Voto di scambio mafiosi alle elezioni regionali 2015. 21 arresti in Puglia effettuati dalla DDA di Bari

Voto di scambio mafiosi alle elezioni regionali 2015.  21 arresti in Puglia effettuati dalla DDA di Bari

Concluse le indagini intorno al clan malavitoso barese dei ‘Di Cosola’. Arrestato Armando Giove factotum del politico Natale Mariella, che si presentò alle regionali del 2015 in Puglia nella lista Popolari. a sostegno del governatore Michele Emiliano.

I Carabinieri del Comando provinciale dell’Arma di Bari, guidati dal colonnello Vincenzo Molinese hanno chiuso il cerchio intorno al clan barese dei ‘Di Cosola’ nell’ambito dell’indagine sul presunto voto di scambio mafioso alle elezioni regionali del 2015 in Puglia. Ventuno gli arresti eseguiti dai militari  con 300 uomini impegnati a portare a termine una cinquantina di perquisizioni. I presunti affiliati al clan barese ‘Di Cosola’ avrebbero condizionato in parte l’esito delle consultazioni.

Tutti dovranno rispondere di associazione di tipo mafioso, “scambio elettorale politico-mafioso” e “coercizione elettorale in concorso”. Arrestato anche Armando Giove, di 47 anni, factotum del politico Natale Mariella, che si presentò alle regionali del 2015 in Puglia, che, dopo aver partecipato a diverse riunioni con gli appartenenti al sodalizio, aveva concordato la corresponsione di 50 euro a voto.

L’intermediazione di Giove in favore di Mariella, secondo il racconto del collaboratore di giustizia, avrebbe fruttato al clan circa 28 mila dei 70 mila euro promessi. In relazione a questo reato, nello scorso settembre, erano stati arrestati i primi cinque esponenti del clan. Le indagini che hanno portato al maxiblitz, sono state condotte con l’utilizzo di sofisticate strumentazioni, intercettazioni ambientali e telefoniche.

Le indagini dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, hanno consentito ai Carabinieri coordinati  dai pm antimafia di Bari Carmelo Rizzo e Federico Perrone Capano di poter accertare e documentare come il clan, dopo aver vissuto un difficile periodo, si stesse riorganizzando stipulando alcune “comparanze” con tutti gli altri clan della zona aventi come minimo comune denominatore l’ostilità verso il ‘clan Strisciuglio‘. Grazie a questa strategia il clan Di Cosola stava continuando a imperversare in alcuni quartieri della città di Bari e in molti comuni della provincia, tanto da essere riuscito parzialmente a condizionare le elezioni regionali del maggio del 2015 sostenendo la campagna elettorale, nella sua area d’influenza, di un candidato iscritto nella lista Popolari. a sostegno del governatore Michele Emiliano.

Le indagini si sono basate anche sulle rivelazioni del “pentito” Michele Di Cosola  figlio del noto “capoclan” Antonio, pentitosi anch’egli prima di suo figlio, diventando anch’egli collaboratore di giustizia, che hanno consentito di appurare che i Di Cosola stringendo accordi e vere e proprie ‘comparanze’ con altri clan mafiosi  si stavano riorganizzando, avendo come unico fine comune quello di contrastare al potente gruppo degli Strisciuglio. Proprio grazie a questi accordi, i Di Cosola che  da sempre sono stati molto attivi a Bari controllando i quartieri di Carbonara e Ceglie del campo,  erano riusciti ad espandersi anche in altre zone di Bari e provincia. Ed una delle operazioni di espansione mafioso era stato il parziale condizionamento delle elezioni regionali del 2015.

L’accordo con i “clan” mafiosi prevedeva la corresponsione, puntualmente retribuita, di una somma pari a 50 euro per ogni preferenza procurata dalla malavita in favore del candidato Natale Mariella (e quindi della candidatura a governatore di Michele Emiliano) , e di un anticipo di quasi 30.000 euro. Le prove reperite dagli investigatori hanno anche consentito di dimostrare le intimidazioni esercitate dagli associati ai “clan” nei confronti degli elettori, i quali venivano puntualmente minacciati, con la promessa di 20 euro per ogni voto accordato al politico Mariella , di ritorsione in caso di non adempienza. La campagna elettorale svolta dal clan, sebbene non abbia consentito al Mariella di essere eletto al Consiglio Regionale della Puglia, gli ha però consentito di raccogliere un consistente pacchetto di voti, in tutte le sezioni elettorali garantite dalla malavita barese.

