Veneto Banca, la lista dei cento debitori che hanno svuotato le casse portando al crac . Presenti il gruppo Matarrese e Degennaro di Bari

Veneto Banca, la lista dei cento debitori che hanno svuotato le casse portando al crac . Presenti il gruppo Matarrese e Degennaro di Bari

Sono oltre 3.600 tra azionisti e risparmiatori di Veneto Banca, oltre a Consob, Bankitalia ed associazioni di consumatori, chiederanno di costituirsi parti civili nel procedimento che vede undici tra ex responsabili di Veneto Banca e manager accusati di ostacolo alle attività di vigilanza tra il 2012 ed il 2014.

ROMA – Fra i titolari delle società che hanno svuotato le casse dell’istituto di credito grazie alla “complicità” degli amministratori i quali hanno fatto erogare prestiti e finanziamenti senza le dovute necessarie garanzie. Ammonta a 8 miliardi e 450 milioni di euro il “buco” nelle casse di Veneto Banca con 4 miliardi e 235 milioni dovuti alle “sofferenze” e oltre 4 miliardi dovuti alle “inadempienze”.

Un vero e proprio fiume di denaro che ha causato il “crac” della banca e portato alla richiesta di rinvio a giudizio per l’ex presidente Flavio Trinca e l’amministratore delegato Vincenzo Consoli,  e altri nove manager. L’elenco acquisito dalla Commissione parlamentare dimostra quanto estesa fosse la “rete” di clienti che hanno potuto godere di trattamenti particolari senza fornire alcuna vera “copertura”.

Nel corso dell’ audizione alla Commissione bicamerale sulle banche, presieduta dall’ On. Pier Ferdinando Casini , il procuratore capo di Roma,  Giuseppe Pignatone ha rivelato che l’indagine è scaturita grazie alle segnalazioni effettuale dalla direzione Vigilanza di Banca d’ Italia. Risulta infatti che sono state due ispezioni effettuate il 15 aprile ed il 9 agosto 2013 a portare all’attenzione dei magistrati della Capitale il dissesto di Veneto Banca, con i 350 milioni di euro di finanziamenti messi a disposizione soltanto a chi aveva sottoscritto dei contratti Acr e a chi si trovava in una condizione di conflitto di interessi.

Il procuratore Pignatone ha  illustrato il “giudizio in prevalenza sfavorevole” dei due documenti di Bankitalia, che hanno acceso i fari sui “frequenti finanziamenti (…) in favore di esponenti che versano in conflitti di interesse”, ma soprattutto ed in particolar modo verso soggetti che utilizzavano parte di quei finanziamenti per acquistare azioni della banca.

I vertici di Veneto Banca hanno accontentato le richieste “allegre”… di finanziamento della famiglia Matarrese e quelle dei Degennaro. Ma quella che ha destato sospetti maggiori sono quei finanziamenti che in realtà appaiono come una vera e propria partita di giro. È il caso dei 36 milioni e 700 mila euro concessi al Fondo Litheia, controllato dalla stessa banca. Ma anche dei quasi 40 milioni di euro elargiti a Pietro D’Aguì, nel novembre del 2015: l’ex manager di Banca Intermobiliare è attualmente imputato con i vertici dell’istituto di credito, per aggiotaggio ed ostacolo alla Vigilanza di Banca d’ Italia e Consob , il quale ha presentato negli ultimi tre mesi due esposti contro Bankitalia alla Procura di Roma. Adesso sarà Consoli , che ha già fornito alcune spiegazioni ritenute non credibili , che dovrà chiarire ai magistrati perché decise di finanziarlo.

Oggi si è tenuta la prima udienza preliminare al vaglio del gup Lorenzo Ferri per il disastro finanziario di Veneto Banca ,  che è slittata all’11 dicembre prossimo per un difetto di notifica riguardanti Vincenzo Consoli, ex ad e principale imputato, e Flavio Marcolin, ex responsabile degli affari societari e legali. La raccolta delle richieste di costituzione di parti civili e le eventuali obiezioni a queste legate occuperanno le udienze dell’11 e del 19 dicembre. La decisione di processo o meno da parte del Gup è prevista per il prossimo 9 marzo 2018.

Sono oltre 3.600 tra azionisti e risparmiatori di Veneto Banca, oltre a Consob, Bankitalia ed associazioni di consumatori, chiederanno di costituirsi parti civili nel procedimento che vede undici tra ex responsabili di Veneto Banca e manager accusati di ostacolo alle attività di vigilanza, tra il 2012 ed il 2014, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sul tracollo finanziario dell’istituto di credito.

L’indagine è stata avviata dal procuratore aggiunto Rodolfo Sabelli e dai  pm Stefano Pesci e Sabina Calabretta della Procura di Roma che hanno coordinato il lavoro svolto dagli investigatori del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza. Alla valutazione del Gup  l ’attività d’indagine delle Fiamme Gialle che hanno riempito migliaia di pagine, tra intercettazioni telefoniche ed analisi finanziarie che hanno rivelato le ipotesi accusatorie di avvenuti accordi illeciti. Insieme a Trinca e Consoli sono imputati anche Stefano Bertolo responsabile della direzione centrale amministrazione (dal 2008 al 2014) , Flavio Marcolin, ex responsabile degli affari societari e legali della Banca, Pietro D’Aguì, un ex manager di Banca Intermobiliare, Gianclaudio Giovannone, titolare della Mava SS, Mosè Fagiani, responsabile commerciale dal 2010 al dicembre 2014, e Massimo Lembro, all’epoca capo della Direzione Compliance di Veneto Banca.

 

image_pdfimage_print
Please follow and like us:

Ti piace il Corriere del Giorno ? Fallo sapere !