POSTE: BOOM E-COMMERCE, CONSEGNATI 27 MILIONI DI PACCHI A DICEMBRE 2020

di REDAZIONE ECONOMIA

Nel mese di dicembre Poste Italiane ha consegnato 27 milioni di pacchi, di cui 20 milioni legati all’e-commerce, quasi 10 milioni in più (+56%) rispetto allo stesso periodo del 2019 . Numeri da record, resi noti dal TGPoste, che confermano lo sforzo logistico messo in atto dall’Azienda in un mese di picco di consegne e la strategia di Poste Italiane per rafforzare la leadership nei servizi per l’e-commerce.

Come già annunciato dall’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, è entrato da poco in funzione un centro di smistamento a Roma e, nel primo trimestre del 2021, sarà operativo un hub a Milano. Inoltre, Poste Italiane ha concluso accordi con due startup innovative: Milkman, piattaforma logistica specializzata per le consegne personalizzate, e con il vettore digitale Sennder GmbH, start-up tedesca tra le più innovative del settore in grado di offrire soluzioni efficaci nel trasporto a lungo raggio a pieno carico.

Poste Italiane sta rinnovando la propria flotta, di pari passo con il potenziamento dei servizi per l’e-commerce, per ridurre l’impatto ambientale legato alle proprie attività: l’obiettivo è arrivare a 26 mila mezzi a basso impatto ambientale entro il 2022 in particolare per le attività di recapito dei portalettere e per il trasporto delle merci. 




ECCO COSA CAMBIA PER I CONTI CORRENTI IN “ROSSO” DAL 2021

di REDAZIONE ECONOMIA

Problemi in vista per imprese e famiglie titolari di conti correnti. Dal prossimo gennaio cambiano le regole per la gestione dei conti ‘in rosso‘: se i clienti non avranno sufficienti disponibilità liquide sui loro depositi bancari gli addebiti automatici non saranno più consentiti . Di conseguenza nasce il rischio di un improvviso stop ai pagamenti di utenze, stipendi, contributi previdenziali, rate di finanziamenti.

Il Centro studi di Unimpresa in un documento in via di pubblicazione lancia l’allarme, spiegando le conseguenze dell’entrata in vigore delle nuove norme dettate dall’Eba, l’autorità bancaria europea, che, tra l’altro, impongono alle banche, in caso di tre mesi di mancati pagamenti da soli 100 euro, di segnalare il cliente alla Centrale Rischi e di classificare tutta la sua esposizione come “crediti malati”.

Secondo il vicepresidente di Unimpresa, Salvo PolitinoIl nuovo quadro regolatorio, che non è stato sufficientemente spiegato dalle banche, è preoccupante. Non saranno più possibili nemmeno piccoli sconfinamenti e questo vuol dire, per molti artigianicommerciantipiccoli imprenditori e anche per molte famiglie, non poter più usufruire di quelle piccole forme di flessibilità che, specie in questa fase così critica a causa degli effetti economici della pandemia Covid, sono fondamentali per far fronte ai pagamenti di utenze o altri adempimenti, come gli stipendi e i contributi previdenziali, le rate di finanziamenti e mutui”.     

Secondo Politino in concreto esiste il rischio “di una fortissima stretta al credito, conseguenza inevitabile delle segnalazioni alla centrale rischi e della riclassificazione degli affidamenti della clientela in caso di piccoli arretrati”. Il Centro studi di Unimpresa spiega che dal 1 gennaio 2021 chi ha il conto corrente ‘scoperto‘ corre il rischio di risultare immediatamente ‘moroso‘ nei confronti di vari soggetti, dalle finanziarie all’Inps, dai dipendenti alle aziende cosiddette utility (energia, gas, acqua, telefono). Ma non soltanto: le stesse nuove norme dell’Eba stabiliscono che per un mancato pagamento superiore a 100 euro, protratto per tre mesi, il cliente venga classificato come “cattivo pagatore“, tutta la sua esposizione verso la banca sia classificata come “non performing loan” con conseguente invio della segnalazione alla centrale rischi.




POSTE ITALIANE E REGIONE LAZIO UNITE PER RIQUALIFICARE IL FIUME TEVERE A ROMA

di REDAZIONE ECONOMIA

Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italiane e Giuseppe Lasco, Condirettore Generale di Poste Italiane, insieme a Nicola Zingaretti Presidente della Regione Lazio, hanno illustrato oggi i contenuti di un progetto promosso da Poste Italiane in accordo con la Regione Lazio per la riqualificazione e il rinnovamento di un’area del fiume Tevere a Roma

La rinnovata collaborazione fra la Regione Lazio e Poste Italiane è coerente con l’impegno comune indispensabile per assumere un ruolo attivo a sostegno del contesto sociale, economico e ambientale e volto a riconoscere l’importanza dei programmi di educazione e formazione a tutela dell’ambiente e promuovere la centralità del tema della sostenibilità.

“La riqualificazione dell’area limitrofa al Ponte della Musica è un’ottima notizia per Roma perché si tratta di un’opera in un quadrante storico della capitale che da troppo tempo era sprofondato nel declino. L’intervento di Poste rimetterà al servizio della città una zona straordinaria che unisce il polo sportivo del Coni e dello Stadio Olimpico con quello culturale del Maxxi e l’Auditorium. Un bellissimo segnale di speranza anche in vista del prossimo Giubileo del 2025. Come Regione continueremo a dare una mano a questo progetto”, spiega Nicola Zingaretti Presidente della Regione Lazio .

Matteo Del Fante, Ad di Poste Italiane

L’Amministratore Delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante ha dichiarato: “La sostenibilità è ormai un fattore di successo imprescindibile per le imprese di ogni settore, in primis per la Nostra. Poste Italiane ha deciso con entusiasmo di investire nel progetto di riqualificazione ambientale per un’area verde a ridosso del fiume Tevere. E’ senza dubbio un esempio concreto del nostro impegno in tema di sostenibilità ma è anche un simbolo di rinascita e di speranza, soprattutto per le nuove generazioni. Un messaggio che è molto importante lanciare in questo momento così difficile.”

Giuseppe Lasco condirettore generale di Poste Italiane

Il Condirettore Generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco ha aggiunto: Poste Italiane ha da tempo inserito in maniera strutturale i principi ESG nelle sue strategie e nei suoi piani industriali. Il progetto presentato oggi e le altre importanti iniziative in tema di sensibilizzazione sui temi ambientali, previste dal protocollo di intesa siglato con la Regione Lazio, si inseriscono in un percorso di collaborazione con le istituzioni che ha visto Poste Italiane impegnata, ad esempio, in un ampio programma di interventi nei piccoli comuni di tutta Italia, per ampliare l’offerta di servizi e semplificare la vita dei cittadini.”

DOVE SI TROVA L’AREA “CUORE” DEL PROGETTO

L’area in questione, che si trova attualmente in uno stato di quasi abbandono, ha una consistenza di circa 24.000 mq, ed è inquadrata nel cosiddetto ’’Asse della Musica, che dall’Auditorium di Renzo Piano attraversa il Palazzetto di Nervi, il MAXXI di Zaha Hadid e il Teatro Olimpico per poi oltrepassare il fiume Tevere sullo sfondo della collina di Monte Mario, in una delle più importanti zone dell’intera area demaniale fluviale.

l’attuale Casina di Lungotevere Flaminio

IN COSA CONSISTE IL PROGETTO DI QUALIFICAZIONE DI POSTE ITALIANE

Nel 2018 Poste Italiane S.p.A. ha avviato un’istruttoria per la richiesta di una nuova concessione dell’area, di fatto gestita da Poste sin dagli anni 30 con attività ricreazionali, sportive e ludiche nelle zone adiacenti alla cosiddetta “Casina di Lungotevere Flaminio”, per anni punto di riferimento del Dopolavoro di Poste. Una ‘gestione’ durata fino al 2011, anno in cui sono cessate le attività con conseguente decadimento dell’area ubicata nei pressi dell’attuale “Ponte della Musica”. 

Due anni fa dunque Poste, di concerto con la Regione Lazio, decise di presentare un progetto di riqualificazione ambientale e paesaggistica di questa area del fiume Tevere in un’ottica di rilancio del fiume e dei suoi spazi limitrofi, successivamente esaminato e approvato in Conferenza dei Servizi.

