Arcelor Mittal, ricorso al Tar contro la revisione Aia per inquinamento

ROMAArcelorMittal ha presentato ricorso al Tar Puglia per l’annullamento del decreto del Ministero dell’Ambiente del 27 maggio causato dall’ istanza del Sindaco di Taranto chiedeva di avviare il riesame dell’Aia sulla base dei rapporti di valutazione del danno sanitario elaborati da Arpa Puglia e Asl Taranto, a seguito della quale ha “disposto il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (per lo stabilimento siderurgico di Taranto, ndr) di cui al Dpcm del 29 settembre 2017, al fine di introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie“.

 

 

 

 

Il Comune di Taranto ha ricevuto nei giorni scorsi la notifica del ricorso al Tar Puglia da parte della società ArcelorMittal Italia “per l’annullamento del decreto ministeriale recante ad oggetto il riesame dell’Aia di cui al Dpcm del 29 settembre 2017″ per lo stabilimento siderurgico di Taranto.

Il decreto disponeva il riesame dell’Aia per lo stabilimento siderurgico di Taranto del 29 settembre 2017. Veniva riaperto quindi l’autorizzazione “al fine di introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie“.

Riapertura dell’Aia richiesta, come si ricorderà, con istanza del 21 maggio scorso del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci a seguito delle relazioni sanitarie di Arpa Puglia ed Asl Taranto, che era stata accolta dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa.  Ed ancora una volta MelucciMichele Emiliano, governatore della Regione Puglia, si ritrovano uniti, con quest’ultimo che annuncia un ricorso ad opponendum al tar per affiancare il ritrovato “fido” Melucci.

Il Sindaco Melucci ancora una volta ha perso un’occasione buona per tacere, dichiarando: Non bastavano tutta la confusione, tutti gli errori, tutte le mancanze, tutti gli incidenti di questi mesi: ora il gestore ci fa comprendere che non ha alcun interesse per il futuro di Taranto e lo fa ricorrendo alle aule di tribunale. Messaggio chiaro. Questo è lo schiaffo più grande“. Aggiungendo “Sono stato tra quelli che si era adoperato per una convivenza civile e sostenibile, nel suo ruolo istituzionale e di responsabilità. Evidentemente qualcuno ha pensato che a Ferragosto fosse possibile l’ennesimo saccheggio e l’ulteriore presa in giro di questa città“.

Resta da capire per quale motivo Melucci  ed Emiliano si sentano liberi di fare ricorso al TAR (ed addirittura contro Palazzo Chigi) , come avvenuto in passato, ed Arcelor Mittal Italia, che vede cambiare in corso le condizioni oggetto della gara internazionale che si è aggiudicata per la gestione dello stabilimento ILVA di Taranto, non possa e debba ricorrere a sua volta dinnanzi al Tribunale Amministrativo Regionale.

 

In realtà il sindaco di Taranto Melucci si è contraddistinto sinora esclusivamente per andare in giro con il cappello in mano a chiedere contributi pubblicitari alle grandi aziende (Arcelor Mittal, Eni, Tempa Rossa) per raccattare qualche soldo e far campare i pennivendoli e scribacchini locali con le sue “mancette” ( o meglio, “markette“) pubblicitarie, pur di avere la stampa locale dalla sua parte.

Evidentemente nessuna “staffista” del cuore o “faccendiere” della sua corte dei miracoli gli ha spiegato che per aggiudicarsi la locazione e gestione dello stabilimento siderurgico di Taranto, Arcelor Mittal Italia ha vinto una gara europea, e sinora ha rispettato tutti le scadenze ambientali previste, come verificato dai sindacati e dalle varie ispezioni avvenute, comprese quelle del vicepremier Di Maio.

Vedere un ex-agente marittimo come Rinaldo Melucci attaccare e criticare più grande gruppo al mondo nella produzione dell’acciaio, che peraltro si avvale di studi legali di livello internazionale, ci fa sorridere, sopratutto dopo aver letto il suo curriculum ed analizzato in un recentissimo passato i bilanci delle sue società sotto la sua gestione contraddistinta dal profondo rosso !




Melucci & Emiliano: attenti a quei due

di Antonello de Gennaro

TARANTO – L’accoppiata Emiliano-Melucci che ha letteralmente “distrutto” la politica e le speranze della comunità jonica, è tornata ad amoreggiare dopo una separazione che ha avuto come effetto devastante la defenestrazione del vice sindaco Rocco De Franchi e dell’ingegnere Aurelio Di Paola, entrambi baresi, e facenti parte della prima giunta Melucci su indicazione del governatore Emiliano, anche se Melucci sosteneva da aspirante “Pinocchio“, che li avesse scelti da lui sulla base  dei rispettivi curricula.

