Mafia & politica. Roma e Palermo tremano: l’imprenditore Nicastri ha deciso di collaborare con i magistrati

ROMAVito Nicastri, l’imprenditore di Alcamo delle energie rinnovabili ritenuto tra i finanziatori della latitanza di Matteo Messina Denaro, ha deciso di parlare e si allarga a macchia d’olio. l’inchiesta della Procura di Palermo sugli affari dell'”accoppiata” Arata – Nicastri che sta letteralmente facendo tremare Roma e Palermo per il coinvolgimento dell’ex sottosegretario Armando Siri, considerato un “fedelissimo” del vicepremier Salvini leader della Lega, e di un paio di assessori e dirigenti regionali della giunta Musumeci in Sicilia.

l’ex sottosegretario Armando Siri (Lega)

La svolta nelle indagini è dovuta alla decisione di Nicastri di collaborare con la giustizia. Parla degli affari con Francesco Paolo Arata, l’ex consulente per l’energia del ministro Matteo Salvini, e di mazzette alla Regione siciliana. Un duro “colpo” per il clan mafioso di Messina Denaro. Da due settimane, l’imprenditore  Nicastri infatti starebbe scoperchiando i segreti dell’area grigia della mafia, quella dove i colletti bianchi e i politici intrecciano i legami d’affari con i boss. Secondo le indagini della sezione operativa della Dia di Trapani , coordinate dai pm Guido e De Leo, i due arrestati di oggi si sarebbero messi a disposizione di Nicastri, pur conoscendo il livello dei contatti di questi con Cosa nostra. In carcere restano i due Arata, padre e figlio, ed i Nicastri, padre e figlio. Ai domiciliari dal 12 giugno c’è solo  Alberto Tinnirello, ex dirigente dell’assessorato regionale all’Energia. Secondo la procura di Palermo il ruolo dei dirigenti regionali sarebbe stato anche quello di creare difficoltà ai concorrenti di Nicastri nel campo dell’energia eolica.

Agenti della Direzione Investigativa Antimafia di Trapani   eseguito questa mattina  un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari firmata dal gip Nicastro nei confronti di un dirigente regionale, Giacomo Causarano, uno dei vertici dell’assessorato all’energia, indagato per corruzione per una presunta mazzetta da 500 mila euro, e di Antonello Barbieri, imprenditore milanese indagato per intestazione fittizia di beni, autoriciclaggio e corruzione, ex socio di Nicastri.

Vito Nicastri il “re” dell’ eolico




L’atto d’accusa del Tribunale dei Ministri : “Il ministro Salvini ha agito fuori dalla legge” nel caso Diciotti,

ROMA – I giudici del Tribunale dei Ministri  catanese sono stati molto chiari  sul caso Diciotti: “E’ convincimento di questo tribunale che la condotta in esame abbia determinato plurime violazioni di norme internazionali e nazionali, connotandosi per ciò solo di quella indubbia illegittimità integrante il reato ipotizzato”. Contestato il sequestro di persona aggravato, previsto dall’articolo 605 del codice penale (“commi I, II n.2 e III”) in quanto “l’obbligo di salvare la vita in mare costituisce un preciso dovere degli Stati e prevale su tutte le norme finalizzate al contrasto dell’immigrazione irregolare“.

Il collegio del tribunale dei ministri presieduto da Nicola La Mantia, giudici a latere Sandra Levanti e Paolo Corda non usa mezzi termini: “Va sgomberato il campo da un possibile equivoco , va ribadito come questo tribunale intenda censurare non già un ‘atto politico’ dell’Esecutivo, bensì lo strumentale ed illegittimo utilizzo di una potestà amministrativa”.  La procura di Catania ha chiesto l’autorizzazione a procedere contro il senatore Matteo Salvini alla giunta del Senato, che adesso dovrà decidere. Ecco l’atto d’accusa (pubblicato integralmente dal nostro giornale) in cinquanta pagine nei confronti del titolare del Viminale.

CdG Salvini_Tribunale Catania SALVINI

Il Tribunale di Catania sostiene che  “Il ministro ha agito al di fuori delle finalità proprie dell’esercizio del potere conferitogli dalle legge  in quanto le scelte politiche o i mutevoli indirizzi impartiti a livello ministeriale non possono ridurre la portata degli obblighi degli Stati di garantire nel modo più sollecito il soccorso e lo sbarco dei migranti in un luogo sicuro (Safe of safety) obblighi derivanti da Convenzioni internazionali che costituiscono una precisa limitazione alla potestà legislativa dello Stato in base agli articoli 10, 11  e 117 della Costituzione”.

Il Tribunale di Catania aveva deliberato sin dallo scorso 7 dicembre e depositato il provvedimento il 22 gennaio. Successivamente, il fascicolo (numero 12551/18) è arrivato alla procura della repubblica catanese, guidata dal procuratore capo Carmelo Zuccaro, che applicando le procedura prevista dalla legge, lo ha trasmesso a Roma, per la richiesta di autorizzazione a procedere, pervenuta questa mattina alla Giunta per le autorizzazioni del Senato.

Il provvedimento pervenuto al Senato ricorda anche che “la stessa Corte Costituzionale, in diverse circostanze, ha avuto modo di evidenziare che la discrezionalità nella gestione dei flussi migratori incontra chiari limiti, sotto il profilo della conformità alla Costituzione e del bilanciamento di interessi di rilievo costituzionale, nella ragionevolezza, nelle norme di trattati internazionali che vincolano gli Stati contraenti e, soprattutto, nel diritto inviolabile della libertà personale (articolo 13 della Costituzione), trattandosi di un bene che non può subire attenuazioni rispetto agli stranieri in vista della tutela di altri beni costituzionalmente tutelati“.

L’inviolabilità del diritto alla libertà personale è riconosciuta anche dall’articolo 5 della Convenzione per la Salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali”. Per queste motivazionali “non è ravvisabile la scriminante ipotizzata – conclude il Tribunale di Catania – in quando la decisione del ministro ha costituito esplicita violazione delle Convenzioni internazionali in ordine alle modalità di accoglienza dei migranti soccorsi in mare, e al contempo, non sussistevano profili di ordine pubblico di interesse preminente e tali che giustificassero la protratta permanenza dei migranti a bordo della Diciotti“.

Nel provvedimento, che di fatto analizza e ripercorre l’indagine avviata dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, il Tribunale tiene ben presente le “ragioni politiche che hanno indotto il ministro Salvini a non autorizzare lo sbarco dei migranti presenti sulla nave Diciotti fino al 25 agosto” considerato che, come si legge nel documento pervenuta ieri mattina al Senato “l’unica vera ragione che ha indotto il ministro dell’Interno a non autorizzare tempestivamente lo sbarco è da rinvenire nella sua ‘decisione politica‘ di attendere l’esito della riunione che si sarebbe tenuta in data 24 agosto a livello europeo per parlare del caso Diciotti“. Una “censura” arriva anche per le dichiarazioni fatte  dal capo di gabinetto del ministro Salvini, Matteo Piantedosi, ai magistrati di Catania.

Salvini: “Rischio fino a 15 anni per la Diciotti”

Salvini  in una diretta Facebook ha commentato: “Ci riprovano. Rischio da 3 a 15 anni di carcere per aver bloccato gli sbarchi dei clandestini in Italia. Non ho parole. Paura? Zero. Continuo e continuerò a lavorare per difendere i confini del mio Paese e la sicurezza degli italiani. Io non mollo. Ora la parola passa al Senato e ai senatori che dovranno dire si o no, libero o innocente, a processo o no. Sono sicuro del voto dei senatori della Lega. Vedremo come voteranno tutti gli altri senatori, se ci sarà una maggioranza in Senato. Ma lo dico fin da ora, io non cambio di un centimetro la mia posizione. Barche, barchette e barchini in Italia non sbarcano. Se sono stato sequestratore una volta ritenetemi sequestratore per i mesi a venire”.

 

 

Cosa farà ( e dirà)  adesso il Movimento 5 Stelle ?

Un noto penalista barese, sulla sua pagina Facebook ricorda un commento del vicepremier grillino Luigi Di Maio del 25 febbraio 2106 su Angelino Alfano, allora Ministro dell’Interno, era indagato per abuso d’ufficio, reato punito con pene che vanno fino a quattro anni.  Adesso che Matteo Salvini, titolare dello stesso ministero, è indagato per sequestro di persona, reato punito fino a quindici anni di reclusione nell’ipotesi aggravata di cui all’art. 605, commi 2, lett. B e 3, c.p. . Come si comporteranno, cosa diranno, ma sopratutto come voteranno adesso i senatori grillini ?




Elezione 2018. Ecco l’elenco dei candidati del M5S nel Centrosud

 ROMA- Eccovi in anteprima l’elenco dei candidati che saranno presenti nelle liste del MoVimento 5 Stelle, così come definiti dalle “parlamentarie” e nel rispetto di quanto definito dalla legge elettorale.  Stop quindi alle vecchie graticole, al confronto con la base ed alle lunghe riunioni in cui la base degli attivisti selezionava i propri portavoce. La nuova associazione MoVimento 5 Stelle passa direttamente alla selezione, dopo una prima sfoltita effettuata dallo “staff” (della Casaleggio di Milano)  in base ai requisiti enunciati nel regolamento per le candidature pubblicato sul blog di Beppe Grillo in un post del 30 Dicembre scorso. Oltre alla regola ancora permanente di non aver ricoperto più di due mandati elettivi e di essere incensurati, in questi requisiti si ritrova anche il non aver concorso dal 2009 in poi con altre forze politiche ad elezioni di qualsiasi livello, né essere stato eletto. Inoltre i nuovi eletti assumeranno l’obbligo di versare 300 euro al mese per il funzionamento delle piattaforme online del MoVimento 5 Stelle, gestiti dalla Fondazione Rousseau, ma in pratica dalla Casaleggio & Associati di Milano.