Questi i principali interventi previsti:

• realizzazione del nuovo “parco fluviale” con la creazione di un arboreto fluviale, di ripascimento delle sponde, compatibile con le caratteristiche e vocazioni floristiche del luogo;

• installazione di un tappeto-Playground: spazio pavimentato destinato a giochi (circa 2.230 mq);

• ripristino del disegno originario delle aiuole del giardino storico esistente e integrazione della vegetazione;

• allestimento di una rete di percorsi pedonali che connettono gli spazi destinati alle diverse attività ricreative e ludiche previste;

• allestimento di una rete di percorsi naturalistici nell’arboreto fluviale e predisposizione di un’area dedicata alla passeggiata a ridosso del fiume;

• recupero e/o ripristino dei manufatti esistenti e parti integranti del disegno originario, tra cui la lunga e continua balaustra parallela al fiume, le tribune sul terrapieno dell’argine, le fontane, le panchine, i vasi, i gruppi scultorei e gli altri elementi decorativi;

• recupero dell’area destinata alla Piazza d’Acqua disponibile ad accogliere giochi d’acqua;

• soluzioni per l’efficientamento energetico e a tecniche di risparmio idrico per il sistema di irrigazione

miglioramento sismico strutturale e restauro conservativo dell’involucro esterno della “Casina Sportiva” che interesserà le facciate, gli intonaci, gli stucchi, i rivestimenti e le coperture con ristrutturazione degli interni dell’edificio.

Una volta terminati i lavori, l’area sarà messa a disposizione delle scuole primarie e secondarie. Le visite potranno essere su prenotazione secondo calendario da stabilire, durante l’anno scolastico e saranno accompagnate da guide, oltre ad essere completamente gratuite. Sarà un viaggio, in totale sicurezza, sospeso tra la storia e l’ambiente nel cuore di una delle aree più belle della città e a pochi metri dalle sponde del fiume Tevere.

Le scolaresche in visita potranno anche usufruire del playground del Parco (che si estende su una superficie complessiva di 2160 mq): ispirato ai criteri più avanzati di progettazione delle aree ludiche, consente attività all’aperto in grado di sviluppare la creatività degli studenti e la loro socialità. Alle visite saranno inoltre associati percorsi culturali e didattici incentrati sulla storia delle comunicazioni e, in particolare, del sistema postale.

I PROGETTI DELLA REGIONE LAZIO PER IL FIUME TEVERE

Nel corso della presentazione di questo progetto che la Regione Lazio ha condiviso con Poste Italiane, il Presidente Zingaretti ha illustrato il piano a lungo termine promosso in questi anni dalla Giunta per la rinascita del fiume Tevere. Un percorso programmato per il recupero del fiume che attraversa la Capitale: dalla pulizia delle banchine alla riqualificazione delle aree maggiormente frequentate, anche attraverso il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni. L’obiettivo è quello di rendere il Tevere protagonista della vita della città, con spazi comuni, occasioni di sviluppo di parti del tessuto urbano, attraverso investimenti mirati.

Sono circa 2,5 mln di euro le risorse che saranno investite nei cosiddetti Parchi d’affaccio, progetto ambizioso e innovativo dal punto di vista ambientale al quale la Regione Lazio sta lavorando da tempo attraverso una serie di azioni con l’obiettivo di creare un sistema di parchi affacciati sul Tevere, fruibili 365 giorni l’anno, valorizzati e mantenuti anche grazie alla collaborazione con cittadini e associazioni.

Due milioni di euro sono stati messi in un protocollo con il Comune di Roma per la riqualificazione e la valorizzazione delle aree demaniali fluviali sul fiume Tevere e sul fiume Aniene site nel territorio comunale di Roma Capitale. Ulteriori due milioni di euro stanziati in un bando regionale che prevede un piano triennale di azioni (a favore di questo progetto sono previste nuove risorse per 1,6 milioni di euro). Molto interessante anche l’esperimento della barriera contro la plastica (da ottobre ad aprile dello scorso anno sono stati raccolti nel Tevere 2,3 tonnellate di rifiuti attraverso una barriera ad hoc. L’equivalente di 15 mila bottigliette di plastica).




ANTITRUST AVVIA ISTRUTTORIA SULLA SOCIETA’ FIBERCOP PER LA RETE UNICA

di REDAZIONE ECONOMIA

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Tim, Fastweb, Teemo Bidco., FiberCop S.p.A., Tiscali Italia S.p.A. e KKR & Co. Inc. L’istruttoria, spiega un comunicato, riguarda i contratti che regolano la costituzione e il funzionamento di FiberCop e gli accordi di fornitura con Fastweb e Tiscali. Secondo l’Autorità Garantelo sviluppo delle reti di telecomunicazione in fibra rappresenta un obiettivo cruciale per il nostro Paese che può essere raggiunto in tempi rapidi solo attraverso l’esplicarsi di una sana concorrenza dinamica”.

Il presidente Antitrust Roberto Rustichelli

FiberCop, che ha come obiettivo il rapido sviluppo della fibra ottica (FTTH) ed in particolare la copertura del 76% delle aree nere e grigie, riporta un comunicato, si svilupperà sul modello del co-investimento aperto, così come previsto dal nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni, grazie al quale tutti gli operatori interessati potranno prendere parte al progetto secondo diverse modalità di partecipazione e nell’ottica di garantire la massima concorrenza.

L’Autorità in questa prospettivariconoscendo le possibili efficienze dei progetti condivisi di infrastrutturazione ha avviato un’istruttoria per accertare che gli accordi in questione non comportino restrizioni concorrenziali non necessarie e che forniscano adeguati incentivi alla dismissione della vecchia tecnologia delle reti in rame”. Il procedimento ha l’obiettivo di verificare che tali accordi non creino ostacoli alla concorrenza tra gli operatori nel medio e lungo termine e siano volti ad assicurare il rapido ammodernamento delle infrastrutture di telecomunicazione fissa del Paese. L’Autorità, già in occasione della creazione della società FlashFiber, ha mostrato ampia consapevolezza delle potenzialità pro-competitive dei progetti di co-investimento, autorizzando il progetto con rimedi tali da garantire il raggiungimento di apprezzabili efficienze, senza però compromettere la concorrenza infrastrutturale tra i vari operatori.

l’ amministratore delegato di TIM Luigi Gubitosi 

I vertici di Tim e Fastweb commentando l’intervento dell’Autorità,  hanno affermato di aver accolgono con favore la decisione di avviare una valutazione circa gli impatti della costituzione di FiberCop, in vista della piena operatività della joint venture, attesa nel primo trimestre 2021. L’avvio del confronto, che è conseguente ad una richiesta di Tim e Fastweb, nello spirito di collaborazione che contraddistingue da sempre la relazione dei due operatori con le Autorità di settore, rappresenta un importante passaggio dopo che la Commissione Europea, lo scorso 26 novembre, ha comunicato che FiberCop non sarà soggetta ad alcun obbligo di comunicazione ed approvazione da parte dell’Antitrust comunitario.




Poste: dal 14 dicembre 200mila test anti-Covid per i dipendenti del gruppo

di REDAZIONE ECONOMIA

Poste Italiane lancia una campagna di test anti Covid-19 sui suoi 130.000 dipendenti come ha annunciato il Condirettore Generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco -, ai microfoni del TgPoste, il telegiornale aziendale, anticipando che dal 14 dicembre saranno somministrati ai dipendenti oltre 200mila tamponi su tutto il territorio nazionale.

Giuseppe Lasco Condirettore Generale di Poste Italiane,

“Stiamo consegnando in queste ore con un’operazione imponente, più di 200mila tamponi su tutto il territorio nazionale. Il 14 partirà questa prima campagna di somministrazione dei tamponi – spiega Lasco -. Iniziamo dai siti più nevralgici per poi estenderli su tutti gli altri centri. Abbiamo contrattualizzato in tutta Italia migliaia di operatori sanitari abilitati per somministrare i tamponi. Questa è una iniziativa a tappeto che non ha eguali, come tante altre che in questi mesi di pandemia abbiamo messo in campo. Resta ovvio che l’adesione al tampone sarà in forma volontaria. Inoltre, stiamo concludendo in queste ore per tutte le sedi operative sia uffici postali che centri logistici le installazioni dei rilevatori della temperatura”.

