Taranto. Cobas e Liberi pensanti a processo

Taranto. Cobas e Liberi pensanti a processo

Tra gli imputati vi sono due coordinatori dello Slai Cobas, Ernesto Palatrasio e Margherita Calderazzi, e l’ex sindacalista della FIOM Cataldo Ranieri, operaio Ilva, uno dei portavoce del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti.  Le indagini compiute dalla Digos della Questura di Taranto con il contributo delle immagini filmate hanno permesso agli inquirenti di individuare i presunti autori dei disordini, evidenziandone i diversi profili di responsabilità penale.

ROMA -La prima udienza del processo è fissata per il 5 aprile 2018. Il gup del Tribunale di Taranto Paola Incalza ha rinviato a giudizio 15 persone in relazione ai disordini provocati il 29 luglio 2016, in occasione della partecipazione dell’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi alla cerimonia di inaugurazione del secondo piano del museo nazionale archeologico Mar.Ta. nel capoluogo jonico. Tra gli imputati vi sono  Ernesto Palatrasio e Margherita Calderazzi due coordinatori dello Slai Cobas, e l’ex sindacalista della FIOM Cataldo Ranieri, operaio Ilva, uno dei portavoce del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti.

Le indagini compiute dalla Digos della Questura di Taranto con il contributo delle immagini filmate hanno permesso agli inquirenti di individuare i presunti autori dei disordini, evidenziandone i diversi profili di responsabilità penale. Gli imputati rispondono a vario titolo di violenza, minacce, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Due di loro sono stati riconosciuti responsabili dell’accerchiamento nei confronti del deputato del Pd Michele Pelillo, il quale, al termine della cerimonia al museo, recandosi a piedi verso la Prefettura, “fu raggiunto da oggetti lanciati da alcuni manifestanti”, tra cui un “sacchetto dal quale fuoriusciva materiale in polvere di colore nero”.
Secondo le contestazioni della Procura di Taranto “i manifestanti, contravvenendo alle prescrizioni della Questura, tentarono più volte di forzare lo schieramento di polizia: in quei frangenti dai più facinorosi furono lanciati oggetti pericolosi verso il dispositivo di sicurezza e fu colpito un dirigente della Polizia di Stato”.
Per capire il basso livello di certa gente, basta ricordare il commento dei  Liberi e Pensanti all’atto dell’iscrizione nel registro degli indagati del loro portavoce Ranieri. Eccolo: “Vogliamo gridare a tutta la città che ci riconosciamo pienamente in quest’azione e che la ripeteremmo all’infinito“.
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