Con il caso Mazzarano emergono nuove rivelazioni sulla “parentopoli” nelle aziende legate all’ASL di Taranto

ROMA – Ieri sera il programma Striscia la notizia (Canale 5) ha svelato nuove rivelazioni sulla “parentopoli”  (vedi QUI il filmato integrale ) nelle società che svolgono lavori in appalto per conto dell’ASL di TarantoPinuccio  inviato pugliese del telegiornale satirico di Canale5, il più seguito programma della televisione italiana,    è tornato ad intervistare l’impiegato di una delle aziende coinvolte, che ha parlato di gare “poco oneste” e di un giro di appalti e consulenze tra società che gravitano intorno all’ASL tarantina . Il testimone ha rivela, inoltre, che la moglie di uno dei soci di queste società lavorava proprio all’ASL di Taranto ma che , dopo i servizi di Striscia, la donna sarebbe stata spostata a un altro incarico. Inutile chiedere chiarimenti all’ Avv. Stefano Rossi attuale direttore generale dell’ ASL Taranto che ha le valigie in mano. Lui non vede, non sente, non parla, e quando c’è da leggere qualcosa lo fa sempre a cose fatte. Un comportamento che ci ricorda qualcosa di imbarazzante, e molto in uso in Sicilia….

 

Il Festinante di cui Mazzarano parla, si chiama Vincenzo (soltanto cugino dell’attuale consigliere comunale Cosimo Festinante del Gruppo Indipendente per Taranto n.d.r. ) ed è uno dei soci principali della società SDS srl di Taranto, con sede in via Cataldo Nitti 45/a. L’ attuale sistema informativo dell’ASL TA , veniva annunciato e presentato alla stampa nel dicembre 2012, in cui L’ ASL Taranto si vantava di essere la prima Azienda Sanitaria della Regione Puglia ad avvalersi di un sistema informativo integrato, per informatizzare  le attività amministrative, quelle di diagnostica, sanitarie,  ma anche le attività di prenotazione delle prestazioni sanitarie e di gestione delle attività libero-professionali in modo complementare alle iniziative e sistemi regionali di Sanità Elettronica, così, permettendo La connessione tra le diverse aree lavorative ed i diversi processi di attività migliorando l’efficienza.

 

Ora basta andare a farsi un giro negli ospedali tarantini e chiedere cosa pensino gli utenti sul concetto di efficienza, per capire che si è trattato dell’ennesimo spreco di denaro pubblico. La progettazione e realizzazione del Sistema Informativo dell’ASL TA venne affidata ad un raggruppamento di imprese leader del mercato e delle soluzioni ICT in cui erano presenti le società consortile  Consis di Bari (che annovera fra i propri soci fondatori consorziati, proprio la SINCON di Luigi Sportelli), e  la SDS di Taranto di Festinante.

Ma la cosa più incredibile è che il segretario cittadino PD di Massafra, Domenico Lasigna, notoriamente legato a Michele Mazzarano, risulta addirittura  nell’organico dell’ ASL di Taranto, nonostante sia in realtà alle dipendenze della SINCON insieme ai suoi due compagni di partito massafresi Paolo Tristani, Piermario Pagliari e Giampiero Pagliari.

Quello che è sfuggito agli amici di Striscia ma sopratutto alla memoria sbiadita di Michele Mazzarano è che nella SDS sono dipendenti oltre ad Anna Russo moglie dell’ex assessore ora consigliere del Comune di Taranto Vincenzo di Gregorio (Pd)   che venne assunta circa sette anni fa proprio durante il mandato da assessore del marito, e Loira De Pasquale moglie di Lucio Lonoce (Pd) attuale presidente del consiglio comunale di Taranto e candidato alla Camera nelle ultime elezioni (“trombato” dagli elettori tarantini n.d.r.) , la quale venne assunta anche lei quando il marito era vice sindaco al Comune di Taranto, nella Giunta guidata dal sindaco Ippazio Stefano. Le due signore, erano in compagnia anche della moglie del capogruppo Pd in Consiglio Comunale, Gianni Azzaro, la quale dal gennaio 2017 si è licenziata avendo vinto un concorso pubblico scolastico. Un “conflitto” di interessi in meno !

 

Gli amici di Striscia hanno portato alla luce anche delle vicende imbarazzanti, come ad esempio quella relativa ad una gara di acquisto di arredamenti che inizialmente ritenuta perfettamente in regola, viene aggiudicata alla GIVAS srl una delle due aziende che avevano presentato offerta.

