“Taranto Mani Pulite”: ecco quello che Romandini candidato sindaco non vi racconta…

“Taranto Mani Pulite”: ecco quello che Romandini candidato sindaco non vi racconta…

Romandini è stato condannato in 1° grado ad un anno con interdizione dai pubblici uffici , ed il suo reato in appello si è prescritto e quindi la Corte di Appello di Lecce non ha potuto far altro che dichiarare l’intervenuta prescrizione del reato , che giuridicamente non è un assoluzione.

di Antonello de Gennaro

Chi segue e legge il nostro quotidiano online che nei prossimi giorni si appresta a compiere il suo terzo compleanno, nonostante più di qualcuno compreso un sindacalista abbia cercato di farci chiudere con una marea di denunce, puntualmente archiviate, abbiamo sempre offerto ai nostri lettori un’informazione diversa, completa e qualificata, che non ha mai subito smentite a quanto abbiamo sinora scritto e documentato, e conosce ormai il nostro principio: i documenti innanzitutto.

Mentre altri si limitano a interpretare, esaltare, censurare la verità, con degli strumentali “virgolettati”, il CORRIERE DEL GIORNO  ha sempre pubblicato tutti i documenti integrali consentendo ai propri lettori una documentazione completa, quindi veritiera ed affidabile in quanto documentata a 360 gradi. E questo ha dato fastidio a molti, compreso qualche magistrato che per fortuna in queste ore sta inscatolando le proprie carte per lasciare il proprio incarico, lasciandosi dietro una pletora di amici e consulenti che da mesi ormai vagano smarriti alla ricerca di nuove “protezioni”.

Era il 22 novembre 2014 quando il CORRIERE DEL GIORNO  pubblicava, unico organo di stampa, la notizia relativa alla condanna ad un anno di carcere ed interdizione dai pubblici uffici emanata dal Tribunale di Taranto nei confronti di Luigi Romandini, un’ex dirigente della Provincia di Taranto, ora andato in pensione. Per ironia della sorte quello stesso giorno il noto programma televisivo Le Iene (Italia1-reti Mediaset) aveva mandato in onda all’interno di un servizio realizzato a Taranto sull’ ILVA un’ intervista a Romandini che costui ha sinora utilizzato come “passepartout” mediatico nella sua ridondante campagna elettorale, dove probabilmente sta spendendo tutti i soldi del suo TFR il trattamento fine rapporto, cioè la liquidazione ricevuta dalla PROVINCIA DI TARANTO.

Ma i poveri amici delle IENE, che peraltro non sono dei giornalisti, come ad esempio i nostri colleghi di REPORT, e sopratutto hanno preso spesso e volentieri delle grandi cantonate, non potevano sapere di questa condanna mentre lo intervistavano. Infatti, qualche giorno prima, e per la precisione il 20 novembre 2014 il collegio del Tribunale di Taranto composto dai giudici Fulvia Misserini, Alessandro Romano ed Elvia Di Roma, aveva condannato Romandini , confermando le accuse dalla Procura della Repubblica di Taranto, di aver intenzionalmente procurato un ingiusto vantaggio economico all’imprenditore Vito Fasano (condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione) oggi 87enne, napoletano trapiantato a Taranto molti anni fa,  in qualità di rappresentante legale della  RARE srl società che, secondo il dr. Pietro Argentino procuratore aggiunto della Procura di Taranto, società che avrebbe effettuato a suo tempo  “attività di raccolta recupero e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da materiale edile, da scavo ferroso, sabbia e fresato stradale per un quantitativo superiore a 85mila tonnellate in mancanza della prescritta autorizzazione”  previa presentazione di documentazione “taroccata” alla Provincia di Taranto, e firmata da Luigi Romandini  ottenendo in tal modo grazie all’ex funzionario pubblico un illecito vantaggio economico. Ed eccovi la sentenza emessa dal Tribunale di Taranto:

Romandini sentenza penale A-ilovepdf-compressed

La responsabilità addebitata a Luigi Romandini  dal pm Pietro Argentino procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Taranto,  riconosciuta e fatta propria dal collegio giudicante del Tribunale , è stata quella di aver rilasciato alla società del Fasano, attraverso una determina dirigenziale “autorizzazione allo scarico delle acque meteoriche con il metodo della  subirrigazione“.