Durante l’emergenza sanitaria, Poste Italiane ha sempre garantito i servizi essenziali e ha assicurato in tutta Italia il recapito di corrispondenza e pacchi. Per proteggere i propri dipendenti e la clientela, l’azienda ha consegnato milioni di mascherine, confezioni di gel disinfettante e guanti e ha attivato la sanificazione periodica degli uffici postali, in cui sono stati installati anche divisori in plexiglas, dei mezzi di trasporto e delle sedi operative.

“Quello che stanno facendo i nostri dipendenti rimarrà nella storia della nostra azienda e del nostro Paese – continua Giuseppe Lasco -. Il popolo postale è gente che sa star sul pezzo soprattutto nei momenti difficili. Ecco, questo è necessario che i nostri colleghi lo sappiano, soprattutto i più giovani. Questo ci viene riconosciuto dalle istituzioni centrali e locali. Il messaggio dell’altro giorno (di ringraziamento ai dipendenti di Poste Italiane, ndr) del Presidente del Consiglio è la sintesi solenne di tutto questo. Quindi un grazie infinito alla voglia, alla disponibilità, al sacrificio all’attaccamento alla nostra azienda a ogni dipendente di Poste: per tutto quello che sta facendo, che stiamo facendo, in questi mesi, si deve sentire orgoglioso”. 




Poste Italiane. Boom di richieste per prestito obbligazionario di 1miliardo

di REDAZIONE ECONOMIA

Poste Italiane ritorna con successo sul mercato del debito con un’emissione in due tranche di un prestito obbligazionario senior unsecured denominato in euro, destinato a investitori istituzionali, per un ammontare nominale complessivo di Euro 1 miliardo, con un rendimento basso record. L’emissione è stata molto ben accolta con una richiesta di oltre 5 volte i titoli offerti.

L’emissione del prestito obbligazionario senior unsecured è stata realizzata nell’ambito del Programma Euro Medium Term Notes (EMTN) di Poste Italiane da Euro 2 miliardi, con un rating “BBB” da Standard and Poor’s e “Baa3” da Moody’s.

Questi i principali elementi delle due tranche del prestito obbligazionario senior unsecured emesse: valore nominale 500 milioni di euro, scadenza 10 dicembre 2024 e cedola fissa annuale dello 0,00%. Prezzo di emissione fissato al 100,100% e rendimento effettivo a scadenza di -0,025%. Valore nominale 500 milioni di euro, scadenza 10 dicembre 2028 e cedola fissa annuale dello 0,50%%. Prezzo di emissione fissato al 99,758% e rendimento effettivo a scadenza di 0,531%.

La data prevista per il regolamento di entrambe le tranche è il 10 dicembre 2020. I titoli saranno quotati sul mercato regolamentato gestito dalla Borsa di Lussemburgo. L’emissione è finalizzata all’ampliamento della base degli investitori, alla riduzione dei costi e la diversificazione delle fonti di finanziamento, nonché al riequilibrio e all’allungamento delle relative scadenze.

I titoli sono stati collocati da un sindacato di banche composto da Goldman Sachs International, IMI-Intesa Sanpaolo e J.P. Morgan nel ruolo di Joint Global Coordinators, Joint Lead Managers e Joint Bookrunners; e BNP Paribas, Deutsche Bank e UniCredit nel ruolo di Joint Lead Managers e Joint Bookrunners.




Amazon.it aderisce alla colletta del Banco Alimentare

di REDAZIONE ECONOMIA

Amazon.it aderisce alla Colletta Alimentare, storica iniziativa del Banco Alimentare, l’associazione che promuove il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari. Dal 1° al 10 dicembre i clienti di Amazon.it potranno partecipare online alla Colletta Alimentare scegliendo i prodotti da donare, tra cui sughi, biscotti, alimenti per l’infanzia, dall’apposita selezione disponibile alla pagina dedicata all’iniziativa Amazon.it/bancoalimentare.

Anche Radio Kiss Kiss supporta l’iniziativa raccontando quotidianamente le storie straordinarie sulle attività portate avanti da Banco Alimentare e chiamando a raccolta i propri ascoltatori per sostenere la Colletta Alimentare su Amazon.it.

Amazon collabora dal 2015 con il Banco Alimentare, fornendo le eccedenze alimentari presenti nella propria rete logistica e partecipando attivamente con i propri dipendenti come volontari in occasione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. Quest’anno, la Colletta Alimentare si è spostata principalmente online, a fronte delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Amazon.it offre quindi la possibilità di effettuare donazioni di prodotti anche sul proprio store. Amazon inaugura la raccolta donando i primi 500.000 pasti a Banco Alimentare.

Su Amazon.it, dal 1° al 10 dicembre, i clienti che visitano la pagina Amazon.it/bancoalimentare possono aggiungere al carrello i prodotti inclusi nella selezione “Banco Alimentare”. Una volta effettuato l’acquisto, i prodotti selezionati saranno inviati direttamente ai magazzini del Banco Alimentare. Da qui, saranno devoluti alle circa 8.000 strutture caritative convenzionate che sostengono oltre 2.100.000 di persone in difficoltà. I prodotti disponibili su Amazon.it/bancoalimentare includono generi alimentari a lunga conservazione, prodotti alimentari per l’infanzia, prodotti in scatola e molto altro ancora.  

“È un vero onore per noi poter sostenere la Colletta Alimentare, un gesto di donazione che da anni coinvolge milioni di italiani e, in questo momento di emergenza, è ancora più decisivo” sottolinea Giorgio Busnelli, Director Consumer Goods Amazon.it e Amazon.es. “L’impegno verso l’iniziativa è molto sentito anche dai nostri dipendenti che ogni novembre partecipano con entusiasmo alla Giornata della Colletta Alimentare. Mettere a disposizione il nostro store con una selezione di prodotti di Barilla, Rio Mare e Plasmon e dare così la possibilità ai clienti di donare a supporto delle persone più in difficoltà è quindi la naturale evoluzione di una collaborazione tra Amazon e il Banco Alimentare che siamo lieti di portare avanti nel tempo. Siamo felici di collaborare con Radio KissKiss per poter raccontare al meglio le storie straordinarie delle persone che grazie allo sforzo di tutti riusciremo a supportare.

Lucia Niespolo, Presidente di CN Media (Radio Kiss Kiss)

“Radio Kiss Kiss è fiera di supportare Banco Alimentare e Amazon, amplificando le attività di solidarietà messe in campo con questa iniziativa, per sensibilizzare gli ascoltatori e fare in modo che possano dare il proprio contributo, in un momento così difficile per la nostra nazione”, dichiara Lucia Niespolo, Presidente di CN Media (Radio Kiss Kiss).

“Quest’anno la Colletta Alimentare cambia forma per motivi di sicurezza sanitaria”, afferma Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus. “Abbiamo dato vita ad una colletta ‘dematerializzata’, che si svolgerà nei supermercati, attraverso gift card, e online. Per questo la partnership con Amazon e il loro sostegno risultano particolarmente preziosi. È un periodo complesso in cui sempre più persone si trovano in difficoltà ed è quindi importante riuscire ad utilizzare tutti i canali possibili per tenere accesa la solidarietà e aiutare chi ha bisogno. La spesa online negli ultimi mesi è diventata uno strumento sempre più presente nella quotidianità di molte famiglie e avere partner che consentano di donare cibo anche attraverso questa modalità è fondamentale.”

Amazon e Banco Alimentare

In Italia, Amazon dona regolarmente attraverso i propri centri logistici al Banco Alimentare i prodotti alimentari eccedenti. Si è iniziato con il primo centro di distribuzione a Castel San Giovanni nel 2015 e si sono aggiunte tonnellate di donazioni di cibo nel corso degli anni, parallelamente alla crescita di Amazon stesso in Italia. Ora Amazon effettua donazioni al Banco Alimentare anche dai centri di distribuzione di Passo Corese, Vercelli, Torrazza Piemonte e dai centri di distribuzione cittadini PrimeNow a Milano e a Roma, per una media di circa 20 tonnellate di cibo ogni sei mesi. Inoltre, lo scorso aprile, per fronteggiare l’emergenza COVID-19, Amazon ha devoluto un contributo economico che ha permesso al Banco Alimentare della Lombardia di distribuire l’equivalente di 2 milioni di pasti a persone e famiglie in stato di bisogno sul territorio, affinché nessuno fosse lasciato indietro. 




