Nuova condanna a Taranto per l'ex-finanziere Stabile ed i suoi complici

TARANTO – Il giudice per le udienze preliminari Giuseppe Biondi ha inflitto ieri pomeriggio quattro condanne inflitte dal  nei confronti dell’ex finanziere Piero Stabile e di altri tre imputati arrestati e finiti in carcere lo scorso anno in relazione al pesante stalking ed alle ripetute intimidazioni incendiarie nei confronti di un commerciante di Taranto.

pm Lucia Isceri

I quattro vennero arrestati il 17 aprile 2018 su ordine della Procura a seguito delle della Squadra Mobile della Questura di Taranto dalle quali era venuto alla luce che stavano per organizzare  dei nuovi attentati uno dei quali programmato per il 21 aprile, giorno in cui la povera vittima avrebbe festeggiato il suo 50esimo compleanno. La prima ritorsione richiesta dallo Stabile era stato compiuta nella notte tra il 17 e il 18 aprile utilizzando un’arma da fuoco ai danni del commerciante vittima di tutte le vessazioni del gruppo.

La sentenza ha visto infliggere pene più basse , conseguenti anche al rito abbreviato, rispetto a quelle richieste dalla Procura, ma ha condiviso e convalidato l’impianto accusatorio  del pubblico ministero Lucia Isceri. Il giudice per le udienze preliminari ha infatti condannato Piero  Stabile a 4 anni e 8 mesi di reclusione dimezzando di fatto la richiesta di 8 anni di carcere che era stata avanzata dalla Procura della Repubblica. Condannato a 5 anni Aldo (detto Alduccio) La Neve  per il quale erano stati richiesti 6 anni e 6 mesi di reclusione; Salvatore Stasolla a 4 anni e 8 mesi , e a 3 anni di reclusione, con rimessione in libertà, per l’avvocato Massimiliano Cagnetta .

Secondo l’impianto accusatorio il maresciallo Stabile, già degradato e sospeso dal servizio, aveva incaricato La Neve  di organizzare degli atti intimidatori nei confronti del commerciante tarantino, da tempo vessato dalle ritorsioni dell’ex-finanziere, compito che era stato assegnato a Stasolla, che per le spedizione “punitiva” aveva operato avvalendosi dell’avvocato Cagnetta che gli faceva incredibilmente da autista .

Per un episodio differente della stessa vicenda l’ex-finanziere era stato arrestato per estorsione dagli agenti della sezione Anticrimine della Squadra Mobile  in flagranza di reato,  il 18 giugno 2015  subito dopo aver ottenuto il denaro richiesto al commerciante.  I poliziotti  fermarono lo Stabile con in tasca la busta con i  5mila euro in contanti,  che  aveva preteso dalla vittima per aiutarlo a liberarsi dalle intimidazioni che da tempo subiva, fingendo di aiutarlo, quando invece le minacce subite in realtà erano effettuate notte tempore da lui.  Per questa vicenda lo scorso 31 maggio 2019Piero Stabile è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione in primo grado . Condanna che era stata preceduta da quella subita precedentemente nel  giugno 2017  ad 1 anno e 6 mesi, che è stata confermata anche in secondo grado dalla Corte d’Appello, sempre per degli altri episodi di “stalking” commessi nei confronti sempre del povero commerciante.

Sentenza Stabile PDF

I quattro condannati sono stati quindi ritenuti responsabili  come riportato nella convalida del fermo emessa dal gip Vilma Gilli , di una “insidiosa, pervasiva e sistematica intimidazione realizzata con concreti atti di violenza” della quale cui Piero Stabile era il mandante, La Neve l’organizzatore e Stasolla (che si avvaleva dell’assistenza di Cagnetta  come autista ) l’esecutore finale delle spedizioni punitive . Il Gup Biondi nella sua sentenza ha escluso il reato di “tentata estorsione” che era stato ipotizzato dalla procura ed è per questo che le pene inflitte sono state inferiori rispetto a quelle richieste dal pubblico ministero.

Il giudice ha disposto un separato giudizio civile per determinare il risarcimento nei confronti della vittima al quale Stabile dovrà però nel frattempo versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 10mila euro.




Condannato a 9 anni e mezzo di carcere l'ex finanziere Piero Stabile

TARANTO – Era l’estate 2014 quando il nostro giornale iniziò ad occuparsi di un losco individuo, tale Pietro Stabile, all’epoca dei fatti maresciallo della Guardia di Finanza a Taranto  con il quale il nostro direttore ebbe un diverbio in un ristorante di uno stabilimento balneare a Lama (Taranto), a seguito del quale intervennero il Comando Generale delle Fiamme Gialle ed il Comandante provinciale di Taranto (all’epoca dei fatti) Col. Salvatore Paiano, il quale però come i fatti dimostrano non capì la predisposizione delinquenziale dello Stabile.

