“Stupidario” della politica: le assurdità dette nell’ultimo decennio | 1a puntata, 2010-14

ROMA – Dieci anni esatti, 3.651 giorni, tre legislature, sette governi. Un lungo viaggio tra frasi celebri e scandali sessuali e abitativi, fiammate omofobe e razziste, congiuntivi fantozziani e gaffe planetarie, e contraddizioni, complotti e menzogne.  Ma tutto ciò è niente.
E’ giunto il momento di attraversare questo decennio attraverso le peggiori dichiarazioni proferite dai più alti vertici istituzionali del Paese, dal gennaio 2010 al dicembre 2019.

2010

Governo Berlusconi, dal 2010 fino al 16 novembre 2011

Per la Camera è Sì
Il presidente del Consiglio ha chiamato la Questura di Milano nella convinzione che Ruby fosse davvero la nipote di Mubarak”. (Maurizio Paniz, parlamentare Pdl, 27 gennaio 2010)
Prescriz…
Il giorno dopo la sentenza di assoluzione dell’avvocato Mills la politica si divide”.(Tg1, direttore Augusto Minzolini, 26 febbraio 2010)
L’insaputa
Un Ministro non può sospettare di abitare in una casa pagata in parte da altri”. (Claudio Scajola, ministro e parlamentare Pdl, 4 maggio 2010)
La casa di Montecarlo
Anch’io mi chiedo chi sia il vero proprietario della casa di Montecarlo. È mio cognato Giancarlo Tulliani, come tanti pensano? Non lo so…”. (Gianfranco Fini, presidente della Camera, 25 settembre 2010)
Fino alla morte
Io sono eletto nell’Italia dei Valori e tale voglio rimanere, fino alla morte. Mi tentano, ma io resisto. Come potrei farmi vedere in giro domani se passassi con Berlusconi?”. (Antonio Razzi, parlamentare Idv, settembre 2010)
Wikileaks
Julian Assange vuole distruggere il mondo, il suo è terrorismo”. (Franco Frattini, ministro degli Esteri, 29 novembre 2010)

2011

Messaggi culturali nuovi”
Dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni, sei uno sfigato”. (Il viceministro del Lavoro Michel Martone alla sua prima uscita pubblica, 24 gennaio 2011)
Il laser antidepilatorio di Ruby
L’ho aiutata e le ho dato perfino la chance di entrare con una sua amica in un centro estetico. Doveva fornire un laser antidepilatorio. Costava, se ricordo bene, 45 mila euro. Così ho dato l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla alla prostituzione”. (Silvio Berlusconi, 11 aprile 2011)
Freud
La Minetti non è mai stata la mia igienista mentale”. (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, 14 aprile 2011)
La mia è lesbica
Tutti noi abbiamo un 25% di omosessualità. Ce l’ho anch’io, solo che la mia omosessualità è lesbica”.(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, 16 aprile 2011)
#tunnelGelmini
In rete è già un cult. La gaffe della ministra Gelmini sul «tunnel tra il Cern e il Gran Sasso» sta facendo il giro del Web”. (La Stampa, 24 settembre 2011)
I ristoranti pieni
Mi sembra che in Italia non ci sia una forte crisi. La vita è la vita di un Paese benestante, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni”. (Silvio Berlusconi, 4 novembre 2011)
Democrazie minori
La dittatura di Mussolini? Beh, diciamo che era una democrazia minore”. (Silvio Berlusconi, 14 dicembre 2011)
I cazzi miei
Io te lo dico chiaro: il 14 dicembre ho fatto i cazzi miei… 10 giorni mi mancavano per la pensione, e per 10 giorni mi inculavano… io c’ho 63 anni, dove vado a lavorare io? Cazzo me ne frega, tanto qui sono tutti malviventi, se non fai da solo ti si inculano loro”. (Antonio Razzi, tra i “responsabili” che salvarono il governo Berlusconi, ripreso in Parlamento dalla telecamera nascosta dell’onorevole Barbato, dicembre 2011)

2012

Cavalli di razza
Credo che i Razzi e gli Scilipoti siano davvero un esempio che ci conforta… in Antonio Razzi riconoscerete un cavallo di razza della politica”. (Silvio Berlusconi, 1 febbraio 2012)
Emergenza neve
È un fatto geografico e botanico: a Roma gli alberi non sopportano bene il peso della neve, non ci sono abituati” (Gianni Alemanno, sindaco di Roma, 6 febbraio 2012)
La pipì in strada
Che effetto mi fanno due donne che si baciano per strada? Come chi fa pipì in pubblico, può dare fastidio”. (Carlo Giovanardi, senatore Pdl, 12 febbraio 2012)
Il dna del Duce
Rivedendo quella foto dico che forse nel mio codice genetico c’è qualcosa che riporta a Mussolini… le scelte giuste fatte dal Duce sono state moltissime”. (Domenico Scilipoti, deputato Pt, 14 marzo 2012)Nella vasca da bagno

Sto di merda. Non dovevo accettare quel pesce. Mi processo davanti a tutti per quattro spigole e cinquanta cozze pelose”. (Michele Emiliano, sindaco di Bari, Pd, 18 marzo 2012)

Asini
Io ero asina a scuola, non mi ha mai neppure sfiorato l’idea di iscrivermi ad una università”. (Rosy Mauro, vicepresidente del Senato, Lega Nord: 10 aprile 2012)

Nicole come Nilde
Nicole Minetti è come Nilde Iotti. Anche Togliatti aveva come amante la Iotti, poi lei è diventata il primo presidente donna della Camera, e sicuramente non aveva vinto dei concorsi”. (Daniela Santanchè, esponente Pdl, 12 aprile 2012)
Grillo e la mafia
La mafia non ha mai strangolato le proprie vittime, i propri clienti, si limita a prendere il pizzo (…)”. (Beppe Grillo, 29 aprile 2012)
Sfigati
Ma il giornalista del Corriere fa le vacanze sempre da solo? Eh ma che sfigato! Le vacanze da solo! Che malinconia, che tristezza, che sfigato. Voi non fate mai vacanza di gruppo?”. (Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, Pdl, aprile 2012)
A bordo, cazzo!
Perché sono sceso dalla nave? Il legno era ormai scivoloso, creando un piano inclinato 50-55 gradi sono stato praticamente favorito ad andare sulla lancia, non so se sono scivolato o se sono caduto, o se è la nave che si è spostata”.
(Francesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia, 10 luglio 2012)
Le ascelle di Berlusconi
Altroché culo flaccido, Silvio ce l’ha sodo e tosto, è un toro. Ricordate quando vi dissi che gli baciai i piedi? Poi lo rifeci di nuovo, ma c’è una novità: gli ho pure baciato le ascelle. E dopo una giornata di lavoro, alle nove di sera, profumavano di rose”. (Sabina Began, l’Ape Regina delle feste di Arcore, 16 luglio 2012)
Lo spirito giusto
Lo stipendio da parlamentare non è un granché alla fine. Per me, con le case che ho, spese di qua e di là… ma poi che cazzo gliene frega alla gente di cosa faccio dei miei soldi? Perché vado poco al Senato? Io l’ho già detto, sono in Parlamento solo per legittima difesa contro i magistrati. Di votare non me ne frega niente”. (Marcello Dell’Utri, senatore Pdl, 19 luglio 2012)
Choosy
Bisogna entrare subito nel mondo del lavoro, mai essere troppo ‘choosy‘, come dicono gli inglesi”. (Elsa Fornero, ministro del Welfare, 22 ottobre 2012)
First lady
Basta fango, ora seguirò il mio sogno, vado negli Usa: mi piacerebbe incontrare un bellissimo uomo di due metri, che gioca a baseball e che riesca a conquistarmi. Oppure diventare la first lady americana”. (Nicole Minetti, ex consigliere regionale Pdl, 30 ottobre 2012)
Mangino cornetti
Ma quale crisi!? Sono passata davanti ad un famoso bar di Roma alle dieci del mattino, ed era pieno di gente che si faceva cornetto e cappuccino! Se ci fosse davvero tutta ‘sta povertà…”. (Michaela Biancofiore, onorevole Pdl, 13 novembre 2012)