Il gasdotto è operativo. La battaglia persa del M5S e di Emiliano

di REDAZIONE ECONOMIA

Finalmente una “good news” per l’economia italiana. Dopo sette anni di lavori e di polemiche è diventata operativa la Tap (Trans Adriatic Pipeline), il gasdotto che trasporterà in Puglia in Europa ben dieci miliardi di metri cubi di metano, estratto ogni anno nel Mar Caspio a 3.500 chilometri di distanza, proveniente giacimenti dell’Azerbaigian e non della Russia.

Il Tap fa parte del Corridoio meridionale del gas (Southern Gas Corridor o Sgc). Si tratta di un insieme di progetti di infrastrutture parzialmente finanziati dall’UE e destinati a incrementare la diversificazione delle fonti e la sicurezza degli approvvigionamenti, grazie al trasporto di nuovo gas naturale, proveniente dall’Asia centrale. È dunque un pezzo, quello finale, di un progetto più ampio: un gasdotto lungo complessivamente quasi 4 mila chilometri, di cui il tracciato Tap in senso stretto copre 878 chilometri (550 chilometri in Grecia; 215 chilometri in Albania; 105 chilometri nell’Adriatico e 8 chilometri in Italia).

Da oggi le imprese e le famiglie italiane potranno quindi avvalersi di energia a un prezzo più basso. Pagare il riscaldamento ad un prezzo più conveniente è una notizia positiva che si può dare una volta ogni 10 anni. Un evento quindi che merita di essere ricordato non solo per i riflessi economici sul fronte interno e geopolitici su quello internazionale ma anche perché consacra la sconfitta di movimenti anti-sviluppo e la mutazione del Dna del Movimento 5 Stelle, e delle posizioni di contrasto del governatore pugliese Michele Emiliano (un ex-Pd) per anni contrari al progetto ma che poi, di fronte alla realtà delle cose, hanno dovuto compiere un clamoroso dietrofront, a seguito anche di una valanga di sentenze in favore di Tap.

Questo gasdotto nato in sordina nel 2013 rappresenta oggi per l’Italia un valore, sia per chi punta sulla crescita economica ma anche su mercati globali più aperti e concorrenziali , al contrario rappresenta una pedante sconfitta a coloro i quali erano avversi alla realizzazione di opere pubbliche di così grande importanza.

Divergenze alimentate anche da uno scontro internazionale neanche tanto sotterraneo min quanto l’Unione Europea e gli Stati Uniti infatti sono sempre stati in prima linea a favore della Tap con l’obiettivo strategico di limitare la forte influenza della Russia nei rifornimenti energetici all’Occidente. Il gasdotto si è trovato coinvolto in questa bagarre che ha aveva occultato le sue caratteristiche tecniche grazie ad una enorme quantità di fake news diffuse sui socialnetwork.

La principale falsità era quella di sostenere che il territorio italiano fosse attraversato da decenni da circa 35.000 chilometri di gasdotti di ogni grandezza senza effetti rilevanti di alcun genere. Mentre la realtà odierna è sono bastati 8 chilometri di Tap scavati sul territorio italiano a diventare presto questione di vita o di morte. Del ministero dell’Ambiente è stata messa in piedi e prodotta una imponente documentazione per garantire l’assenza di conseguenze negative per il mare e per lo spicchio di territorio coinvolto. Con tutte le cautele previste circa 300 olivi sono stati spostati e poi rimessi al loro posto .

Ma nonostante tutto ciò sindaci, associazioni d’ogni tipo, il M5S e la Regione Puglia guidata da Michele Emiliano hanno condotto una epica battaglia anti-Tap. In un memorabile comizio il grillino Alessandro Di Battista per prendere voti cavalcando la protesta, affermò che “appena saremo al Governo fermeremo il gasdotto in un quarto d’ora“.

Secondo la senatrice Barbara Lezzi, esponente di punta del M5S nel Salento, sarebbe persino stato pericoloso prendere l’abbronzatura in spiagge sotto le quali passava il tubo del gas. Teoria smentita nei fatti dalla presenza di migliaia di turisti che la scorsa estate estate hanno potuto godersi il mare trasparente della spiaggia di Melegnano magnificamente identica. 

Sbarazzarsi di un gasdotto internazionale da 3.500 km era assurdo come capì nel luglio 2018 anche il premier Giuseppe Conte, seguito a ruota l’allora ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio che dichiarò di aver “scoperto” la presenza di penali per 20 miliardi. E proprio ieri lo stesso premier Conte ha affermato che “quando governi devi avere il coraggio e l’intelligenza di cambiare idea“.

Questi otto preziosi, chilometri di gasdotto portano un po’ di tranquillità. poichè mentre il gas del Mar Caspio è utile a sostituire quello olandese o libico che scarseggiano, ci ostiniamo a non sfruttare quello italiano. Le imprese italiano pagano il metano un po’ più caro di quelle francesi e tedesche che sono più vicine ai giacimenti norvegesi. Adesso questo rapporto si invertirà e saranno i partners europei acquirenti del gas pugliese a pagare un po’ di più in virtù dei costi di trasporto.

La realtà è che i “talebani” del M5S e qualche piccolo sindaco di provincia non avevano capito che l’Italia col Tap fa un salto di qualità strategico sul quel fronte strategico che è quello energetico. Gli italiani consumano più o meno 80 miliardi di metri cubi di metano l’anno e quindi con i 10 miliardi della Tap (che in futuro potranno raddoppiare) il nostro approvvigionamento interno crescerà del 12% . Gran parte verrò rivenduto all’estero, in quanto Tap è partecipata al 20% dell’italiana Snam che a sua volta è socia di partners azeri, belgi, inglesi, spagnoli e svizzeri.




Philip Morris Italia inaugura il ‘Digital Information Service Center’ a Taranto

Presentato nei giorni scorsi durante l’incontroLe filiere integrate per il rilancio del Paese”, organizzato in collaborazione con The European House – Ambrosetti, il piano della Philip Morris Italia per l’apertura in Italia del nuovo Digital Information Service Center (DISC), nella città di Taranto.

Il Philip Morris DISC, avanzato centro di assistenza rivolto ai consumatori italiani dei prodotti senza combustione, sarà gestito da un’azienda leader nel ramo dei servizi digitali al consumatore e impiegherà fino a 400 persone a regime nel 2021. In cinque anni, l’investimento complessivo ammonterà a circa 100 milioni di Euro.

Il centro sarà dotato dei più avanzati e innovativi sistemi di customer relationship management (CRM), basati su una completa digitalizzazione dei processi e sull’uso delle migliori tecnologie cloud.

“L’Italia è stata ed è centrale nel percorso di trasformazione su scala globale intrapreso da Philip Morris International, al fine di sostituire le sigarette con prodotti innovativi senza combustione – ha commentato Marco Hannappel, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia, che ha aggiunto – Dopo la costruzione a Bologna del primo impianto industriale al mondo per questi prodotti innovativi, dopo gli importanti accordi pluriennali per l’acquisto del tabacco italiano e lo sviluppo sostenibile della filiera tabacchicola, continuiamo a investire per una piena integrazione della nostra filiera in Italia.

Marco Hannappel, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia

Una filiera made in Italy che già oggi è fatta di circa 8.000 imprese italiane di fornitura di beni e servizi, di cui 1.000 attive nel settore agricolo, con cui lavoriamo ogni giorno. L’apertura del Philip Morris DISC a Taranto rappresenta un ulteriore passo avanti nella trasformazione del nostro settore – ha concluso Hannappele conferma il nostro impegno per sostenere l’occupazione nel nostro Paese.”

A oggi, oltre 1 milione di fumatori adulti italiani sono passati a IQOS e hanno abbandonato le sigarette. L’investimento nel nuovo Philip Morris DISC di Taranto si inserisce nella strategia di Philip Morris volta a mettere i propri consumatori al centro delle scelte aziendali, puntando, in ogni ambito, sull’innovazione e sulle più avanzate tecnologie.




