi al Salone della Giustizia, la cui ottava edizione ha aperto i battenti ieri a Roma al Centro congressi del Parco dei Principi, per una tre giorni di seminari.

Il Salone quest’anno ruota intorno alla domandadove i cittadini vorrebbero ci fosse più giustizia?‘. Assente per la prima volta il governo, sono stati gli esperti chiamati a confronto a dare le risposte. Ha aperto i lavori il presidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi, il ministro della Giustizia argentino German Garavano e la presidente della Fondazione Gerusalemme Johanna Arbib. Nel primo dibattito si è parlato  di futuro, di giovani e lavoro con, tra gli altri, il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio, il rettore di Tor Vergata Giuseppe Novelli e due sindacalisti di lungo corso come Raffaele Bonanni ed Emilio Miceli. Nel pomeriggio si sono affrontati , dal punto di vista politico e costituzionale, il tema delle autonomie regionali con il presidente della Puglia Michele Emiliano, l’Avvocato generale dello Stato Massimo Massella Ducci Teri, il presidente di Unioncamere,  Ivan Lo Bello.

 

Oggi il Salone si aprirà con un dibattito sullaGlobalizzazione e nuovi protezionismi” . Saranno in particolare messe a fuoco le future strategie di Italia e Regno Unito. Philip Willan, corrispondente dall’Italia del ‘The Times’, porrà la questione ai relatori che partecipano a questo importante incontro. Beniamino Quintieri, presidente della Sace, Donato Iacovone, AD di Ernst e Young, Mauro Moretti, già AD di Ferrovie dello Stato e di Leonardo Spa, Gianni Letta. Sarà presente il Ministro plenipotenziario  Ken O’ Flaherty, vice Capo Missione dell’ Ambasciata Britannica di Roma.

Il tema del pomeriggio è il ricatto del terrorismo: Un argomento, quello del terrorismo, di strettissima attualità. Nel mondo tra la gente è sempre più diffusa una sensazione di pericolo e di forte insicurezza. L’argomento concluderà la seconda giornata dei lavori dell’8° Salone della Giustizia. Ne parlerà Franco Gabrielli, Capo della Polizia di Stato e della Pubblica Sicurezza, Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia e anti terrorismo, Giuseppe Amato, procuratore Capo di Bologna, Ofer Sachs, ambasciatore dello Stato di Israele, Kieran L. Ramsey, attachè legale del FBI dell’Ambasciata americana in Italia. Giovanni Soccodato, vice presidente Strategie e Innovazione di Leonardo Spa illustrerà i progressi della tecnologia italiana per il contrasto alle attività terroristiche. Moderatrice Fiorenza Sarzanini, giornalista del Corriere della Sera.

L’ultimo giorno del Salone sarà dedicato al rapporto tra media e magistratura. Ad introdurre il dibattito Tommaso Marvasi, vice presidente del Comitato scientifico del Salone della Giustizia e presidente del Tribunale delle Imprese. L’incontro sarà moderato dal direttore di Rainews24 Antonio Di Bella, a cui parteciperanno  il direttore del Messaggero Virman Cusenza, il direttore dell’ANSA Luigi Contu, il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini, il presidente della Cassazione Giovanni Mammone e il presidente dell’Anm Francesco Minisci.

Il presidente del Salone della Giustizia Carlo Malinconico, (a lato nella foto) concluderà i lavori assieme alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Per quanto riguarda i workshop, l’Unione Camere Penali insieme alle Camere Penali di Roma ha promosso due incontri nel corso della giornata inaugurale. I temi trattati riguarderanno: giudici e pubblici ministeri, due carriere per un giusto processo e il pianeta carcere, la riforma penitenziaria, a cui parteciperà il Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo.

La seconda giornata prevede quattro argomentibanche e imprese, in quanto in questo momento di particolare crisi, le aziende stanno riformulando il modo di fare impresa, dando sempre più evidenza alle reali necessità e rivalutando il rapporto con il mondo bancario, che deve anch’esso mutare il proprio antico rapporto con il mercato; tutela giuridica dell’infanzia, in un mondo in continua evoluzione, dove i “valori” vengono quotidianamente ridefiniti, dove i mali genitoriali si allargano e si comprimono a seguito di ingerenze di aria natura, è necessario ridefinire i confini della tutela dell’infanzia sotto ogni profilo; diritto di famiglia e food law e made in Italy, il “made in Italy” è uno  dei marchi più diffusi al mondo ma anche uno dei meno tutelati. Nel campo del “food and beverage” si sta formando una nuova legislazione che prende spunto proprio dalla eccellenza dei nostri prodotti.

Due i temi che concluderanno la serie di workshop dell’8° Salone della Giustizia. Il primo su stalking e femminicidio: qual è il confine tra la cattiveria e la pazzia? In Italia vengono commessi almeno 130 femminicidi l’anno, un fenomeno che rimbalza sempre più spesso nelle cronache dei giornali e dei telegiornali con dettagli a volte raccapriccianti. Si tratta nella gran parte dei casi di veri e propri delitti annunciati, preceduti da violenza fisica o psicologica, e avvengono spesso in contesti socio-culturali non marginalizzati. Si tratta quindi di un problema con motivazioni, assai complesse e con implicazioni psicologiche che non vanno sottovalutate. L’incontro si propone di approfondire il linguaggio della cronaca, il panorama delle misure di prevenzione e di sanzione di questi reati e gli aspetti più puramente psichiatrici. I relatori: Annelore Homberg, Simonetta Matone, Federica Federici, Paola Guerci, Adriana Pannitteri.

Il secondo incontro riguarda due milioni e mezzo di italiani affetti dalla sindrome della fibromialgia. Questa patologia invalidante, ancora oggi non gode di tutela sanitaria e di riconoscimento da parte del SSN. La malattia è caratterizzata da dolore diffuso, stanchezza profonda e disturbi del sonno che sono quindi determinanti anche ai fini lavorativi e sociali. Presenti all’incontro medici, rappresentanti delle istituzioni e sindacali, le due associazioni principali di pazienti.