2013

Beppe come Gesù
Prima del blog vivevamo in Matrix: ora il messaggio di Beppe Grillo è contagioso come quello di Gesù Cristo”. (Roberto Casaleggio, co-fondatore del Movimento 5 Stelle, 4 gennaio 2013)

Beppe e l’antifascismo
Se io sono antifascista? Questo è un problema che non mi compete… Se un ragazzo di CasaPound volesse entrare nel nostro Movimento, con in requisiti in regola, non ci sarebbe nessun problema. Che poi hanno pure alcune idee condivisibili”. (Beppe Grillo, 10 gennaio 2013)

Duce grande statista
Buio pesto le leggi razziali, ma nel fascismo ci sono state molte luci. Mussolini fu un grande statista: se lo dicono di Monti figuriamoci se non possiamo dirlo di Mussolini”. (Ignazio La Russa, Fdi, 1 febbraio 2013)

Empy
Vi presento il mio nuovo cane, si chiama Empatia, per gli amici Empy”. (Mario Monti, presidente del Consiglio, 6 febbraio 2013)

Tanti amici gay
Ho tantissimi amici omosessuali, ma il matrimonio gay è una cosa profondamente sbagliata. Non è detto che l’Europa sia sempre e comunque da imitare, in alcuni paesi hanno legalizzato dei movimenti che facevano anche apologia della pedofilia”. (Pierferdinando Casini, leader Udc, 7 febbraio 2013)

Sberleffi a vita
Un bambino che viene adottato da una coppia gay sarà soggetto agli sberleffi, al bullismo, sarà preso per il culo per tutta la vita. Di solito le coppie gay sono eccentriche – pensate ad Elton John – quei bambini non crescono nella normalità. Gesù Cristo ha fatto l’uomo e la donna, per procreare”. (Michaela Biancofiore, da onorevole Pdl, 7 febbraio 2013)

Mannoia alla Cultura
Il mio governo ideale? Dunque, io premier e pure ministro della Giustizia, ad interim. Marco Travaglio all’informazione, Giacché all’Economia, un operaio al Lavoro, un poliziotto agli Interni, e Fiorella Mannoia alla Cultura”. (Antonio Ingroia, candidato premier di Rivoluzione Civile, 15 febbraio 2013)

La scuola di Chicago
Mi sono inventato anche la partecipazione allo Zecchino d’Oro… però ho fatto le selezioni, sono andato all’Antoniano e sono stato scartato, bisognava comprare l’enciclopedia…”. (Oscar Giannino, candidato premier di Fare Futuro, dopo lo scandalo dei titoli di studio inventati, 20 febbraio 2013)

Dice e non dice
Da noi la magistratura è una mafia più pericolosa della mafia siciliana”. (Silvio Berlusconi, 23 febbraio 2013)

Giovanardi su Cucchi
Ilaria Cucchi sta costruendo una carriera politica su una bugia collettiva, suo fratello Stefano non è stato ammazzato di botte, è morto perché era un tossicodipendente e uno spacciatore“; “il tempo è galantuomo e ha fatto giustizia di pregiudiziali ideologiche, enfatizzate dai media, che attribuivano responsabilità agli agenti di custodia per un pestaggio mai avvenuto”; “nessuna relazione tra la morte di Stefano ed eventuali percosse subite. Le lesioni? La causa è la malnutrizione. Ha avuto una vita sfortunata”. (Carlo Giovanardi, senatore Pdl, 2013)

Umettare la matita
Prima del voto bagnatevi la mano con la saliva, umettate la matita e poi votate. Solo così il vostro voto sarà indelebile”.
(Matteo Dall’Osso, onorevole 5 Stelle, 24 febbraio 2013)

Microchip istituzionale 
Ciao, sono Paolo, ho 25 anni, sono vegano e mi sono disiscritto dalla Chiesa cattolica… ho scoperto la politica con il documentario Zeitgeist: mi ha fatto vedere il mondo in maniera completamente diversa… non so se lo sapete, ma in America hanno già cominciato a mettere i microchip all’interno del corpo umano”. (Paolo Bernini, futuro onorevole M5S, 4 marzo 2013)

Hey
Guardi, chi mi rimprovera di aver scelto un abbigliamento alla Fonzie forse si sente un po’ Ralph Malph…”. (Matteo Renzi e la partecipazione ad Amici, 4 aprile 2013)

La mutanda
Le mutande si possono cambiare ogni quattro giorni, basta metterle fuori a prendere aria, e lavarsi bene. Io faccio così, non si possono sprecare 25 litri d’acqua per una mutanda”. (Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, 14 aprile 2013)

L’Altissimo
Ci affidiamo completamente a Lei, Presidente Napolitano, con lo stesso trasporto di Papa Francesco quando si rivolge all’Altissimo”. (Enrico Letta, pronto per la premiership, 29 marzo 2013)

Miracolati
Rodotà è un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi. Gli auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra”. (Beppe Grillo scarica il candidato M5S al Quirinale, 28 maggio 2013)

Diversità
Le donne sono diverse! Le donne non guardano il culo degli uomini!”. (Laura Ravetto, onorevole Pdl, 31 maggio 2013)

Eventi
“Il Restitution Day è l’evento politico più rivoluzionario dagli omicidi di Falcone e Borsellino”. (Carlo Sibilia, onorevole M5S, 7 luglio 2013)

Come sotto il Fuhrer
I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler”. (Silvio Berlusconi, 6 novembre 2013)

Palle d’acciaio
Sapete cosa pensano di me in Europa? Che ho delle palle d’acciaio”. (Enrico Letta, presidente del Consiglio, 7 novembre 2013)

L’orango
Ogni tanto smanettando con internet trovo le foto del governo italiano, e cazzo, quando vedo le immagini della Kyenge con le sembianze di un orango, io resto sconvolto”. (Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, Lega Nord, 13 luglio 2013)

Silvio Einstein
Presidente, pensando a lei mi torna in mente Albert Einstein, e quello che diceva: ‘le grandi menti, le grandi personalità, hanno sempre ricevuto violenta opposizione da parte delle menti mediocri’”.(Mara Carfagna, onorevole Pdl, 30 settembre 2013)

Le sirene esistono 
Prove schiaccianti! Sei scienziati che stavano facendo studi sulla sirena l’hanno vista, ma l’Amministrazione Nazionale Oceanica nega tutto, gli sequestra il materiale e li caccia via! Perché? Di cos’hanno paura? Perché non ammettere un fatto tanto evidente?”. (Tatiana Basilio, deputata 5 Stelle, 2 novembre 2013)

Mahatma Silvio
Tutti i grandi della storia sono andati in carcere: Gandhi, Mazzini, De Gasperi, Mandela, De Gaulle, in ogni epoca ci sono stati magistrati che volevano sbarrare il corso della storia. Proprio come succede a Berlusconi…”. (Daniela Santanchè, onorevole Pdl, 30 novembre 2013

2014

Il democristiano Kim
Kim Son Un (Kim Jong-un, ndr), sembra un dittatore, ma è un moderato, lui sta cercando di portare un po’ di democrazia in Corea del Nord. E siccome lo zio voleva fare un complotto, il nipote ha fatto magnare lo zio dai cani! Io non lo vedo come un dittatore, ma come un vecchio democristiano, un politico bravo. In Corea del Nord mi sono sempre trovato benissimo, e non ho visto nessuna bomba atomica...”. (Il senatore di Forza Italia Antonio Razzi, 6 gennaio 2014)