Natale Mariella, candidato nella lista Popolari, a sostegno del candidato presidente Michele Emiliano, è stato nominato nel consiglio della Camera di Commercio di Bari, proprio con decreto firmato dal Governatore Michele Emiliano, che ora si “complimenta”…. con i Carabinieri. “Emiliano non ne sa mai niente….” attaccano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle.

Gli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle nel Consiglio regionale della Puglia, commentano in una nota gli arresti effettuati dai Carabinieri nell’ambito dell’indagine sul presunto voto di scambio mafioso alle elezioni regionali del 2015 in Puglia: “Non si contano più i casi di presunto o meno voto di scambio ad opera di candidati inseriti nelle liste a supporto del Presidente Michele Emiliano e che di fatto, hanno contribuito all’elezione dell’attuale governatore”. E  spiegano : “Era accaduto con lo scandalo che aveva coinvolto il candidato Gianni Filomeno (La Puglia con Emiliano) e con le indagini su ‘lady preferenze’ del centrosinistra Anita Maurodinoia (Pd). Oggi arrivano le manette per Armando Giovecontinuano i grillini nella nota – factotum del politico Natale Mariella, che si presento’ alle elezioni regionali del 2015 in Puglia con la lista ‘Popolari‘. Tutti candidati che per fortuna non sono stati eletti”.

Non possiamo però non segnalare come nonostante le prese di distanza del governatore, ciascuno di questi soggetti o parenti abbia trovato – secondo i consiglieri M5Suna collocazione proprio per mano di Michele Emiliano: Alessandro Cataldo, il cugino del marito di Anita Maurodinoia è stato nominato a capo dell’Adisu e lo stesso Natale Mariella è stato nominato nel consiglio di amministrazione della Camera di Commercio di Bari. Negli stessi banchi della maggioranza di Emiliano – concludono i grillini – siedono consiglieri condannati o rinviati a giudizio che hanno portato altri voti al governatore e chissa’ forse per questo non abbiamo mai sentito dire una sola parola contro queste persone, dall’ex magistrato antimafia Emiliano».

I nomi degli arrestati

1. ANEMOLO Raffaele, del ’62 di Bari, Ceglie del Campo, affiliato;

2. ANGELINI Michele, del ’93 di Capurso (BA),affiliato;

3. BARBERA Angelo, del ’70 di Bari San Pio,affiliato;

4. BATTAGLIA Armando, dell’82 di Bitritto (BA),affiliato;

5. CACCIAPAGLIA Filippo, dell’80 di Capurso (BA),affiliato,

6. CACUCCI Giuseppe, del ’94 di Bari San Pio, affiliato;

7. CARINGELLA Rocco Michele, del ’68 di Bari,affiliato;

8. COLASUONNO Pasquale, dell’88 di Noicattaro,affiliato;

9. DE CARO Francesco, dell’82 di Capurso,affiliato;

10. GIOVE Armando, del ’69 di Bari, collaboratore del candidato Natale Mariella;

11. LA TORRE Michele, dell’86 di Bari Ceglie del Campo,affiliato;

12. LOPRIORE Alessandro, del ’92 di Cellamare (BA),affiliato;

13. LORUSSO Nicola, del ’93 di Bari,affiliato;

14. MAISTO Carmine, del ’74 di Giovinazzo (BA),affiliato;

15. MAISTO Pasquale, del ’79 di Giovinazzo (BA),affiliato.

16. MARINI Massimiliano, del ’90 di Noicattaro (BA),affiliato;

17. MASCIOPINTO Domenico, del ’79 di Bari Ceglie del Campo,affiliato;

18. MASCIOPINTO Domenico, del ’93 di Bari,affiliato;

19. MESECORTO Piero, dell’88 di Giovinazzo (BA),affiliato;

20. PARTIPILO Alfonso, dell’84 di Bari Ceglie del Campo,affiliato;

21. PARTIPILO Cosimo, del ’69 di Bari Ceglie del Campo,affiliato;

22. PARTIPILO Giuseppe, del ’66 di Bari Ceglie del Campo,affiliato;

 

 

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