 

La società SERVIMED srl, seconda classificate ed esclusa, ha però immediatamente fatto ricorso lo scorso 15 marzo 2018 al Tar di Lecce, notificandolo all’ ASL Taranto ed ecco che all’improvviso l’ ASL annulla l’aggiudicazione poichè “si è rivelato che la procedura di gara non risulta pienamente rispondente ai principi di trasparenza…e per non aver effettuato l’ Amministrazione la verifica di conformità su tutti gli articoli in gara e per altro verso, per aver inserito nella lettera di invito la descrizione di un bene che va ad identificare delle apparecchiature fornite specificatamente da un’ azienda” della serie, un bando fatto su misura per far vincere un’azienda. L’ ASL Taranto come racconta in esclusiva  Striscia la Notizia e come  il Corriere del Giorno è in grado di documentarvi “integralmente” ha immediatamente fatto retromarcia . Per evitare qualche implicazione penale forse ? Resta legittimo chiedersi cosa aspettino la Guardia di Finanza, il NAS dei Carabinieri ad intervenire ?

REVOCA GARA ONCOLOGIA PERCHE SI SONO ACCORTI CHE LA GARA RICONDUCEVA A POCHE DITTE

Una vicenda che è finita sotto i riflettori dell’ ANAC, l’ Autorità Nazionale Anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone, che si è immediatamente attivata come Striscia la Notizia ha prontamente documentato.

 

L’inchiesta di “Striscia la Notizia” è appena iniziata e sono molti i nomi della politica tarantina, ma anche della magistratura che tremano, per il timore di essere trascinati nell'”inchiesta Parentopoli” che è appena iniziata, e che troverà questo giornale accanto agli amici autori e redattori di Striscia la Notizia, con un solo fine: fare pulizia e contribuire al ripristino della legalità attraverso la denuncia attraverso l’informazione di fatti noti a molti. Ma che molti a partire dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, hanno preferito ignorare. Compresi i giornalisti locali, silenti sull’inchiesta di Striscia, salvo una patetica difesa “d’ufficio” del solito giornalista… in favore di Michele Mazzarano, un esperto del voto di scambio, che si è salvato da ben due processi penali solo e soltanto grazie all’intervenuta prescrizione.

La stessa salvezza conseguenza della lentezza della giustizia degli uffici giudiziari di Taranto, che hanno evitato sempre grazie alla prescrizione una condanna per “brogli elettorali” anche al giornalista “difensore” mediatico di Mazzarano . I latini dicevano “similia com similibus” (trad: i simili con i simili). Come dare loro torto ?

 

LE PUNTATE DELL’INCHIESTA LE TROVATE NELL’APPOSITA SEZIONE “LE INCHIESTE DEL CORRIERE” (Vedi QUI




Striscia continua a svelare gli “altarini” del voto di scambio di Michele Mazzarano

ROMA – Dalle registrazioni acquisite dal programma “Striscia la Notizia”  (Canale5) sulla vicenda del “voto di scambio” di Michele Mazzarano, consigliere regionale del Partito Democratico aderente alla corrente “Fronte Democratico” che fa riferimento all’attuale Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, si allarga l’inchiesta che coinvolge anche delle assunzioni “allegre”… in una società informatica, la SINCON di Taranto, il cui presidente del Consiglio di Amministrazione è il rag. Luigi Sportelli, presidente (in scadenza) della locale Camera di Commercio jonica.

 

Un cittadino pugliese ha denunciato a Striscia la Notizia questa presunta “parentopoli“, fornendo un elenco di dipendenti  proprio della SINCON pieno di parenti , figli e mogli di dirigenti dell’ ASL Taranto, parenti di politici tutt’ora in attività, portaborse vari. Insomma di tutto e di più.

Il nuovo denunciante della “parentopoli” tarantina ha fornito persino copia di un esposto inviato via Pec nell’agosto del  2016 al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, rimasto privo di alcun riscontro, circostanza questa che dimostra l’inattendibilità delle dichiarazioni di Emiliano di millantata trasparenza e legalità , formulate all’indomani dell’ennesimo scandalo che ha decimato la sua Giunta Regionale.