I due “amoreggiavano” anche legalmente, dissipando denaro pubblico in spese legali utilizzando lo stesso studio legale (peraltro già coinvolto nello scandato delle Ferrovie Sud Est,  per presentare inutili ricorsi al Tar contro il decreto legge sull’ ILVA emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Governo Gentiloni), che volevano usare come “ricatto politico” per conquistare  aspirazioni politiche sul palcoscenico politico nazionale, senza però riuscirvi.

Una scelta legale poco fortunata quello della strana “coppia” in quanto non portò nulla, in quanto il TAR Puglia a cui lo studio legale barese (Vernola n.d.a. ) incaricato da Emiliano e Melucci,  spiegò che essendo Palazzo Chigi, cioè la sede dove era stato emesso il decreto legge a Roma, il TAR competente era quello del Lazio e non della Puglia.

La storia della politica e delle cronache giornalistiche parla da sè, e racconta che quando Melucci si invaghì e non solo politicamente dell’ex ministro Carlo Calenda, all’improvviso ruppe con Emiliano e senza informare nè la Giunta nè il Consiglio Comunale, ritirò il ricorso al TAR. Cosa volete che fossero 17mila euro di spese legali, quando a pagarli sono i contribuenti e non un anonimo cittadino di Crispiano ( paese ove Melucci risiede).

Come per incanto la società MELUCCI Shipping srl che si era trasformata in MERIDIAN Shipping, che esercitata attività di supporto portuale, all’improvviso diventòo subfornitore “profumatamente” pagato il trasporto su gomma (leggasi camion) dalla CIMOLAI , la società di Pordenone che ha realizzato la copertura dei parchi minerali dello stabilimento siderurgico di Taranto. Un incarico più che sospetto dato che la MERIDIAN , società nella quale risulta lavorare come “consulente” il padre di Rinaldo Melucci, non avesse le autorizzazioni necessarie per esercitare tale attività.

Secondo nostre informazioni furono i commissari dell’ amministrazione straordinaria dell’ ILVA (che erano stati nominati dal ministro Carlo Calenda, a cui rispondevano per il loro incarico n.d.a.) , a chiedere alla CIMOLAI di avvalersi dei servizi in subappalto della MERIDIAN. Tutte cose già scritte da questo giornale  e raccontate da chi scrive nelle sue dirette giornalistiche sui social, e mai rettificate o smentite dalle parti interessate.

Un ulteriore occasione di scontro fra Emiliano e Melucci fu l’elezione per la presidenza della Provincia di Taranto, dove il governatore pugliese mise in moto gli esponenti della sua corrente nella provincia tarantina, che sostennero e fecero eleggere il sindaco (di centrodestra) di Castellaneta, Giovanni Gugliotti che stracciò letteralmente il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci al punto tale questi si dimise (l’ennesima pagliacciata) da sindaco di Taranto, salvo poi ripensarci e ricordandosi di essere di fatto un disoccupato, ritirò le dimissioni.

Adesso la “strana coppia” si è ricomposta ed i due vanno d’amore e d’accordo, con una serie di azioni anche finanziarie della Regione Puglia a sostegno delle strampalate iniziative di facciata di Melucci (leggasi Giochi del Mediterraneo, Ocean Race ecc.) che porteranno solo debiti a carico dei contribuenti pugliesi.

La ciliegina sulla torta della ritrovata “unione” fra Melucci ed Emiliano è stata la presentazione del nuovo piano per la ristrutturazione dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie, avvenuta parte della Regione Puglia, con la puntuale conferenza stampa a Palazzo di Città di Taranto, che in realtà è solo una trovata propagandistica.

La stragrande maggioranza degli esponenti del mondo associativo e delle imprese, ritiene che sia solo un annuncio “bluff” cioè con inesistente concretezza, in quanto non vi alcuna compagnia aerea interessata ad attivare dei voli passeggeri . Michele Emiliano ha raccontato di aver chiesto alla compagnia Ryanair di fare base anche nello scalo di Taranto,  una dichiarazione di chiaro stampo “elettorale” che non generato alcun effetto. Nessun facile entusiasmo. Anzi al contrario, un maggiore e crescente scetticismo.

Resta da chiedersi quante pagliacciate politiche dovrà sopportare ancora la città di Taranto che in realtà andrebbe volentieri alle elezioni amministrative anticipate pur di liberarsi da un sindaco che si è manifestato per la sua arroganza e presunzione, e l’uso spregiudicato di denaro pubblico. E tanta, troppa attenzione per la sua “staffista” del cuore.