Uomini sessuali
Siete omosessuali, avete cercato di diventare etero e non ci siete riusciti? Stasera Porta a Porta è fatta per voi”. (Bruno Vespa, presentando la puntata di Porta a Porta, 14 gennaio 2014)

Fortunelli
I neri “hanno la fortuna di non doversi truccare, e quindi sono più fortunati di noi”.
(Jole Santelli, onorevole di Forza Italia, 15 gennaio 2014)

Socialismo reale
Noi siamo marxisti-leninisti, che vogliono il socialismo. Come vivo? Ricevo un vitalizio perché ho fatto 20 anni in Parlamento, sono 4.500 euro netti al mese”.
(Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, 16 gennaio 2014)

Enrico stai sereno
Diamo un hashtag: #EnricoStaiSereno”. (Matteo Renzi, da segretario Pd, 17 gennaio 2014
)

La figlia di Giovanardi ed il rastone gay
Mia figlia qualche anno fa tornò a casa dal Sudafrica e mi disse: ‘Papà, mi sono fidanzata con un Rasta’, e mi ha spiegato cos’era… ‘è di colore’, e mi ha spiegato cosa significava… ‘è sposato’, ed io, vabbè, sono un uomo di mondo… ‘è sposato con un uomo’, e lì mi sono risvegliato al pronto soccorso…”.(Carlo Giovanardi, senatore Ncd, 24 gennaio 2014)

Nichi ma che stai a dì?
Che parola pregnante e multidimensionale: disarmo! È politica internazionale, politica della sicurezza, è conversione dei modelli produttivi, è rispetto della natura, è educazione alla convivenza e alla convivialità, è critica degli armamenti e dell’armarsi, a partire dagli apparati industriali militari per finire agli apparati genitali. Le guerre stellari, la guerra infinita, le guerre umanitarie e democratiche, le fosse comuni, le stragi chimiche, le Twin Towers, i kamikaze…”. (Nichi Vendola, congresso di Sel, 25 gennaio 2014)

Pompinare
Voi donne del Pd siete qui perché siete brave solo a fare i pompini”. (Massimo Felice De Rosa, deputato M5S, si sarebbe rivolto così alle colleghe democratiche in Commissione giustizia alla Camera, 30 gennaio 2014)

Indimenticabile la risposta dell’onorevole Pd Giuditta Pini
Noi siamo qui solo per i pompini? Ho preso 7.100 preferenze in tre giorni, mi fa ancora male la mascella”. (31 gennaio 2014)

Immaginate le risposte…
Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?…”. (Beppe Grillo, su Facebook, 31 gennaio 2014)

Sorpresa
Non immaginavo di diventare ministro… stavo guardando Peppa Pig in televisione”. (Marianna Madia, ministra alla Pa, 22 febbraio 2014)

Mosè
Non posso negarlo, quando Renzi mi chiama sul display del telefono compare la scritta Mosè… eheh… Mosè porta il suo popolo fuori da una condizione opprimente e allo stesso tempo rassicurante”. (Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, 22 aprile 2014)

Una vita da mediano
Calcisticamente parlando, qualcuno pensa che io sia un fantasista, cioè quello che inventa il colpo a sorpresa, o il portiere fortunato, che para i rigori perché provoca l’avversario. Non hanno capito che, dal punto di vista amministrativo, io sono un mediano, un mulo, che su tutti i palloni si mette lì e ‘butubum-butubum’ studia le carte”.(Matteo Renzi, presidente del Consiglio, 13 luglio 2014)

Il bibliofilo
Marcello Dell’Utri ha una bellissima famiglia, è un cattolico fervente e praticante, non conosco cose negative che abbia fatto Marcello. È un uomo molto colto, è probabilmente il più colto bibliofilo italiano”
. (Silvio Berlusconi, 28 aprile 2014)

Ha stato il Bilderberg
Il mandante della bomba di Piazza della Loggia è lo Stato italiano. Una strage di Stato. C’era di tutto. I servizi segreti deviati, la politica, la Cia, e come dice Imposimato, anche il gruppo Bilderberg. Dietro alla strategia della tensione e alle stragi c’è anche il gruppo Bilderberg”. (Claudio Cominardi, onorevole M5S, 31 maggio 2014)

L’autistico Renzi
Matteo è come un ragazzino autistico: lo vorresti proteggere, perché tante cose non le sa, però se lo metti a ragionare di politica e di rapporti di forza, suona”. (Corradino Mineo, senatore Pd, 14 giugno 2014)

Fair play istituzionale
Fa piacere mandare a fare… gli inglesi, boriosi e coglioni”. (Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, dopo la vittoria dell’Italia sull’Inghilterra al mondiale brasiliano, 14 giugno 2014)

Zlatan fa sesso
I bellocci alla Brad Pitt mi fanno cadere i gingilli per terra, a me piacciono gli uomini baudeleriani… per dire, se c’è uno che mi fa sesso è Zlatan Ibrahimovic: irruente, forte, maschio, mi dà il senso che quando ti acchiappa ti acchiappa, ti fa uscire la passione dall’anima…”. (Michaela Biancofiore, onorevole forzista, 26 giugno 2014)

Man on the moon
Oggi si festeggia anniversario sbarco sulla #luna. Dopo 43 anni ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa…”.(Carlo Sibilia, parlamentare M5S, 20 luglio 2014)

In Corea con Razzi
Sono contento di esserci andato, un senso di comunità splendido. Ho fatto un’esperienza che consiglio a tutti. Cinque giorni senza telefonino, senza Internet, senza Facebook, senza Twitter. In pratica, il paradiso. La libertà di stampa? D’accordo, lì non fanno altro che parlare del ‘Grande Maresciallo‘, ma da noi non si cantano le lodi a Renzi tutti i santi giorni? Razzi è una persona spumeggiante, piena di iniziativa. In Corea è un’autorità assoluta”. (Matteo Salvini di ritorno dalla missione in Corea del Nord, 3 settembre 2014)

Ah ok
Sarò il nuovo Berlusconi, ma in meglio”. (Corrado Passera, fondatore di Italia Unica, 22 settembre 2014)

Scie comiche
Porterò il caso delle scie chimiche in Parlamento europeo: all’attenzione della commissione agricoltura, di cui faccio parte”. (Marco Zullo, eurodeputato M5S, 24 settembre 2014)

Delicatissima
Meno droga, più dieta, messa male”. (Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri risponde così, su Twitter, ad una giovanissima fan di Fedez, 19 ottobre, 2014)

Nuove strategie
La nostra nuova battaglia sarà ‘Dentiere gratis per tutti’…”. (Silvio Berlusconi, 22 ottobre 2014)

The Artist
Io Hitler lo considero un artista. Ha fatto meno danni della Merkel…”. (Mario Borghezio, eurodeputato leghista, 24 ottobre 2014)

Carta di credito Rai
Ostriche e champagne? Ma stiamo scherzando? Adesso mi incazzo. Io sono allergico a questi crostacei. E lo champagne te lo danno in qualsiasi ristorante appena ti siedi, senza nemmeno chiederlo…”. (Augusto Minzolini, senatore di Forza Italia, 30 ottobre 2014)

Svelato l’arcano
L’Isis stampa moneta senza il consenso di Usa e Fmi. Minare così tanto gli interessi occidentali non è più tollerabile…”.(Paolo Bernini, deputato M5S, 14 novembre 2014)

Panda-gate
La mia famosa Panda rossa ormai è considerata più pericolosa di un caccia bombardiere nordcoreano che invade lo spazio aereo dell’isola di Okinawa”. (Ignazio Marino, sindaco di Roma, 18 novembre 2014)