Non è la prima volta che la S.IN.CON s.r.l. (di seguito SINCON) compare fra le maglie delle irregolarità della giustizia. Infatti nel 2012 vi era stata una sentenza della Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Puglia, che era venuta a conoscenza di una indagine penale in merito a presunte irregolarità nella gestione di alcuni servizi informatici, affidati alla società  SINCON con delibera n. 648 del 5.4.2006. Fra i servizi prestati dalla SINCON all’ ASL Taranto risultava previsto anche il servizio di Help Desk di 2°livello/ Help Desk di 1°livello, per un costo annuale preventivato in €.1.756.481,00 (IVA compresa). Il personale della SINCON da destinare al servizio di Help Desk  (di 2°livello – Team di operatori particolarmente esperti) veniva dettagliatamente individuato in uno specifico prospetto, costituente parte integrante della proposta di convenzione in allegato alla citata delibera, per un totale complessivo di n. 50 unità.

Da altre indagini delegate alla Guardia di Finanza di Taranto, era emerso, anche tramite l’escussione del predetto personale SINCON, che le n.50 unità formalmente adibite al servizio di “Help Desk” di fatto erano adibite esclusivamente ad attività di “Data Entry” ossia di semplice inserimento dati: attività per la quale non è richiesta alcuna particolare specializzazione nel settore informatico e che avrebbe potuto essere svolta, come in realtà già avveniva in moltissimi casi, dai dipendenti dell’Azienda sanitaria.

Dalla sentenza della Corte dei Conti si evince inoltre che “Tale circostanza veniva confermata dallo stesso dott. Gallina, Responsabile dell’Area Risorse Finanziarie, il quale dichiarava agli organi di p.g. (informativa nr.34/12-3 di prot.llo 2007 del 16.02.2009 del Nucleo Investigativo dei C.C. di Taranto) nel verbale di s.i. rese in data 24.04.2007, che “i dipendenti SINCON che lavorano presso questa Area Risorse Finanziarie, sono dei semplici utilizzatori di programmi Sincon, oltre che eventualmente di altre applicazioni software installate presso i p.c., necessari allo svolgimento delle attività quotidiane di data entry. Normalmente, i problemi tecnici che si verificano sugli strumenti informatici in dotazione al reparto e/o software (programmi applicativi) vengono risolti dai tecnici della Sincon appositamente chiamati con una richiesta scritta, sottoscritta da me personalmente o da un mio collaboratore responsabile del proprio ufficio”.

Gli operatori della società di servizi informatici tarantina, questa volta escussi dai Carabinieri di Taranto  avevano confermato che il servizio di Help Desk di 1° livello veniva assicurato da un numero limitatissimo di dipendenti della SINCON, nello specifico dalla signora Colapinto Daniela, dislocata presso il CED SINCON (via Minniti a Taranto), con mansioni di ricezione delle segnalazioni che ella provvedeva ad inoltrare, in ultima istanza, ai tecnici (solitamente dott. Michele La Tagliata, dott.Giuseppe Brugnola ed ing. Sergio Fresta) incaricati di risolvere l’eventuale anomalia insorta.

Sulla base di tali riscontri investigativi la Procura regionale ha dedotto che gli amministratori della ASL Taranto, attraverso la simulazione di un servizio di Help Desk (1° e 2° livello), hanno provveduto ad assicurare all’Azienda sanitaria un certo numero di personale (n.50 unità ) da destinare allo svolgimento di impieghi informatici elementari quale è quello di inserimento dati, aggirando, in tal modo, il blocco delle assunzioni previsto dalla Legge Finanziaria del 2006 (legge 23.12.2005 n.266), ma facendo tuttavia sostenere, all’Azienda sanitaria, una spesa ben superiore rispetto alla tipologia, e quindi al reale contenuto, della prestazione ricevuta con corrispondente danno per le finanze della stessa.

La Corte dei Conti aggiungeva che “E’ appena il caso di ricordare che il Direttore Generale, in quanto organo di vertice dell’azienda sanitaria, oltre a dover tenere un comportamento pienamente osservante dei suddetti canoni di imparzialità, correttezza e buon andamento della gestione amministrativa canonizzati dall’art.97 della Costituzione, a mente dell’art.16 della legge regionale n.36/’94 e del d.leg.vo n.502/’92 e s.m. è prioritariamente responsabile della sana e corretta gestione delle risorse dell’Azienda sanitaria al pari del Direttore Amministrativo che viene nominato a ricoprire tale ruolo, o almeno dovrebbe, proprio in virtù della particolare competenza e professionalità acquisita nel campo della direzione di strutture sanitarie pubbliche e/o private“.