Taranto candidata "solitaria" italiana per i Giochi del Mediterraneo del 2025: il solito fumo negli occhi

ROMA –  Un progetto costato circa mezzo milione di euro, che prevede investimenti pubblici per circa 250 milioni di euro , 100 dei quali messi a disposizione dall’attuale Governo (ma quanto regge questo Governo ?) . Un evento “semi clandestino” che non ha mai cambiato, nè migliorato lo stato dell ‘economia locale, e le cui precedenti organizzazioni notoriamente non hanno mai portato alcun successivo flusso turistico o palcoscenico internazionale, passando nel dimenticatoio persino dei diritti televisivi. Le precedenti edizioni già disputate dei Giochi del Mediterraneo sono diciotto. A causa di inadempienze la diciassettesima edizione del 2013 si è svolta a Mersin, Turchia e non a Volos, in Grecia. La diciottesima edizione si è svolta a Tarragona, in Spagna nell’estate 2018 e non nel 2017. Le nazioni che hanno ospitato più edizioni dei giochi sono l’Italia e la Spagna, che ne hanno organizzate tre. Seguono poi Turchia e Tunisia con due e infine Egitto, Libano, Grecia, Algeria, Croazia (Jugoslavia), Marocco, Siria e Francia con una edizione ciascuno

La conferma proviene dalla circostanza che nessuna altra città del Mezzogiorno si è candidata . Il Comune di Taranto  invece, che non naviga nell’oro, essendo uscita da pochi mesi dal dissesto finanziario,  vuole ospitare la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo in calendario nel 2025, cioè fra 6 anni ! Incredibilmente persino il Ministro per il Sud, la “grillina” Barbara Lezzi si è lasciata ubriacare dall’enfasi pre-elettorale, commentando “Questa è una bella notizia per tutta la Puglia“. Resta da capire a questo punto quale sia la bella notizia, considerato che quella di Taranto è l’unica candidatura italiana.

21 settembre 2016. Il sindaco di Roma, Virginia  Raggi: “no alle Olimpiadi a Roma”

Un commento quello della Lezzi , a dire il vero, che nessuno si aspettava, sopratutto dopo che in un recente passato il M5S per voce della Sindaca di Roma Virginia Raggi aveva rifiutato e bloccata la candidatura della Capitale a giocarsela per organizzare le Olimpiadi a Roma, così come la Sindaca di Torino Chiara Appendino (M5S) si è sfilata dalla candidatura congiunta Milano-Torino ad organizzare le Olimpiadi Invernali che sono state successivamente aggiudicate all’ Italia, dopo l’accordo raggiunto dal Comune di Milano con quello di Cortina d’ Ampezzo. Secondo il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci (Pd) un rinvio della decisione, in sostanza, sarebbe potuto costar caro: “Abbiamo tirato un bel sospiro di sollievo. Il sì del Consiglio dei ministri qualifica definitivamente la nostra ambizione“. Piccolo particolare , un ambizione che nessun altro comune d’ Italia aveva.

Il sindaco di Torino Chiara Appendino

L’assegnazione dei Giochi del Mediterraneo del 2025 verrà ufficializzata sabato 24 agosto in Grecia a Patrasso. E’ a dir poco ridicolo quanto scrive un quotidiano locale, sostenuto  dalle “mancette” ( o markette ?) pubblicitarie del Comune di Taranto che questa mattina ha scritto “La muscolarità della designazione del Comune di Taranto, sostenuta da un dossier ben argomentato assieme alla Regione Puglia, ha smontato poco alla volta le aspirazioni delle avversarie“, e tutto ciò peraltro senza aver mai preso visione o conosciuto alcun progetto delle altre città candidate. Il sindaco Melucci con la sua notoria sfacciataggine, a sua volta ha dichiarato “Usando un gergo sportivo abbiamo fatto squadra. E certamente il brand Italia ha inciso sulla fuga delle nostre ipotetiche rivali“. Resta da capire di quale “brand Italia” parla e chi sarebbe fuggito al cospetto di una città, Taranto che al momento non alcun impianto sportivo degno di partecipare ad una qualsiasi competizione internazionale !

Una candidatura che ha consentito ai parlamentari eletti in Puglia del Movimento 5 Stelle di cercare di prendersi qualche merito sulla base del nulla. Come si fa a non ridere quanto il “grillino” Paolo Lattanzio, capogruppo in commissione cultura alla Camera dice : “Da questo appuntamento internazionale potremo trarre benefici sul fronte del rilancio di Taranto in termini di riconversione economica. I Giochi faranno sì che Taranto non sia identificata solo con l’ingombrante presenza dell’ex Ilva“. A cui si aggiunge l’ex-portaborse ora deputato poi il deputato Giovanni Vianello che dichiara in una nota “Ciò che mi conforta è il messaggio di speranza garantito dall’aver raggiunto in gruppo un obiettivo importante“, dimenticando che al momento non è stato raggiunto ancora nulla !

I 250 milioni di spesa previsti  verranno utilizzati per la costruzione ex novo o la riqualificazione di circa sessanta impianti sportivi. Con Taranto saranno interessati una ventina di Comuni di altre tre province (Lecce, Brindisi e Bari). Oltre al contributo del governo, la parte del leone negli stanziamenti la faranno la Regione Puglia (50 milioni) le città coinvolte ed il Comune di Taranto che dovrà ulteriormente indebitarsi con il Credito Sportivo ancora una volta a spese dei contribuenti tarantini. E c’è persino chi gioisce…!