La Corte di Giustizia Europea riconosce natura giuridica di impresa pubblica per Poste Italiane

di REDAZIONE CRONACHE

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza del 28 ottobre 2020, ha stabilito che Poste Italiane riveste la qualità di “impresa pubblica” e non di organismo di diritto pubblico. Pronunciandosi su una questione pregiudiziale rimessa dal giudice nazionale (TAR Lazio) relativa alla natura giuridica di Poste Italiane, ed in particolare se la stessa dovesse essere considerata organismo di diritto pubblico ai fini dell’applicazione del Codice dei Contratti Pubblici.

La Corte UE, recependo la tesi di Poste Italiane,  ha concluso che è confermata la natura di impresa pubblica di Poste Italiane, trattandosi di una società che opera in condizioni normali di mercato, che mira a realizzare un profitto e sostiene le perdite risultanti dall’esercizio delle sue attività, e dunque non può essere qualificata come organismo di diritto pubblico.




Poste Italiane. Emergenza Covid, le pensioni di novembre in pagamento

di REDAZIONE ECONOMIA

Poste Italiane con un proprio comunicato ha reso noto che le pensioni del mese di novembre verranno accreditate a partire dal 27 ottobre per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello.

In funzione di una nuova ed importante diffusione del virus Covid-19, Poste Italiane ricorda l’esigenza di agire con responsabilità nel rispetto delle indicazioni delle autorità. In tal senso, la volontà di continuare a garantire un servizio essenziale per la vita del nostro Paese, coniugata con la necessità di tutelare la salute di clienti e dipendenti, impone l’adozione di provvedimenti rispondenti alle disposizioni normative attualmente in vigore.

Pertanto, coloro che non possono evitare di ritirare la pensione in contanti in un Ufficio Postale, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal seguente calendario che potrà variare a seconda del numero di giorni di apertura dell’ufficio postale di riferimento:

I cognomi                   

dalla A alla B martedì 27 ottobre

dalla C alla D mercoledì 28 ottobre

dalla E alla K giovedì 29 ottobre

dalla L alla O venerdì 30 ottobre

dalla P alla R sabato mattina 31 ottobre

dalla S alla Z lunedì 2 novembre.

Poste Italiane ricorda inoltre che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti e che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro della pensione possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.

Le nuove modalità di pagamento delle pensioni hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane. Pertanto, ciascuno è invitato ad indossare la mascherina protettiva, ad entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti, a tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito www.poste.it o contattare il numero verde gratuito 800 00 33 22.




Allo SMAU di Milano premiato il “Termopass” realizzato dalla Comes

di REDAZIONE ECONOMIA

Vincenzo Cesareo, CEO di Comes Group, ha ricevuto allo Smau di Milano il “Premio Innovazione 2020” per “TERMOPASS“, il dispositivo controllo-accessi basato sulla temperatura corporea sviluppato in pieno lock-down dal reparto ricerca e sviluppo del gruppo. Molto più di un semplice termoscanner, “la differenza è l’utilità sociale di TERMOPASS, grazie ad una piattaforma online che raccoglie e rende disponibili a tutti i dati raccolti in forma anonima” spiega Cesareo.

TERMOPASS è un dispositivo wifi per il controllo accessi basato sulla misura della temperatura corporea, con raccolta ed aggregazione dei dati in forma anonima in cloud. Il laboratorio R&D di COMES S.p.A., reagendo alla pandemia che imperversa a livello globale, ha messo a punto un dispositivo in grado di effettuare letture veloci ed affidabili della temperatura corporea contactless: il TERMOPASS, interamente progettato e realizzato in Italia con componentistica europea di alta qualità, in realtà è molto più che un semplice termoscanner per controllo accessi.

Idoneo per essere installato nelle aree di accesso di strutture pubbliche (presidi sanitari, ambulatori, uffici pubblici, scuole, università, cinema, teatri, infrastrutture dei trasporti) e private (centri commerciali, negozi, uffici professionali, bar, mense, banche, aziende industriali), TERMOPASS permette di misurare e regolare i flussi in ingresso pilotando il funzionamento di strutture di accesso quali porte automatiche, tornelli, orologi marcatempo e cancelli.

La trasmissione delle informazioni avviene in forma aggregata e nel pieno rispetto della privacy, dei rilevamenti effettuati sul territorio, convergendo su una piattaforma cloud appositamente predisposta lo trasforma in un sistema di sanità pubblica utile, per le pubbliche amministrazioni o per le aziende private, nella definizione di potenziali aree di intervento.




Disastro Covid per 93 città: il virus mette a rischio 344 miliardi. La mappa di dove si perderanno posti di lavoro

di REDAZIONE ECONOMIA

Le conseguenze del Covid-19 sull’economia nazionale hanno causato un vero e proprio disastro economico ed occupazionale: il coronavirus tra aziende chiuse e perdite di posti di lavoro ha danneggiato il settore produttivo delle città. Secondo uno studio del Cerved realizzato per l’ Anci, che analizza i settori più colpiti dalla pandemia, tracciando anche delle differenze sostanziali tra i vari comuni, poichè non sono stati condizionati dalla pandemia allo stesso modo, 93 centri urbani nel biennio 2020-2021, potrebbero veder bruciati complessivamente tra 262 e 344 miliardi di euro di fatturato.

Alcuni centri hanno retto meglio l’urto, potendo contare su comparti economici meno penalizzati dalla congiuntura, come  Latina, Imperia e Parma, città nelle quali il settore farmaceutico e quello agroalimentare si sono difesi meglio meglio dalle conseguenze delle chiusure e restrizioni imposte dal Governo e Regioni per esigenze sanitarie e di sicurezza. Al contrario, Potenza, Chieti e Campobasso sono le città medie che potrebbero soffrire di più la crisi dopo il brutto colpo inferto all’automotive.

Lo studio realizzato ha monitorato l’andamento di oltre 1.600 settori produttivi e di circa 730.000 imprese, consente di avere una idea analitica delle conseguenze economiche causate della pandemia sulla base di due diversi scenari: uno “soft“, di ripresa a partire dal secondo semestre del 2020, e uno “hard“, di persistenza dell’emergenza. Il focus è stato effettuato sulle città medie italiane, che per via di distretti industriali e poli manifatturieri rappresenta una fetta importante del Pil del Paese. Il rapporto quantifica i danni subiti sia per il fatturato andato in fumo ma anche per i posti di lavoro persi.

Anche se gli effetti produttivi negativi causati dal Covid19 saranno significativi un po’ dappertutto, in alcune aree del Paese saranno ancora più pesanti, basandosi sulla “specializzazione” settoriale dell’economia locale. I ricercatori calcolano approssimativamente una perdita totale oscillante tra i 262 e i 344 miliardi di euro, che corrispondono alla metà del totale nazionale. Nello studio infatti si legge che “Quest’anno la contrazione sarebbe dell’11,9% nello scenario soft, con un rimbalzo nel 2021 del 10,5% che non riporterebbe però al livello del 2019 (-2,7%); in quello hard, la caduta dei ricavi sarebbe maggiore (-16,9%)e con un gap più ampio rispetto al 2019 (-3,9%)”.

