Taranto: c'era una volta il M5S....

Taranto: c'era una volta il M5S....

Una evoluzione impensabile un anno fa quando i leader grillini arrivavano a Taranto osannati dalla gente, a cui avevano promesso e garantito non solo il reddito di cittadinanza ma anche la chiusura dello stabilimento siderurgico ex-ILVA ora ArcelorMittal.

ROMA –  Incredibile ma vero. Per motivi di sicurezza collegati all’arrivo nel capoluogo jonico del vicepremier Luigi Di Maio , nonchè ministro dello sviluppo economico e del lavoro, e leader politico del Movimento 5 Stelle, che arriva domani mercoledì 24 aprile a Taranto, accompagnato dei ministri Barbara Lezzi (Ministro del Sud), Giulia Grillo (Ministro della Salute), Sergio Costa (Ministro dell’ Ambiente) e Alberto Bonisoli (Ministro dei Beni culturali) per presenziare al Tavolo istituzionale per il  Cis (Contratto istituzionale di sviluppo), addirittura sono stati deviati addirittura i percorsi degli autobus cittadini ! Una evoluzione impensabile un anno fa quando i leader grillini arrivavano a Taranto osannati dalla gente, a cui avevano promesso e garantito non solo il reddito di cittadinanza ma anche la chiusura dello stabilimento siderurgico ex-ILVA ora ArcelorMittal.

Il Contratto di sviluppo per l’area di Taranto che comprende anche i Comuni di Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola, inizialmente stipulato per 33 interventi, ne comprende oggi 39 per un valore di poco superiore al miliardo di euro (+16,5% rispetto alla dotazione finanziaria iniziale). Invitalia ha fornito anche un quadro riassuntivo ad oggi del Cis che comprende  10 interventi conclusi per un valore di 92,3 milioni di euro; 9 interventi in fase di realizzazione per un valore di 452 milioni di euro; 10 interventi in progettazione per un valore di 357 milioni di euro e 10 interventi in riprogrammazione per un valore di 105 milioni di euro. Tutti investimenti pianificati e finanziati in realtà dai precedenti governi Renzi-Gentiloni.

Di Maio ha fatto sapere che incontrerà le associazioni ambientaliste che hanno annunciato una protesta con presidio davanti alla Prefettura, che faranno seguito alle precedenti contestazioni nei confronti degli esponenti grillini accusati di non aver rispettato le promesse sull’ex Ilva. ha convocato per il primo pomeriggio, in un incontro specifico alle 14.30, anche 23 tra associazioni, comitati e movimenti, compresi i gruppi che chiedono la chiusura dello stabilimento siderurgico.  Sono stati invitati le associazioni Ail, Abfo Taranto, Associazione contro le barriere, Attiva Lizzano, Comitato Art.32 Statte, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Comitato No inceneritore Massafra, Contramianto onlus, Fondo Antidiossina, Genitori Tarantini,  Giustizia per Taranto, Isde Taranto, Legamjonici,  Peacelink, Piano Taranto, Tuttamialacittà,  Tamburi Combattenti,  , Wwf Taranto, Legambiente, Lega Tumori, Taranto Lider, Tribunale Diritti del Malato, Vigiliamo per la discarica.

Alcune di queste associazioni ha annunciato a partire dalle 10.30,  un sit-in sotto la Prefettura, allorquando comincerà la riunione del Cis . Questi attivisti hanno annunciato tramite socialnetwork ed i soliti comunicati, che scenderanno “in piazza contro le politiche di Di Maio e di tutto il governo giallo-verde che, come quelli precedenti, ha deciso di immolare la nostra città in nome della produzione a danno della salute, e che vede, fra gli altri scempi, la Lega fra gli investitori di ArcelorMittal”. Legambiente con una nota ha reso nota la sua posizione:  “Ribadiamo al Ministro Di Maio la richiesta già due volte formalizzata circa la assoluta necessità che si proceda al più presto, e con i provvedimenti normativi più rapidi, come potrebbe essere un decreto legge, ad istituire la Viias (Valutazione integrata impatto ambientale e sanitario) per lo stabilimento siderurgico di Taranto”. L’associazione chiede inoltre a Di Maio “di sollecitare gli Amministratori Straordinari di Ilva spa a dare una informazione dettagliata e completa sullo stato delle bonifiche e sull’utilizzo delle risorse messe loro a disposizione, e che si proceda rapidamente ad istituire e mettere a disposizione di tutti i cittadini un portale in cui vengano indicati, prescrizione per prescrizione, in maniera chiara e di facile lettura, gli interventi previsti, le scadenze, i risultati”.

Legambiente chiede sulla  nota vicenda della discutibile “immunità penale”, “che in Parlamento si adottino provvedimenti che ne definiscano dettagliatamente l’ambito e che la circoscrivano unicamente alla stretta esecuzione delle opere previste nell’Aia e nel Piano Ambientale” e “di affrontare il tema dei risarcimenti della città e dei cittadini di Taranto” e riguardo al Cis, “che si proceda al più presto a finanziare le opere previste per la città vecchia e ad accelerare le bonifiche del Mar Piccolo e quelle previste dall’applicazione dell’Aia del 2011 per garantire l’approvvigionamento di acqua dello stabilimento siderurgico utilizzando, invece che acqua potabile, i reflui affinati provenienti dagli impianti di depurazione, oltre alle opere per la creazione del polo museale dell’Arsenale“. 

Resta da chiedersi a che titolo, con quali competenze, e sopratutto con quali ruoli riconosciuti legalmente queste associazioni possano confrontarsi con le Autorità dello Stato, e sindacare sull’operato di Arcelor Mittal, che è bene ricordare, è una società privata, che ha investito sullo stabilimento siderurgico italiana, circa 5 miliardi di euro, garantendo l’attività industriale ed occupazionale del più grande stabilimento siderurgico d’ Europa.

Nel frattempo la Commissione europea ha acceso “semaforo verde” al gruppo Liberty House ritenendolo idoneo acquirente degli impianti siderurgici ArcelorMittal, ceduti da quest’ultima, nell’ambito degli impegni assunti da ArcelorMittal con l’ Antitrust europea per rilevare il Gruppo  Ilva in base alle norme comunitarie sulle concentrazioni. Nel maggio dello scorso anno infatti l’ Antitrust europea aveva autorizzato  l’acquisizione di ArcelorMittal, del gruppo Ilva a determinate condizioni, obbligandola a cedere alcuni di impianti di acciaieria ubicati in Europa ad un acquirente solido. Tra i beni alienati vi sono  sono impianti di produzione in alcuni siti europei, tra i quali: un’acciaieria in Romania a Galati, una in Cechia ad Ostrava,  ed impianti di finitura in  Belgio, Italia, Lussemburgo e Macedonia settentrionale.

Non può e non deve passare inosservato l’autoscioglimento (per dimissioni) del Gruppo M5S in Consiglio Comunale a Taranto,  con Uno scenario impensabile, che dimostra ancora una volta la mancanza non solo di esperienza e capacità gestionale politica del movimento guidato da Luigi Di Maio, ma anche di una imbarazzante limitata visione politica.

La stagione delle promesse al “popolo” è finita. Come hanno dimostrato le ultime elezioni regionali in 7 regioni, che hanno visto i consensi del Movimento Cinque Stelle letteralmente dimezzarsi ovunque. E le Regionali in Puglia si svolgeranno fra circa 12 mesi

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