Nell’ultima edizione organizzata in Italia a Pescara nel 2009, è bene sapere che fine fece il Comitato promotore? Scomparso e dimenticato.  E la passione per far sviluppare il territorio? Tutto annegato nei finanziamenti pubblici e negli interessi privati di chi ha saputo trasformare Pescara 2009 in un affare interessante. Anche la Puglia ha già ospitato in passato i Giochi del Mediterraneo. Nel 1997  si svolsero a Bari (le gare di calcio, golf e tennis tavolo anche a Taranto, tra l’altro)  dal 13 al 26 giugno. Vi parteciparono 3473 atleti di 21 Paesi e 1541 ufficiali di gara. Le discipline furono 25: 234 gare e 742 medaglie medaglie assegnate. I Giochi si aprirono al San Nicola, la cerimonia fu conclusa da un concerto di Antonello Venditti alla presenza dell’allora capo del Governo, Prodi, del presidente della Repubblica, Scalfaro, e del presidente del comitato organizzatore,  Matarrese.

Resta da chiedersi: se l’organizzazione è un evento utile ed importante, come mai la città di Bari non si è candidata ? E come mai neanche Lecce, la città “bacino elettorale” dell’ assessore regionale Capone si è candidata ? Ai posteri l’ardua sentenza. Noi, purtroppo la conosciamo già.




Tempa Rossa. Il Cipe rigetta la proroga per Total

ROMA  – Il CIPE – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica presieduto dal premier Giuseppe Conte, e composto a maggioranza da ministri del M5S ha rigettato nelle riunioni del 15 e 20 maggio scorso, la richiesta di proroga della dichiarazione di pubblica utilità presentata dalla Total per il giacimento petrolifero Tempa Rossa in Basilicata, e quindi bloccato le opere di sviluppo del centro sul quale la multinazionale francese e la Shell hanno già effettuato investimenti per 1,5 miliardi di euro, ed ci potrebbero essere effetti a catena sui lavori per il completamento dell’opera, con riflessi anche per l’altro terminale del progetto che è  Taranto, dove è previsto lo stoccaggio del greggio.

Da qui ne consegue una difficoltà per i futuri espropri dei terreni che diventeranno più lunghi e costosi non potendo contare più sulla dichiarazione di pubblica utilità ripercuotendosi eventualmente anche su future richieste di ampliamento del Centro olio.

Il Cipe  il 5 giugno scorso ha così deliberato:  «non approva la richiesta di proroga della dichiarazione di pubblica utilità presentata da Total E&P Italia S.p.A. relativamente alle opere per lo sviluppo del giacimento di idrocarburi in Basilicata nei comuni di Corleto Perticara, Guardia Perticara e Gorgoglione“,uno stop che si riflette quindi anche sui lavori del progetto Tempa Rossa per il versante tarantino, che vede coinvolta la raffineria Eni che dovrebbe ricevere 20-30mila da subito per poi diventare a regime 50mila  barili di petrolio al giorno  dal giacimento lucano. Il trasporto complessivo di petrolio dallo stabilimento di Tempa Rossa in Basilicata, attraverso la condotta interrata che dal giacimento di Corleto Perticara dovrebbe collegarsi all’oleodotto Viggiano-Taranto, viene  stimato in 2,7 milioni di tonnellate l’anno.

L’investimento previsto per  Taranto è di 300milioni di euro per la realizzazione in raffineria di due serbatoi di stoccaggio da 180mila metri cubi, oltre all’estensione del pontile petroli dell’Eni di 515 metri . Attualmente erano in corso gli scavi preliminari per la realizzazione dei due serbatoi, lavori che dovrebbero durare tre anni, mentre per i lavori per l’allungamento del pontile in questo caso sarebbero dovuti durare due anni e mezzo. Ma adesso tutto ciò è a rischio.

Secondo Total, si tratta del maggior investimento privato in corso in Italia (1,6 miliardi) che avrebbe contribuito alla creazione in fase di costruzione di 300 posti di lavoro a Taranto, fornendo così una risposta immediata e concreta ai bisogni occupazionali che affliggono la comunità tarantina nel suo complesso. Il traffico navale prodotto da Tempa Rossa di circa 90 navi/anno, ma se ne prevedono fino a 140 alla rada in mar Grande, inoltre, secondo il gruppo francese, avrebbe contribuito al traffico marittimo oggetto di una forte contrazione negli ultimi anni (dimezzato del 40% dal 2008 ad oggi), contribuendo così ad aiutare il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo strategico del porto di Taranto.