 

 




Consultazioni di Governo. I partiti al Quirinale, ma manca l’accordo

ROMA – Dopo il nulla di risolto nel vertice di ieri sera, nel centrodestra regna il caos. Nella prima  mattinata di oggi  tutti i leader si sono ritrovati a Palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi di Forza Italia affiancato dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.  Partecipano al vertice  Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti della Lega, Giorgia Meloni ed Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia . Il tentativo è quello di trovare una soluzione alla mancanza di un Governo nella diciottesima legislatura. E fare il punto in vista dell’incontro al Colle con il presidente Sergio Mattarella per l’ultimo giro di consultazioni.

Forza Italia ribadisce senza mezzi termini la sua contrarietà al nuovo tentativo di Luigi Di Maio di spaccare la coalizione, ribadendo di non essere disponibile a dare un appoggio esterno a un esecutivo Lega-M5S. E dice “no” anche all’ipotesi di un governo del presidente. A ribadirlo stamattina la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli ospite del programma “Circo Massimo” su Radio Capital: “Come il centrodestra sta unito nel dire no alla proposta di Di Maio, è unito nel dire no a un governo del Presidente“.

Ieri sera Salvini avrebbe mantenuto la sua posizione contraria ad un “governo del Presidente” spiegando a Berlusconi che senza un governo politico che dia garanzie agli italiani sarebbe meglio andare al voto al più presto. Il leader di Forza Italia avrebbe ribadito al leader della Lega che Forza Italia non intende rimanere fuori da un eventuale governo politico con i M5S, avvertendo che non darà mai il via libera ad appoggi esterni.

Nel frattempo con l’arrivo al Quirinale della delegazione del Movimento 5 Stelle, composta da Luigi Di Maio e dai capigruppo di Camera e Senato Giulia Grillo e Danilo Toninelli, ha preso il via il terzo e ultimo ciclo di consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la formazione del nuovo governo, al termine del quale il Capo dello Stato potrebbe prendere una sua iniziativa, se le forze politiche si dimostreranno ancora incapaci di dar vita ad una maggioranza parlamentare in grado di sostenere un esecutivo. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Agi, si è appreso di una telefonata intercosa stamane fra Di Maio e Salvini prima che il segretario della Lega prendesse parte al summit della sua coalizione.

Al termine, Luigi Di Maio ha detto: “Se c’è la volontà si può ancora fare un governo politico. Sono disponibile a scegliere con Salvini un premier terzo con un contratto di governo che preveda condizioni non trattabili che sono il reddito di cittadinanza, l’abolizione della Fornero e una serie di misure anti-corruzione“. Il leader M5s ha aggiunto: “Non siamo disponibili a votare la fiducia a governi tecnici. Se c’è buona volontà si può ancora fare un governo politico” proseguendo: “Se non ci sono condizioni per governo politico, consapevole dei problemi degli italiani e che non faccia solo quadrare i conti, allora per noi si deve tornare al voto nella consapevolezza che sarà un ballottaggio: ora è chiaro che ci sono due realtà politiche che competono per governo di questo Paese e gli italiani sceglieranno” e concluso “Quando dico vogliamo fare un contratto con la Lega stiamo considerando una forza politica: la novità è che siamo disposti a trovare un presidente del Consiglio insieme. Se abbiamo eletto delle cariche istituzionali è bene che continuino a fare le cariche istituzionali”.

 

Sul fronte dei possibili candidati premier di un eventuale governo di “tregua”, in testa alle classifiche figura anche il nome di Carlo Cottarelli, già commissario alla spending review: “Non mi ha chiamato nessuno“, risponde a Circo Massimo. Ma non nega che “sarebbe pronto a prendersi le proprie responsabilità”  ritenendo però che “per mettere al riparo da certi rischi l’economia italiana ci vuole un governo politico. I mercati finanziari al momento sono tranquilli, c’è molta liquidità. Non c’è un’emergenza economica in questo momento. Non serve un esecutivo alla Monti“. E conclude: “Se non c’è qualche choc esterno non mi aspetto un aumento particolare degli spread anche con le elezioni a ottobre“.

Alle 11 sono arrivati  al Colle , i rappresentanti del centrodestra e Salvini si è messo in campo personalmente : “Abbiamo offerto al presidente della Repubblica la mia disponibilità di dare vita a un governo di centrodestra che cominci a risolvere tutti i problemi del Paese. Il Colle ci dia modo di trovare la maggioranza“, afferma dopo l’incontro con il capo dello Stato, confermando una linea comune decisa nel corso di un vertice di coalizione che si è tenuto nella prima mattina a Palazzo Grazioli. Subito dopo i colloqui la distanza fra Lega e M5s è aumentata con una nuova rottura innescata dalle rispettive dichiarazioni incrociate. Di Maio ha affermato: “Salvini non ha i numeri per formare un governo“. Ma  il capogruppo leghista della Camera Giancarlo Giorgetti di rimando replica: Di Maio non conta più un c..., il leader incaricato sarà Salvini”.

Il Partito Democratico intanto osserva da spettatore: “Mi pare che adesso il problema sia di qualcun altro“, ha detto il segretario reggente  Maurizio Martina . Questa mattina al Nazareno per un vertice allargato sono arrivati oltre a Martina, Ettore Rosato, Graziano Delrio, Lorenzo Guerini, Andrea Romano, Matteo Orfini e i ministri Marco Minniti e Carlo Calenda. Atteso Andrea Marcucci. La riunione è allargata anche alle minoranze, sono presenti infatti Dario Franceschini, Andrea Orlando, Gianni Cuperlo, Antoci (in rappresentanza di Michele Emiliano) prima delle partecipazione delle delegazione Pd alle consultazioni al Quirinale.

Come ben noto i dem al momento sono gli unici intenzionati a sostenere un eventuale governo tecnico. “Noi pensiamo che a questo punto sia urgente dare una soluzione alla crisi. Basta traccheggiare, basta con il gioco dell’oca. Supporteremo l’iniziativa del Presidente della Repubblica fino in fondo. Bisogna fare tutti un passo avanti, il Paese viene prima di tutto”, ha dichiarato il segretario reggente del Pd Maurizio Martina al termine delle consultazioni, facendo appello alla responsabiltà di tutte le altre forze politiche.

