Taranto come Gomorra ? Al funerale del pregiudicato Axo un corteo senza rispetto per le norme di legge


Schermata 2016-03-02 alle 00.32.50La Questura di Taranto
ha dovuto impiegare ieri i propri uomini per condurre e scortare la bara di Giuseppe Axo, il pregiudicato 32enne ucciso per una vendetta personale a colpi di mitraglietta Skorpion nel quartiere Salinella, mentre cercava di scappare all’agguato mortale. Secondo voci raccolte il Prefetto e la Questura di Taranto avrebbero vietato in un primo momento un corteo funebre, probabilmente terrorizzati dal rischio di un nuovo “caso Casamonica“,e per evitare problemi avrebbe fatto salire a bordo del carro funebre dei propri poliziotti, facendo anticipare e seguire il mezzo che trasportava la bara, da due macchine “civetta” con i lampeggianti.

Ma tutto ciò non è bastato a replicare nell’ultimo saluto da Axo un corteo funebre in stile “Gomorra”, composto da una marea di oltre cento motociclette e ciclomotori con i conducenti (ed i trasportati sul sellino)  “rigorosamente” senza casco che,  partito dall’ Ospedale SS. Annunziata, si è diretto in direzione della Bestat, attraversando via Plateia, sfilando strombazzando con i clacson dinnanzi alla silente e cieca Polizia Municipale di Taranto che si è ben guardato dal fermare qualcuno ed applicare le norme del Codice della Strada.

Schermata 2016-03-02 alle 00.06.46Nel frattempo i due fratelli fermati per l’omicidio di Giuseppe Axo,  sono stati interrogati nel pomeriggio odierno dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Taranto dr.ssa Vilma Gilli, che ha convalidato e confermato  la custodia in carcere. Nel corso dell’interrogatorio i Bruno hanno confermato la versione dei fatti raccontata agli investigatori ed al pm dr. Maurizio Carbone. Il 34 enne Antonio Bruno, il più grande dei due fratelli-sicari, ha raccontato  di essere stato lui a sparare con una mitraglietta cal. 7.65  Skorpion (la stessa arma con cui fu ucciso dalla Brigate Rosse Aldo Moro e la sua scorta) sostenendo di aver incrociato casualmente Axo, con il quale non correva buon sangue, in quanto era solito litigare e picchiare i due fratelli.

Secondo quanto emerso dall’interrogatorio, addirittura la prima aggressione di Axo nei loro confronti sarebbe riconducibile ad oltre dieci anni fa. Antonio Bruno difeso insieme a suo fratello dall’avv. Adriano Minetola, ha fornito una ricostruzione dei fatti con delle  dichiarazioni che escludono, per ovvia strategia difensiva pre-processuale  a negare ed  escludere la premeditazione e quindi a scagionare il fratello minore Francesco, il quale era stato picchiato da Giuseppe Axo proprio nei giorni scorsi e aveva subito la frattura del setto nasale. Allo stato attuale i due fratelli Bruno sono accusati di concorso in omicidio premeditato, tentato omicidio, detenzione e porto di arma da guerra e ricettazione aggravata dell’arma del delitto, che hanno fatto ritrovare l’arma nascosta insieme ad una parrucca dietro un cespuglio di via Ancona.

Attualmente le dichiarazioni rese all’ Autorità Giudiziaria dei due fratelli , sono però al vaglio degli inquirenti, che stanno procedendo a disporre tutte i necessari accertamenti scientifici.