Lo stop del Governo porta ad ipotizzare  qualsiasi tipo di scenario, anche se al momento (come prevedibile…) non si registrino particolari reazioni da Taranto. Lo scorso 14 giugno, nonostante la delibera negativa del CIPE, si sono incontrati  il sindaco di Taranto ed il direttore della Raffineria di Taranto Michele Viglianisi, per trovare un accordo sulle royalties, e la delegazione dell’ Eni  si era recata a Palazzo di Città per sottoscrivere l’esecutività dei progetti di compensazione della Convenzione Tempa Rossa,  che era stata firmata fondandosi sulle prescrizioni indicate del decreto Via.

Da non dimenticare che nel 2014 la stessa maggioranza di centro-sinistra che amministrava il il Comune di Taranto, all’epoca guidata da Ippazio Stefàno, ed ora da Rinaldo Melucci, aveva formalizzato la sua opposizione al progetto  «Tempa Rossa» di Eni e Total approvando una delibera che ha la forma di un atto di indirizzo al Consiglio comunale, competente ad esprimersi per legge sulle questioni urbanistiche. La giunta ha ha dato il proprio parere favorevole ad una delibera con cui si invita la massima assise cittadina, nell’ambito dell’approvazione del Piano regolatore portuale, ad impedire la realizzazione delle opere comprese nel progetto denominato «Tempa Rossa»

Adesso diventano a rischio i progetti del Comune di Taranto finanziati da Eni, che   prevedevano diversi interventi di rifacimento del manto stradale e la riqualificazione degli arredi urbani, lavori questi finanziati per la quota parte a valere sul plafond di 6 milioni di euro messo a disposizione dall’ Eni, a seguito del un protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Taranto,  il 19 aprile dello scorso anno, con la joint venture “Gorgoglione” partecipata dalla compagnia francese Total, Mitsui Italia e Shell Italia,  e dal partner logistico Eni, per prevedere degli effetti di ricompensa economica in favore della città di Taranto per il progetto Tempa Rossa. Ma tutto questo non si realizzerà, con l’esultanza dei 5 Stelle, sulla base di quanto deciso dal Cipe.

Tempa_Rossa_a_Taranto_Confindustria

A rischio quindi lo sviluppo dell’omonimo centro oli di Corleto Perticara (Potenza), che prevedeva l’estrazione e il trattamento del greggio che poi sarà inviato alla raffineria di Taranto, mediante il già esistente oleodotto Val d’Agri-Taranto, e infine spedito via mare attraverso le navi petroliere, conseguentemente viene messo in forte dubbio  . La Total  appena 7 mesi fa aveva inaugurato a Taranto la sua nuova sede operativa a Palazzo d’Ayala Valva, un punto strategico vicino alla raffineria e al porto, che affaccia sul canale navigabile della città dei due mari, dove era stata trasferita la direzione commerciale e di shipping da Roma .

 




Fedemeccanica e Confindustria Taranto : "Acciaio Impresa"

ROMA – Quest’anno, per la prima volta, le assemblee generali di Federmeccanica e di Confindustria Taranto si svolgono in maniera condivisa, il prossimo 21 giugno dalle ore 15.30 a Taranto. L’industria metalmeccanica italiana si incontra con gli imprenditori tarantini all’interno di ArcelorMittal per ragionare sull’Acciaio, materia prima dell’Industria e sulle Imprese manifatturiere, materia prima del Paese.

Federmeccanica ha scelto Taranto e il suo grande impianto siderurgico nella consapevolezza che chi rappresenta l’industria metalmeccanica italiana non può chiamarsi fuori da una delle più complesse questioni industriali e sociali che riguardano il Paese e in modo profondo i tarantini. Una scelta coerente con il decalogo intitolato “Impegno.” presentato da Federmeccanica un anno fa. Un testo nel quale ogni singola riga e ogni capitolo esprimono la volontà di ricercare sempre una sintesi positiva tra le ragioni dell’Impresa e quelle della Persona e della sua Comunità.

Federmeccanica condivide con gli imprenditori tarantini una tensione ideale che spinge all’azione e all’assunzione di responsabilità nei confronti del grande progetto di rinnovamento industriale avviato da ArcelorMittal la cui importanza assume un valore paradigmatico per l’intero Paese.

PROGRAMMA ASSEMBLEA GENERALE – 21 GIUGNO 2019

ORE 15.30 APERTURA LAVORI • SALUTI

Matthieu Jehl, Amministratore Delegato ArcelorMittal Italia

Matthieu Jehl, Vice Presidente e Amministratore Delegato ArcelorMittal Italia;

Rinaldo Melucci, Sindaco Comune di Taranto;

Giovanni Gugliotti, Presidente Provincia Taranto;

Cosimo Borraccino, Assessore Sviluppo Economico Regione Puglia;

RELAZIONI

Alberto Dal Poz, Presidente Federmeccanica;

Vincenzo Cesareo, Presidente Confindustria Taranto;

Vincenzo Cesareo, Presidente Confindustria Taranto

INTERVENTO

S.E.R. Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e Presidente Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace Conferenza Episcopale Italiana;

CdG Vincenzo Boccia

Vincenzo Boccia, Presidente Confindustria.