Dal portavoce di Matteo Renzi era arrivata la smentita di contatti con Luigi Di Maio: “A differenza di quanto riportato ancora oggi da alcuni quotidiani, Matteo Renzi non ha mai incontrato né si è mai sentito con Luigi Di Maio. Tra i due non ci sono stati dopo il 4 marzo né contatti, né trattative, né sms“.

Nel pomeriggio, a partire dalle 16, intervallate di 20 minuti, le udienze con Leu, Autonomie Senato, Gruppi Misti di Senato e Camera. Quindi alle 17.30 e alle 18 gli incontri con i presidenti della Camera, Roberto Fico, e del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Al momento scompare all’orizzonte la prospettiva di un governo “di tregua” che, nelle intenzioni del Quirinale, sarebbe dovuto durare fino a dicembre per proteggere l’Italia da alcune tegole, incominciando dall’aumento dell’Iva al 25 per cento quale conseguenza dell’impossibilità di approvare in tempo la manovra finanziaria 2019. Ma alla alla luce delle dichiarazioni rilasciate, dopo i colloqui al Quirinale, da Luigi Di Maio e Matteo Salvini, sulla base dei numeri parlamentari le possibilità di questo tipo di governo sono pressochè inesistenti.

Negli ambienti del Quirinale la parola è cambiata. Al posto dell’esecutivo “di tregua” adesso si parla esplicitamente di governo “elettorale“. cioè necessario  esclusivamente ad accompagnare il paese alle urne, il più in fretta possibile (compatibilmente con le ferie estive). Negli ultimi giorni qualcuno immaginava che questo compito lo avrebbe potuto tranquillamente svolgere Paolo Gentiloni, senza bisogno di mettere in campo altre personalità. Ma negli ultimi giorni pare sia prevalsa l’esigenza di affrontare il voto-bis con figure più “indipendenti” del pur equilibrato ed apprezzato Gentiloni, specialmente se l’attuale presidente del Consiglio dovesse correre per il Pd quale “candidato premier”.

Non sarebbe in fondo una prima volta. Già nel 1979 il quinto governo Andreotti fu creato apposta per portare l’Italia alle urne, e così il sesto gabinetto Fanfani, nel suo caso correva l’anno 1987. Più ci si addentra nella ipotetica “Terza Repubblica”, e più ci accorgiamo che in realtà somiglia sempre di più alla Prima.

(notizia in aggiornamento)




Governo: al via le consultazioni al Quirinale, Di Maio guarda a Lega o Pd

ROMA – Il capo dello Stato ha ricevuto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, quello della Camera Roberto Fico e il presidente Emerito Giorgio Napolitano. All’all’uscita dei colloqui nessuno  di loro ha rilasciato dichiarazioni .

Nel pomeriggio si comincia con le consultazioni dei gruppi:  alle 16  primo a varcare il portone, sarà la delegazione del gruppo “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)“;attesi poco più tardi, alle 16,45, gli esponenti del Gruppo Misto di Palazzo Madama seguito alle 17,30,dal Gruppo Misto della Camera, il cui presidente è Federico Fornaro (un esponente di Liberi e Uguali) . Alle 18,30, come ultimo appuntamento del giorno, salirà al Colle la delegazione di Fratelli d’ Italia.

La proposta del M5S  – Un contratto di governo, alla tedesca: è la proposta che Luigi Di Maio ha lanciato ieri, alla vigilia del primo giorno di consultazioni al Quirinale. Destinatari dell’invito al dialogo sono come “primo interlocutore” il Pd de-renzizzato o in alternativa la Lega di Matteo Salvini. Il M5s esclude però in partenza Forza Italia di Silvio Berlusconi. In più, i grillini si arroccano su una sola condizione irremovibile: Di Maio dovrà essere premier.

 

 

Dal Partito Democratico si è subito levata la voce del capogruppo Andrea Marcucci “renziano doc” per il quale la proposta è “irricevibile“. Mentre Maria Stelle Gelmini, capogruppo di Forza Italia, si dice “indignata” per il no al Cavaliere e replica duramente: “Siamo noi indisponibili”. anche Salvini pone le sue condizioni: Si parte dal centrodestra, dialogando anche con M5s ma senza veti”.

Anche Antonio Tajani  presidente dell’Europarlamento  in mattinata a “Radio Anch’Io” è andato all’attacco : Di Maio usa “metodi antidemocratici” e “non mostra rispetto per i quasi 5 milioni di cittadini che li hanno votati” che ha aggiunto “Sono parole infantili, puerili – dice rivolgendosi a Di Maio  – ma ogni volta che hanno attaccato Berlusconi Forza Italia ha aumentato i consensi”.

Berlusconi nel frattempo, in vista delle consultazioni ha riunito il vertice di Forza Italia a Palazzo Grazioli. Con una situazione costellata da preannunciati veti contrapposti è facile prevedere che le consultazioni si chiuderanno con una prima “fumata nera”.

Giovedì sarà la volta sul Colle delle delegazioni del  Partito Democraticodi Forza Italia , Lega, M5s. Alla vigilia dal Colle Mattarella,  lascia trapelare dal suo entourage che intende farsi “portavoce delle esigenze dei cittadini”, e si attende dai partiti proposte, indicazioni e programmi per dare al Paese un governo all’altezza della situazione.

L’esito finale rimane però ancora un’incognita ed è da escludere , senza alcun rischio di smentita, che ci sia un premier incaricato sin da giovedì: un nuovo secondo  giro di consultazioni potrebbe essere convocato per la prossima settimana e c’è già chi ne prevede anche un terzo.  Ma c’è anche chi ipotizza che la situazione possa sbloccarsi solo dopo le regionali in Molise e Friuli Venezia Giulia (22 e 29 aprile).

Il Quirinale indica un metodo e un obiettivo: un governo di legislatura, senza prendere in considerazione per il momento l’ipotesi che dall’impasse nasca un esecutivo per poi ritornare alle urne.