Ladylike
In politica io voglio avere il mio stile, l’essere sempre a posto, è un quid in più. Io ad esempio ho deciso di andare dall’estetista ogni settimana. Mi prendo cura di me, mi faccio le meches, mi faccio la tinta. Cosa dovrei andare in giro con i peli ed i capelli bianchi? Ho un ruolo pubblico, rappresento tante persone, e voglio rappresentarle al meglio. Il nostro stile di fare politica è ‘Ladylike’…”. (Alessandra Moretti, da eurodeputata Pd, 18 novembre 2014)

Er Batman
Tutta Italia pensa che io sia andato a cena con ostriche e champagne ma non l’ho mai fatto. Non mangio ostriche, so’ carnivoro. Non ho mai avuto una Harley Davidson. Anche il soprannome ‘Er Batman‘ è totalmente inventato. Altroché Batman, io sono un fagiano, l’unico che non prenderà il vitalizio…”. (L’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito torna sullo scandalo rimborsi, 20 novembre 2014)

Dna
Come diciamo che culturalmente i francesi amano l’amore e gli italiani amano la musica, i rom culturalmente sono ladri…”. (Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d’Italia, 1 dicembre 2014)

Nientemeno
Alcune mie dichiarazioni sono state parzialmente riprese anche da Papa Francesco”. (Alessandro Di Battista, deputato M5S, 9 dicembre 2014)

2015

Nientemeno… / 2
Mi piacerebbe essere ricordato come il Che Guevara di Napoli”. (Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, 15 gennaio 2015)

Lo diceva l’internet
Vanessa e Greta sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo!”. (Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri rilancia su Twitter una pesante falsità “letta in rete” e relativa alle due giovani cooperanti italiane rapite in Siria, 17 gennaio 2015)

I consigli del leader
Guardare Peppa Pig rilassa il cervello!”. (Matteo Salvini, 9 febbraio 2015)

Su Radio Padania
Il popolo padano è vittima di pulizia etnica coordinata dall’Europa!”. (Matteo Salvini, 16 febbraio 2015)

Un tweet, doppio fail
Che origini hanno i piloti dell’autobus caduto???”. (Era un “Airbus”, non un “autobus”, mentre i piloti erano tedeschi da generazioni… L’onorevole forzista Daniela Santanchè sul disastro dell’aereo Germanwings, costato la vita a 150 persone, 26 marzo 2015)

Lapsus
Per essere giornalisticamente circoncisi…”. (Il capogruppo forzista Renato Brunetta, durante la conferenza stampa sulla riforma della scuola a Montecitorio, 23 aprile 2015)

Tutti in piedi
Il ruolo in politica non ha cambiato le mie abitudini: stiro, lavo e vado al supermercato da sola”. (Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme, 19 aprile 2015)

Elementare
Per risolvere il problema degli sbarchi di clandestini, ho la mia cura: basta togliere il motore alle barche!”. (Silvio Berlusconi su Telepadova, 19 maggio 2015)

Il liceale
“’Migranti’… questo vocabolo nuovo inventato dalla Boldrini… sono clandestini! ‘Migrante’ è un gerundio!”. (In realtà sarebbe un participio presente… Matteo Salvini, 5 giugno 2015)

Tweet poi rimosso
Elezioni per Roma il prima possibile! Prima che Roma venga sommersa dai topi, dalla spazzatura e dai clandestini”. (Beppe Grillo, 17 giugno 2015)

Corriere della Sera: “Vito Crimi e il ‘complotto’ dei piedi sporchi, le ironie della Rete su M5S”
Il senatore Crimi pubblica la lettera di un amico che si lamenta per i piedi sporchi del figlio a causa della polvere dopo due settimane di assenza da casa per le vacanze, e chiede il monitoraggio dell’aria. Esplodono le prese in giro sui social”.
(15 luglio 2015)

Lo zoo
310 morti per un pellegrinaggio? Cose da pazzi! Sono come animali… più che alla Mecca, dovrebbero andare allo zoo!!!”.(Gianluca Buonanno, da eurodeputato leghista, 24 settembre 2015)

Maria
Sì, è vero, ho fatto un provino ad Amici, dalla De Filippi. Avevo 20-22 anni, e non andò bene...”. (Alessandro Di Battista, deputato 5 Stelle, 15 ottobre 2015)

Gesù Cristo
Io trovo una vicinanza incredibile tra l’azione rivoluzionaria di Gesù Cristo e l’azione rivoluzionaria alla quale noi del Movimento 5 Stelle stiamo chiamando i cittadini…”. (Paola Taverna, senatrice M5S, 30 novembre 2015)




Noi (riclicati) con Salvini

di Alessandro De Angelis*

Menia, Alemanno e Salvini

L’ultimo arrivato è Roberto Menia, finiano non pentito, piazzato dall’ex presidente della Camera nel cda della Fondazione An, terreno delle infinite faide nella galassia post missina. Ha aderito al fantastico mondo di Matteo Salvini, nell’ambito dell’accordo con il movimento nazionale per la sovranità di Francesco Storace e Gianni Alemanno. Movimento di cui Menia è il vicepresidente. E che aprirà, in tutta Italia, i comitati per “Salvini premier“.

 È il progetto, a volerla vedere da un punto di vista “alto”, di una “cosa nero-verde”, che nasce dal circolo culturale “il talebano” di Vincenzo Sofo, da tempo teorico di un fronte identitario lepenista in Italia: leghisti, missini, “sovranisti”, vecchie glorie che cercano un posto al sole, col chiaro obiettivo di togliere voti a Giorgia Meloni, imbarcando pezzi di destra-destra, senza andare tanto per il sottile. In realtà c’è molto pragmatismo e poca teoria, in quest’accordo che prevede un paio di parlamentari in quota post missina, anche se – così pare – i posti non spetteranno all’ex governatore del Lazio e all’ex sindaco di Roma, ancora sotto inchiesta per l’accusa di corruzione e finanziamento illecito.

Giuseppe Scopelliti,

Il movimento di Alemanno, per “Salvini premier” è radicato in tutta Italia. In Calabria c’è Giuseppe Scopelliti, ex sindaco di Reggio Calabria, ex governatore del Pdl poi approdato nel partito di Alfano. Nel suo curriculum una serie di processi penali e una condanna a 6 anni di reclusione per abuso e falso e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per presunte irregolarità nei bilanci del Comune tra il 2008 e il 2010. Presenze che imbarazzano parecchi leghisti, cresciuti a pane e “Roma ladrona“. Non è un caso che alla manifestazione di giovedì a Napoli ha evitato di metterci la faccia Giancarlo Giorgetti, il più alto in grado dopo Salvini, e sia andato Raffaele Volpi. Volpi è un moderato di Brescia che ha girato il Sud, palmo a palmo, in queste settimane con l’incarico di costruire la rete di Noi con Salvini, aprendo circoli ovunque e senza mettere troppi filtri al personale politico in arrivo. Risultato ottenuto, a vedere la mappa sul territorio.

Sbarco al Sud, Lega nazionale, nuova e rinnovata. Sotto l’orgia di retorica, si nasconde una carica di riciclati, trasformisti, “inciucisti”, come si suol dire buoni per tutte le stagioni. In Sicilia il primo ad aderire a “Noi con Salvini” è stato il parlamentare Angelo Attaguile. Figlio dello storico senatore democristiano Gioacchino Attaguile, andreottiano di lunga data e due volte sottosegretario alle Finanze nei governi Rumor e Colombo, è entrato alla Camera in “quota” Raffale Lombardo. L’altro parlamentare è Carmelo Lo Monte, altro democristiano passato in Mpa, che vanta nel suo curriculum l’assessorato alla Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca col primo governo di Totò Cuffaro.