CONCLUSIONI

Vincenzo Boccia, Presidente Confindustria.




Il Ministero dell' Ambiente apre riesame Aia ex Ilva

ROMA– “Il ministero dell’Ambiente ha provveduto con l’emanazione del provvedimento di riesame dell’Autorizzazione di impatto ambientale, Aia”. Con queste parole il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa in audizione dinnanzi alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sull’ex Ilva (ora Arcelor Mittal Italia)  ha reso noto l’emanazione del riesame disposta il 27 maggio a seguito della richiesta arrivata dal Comune di Taranto.

Il ministro dell’ Ambiente, Sergio Costa

L’apertura del riesame dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, era stata chiesta con “un’istanza del 21 maggio” per ragioni sanitarie sulla base degli “esiti del rapporto di valutazione del danno sanitario elaborati da Arpa Puglia e Asl Taranto“, in cui si evidenzia “un rischio residuo non accettabile per la popolazione” anche alla fine del “completamento degli interventi previsti” dall’Aia del 2012.

A seguito di istanza avanzata dal Sindaco del Comune di Taranto con nota prot. n. 70759 del 21.05.2019, il Direttore Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente, con proprio Decreto n. 188 del 27.05.2019, nell’accoglierne le motivazioni e dopo averne verificato la correttezza formale, ha disposto il riesame ai sensi dell’art. 29-quater comma 7, del D.Lgs. 152/206 dell’autorizzazione integrata ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017.

IstanzaRiesameComuneTaranto

Si apre quindi un nuovo capitolo “ambientale” per Taranto. “Il 24 giugno torneremo in città per incontrare ancora una volta i tarantini e continuare il percorso avviato insieme un mese fa”. h aggiunto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “E’ un dovere procedere al riesame – osserva Costa lo dobbiamo ai cittadini e ai lavoratori. Abbiamo accolto con favore l’istanza del sindaco, con il quale il rapporto di collaborazione è costante e proficuo”. Il ministro parla di un “timing” con scadenze precise; e in base ai risultati si procederà a rivalutare l’Aia, eventualmente fissando più adeguate condizioni di esercizio”.

MinAmbiente Riesame

Con un comunicato apparso sul sito del Comune di Taranto,  il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci (Pd) ha affermato: “Stiamo operando ogni giorno con la passione per Taranto e tentando di offrire a tutto il mondo una immagine finalmente positiva del nostro territorio e delle nostre capacità.  Ma non dimentichiamo le nostre ferite, non lasciamo che il tempo e i momenti di giusta festa facciano affievolire il nostro impegno verso la salute dei cittadini e il futuro dei residenti più esposti e fragili”.

“Ed è per questo motivo e per le ragioni che più in dettaglio sono esposte nella richiesta formale inviata al Ministero dell’Ambiente, – continua la nota – col quale esiste un dialogo costante e proficuo, che ho firmato la richiesta di riesame del Piano ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017 per lo stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale Arcelor Mittal Italia S.p.A. di Taranto (ex ILVA S.p.A. in A.S), ai sensi dell’art. 29-octies del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.”

CdG comunicazione riesame

Concludendo: “Apprendo dalla stampa che l’attuale gestore avrebbe dato nuove aperture sul rifacimento del principale altoforno nella direzione della decarbonizzazione. Non posso che compiacermene. Sono sicuro, allora, che non avranno difficoltà a rendersi disponibili ad un ripensamento complessivo della loro programmazione nella direzione della maggior prevenzione dei rischi sanitari per i cittadini di Taranto“.

L’ex-direttore generale di ARPA PUGLIA, prof. Giorgio Assennato, in un commento postato su Facebook  ha così commentato: “L’articolo della 152 prevede la richiesta del Sindaco. Costa ha dichiarato la piena legittimità tecnica e giuridica della richiesta del sindaco” ed aggiunge .”La legge regionale n.21 del 24 luglio 2012 prevedeva anche la valutazione preventiva del rischio sanitario da effettuarsi anche in caso di rispetto delle soglie degli inquinanti atmosferici. Il Governo nel 2013 approvò una VDS ad hoc per Ilva eliminando ogni efficacia della valutazione epidemiologica e bloccando la procedura in caso di valori sotto soglia degli indicatori di qualità dell’aria”

“Arpa fece ricorso al TAR Lazio che confermò la validità delle due VDS, – continua Assennato – una, la statale, solo per ILVA, l’altra, la regionale, valida solo per le altre aziende inquinanti di Taranto. Ora, incredibilmente, il Ministero riabilita la nostra VDS regionale dichiarandola applicabile allo stabilimento di Arcelor Mittal. Per me una soddisfazione “postuma“.