La particolare negligenza e superficialità della condotta tenuta nella vicenda dall’ ASL Taranto, è dimostrata anche dalla circostanza per la quale l’azienda sanitaria locale tarantina, non solo ha continuato ad affidare il servizio per il 2006 alla SINCON senza preoccuparsi minimamente di procedere con una gara pubblica, ma ha anche persino accettato pedissequamente le condizioni economiche riportate nella proposta formulata dalla società in data 23.02.2006. Oculatezza e prudenza avrebbero dovuto ispirare anche la condotta del dott. Gallina, il quale, all’epoca dei fatti Dirigente Responsabile dell’Area Gestione Risorse Finanziarie dell’ ASL Taranto , ma anche questi aveva apposto parere favorevole alla delibera, senza porre in evidenza che il costo orario del servizio richiesto era notevolmente superiore rispetto a quello che l’Azienda, a parità di funzioni e prestazioni, sosteneva per il proprio personale dipendente.

Nella propria decisione in diritto la Procura regionale della  Corte dei Conti , ha espressamente rappresentato che del danno patito dalla Azienda sanitaria, individuato nella differenza tra il maggiore costo orario (€. 22,18) pagato alla SINCON per prestazioni di “data entry” e quello minore (€. 12,72) necessario per ottenere la stessa prestazione dal personale interno, devono “rispondere, per condotta gravemente colposa, gli amministratori e i dirigenti che hanno partecipato alla approvazione della delibera D.G. n.648 del 5.04.2006, con la quale, come più volte ricordato è stato affidato, in proroga, il servizio in questione alla SINCON, ovvero il Direttore Generale, il Direttore Amministrativo (Regione Puglia dr. Maccari), il Dirigente dell’Area Gestione del Patrimonio (dott. Palazzoquest’ultimo successivamente deceduto n.d.r.), nonché il Responsabile dell’Area Gestione Risorse finanziarie (dott. Gallina)”.

E’ evidente che la Procura regionale, in relazione alla partecipazione del convenuto Maccari Direttore amministrativo all’epoca dei fatti, all’approvazione della deliberazione, si è sostanzialmente riferita alla formulazione da parte di costui del parere favorevole nella veste di Direttore amministrativo, aggiungendo che “deve preliminarmente evidenziarsi l’inconsistenza della deduzione difensiva secondo cui egli sarebbe estraneo alla decisione del Direttore Generale perché si sarebbe limitato, al pari del Direttore sanitario, non convenuto in giudizio, ad esprimere il proprio parere favorevole all’adozione dell’atto deliberativo senza alcun apporto determinante“.

L’affermazione della Procura regionale della Corte dei Conti, secondo cui “il servizio di help desk di 2° livello fosse in realtà una prestazione di mero inserimento dati (“data entry”) nei programmi informatici dell’ASL TA 1, è confermata dalle dichiarazioni rese, nell’ambito delle indagini penali, da tutti i dipendenti della SINCON adibiti a tale servizio, i quali hanno anche unanimemente riferito che il vero servizio di help desk era quello di 1° livello, che veniva assicurato da un limitatissimo numero di dipendenti (cfr. pagg. 7 e segg. relazione prot. 21180/11 del 17.1.2011 del Nucleo Polizia Tributaria di Taranto – Sezione Tutela Spesa Pubblica – della Guardia di Finanza)“.

Al di là dell’ampollosità dei termini adoperati,  secondo la procura pugliese della Corte dei Conti la descrizione del servizio contenuta nella proposta di convenzione della SINCON, approvata con la deliberazione in contestazione ed individuato come “supporto operativo continuo on-site sulle procedure applicative”, assicurato da ben 50 dipendenti dislocati presso quasi tutti gli uffici dell’Azienda, rendeva già evidente che tale servizio non poteva che consistere in attività di base per il funzionamento degli applicativi informatici in esercizio presso l’Azienda stessa. Diversamente non si vede perché oltre a quello denominato “help desk di 2° livello”, ma garantito da un numero così alto di personale, nella stessa proposta di convenzione SINCON era anche previsto il servizio di help desk di 1° livello che prevedeva, come è prerogativa essenziale di una prestazione di tal genere, l’assistenza tecnica in caso di problematiche riguardanti la gestione del servizio informatico della ASL TA/1.”

La spiegazione della vicenda è ben esplicitata nell’allegata sentenza di seguito pubblicata:

Corte dei Conti Puglia_ SINCON

Sapete chi gestisce attualmente in appalto tutto il settore informatico ed il portale dell’ ASL Taranto ? La Consis un consorzio di società informatiche fondato proprio dalla SINCON, società che ne fa parte, che continua a fare affari alla faccia della legalità, nell’ ASL Taranto  nonostante quanto accaduto nel recente passsato nelle sovra-fatturazioni, continuando quindi a prosperare .