 

 

 

Questa la suddivisione in Puglia, collegio per collegio:

 




Arrestato per estorsione candidato del M5s in Sicilia. Chi griderà “onestà, onestà…” adesso ???”

ROMA –  Fabrizio La Gaipa, uno dei candidati della lista M5s alle scorse regionali siciliane, è stato arrestato dalla squadra mobile di Agrigento con l’accusa di estorsione. La Gaipa, giornalista ed imprenditore nel settore alberghiero,  già presidente del Consorzio turistico Valle dei Templi, era candidato nel collegio di Agrigento. L’accusa contestata a La Gaipa, che è ai domiciliari, riguarda una presunta estorsione a due dipendenti dell’imprenditore che sarebbero stati costretti a firmare false buste paga.

L’imprenditore alberghiero “grillino” , titolare del Costa Azzurra Museum sul litorale agrigentino di San Leone, era l’unico candidato del capoluogo nel collegio di Agrigento per le elezioni regionali ed era giunto terzo con 4357 voti, risultando il primo dei non eletti. Alla sua campagna elettorale avevano partecipato anche il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, il parlamentare Alessandro Di Battista ed il candidato a Governatore in Sicilia Giancarlo Cancelleri.

Ecco Fabrizio La Gaipa nel video in cui si presentava sul sito Rousseau del M5S:

 




Sicilia: il tribunale sospende validità delle “regionarie” M5S

ROMA – Un’altra tegola sul Movimento Cinque Stelle in Sicilia a poco meno di due mesi dalle elezioni regionali.  La quinta sezione civile del Tribunale di Palermo ha sospeso la validità ed inficiato gli effetti delle cosiddette “regionarie” siciliane, le elezioni online “grilline” che avevano indicato Giancarlo Cancelleri quale candidato del Movimento a governare la Sicilia. Il provvedimento cautelare emesso dal giudice sospende l’elezione e rinvia la causa al 18 settembre per l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei candidati classificatisi in posizione utile per entrare in lista.

nella foto Giancarlo Cancelleri e Beppe Grillo

Il ricorso è stato presentato da Mauro Giulivi, un militante siciliano del M5S , assistito dagli avvocati Lorenzo Borrè e Riccardo Gentile. Giulivi era stato escluso per non aver firmato un documento che gli era stato sottoposto dal Movimento e dallo staff, necessario per potersi candidare. Si tratterebbe di uno di quei “testi-ricatto”che il movimento di Beppe Grillo e Casaleggio fa firmare ai candidati chiamandoli “codici etici” ma che in realtà di etico hanno ben poco o meglio nulla secondo quanto stabilito dal tribunale di Genova, nel ricorso vinto da un’altra celebre esclusa, Marika Cassimatis – mentre in realtà sono clausole contrattuali sul modello dei contratti dell’e-commerce (spesso l’adesione viene chiesta anche con semplice clic, che varrebbe come consenso).

Mi si chiedeva ha scritto Giulivi su Facebook -, con un preavviso di 2 ore e 30 minuti, di recarmi presso una fantomatica sede e firmare un documento, mai letto prima, indispensabile per confermare la mia candidatura. Dal momento che ho “sfortunatamente” un lavoro, non ho potuto né leggere, né recarmi in via Scrofani entro le ore 20“.

Giulivi ha una mail inviata allo «staff» in cui – come più che legittimo – chiede di poter leggere il testo e rifletterci su qualche momento prima di firmarlo a scatola chiusa. È la ragione per cui lo staff lo sospende, e poi gli invia questa mail: “Ciao Mauro, abbiamo notato che hai accettato la candidatura per le regionali siciliane, tuttavia uno dei requisiti per avanzare la propria candidatura è il non avere procedimenti disciplinari in corso ovvero di non aver ricevuto sanzioni disciplinari da parte degli organi del MoVimento 5 Stelle negli ultimi 6 mesi. A tuo carico risulta un procedimento in corso con il Collegio dei Probiviri. Viene quindi meno uno dei requisiti per la candidatura. Pertanto ti comunichiamo che sei stato rimosso dall’elenco dei candidati. Un saluto Lo Staff“.

Ma allo “staff” il saluto è arrivato dal Tribunale di Palermo, in attesa della decisione definitiva.

La giudice Claudia Spiga nell’ordinanza di sospensione così spiega la sua decisione: “Poiché non risulta (né è stato allegato) che detta adesione dovesse intervenire prima della candidatura proposta on line, e al contrario risulta che nella precedente procedura per le comunarie detta adesione è stata richiesta solo all’esito delle primarie, e poiché il Giulivi è stato escluso da detta procedura, senza formalizzazione di alcun invito alla relativa sottoscrizione, deve escludersi la sussistenza della causa ostativa alla candidatura (mancata sottoscrizione del c.d. codice etico) prospettata dall’associazione resistente“, e continua, “Il mancato avvio del procedimento disciplinare comporta l’insussistenza della causa di esclusione della candidatura di Mauro Giulivi indicata nel provvedimento impugnato. Sussiste quindi il fumus della richiesta di sospenzione in ragione dell’evidente capacità lesiva di detta delibera del diritto di elettorato passivo dell’istante e rispetto al quale la candidatura alle primarie costituisce atto prodromico”. Pertanto il giudice “dispone la sospensione dell’esecuzione delle determine di individuazione dei “candidati più votati” alle “regionarie” siciliane pubblicate sul sito interne del Movimento in data 4 e 9 luglio.”

Giulivi, l’attivista del M5s che ha presentato il ricorso, è il “compagno” di vita  della parlamentare nazionale Chiara Di Benedetto, vicina all’ala dei cosiddetti “monaci” guidata da Riccardo Nuti, l’ex leader palermitano del M5s sospeso in seguito all’inchiesta sulle firme false per le elezioni amministrative del 2012. Non a caso i legali che assistono Giulivi,  cioè avvocato Lorenzo Borrè e Riccardo Gentile, sono gli stessi che hanno intentato cause in passato contro il M5s, l’ultima in ordine di tempo per la candidata genovese Marika Cassimantis.

Giulivi, cinque anni fa si era candidato nella lista del M5S all’Assemblea Regionale Siciliana, risulta il più votato nel collegio di Palermo dopo l’ex senatore del M5S Francesco Campanella (primo dei non eletti) oggi esponente di Mdp – Art 1, . A seguito delle dimissioni del deputato regionale Giorgio Ciaccio, anche lui rinviato a giudizio per l’ “affaire firme false”, dovrebbe subentrare al suo posto. Le dimissioni di Ciaccio sono state bocciate dall’Aula anche con il voto di alcuni deputati 5 stelle.

Il candidato del centrosinistra Fabrizio Micari critica i 5 stelle: “Mi auguro che tutto venga chiarito e che Giancarlo Cancelleri possa proseguire regolarmente la sua campagna elettorale: intendiamo vincere sul campo, non certo grazie alla decisione di un Tribunale. Resta il fatto che questa notizia deve far riflettere su quanto avviene all’interno del Movimento 5 Stelle: dalla vicenda delle ‘firme false’ a Palermo ai pasticci amministrativi del sindaco Raggi a Roma, al ‘caos’ delle comunarie a Genova, gli esempi di approssimazione e superficialità dei grillini sono davvero troppi“.

Il militante del M5S Mauro Giulivi ha commentato:A prescindere dalla decisione presa dal giudice, tengo a precisare e ribadire che la mia è una battaglia di trasparenza e rispetto delle regole, valori fondanti del Movimento che seguo e sostengo ormai da diversi anni e che prima di arrivare a questo stadio, proprio in virtù del rispetto per il Movimento e per ciò che rappresenta, per settimane ho cercato il dialogo e la mediazione, ma niente da fare, ho ricevuto solo picche e porte in faccia“.

Ma Luigi Di Maio fa finta che non sia successo nulla: “La campagna elettorale per Giancarlo Cancelleri presidente va avanti. Noi ce la metteremo tutta. Stateci vicini, perchè sarà molto importante che anche tutte le persone di buona volontà di questa regione ce la mettano tutta per provare a cambiare“. “Più che un test nazionale, il voto del 5 novembre lo vedo come un referendum: si può votare contro chi ha usato la Sicilia come un bancomat o votare per noi“. Così Luigi Di Maio questa mattina a Radio Capital dove aveva aggiunto: “E’ ovvio che il voto in Sicilia sarà un segnale utile. Anche nel 2012 dopo il successo in Sicilia siamo diventati la prima forza politica a livello nazionale” alle elezioni del 2013.

Una nota sul blog di Grillo usa toni più concilianti: “ll Movimento 5 Stelle in Sicilia ci sarà, non c’è nessun rischio caos. Il tribunale ha semplicemente accolto il ricorso di un iscritto che vuole essere in lista e, come misura cautelare, ha sospeso le regionarie. Ciò non toglie che il Movimento 5 Stelle parteciperà alle elezioni, come previsto, e lo farà seguendo le decisioni che verranno prese dal tribunale“. 

La “scommessa siciliana” per Casaleggio-Di Maio-Cancelleri si complica non poco.

 

 




35 anni fa l’agguato mortale al generale Dalla Chiesa. Mattarella lo ricorda con i figli a Palermo

ROMA – La città di Palermo ha ricordato oggi il Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982.  Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato in via Isidoro Carini a Palermo per la commemorazione dell’uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato 35 anni fa (3 settembre 1982) dalla mafia insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di polizia Domenico Russo. Il capo dello Stato ha deposto una corona di alloro sotto la lapide che ricorda l’eccidio.