Andando ad analizzare la situazione a livello locale, si constata che le città affrontano con risultati molto diversi la prova della crisi innescata dal Covid . Infatti sono presenti delle aree caratterizzate dalla forte presenza di aziende come l’industria dell’auto il cui fatturato è stato più penalizzato dall’emergenza sanitaria . Altre invece sono state più fortunate, perché la loro economia si regge su settori meno condizionati dall’onda d’urto del coronavirus. I ricercatori del Cerved spiegano che “Le città medie con maggiore presenza di imprese fortemente colpite dalla pandemia sono Potenza (56,5% del fatturato), Chieti (56%) e Campobasso (54,7%), dove pesa l’automotive, ma anche Biella (55,7%), Prato (53%), Massa Carrara (52,9%), Frosinone (48,5%), Brescia (48%), Modena (47,4%) e Terni (46,3%). Sul versante opposto, tra le città che evidenziano le quote più alte nei settori anticiclici troviamo Latina (37,8%), grazie al farmaceutico e all’agroalimentare, Imperia (30,3%), forte dell’industria olearia e della distribuzione alimentare moderna, Enna (26,8%), Nuoro (26,1%), Parma (23,5%), Benevento (22,9%), Brindisi (22,8%), Matera (21,3%), Perugia (21%) e Trapani (20.9%)

Le città che subiranno le maggiori perdite di fatturato in termini percentuali sono Chieti (-16,1%), Potenza (-15,9%), Campobasso (-15,8%), Pesaro Urbino (-15%), Aosta (-14,5%), Brescia ed Arezzo (-14,3%), Livorno (-14,2%), Lecco (-14,1%) ed Udine. Quelle che invece subiranno una riduzione inferiore del giro d’affari saranno Latina (-5%), Oristano (-7,6%), Parma (-8,4%), Imperia (-8,5%), Ragusa (-8,7%), Enna (-8,8%), Barletta Andria Trani (-8,9%), Nuoro (-9%), Ascoli Piceno (-9,1%) e Rieti (-9,3%).

Le città invece che saranno più danneggiate in valore assoluto dagli effetti del Covid 19 sono Brescia, Verona, Bergamo, Vicenza, Treviso, Modena, Padova, Monza e Brianza, Varese e Reggio Emilia.

Il crollo del fatturato va di pari passo con la diminuzione degli occupati, visto che sono oltre 2 milioni i lavoratori impiegati nei settori più danneggiati dal Covid. Brescia (98 mila), Bergamo (92 mila) e Vicenza (76.500) sono infatti anche tra le città medie in Italia che contano il maggior numero di lavoratori a rischio in termini assoluti. In valori percentuali, invece, il podio di questa spiacevole classifica spetta a Brescia (43,1%), Modena (40,3%) e Reggio Emilia (40%)

I ricercatori concludono chese poi si considerano le circa 110.000 imprese entrate in crisi di liquidità nel corso del 2020 (il 30% del totale) si vede che la regione percentualmente più colpita dal fenomeno è la Toscana: ben 5 città toscane infatti hanno quote di imprese in sofferenza che vanno dal 35% di Prato al 32,7% di Grosseto, passando per Siena (34%), Pistoia (33%) e Livorno (32,8%). Le altre città nella stessa situazione sono Rimini (34,6%), Gorizia (32,8%), Brindisi e Verona (32,7%), Pordenone (32,4%)”.




Gas e luce: 13 società sotto inchiesta dell’ Antitrust

di REDAZIONE ECONOMIA

L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Libero Mercato, meglio nota come Antitrust ha avviato 13 procedimenti istruttori nei confronti delle società Enel Energia, Optima, Green Network, Illumia, Wekiwi, Sentra, Olimpia-Gruppo Sinergy, Gasway, Dolomiti Energia, E.On, Axpo, Audax, Argos riguardanti la mancanza di trasparenza nell’indicazione delle condizioni economiche di fornitura di energia elettrica e gas sul mercato libero. I rilievi formulati dall’Autorità si riferiscono sia alla documentazione contrattuale sia alla comunicazione promozionale.

L’analisi delle principali offerte commerciali sul mercato libero proposte dalle società ha rivelato l’esistenza di diversi profili critici delle informazioni rese – spiega l’Antitrust in un comunicato – in ordine alle voci che concorrono alla formazione del prezzo complessivo dell’energia elettrica e del gas, comprensive di oneri che, una volta riportati in bolletta, vengono posti a carico dei consumatori.

In particolare risulta che, prima della sottoscrizione del contratto, gli utenti non siano adeguatamente informati dell’esistenza di alcune voci di costo aggiuntive al prezzo della componente energia, con la conseguenza che, solo al momento della ricezione delle bollette, essi si rendono conto degli effettivi costi delle forniture di energia elettrica e gas applicati da queste imprese, risultanti superiori alle attese.

In molti casi gli oneri di commercializzazione non sono indicati nel loro esatto ammontare oppure alcuni oneri previsti dal contratto non trovano fondamento in una corrispondente attività. Talvolta invece altre voci di costo risultano impropriamente addebitate agli utenti in caso di recesso anticipato, a titolo di penale o sotto forma di storno dei bonus concessi per incentivare l’adesione alle offerte commerciali.

Con l’avvio di questi procedimenti, l’Autorità intende accertare l’esistenza di condotte relative alle offerte di fornitura dell’energia elettrica e del gas sul mercato libero che contrastino con le norme del Codice del Consumo, nei casi in cui le condizioni economiche prospettate nella documentazione contrattuale o promozionale da parte dei vari operatori del settore risultino ingannevoli, inadeguate o omissive.

L’indagine attiene anche alle condotte aggressive poste in essere da alcuni degli operatori, laddove prevedono l’applicazione di penali in caso di recesso o applichino costi per servizi non resi, onde sanzionare i comportamenti pregiudizievoli per i clienti domestici e non domestici di piccole dimensioni e così dissuaderne la futura reiterazione. Tali comportamenti potrebbero integrare, del resto, anche una condotta non diligente, in violazione dell’art. 20 del Codice del Consumo.




CantineVetrere: la passione delle sorelle Bruni per la tradizione vinicola pugliese

di REDAZIONE ECONOMIA

La filosofia delle Cantine Vetrère nota azienda vinicola della provincia di Taranto, si inscrive in un ecosistema più ampio fatto di ambiente, qualità, cultura. Le prime notizie certe della tenuta risalgono al 1600, quando nel Salento fioriva il Barocco, di cui si conservano testimonianze architettoniche di gran pregio. Una antica mappa del ‘700 testimonia che l’Azienda Agricola Vetrère apparteneva alla famiglia Troilo.

Nel 1903, Serafina Troilo sposa Michele Ammazzalorsa, che lascia i suoi
possedimenti al nipote Enrico Bruni, padre delle attuali proprietarie. Oggi l’azienda è guidata dalle sorelle Annamaria e Francesca Bruni e da pochi anni a questa parte è entrata a far parte dell’assetto organizzativo anche le nuova generazione: Enrica e Fanny, figlie di Annamaria, rispettivamente responsabile comunicazione e marketing e amministrazione e da pochissimo è arrivata in azienda anche Martina, figlia piccola di Francesca, la nuova enologa.

Annamaria e Francesca Bruni con le loro figlie

Un’azienda familiare che scelto la strada dell’energia pulita ed in grado di soddisfare il proprio fabbisogno energetico in completa autonomia. L’energia elettrica è prodotta dai pannelli solari che ricoprono la cantina e gli uffici, e dalla generosità del sole della Puglia. Una caldaia a biomasse genera il calore che serve alla tenuta: i vinaccioli vengono fatti essiccare naturalmente d’estate per essere il combustibile naturale d’inverno.

Dal settembre 2013, l’azienda Vetrère si è dotata di un impianto fotovoltaico da KW96 che le permette di essere auto sufficiente. Attua programmi di raccolta differenziata dei rifiuti che vengono conferiti a centri di raccolta grazie a un contratto stipulato con una società dedicata. Dal 1999 il 50% della produzione è biologica e a partire dal 2016 tutta l’azienda viene condotta in Biologico.

Già da tempo vengono utilizzati solo prodotti biologici per la produzione delle uve, perché le sorelle Bruni credono fermamente che il rispetto dell’ambiente è un valore che va salvaguardato con
forza ed impegno. Dall’anno 2013, con il fine di produrre alimenti di alto valore qualitativo sempre con grande attenzione al benessere e alla salute, l’azienda Vetrère ha introdotto la pasta biologica da grano Senatore Cappelli. Sempre in linea con la filosofia aziendale la famiglia Bruni ha completato la filiera produttiva seguendo passo-passo, dalla semina alla produzione della pasta.

La passione delle sorelle Bruni per la tradizione

Il culto della terra e le amorevoli cure che la famiglia Bruni riserva alle proprie uve donano ai loro vini tutti i colori di Bacco: i rossi nobili, i bianchi amabili e i rosati pregiati. Etichette sono il risultato della coltivazione di varietà autoctone di uva: Negroamaro, Primitivo e Malvasia per i rossi; Minutolo e Chardonnay per i bianchi.