Ma non è questo il primo caso. Nei prossimi giorni infatti vi racconteremo e documenteremo un’altra analoga vicenda di fatturazioni “allegre” molto simile che vede “protagonisti” (se così possiamo chiamarli) questa volta il Comune di Taranto e la Sincon . E capirete tante altre cose…

 

LE PUNTATE DELL’INCHIESTA LE TROVATE NELL’APPOSITA SEZIONE “LE INCHIESTE DEL CORRIERE” (Vedi QUI




Lo studio del prof. Turco sulla storia infinita sul dissesto del Comune di Taranto

ROMA – Un bilancio comunale sparito introvabile, e tante ombre su un dissesto che nessuno ha ancora chiarito e spiegato, documenti alla mano fino in fondo. Ma che è servito al commercialista tarantino Mario Turco per realizzare a casa uno studio commissionato, presentato alla Camera di Commercio di Taranto, il cui presidente Cav . Luigi Sportelli è notoriamente coinvolto attraverso una sua società la Sincon nel dissesto comunale vantando un presunto credito. Società che come tante altre non ha inteso transarre come molte altre con l’ OSL. Il dottore commercialista Turco è professore a contratto dell’ Università del Salento.

Il dissesto di Taranto viene imputato erroneamentealla Giunta Di Bello, mentre in realtà è conseguente ad una gestione comunale deficitaria, duratura da 20 anni prima, e cioè dalle giunte Guadagnolo, Cito, De Cosmo e successivamente ereditata  dall’ amministrazione comunale guidata dalla Di Bello, come ha onestamente ammesso dallo stesso Turco autore dello studio-ricerca.

E’ assolutamente doveroso per il nostro giornale rendere noto un forte contrasto in essere, taciuto a molti, ma in realtà esistente e ben noto a tutti, e cioè che la società (SINCON ) del Cav . Sportelli, risulterebbe aver richiesto in passato al Comune di Taranto il pagamento di fatture prive di alcun ordinativo, la cui documentazione completa è stata acquisita dal nostro giornale, motivo per cui il Sindaco Ippazio Stefàno con un provvedimento rimosse il dirigente competente Rosa De Benedetto che ne autorizzava illegittimamente il pagamento. Chiaramente questo è quanto si evince dai documenti amministrativi e disciplinari del Comune.

 

Contrariamente a quanto prospettato dal commercialista dr. Turco,  il Comune di Taranto in realtà non rischia un secondo dissesto alle porte come qualcuno vorrebbe far presagire.  Ad oggi, il totale delle somme trasferite dal Comune di Taranto alla Osl ammonta a 128.403.834,68 euro. Una cifra imponente, pagata dalle casse dell’ amministrazione comunale tarantina, nel corso del “quinquennio di prescrizioni” in cui il Comune guidato da Stefàno è stata autorizzato per legge a mantenere la tassazione ai massimi livelli. Circostanza questa che il dr. Turco si è ben guardato dall’evidenziare.

Stralciando la “partita dei Boc” (circa 250 milioni di euro) in realtà contrariamente a quanto emerso da questa ricerca unidirezionale restano da pagare debiti per pochi milioni di euro. Il Comune, sta provvedendo a trasferire all’Osl le somme necessarie ad avviare le ultime transazioni. Ci sono poi le “cause pendenti”, il cui valore nominale ammonta ad oggi  circa 80 milioni di euro. Se il Comune che finora ha vinto tutte le cause intercorse, dovesse essere condannato, ovviamente dovrà pagare. Se le dovesse vincere invece dovrebbe incassare non pochi soldi dal Gruppo BancaIntesaSanpaolo.

Interessante la relazione del dr. Davide Di Russo vice presidente del Consiglio Nazionale dell’ Ordine dei Commercialisti basata sullo studio effettuato recentemente sui dissesti delle pubbliche amministrazioni in tutt’ italia, anche se un pò disinformato sul “caso Taranto” con le sue considerazioni sulla presenza di ben 15 candidati (in realtà erano 10) alla poltrona di Sindaco dopo il dissesto. Ignorando che nel frattempo sono passati 10 anni e sopratutto che fra quei 10 candidati c’era anche la moglie di un commercialista seduto in prima fila, membro del consiglio dell’Ordine dei Commercialisti di Taranto, il quale come la prevalenza dei commercialisti eletti nel Consiglio dell’ ordine dei commercialisti tarantini, lavora prevalentemente grazie alle curatele fallimentari, consulenze e perizie per il Tribunale e la Procura della repubblica.