Le ipotesi di Governo

Dopo le consultazioni, qualora emergesse una difficoltà a dare vita ad una maggioranza stabile, il presidente della Repubblica potrebbe scegliere di dare a un ESPLORATORE (ad esempio uno dei presidenti delle Camere) il compito di lavorare per facilitare l’emergere di una soluzione di governo. Lo stesso ‘esploratore‘ potrebbe ricevere in un secondo momento l’incarico di formare un governo.

Una seconda ipotesi è quella in cui sia lo stesso presidente a scendere in campo in questo ruolo di mediazione per un GOVERNO DEL PRESIDENTE. E’ ciò che attuò Napolitano con il governo affidato ad Enrico Letta.

Un governo che era anche delle “LARGHE INTESE”, sostenuto (fino alla ricomposizione di Forza Italia) da forze politiche storicamente in contrasto tra di loro: Pd, Pdl, Sc e Udc. Le larghe intese per ora, almeno sulla carta, escluse da tutti, si potrebbero realizzare nel caso di una intesa per un governo Pd-Fi, M5s-Lega-Fdi o ancora Pd-M5s-LeU.

Altra ipotesi, forse la più complessa, è quella molto fantasiosa e priva di alcuna possibilità concreta alla quale sembrerebbe puntare il MoVimento Cinquestelle quando si dice pronto a un confronto a partire dal giorno dopo le elezioni, quella cioé di un GOVERNO DI MINORANZA”, con delle alleanze (variabili) che vengono trovate provvedimento per provvedimento. Questo tipo di Governo, è frequente nei Paesi nordici ma anche in Spagna, è secondo diversi costituzionalisti complicato dall’obbligatorietà, che non c’è in tutti i Paesi, del passaggio della fiducia in Parlamento dopo la nomina del capo del governo.

Oltre allo scioglimento diretto delle Camere, c’è l’ipotesi, poi, molto citata in questi giorni, di un “GOVERNO DI SCOPO” con l’obiettivo della modifica della legge elettorale. Altra formula possibile è quella del “GOVERNO TECNICO”, come avvenne nel caso del governo Monti, ovvero dell’incarico a una “personalità” esterna indipendente dai partiti.

Il capo dello Stato, una volta terminate le consultazioni, potrà inoltre decidere se affidare un PRE-INCARICO a qualcuno, come avvenne nel caso di Pier Luigi Bersani, per verificare la possibilità di formare un governo ma prima dell’incarico vero e proprio. Oppure un INCARICO PIENO che consente all’incaricato di presentare la lista dei ministri e poi provare a ottenere la fiducia.

Le dichiarazioni delle delegazioni

Per noi sarebbe molto importante un governo che condivide i valori europei e che abbia l’obiettivo di tutelare le minoranze linguistiche e speciali. Confidiamo nella saggezza ed esperienza del presidente affinché dia un incarico per formare un governo che rispetti questi valori” ha affermato Juliane Unterberger, presidente del gruppo parlamentare per le Autonomie (SVP-PATT,UV) accompagnato dal senatore Dieter Steger, Vice Presidente vicario (SVP) e Albert Lanie’ce, vice presidente (UV).

Emma Bonino e Pietro Grasso

Pietro Grasso al termine delle consultazioni ha dichiarato: A nome dei deputati e dei senatori di Leu ho espresso la disponibilità, con senso di responsabilità, a aprire un dialogo con forze che in via prioritaria abbiano nei programmi temi per noi essenziali, come un piano di investimenti, i diritti dei lavoratori, il rafforzamento del welfare e del Sistema sanitario nazionale, il diritto allo studio e all’ambiente”  escludendo un eventuale dialogo con il centrodestra e aprendo a Ms5 se affronta temi che stanno a cuore di LeU.

Chi ha vinto le elezioni adesso si assuma l’onore di governare il Paese magari sfumando, me lo auguro per il Paese, alcune posizioni non sostenibili assunte in campagna elettorale. Noi abbiamo perso le elezioni, la vicenda è chiusa“. E’ questa la posizione di Emma Bonino, leader di +Europa, insieme al resto del Gruppo del Misto del Senato, espressa al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è arrivata a piedi al Quirinale per le consultazioni. Dopo aver salito la scalinata laterale insieme al capogruppo alla Camera Fabio Rampelli, ha scherzato con i cronisti: “Volevo venire in autobus ma la Raggi ha tagliato le corse e non passano“. Il suo colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiuso la prima giornata di consultazioni. “Abbiamo ribadito al Presidente della Repubblica che Fdi farà del suo meglio per dare all’Italia un governo in tempi rapidi – ha detto Giorgia Meloni, leader di Fdi al termine delle consultazioni al Quirinale -. Quasi il 40% degli italiani ha scelto di dare la sua fiducia al centrodestra se si vuole rispettare la volontà popolare non si può che partire da noi e che il compito spetti al  centrodestra“.

Abbiamo chiesto l’incarico per Matteo Salvini – ha detto al termine delle Consultazioni al Quirinale la presidente di Fdi Giorgia Meloni –, crediamo che sia giusto che sia lui a tentare di trovare una maggioranza. Se non ci riuscisse spetterebbe a Salvini trovare una personalità diversa. Ma ora noi siamo leali a quanto abbiamo detto agli Italiani”.




Di tutto di più …

L’ex senatore Antonio Razzi , escluso dalle liste di Forza Italia, si aggira fuori dai palazzi del potere rilasciando decine di interviste al giorno e toppando sempre lo stesso identico congiuntivo 

Naturale che mi dispiace stare fuori, a chi non dispiacerebbe? Sarei un bugiardo se DIREI che non mi dispiace. Stavo lavorando così bene… (fonte: Alanews)

Lorenzo Fioramonti Professore di Economia politica all’Università di Pretoria, onorevole M5s e ministro dello Sviluppo designato in un ipotetico governo a Cinque stelle, intervistato

Mi annoio”. Ministro, che dice? “Ma quale ministro. Mi pare un po’ prematuro“. Ma come, si annoia già al suo primo giorno? “Guardi, fare il docente universitario non è un mestiere particolarmente dinamico, ma qui non si fa nulla tutto il giorno. Sto cominciando a annoiarmi”. E cosa fa per evitarlo? “Abbiamo cominciato a mandarci messaggini. Ci scambiamo foto”… (fonte: Corriere della Sera)

Matteo Renzi “abbronzato dopo sciate e partite di tennis” , l’ex premier si presenta tra i banchi di palazzo Madama per il suo debutto da senatore. Si rifiuta di parlare di politica (“Starò zitto due anni, non cercatemi più”), ma con i cronisti affronta altre tematiche di notevole importanza. 

