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18 Agosto 2022 18:07
18 Agosto 2022 18:07

Arrestato poliziotto a Gallipoli, picchiava per gelosia la propria compagna davanti alla figlia

"Cattivo, cosa hai fatto alla mamma? Chiamo i Carabinieri" ripeteva una bambina davanti al compagno della madre che, picchiava la donna quasi quotidianamente dentro casa.

Un agente della Polizia di Stato, originario di Gallipoli, è stato arrestato su richiesta della Pm Rosaria Petrolo e posto ai domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico così come disposto dal Gip Angelo Zizzari, rispondendo delle accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate e minaccia. La misura di custodia è stata confermata dal Gip dopo una prima istanza di scarcerazione depositata subito dopo l’udienza di convalida in cui il poliziotto ha negato gli addebiti. “Cattivo, cosa hai fatto alla mamma? Chiamo i Carabinieri” ripeteva una bambina davanti al compagno della madre che, picchiava la donna quasi quotidianamente dentro casa.

Adesso la richiesta di scarcerazione passerà ora al vaglio del Tribunale del Riesame dove l’avvocato difensore del poliziotto ha già depositato il proprio ricorso. Nel frattempo l’agente ha messo a disposizione della pm Petrolo volontariamente i propri telefoni cellulari per far effettuare un accertamento tecnico irripetibile.

La donna dopo anni di soprusi e angherie ha deciso di denunciare tutto ai Carabinieri sostenendo nella propria denuncia di essere stata picchiata ripetutamente dal compagno-poliziotto che aveva nei suoi riguardi atteggiamenti autoritari e prevaricatori impedendole persino l’utilizzo dei social network. Offese continue, insulti e persino la pretesa di verificare in tempo reale gli spostamenti della donna controllando la fondatezza dei movimenti attraverso la sua posizione gps. Persino episodi di violenza fisica quando un collega di lavoro della donna le aveva fatto delle avances invitandola a cena.

Una violenza fisica e mentale ormai insostenibile che ha indotto la donna persino a rassegnare le dimissioni dal posto di lavoro per l’eccessiva gelosia del poliziotto. L ‘agente avrebbe aggredito la donna in una circostanza nell’ agosto 2021, in quanto non era soddisfatto della pulizia della casa mentre aspettavano degli ospiti per cena. Ma anche poi calci e pugni soltanto perché un collega della sua compagna l’aveva salutata dicendole “Ciao bella, sei arrivata?“.

La donna è dovuta ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale lo scorso 20 gennaio ed il 19 giugno , con prognosi rispettive di dieci e sette giorni. Ma la violenza psicologica sarebbe continuata, secondo quanto denunciato, anche quando la donna decise di abbandonare l’abitazione familiare per fare rientro nel proprio paese di origine. Messaggi e telefonate continue a tutte le ore del giorno e della sera. Secondo il giudice Zizzari, le dichiarazioni della donna superano senza alcun di dubbio, la verifica dell’ attendibilità e credibilità del suo racconto, le dichiarazioni cui hanno trovato riscontro in tali atti d’indagine se si considera che gli atti di violenza si verificavano persino in presenza della figlia piccola.   

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