SLIDES DOTT. DAVIDE DI RUSSO

In questi anni l’Osl ha complessivamente effettuato oltre 24mila transazioni, dato che non è stato preso in considerazione (come mai ?) nello “studio”… di Turco, accantonando circa 34 milioni euro, frutto di offerte transattive avanzate ma rifiutate dalla controparte. Comprese quelle della Sincon di Sportelli.

E la Camera di Commercio tace….

Alla Camera di commercio tarantina invece tutto tace sulla questione AGROMED, sollevata due anni fa dal nostro giornale, società partecipata con ugual quota (33%) dal Comune di Taranto e dalla Camera di Commercio di Taranto, che ha in cassa fondi inutilizzati  per 10.924.000 euro, versati su un conto corrente della BCC di S.Marzano di S. Giuseppe. il cui incarico di tesoreria scadrà il prossimo 31 dicembre 2017. Ma questo particolare deve essere sfuggito… nella ricerca di Turco sulle attività economiche del Comune di Taranto.. Sarà forse perchè è sul libro paga (come revisore) di questa società ferma, immobile e che non svolge alcuna attività?

 

 

Dall’ultimo bilancio disponibile di Agromed  approvato nell’ aprile 2016 si legge che “in merito agli indici di redditività si segnala quanto segue: a) il ROE (Return on equity) – Indice di redditività del capitale proprio – sia netto che lordo, presenta nuovamente un andamento decrescente, dovuto alla riduzione dei tassi di interesse applicati alle disponibilità di conto corrente, correlati all’andamento del T.U.R. fissato dalla B.C.E. b) il ROI (Return on investment) – Indice di redditività del capitale investito – presenta valore negativo data l’assenza di ricavi della gestione caratteristica. c) il ROS (Return on sales) – Indice di redditività operativa – non è calcolabile, dal momento che il denominatore del rapporto (Ricavi delle vendite) è pari a zero.

Anche in questo caso, questi soldi, fermi, immobili giacenti sul conto corrente di una banca (il cui presidente Franco Cavallo e direttore generale Emanuele Di Palma siedono nel consiglio della CCIAA di Taranto ) che ci lucra utilizzandoli per le proprie attività di finanziamento alla propria clientela, nessuno ne parla, data la generosità di questa banca ad elargire elemosine pubblicitarie alla stampa locale o allestire sedi faraoniche ad ogni buon gusto di gestione economica

Sino a quando durerà Agromed ? Cosa si aspetta a questo punto a liquidarla o ad utilizzare finalmente gli oltre 10 milioni di euro per i reali fini istituzionali, e non lasciarli fermi immobili su conti bancari  ?

Ma le “stranezze” della Camera di Commercio di Taranto non finiscono mai. Infatti da alcuni mesi è apparso online NOI CAMERA ( vedi QUI) il blog “ufficiale” della Camera di Commercio di Taranto gestito in spregio alle vigenti leggi italiane sulla trasparenza. Infatti non risulta nell’area Amminsitrazione Trasparente della CCIAA di Taranto non risulta alcun ruolo, incarico e compenso economico per i curatori (“TEAM“) di questo blog, fra i quali risulta persino un Senatore della repubblica, Mauro Del Barba, un ex-impiegato nativo e residente a Sondrio in Lombardia, membro della 5a  commissione Bilancio e della commissione parlamentare per le questioni regionali.  Che si non capisce che attinenza abbia con il blog della Camera di Commercio di Taranto, ente che assegna incarichi senza alcun bando di evidenza pubblica

 

 

Ma quello che è ancora peggio, è che non è dato sapere di chi sia proprietà di questo blog, che dalle nostre ricerche online, risulta “mascherato” e quindi anonimo. Alla faccia della trasparenza e legalità.

Per non parlare poi dell’ufficio stampa affidato formalmente ad un avvocato, Domenico Carbone, giornalista pubblicista, il quale notoriamente si occupa in realtà da sempre dell’ufficio di conciliazione, come si evince nella pianta organica della Camera di Commercio di Taranto, ente che da anni paga fior di quattrini a persone assunte senza alcun titolo o esperienza reale, o parenti di magistrati del Tribunale di Taranto. Ma in questo caso si tratta di assunzioni effettuate dalle gestione precedenti al Cav. Sportelli, quando l’ente camerale era molto “generoso” anche con i giornalisti locali.