Corro 14km al giorno, a tennis giochicchio. Non tutti i giorni, faccio anche il padre e altre cose, ma un match a settimana sì”. “Poi se volete vi posso parlare di cosa ho fatto nelle ultime settimane: ho letto molti libri. E quando corro sul tapis roulant guardo i film sul tablet. Ne ho visti tanti, ad esempio vi posso parlare di Tre manifesti a Ebbing, Missouri o di Churchill. Ma se volete un titolo vi posso citare un passaggio dal libro Essere John McEnroe: ‘Questa partita non dura cinque set, ma un punto’…”. Alle undici scatta l’ora della merenda: “Venite, c’è Faraone che paga l’espresso a tutti dopo gli ottimi risultati in Sicilia…”. Poi scherza con il tenore Alan Ferrari, cui dedica una strofetta di Alan Sorrenti: “Dammi il tuo amore, non chiedermi niente…” (fontiCorriere della Sera, Il Tempo, il Messaggero e La Repubblica )

Lo chef Gianfranco Vissani

“Renzi doveva prendere la pensione anticipata: non è che è finito, è che ha fatto peggio di Hitler! E peggio di Hitler non ha fatto nessuno…” . ( fonte: Quinta Colonna, Rete 4 )

Il presidente provvisorio della Camera Roberto Giachetti proclama il nuovo presidente con 422 voti, scatenando la gioia degli onorevoli 5 Stelle

Fico, Fico, Fico, Roberto Fico, Roberto Fico, Fico, Fico, Fico…

Il commento dell’onorevole 5 Stelle, Claudio Cominardi su Twitter

“Il #M5S è #Fico! E ho detto tutto…

Beppe Grillo Il fondatore 5 Stelle intervistato a Roma, dopo l’elezione di Fico

Finalmente in Parlamento è entrato un po’ di sentimento, un po’ d’emozione, mi sta chiamando gente che piange dalla gioia, piangono dalla gioia!, quando mai l’avete visto?” (fonte: il Fatto Quotidiano )

La senatrice Daniela Santanchè (Fdi )  

Mi sono piaciute molto le parole di Grillo sulle lacrime in Parlamento, la politica deve essere prima comunità umana, deve esserci un cambiamento epocale. Dopo la Boldrini Fico mi sembra una figata!” (fonte: OmnibusLa7)

Il neo deputato Vittorio Sgarbi eletto con Forza Italia 

Ho incontrato Di Maio, mi ha guardato con un’aria delicata, tenera, femminile, ma non mi ha salutato. Sono certo e sicuro che sia omosessuale. Lo vedi da come si muove. Finalmente un presidente del Consiglio gay. Alla Camera mi hanno tutti salutato con grande affetto, ma capivo chi era dei 5 Stelle perché avevano avuto l’ordine di setta di non salutarmi. Io di contro mi sono iscritto al gruppo Cinque Stelle. Mi sembrava giusto perché a Forza Italia ho detto no e al misto è troppo presto. Per la presidenza ho votato Fico, alla seconda chiamata. Nella prima ho votato FICA, e il voto è stato annullato” (fonte: La Zanzara, Radio 24 )

Maria Elisabetta Alberti Casellati, neo presidente del Senato, berlusconiana ortodossa “fino all’ultimo pelo della caviglia” (cit. Santanchè), sette anni fa raccontò una simpatica barzelletta nel corso di un programma radiofonico 

Due medici, un uomo ed una donna, si incontrano in un importante congresso di medicina internazionale. Parlano, si scambiano delle idee, si piacciono, la sera vanno a cena, e dopo la cena salgono in camera e lì hanno un rapporto. Finito l’amplesso si siedono sul letto, e lui dice: ma la tua specializzazione è forse quella di ginecologa? E lei: ma come hai fatto ad indovinare? E lui: beh, visto come conosci bene il corpo umano, gli organi femminili… Lei lo guarda e dice: e tu scommetto che sei un anestesista. E lui: ma da cosa lo hai capito? Lei: eh, l’ho capito perché non ho sentito proprio niente...”  (fonteRadio 1 – Un Giorno da Pecora )

Il presidente del Pd Matteo Orfini su Twitter

Di Maio: “Salvini dice che gli bastano 50 voti. Vuole fare il governo con i 50 voti del Pd di Renzi in accordo con Berlusconi? Auguri!”. Orfini rilancia il tweet del leader M5s e commenta: “Ragazzi, scusate se interrompo il vostro affettuoso corteggiamento…ma coi voti del Pd non farete alcun governo perché i nostri parlamentari staranno all’opposizione. Buon proseguimento

Dopo l’accordo Di Maio-Salvini sull’elezione dei presidenti delle Camere, Beppe Grillo uscendo dall’hotel Forum di Roma

Salvini è uno che quando dice una cosa poi la mantiene, che è una cosa rara“. Negli anni precedenti, tra un “vaffa” e l’altro, il fondatore 5 Stelle aveva definito Salvinirazzista“, “ballista“, “impresentabile“, “piccolo uomo dall’ignoranza fondamentalista“, “un traditore politico che ha perso definitivamente qualsiasi tipo di credibilità”… (fonte: Tg Rai)

Lucio Barani ex senatore craxian-verdiniano prepara gli scatoloni e lascia il Palazzo 