 

 
 

 

Il Presidente della Repubblica Mattarella ha deposto una corona di alloro sotto la lapide che ricorda l’eccidio. In via Isidoro Carini ci sono anche i figli del prefetto, Nando, Rita e Simona Dalla Chiesa, il ministro dell’interno Marco Minniti, il presidente del Senato Piero Grasso, il comandante generale dell’ Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, il prefetto di Palermo, Antonella De Miro, il questore Renato Cortese, il sindaco Leoluca Orlando e il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, il presidente dell’assemblea regionale siciliana Rosario Ardizzone. Presenti anche la moglie Filomena e i figli, Dino e Toni, dell’agente Domenico Russo, poliziotto di scorta del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che hanno partecipato alla commemorazione dell’anniversario dell’eccidio col Capo dello Stato.

nella foto il Presidente Sergio Mattarella in Via Isidoro Carini con i familiari del Prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa e dell’agente di scorta Domenico Russo

Russo, morto a solo 31 anni, medaglia d’oro al valor civile alla memoria seguiva il prefetto di Palermo, che con la moglie Emanuela Setti Carraro era su un’A112, a bordo di un’Alfetta. I sicari uccisero Dalla Chiesa e la moglie e spararono all’agente che tentò di fermarli con la sua pistola d’ordinanza. Russo morì dopo 13 giorni di agonia.

Il presidente Mattarella ha salutato i familiari del generale Dalla Chiesa , i vertici istituzionali militari e delle forze dell’ordine e dopo la deposizione della corona di alloro sotto la lapide si è fermato in raccoglimento. Il capo dello Stato si è poi recato nella chiesa San Giacomo dei Militari nella Caserma dei Carabinieri del comando regionale intitolata a Dalla Chiesa dove è stata celebrata una messa di suffragio.



Mafia & Politica. A Trapani la procura chiede il soggiorno obbligato per il sen.D’Alì candidato sindaco

ROMA – La direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto l’applicazione della misura cautelare del soggiorno obbligato nei confronti di Tonino D’Alì senatore di Forza Italia . Il provvedimento è stato notificato ai difensori del senatore,  gli avvocati Gino Bosco, Stefano Pellegrino e Arianna Rallo, e verrà discusso in udienza che si svolgerà a luglio davanti al Tribunale .

L’atto è stato notificato nel pomeriggio di ieri , qualche ora dopo la chiusura delle liste per le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale di Trapani, dove il senatore di Forza Italia è candidato sindaco. Ma ora la sua permanenza nella campagna elettorale è a rischio: D’Alì stamattina è volato a Roma per confrontarsi con il commissario regionale di Fi Gianfranco Micciché e con i vertici del partito. Probabilmente incontrerà anche Silvio Berlusconi.

Il Senatore D’Alì era stato assolto in appello nel settembre scorso, dall’accusa di “concorso esterno in associazione mafiosa” per la contestazione di fatti avvenuti dopo il 1994. Per gli anni precedenti, invece, i reati riconosciuti si sono prescritti. Come avvenuto già in altre circostanze, la Procura di Trapani per sostenere la sua pericolosità sociale ha scelto di avvalersi degli indizi carico dell’imputato, richiedendo la misura del soggiorno obbligato a Trapani. Una vera e propria bufera politico-giudiziaria che esplode a 25 giorni dalle elezioni.

Il senatore D’Alì ha reagito con durezza   annunciando la decisione di “sospendere la campagna elettorale”  dichiarando “La persecuzione giudiziaria continua! Due volte assolto e nuovamente aggredito!   Ieri, dopo appena un’ora dalla chiusura della presentazione della mia candidatura e delle liste per l’elezione a Sindaco di Trapani, con tempistica cadenzata in maniera da precludere ogni alternativa, ho ricevuto una assolutamente imprevedibile ed ingiusta proposta di misura di prevenzione per obbligo di soggiorno nel comune di residenza da discutere nel prossimo mese di luglio”.

“Al di là degli aspetti e degli esiti giudiziari per me certi  – aggiunge  D’Alì –  nella riaffermazione della mia colpita dignità, ma purtroppo anche nella lungaggine di un già patito calvario, il messaggio è inequivocabile: al di fuori del percorso elettorale democratico qualcuno vuole e può far sì che io non possa impegnarmi come sindaco nel far diventare Trapani la città civile ed all’avanguardia per la quale ho sempre disperatamente lottato.

“Quella Trapani del futuro già entrata nei sogni dei Trapanesi appena pochi giorni dopo l’inizio della mia campagna elettorale. Il continuo attacco alla mia dignità – continua D’Alì – dovrebbe allarmare tutti, solo chi ha interesse a non vedere e capire può non chiamarlo una persecuzione che non trova la fine neppure dopo le sentenze di assoluzione. Persecutori e detrattori di un innocente da un lato, avversari senza speranza e adusi alle vie traverse dall’altro, ansiosi del potere in questa mortificata città potranno forse gioirne, e, se mai dovessero averne il consenso, si accomodino pure”




L’ex sindaco Di Bello ed il suo vice Tucci salvati dalla prescrizione dal reato di associazione a delinquere

L’ex sindaco di Taranto, Rossana Di Bello, e l’ex vice sindaco, Michele Tucci, imputati nel processo per l’affidamento della gestione di parco Cimino e altre strutture del Comune di Taranto, si sono salvati grazie all’avvenuta dichiarazione di intervenuta prescrizione dei reati a loro addebitati , ed in particolare il reato di associazione a delinquere  e quindi si è concluso così per loro il processo a cui  gli ex amministratori comunali tarantini erano stati sottoposti a seguito delle accuse formulate dalla Procura di Taranto rappresentata dal procuratore aggiunto Pietro Argentino, che a fine mese dovrà lasciare il suo incarico di aggiunto per scadenza dei termini.

Secondo le accusa della Procura, il Comune di Taranto a partire dal 1999, avrebbe più volte pagato ai fornitori delle  fatture gonfiate o relative ad operazioni mai avvenute: oltre 5 milioni di euro per il parco comunale Cimino alla ditta Day Service , 800.000 euro per l’area attrezzata per la sosta e il parcheggio Paddy’s bar, e circa 4 milioni di euro  per la fornitura di materiale igienico-sanitario importi entrambi pagati alla società  Ok Executive  , 131.000 euro per la gestione dell’area a verde attrezzato con annesso bar Giardini Virgilio alla società cooperativa Il Panda , .

Per chiarire alcuni dubbi, è bene ricordare che la prescrizione (art. 157 c.p.) è un istituto di diritto penale che si limita a prevedere l’estinzione del reato, ossia la non punibilità astratta di un reato qualunque esso sia e da chiunque sia commesso.  decorso un certo periodo di tempo dalla sua commissione. Va da sé che i tempi di estinzione del reato sono diversi in base alle specifiche fattispecie illecite in discussione. Sul piano processuale, la prescrizione opera esattamente come la morte del reo (art. 150 c.p.), l’amnistia (art. 151 c.p.), la remissione della querela (art. 152 c.p.). Si tratta quindi di situazioni “asettiche” di fronte alle quali lo Stato decide di rinunciare ad agire in sede penale. Viene lasciata ai privati, nell’ambito della giurisdizione squisitamente civile, la possibilità di fare valere le eventuali ragioni risarcitorie. Parlare quindi di assoluzione o di proscioglimento per prescrizione – menzionando addirittura la parola innocenza – è una clamorosa falsità. O forse ancora, un ingenuo tentativo di manipolazione mediatica.

Il processo si è concluso con otto condanne verso ex dirigenti e funzionari comunali ed imprenditori coinvolti nel caso Cimino. Fra i condannati, Adele Aloisio,  Luigi Casimiro Lubelli, Carlo Patella, Santo Barracato, Loredana Ladiana, Olimpia Ladiana, Antonia Ladiana, Filonema Fanelli, che sono stati interdetti per cinque anni dai pubblici uffici. Fra gli imputati che si sono “salvati” grazie all’intervenuta prescrizione, l’ex consigliere comunale Clara Funicello, e Giuseppe Licciardello,  capo di gabinetto dell’attuale sindaco Ippazio Stefàno,  

Il Tribunale penale di Taranto ha disposto  il versamento di una provvisionale di 120mila euro, immediatamente esecutiva in favore dell’ amministrazione comunale di Taranto, che si era costituito quale parte lesa rappresentato dall’avvocato Daniele Convertino. Secondo le accuse della Procura del capoluogo jonico, il Comune di Taranto a partire dal 1999, avrebbe liquidato piu’ volte,  fatture gonfiate o relative ad operazioni inesistenti per la gestione del parco pubblico. Ecco il dispositivo della sentenza

Dispositivo di sentenza TAranto




Francesco Tagliente, candidato sindaco della società civile a Taranto ?

di Antonello de Gennaro

L’ipotesi di Francesco Tagliente a candidato sindaco al Comune di Taranto, raccoglie sempre più consensi “bipartizan” anche fra i partiti che  fanno localmente fatica a trovare  dei candidati autorevoli e sopratutto capaci di gestire una macchina complessa, in realtà completamente da ristrutturare come quella del Comune di Taranto, sinora gestita da incompetenti allo sbaraglio, faccendieri, politicanti e cacciatori di stipendi pubblici o di poltrone su cui piazzare parenti ed amici.

Tagliente è nato a Crispiano (Taranto) ed ha scalato nel corso della sua incredibile carriera i gradini più elevati della gerarchia professionale nella Polizia di Stato e del Ministero dell’ Interno fino a diventare Questore di Firenze e di Roma ed infine Prefetto di Pisa. venendo particolarmente apprezzato da tutti come le cronache giornalistiche reperibili sul web. A Pisa nel suo incarico prefettizio come è stato scritto dalla stampa toscana è emersa la sua figura di “prefetto facilitatore” ma anche quella di “prefetto di ferro dal cuore d’oro” e “sarto istituzionale”. Un profilo che sembra tagliato su misura per la città di Taranto.

