Taranto F.C. 1927 un “bancomat” campano al servizio di Fabrizio Nardoni ?

CdG Nardoni

Martedì scorso presso lo studio di un notaio tarantino è ricominciata la “colonizzazione” del Taranto calcio che dopo la gestione deludente dell’ assessore regionale  Fabrizio Nardoni, caratterizzatasi solo per i deludenti risultati agonistici ed i debiti gestionali e le perdite di bilancio, è passata nelle mani dei fratelli Campitiello, nota famiglia di Pagani, proprietari della Jomi spa, azienda di salumi nata negli anni ’90 in provincia di Salerno, che hanno rilevato il 51% della squadra jonica.

Non ci piace e non è giusto criticare qualcuno ancor prima di poter analizzare i risultati sportivi e l gestione societaria, motivo per cui preferiamo occuparci di Fabrizio Nardoni. Presidente della sezioni edili della Confindustria di Taranto, Nardoni nel 2013 è stato “nominato” (cioè non eletto)  assessore regionale all’ agricoltura dal suo padrino politico Nichi Vendola, portando con se in SEL il suo collaboratore Angelo Lorusso, diventato recentemente responsabile provinciale del movimento politico di Vendola, il quale gestisce Formare Puglia associazione senza lucro fondata nel 2010 che organizza corsi di formazione professionale autorizzati, riconosciuti e finanziati guarda caso dalla Regione Puglia proprio dal 2013. Cioè l’anno dell’ingresso di Nardoni nella giunta regionale. I casi della vita……

Moglie del Lorusso la giornalista Luisa Campatelli, che valorosamente… nello scorso dicembre si è dimessa dalla direzione del “Corriere diGiorno di Puglia e Lucania” ben sapendo della loro stessa richiesta di liquidazione coatta (procedura del diritto fallimentare)  e dell’imminente chiusura regolarmente avvenuta a marzo 2014, decretata dal commissario liquidatori nominato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Qualcuno a questo punto potrebbe chiedersi: ma cosa c’entra tutto questo con il Taranto calcio ? C’entra cari lettori e cercheremo di farvelo capire mettendo insieme tutte le tessere del mosaico predisposto da Nardoni che cova in seno l’ambizione nota a tutti di essere il prossimo Sindaco di Taranto. Sensazioni di leggera follia, o sogni da neo-politicante ? Fra qualche mese, il miglior giudice del caso, cioè il tempo ce lo dirà.

Appena eletto Presidente del Taranto F.C. 1927, Nardoni dichiarò al settimanale EXTRA: “«Chi è nato a Taranto o anche solo vissuto qualche anno in questa meravigliosa e contraddittoria città, non può non lasciarsi contaminare dalla passione per i colori rosso-blù. Prima della squadra, paradossalmente a Taranto vengono i tifosi: quelli che conservano la memoria di una società che da sempre è stata laboratorio di esperienze, successi, grandi talenti ma purtroppo anche grandi tradimenti e delusioni. Un rapporto d’amore travagliato e forse proprio per questo vissuto visceralmente, senza freni, senza tatticismi. Un tifoso del Taranto segue la sua squadra sempre, anche quando lo costringe a retrocessioni o campi improbabili. Così io ne sono diventato Presidente, più per passione che per calcolo. Ma sono solo la punta più esposta, il centravanti per usare una metafora calcistica, di un collettivo, di una squadra. In realtà a sorreggere la squadra ci sono ben 130 appassionati (tra i soci diretti e i 100 della Fondazione Taras) come me». Un discorsetto fatto con il violino, in cui Nardoni parlava di “tradimenti”. resta da capire da parte di chi.

Ma l’intervista di EXTRA riserva delle sorprese postume. Continuava cosi:

Ultimamente ha annunciato di vendere le quote di azienda di sua proprietà per evitare qualsiasi tipo di conflitto di interessi. Un gesto lodevole, non molto in voga nell’italico costume. Ci lasci pensare a male: è una decisione legata all’attuale crisi edilizia? 
«Da alcuni anni ormai avevo diversificato la mission imprenditoriale della mia società. La crisi e la recessione economica è innegabile, hanno attraversato anche parte del mio business, ma posso dire con molta umiltà che l’azienda che portava il mio nome aveva un fiorente mercato e buone commesse. Un patrimonio di grande valore non solo economico che, infatti, non ho avuto difficoltà a vendere proprio perché molto appetibile e ben posizionato sul mercato. La cosa più difficile non è stata questa però. E’ stata la trattativa con cui ho chiesto garanzie per tutte le persone che in tutti questi anni avevano lavorato con me. E’ il risultato più importante che ascrivo a me stesso in questa vicenda: aver dato sicurezza e futuro a tutte quelle famiglie».