Tutto ciò però presentava delle illegalità, in quanto “l’istanza di rinnovo fosse stata presentata oltre il termine previsto dalla normativa” e la circostanza non irrilevante (in realtà fondamentale) che l’impianto della società RARE srl  dell’ Ing. Fasano “non fosse idoneo a a captare l’intera massa delle eventuali precipitazioni piovose” e che non tutta “l’aerea aziendale fosse dotata di di pavimentazione e di un idoneo sistema di canalizzazione a raccolta delle acque meteoriche, disattendo anche le prescrizioni del Comitato Tecnico“.

Romandini sentenza penale SMALL

Nei giorni scorsi il Romandini in un suo video pubblicato sulla sua pagina elettorale sul socialnetwork Facebook, mi ha diffamato sostenendo che il sottoscritto avrebbe ricevuto una sua denuncia ed un rinvio a giudizio per “stalking” e “diffamazione”, in quanto siamo stati l’unico giornale che ha pubblicato a suo tempo la notizia della sua condanna in 1° grado, dichiarando (letteralmente) su Facebook quanto segue:  “da alcuni giorni sono nuovamente il bersaglio di attacchi, di montature, di diffamazione che finiranno presto nelle aule del Tribunale e che hanno già portato al rinvio a giudizio per diffamazione e stalking nei miei confronti un determinato personaggio“.

Sarà Romandini  adesso a dover comparire molto presto dinnanzi alla Procura e successivamente al Tribunale di Roma per diffamazione, in quanto dopo aver chiesto ed ottenuto certificazione dal Registro delle notizie di reato di Taranto ai sensi dell’art. 335 C.P. , non risulta alcuna denuncia del dr. Romandini  nei miei confronti.

Ecco di seguito il provvedimento di interdizione nei confronti di Luigi Romandini, applicato e disposto dalla Provincia di Taranto, a seguito della sua condanna del Tribunale di Taranto  :

Disposizione Romandini Interdizione

Nei giorni scorsi persino la moglie di Romandini sui social network si era unita al “carrozzone delle bugie” sostenendo che la sentenza di condanna di suo marito “è stata riformata in appello. E persino lo stesso Romandini, in un’intervista  (in ginocchio… e poco qualificata) apparsa su un “foglietto” settimanale pubblicato a Martina Franca e distribuito gratuitamente, alla domanda  dell’ anonimo intervistatore, poco competente in materia giudiziaria, che gli chiedeva : “in coincidenza con la notizia della sua candidatura sono nuovamente circolate notizie su una sua condanna per abuso d’ufficio. Dottor Romandini crede che questo possa nuocere alla sua affermazione elettorale?”  Romandini così rispose affermando circostanze contrarie al vero  

Preciso che sono stato prosciolto in Appello lo scorso anno e per questo quella vecchia condanna è stata cancellata. Gli elettori non sono stupidi e non si fanno influenzare da macchinazioni così grossolane“.

In realtà sul casellario giudiziale quella condanna permane, a meno che il Romandini non voglia documentare il contrario, e siamo quindi a disposizione di eventuali rettifiche e repliche, accompagnate dalla dovuta necessaria documentazione probatoria di tale presunta (millantata) sentenza di proscioglimento in appello. Anche perchè in appello non si può ottenere  alcun “proscioglimento” secondo quanto prevede il Codice di procedura penale, ma bensì una sentenza di riforma o conferma della sentenza di 1° grado.

Alcuni candidati delle liste Romandini, fra cui una giovane avvocatessa, poco informata (a dir poco…) sul social network Facebook, hanno sostenuto nei giorni scorsi che Romandini sarebbe stato “prosciolto” ma così non è mai avvenuto. Infatti Romandini è stato condannato in 1° grado ad un anno con interdizione dai pubblici uffici , ed il suo reato in appello si è prescritto  e quindi  conseguentemente la Corte di Appello di Lecce non ha potuto far altro che dichiarare l’intervenuta prescrizione del reato , che  giuridicamente non è un assoluzione. Forse qualche azzeccagarbugli dovrebbe tornare sui libri di scuola e studiare meglio il Codice Penale.

Se il dottor Romandini avesse realmente desiderato e sperato una sentenza di assoluzione in secondo grado  avrebbe dovuto rinunciare alla prescrizione, e se la sua sentenza di condanna fosse stata riconfermata (come sarebbe accaduto al 100%) avrebbe dovuto sperare successivamente in una sentenza definitiva della Corte di Cassazione.  Ma tutto questo conseguentemente gli avrebbe impedito l’attuale inutile candidatura. Più facile portare a casa una prescrizione, e prendere in giro la gente.

Romandini non ha fatto i “conti” con il nostro giornalismo: sempre dalla parte del lettore. Al contrario di qualche “pennivendolo” tarantino a cui non resta altro che lavorare a gettone, cercando una ringhiera dove aggrapparsi…

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