Ma chi è Francesco Tagliente ? Per oltre 40 anni si è occupato di controllo del territorio, ordine e sicurezza pubblica a Roma. Dal 1986, per 9 anni consecutivi, al vertice della Squadra Volante e della Sala Operativa della Questura di Roma assicurando il controllo del territorio e il pronto intervento Dal 1995 ricopre l’incarico di Capo di Gabinetto di quattro diversi Questori di Roma. Nel 2000, dall’Ufficio per il Giubileo, segue gli aspetti concernenti la sicurezza e la mobilità nazionale in occasione della “Giornata Mondiale della Gioventù” Al termine dell’impegno per il Giubileo assume la direzione dell’Ufficio Ordine Pubblico del Ministero dell’Interno. Nel 2006 coordina a livello nazionale della sicurezza delle Olimpiadi Invernali di Torino Nello stesso 2006 viene nominato Questore di Firenze Dal mese di agosto 2010 a giugno 2012 ricopre l’incarico di Questore di Roma. Durante questi due anni elabora e dà attuazione ad un progetto finalizzato a garantire ai cittadini il diritto di “essere e sentirsi sicuri”.
Numerose le benemerenze sportive conferite a Tagliente
: Stella d’Oro al Merito Sportivo del CONI, Medaglia d’oro al merito sportivo della Federazione italiana judo lotta Karate arti marziali e Medaglia d’oro della FIFA conferitagli a conclusione dei campionati mondiali di calcio Berlino 2006. In pratica una vita dedicata allo sport e alla Polizia di Stato.

Il prefetto Tagliente era stato indicato come eventuale assessore alla sicurezza  di Roma, da Roberto Giacchetti, vice presidente della Camera dei Deputati, candidato alla poltrona di Sindaco di Roma alle ultime elezioni che hanno visto prevalere quel Movimento 5 Stelle, che ha dimostrato nella Capitale di non essere all’altezza nè di governare una città, nè di avere al proprio interno una classe dirigente, e non a caso in tutti i sondaggi possibili ed immaginabili,  se oggi  si votasse nuovamente, Virginia Raggi attuale sindaca grillina di Roma, perderebbe contro tutti i precedenti candidati.

L’idea di offrire a Tagliente la poltrona di sindaco di Taranto, circola da tempo ed ha avuto una forte accellerazione dalle convergenti idee ed opinioni circolanti sia nel centrosinistra che nel centrodestra, che con questa candidatura forte, espressione della società civile.  e sopratutto autorevole, troverebbe  la persona competente e con l’alto senso del rispetto e conoscenza delle Leggi, che potrebbero risolvere i problemi della difficile gestione della  città di Taranto.

Tagliente peraltro vanta ottimi rapporti sia con il centrosinistra che con il centrodestra a livello nazionale, e consentirebbe quindi ad entrambi gli schieramenti di poter convergere su un accordo delle larghe intese, rispettando la società civile, per governare e collaborare tutti insieme una difficile realtà come quella di Taranto, dove occorre un uomo di polso, un duro, ma che sia sempre e comunque un gentiluomo.

La sua candidatura spezzerebbe le ambizioni (patetiche) decadute dell’ ex-procuratore capo di Taranto Franco Sebastio, inizialmente supportato da alcune famiglie di (im)prenditori tarantini, che vorrebbero continuare a fare i loro comodi,  e molto “vicina” alla Curia Arcivescovile di Taranto, che secondo voci bene informate circolanti, starebbe pensando nelle ultime ore ad una candidatura di Lelio Miro, ex-presidente della Cittadella della Carità (i cui risultati negativi gestionali parlano da soli) ed attuale presidente di una piccola banchetta locale, la BCC di Taranto, che a breve dovrà scomparire per fondersi con altre banche più solide.

Resta adesso da capire se a Taranto la politica locale capirà che è bene fare un passo indietro per il bene comune della città, o se si arrampicherà sugli specchi per cercare di restare a galla, ma così facendo spienarà la strada al voto di protesta del Movimento Cinque Stelle, che però sinora a a Taranto ha dato pessima prova di rappresentanza, a partire dai due deputati eletti nelle ultime elezioni politiche, i disoccupati Alessandro Furnari e Vincenza Labriola (subito dopo migrati nel gruppo misto per intascare l’intero stipendio da parlamentare)  che non a caso marciavano fianco a fianco con l’ex insegnante precaria di educazione fisica Rosa D’Amato diventata a sua volta eurodeputata del M5S, che eccelle….. per non rendicontare il suo lauto stipendio al Parlamento Europeo. Movimento che a Taranto non è mai riuscito ad avvicinare persone qualificate e competenti, pescando sempre negli ambienti dei comitati pseudo-ambientalisti e di protesta, ed attraendo illustri sconosciuti e disoccupati alla ricerca di uno stipendio sicuro, possibilmente “pubblico”.




Insediato il nuovo Consiglio Provinciale di Taranto

di Valentina Taranto

E’ stato proclamato oggi con la sua prima seduta il nuovo consiglio provinciale di Taranto, eletto la scorsa settimana dopo le  ultime elezioni di secondo livello. Il presidente della provincia di Taranto Martino Tamburrano ha richiamato i consiglieri dei vari partiti eletti,  all’unità e la collaborazione. “Lavoreremo con umiltà – ha dichiarato – per la Provincia di Taranto  e per la Regione Puglia . L’obiettivo è operare insieme al di là delle appartenenze politiche;sarà importante riorganizzare l’ assetto politico delle province e concretizzare i progetti iniziati nello scorso biennio.Secondo un bilancio preventivo possiamo ritenerci comunque soddisfatti del lavoro e dell’ impegno svolto nonostante si è operato in una precarietà finanziaria dovuta ai numerosi tagli che non ha permesso di pagare gli stipendi”

 “Ho ripreso in questo “baccano sociale” post referendum  – ha detto Tamburrano – per affrontare un duro lavoro per colmare i tantissimi ritardi e sconfiggere tutto ciò che è anti politica come la mancata collaborazione del comune e di alcuni sindaci.Detto ciò ci impegniamo a raggiungere  maggiori accordi con  i comuni e sindacati per riprendere un percorso più severo focalizzando l’ attenzione sulle scuole e ottenere una collaborazione tra i partiti. Guardando il panorama futuro con un pizzico di orgoglio, tranquillità finanziaria e opportunità di collaborazione,la provincia determinerà insieme a tutti gli altri enti un punto di riferimento e di speranza per collaborare con le istituzioni.

Abbiamo progetti da concretizzare” – ha aggiunto Tamburrano –  come  la strada  Ginosa-Montescaglioso, la Pulsano Lizzano, la 109 Pulsano- San Giorgio. Senza dimenticare la ristrutturazione minima e necessaria in 18 scuole, e  la questione del conservatorio musicale Paisello per la definitiva stabilizzazione di questo importante istituto di cultura tarantino“.

Un altro punto da esaminare sarà il settore Ambiente: “ricevere autorizzazioni e pareri che possono tranquillizzare la nostra realtà quotidiana è uno dei prossimi obbiettivi” ha continuato Tamburrano – “Lavoreremo con umiltà e trasparenza per raggiungere uno stesso progetto comune. In questa impostazione,che ritengo utile e necessaria,mi accingo con la stessa passione di intercettare tutte le opportunità e ad accettare tutte le collaborazioni. Un ultimo e terzo punto da esaminare – ha concluso il Presidente della Provincia di Taranto –  sarà un restauro ambientale a tutte le infrastrutture,  ed è necessario che le infrastrutture presenti siano dichiarate sicure”

 




Gianni Azzaro capogruppo del PD nel Consiglio Comunale di Taranto nominato nel consiglio nazionale dell’ANCI

 Il consigliere comunale di Taranto Gianni Azzaro è stato nominato Consigliere Nazionale dell’  Anci l’ Associazione nazionale dei Comuni Italiani La nomina è giunta per cooptazione proprio su proposta del presidente dell’ANCI nazionale, il sindaco di Bari Antonio Decaro, che già in altre occasioni aveva lodato l’impegno di Azzaro al tavolo del Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto.

La deliberazione che vedrà ora Azzaro partecipare ai lavori del Consiglio Nazionale e a quelli delle commissioni di lavoro tematiche è stata assunta nel corso del Consiglio Nazionale dell’ANCI svoltosi lo scorso 19 gennaio a Roma nella Sala della Protomoteca in Campidoglio . “Si tratta di un riconoscimento che accolgo con responsabilità – dichiara Azzaro in una nota  – anche perché dopo il delicato ruolo di Referente CIS per la Provincia di Taranto si tratterà di presentare le istanze e le emergenze della mia comunità al tavolo che da sempre è pungolo del Governo rispetto alle che riguardano i Comuni italiani”.

Un ruolo di grande importanza anche se si considera l’interlocuzione sempre aperta con il Governo su temi che intrecciano la vita stessa dei cittadini. Infatti il presidente Decaro  proprio nel Consiglio dello scorso 19  gennaio  ha rilanciato con forza la proposta di una partecipazione più attiva da parte dei Comuni nell’agenda urbana che riguarda proprio le attività territoriali: dalle proposte di legge sulla semplificazione amministrativa, passando dallo sblocco del turn over per il personale, le norme sulla trasparenza e l’anticorruzione, fino alle clausole di salvaguardia sulla programmazione dell’accoglienza dei migranti.

Credo che l’ANCI possa essere anche il giusto uditorio dove restituire centralità alle politiche comunali anche sul fronte delle grandi scelte che spesso vengono subite passivamente dalle comunità – afferma ancora Azzaro nella nota – e il caso di Taranto, con la vicenda ILVA, ma anche i recenti esiti del concorso di idee sulla città vecchia, è la palestra più importante dove esercitare questo cambiamento di rotta rispetto all’equilibrio che dovrà restaurarsi tra le competenze e le prerogative dello Stato e i bisogni nonché i diritti dei cittadini. Su questo sono convinto che in quella sede possa arrivare un contributo di idee e azioni politiche utili anche per il futuro di Taranto“.

Nei prossimi giorni Gianni Azzaro depositerà direttamente a Enzo Bianco,  Presidente del Consiglio Nazionale dell’ ANCI ,  le schede di partecipazioni e adesione alle Commissione nazionali che si occupano tra le altre cose di Mezzogiorno e politiche per la coesione territoriale, politiche ambientali, territorio e protezione civile/energia e rifiuti, Immigrazione e politiche per l’integrazione, cultura, politiche abitative, urbanistica, lavori pubblici, turismo e demanio marittimo e città portuali.