Con loro Salvini ha iniziato la sua campagna elettorale in Sicilia, che ha portato all’elezione di un solo parlamentare regionale, Toni Rizzotto, uscito dalla maggioranza una volta eletto perché non è arrivato un posto in giunta. Toni Rizzotto, bandiera della purezza sicula salviniana, è il classico riciclato. Dipendente del Comune di Palermo, dopo una lunga gavetta nella Dc, transita nell’ Udc di Totò Cuffaro, che poi molla quando il governatore viene travolto dalle inchieste. Il nuovo “taxi” è l’Mpa di Raffaele Lombardo, con cui approda all’Ars come deputato regionale. Nel 2012 finisce anche in una polemica: Lombardo lo piazza alla presidenza di “Lavoro Sicilia“, ma poi è costretto a rimuoverlo per incompatibilità. E nomina, al suo posto, la compagna di Rizzotto.

Il radicamento a Sud di “Noi con Salvini” si è sviluppato soprattutto nell’ultimo anno, in cui con i sondaggi in crescita a il profumo di vittoria è arrivato ceto politico di consumata abilità trasformistica. Come in Puglia, dove è stato “scippato” a Forza Italia il giovane capogruppo in regione Andrea Caroppo, un passato nell’Udc e anche in “Puglia prima di tutto“, la famosa lista nella quale si candidò Patrizia D’Addario, la escort del primo “sexgate” di Berlusconi, che squarciò il velo del silenzio sul filone pugliese del “bunga bunga”. A Bari il punto di riferimento per i nuovi arrivi – consiglieri, assessori, militanti, sottobosco – è  Giuseppe Carrieri (eletto in liste civiche di sinistra).

L’assenza di filtri ha portato anche a qualche guaio. Il più eclatante riguarda tal Primiano Calvo, di San Severo, ex vicesindaco, assessore e consigliere comunale con il Nuovo Centro Destra e poi attualmente coordinatore provinciale del movimento politico ‘Noi con Salvini’; si presentò, a favor di telecamera, abbracciato con Salvini e come paladino della lotta contro l’apertura di una discarica autorizzata dagli enti locali, ma è stato arrestato per traffico illecito di rifiuti. Un po’ di ordine è stato portato dal responsabile regionale di “Noi con Salvini” Rossano Sasso, insegnante e dirigente a Bari del sindacato di destra Ugl. Alle comunali del maggio 2014 si candidò a sostegno del candidato sindaco (sconfitto) di centrodestra Mimmo De Paola raccogliendo appena 112 preferenze. Il nuovo coordinatore ha dovuto gestire problemi delicati di affluenza, dal momento che in Puglia sono proliferati oltre 50 comitati pro-salvini. Un conflitto epico c’è stato a Foggia, sulla figura del referente locale: il ruolo di Mimmo Foglietta, ex segretario provinciale dell’Udeur di Clemente Mastella è stato insidiato da Saverio Sorini da San Giovanni Rotondo, appena uscito da Forza Nuova. Alla fine quest’ultimo si è ritirato. A Molfetta il movimento è targato An, con l’ex consigliere comunale Rino Lanza e l’ultimo presidente cittadino di An, Francesco Armenio.

Sempre in Puglia sono transitati armi e bagagli con Salvini due parlamentari “fittiani”: Nuccio Altieri, già vicepresidente della provincia di Bari ai tempi di Fitto (che gli fece anche da testimone di nozze), e Roberto Marti, ex assessore al comune di Lecce e storico organizzatore dei mitici pullman di Fitto alle manifestazioni del Pdl.

In Calabria invece il coordinatore è Domenico Furgiuele, giovane imprenditore già segretario de La Destra di Storace. Uno della destra vera, figlio di un storico missino di Lamezia Terme. Furgiuele ha costruito una rete organizzata, molto di destra, che copre tutta la regione in una terra fino a poco tempo fa ostile al Carroccio ai tempi del disprezzo verso i “terroni”. Altra regione con una robusta a radicata presenza di destra è l’Abruzzo. Da poco hanno aderito Gianfranco Giuliante, ex assessore regionale e storico esponente di An in Abruzzo e Luigi D’Eramo, altro ex An di quelli tosti, assessore all’Urbanistica della giunta dell’Aquila. Tra i nomi pesanti anche Niccolò, detto NichiArdigò, che è stato consigliere regionale del Pdl e Lino Galante, vicecoordinatore provinciale di Pescara del Pdl. All’Aquila sono stati folgorati sulla via del salvinismo anche Emanuele Imprudente, ex consigliere comunale dell’Udc e ora assessore all’Ambiente e Luigi di Luzio, consigliere comunale ex Udc.

Dall’Abruzzo al Molise. Lì il punto di riferimento è Luigi Mazzuto, ex potente coordinatore regionale del Pdl, e già presidente della Provincia di Isernia, che ha già presentato il candidato alle prossime Regionali. Si stratta di Aida Romagnuolo, definita dai giornali locali la “pasionaria del Molise“: più volte ha cercato la notorietà politica, riuscendo però solo a diventare consigliere comunale del suo paese. Ora ci riprova, forte anche dell’appoggio del suo compagno Lorenzo Lommano. Lommano era uno dei “colonnelli” di Antonio Di Pietro: fondatore dell’Italia dei Valori, coordinatore del Molise, un fedelissimo insomma, che ci rimise di tasca sua per aprire una sede di partito a Campobasso. Ora, tutti nell’orbita di Salvini.

Il Sud neoleghista assomiglia tanto a quello degli altri partiti: il Sud del “tengo famiglia”, delle clientela che transitano da una parte all’altra, dei pacchetti di tessere e voti. È il Sud immutabile dei feudatari dei voti, da Cosentino a Vincenzo De Luca e delle pubbliche amministrazioni distratte sulla spesa pubblica. Inevitabile incappare in qualche “incidente”. L’avventura di Noi con Salvini in Campania è iniziata con l’arresto del sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, che si dichiarò “vicino” ai leghisti. E proseguita con quello del responsabile dell’area della Valle Caudina, Guido Coletta per frode fiscale. In Irpinia il coordinatore è Marco Pugliese, ex parlamentare di Forza Italia, già responsabile dei circoli di Marcello Dell’Utri. È fratello di Massimo, noto alle cronache per il crack dell’azienda Ixfin. Per il resto, hanno aderito tutte facce già conosciute nel centrodestra di questi anni. Coordinatrice regionale è la parlamentare Pina Castiello, ex Pdl.

A Napoli l’uomo forte è Gianluca Cantalamessa, missino, figlio di uno storico parlamentare del Movimento sociale, poi An a Pdl. Alla sua manifestazione di qualche mese fa a Napoli c’erano parecchi amministratori ex An e anche di Fratelli d’Italia. Quando Bossi lesse le cronache di quel che accadeva sotto il Vesuvio, dichiarò: “Salvini va a caccia dei voti dei fascisti”. Il nuovo salviniano che avanza ha anche il volto dell’ex sindaco Pdl di Caivano, Pippo Capaccioli. E ancora: l’ex consigliere comunale e provinciale di Napoli in quota Nuovo Psi, Angelo Delle Cave, grande fautore della battaglia anti-euro e l’ex candidato sindaco di Sarno, Franco Annunziata.

Tornando nel Lazio di Storace e Alemanno, pioniera della costruzione del movimento salviniano nella capitale è stata Barbara Saltamartini, ex An, poi Ncd, che ruppe con Alfano ai tempi di Mattarella, quando la Lega non aveva le percentuali odierne. Poi sono arrivati gli altri. Tra questi Enrico Cavallari, ex assessore al personale della giunta Alemanno. Come per l’ex sindaco la sua presenza ha creato un certo turbamento perché Cavallari è indagato dalla Procura (insieme ad altri nove ex componenti di quella giunta) per una delibera che autorizzava la costruzione di uno shopping center in pieno centro storico. Provvedimento che è stato annullato dal commissario del Comune Francesco Paolo Tronca.