Piccolo particolare è che a noi risulta invece le attività edilizie di Nardoni siamo proseguite tranquillamente, altro che vendere quote di azienda di sua proprietà.  Ma questo particolare a Fabrizio Nardoni non glielo chiede mai nessuno…..

Lo scorso 22 giugno 2014 Nardoni in una conferenza stampa annunciava la sua volontà di lasciare la compagine calcistica di cui è stato sinora Presidente perchè “Tifosi e Fondazione Taras mi chiedono di lasciare. Pronto a farlo per il bene del Taranto”. Ma si dimentica di rendere pubblico a quanto ammontava l’indebitamento della società e la sua esposizione personale. Numeri utili e dovuti sopratutto per chi ricopre una carica pubblica “per nomina” diretta. Eccovi il grafico ufficiale delle ultime elezioni regionali del 2010 in Puglia. Nardoni non è stato eletto in consiglio regionale dai tarantini, che gli preferirono un altro candidato

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Che Nardoni in realtà non abbia mai voluto lasciare il Taranto calcio, era palese. I fratelli Campitiello sono validi imprenditori e lo hanno dimostrato nei loro oltre 20 anni di carriera imprenditoriale, ma il loro interesse per Taranto puzza tanto di conflitto interesse con l’ Assessorato all’ Agricoltura retto da Fabrizio Nardoni. Sia chiaro, non vogliamo alimentare alcun sospetto di illegalità, ma dubitare è lecito. Lo insegnava Giulio Andreotti ultimo interprete della massima di Cartesio “Cogito ergo sum

Le voci ricorrrenti in città sul fatto che Nardoni che si sta preparando alle prossime elezioni comunali, in cui vorrebbe fare addirittura il Sindaco, sono un dato di fatto. Alcuni partecipanti alle trattative per il rimpasto della giunta comunale guidata dal sindaco Ippazio Stefàno, ci hanno raccontato che l’assessore regionale abbia fatto (inutilmente) il diavolo a quattro pur di riuscire a strappare un posto da assessore in giunta per il suo braccio destro Angelo Lorusso o per sua moglie Luisa Campatelli, la riadattata versione tarantina di “Olinda e Rosa” come ironicamente Vittorio Feltri soprannominò Alessandro Sallusti e la sua Danielina Santanchè.

Ma le circostanze del 2013…non finiscono qui. La “banda Nardoni” (si ironizza chiaramente) apre un sito semi sconosciuto il Giornale di Taranto dove “ricevono e volentieri pubblichiamo” numerosi articoli della Campatelli, la quale per paura di perdere la cassa integrazione, che tutti i giornalisti come lei soci-dipendenti della Cooperativa 19 Luglio aspettano e sperano (e voci bene informate dicono, vanamente) dal Ministero competente, preferisce farsi “ospitare” i suoi articoli chiaramente tutti inneggianti al trio Lorusso-Nardoni-Vendola. Che si fa per amore…ed anche per disoccupazione ! Dimenticavamo: non cercate il nome del direttore del sito che è registrato come testata giornalistica. Non compare…

Ma abbiamo qualcosa di comico. Un articolo (vedi qui) dal titolo pataccaSi è tenuto il 17 dicembre il preannunciato incontro del Presidente del Consiglio Regionale Introna con giornalisti del Corriere del Giorno dopo assurda ipotesi licenziamento. Per protesta si era dimessa il Direttore Luisa Campatelli“. Leggete con i vostri occhi il contenuto. Perchè patacca ? Semplice ! La liquidazione coatta l’avevano chiesta gli stessi giornalisti guidati dalla Campatelli

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decreto gazzetta ufficiale

E questa gente doveva salvare il Corriere del Giorno di Puglia e Lucania, il Taranto F.C., la città di Taranto ? Tarantini aprite gli occhi…la Guardia di Finanza lo ha già fatto da tempo.

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