#Opentaranto: Invitalia ufficializza i vincitori

di Marco Ginanneschi

ROMA – Mate Società Cooperativa, Stefano Boeri Architetti Srl e S.B.Arch. Studio Bargone Architetti Associati: sono questi i capigruppo dei team vincitori di #OpenTaranto, il concorso internazionale di idee per la riqualificazione della Città Vecchia di Taranto, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, Regione Puglia e Comune di Taranto e attuato da Invitalia, nell’ambito del contratto istituzionale di sviluppo per l’area di Taranto.

Una commissione di esperti con un elevato profilo tecnico-scientifico, nominati da Invitalia in collaborazione con le istituzioni coinvolte, il Ministero dei Beni e delle attività culturali e l’ Istituto nazionale di urbanistica, ha valutato gli elaborati proposti, decretando i 3 vincitori che si aggiudicano un montepremi di 105.000 euro: 60.000 al primo classificato, 30.000 al secondo e 15.000 al terzo.

Inoltre, la commissione ha attribuito due menzioni speciali, a cui vanno 5.000 euro ciascuna: Mario Cucinella Architects Srl, per il valore attribuito al coinvolgimento della cittadinanza nel processo di trasformazione e per la definizione di un solido impianto organizzativo per la sua implementazione; Ove Arup & Partners International Limited per la profondità dell’analisi della pianificazione urbanistica e della stratificazione storica della città.

Dei 20 raggruppamenti che avevano superato la fase di preselezione, 18 hanno poi presentato la loro proposta a Invitalia entro la data prevista del 16 novembre 2016. Tutte le idee proposte hanno tracciato alcuni scenari possibili per l’isola della Città Vecchia, pensandola come un sistema da vivere pienamente, integrato nella complessità dell’area comunale e tenendo conto dell’evoluzione urbanistica, sociale ed economica e della sua non comune dotazione storica e ambientale.

Le idee presentate hanno affrontato in generale il tema del recupero di un più elevato livello della qualità della vita di questo quartiere, summa di sistemi urbani tenuti insieme dalla specifiche caratteristiche geografiche. Il rapporto col mare, la mobilità, la fruizione degli spazi aperti, l’uso della residenzialità pubblica, l’ambiente e l’attrattività sono stati i temi imprescindibili affrontati da quasi tutte le proposte presentate.

I 18 raggruppamenti, all’interno dei quali sono presenti oltre 160 studi professionali o professionisti singoli, 250 consulenti e oltre 100 giovani professionisti, con un’elevata presenza di soggetti internazionali, sono rappresentati dai seguenti mandatari: Abdr – Alvisi Kirimoto+Partners – Architetto Cellini – Calogero Montalbano – Concorso Stabile Caire – Federico Oliva Associati Foa – Guendalina Salimei T Studio – Labics Srl – Mario Cucinella Architects Srl – Mate Società Cooperativa – Ove Arup&Partners International – Podrecca Zt Gmbh – Prof. Ing. Arch. Giovanni Maciocco – S.B. Arch-Studio Bargone Architetti Associati – Stefano Boeri Architetti Srl – Studio Paola Viganò – Studio Schiattarella E Associati Srl – Telos Srl.

#Opentaranto - Invitalia

Il ministro per la Coesione territoriale e Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, ha commentato: “Complimenti ai vincitori e grazie a quanti hanno partecipato. Tutti di altissimo livello i progetti presentati, a testimonianza del grande interesse, nazionale e internazionale, che il recupero e la rinascita della Città Vecchia di Taranto suscitano. La rigenerazione del quartiere si configura come un tassello importante tra i numerosi interventi previsti dal governo col contratto istituzionale di sviluppo, un mosaico di misure che punta al risanamento ambientale e al rilancio complessivo – urbanistico, produttivo, culturale e sociale – di Taranto e del suo territorio”.

“Il patrimonio di idee della città di Taranto è stato ora arricchito dal lavoro di tantissimi professionisti, architetti e economisti: al concorso di idee per la Città Vecchia hanno partecipato non solo esperti locali, ma moltissime organizzazioni di livello nazionale e internazionale”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri. “Sono state presentate idee e suggerimenti – ha ricordato – che non solo contengono un alto grado di innovatività, ma sono rispettose dell’ambiente, dell’equilibrio della città vecchia e della sua storia urbanistica. In conclusione, oggi Taranto ha finalmente a disposizione un patrimonio di proposte e suggerimenti dal quale attingere per costruire un piano di interventi che guardi finalmente al futuro della città”.

Il concorso è stato funzionale all’identificazione di un piano degli interventi da realizzare: il Comune di Taranto può cosi estrarre ampi suggerimenti, modelli generali e progetti specifici dalle tante idee presentate in vista della costruzione del piano degli interventi per il recupero. A tal fine, sarà avviata a breve una fase di presentazione e discussione di quanto emerso dalle proposte presentate, anche attraverso una mostra dei progetti e un primo convegno, in cui la Città potrà confrontarsi con queste idee.

DETTAGLIO SUI GRUPPI VINCITORI:

 

1°Classificato: Mate Società Cooperativa

Mandanti:

Arch. Francesco Nigro

SPSK – Studio Di Architettura E Ingegneria Arch. Emiliano Auriemma, Arch. Carola Clemente, Arch. Matteo Giannini, Associazione Professionale

Prof. Arch. Dott. Jose Maria Ezquiaga Domínguez

Prof.ssa Arch. Paola Eugenia Falini

Ing. Arch. Maria Cristina Petralla

Arch. Daniele Frediani

 

2°Classificato: Stefano Boeri Architetti Srl

Mandanti:

Consorzio Uning Soc. Cons. Arl

Giuseppe Gagliardi

Sergio Scarcia

Antonio Pompeo Pio De Santis

Carmine Chiarelli

Chiara Sasso

Fabio Fusco

Pietro Laureano

Antonio Monte

Alessandro Francesco Cariello

Luigi Falbo

Rossella Ferorelli

Andrea Paone

Antonella Berardi

 

3°Classificato: S.B.Arch.- Studio Bargone Architetti Associati

Mandanti:

Dott. Arch. Camillo Nucci

B5 Srl

Neostudio Architetti Associati

Sintagma Srl

3ti Progetti Italia – Ingegneria Integrata Spa

Dott. Arch. Fernando Russo

Dott. Arch. Ferdinando Mazza

Dott. Arch. Giuseppe Francone

Dott. Arch. Davide Scrofani

 

DETTAGLIO SU PROPOSTE MENZIONATE

 

Mario Cucinella Architects Srl (6° Classificato)

Mandanti

Luigi Oliva

Studio De Vita & Schulze Architetti

Tms Engineering Srl

Patrizia Di Monte

Land Milano Srl

 

Ove Arup & Partners International Limited (7° Classificato)

Mandanti

Arup Italia Srl

 




Da Bari il Movimento 5 Stelle smentisce: Sebastio non è stato mai contattato o candidato

In riferimento alle elezioni amministrative che si terranno a Taranto a maggio prossimo, il Movimento 5 Stelle a seguito delle notizie false e prive di fondamento che indicava l’ex-magistrato Franco Sebastio candidato sindaco per il M5S , pubblicate da un semi-sconosciuto sito online tarantino notoriamente a caccia di protagonismo, con un post pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo pentastellato al Consiglio Regionale di Puglia  ha  inteso smentire e  chiarire la “totale in fondatezza della notizia rimbalzata sui media circa presunti accordi sul nome del candidato sindaco“. Il M5S  continua il post “non fa accordi, non impone scelte e decisioni dall’alto, non è nella nostra natura. Riteniamo pertanto falsa e strumentale tale notizia.


Quindi il “pensionato” Sebastio può continuare a lavorare con  la “cricca”
della curia arcivescovile alla lista civica, che peraltro non riesce neanche a chiudere per carenza di candidati. Mentre Michele Emiliano cerca anche lui di mettere in piedi qualche lista di riferimento al suo “gruppo”. Certo che se il governatore cerca di allearsi con il capogruppo alla Regione Puglia, il massafrese Michele Mazzarano, ancor’oggi sotto processo, visti i irisutati conseguiti alle ultime elezioni amministrative dove il Pd ha toccato il peggior risultato d’ Italia con un misero 7% di preferenze, Emiliano rischia dopo brindisi di fare la sua seconda figuraccia sul territorio.




Saldi di fine stagione ? No, l’ultima nomina-barzelletta del Sindaco di Taranto !

Il Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, con proprio atto in data odierna ha nominato un nuovo componente in seno alla Giunta Municipale. Prosegue, con questo atto di nomina, il percorso già avviato di esperienza assessorile a progetto. Con un comunicato stampa il Sindaco di Taranto, che evidentemente non si rende conto che fra 4 mesi si vota per il rinnovo del consiglio comunale nel capoluogo jonico parla di “una nomina di carattere tecnico “che vedrà impegnata la dott.ssa Francesca Uccelli, in possesso di laurea in Economia e Commercio e forte di un “nutrito curriculum, negli importanti settori della Programmazione Finanziaria, Tributi Locali, Sviluppo delle Politiche Comunitarie e Marketing del Territorio”.

Come al solito il Corriere del Giorno non si ferma ai comunicati stampa e preferisce andare a cercare e verificare le notizie. Ebbene abbiamo cercato e trovato il curriculum della dr.ssa Francesca Uccelli che dice ben altro ….del  solito “fumo” che il Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno “vende” ai giornalisti locali.

Francesca Uccelli

Ebbene chiunque consultando questo curriculum potrà constatare delle strane circostanze. La prima è che la dottoressa Uccelli proviene da uno studio di commercialisti molto “vicini” al Sindaco, ed onnipresenti nella suddivisione degli incarichi dei collegi sindacali delle aziende comunali tarantine, le stesse aziende guarda caso oggetto di accertamenti in corso da parte dell’ ANAC e della Guardia di Finanza. La seconda è la tesi di laurea della dr.sssa Uccelli: “Contratti di sponsorizzazione sportiva” .  La terza circostanza è che la neo-assessora da oltre 10 anni insegna in licei ed istituti tecnici di Taranto e della provincia.