Tra i pochi che non vengono da An c’è Barbara Mannucci, che di Cavallari è moglie. Al primo giorno di legislatura, nel 2008, era immortalata sorridente accanto a Silvio Berlusconi. Allora aveva 26 anni, e godeva anche del sostegno di Marcello Dell’Urti. Era fedele, diceva in un’intervista a Repubblica: “Berlusconi è la luce. Resterò con lui fino alla fine. Sarò la sua Claretta Petacci”. Adesso dice al Corriere: “Salvini è la nostra ultima spiaggia. Che uomo coraggioso. Che energia. O ci salva lui, oppure non abbiamo speranza“. È cambiato il faro. O il duce.

*vicedirettore del quotidiano online Huffington Post, edizione italiana




Un libro svela i segreti M5S: cinici, carrieristi e venali

ROMA –  Dopo esattamente dieci anni dal primo “Vaffa Day” di Beppe Grillo e del M5S,  arriva “ “Supernova, come è stato ucciso il Movimento 5 Stelle” “un libro scritto dai due ex Nicola Biondo , già capo dell’ufficio comunicazione M5S alla Camera dei Deputati,  e dall’informatico  Marco Canestrari dipendente della Casaleggio Associati fino al 2010, che svelano su com’è stato “ucciso” il M5s. “Noi ci siamo stati. Abbiamo visto. Sappiamo. E, adesso, raccontiamo” . 

Ne viene fuori un viaggio interno al movimento, con testimonianze inedite, che rivela come il M5s abbia “tradito uno per uno i suoi principi, trasformandosi in un partito taxi, uno strumento per la carriera personale, nel massimo dell’autoritarismo possibile” per fondare “una nuova leadership che mandi in soffitta i fondatori Grillo e Casaleggio“. Un viaggio “nella casta degli anticasta che potrebbe governare l’Italia tra pochi mesi”. Questi i passaggi più “gustosi” dal libro.

GIANROBERTO È PAZZO

All’inizio, Grillo inviava i testi via fax alla Casaleggio e lì venivano corretti e pubblicati. Presto però il guru prende in mano il blog e «diventa l’ideatore di quasi tutte le campagne proposte da Grillo». Di lui il comico dice a Canestrari: «È pazzo! È completamente pazzo!».

«IO SONO COME LICIO GELLI E CUCCIA»

La frase di Gianroberto Casaleggio quando, nel 2007, cura la comunicazione dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. «Io sono come un Licio Gelli buono, ma riservato come Cuccia. Se riesco a portare Di Pietro al 10% il Paese cambia».

IL BOOM DEL 2013: «E ORA COSA FACCIAMO?»

La telefonata di Grillo a Casaleggio la mattina dopo che il M5s prende il 25% alle politiche del 2013. «Pronto, Beppe?». «Gianroberto, sono io. Abbiamo vinto. E adesso cosa facciamo?». Istrionico, ma anche svuotato dopo un tour massacrante, Grillo non aveva la minima intenzione di scendere a Roma, e voleva restare nella sua casa di Sant’Ilario, «a curare l’orto: ho la lattuga che mi scappa da tutte le parti».

I PARLAMENTARI M5S? «NON SONO ALL’ALTEZZA»

A preoccupare i due fondatori era il gruppo parlamentare. «Abbiamo un dieci per cento di Scilipoti…» dice Grillo. «Il gruppo parlamentare non è all’altezza. Non potevamo candidare persone molto brave ma già elette negl enti locali. Le elezioni ci hanno colto di sorpresa e le nostre liste sono state riempite alla rinfusa» confida invece Casaleggio a Nicola Biondo. «Loro sono lì per il MoVimento, non devono fare politica, non tocca a loro, sono solo lo strumento di un programma e devono rispettare le regole che hanno sottoscritto. Grazie al MoVimento hanno avuto uno stipendio e un minimo di visibilità, chi non ci sta si accomodi fuori».

FRANCESCANI DA 13MILA EURO AL MESE

Inizi di maggio 2014. «Poche sere fa Beppe era a Roma. Eravamo a cena. Incalzato da una serie di racconti di alcuni miei colleghi, ha detto una cosa che mi ha lasciato stupefatta. Con la vita di merda che fate a Roma, tremila euro sono pochi. Se oggi qualcuno mettesse a paragone l’entità delle restituzioni di quel periodo con quelle odierne, capirebbe tutto. Le rendicontazioni prive di qualsiasi controllo e autoreferenziali sono insieme arma e luogo del delitto del francescanesimo, della lotta ai privilegi, del MoVimento. Oggi quasi tutti i parlamentari hanno uno stipendio in busta di circa tremila euro ma ne percepiscono tra i settemila e i diecimila al mese per le spese. E si definiscono francescani…».

DI MAIO: «QUANDO SARÒ A PALAZZO CHIGI…»

«Nel 2015, io e Di Maio decidemmo di andare alla mensa di Piazza San Silvestro e passammo quindi sotto Palazzo Chigi. Luigi puntò l’indice verso il balcone. Quando saremo lì disse sorridendo tu verrai con me, non mi fido di lasciarti a Montecitorio Il ragazzo aveva le idee chiare. Fin da subito».

LO SBIANCAMENTO DENTALE

Racconta Dario Tamburrano, europarlamentare M5s, di professione dentista: «Rocco Casalino (capo comunicazione al Senato, ndr) mi ha portato in studio un sacco di parlamentari. Per tutti sbiancamento dei denti e cura delle carie. Per me va bene, ma quel fare untuoso, questa cura davvero eccessiva della forma. Mi sbaglierò, ma sento una strana aria in giro». Dalla rivoluzione morale allo sbiancamento dentale.

FICO: «SIAMO VENDITORI DI SLOGAN»

Il deputato Roberto Fico, sbotta in privato con Nicola Biondo: «Ma dove stiamo andando? Che cosa stiamo diventando? Stiamo diventando venditori di slogan, buffoni da mettere davanti alle telecamere. Non è questo quello che dobbiamo fare…».

LA SCALATA DI LUIGINO

Il suo mondo si divide «tra chi è sfigato e chi non lo è», parole sue. Sinonimi di sfigato: chi critica, chi non veste in giacca e cravatta, chi nutre dubbi. Racconta un insider grillino: «L’arma vincente della scalata di Di Maio è stata quella di escludere ogni discussione dal gruppo parlamentare. O sei con lui o sei contro, in un brutto alone di omertà, che poco ha a che fare con l’Onestà». Di Maio governa col do ut des. È molto riconoscente con chi gli riferisce pettegolezzi interni al Movimento. «Racconta una storia interna al Rampollo e raggiungerai il paradiso per sempre entrando nelle sue grazie».

LADY DI MAIO E IL CAPPELLINO

Dopo il flop del M5s alle Europee, in una riunione dei parlamentari Silvia Virgulti, fidanzata di Di Maio, dice: «Le elezioni le abbiamo perse per il look lugubre di Casaleggio con il suo cappellino (Casaleggio era malato di tumore, ndr)». Gelo tra i presenti. Poco dopo un deputato va a complimentarsi con la Virgulti. È Alessandro Di Battista.

LA RAGGI COSTRUITA IN LABORATORIO

A Grillo non interessava Roma: «Se la tenessero…» dice di fronte a molti testimoni. Il candidato nel 2016 viene deciso da Casaleggio, con una telefonata alla Raggi: «Abbiamo pensato a te per la candidatura a sindaco di Roma. Te la senti?». Viene deciso che Daniele Frongia sarà il vicesindaco. E così avviene. «È la democrazia diretta. Nel senso che è diretta da Milano».

UN CONTROLLO SUI VOTI ON LINE? «COL C…O»

Quando viene chiesto a Casaleggio di far verificare le votazioni online del M5s da un ente terzo, la sua risposta è: «Col cazzo che faccio entrare una società estranea nel mio database».