 

 

 

 




Comune di Taranto: il sindaco nomina la 2nda giunta in due anni

TARANTO – Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci (Pd), alla guida di una coalizione di centrosinistra, che sopravvive grazie al voto di scambio con liste civiche, ed al sostegno di due consiglieri che sulla carta sarebbero emanazione del centro destra ( e cioè i fratelli Cito) dopo l’azzeramento del 6 maggio scorso deciso per avviare “una fase di riflessione ed entrare al meglio nella seconda parte del mandato” ha varato la nuova giunta con sette assessori . In questa fase Melucci tratterrà per sé le ulteriori deleghe a Lavori Pubblici, Ambiente, Affari Legali e Programmazione Finanziaria.

Soltanto quattro gli assessori confermati: Gianni Cataldino (Sviluppo Economico e Polizia Locale), Fabiano Marti (Cultura e Sport) e Paolo Castronovi (Società Partecipate e Risorse Umane). Entrano in giunta Gabriella Ficocelli (Servizi Sociali e Integrazione), con un passato di militante del centrodestra,  recentemente candidatasi sindaco al Comune di Pulsano (Taranto); Rita Frunzio (Pubblica Istruzione e Pari Opportunità), dirigente scolastica; Deborah Cinquepalmi (Affari Generali e Associazionismo), presidente dell’onlus Simba; e Augusto Ressa (Urbanistica e Mobilità), della Soprintendenza Archeologica, Francesca Viggiano (Patrimonio)

Un nuova giunta che teoricamente avrebbe dovuto rinsaldare ed allargare la maggioranza, con il rientro in maggioranza dei 4 consiglieri del  gruppo “Indipendenti per Taranto (che in realtà di indipendente e civico non ha nulla, in quanto i consiglieri sono stati eletti, 3 nelle liste del PD ed uno del PSI)  in realtà rischia di provocare una vero e propri terremoto interno al Partito Democratico in terra jonica.

Al momento, i consiglieri comunali dell’attuale maggioranza di centrosinistra non si espongono più di tanto tacciono, ma non nascondono il dissenso crescente che potrebbe esplodere in maniera evidente subito dopo le elezioni europee. L’area del PD che ha appoggiato  la candidatura di Nicola Zingaretti coordinata a Taranto dall’ex senatore Giovanni Battafarano non a  caso ha già assunto una posizione molto dura che potrebbe portare un scontro interno con l’ attuale  segreteria provinciale guidata dal “renziano last-minute”  Giampiero Mancarelli, vicino alle posizioni della Sen. Teresa Bellanova e dell’ ex-senatore Ludovico Vico.

In una nota inviata dall’area tarantina che fa riferimento al segretario nazionale dem Zingaretti, si legge  “Avevamo auspicato che la verifica di giunta avviata dal sindaco Melucci fosse improntata sui contenuti e sul rilancio dell’azione amministrativa per il bene di Taranto. La conclusione della stessa disattende completamente i nostri propositi e le nostre speranze e soprattutto rischia di deludere clamorosamente le aspettative della città e di vanificare gli appelli alla coesione, che da più parti si sono levati, per fronteggiare al meglio le tante e complesse questioni che attanagliano la comunità jonica“. Il dissento è totale ed eloquente: “La formazione di una giunta bonsai va esattamente nella direzione opposta a quella evocata alla vigilia, che aveva l’obiettivo di allargare la maggioranza politica e rafforzare l’attività di governo. La mancata nomina di Francesca Viggiano e Massimiliano Motolese, ( a suo tempo indicati dall’ ex-on. Michele Pelillo ) la cui conferma invece era stata richiesta dal gruppo consiliare, sembra un’azione diretta a schernire il Pd, a considerarlo marginale nonostante esso abbia contribuito in modo preponderante alla elezione del sindaco e rappresenta il gruppo più numeroso nel consiglio comunale”.

L’ex assessore Simona Scarpati  (2a dei non eletti in consiglio comunale)  indicata dal Sen. Dario Stefano (area renziana) critica duramente la gestione “politica” della formazione della nuova giunta,  attaccando  il segretario Mancarelli ed il capogruppo PD in consiglio comunale Emidio Albani (eletto in una lista civica) per come hanno politicamente gestito la vicenda. “Al netto di deleghe assessorili conferite a chi, (il riferimento è a Gabriella Fococelli, già assessore nella giunta di centrodestra a Pulsano ) mi pare di ricordare essere stata assessore in Amministrazioni comunali della provincia jonica quale espressione del Popolo delle Libertà, il dato che emerge in tutta la sua drammatica rilevanza, è la totale assenza di esponenti del Pd nella giunta comunale” scrive in una nota l’assessora “trombata” (cioè non eletta dagli elettori) e scaricata da Melucci.