Ultima “ciliegina” sulla torta è la reale ultima attività della dr.ssa Francesca Uccelli, che negli ultimi abbandonando lo sport, si è specializzata in diritto fallimentare e come i suoi “maestri” si diletta nell’ attività di curatore fallimentare per il Tribunale di Taranto e di consulente tecnico per la Procura di Taranto, che guarda caso “pesca” i suoi consulenti quasi sempre dallo stesso studio professionale. Chiaramente si tratterà di un puro caso…


Così come guarda caso da
 …. questa mattina la dr.ssa Uccelli ha oscurato la sua pagina Facebook. Paura forse che qualcuno curiosasse un pò troppo nella sua vita privata ?

Probabilmente il Sindaco di Taranto l’ha nominata per “gestire” la parte finale del totale fallimento politico di questa giunta composta da politicanti allo sbaraglio, mercenari della politica pronti a cambiare casacca a seconda delle convenienze personali, poliziotti sbarcati dalle “Volanti” della Questura di Taranto, operai dell’ ILVA e quant’altro. Gente che tutta la città non vede l’ora di mandare a casa, o meglio a lavorare ! Come non dare ragione ai tarantini ?




Le nomine di Emiliano ? Clientele e dintorni…

Le ultime nomine della Regione Puglia per la società Aeroporti di Puglia sono la conferma di quello che da sempre si dice a Bari (ed ora anche in Puglia) di Emiliano: “clientele” e basta. La società aeroportuale pugliese, annovera fra i propri soci la Regione Puglia, Camera di Commercio di Taranto, Comune di Bari. Ma guarda caso in occasione dell’ultima assemblea, le nomine le ha fatto esclusivamente il Governatore della Regione pugliese Michele Emiliano con il consenso occulto del sindaco di Bari Antonio Decaro.

Mentre ha destato scandalo e scalpore, arrivando sino a Roma ai piani alti del Ministero dell’ Interno, la nomina (a rischio) della poliziotta-sindacalista Beatrice Lucarella, che gioca a fare l’imprenditrice senza peraltro mai averlo fatto, a tutti è sfuggito qualcosa di allucinante e cioè la nomina a Presidente del prof . Tiziano Onesti. Qualcuno si è chiesto: ma chi è ? E’ un professore universitario, molto capace, che però ha in difetto per fare il presidente della società aeroportuale pugliese.: è il presidente di Trenitalia, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato.  Incredibile ma vero ! A fare il presidente della società aeroportuale, il più grosso concorrente nel trasporto passeggeri delle compagnie aeree in Italia ! Come se domani mattina a presiedere la società R.F.I. Rete Ferroviaria Italiana (gruppo FFSS) chiamassero il presidente dell’ Alitalia o della società Autostrade !  Un imbarazzante conflitto d’interesse di posizione, che non può passare inosservato.

Il terzo consigliere nominato è Antonio Vasile, una persona sconosciuta a chiunque non sia di Bari.  Infatti Vasile è un Imprenditore del settore costruzioni edili civili con specializzazione nel com parto turistico alberghiero, nonchè consigliere comunale di Bari. Basta dare un’occhiata al sito del Comune di Bari (vedi QUI) per scoprire che anche Vasile, come la Lucarella non ha alcuna competenza nel settore del trasporto aereo.

Nel novembre del 2014 il Quotidiano Italiano di Bari gli dedicò un articolo dal titolo emblematico: ” Vasile: la carriera del trombato” scrivendo testualmente: “ex pessimo assessore alle attività economiche nell’ultimo periodo di Michele Emiliano, non si sa bene per quale scambio di favori, non potendo occupare un assessorato, è stato designato dal Pulcino Pio Antonio Decaro, niente po’ po’ di meno che alla vicepresidenza della Fiera del Levante” aggiungendo “E basta leggere le sue parole (La Fiera del Levante fu costruita e lanciata affinché fosse la vetrina delle aziende locali che producono sul nostro territorio. Aspetto una chiamata dal Sindaco, non lo nego, siamo due tecnici ma, ancor prima, grandi amici. Questo impegno può essere divertente e con la politica del rigore assieme ad un po’ di fantasia possiamo farcela».) per capire che il poveretto non ha la più pallida idea di quello che l’aspetta e soprattutto non sa che cosa dire di concreto e fattivo“.

Come non meravigliarsi quindi quando le opposizioni in Consiglio Regionale attaccano ed accusano Emiliano di “clientelismo”. Ed il vecchio proverbio che dice che “il pesce puzza dalla testa” è molto azzeccato per Emiliano che di pesce nella sua vasca da bagno deve averne messo un pò troppo. Ed anche infetto.




Elezioni Provinciali di Taranto: vince il centrodestra

Martino Tamburrano presidente della Provincia di Taranto, questa volta non avrà bisogno di accordi di larghe intese per governare l’ Amministrazione Provinciale di Taranto.

Infatti la lista “Alla Provincia con un progetto comune” che raggruppava esponenti  di  Forza Italia, Area Popolare ed UdC si è assegnata 6 consiglieri provinciali. Il primo degli eletti il consigliere comunale “anziano” di Forza Italia a Massafra, Gaetano detto Nino Castiglia, insieme al sindaco di Lizzano Dario Macripò, e Michele Franzoso di Torricella, zio del consigliere regionale Francesca Franzoso. Per l’ UdC eletto il consigliere comunale di Taranto Salvatore Brisci , mentre Area Popolare ha eletto Rosa Perelli ed il consigliere comunale di Taranto Filippo Illiano , noto per i suoi continui cambiamenti di partito.

La lista presentata autonomamente da Cor, i Conservatori e Riformisti che fanno riferimento all’europarlamentare Raffaele Fitto ed al deputato Gianfranco Chiarelli ha eletto due consiglieri:  Roberto Puglia  di Manduria e  Walter Rochira di Castellaneta.

Nel Partito democratico eletti  Francesco Andrioli di Statte,  Sebastiano Stano di Laterza ed il presidente del consiglio comunale di Taranto Piero Bitetti . Non ce l’ha fatta ad essere rieletto il vice presidente uscente Gianni Azzaro capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Taranto.

La lista “Alternativa Jonica che raggruppava un alleanza fra gli ex-Sel  che fanno riferimento al consigliere regionale Cosimo Borracino, ed al gruppetto della sinistra indipendente in consiglio comunale a Taranto che fa riferimento ai consiglieri comunali  Gianni Liviano, Dante Capriulo e Ciccio Venere ha eletto soltanto un consigliere provinciale e cioè  Ciro Petrarulo consigliere comunale di Grottaglie.

La proclamazione degli eletti avverrà questa mattina presso la Provincia di Taranto , a ci farà seguito una conferenza stampa del presidente  Tamburrano.




M5S : “Amici e nomine politiche di Emiliano. Sugli Aeroporti di Puglia interpelleremo l’ ANAC”

A seguito della  nomina di ieri della poliziotta-sindacalista-imprenditrice (???)  Beatrice Lucarella,in servizio alla Questura di Roma e vicepresidente dei giovani di Confindustria Taranto, quale componente del consiglio di amministrazione di Aeroporti di Puglia (Adp).  intervengono duramente i consiglieri regionali  del M5S Puglia annunciando una istanza di parere all’Autorità Nazionale AntiCorruzione:

“La domanda è chiara: che cosa c’entra una poliziotta nel consiglio d’amministrazione di una società talmente importante e strategica per lo sviluppo del nostro territorio, come Aeroporti di Puglia? La risposta è altrettanto evidente: nulla. O basta un corso Enac per accreditare una persona a sedere nel cda di AdP?  Nel tentativo di comprendere la ratio di questa scelta abbiamo provato ad indagare sull’esperienza ma nessuno dei suoi incarichi attuali o precedenti la accredita come esperta nel settore aeroportuale.

Da notizie apparse sugli organi di stampa si apprende che la Lucarella lavora nell’ufficio stampa di un sindacato di polizia ed è vicepresidente dei giovani imprenditori di Confindustria a Taranto.  Ci auguriamo trovi il tempo di fare anche la poliziotta, incarico per il quale è pagata dalla comunità e ci chiediamo cosa abbia da dire il Ministro dell’Interno in merito.”

“Dal canto nostro  – continua il Gruppo M5S alla Regione Puglia – gireremo il quesito direttamente all’ANAC: esistono sentenze riguardo l’impossibilità di svolgere attività di amministrazione attiva per le forze dell’ordine in potenziale conflitto di interesse.

L’unica triste spiegazione è che anche questa nomina non sia altro che una strizzatina d’occhio politica (se non frutto di un accordo) del presidente Emilianocontinua la nota del M5S Puglia – ad una parte della classe politica di Taranto e di Martina Franca, dal momento che entrambi i comuni andranno ad elezioni a breve. Non bastava già la nomina di Antonio Vasile amico ed ex assessore di Emiliano ?  Possibile che l’ex PM Emiliano continui a trattare la regione Puglia come “cosa sua”? Possibile che da irresponsabile continui a collocare persone in ruoli chiave per lo sviluppo della nostra Regione, non scegliendole sulla base del merito o delle esigenze ma sulla base di convenienze personali o politiche?”

I cinquestelle ricordano come proprio per scongiurare qualsiasi operazione di questo tipo, avessero nei mesi scorsi, con una interrogazione a prima firma Barone e Galante indirizzata all’assessore Giannini, chiesto l’azzeramento del Cda di Aeroporti di Puglia  procedendo a nomine di merito che rappresentassero tutti i territori e le province pugliesi. “Ai fatti e alle esigenze di tutti i territori pugliesi, ancora una volta – concludono – si è preferito il manuale Cencelli. I pugliesi ne prendano atto.”


