Terrorismo: un fermo e un’espulsione a Bari

Terrorismo: un fermo e un’espulsione a Bari

Alle fasi operative, nel cui ambito sono state effettuate anche alcune perquisizioni nel foggiano, hanno preso parte anche i reparti speciali dei Nocs della Polizia di Stato , in ragione del profilo di pericolosità del Sadraoui, desumibile dalla detenzione di una pistola e dai suoi collegamenti con ambienti legati alla criminalità locale

ROMA – Nell’ambito dell’attività di prevenzione e contrasto al terrorismo internazionale attuata dalla Polizia di Stato, la DIGOS della Questura di Bari  con la collaborazione delle DIGOS  di Foggia e Padova, coordinate della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/UCIGOS hanno effettuato e concluso l’operazione di polizia denominata“BARAKAAT”.

Le indagini dirette dai pm della Dda di Bari Giuseppe Gatti e Lidia Giorgio , con il supporto della Procura della Repubblica di Foggia, sono state avviate nel 2016, nei confronti dell’indagato tunisino Kamel Sadraoui, di 34anni, regolarmente residente in provincia di Foggia. L’operazione, tesa a prevenire e a debellare il fenomeno dei cosiddetti lupi solitari ispirati dal Daesh/Isis, ha portato lo scorso 5 maggio all’esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere, per il reato di apologia del terrorismo, nei confronti del detto Sadraoui. Il provvedimento è stato depositato dal Tribunale della Libertà di Bari in data 14 parile 2017, in accoglimento dell’appello del Pubblico Ministero avverso l’iniziale ordinanza di rigetto da parte del GIP del Tribunale di Foggia, che aveva escluso la configurabilità del delitto di apologia.

 

 

Avvalendosi di sofisticate tecniche di monitoraggio del web, in particolare dei social media, gli investigatori hanno documentato come il cittadino tunisino fosse impegnato in attività di propaganda dello Stato Islamico tramite la pubblicazione su Facebook di video e post di esaltazione delle azioni compiute dalle milizie della stessa formazione terroristica. Sadraoui, peraltro, era solito accompagnare i documenti di propaganda con la frase “Lo Stato Islamico sopravviverà”. Nel medesimo contesto è stato accertato che l’estremista tunisino, durante una conversazione, aveva esaltato la figura dell’attentatore dei mercatini di Natale di Berlino.

Pertanto, all’esito delle indagini  che hanno anche documentato la detenzione illegale da parte dell’indagato di un’arma da fuoco  l’8 febbraio 2017 gli uomini dell’Antiterrorismo della Polizia di Stato hanno eseguito il fermo disposto dal Procuratore distrettuale di Bari nei confronti del tunisino per il reato di apologia del terrorismo attraverso le sue attività di propaganda su Internet

Alle fasi operative, nel cui ambito sono state effettuate anche alcune perquisizioni nel foggiano, hanno preso parte anche i reparti speciali dei Nocs della Polizia di Stato , in ragione del profilo di pericolosità del Sadraoui, desumibile dalla detenzione di una pistola e dai suoi collegamenti con ambienti legati alla criminalità locale, oltre che dai suoi contatti sul web con soggetti attestati su posizioni filo-jihadiste.

Nel corso dell’attività investigativa è emersa anche quale figura di interesse, quella del fratello del fermato B. Sadraoui di anni 32 (titolare di permesso di soggiorno per motivi di lavoro emesso dalla Questura di Foggia), il quale aveva manifestato nel web analoghe posizioni filo-jihadiste. Nelle intercettazioni telefoniche diffuse dalla Polizia si sente lo scarrellamento della pistola da parte di un uomo che dice: “L’arma che ho sta sempre carica… ci sono 30 colpi nel kalashnikov

 

 

Quest’ultimo, rintracciato l’8 maggio scorso dalla DIGOS di Padova, è stato poi espulso il successivo 13 maggio, perché pericoloso per la sicurezza, in esecuzione di provvedimento emesso dal Prefetto di Padova sulla base degli elementi informativi acquisiti a suo carico nelle indagini baresi.

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