 

“Se Silvio Berlusconi oggi avesse avuto vent’anni di meno e avesse scelto di ‘scendere in campo’ con un suo partito, probabilmente avrebbe utilizzato lo stesso schema di Grillo e Casaleggio: la rete, le società collegate, le fake news per fare profitti, le consulenze… Ridurre quel sogno di movimento popolare che era il progetto Cinque Stelle in una Forza Italia 2.0 è stato forse uno dei delitti politici più efferati di questi ultimi anni”.

Sono le parole con cui termina l’ultimo capitolo pubblicato di “Supernova, come è stato ucciso il Movimento 5 Stelle”, il libro sostenuto da un progetto di crowfunding online, che grazie a circa 600 contributori  online ha  raggiunto il budget richiesto.

Gli autori:

Nicola Biondo (1970) è stato perito giudiziario ausiliario per le procure di Milano, Brescia e Palermo. Componente della redazione di Blu Notte­ – Misteri italiani, la trasmissione condotta da Carlo Lucarelli, ha scritto inchieste e reportage per Avvenimenti, La Stampa, L’Adige, L’unità, Radio Radicale e il blog di Beppe Grillo. E’ autore con Sigfrido Ranucci de “Il Patto” e “Alkamar” (Chiarelettere). Ha ideato e diretto il primo master in giornalismo investigativo per l’Università di Urbino e ha insegnato alla California University. Dall’aprile 2013 al luglio del 2014 ha diretto l’ufficio comunicazione M5S alla Camera dei deputati. Oggi coltiva felicemente il suo orto vista mare.

Marco Canestrari (1983) è uno sviluppatore informatico. Dal 2007 al 2010 ha lavorato presso Casaleggio Associati occupandosi, per il blog di Beppe Grillo, della comunicazione con i MeetUp locali, della produzione di contenuti multimediali e dell’organizzazione dei V­Day del 2007 e del 2008. E’ autore del documentario “1992 ­- Una strage di Stato” (2010). Vive a Londra.




25 anni dopo la stagione di Tangentopoli: quell’inutile inchiesta di Mani pulite

di Antonello de Gennaro

Il 17 febbraio di 25 anni fa,  l’arresto di Mario Chiesa presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, diede inizio alla “rivoluzione giudiziaria” che  ribaltò la Prima Repubblica. In appena due anni , in cui passarono sul banco degli imputati ex premier ed ex ministri, Bettino Craxi e Arnaldo Forlani risposero nella stessa giornata  alle domande dell’ (oggi ex) pubblico ministero  Antonio Di Pietro.  Il terremoto si scatenò soltanto un mese dopo quando, alle 10 del mattino del 23 marzo, Chiesa cominciò a rispondere nel carcere di San Vittore alle domande del pubblico ministero e del gip Italo Ghitti .

Quella mattina Mario Chiesa confessò le tangenti, riempì 17 pagine di verbale,  e si vendicò di Bettino Craxi. che soltanto  venti giorni prima i aveva commesso un  errore grossolano definendo Chiesaun mariuolo che getta un’ombra su tutta l’immagine di un partito che a Milano, in 50 anni, non ha mai avuto un amministratore condannato per reati gravi contro la pubblica amministrazione“. Qualcuno, in carcere, aveva raccontato quella definizione al presidente del Pio Albergo Trivulzio, che si sentì isolato ed abbandonato al suo destino giudiziario dietro le sbarre. E Chiesa decise di iniziare a parlare. Fu così che  Tangentopoli ebbe inizio.

Di giorno in giorno mentre si susseguivano gli arresti  i pm Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo diventavano il simbolo della speranza di cambiamento a Milano ed in Italia. Davanti al portone del Palazzo di giustizia milanese di via Freguglia , si trasmettevano in diretta gli effetti di quella speranza che veniva dal quarto piano dagli uffici della procura milanese. I giornalisti bivaccavano nei corridoi per raccontare “Tangentopoli“, anche se  in quei giorni a nessuno di noi era ben chiara dove e come sarebbe finita quella inchiesta. Si vedeva però il terrore sui volti e negli occhi di chi attendeva di varcare la porta dei magistrati per confessare le proprie responsabilità. Si vedevano, per la prima volta i potenti ridotti in vittime.

Ma anche persone sconosciute si presentavano davanti alle porte dei magistrati del pool “Mani pulite“. I giornalisti li vedevano e  chiedevano loro chi fossero. Molto spesso non rispondevano, guardavano pallidi, nervosi, sudati nel vuoto, . Cosa accadeva dietro le porte dei magistrati, noi  giornalisti non potevamo vederlo. Si riusciva a saperlo soltanto dopo, dalla voce di qualche avvocato o da qualche carta che sfuggiva ai rigorosi controlli del pool. In un libro del 1996, Il vizio della memoria, l’ex- pm Gherardo Colombo scriveva che “Queste nuove fonti erano di solito persone sconosciute che si presentavano, accompagnate dal difensore, in uno dei nostri uffici, generalmente quello di Antonio (Di Pietro n.d.a., e senza che noi sapessimo nulla di loro raccontavano, raccontavano fatti, reati, persone coinvolte, circostanze, date, passaggi di contanti, aperture di conti in Svizzera e così via”.

Ogni tanto si apriva una nuova ramificazione  – aggiungeva Colomboogni tanto sulla superficie del cono, appariva il vertice di una nuova figura, destinato a essere autonoma origine di un nuovo filone, che si sarebbe sviluppato come quelli già avviati. Fin dall’inizio l’indagine aveva preso la forma di una spirale che, seguendo i contorni di un immaginario cono rovesciato, partendo dal vertice, si estendeva e saliva. Da un episodio quasi banale, come ne succedono tanti – l’arresto in flagranza di un funzionario pubblico che aveva chiesto denaro a un imprenditore recalcitrante per “consentirgli” di continuare a lavorare presso l’istituto che presiedevaAntonio (Di Pietro, nda), all’inizio da solo, era riuscito ad avviare il meccanismo, fondato su una serie di rimandi”


L’inchiesta che travolse la politica della Prima  Repubblica
sì consumò ed esaurì dal febbraio 1992 al dicembre 1994 in meno di tre anni. Nei corridoio del quarto piano le espressioni dei volti dei singoli magistrati erano diventati il termometro degli alti e bassi dell’indagine. Ad  Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo erano stati affiancati dal procuratore capo Francesco Saverio Borrelli, da altri pm fra cui l’attuale procuratore capo di Milano  Francesco Greco, Fabio De Pasquale, Paolo Ielo, Elio Ramondini, Raffaele Tito, Margherita Taddei e Tiziana Parenti, a causa della moltitudine dei i filoni d’inchiesta che si erano aperti da seguire, interminabili le confessioni da far verbalizare, per non parlare poi delle richieste di autorizzazione a procedere da inviare in Parlamento a carico dei politici coinvolti.


Man mano che le pressioni politiche sul pool aumentarono
d’intensità,si cominciavano a scorgere sui volti dei magistrati non più la stanchezza per quelle interminabili confessioni raccolte, ma bensì la preoccupazione che l’inchiesta potesse essere bloccata.Quando ormai l’indagine era decollata da un anno e mezzo, un venerdì pomeriggio 23 luglio 1993,  Antonio Di Pietro stravolto fu visto picchiava i pugni contro il muro. Tutto il  pool “Mani pulite” era sotto choc. Quella mattina fra le 8,30 e le 8,45 poco prima di essere arrestato Raul Gardini si era sparato un colpo di pistola alla tempia, .Una a morte che seguì di soli tre giorni il suicidio del presidente dell’Eni, Gabriele Cagliari nel nel carcere di San Vittore.  Nel settembre 1992 cera già stato un precedente momento di crisi:  il primo suicidio di Mani pulite, quello del parlamentare socialista Sergio Moroni. Il segretario del PSI Bettino Craxi, commentò quella morte assurda con una frase concisa che diceva tutto contro i magistrati del pool: “Hanno creato un clima infame” .