Di parere opposto il capogruppo del Pd alla Regione Puglia,
Michele Mazzarano, secondo il quale “la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione di Aeroporti di Puglia è una buona notizia per la nostra regione” aggiungendo  “In particolare per quanto riguarda la nomina di Beatrice Lucarella ringrazio il presidente Emiliano per la scelta compiuta ennesima attenzione di vicinanza al territorio tarantino“.

Ma cosa aspettarsi da un politicante come Mazzarano che si faceva finanziare il suo Festival dell’ Unità a Massafra dal “pluricondannato” Giampi Tarantini (il “portatore” di escort ai bunga-bunga di Berlusconi n.d.r.) , che si è preso per addetto stampa, pagato con i soldi pubblici della Regione Puglia  il giornalista Michele Mascellaro intercettato dalla magistratura tarantina nel corso dell’inchiesta su “Ambiente Svenduto” , quando dirigeva un quotidiano locale – che prendeva ordini dal grande corruttore Girolamo Archinà ?

Evidentemente questa è la politicadell’ex-magistrato Michele Emiliano, che evidentemente deve aver abbandonato la lettura del Codice Penale da molto tempo. Troppo.




L’ennesima nomina “illegale” di Emiliano: la poliziotta-sindacalista-imprenditore (???) Beatrice Lucarella nel cda degli Aeroporti di Puglia

di Antonello de Gennaro

Smentire qualche collega della redazione barese dell’  Agenzia ANSA non è molto difficile, e non è la prima volta che questo quotidiano si vede costretto a dare delle bacchettate sulle mani ai nostri colleghi, davanti a delle notizie prive di fondamento. Questa volta però sono scusati. Infatti a dare la “bufala” iniziale è stato l’ufficio stampa della Regione Puglia che ieri pomeriggio alle 17:12 ha comunicato la seguente notizia:

Nel corso dell’Assemblea dei soci di Aeroporti di Puglia che si è svolta quest’oggi, è stato nominato il terzo componente del CdA che affiancherà Tiziano Onesti e Antonio Vasile. Si tratta di Beatrice Lucarella, avvocato, vice presidente dei giovani Industriali di Taranto, poliziotta, dipendente del Ministero degli Interni presso la Questura di Roma”. Anche se qualcuno  all’ ANSA ci ha raccontato che a “passare” la notizia in realtà sarebbe stato un portaborse dell’ufficio stampa del gruppo PD alla Regione Puglia.

Abbiamo fatto tutte le opportune verifiche contattando l’ufficio stampa della Questura di Roma,dove un sostituto commissario ha addotto che “per motivi privacy non possiamo parlarne” ignorando che vi è una sentenza del Consiglio di Stato che ha stabilito che “il diritto di cronaca prevale sul diritto alla privacy” .

Successivamente abbiamo contattato la dirigente dell’ Ufficio Stampa della Questura di Roma che ci ha detto “nella Questura di Roma lavorano 7.000 poliziotti ed io non conosco la Lucarella. Lunedì faremo le opportune verifiche e vi faremo sapere.”.  Ieri sera abbiamo telefonato (ed ovviamente registrato la conversazione) alla segreteria nazionale  dell’ UGL Polizia parlando con un componente dello staff della segreteria , ed abbiamo avuto conferma che “la collega Lucarella lavora nel nostro ufficio stampa” e confermando implicitamente nello stesso tempo che quanto scritto ieri dall’ ANSA Bari è contrario al vero: la Lucarella non è un avvocato  . Tutto ciò di fatto conferma quanto avevano scritto  due anni fa il Corriere della Sera (leggi QUI) ed il Corriere del Giorno (leggi QUI). sulla Lucarella .

La Lucarella è una “vecchia” conoscenza… del Corriere del Giorno, in quanto allorquando iniziammo le nostre pubblicazioni nell’ agosto 2014, ricevemmo in maniera anomala per essere utilizzata da un assistente capo della Polizia di Stato,la Lucarella una sua comunicazione minacciosa con la quale la poliziotta-sindacalista-imprenditrice (???) ci minacciava di “inviare una segnalazione a chi di competenza“, manifestando nel contenuto una totale ignoranza in materia di Legge sulla Stampa e fallimenti sostenendo che”il Direttore del Corriere del Giorno socì come nominato dal Ministero (dello Sviluppo Economico n.d.a. )  è Gianni Svaldi“. La Lucarella in detta occasione manifestò, la sua arrogante interessata”ignoranza” in materia di Legge sulla Stampa e sui fallimenti, in quanto il Ministero dello Sviluppo Economico nominò solo il commissario liquidatore della fallita Cooperativa 19 Luglio che editava il “clone” Corriere del Giorno di Puglia e Lucania  (giornale che ha cessato le pubblicazioni il 30 marzo 2014 lasciando un buco di debiti di oltre 5 milioni di lire)  che non ha mai avuto alcun rapporto societario con lo storico quotidiano Corriere del Giorno fondato nel 1947 da mio padre con tre suoi colleghi. In tale circostanza la Lucarella abusò della sua appartenenza alla Polizia di Stato  cercando di intimorirmi  con la patetica affermazione “in assenza di suoi chiarimenti invierò una segnalazione a chi di competenza“. Minaccia rimasta nel limbo dei cattivi propositi. Pressochè ridicola !

Nell’ intervista odierna pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno questa mattina la  Lucarella dimentica di raccontare che è una poliziotta “sindacalista”, distaccata all’ufficio stampa del sindacato di Polizia UGL, e venendo pagata con i soldi dello Stato, può e deve lavorare solo per  la Polizia di Stato ed eventualmente per il sindacato  UGL Polizia.

Così come abbiamo verificato (al contrario dell ANSA di Bari) non è avvocato, come si evince consultato dall’ albo del Consiglio Nazionale Forense. Per eccesso di zelo abbiamo controllato, non è iscritta  nell’ albo degli avvocati di Roma (città dove dovrebbe risiedere)  così come non è iscritta albo degli avvocati di Taranto e provincia (ove è nata).  Quindi sia la Regione Puglia che l’ ANSA dicono il falso allorquando la indicano come “avvocato”. Di lei il CORRIERE DEL GIORNO si è già occupato in tempi non sospetti (nel giugno 2015) , rivelando una situazione a dir poco imbarazzante.

 

L’assistente capo della Polizia di Stato Beatrice Lucarella peraltro manifesta una certa limitata conoscenza della Legge, ignorando e calpestando il Decreto del Presidente della Repubblica n°  n. 782 del 28 ottobre 1985, (in 1º Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n. 305, del 30 dicembre) che ha il seguente titolo “Approvazione del regolamento di servizio “dell’Amministrazione della pubblica sicurezza” che indica espressamente ai poliziotti il divieto di svolgere qualsiasi lavoro all’esterno del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’ Interno. Ma non solo. Anche il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano (che in passato ha fatto il magistrato…) invece di dare notizia di aver contattato il Capo della Polizia, dovrebbe andarsi a rileggere e studiare magari quanto stabilito dal Dipartimento competente presso il Ministero della Funzione Pubblica, e leggersi il  documento recante “Criteri generali in materia di incarichi vietati ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche”.

Ma siccome Emiliano è sempre troppo impegnato per partecipare ai vari programmi televisivi e gli eventi auto-prodotti-fotografati su Facebook, lo aiutiamo noi. L’obiettivo del documento del Dipartimento della Funzione Pubblica è quello di supportare le amministrazioni nell’applicazione della normativa in materia di svolgimento di incarichi da parte dei dipendenti e di orientare le scelte in sede di elaborazione dei regolamenti e degli atti di indirizzo (art. 53, commi 2, 3 bis e 5, del d.lgs. n. 165 del 2001; art. 1, comma 58 bis, della l. n. 662 del 1996) ed è stato elaborato nell’ambito del tavolo tecnico previsto dall’Intesa sancita in Conferenza unificata il 24 luglio 2013, mediante confronto tra i rappresentanti del Dipartimento della funzione pubblica, delle Regioni e degli Enti locali. Quindi alla Regione Puglia qualcuno dovrebbe conoscere queste norme di Legge. Ma l’ex-magistrato , attuale governatore della Regione Puglia Michele Emiliano non le applica. Qualcuno si meraviglia ? Certamente non noi.

La citata norma prevede il divieto sia per gli incarichi retribuiti che per quelli conferiti a titolo gratuito (come ad esempio la vicepresidenza del “fantomatico” Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Taranto) . Sono vietati “gli incarichi che presentano i caratteri della abitualità e professionalità ai sensi dell’art. 60 del d.P.R. n. 3/57, sicché il dipendente pubblico non potrà “esercitare attività commerciali, industriali, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro”. L’incarico presenta i caratteri della professionalità laddove si svolga con i caratteri della abitualità, sistematicità/non occasionalità e continuità, senza necessariamente comportare che tale attività sia svolta in modo permanente ed esclusivo (art. 5, d.P.R. n. 633 del 1972; art. 53 del d.P.R. n. 917 del 1986; Cass. civ., sez. V, n. 27221 del 2006; Cass. civ., sez. I, n. 9102 del 2003).


Quindi la Lucarella non poteva essere nominata
, non solo per palese incompetenza tecnica e specifica nel CdA della società Aeroporti di Puglia, ma anche perchè vietato dalla Legge. Ma tutto questo Emiliano non lo sa come dimostra telefonando e disturbando il Capo della Polizia prefetto Franco Gabrielli che ha cose sicuramente più importanti e serie di cui occuparsi che delle nomine di Michele Emiliano, di cui si occuperà la Procura della repubblica e la Corte dei Conti che lunedì mattina riceveranno due denunce presentate da un’ associazione nazionale di consumatori.

Come faccia la Lucarella a fare la poliziotta (o se preferisce la “sindacalista” ) a Roma, è difficile capirlo e tantomeno . Basta infatti consultare la sua pagina-profilo personale sul socialnetwork  Facebook (vedi QUI) per rendersene conto. Di aeroporti e problemi di trasporto l’ assistente capo della Polizia di Stato Beatrice Lucarella in realtà non si è mai occupata.

