Vergognosa aggressione a Roma contro i giornalisti de L'Espresso

Vergognosa aggressione a Roma contro i giornalisti de L'Espresso

Giornalisti aggrediti: due denunciati, anche Castellino a cui è stata contestata anche la violazione della sorveglianza speciale

ROMA – Il leader romano di Forza Nuova, Giuliano Castellino, e quello di Avanguardia Nazionale, Vincenzo Nardulli, sono stati denunciati dalla Polizia in seguito all’ aggressione denunciata dal settimanale l’Espresso ai danni di due suoi giornalisti ieri al cimitero romano del Verano. I due sono accusati di minaccia, lesioni personali e violenza privata. Castellino è stato denunciato anche per la violazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza alla quale è attualmente sottoposto.

I due neofascisti sono stati sottoposti a perquisizione domiciliare e denunciati per i reati di minaccia, lesioni personali e violenza privata in relazione all’aggressione subita ieri, al cimitero del Verano di Roma, da un cronista e da un fotografo dell’Espresso nel corso della commemorazione del 41esimo anniversario della strage di Acca Larentia.  Si indaga per identificare gli altri partecipanti alla denunciata aggressione. Secondo quanto ricostruito dalla Questura di Roma , ieri pomeriggio, durante la commemorazione delle vittime di Acca Larentia, otto persone, tra cui Castellino e Nardulli, stavano discutendo animatamente con un collaboratore esterno dell’Espresso perché stava riprendendo le fasi della cerimonia. Inizialmente non ha sporto denuncia poi in serata si è presentato dalla Digos, insieme ad un altro giornalista, denunciando la subita aggressione.

Saluto romano davanti alla sede di Casapound in occasione dei 40anni dalla strage di Acca Larenzia

Nel giorno in cui i militanti nostalgici del Duce ricordavano i morti di Acca Larentia, il giornalista Federico Marconi, collaboratore del settimanale L’ Espresso  e il fotografo Paolo Marchetti, sono stati violentemente aggrediti al cimitero del Verano. Tra gli assalitori c’era anche il capo romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, che nonostante sia sottoposto al regime di sorveglianza speciale si trovava sul luogo infrangendo il divieto imposto.  I neofascisti si sono ritrovati al cimitero romano perché qui c’è il mausoleo in memoria dei loro caduti. Alle 14.30 si erano riuniti membri del movimento neofascista Avanguardia Nazionale insieme a Forza Nuova e Fiamme Nere, per commemorare “tutti i camerati assassinati sulla via dell’onore”. Il riferimento era  anche rivolto ai militanti del Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, del MSI il Movimento Sociale Italiano,  uccisi davanti alla sede Acca Larentia il 7 gennaio 1978.

I colleghi del settimanale L’Espresso erano sul posto per documentare con estrema discrezione quanto stava accadendo , cioè la manifestazione organizzata da un movimento Avanguardia Nazionale, già sciolto negli anni ’70 perché eversivo che costituiva una notizia, e rispetto per il luogo, il cimitero scelto dai neofascisti per la commemorazione . Ma in Italia notoriamente la memoria è corta ed anche Avanguardia può avere illegalmente una seconda vita, e ritagliarsi con arroganza spazio nell’area dell’estrema destra.

Il leader che ha ricostituito Avanguardia è sempre Stefano Delle Chiaie, il maestro di moltissimi giovani neofascisti. E anche nonostante Delle Chiaie non fosse presente, c’erano alcuni grandi vecchi capi del movimento eversivo.

Questi i fatti. Il cronista e il fotografo del settimanale L’ Espresso si trovavano a piazzale del Verano. Dopo il “presente” di rito dei camerati al Mausoleo alcuni esponenti dell’estrema destra si sono avvicinati al fotografo Marchetti e con spintoni e pesanti minacce gli hanno intimato di consegnargli la scheda di memoria della macchina fotografica. L’hanno ottenuta ma non contenti, gli hanno chiesto il documento per identificarlo, tutto ciò senza che le forze dell’ordine intervenissero.

E’ bene ricordare che Castellino è sottoposto ad un Daspo emesso dalla Questura per una somma di vari reati tra i quali resistenza a pubblico ufficiale durante uno sfratto, minacce a manifestazioni anti-migranti, tafferugli durante una manifestazione con i tassisti e ha anche l’obbligo di firma per una maxi-truffa sugli alimenti per i celiaci ai danni del Servizio sanitario nazionale , per la quale è stato anche arrestato.

Un altro gruppo di estremisti ha accerchiato il giornalista Federico Marconi al grido “L’Espresso è peggio delle guardie”  . Tra di loro il capo di Forza Nuova Roma, Giuliano Castellino, incredibilmente libero di muoversi come se nulla fosse nonostante sia un “sorvegliato speciale” per la giustizia italiana. La sua presenza’ probabilmente è stata la causa dell’aggressione. Perché i giornalisti avrebbero di fatto documentato la sua presenza e quindi la piena violazione della restrizione a suo carico.

Castellino si è avvicinato al collega Marconi e lo ha preso per il collo. Altri lo hanno spintonato, tirandogli anche un calcio sulle gambe e una serie di schiaffi. Ed il capo di Forza Nuova insieme a uno vecchio militante di Avanguardia Nazionale ha sequestrato al giornalista il cellulare cancellando le foto ed il video della giornata, ma anche il suo portafoglio per identificarlo. Tutto ciò non è stato hanno restituito fino a quando non sono intervenute le forze dell’ordine che a distanza seguivano l’aggressione pressochè disinteressati, Gli agenti, dopo aver calmato gli animi, hanno quindi accompagnato il giornalista all’esterno del cimitero, per evitare che la situazione potesse degenerare. “Inoltre, a specifica richiesta degli operanti – si legge in una nota della Questura di Romal’uomo dichiarava di non aver subito alcuna minaccia o lesione“. In serata, però il collega Marconi, che è stato refertato  per alcune contusioni, si è presentato dalla Digos, insieme ad un collega, denunciando l’aggressione e i danni subiti.

 

 

Una violenza indegna di uno Stato democratico, che non può accettare la presenza di gruppi politici come Forza Nuova, CasaPound e Avanguardia Nazionale che si rifanno sfacciatamente al Ventennio fascista . “Ed ora come giornalisti e come cittadini  – scrive il settimanale L’ Espresso –  ci aspettiamo una dura reazione del Viminale  che vada ben oltre la semplice dichiarazione di Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno all’agenzia Dire alle 18.48 ha detto: “Il posto giusto per chi mena le mani è la galera. Cercheremo di capire perché uno di loro, che è sottoposto a un regime di sorveglianza speciale, era in libertà“.  Il titolare del Viminale è intervenuto con annoiate frasi di circostanza sul gravissimo episodio ore dopo e solo perché sollecitato .

“Al popolo italiano di quello che scrivono e affermano i pennivendoli di regime poco interessa“, ha commentato Castellino,  l’autore dell’aggressione a cose fatte: una rivendicazione che non può e non deve lasciare indifferente il titolare del Viminale, che ha per legge il dovere di garantire la sicurezza di tutti, compresi i giornalisti, e sopratutto  il rispetto delle regole della Costituzione repubblicana che è antifascista.

La direzione, redazioni e collaboratori del nostro quotidiano, è vicina e solidale ai nostri colleghi del settimanale L’ ESPRESSO, ribadendo con forza il nostro diritto di fare informazione, e pretendendo che la Magistratura, le istituzioni e le Forze dell’ ordine esercito il proprio a ruolo a tutela di diritti previsti anche dalla nostra Costituzione.

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