Nel pieno rispetto della natura si ottiene “il vino secondo Vetrère”, sintesi felice fra l’identità autentica di un territorio, la sua storia (e la sua cultura) e la passione universale per il nettare di Bacco.

Il fiore all’occhiello : il Minutolo

Questo vino è rappresentativo della volontà, e delle idee della famiglia Bruni , di puntare sul territorio, cercando di farne esprimere tutte le sue potenzialità, tramite le “ricette” tramandate di generazione in generazione.

Il “Minutolo” si esprime al massimo in suoli calcareo argillosi, che
predilige l’esposizione ad Ovest, che per proteggere il suo acino “minuto”, e
soprattutto la sua aromatica e pregiata buccia, si avvolge in una foglia larga. Viene coltivato assicurandogli le condizioni più corrette per la sua crescita, consapevoli che se non coccolato, rischierebbe di non prosperare al meglio. E proprio per trattarlo amorevolmente viene raccolto di notte, per impedire fermentazioni spontanee e che si “stressi” troppo, venendo adagiatoquindi nelle umide e fresche cantine in tufo lasciandolo corroborare e tonificare e garantendone la sua massima espressione aromatica.

L’ azienda vinicola Vetrère apre le sue porte ai tour organizzati per fornire agli eno appassionati un tour fondamentale per poter meglio comprendere, durante la degustazione, il lavoro e la passione che dedichiamo prima alla vigna e poi alla cantina. E’ possibile organizzare visite e degustazioni in cantina tutti i giorni su prenotazione, per poter scoprire i vini, gli olii e le specialità. Solo Durante il periodo estivo è possibile organizzare anche brunch, light lunch, pranzi, aperitivi rinforzati e cene in azienda.




L’impegno di Poste Italiane per la tutela della concorrenza e del consumatore

di REDAZIONE ECONOMIA

Poste Italiane ha adottato una nuova Linea Guida sulla Compliance che definisce la governance, gli strumenti di controllo e le azioni intraprese con l’obiettivo di promuovere la cultura della concorrenza e di garantire il rispetto dei principi e delle regole in materia. La Linea Guida, approvata dal Consiglio di Amministrazione, è stata redatta seguendo le best practice a livello nazionale e internazionale e rappresenta un’ulteriore tappa del percorso di rafforzamento del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi (“SCIGR”) dell’azienda.

La Linea Guida è stata assunta nell’ambito di un più ampio programma di Compliance intrapreso dall’Azienda per la tutela della concorrenza e del consumatore e costituisce una testimonianza dell’impegno del Gruppo verso l’attuazione concreta dei principi di integrità, trasparenza, tutela della concorrenza e del consumatore e della legalità in tutti i contesti di business, valori essenziali su cui si fonda l’identità aziendale.

Definisce inoltre le misure necessarie ad assicurare un’adeguata gestione della materia, fornendo una guida pratica sui comportamenti e sulle regole da seguire in situazioni concrete al fine di prevenire azioni, comportamenti e omissioni che violino le normative in materia di tutela della concorrenza e dei consumatori.

Matteo Del Fante Amministratore Delegato e Direttore Generale di Poste Italiane

L’adozione del Programma di Compliance – commenta Matteo del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italianecostituisce un passo fondamentale all’interno del percorso aziendale che vuole promuovere una cultura fortemente incentrata sulle tematiche di legalità e sul rispetto dei consumatori. L’azienda – aggiunge l’Ad – si impegna quotidianamente per garantire il rispetto delle norme e la tutela su tutto il territorio nazionale dei diritti dei consumatori, nostri stakeholder-chiave”.

Giuseppe Lasco condirettore generale di Piste Italiane

L’adozione volontaria da parte di Poste Italiane di una specifica Linea Guida a supporto della tutela della concorrenza e dei diritti dei consumatori – commenta Giuseppe Lasco, Condirettore Generale di Poste Italiane riflette l’impegno dell’Azienda nel promuovere il rafforzamento continuo del proprio sistema di controllo interno e gestione dei rischi, in linea con i principi di integrità e trasparenza e con il percorso di sviluppo e successo sostenibile che sono alla base dell’identità del Gruppo”.

Il CdA di Poste Italiane ha nominato un Responsabile del Programma che, in virtù delle sue prerogative, ha il compito di assicurare che il Programma sia conforme alla normativa vigente, alle indicazioni delle Autorità antitrust, alle leading practice di riferimento, al contesto organizzativo e di business del Gruppo. Il Responsabile garantisce, in raccordo con le competenti funzioni aziendali, l’adozione delle opportune misure di mitigazione dei rischi per la tutela della concorrenza e del consumatore, nonché l’individuazione e la realizzazione di idonee iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione in materia.




La politica tenga giù le mani dalla Banca Popolare di Bari

di ANTONIO PINTO

Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dopo 5 anni di disinteresse verso 70.000 azionisti truffati e azzerati nei loro risparmi, ha riferito che “la Regione chiede di entrare nel capitale sociale della Banca Popolare di Bari con 60 milioni di euro, per poter dare serenità e certezze agli imprenditori pugliesi che intendono lavorare con questa banca”.

Il rieletto Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano

Questo progetto del Presidente Emiliano è inaccettabile per i 70.000 azionisti e per le loro famiglie per le seguenti ragioni:

1)      il Presidente Emiliano vorrebbe spendere ben 60 milioni di euro pubblici per avere voce in capitolo all’interno della BPB e rischiare così di continuare nello stesso sistema di gestione che ha causato il crollo: ossia soldi prestati a imprese, persone e progetti che non avevano reale merito creditizio, ma avevano solo relazioni giuste. Come giustamente ha dichiarato Visco il Governatore della Banca d’Italia: “L’esperienza delle gestioni bancarie pubbliche è stata spesso caratterizzata per gravi inefficienze nei processi di allocazione delle risorse e inoltre non va dimenticato che più che del supporto di una grande banca pubblica, l’economia italiana beneficerebbe innanzitutto di una pubblica amministrazione efficiente”.

Anche noi pensiamo che la politica dentro una banca genera il rischio di sperperare risorse. E che i soldi pubblici per aiutare davvero le imprese (tutte, non solo quelle vicine al politico di turno), vadano spesi per rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione e renderla amica del cittadino, anche con giusti incentivi economici a favore degli impiegati della Pubblica Amministrazione.

2)      Di chiunque sia la proprietà di una banca, questo non cambia le regole di gestione e di erogazione del credito: pertanto, è irrilevante che vi sia o non vi sia la Regione fra i proprietari. Comunque i soldi potranno esser concessi solo in base alla stringente disciplina vigente e non in base alla discrezionalità della governance.

3)      Il piano industriale attuale, redatto da persone oneste e competenti quali sono i Commissari della BPB, grazie al lavoro di tutte le Associazioni dei consumatori pugliesi, prevede formalmente – fra gli altri elementi – che la nuova governance istituisca un tavolo di conciliazione nel quale esaminare le posizioni degli azionisti truffati, al fine di valutare e risarcire le posizioni di chi dimostri di aver subìto violazioni di regole in sede di vendita delle azioni.

E’ su questa iniziativa che una Regione seria avrebbe dovuto sostenere in tutti i modi gli azionisti. Avrebbe dovuto.

*presidente Federconsumatori Puglia




Arriva il TG di Poste Italiane: una voce nuove per raccontare l’ azienda ed il Paese

Da oggi c’è in onda una nuova voce nel mondo dell’informazione: è Tg Poste, il telegiornale di Poste Italiane da oggi per raccontare l’Italia che cambia. La nascita del canale informativo risponde all’esigenza del Gruppo guidato dall’AD Matteo Del Fante di proseguire la missione di presenza e vicinanza ai propri dipendenti anche nell’informazione e dal desiderio di raccontare ancora più a fondo il Paese che sta vivendo una fase di trasformazione epocale nella vita sociale e nell’economia.

Tg Poste andrà in onda ogni giorno, dal lunedì al venerdì, alle 12 e sarà trasmesso in diretta dai nuovissimi studi di viale Europa a Roma, nella sede centrale di Poste Italiane, e sarà visibile per i dipendenti on demand dalla Intranet aziendale o dalla app NoidiPoste ma a breve gli italiani potranno seguirlo in diretta streaming sulla sezione Postenews.it del sito Poste.it e sugli schermi degli uffici postali.