Della posizione imbarazzante della Lucarella  in Confindustria parlammo apertamente in occasione di una conferenza stampa a Taranto tenuta dall’ ex presidente di Confindustria Giorgio Squinzi (all’epoca dei fatti era ancora Presidente), in occasione dell’assemblea generale che si tenne a Taranto al Circolo Ufficiali della Marina Militare ed in quella occasione Squinzi inorridì al pensiero che una “sindacalista”  (come la Lucarella) potesse avere in incarico seppur di facciata nel Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria a Taranto. “E’ inaudito, una vergogna” aggiunse l’ex-responsabile nazionale di Confindustria per il Mezzogiorno Alessandro Laterza.

La “dr. Jeckyll e Mr. Hyde”in gonnella dei trulli martinesi  , di fatto percepisce uno stipendio della Pubblica Amministrazione, cioè dal Ministero dell’ Interno, senza fare di fatto il suo lavoro di poliziotta, grazie al suo bel e comodo distacco sindacale, che di fatto è illegale, in quanto la Lucarella come la sua bacheca Facebook conferma e comprova,  si impegna e passa tutto il suo tempo a fare la “presenzialista” nelle varie attività giovanili di Confindustria. Infatti lei è “delegata”  nel gruppo Giovani Imprenditori nell’  associazione degli industriali di Taranto in nome e per conto di una piccola e modesta azienda L’ Acropoli di Puglia che produce olio, e viene venduta pressochè esclusivamente in una piccola bottega nel centro di Martina Franca., di cui è amministratore suo fratello Vincenzo Lucarella. Ci risulta inoltre che il padre dei Lucarella negli anni ’90 venne coinvolto in una vicenda giudiziaria sui contributi dell’ Unione Europea ai produttori di olio.

 

 

In merito alla nomina illegittima e quindi illegale fatta ieri dalla Regione Puglia abbiamo contattato Vincenzo Cesareo il Presidente di Confindustria Taranto, il quale “ ha escluso di aver mai  indicato il nome della Lucarella nel CdA di Aeroporti di Puglia, che è una società pubblica ” aggiungendo “onestamente non ricordo che la Lucarella abbia fatto dei corsi all’ ENAC per conto di Confindustria Taranto“, così come  prende la distanza dalla nomina il presidente della Camera di Commercio di Taranto Cav.. Luigi Sportelli da noi telefonicamente raggiunto  proprio mentre rientrava a Taranto dall’ assemblea della società Aeroporti di Puglia svoltasi a Bari, il quale ci ha detto che “la nomina della Lucarella è stata proposta dalla Regione Puglia e non dalla Camera di Commercio di Taranto, con cui la Lucarella non ha alcun rapporto e non è presente in nessun comitato o Cda delle nostre società controllate e partecipate“. In conclusione  delle nostre verifiche,  ieri sera, abbiamo contattato attraverso la sua portavoce,  il Governatore Emiliano che si è riservato di darci una risposta ai nostri quesiti ma al momento di pubblicare questo articolo, il suo telefono squilla a vuoto, mentre quello nostro non ha ricevuto alcun commento da parte della Regione Puglia.

Quello che sarà divertente vedere nei prossimi giorni e sopratutto cosa diranno il Capo della Polizia Gabrielli, persona notoriamente molto “rigida” ed il Ministero dell’ Interno quando scopriranno che pagano una “poliziotta” che passa il suo tempo fare il vicepresidente dei giovani imprenditori a Taranto, viaggiando e “zompettando” da un convegno ad un altro a spese della Pubblica Amministrazione che le paga lo stipendio. Tanto paga Pantalone !

 

 




ILVA: il testo integrale del decreto Gentiloni. Ed Emiliano smentito dai fatti ora tace….

Il decreto, varato lo scorso 29 dicembre dal Consiglio dei Ministri guidato da Paolo  Gentiloni, entrato in vigore 48h fa. Adesso seguirà il necessario iter procedurale per la conversione parlamentare in  legge. L’impegno assunto dal precedente governo Renzi è stato rispettato, nonostante gli “sgambetti” dei guastatori Francesco Boccia e Michele Emiliano che hanno letteralmente “strumentalizzato”  le vicende di Taranto e dell’ ILVA per avere maggiore visibilità nella loro campagna anti-Renzi interna al Partito Democratico. Un comportamento poco etico ed indegno, in quanto era in ballo la salute e sanità dei tarantini.

ECCO DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL DECRETO LEGGE

Decreto Legge ILVA

Emiliano , lo scorso 23 dicembre in uno dei suoi soliti “editti” …. sulla stampa sodale barese, disse all’ ANSA “Se il provvedimento venisse effettivamente pubblicato, costituirebbe il riconoscimento della fondatezza delle posizioni espresse nelle scorse settimane dalla Regione Puglia nei confronti del governo”  affermazione falsa in quanto Palazzo Chigi non ha mai recepito alcunchè dalla Regione Puglia. Emiliano riferendosi alle notizie di stampa relative allo stanziamento di 70 milioni di euro per il biennio 2017-2018 per la sanità tarantina aggiungeva con il suo commento che “si riserva ogni giudizio alla pubblicazione del decreto e alla sua entrata in vigore“.

Una settimana più tardi….. per la precisione il 29 dicembre scorso il presidente della Regione Puglia Emiliano è riuscito finalmente ad essere ricevuto a Palazzo Chigi dal nuovo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloniper parlargli principalmente di Ilva, dell’approdo del gasdotto Tap e della vicenda dei 50 milioni per la sanità tarantina” come egli stesso ha reso noto sulla sua pagina Facebook dimenticando che all’incontro era presente anche il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti che in un’intervista a Radionorba lo aveva “bacchettato” dicendo: “Se il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, vorrà attenersi a un corretto rapporto istituzionale non ci sarà problema, da questo punto di vista lo invito a essere costruttivo”.

Tra De Vincenti, renziano di ferro, ed Emiliano non ci sono stati buoni rapporti dal punto di vista istituzionale, e sull’Ilva ci sono stati ripetuti scontri. “Il nuovo Mezzogiorno – ha spiegato De Vincenti si fa costruendo e non agitando strumentalmente questioni che non ha senso agitare. Stiamo sui problemi, i problemi dei cittadini, delle persone, perché è con loro che si costruisce il nuovo Mezzogiorno

Una cosa è certa. Palazzo Chigi continua ad essere presente e sostenere il rilancio ambientale-socio-economico di Taranto. A  Bari invece Michele Emiliano fa solo tanto fumo. A proposito come mai nessun giornalista barese, magari uno di quelli che campeggia sulle poltrone nei corridoi della presidenza della Regione Puglia, si prende la briga di ricordare ad Emiliano che siamo ancora in attesa di conoscere il suo preannunciato giudizio “alla pubblicazione del decreto e alla sua entrata in vigore” . O forse è meglio tacere per evitare di doversi auto-smentire ?

Questo quotidiano ha intervistato il presidente della Regione Puglia tempo fa, senza mai pubblicare la sua intervista che è stata registrata. Come mai  ? Lo sentirete presto e vi accorgerete e capirete perchè al Comune e nella città di Bari nessuno più rimpiange….il (finto) Sindaco di Puglia Emiliano. Nell’intervista, Emiliano parla proprio delle sue trattative economiche con i vertici della TAP e di Tempa Rossa . E…….




Gli effetti del “NO” referendario. Salta il tavolo istituzionale per Taranto. “La questione passa al prossimo governo”

Il tavolo istituzionale del Cis il Contratto istituzionale per Taranto previsto, previsto dalla legge 20 del 2015 nata dal decreto legge 1 del 2015, e  sinora gestito e “guidato” da Palazzo Chigi,  convocato per il 12 dicembre nella Prefettura di Taranto, non si svolgerà più lunedì 12 com’era facilmente prevedibile all’indomani delle dimissioni del premier Renzi. Lo ha reso noto  una telefonata del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti al sindaco di Taranto, Ippazio Stefano.  Il Contratto istituzionale aveva riassegnato e riprogrammato per l’area di Taranto, una serie di progetti pubblici finanziati da circa 850 milioni di risorse già previste o stanziate per il capoluogo jonico, ma che causa dell’inefficienza delle amministrazioni pubbliche locali erano a rischio disimpegno

Il tavolo per Taranto era molto atteso in città anche per la vicenda dell’ emendamento ovvero il testo che avrebbe garantito alla sanità tarantina 50 milioni di euro per assumere 1.800 fra medici e infermieri, che è stato ritenuto inammissibile  dal presidente della commissione Bilancio, il barese Francesco Boccia, alleato di Emiliano nella guerra interna nel Pd contro Renzi . L’emendamento che era stato annunciato dai deputati pugliesi del Partito Democratico non è mai passato in commissione bilancio della Camera, facendo nascere un violento scontro di accuse verbali tra la Capitale ed il capoluogo barese, in quanto oltre a Boccia anche il presidente della Regione, Michele Emiliano, hanno cercato strumentalmente di far ricadere le responsabilità della scomparsa sul Governo, che per voce dello stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del suo sottosegretario Claudio De Vincenti, hanno giustamente ricordato e rivendicato quanto già fatto dal Governo che ha sbloccato oltre 1.600 milioni  per Taranto  al fine di sostenere la ripresa economica della città e garantire l’ambientalizzazione dell’ILVA.

Anche la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, insieme al sottosegretario De Vincenti, rinviarono al tavolo istituzionale del 12 dicembre  la discussione per trovare una sulle problematiche sanitarie di Taranto, auspicando un successivo inserimento dell’emendamento nel passaggio della legge di Bilancio al Senato. Ma con le dimissioni del Governo  la legge è passata al Senato senza alcuna modifica di nessun genere. Ed adesso a Taranto sono in molti a temere sul proseguimento delle attività calendarizzate e programmate. Uno dei risultati dell’antipolitica locale….

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