Ho fatto tre legislature, e se Dio vuole ora starò più con la mia famiglia. Sono convinto che mancherò al Senato. Tornerò a fare il medico e guadagnerò di più. La storia ci riconoscerà di essere stati gli eroi di questa legislatura. Adesso tutti cercano il gruppo Ala, Salvini e Di Maio ci avrebbero dato vari ministeri pur di rimanere a galla...” (fonte: Tagadà, La7)

Alessandro Di Battista  ex parlamentare M5s sul Blog delle Stelle

Dovete essere felici per me. Vado a fare quel che ho sempre sognato di fare: scrivere e viaggiare con la mia famiglia. Il 1 giugno partiremo direzione San Francisco, io, Sahra, e Andrea, zaino e passeggino in spalla. Pubblicherò alcune cose con Il Fatto Quotidiano e con la web TV Loft. Scriverò, studierò, girerò reportage video insieme a Sahra e per sei mesi avremo qualche compagno di viaggio: il Pacifico, la polvere d’America e l’assoluta libertà. Dopo la California sarà la volta del Messico, poi il Guatemala dove ho lasciato un pezzo di cuore e poi si vedrà, sarà l’alba a fare il programma. Dovete capirmi, io sono curioso, una vita non mi basta, voglio andare dovunque, se esistessero Macondo e Giancaldo vorrei andare anche lì...”

Il popolare attore romano Claudio Amendola  storicamente uomo di sinistra, durante una puntata di un programma televisivo

Matteo Salvini è il politico più capace degli ultimi 20 anni, ma proprio senza ombra di dubbio” (fonteL’Aria che tira – La7)

Matteo Salvini Il candidato premier del centrodestra su Facebook

Mio figlio mi dice che ha preso 9 nel compito di matematica sulle disequazioni (non ci ho mai capito niente!) e la giornata si chiude bene!

Roberto Maroni ex presidente di Regione Lombardia intervistato 

Resto leghista ma non accetterei di fare il premier. Farò il legale, il giornalista e il benefattore” (fonte: Libero )

Corrado Sanguineti  Vescovo di Pavia durante una conferenza, rivolgendosi a un centinaio di adolescenti all’istituto pubblico L.Cremona

La tendenza omosessuale non è peccato, ma certamente qualcosa di disordinato rispetto all’ordine della natura. Ci sono anche degli omosessuali cristiani che con fatica accettano questa condizione. Ho un ex amico che dice di essere omosessuale e ha cominciato a convivere con un uomo. Gli ho sempre detto, guarda, è una scelta tua, non la condivido, non credo sarai felice. Non violentiamo la realtà...” (fonte: video Arcigay Pavia)

Andrea Scanzi giornalista del Fatto Quotidiano e conduttore di The Match (Nove) intervistato 

Io credo di essere uno dei giornalisti con più fan d’Italia: non ci sono tanti giornalisti in classifica con dei romanzi, che riempiono i teatri tutti i giorni da sette anni, che hanno 420mila fan sui social pur usandoli molto poco. Io faccio ciò che ho sempre sognato di fare, sono famoso come giornalista, come conduttore televisivo, come scrittore, come uomo di teatro, mi sono pure tolto la soddisfazione di andare a Sanremo, sono stato l’unico in Italia ad aver intervistato Roger Waters nel 2017: quando hai raggiunto questi traguardi, quando hai questa fama, fai qualche soldo e non sei manco un cesso per cui la gente dice Scanzi deve essere uno pieno di donne, ed è vero, sono uno che la vita se la gode ed è ovvio che ci sono tanti che rosicano” (fonte: Rolling Stone )




Funziona l’accordo centrodestra-M5S. Eletti Casellati al Senato, Fico alla Camera

ROMA – Alla fine è stata raggiunta un intesa prima delle votazioni, la quarta a Montecitorio e la terza a Palazzo Madama, che eleggeranno i vertici del Parlamento della XVIII legislatura: infatti, stavolta basterà la maggioranza assoluta, contate anche le schede bianche. 

Nell’Aula della Camera dei Deputati al termine  della la quarta votazione per eleggere il presidente, il quorum per fare scattare l’elezione scende alla maggioranza assoluta dei voti, contando anche le schede bianche.

Al Senato Giorgio Napolitano ha dato il via alla terza votazione per l’elezione del presidente del Senato. Per questa terza votazione si dovrà raggiungere la maggioranza assoluta dei votanti conteggiando quindi anche le schede bianche. Nel caso questa non si raggiungesse, si procederà alla quarta votazione cioè al ballottaggio tra i due nomi più votati.

I candidati presidenti del nuovo Parlamento che escono “vincitori” da una notte dei lunghi coltelli nella trattativa centrodestra-M5s, segnata fino all’ultimo dai veti incrociati sono Maria Elisabetta Alberti Casellati al Senato e Roberto Fico alla Camera .

I loro nomi sono stati concordati dai vertici di Fi-Lega-Fdi, che si sono ritrovati con Berlusconi a palazzo Grazioli dopo lo “strappo” di ieri di Matteo Salvini, mentre i vertici dei Cinquestelle con Luigi Di Maio si sono riuniti all’Hotel Forum,  con il loro “garante” Beppe Grillo.

Roberto Fico e Luigi Di Maio

Terminata nell’Aula della Camera la quarta votazione per eleggere il presidente, si è proceduto allo spoglio, che è pubblico ed è avvenuto in Aula. Le schede sono state lette una ad una dal presidente provvisorio Roberto GiachettiRoberto Fico è  il nuovo presidente della Camera. Ecco il risultato della votazione. Fico 422 voti, Giachetti 102, Fraccaro 7, Brunetta 3. I voti dispersi sono stati 5, 60 le schede bianche, 21 le nulle.  Il quorum richiesto era di 311 voti.

Il leader del M5s, Luigi Di Maio, esulta tra i banchi del partito a Montecitorio.  Fico è già nella stanza dei presidenti di Montecitorio . Fuori dalla porta i commessi già con i guanti bianchi lo “blindano”. Il suo discorso è pronto:Sarò il presidente del cambiamento. Questo non sarà più il palazzo della Casta”.