Il telegiornale darà spazio a tutte le notizie di rilievo nazionale e internazionale integrandole con contenuti aziendali che permettendo alla redazione di parlare con il linguaggio del giornalismo di fatti e persone di Poste Italiane, offrendo così agli oltre 120 mila dipendenti e al Paese una conoscenza approfondita dell’azienda più grande e più capillare d’Italia.

La collaborazione con tutti gli organi di informazione sarà essenziale per il Tg Poste per portare all’interno dell’Azienda, a beneficio di tutti i dipendenti, il valore della conoscenza dei fatti e delle storie del nostro Paese. Tg Poste offrirà contenuti esclusivi con gli strumenti propri del giornalismo: interviste, focus, analisi, reportage, approfondimenti finanziari dedicati ai mercati, all’andamento di Borsa del titolo Poste; ampio spazio sarà inoltre dedicato al racconto dei progetti messi in campo dall’Azienda per realizzare il proprio piano industriale e alle rubriche, dalla cultura al meteo, accanto alle storie dei dipendenti.

Matteo Del Fante A.D. di Poste Italiane

L’idea di dare vita al Tg Poste come strumento di comunicazione diretto e su diversi canali di accesso – spiega Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italiane – è nata per rispondere all’esigenza crescente di informazione e di integrazione dei nostri dipendenti con il mondo dentro e fuori da Poste Italiane, soprattutto in una fase difficile come quella che stiamo attraversando. Tg Poste – conclude Del Fante – rappresenta per noi anche la naturale evoluzione del processo di modernizzazione e digitalizzazione aziendale, grazie alle quali l’azienda sostiene la crescita e lo sviluppo del Paese”.

Giuseppe Lasco, Condirettore Generale di Poste Italiane

In questo scenario di profonda trasformazione abbiamo ritenuto importante dare vita ad un nuovo strumento di comunicazione quotidiano – ha commentato Giuseppe Lasco, Condirettore Generale di Poste Italiane –. Il nostro telegiornale fornirà le notizie più importanti dell’attualità e, al tempo stesso, parlerà di Poste Italiane, del nostro business ispirato ai principi di sostenibilità e centralità del cliente, mettendo in risalto le diverse realtà territoriali, i volti e le storie che raccontano lo strettissimo rapporto tra le donne e gli uomini di Poste con le loro comunità di riferimento e le istituzioni”.

Ai colleghi di TG Poste gli auguri più sinceri di buon lavoro, certi del successo di questa iniziativa fortemente voluta da Del Fante e Lasco..




Bonus pubblicità: da domani è possibile richiedere il credito d’imposta al 50%

L’ Agenzia delle Entrate nella pagina dedicata al servizio ricorda che dal 2018 è stato istituito un credito d’imposta per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

Bonus pubblicità per l’anno 2020

Il decreto legge “Rilancio” è intervenuto sull’impostazione di base ed ha previsto, per il solo anno 2020, che il credito d’imposta sia concesso nella misura unica del 50 per cento del valore degli investimenti effettuati, sempre nel rispetto dei limiti dei regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti “de minimis“. Il credito d’imposta al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, è concesso quindi nei limiti massimi degli stanziamenti annualmente previsti e nei limiti dei regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti “de minimis”.

Quindi per gli investimenti pubblicitari effettuati nel 2020, è venuto meno il presupposto dell’incremento minimo dell’1% dell’investimento pubblicitario rispetto all’investimento dell’anno precedente, quale requisito per l’accesso all’agevolazione.Beneficio questo che è stato esteso anche agli investimenti sulle emittenti televisive nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

E’ stata prevista una nuova finestra temporale nell’ambito di questa innovazione, per l’invio delle comunicazioni per l’accesso al credito d’imposta, dal 1° al 30 settembre 2020,. mentre restano comunque valide le comunicazioni presentate nel mese di marzo 2020.

Il Governo con il decreto legge di Agosto, ha ampliato le risorse sul tavolo iniziamente fissate a 60 milioni dal dl Rilancio, portandole a 85 milioni di cui 50 milioni per gli investimenti sui giornali quotidiani e periodici, anche online  e 35 per quelli sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.
 

Come fruire del credito

Per fruire del credito d’imposta, i soggetti interessati devono presentare:

  • la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, prevista dall’articolo 5, comma 1, del D.P.C.M. n. 90 del 2018, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato  
  • la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” per dichiarare, ai sensi dell’articolo  47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui all’articolo 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018 e, per l’anno 2020, di cui all’articolo di cui all’articolo 57-bis, comma 1-ter, del D.L. n. 50 del 2017.

L’ammontare del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun richiedente è stabilito con provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria (articolo 5, comma 3, del D.P.C.M. n.  90 del 2018), pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento stesso.
Il credito d’imposta riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, che deve essere presentato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

Come presentare la comunicazione  

La comunicazione per l’accesso al credito d’imposta e la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati sono presentate al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, direttamente da parte dei soggetti abilitati o tramite i soggetti incaricati di cui ai commi 2-bis e 3 dell’articolo 3 del D.P.R. n. 322 del 1998.

E’ molto probabile che la stessa agevolazione o agevolazioni simili siano prorogate anche per tutto l’anno 2021.

Noi di Media Company Group abbiamo deciso di affiancare ulteriormente le aziende e di rilanciare con ulteriori sconti che possono portare il vantaggio complessivo fino ad uno sconto totale del 65%, cin un’offerta allettante ed irrinunciabile.

Lo sconto applicato agli investitori pubblicitari del CORRIERE DEL GIORNO sarà proporzionale al pacchetto scelto mentre per usufruire del Credito di Imposta fissato nel Decreto Rilancio per il quale basterà presentare domanda attraverso le modalità indicate – considerando l’intero importo investito nel 2020 – tra l’1 ed il 30 settembre 2020.

Un’occasione unica per integrare e rafforzare la presenza sulle nostre pagine online per le aziende già nostre inserzioniste ed un motivo in più per accedere ai nostri lettori per coloro che ancora non fanno parte della nostra grande famiglia online!

Per richieste di contatto o preventivi potete contattare il nostro ufficio Marketing, scrivendo a : redazione@cordelgiorno.it




Poste Italiane confermata per il secondo anno consecutivo negli indici di sostenibilità FTSE4GOOD

di Redazione Economia

Poste Italiane è stata inclusa per il secondo anno consecutivo nei prestigiosi indici di sostenibilità FTSE4Good che misurano le performance delle aziende sui temi ESG (Environmental, Social and Governance) e sono utilizzati da molti operatori finanziari in tutto il mondo per sviluppare e valutare prodotti focalizzati sugli investimenti sostenibili.

Dopo essere stata inclusa negli indici lo scorso anno per la prima volta , Poste Italiane si conferma tra le aziende più attente ai temi della sostenibilità anche dopo l’ultima revisione degli indici FTSE4Good Europe e FTSE4Good Developed, effettuata dal comitato indipendente di Ftse Russel, con una metodologia estremamente rigorosa basata su 203 indicatori.

Matteo Del Fante, AD del gruppo Poste Italiane

Matteo Del Fante, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Poste Italiane, ha commentato: “La presenza di Poste Italiane negli indici di sostenibilità FTSE4Good è un autorevole riconoscimento del grande lavoro che la nostra Azienda sta portando avanti e premia i traguardi raggiunti nelle prestazioni ambientali, sociali e di governance dalla più grande realtà logistica, assicurativa e finanziaria del Paese. Tale risultato conferma la presenza di una chiara strategia sulle tematiche ESG e di impegni concreti che sono parte integrante degli obiettivi strategici definiti nel Piano “Deliver 2022”.

La conferma negli indici FTSE4GOOD si aggiunge alla presenza di Poste Italiane nel più prestigioso indice borsistico mondiale di valutazione della responsabilità sociale delle imprese come il Dow Jones Sustainability Index World e nel più selettivo Dow Jones Sustainability Index Europe, Euronext Vigeo Eiris, Bloomberg Gender-Equality Index ed Equileap a dimostrazione di un percorso virtuoso nella concreta integrazione delle politiche di business con i principi di sostenibilità.