 

E’ stata una stagione politica che si può capire solo con una lettura completa del corso degli eventi, in quanto le inchieste milanesi si sono incrociate con le stragi di mafia e con una disastrosa crisi economica profonda, che ha provocato la scomparsa di aziende storiche  e la svalutazione della lira, che spinse il Governo Amato a prelevare  dai conti correnti di tutti gli italiani il 6 per mille.

Ma è stata anche una stagione di speranza, con la speranza di un rinnovamento generazionale ed etico della vita pubblica che si è rivelato disastroso. Sono nati nuovi movimenti politici , da Forza Italia di Silvio Berlusconi e Giuliano Urbani, alla Lega di Bossi e Maroni, e altri sono nati dalle polveri della tradizione democristiana e comunista. Ma nello stesso tempo i nuovi “politicanti” si sono ben guardati dall’instaurare di nuove   leggi e strutture create per impedire che le tangenti tornassero a circolare in tutto il Paese. E più di prima. Al contrario  sono stati introdotti dei provvedimenti che invece di rendere più giusti i processi hanno ottenuto l’effetto contrario ostacolando la “macchina” della Giustizia, e provocando per effetto della prescrizione la scomparsa di migliaia di inchieste .

Venticinque anni dopo, Francesco Greco che Gherardo  Colombo definiva nel suo libro “dai tempi lunghi, il più assiduo a lavorar sulle carte, a esaminare i bilanci, a incunearsi nelle contabilità sociali per scoprirne mancanze, falsità, duplicazioni”  siede  ora nell’ufficio che fu di Francesco Saverio Borrelli. Antonio Di Pietro si è ritirato nella sua Montenero di Bisaccia dopo aver fondato un partito l’ Italia dei Valori, ormai pressochè scomparso, ed essere stato ministro. Piercamillo Davigo è presidente di sezione in Cassazione e presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Gherardo Colombo è stato componente pressochè ininfluente del consiglio di amministrazione  della RAI, è attualmente coordinatore del Comitato per la legalità e la trasparenza del Comune di Milano ed è presidente degli Organismi di vigilanza della Banca Popolare di Milano e del gruppo Sole 24 Ore le cui recenti vicende societarie confermano che non sia più molto vigile ed attento a quanto accade in giro.

Dopo i venticinque anni trascorsi, è doveroso tristemente ammettere che il Paese non è stato in grado di fare tesoro di quel ciclone giudiziario. Risultato che oggi il problema della corruzione è incredibilmente più forte di prima. Le ragioni e cause  sono le stessi del 1992: il finanziamento della politica non è trasparente, i partiti continuano a “lottizzare” indisturbati  società ed enti pubblici. Certo, non esiste più quel sistema verticistico che applicava il manuale Cencelli anche alla spartizione delle tangenti, definendo quote precise a livello cittadino, provinciale, regionale e nazionale. Un sistema in cui – a livello locale e nazionale – le indagini dimostrarono anche un ruolo del Partito Comunista Italiano,, da sempre molto vicino agli ambienti e correnti della magistratura.

L’inchiesta “Mani pulite” ha fatto cadere la Prima Repubblica ma non ha sconfitto la corruzione. L’illusione dei magistrati è durata lo spazio di pochi anni. Gli echi di quella stagione si sono spenti. ed  al quarto piano del Palazzo di giustizia di Milano sono esplosi i veleni fra gli stessi magistrati. Le inchieste chiaramente non si sono fermate ma non viene più assegnato loro quella speranza che si respirava ascoltato il pensiero e le opinioni degli italiani nella stagione di “Tangentopoli”. Adesso i magistrati hanno solo il compito che dovrebbero sempre avere: semplicemente trovare i reati , impedirli e punirli.  Senza avere la pretesa che debbano essere i magistrati i delegati a correggere le storture della democrazia nel nostro Paese.

 Nel 2017 le segreterie dei partiti non sono più il fulcro della gestione dei finanziamenti illeciti. Adesso il mercato della corruzione è dominato da consorterie trasversali, bande che legano gli interessi di politici e imprenditori. E sempre più spesso le mafie si inseriscono in queste dinamiche, offrendo bustarelle e mettendo a disposizione i loro capitali. E’ il copione di Mafia Capitale, è il modello criminale che minaccia il nostro futuro. E Roma sotto la guida del procuratore capo  Pignatone non è più il porto delle nebbie, mentre non sono pochi  i magistrati che in Italia vengono denunciati per gli abusi commessi nell’esercizio del loro potere, a volte vengono arrestati, si lanciamo in politica e spesso  finiscono sotto inchiesta del Consiglio Superiore della Magistratura come il novello autocandidato “salvatore del Paese ” Michele Emiliano che ha dimenticato e rimosso…. frettolosamente certe frequentazioni e rapporti personali  con la famiglia di imprenditori baresi De Gennaro coinvolti nell’inchiesta su alcuni appalti realizzati a Bari negli ultimi anni.

E’ l’ Italia….bellezza ? O ha ragione chi sostiene che il nostro Paese viveva meglio nella Prima Repubblica, e la politica nonostante tutto era una cosa seria ?

 




Di Pietro perde la causa con il quotidiano Libero: niente soldi e dovrà pagare le spese legali

(dal quotidiano LIBERO)

Richiesta di risarcimento danni respinta. E condanna a pagare le spese di giudizio. Libero batte Di Pietro 2-0. Così la sentenza di primo grado del Tribunale di Roma (giudice Filomena Albano) ha deciso sulle pretese dell’ex pm che aveva ritenuto diffamante l’articolo pubblicato il 4 febbraio del 2012 a pagina 3, «Italia dei doppi valori. Tonino contro i rimborsi elettorale (che prende dal 1988)», a firma Filippo Facci.  Tanto per fare un esempio. L’ex leader dell’Italia dei Valori riteneva che alcuni stralci fossero lesivi della sua onorabilità.

Schermata 2015-09-04 alle 23.50.28«Si dice che non c’è più vergogna anche se nel suo caso non c’è mai stata», si legge nell’articolo. «È sempre la stessa storia: da una vita Di Pietro si batte ufficialmente contro i soldi della politica – anche quelli regolari – e poi ufficiosamente li incassa, come ha sempre fatto con la trasparenza di una notte antartica…Quando battezzò la prima versione dell’Italia dei Valori, il 20 marzo 1988, in Senato si stava discutendo una nuova legge sul famigerato finanziamento pubblico ai partiti e lui prese la parola…Una settimana dopo Di Pietro incassò senza problemi 164 milioni e 348.215 lire per le spese elettorali sostenute al Mugello…».

Richiesta? Duecentomila euro come risarcimento danni e 50 mila euro a titolo di pena pecuniaria in conseguenza della portata diffamatoria di alcune affermazioni. Ma il giudice ha respinto la domanda. «L’articolo – si legge nella sentenza – si pone, senza dubbio, con un taglio di critica nei confronti di Antonio Di Pietro, coerentemente con la linea editoriale del quotidiano, mettendo in discussione la coerenza politica e la credibilità dell’attore. Ma sotto questo profilo l’articolo in questione è scriminato dall’esercizio del diritto di critica politica, trattandosi di un caso di libera manifestazione del pensiero. Come tale il diritto di critica non si concreta, come quello di cronaca, nella narrazione dei fatti, ma si esprime in un giudizio o un’opinione, che, come tale non può essere rigorosamente obiettiva (Cassazione 13.6.2006 n. 13646)».

Così alla fine Antonio Di Pietro è stato condannato anche alla «rifusione in favore dei convenuti delle spese di lite, liquidate in euro 4.500 per compensi, oltre spese generali e accessori di legge».