Maria Elisabetta Alberti Casellati

Alle 13.05: Maria Elisabetta Alberti Casellati ha raggiunto il quorum dei voti necessari e diventa Presidente del Senato. La Casellati è la prima donna nella storia della repubblica a ricoprire la seconda carica nei poteri dello Stato. Maria Elisabetta Alberti Casellati è la ventiduesima presidente del Senato La senatrice di Forza Italia, è stata eletta al terzo scrutinio con 240 voti. A lei sono arrivati 240 voti. Valeria Fedeli (Pd) ha ricevuto 54 voti, mentre le bianche sono state 14. Una sola preferenza per Paolo Romani, 3 per Calderoli, 1 per Zanda, 2 per la Segre, 1 per Gasparri, 2 per la Pinotti, una scheda nulla.

Fonti del quotidiano La Stampa, preannunciano probabili dimissioni Gentiloni questa sera  “È molto probabile che già stasera il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, dia le dimissioni” Dopo le visite di rito sul Colle dei nuovi presidenti di Camera e Senato, Gentiloni verrà quasi certamente ricevuto da Sergio Mattarella per rimettere il mandato. Le dimissioni verranno accolte e il capo del governo resterà in carica per gli affari correnti”

 GRUPPI PARLAMENTARI ED I CAPIGRUPPO: Entro due giorni dalla prima seduta, e quindi il 27 marzo i parlamentari devono dichiarare a che gruppo aderiscono: a quel punto i gruppi sono convocati per eleggere i rispettivi presidenti.

GLI UFFICI DI PRESIDENZA: Le due Camere verranno convocate tra il 27 ed il 28 marzo prossimo per eleggere i rispettivi vicepresidenti, questori e segretari d’Aula.

Chi è Maria Elisabetta Alberti Casellati

Maria Elisabetta Alberti Casellati, si avvia a diventare la prima donna nella storia repubblicana a ricoprire la carica di presidente del Senato. Nata a Rovigo 71 anni fa, ha lasciato da pochi mesi il Consiglio superiore della magistratura per candidarsi alle elezioni dello scorso 4 marzo, dove è stata eletta al Senato nel collegio uninominale di Venezia.

Laureata in giurisprudenza e in diritto canonico nella Pontificia Università Lateranense, è stata ricercatrice universitaria in “Diritto canonico ed ecclesiastico” presso l’Università di Padova. È iscritta all’Ordine avvocati di Padova e vive nella città veneta, dove ha iniziato la sua attività politica.

Avvocato matrimonialista  in tema di famiglia non ha mai nascosto lo scetticismo riguardo alle unioni civili, in alcun modo equiparabili al matrimonio. Lo Stato – ha detto la Casellati durante un convegno promosso a Roma dall’associazione Italia Piùnon può far crescere un minore in una coppia che non sia famiglia”.

Chi è Roberto Fico

Roberto Fico, classe 1974, leader dell’ala ribattezzata dai giornalisti come “ortodossa”, in questi anni di narrazione grillina Fico è stato il paladino, sconfitto, della fronda movimentista dei 5 Stelle, sempre più minoritaria nell’era della realpolitik di Luigi Di Maio.  I colleghi che confidavano in lui, nella sua ribalta, per frenare l’ascesa dell’attuale capo politico, che hanno dovuto constatare la propria debolezza di fronte all’egemonia di Luigi, vivono come una rivincita questo momento. Una tappa che porterà al governo con la Lega? C’è da giurarsi che ora Fico, a un passo dallo scranno più alto di Montecitorio grazie a Salvini, ci penserà due volte prima di dire “mai”.

Nato a Napoli, Fico è laureato in Scienze della comunicazione all’Università degli Studi di Trieste con indirizzo alle comunicazioni di massa. Dopo l’Erasmus a Helsinki, ha completato il percorso di studi con un master in Knowledge management al Politecnico di Milano. Pentastellato della prima ora, nel 2005 è tra i fondatori del Meetup Amici di Beppe Grillo a Napoli.

Nel 2010 si candida presidente della Regione Campania e nel 2011 tenta la corsa a sindaco di Napoli. A dicembre dell’anno successivo è primo alle Parlamentarie del M5S nella Circoscrizione Campania 1 e grazie a 228 preferenze ottenute sul web viene candidato in prima posizione nella lista bloccata del M5S della circoscrizione. Alle elezioni politiche del 2013 è eletto nella XVII legislatura alla Camera dei Deputati, poi riconfermato il 4 marzo 2018.




Spaccatura Berlusconi-Salvini sulle presidenze. Il leader della Lega: “Alla Camera votiamo il candidato M5S”

ROMA –  Stamattina è in corso dalle 9 un vertice a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Un incontro per tentare in extremis di evitare la spaccatura del centrodestra. Ieri la leader di FdI aveva chiesto un vertice per provare a superare le divisioni. Un altro vertice si è tenuta alle prime ore dell’alba all’hotel Forum da Beppe Grillo dello “stato maggiore del M5S”.

Di Maio con Fraccaro lasciano l’hotel Forum

Prima dell’assemblea congiunta prevista alle 9 che dovrebbe ratificare la candidatura di Riccardo Fraccaro  alla presidenza della Camera. Nell’albergo dove alloggia Grillo sono arrivati il capo politico M5S Luigi Di Maio, i deputati Alfonso Bonafede e Stefano Buffagni, Alessandro Di Battista e lo stesso Fraccaro Alle 10,30 si riparte: quarta votazione alla Camera, la terza al Senato .

Nella notte vi è stato un colpo di scena nella rosa dei candidati M5S per la presidenza della Camera. Con un blitz a poche ore dall’assemblea dei gruppi congiunti i capigruppo del Movimento Giulia Grillo e Danilo Toninelli hanno annunciato che il candidato ufficiale alla guida di Montecitorio è Riccardo Fraccaro.

Roberto Fico (M5S)

Fraccaro ha esperienza, essendo stato segretario dell’ufficio di presidenza della Camera“, spiegano fonti vicine ai vertici del M5S motivando così la virata notturna dalla scelta di Roberto Fico – dato per favorito nelle ultime ore – a quella dell’esponente del Trentino Alto Adige, tra i parlamentari più vicini a Luigi Di Maio e “supervisore“, assieme a Alfonso Bonafede, della giunta romana di Virginia Raggi nei mesi critici (che non sembrano essersi conclusi) dell’amministrazione del Comune di Roma Capitale.