Un  commerciante Daniele Nunziata si era rivolto nel 2015 al finanziere Pietro Stabile, dopo aver subito minacce ed intimidazioni di vario genere, fidandosi erroneamente  dello Stabile e ritenendolo inizialmente, come un “uomo” dello Stato che avrebbe potuto salvarlo, ma gli venne detto che si trattava di una banda di calabresi n’dranghettisti che aveva preso il controllo del “pizzo” nel centro della città, e che per liberarsene il finanziare era riuscito a concordare la somma di 5mila euro.  Un comportamento questo abbastanza anomalo per un finanziere, un richiesta evidentemente insolita, che tuttavia il commerciante per mettere fine alle proprie crescenti preoccupazioni ha accettato pur di uscire da quell’inferno.

Piero Stabile

Le richieste di pagamenti che lo Stabile reiterava giustificandoli come la soluzione per tranquilizzare gli n’dranghettisti che lo avevano adocchiato, continuarono ininterrottamente sino a quando il commerciante del centro di Taranto, trovò dei buoni consigli e decise finalmente di rivolgersi alla Polizia di Stato, denunciando l’accaduto, un’azione questa che consentì così gli agenti di poter organizzare la “trappola”.

 Stabile il 18 giugno 2015 , venne arrestato in flagranza di reato  per estorsione,  dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Taranto mentre si trovava all’interno della sede delle Poste Italiane sul lungomare della città jonica, pochi attimi dopo dopo aver ricevuto una busta denaro da Daniele Nunziata un commerciante del centro di Taranto. I poliziotti  lo fermarono con in tasca ancora la busta con 5mila euro in contanti, soldi che il militare infedele aveva richiesto al commerciante per  proteggerlo dalle minacce che stava subendo ripetutamente , dall’incendio del furgone per le consegne di lavoro ai colpi di pistola sparati contro le serrande del proprio negozio ed altre intimidazioni. Di cui il realtà Pietro Stabile era il responsabile. Non esisteva nessun “clan” della N’drangheta !

A seguito dell’arresto del 2015, in attesa di giudizio il finanziere era stato successivamente scarcerato,  ed aveva iniziato a minacciare il commerciante, intimandogli di ritirare le sue querele, al punto tale da generare in lui e nella moglie, che per ironia della sorte in passato frequentava la moglie dello Stabile,  “un perdurante stato di ansia e di paura e da ingenerare un fondato timore per se e per la propria famiglia, nonché una modificazione delle proprie abitudini di vita“. Stabile venne denunciato per stalking e condannato  ad un anno e 6 mesi, a seguito di sentenza  emessa nel giugno 2017 dal Tribunale di Taranto, decisione questa confermata successivamente in secondo grado dalla Corte d’Appello.

L’ormai ex maresciallo Stabile, che è stato prima degradato a soldato semplice e successivamente espulso dalla Guardia di Finanza,  è sottoposto anche ad un terzo processo penale.  Infatti nell’ aprile 2018, era stato nuovamente arrestato in quanto ritenuto mandante di ulteriori intimidazioni incendiarie ai danni del commerciante, questa volta però incredibilmente insieme all’avvocato Massimiliano Cagnetta del Foro di Taranto, e due pregiudicati Aldo (detto Alduccio) La Neve e Salvatore Stasolla. Per quest’ultimo procedimento Stabile ha scelto il rito abbreviato e la sentenza dovrebbe arrivare entro la fine dell’estate.

Piero Stabile, secondo le accuse a suo carico aveva commissionato l’incendio del furgone utilizzato al lavoro del commerciante Nunziata che lo aveva fatto arrestare nel 2015 al La Neve , il quale a sua volta delegò lo Stasolla che aveva eseguito il tutto con la collaborazione dell’avvocato Cagnetta che nelle spedizioni punitive incredibilmente gli aveva fatto da autista.

Ieri l’ex maresciallo  Piero Stabile assistito dall’ avvocato Attavilla è  stato condannato a 9 anni e sei mesi di reclusione dal giudice Patrizia Todisco , una pena addirittura più pesante  di quella richiesta  dal pubblico ministero Ida Perrone che aveva  chiesto la condanna a 8 anni di carcere. Il giudice inoltre ha disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro che lo Stabile dovrà pagare in favore del commerciante che si era costituito parte civile nel processo. Sarà adesso un processo civile a determinare l’ammontare del risarcimento.