La “frattura” nel centrodestra destra si è consumato ieri sera alle 18 quando Matteo Salvini è arivato al al Senato dopo aver comunicato a Silvio Berlusconi la decisione della Lega: al Senato, già alla seconda chiama, i leghisti hanno votato Anna Maria Bernini. Una rottura clamorosa con l’ex-Cavaliere, deciso ad andare al ballottaggio sul nome di Paolo Romani, con l’ intento di chiudere l’intesa con M5S, per ora sulle presidenze delle Camere ma in prospettiva anche sul governo. Ma il via libera M5S alla senatrice azzurra non chiude i giochi: la Bernini si è ritirato per rispetto al suo partito proprio mentre la Lega dava semaforo verde al grillino Roberto Fico ed adesso potrebbe individuare un suo candidato per il Senato.

La senatrice di Forza Italia Anna Maria Bernini,

Dietro le quinte sono in corso le grandi manovre : il leader grillino Di Maio ammette di aver sentito “più volte” sia Salvini che il reggente del Pd Maurizio Martina. Il leader della Lega, a parte una pausa pranzo, entra ed esce dal gruppo del Carroccio per continui incontri e contatti. Ma il Pd è troppo diviso per entrare in partita, Renzi sembra irremovibile: “siamo all’opposizione restiamo fuori dai giochi“.

La reazione di Berlusconi non si è fatta attendere: “Dalla Lega arriva un atto di ostilità a freddo“, dichiara. I voti del Carroccio assegnati alla  Berninirompono l’unità della coalizione del centrodestra e smascherano il progetto per un governo Lega-M5S“. In un vertice a Palazzo Grazioli, Berlusconi ha detto alla senatrice di Forza Italia: “Non possiamo accettare candidature scelte da altri”. La reazione di Berlusconi non si è fatta attendere: “Dalla Lega arriva un atto di ostilità a freddo”, dice.  La Bernini ha immediatamente offerto la propria disponibilità a ritirarsi in assenza del sostegno di Berlusconi.

Salvini ha motivato la scelta di appoggiare la candidatura della Bernini come un atto di responsabilità per uscire dal pantano. “Abbiamo dato la disponibilità a votare un’esponente di Forza Italia, speriamo che anche altri abbiano lo stesso senso di responsabilità“ed aggiunge: “Il M5s sbaglia a porre veti, ma sbaglia anche chi si arrocca su un solo nome: ognuno di noi, in questo momento deve parlare con tutti e mettersi di lato di qualche centimetro, noi della Lega ci siamo messi di lato di un chilometro“.

La leader di Fratelli d’ Italia  Giorgia Meloni lancia un appello a fare un passo avanti perché “questo delicato passaggio sulle presidenze delle Camere non si risolva in un liberi tutti”. e si dice disponibile ad un nuovo vertice dei partiti di centrodestra “nella speranza che ci sia ancora un margine per ricomporre“.   Più “scafato” il senatore Ignazio La Russa per il quale la mossa di Salvini è una “manovra” per smuovere lo stallo ed aggiunge : “Sta a Berlusconi trovare il colpo magico per sventare chi tenta di divaricare il centrodestra“.

Il Movimento 5 Stelle ha provato ad insinuarsi nella frattura creata dalla Lega: “Siamo disponibili a sostenere l’esponente di Forza Italia Anna Maria Bernini o un profilo simile“, twitta in serata Luigi Di Maio. Una decisione appoggiata anche da Alessandro Di Battista: “Ho fatto opposizione a Berlusconi come pochi in questi anni, ma se Salvini propone Bernini al Senato è giusto votarla”, scrive l’ex deputato del M5S su Facebook , dopo aver detto che lasciava la politica per occuparsi di suo figlio…

Al Senato la Lega ed il  M5s potrebbero eleggere da soli il presidente già dalla terza votazione prevista per domani, poichè nel terzo scrutinio da regolamento il quorum è pari alla maggioranza assoluta dei voti dei presenti, contando tra i voti anche le schede bianche. Quindi Lega e Movimento 5 stelle, alleandosi, potrebbero contare su 170 senatori, 58 del Carroccio e 112 del Movimento 5 stelle. Non a caso Salvini  con una nota dichiara di  essere disponibile ad appoggiare un candidato M5s a Montecitorio: “Vista la disponibilità dei 5 Stelle a sostenere un candidato del centrodestra alla presidenza del Senato, noi ne appoggeremo uno dei 5stelle alla presidenza alla camera. Aspettiamo di conoscere nomi“.

Maria Elisabetta Alberti Casellati

I giochi per l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato dopo la “rottura” tra Lega e Forza Italia causata dall’annuncio, da parte di Matteo Salvini, del suo appoggio al M5S per Montecitorio sono infatti ancora tutti aperti . Nelle ore notturne, infatti, sembra ritornare in auge l’ipotesi di una ricucitura interna al centrodestra sul nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il suo nome sarebbe stato proposto a Berlusconi come punto di caduta tra FI e Lega e l’ex Cavaliere ci starebbe riflettendo, è questa la novità che emerge a tarda notte. Una novità che potrebbe incontrare anche l’ok del M5S: Di Maio, infatti, in serata aveva dato il proprio via libera alla candidatura di Anna Maria Bernini – la quale come detto ha poi declinato   o “di un profilo simile“.

Potrebbe ritardare la chiama dei senatori che oggi devono eleggere il presidente del Senato, ma, a norma del regolamento di Palazzo Madama, la seduta dovrebbe cominciare regolarmente all’ora prevista, cioè le 10,30. Al momento, secondo quanto si apprende da ambienti del centrodestra, non c’è l’accordo per posticipare l’appuntamento, ma se ne sta parlando. L’unica cosa certa è che entro oggi dovrà essere eletto il presidente del Senato visto che subito dopo la terza votazione ci dovrà essere per forza il ballottaggio sui due nomi che hanno riportato più voti.