Gabriella Fococelli, ex esponente di Forza Italia nel Comune di Pulsano

La Scarpati attacca anche il neo assessore Deborah Cinquepalmi (cugina di Walter Musillo, coordinatore del gruppo Indipendenti per Taranto) che pur essendo stata anch’essa candidata nelle liste del Partito Democratico alle ultime elezioni amministrative,  che a suo dire non sarebbe da considerarsi rappresentate del Pd: “Dato infatti per assodato ed acquisito che la nomina della dottoressa Cinquepalmi non sia certo riconducibile alla espressione del gruppo consiliare Pd, né del Pd stesso, con il qual partito può vantare come unico punto di tangenza una mera candidatura di servizio in occasione delle elezioni amministrative 2017, una rigorosa riflessione deve invece compierla il segretario provinciale del Pd Giampiero Mancarelli che incassa l’ennesimo fallimento politico, passando da una rappresentanza politica di tre assessori a zero assessori nella nuova giunta. Fallimento politico della sua gestione del Pd jonico che oggi si certifica incontrovertibilmente, ove mai ve ne fosse stata ulteriore necessità, anche tenuto conto dell’esito catastrofico dell’esito parimenti negativo della elezione del presidente della Provincia, nell’ottobre scorso, nella quale partita, come noto, non toccò palla, spianando così la strada al sindaco Melucci verso il tritacarne politico della candidatura, con le ripercussioni ben note che ciò determinò“.

La Scarpati  attacca anche Albani: Serie quanto doverose dimissioni si impongono anche per il capo gruppo consiliare del Pd Emidio Albani: già eletto consigliere tra le fila di una lista civica della coalizione e poi transitato qualche mese fa tra i banchi del Pd diventandone capogruppo consiliare, senza tuttavia poter vantare nel proprio curriculum politico alcuna militanza nello stesso partito o nell’area di centrosinistra“, dimenticando nel frattempo che l’esperienza di Albani è strettamente correlata e collegata a quella del sindaco Melucci: cioè di chi l’ha mandata a casa !

Uno sfogo più rancoroso che politico, che esprime l’astio della Scarpati a seguito della sua fuoriuscita dalla giunta comunale. Ora le toccherà tornare a fare l’avvocato, e non sarà certo una passeggiata per lei. La concorrenza è dura ed affollata. E peraltro nel suo caso è pressochè arduo se non impossibile  dire “e’ la politica bellezza…!




Autorità Portuale Taranto: anche il 2018 si è chiuso in flessione

ROMA –  I dati e numeri resi note ieri dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio (che come sempre nel suo stile “illegale” evita di mandarceli) , ancora una volta si manifesta l’incapacità dell’attuale vertice ad una gestione manageriale che ripone le proprie speranze come sempre sulle prospettive, in vista di un aumento della produzione siderurgica annunciata da Arcelor Mittal , mentre è rilevante la riduzione sull’attività petrolifera della raffineria ENI di Taranto.

I dati dell’anno 2018 sono ancora una volta deprimenti: le movimentazioni sono state minori di quelle del 2017 in cui erano state gestite 21,6 milioni di tonnellate di merci, calate nell’ultimo anno  a 20,4 milioni di tonnellate, con una riduzione del 5,6% . Per essere maggiormente precisi le merci sbarcate nel 2018 sono state 12 milioni di tonnellate (con un calo -5,1%) con 8,5 milioni  imbarcate (ed un calo del -6,4%). Il cargo in transito dal porto di Taranto è costituito nel suo complesso per circa il 57,3% da rinfuse solide; costituite nel 24,2% da merci varie e nel 18,5% da rinfuse liquide.

Il risultato negativo conseguito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio , è ancora una volta il risultato di andamenti alterni e di una incertezza manageriale evidente che è sotto gli occhi di tutti. Non a caso a fronte dei modesti numeri positivi registrati per le rinfuse solide con 11,7 milioni di tonnellate (+3,1%) , balzano agli occhi le negative performance sulle rinfuse liquide che hanno raggiunto 3,8 milioni di tonnellate (con una diminuzione del -17,7%) e delle merci varie (-13,3%) con 5 milioni di tonnellate.

L‘ avvocato Prete, presidente dell’ Autorità Portuale cerca sempre di nascondere le proprie evidenti incapacità manageriali e gestionali tentando di giustificare i propri risultati negativi collegamenti all’andamento della produzione industriale che determina la movimentazione portuale di rinfuse e in particolare a Taranto, la cui attività è strettamente legata a quelle dello stabilimento siderurgico siderurgico e della raffineria Eni, che sono i principali clienti ed utilizzatori del porto, che altrimenti sarebbe una vera e propria cattedrale del deserto del mar Jonio.

Il Porto di Taranto  ha beneficiato dell’ incremento degli imbarchi di rinfuse solide con circa 1,5 milioni di tonnellate, +19,2% sul 2017; e  gli sbarchi hanno registrato un aumento dell’1,2% con 10,3 milioni . Risulati questi che in realtà sono stati raggiunti esclusivamente grazie alla stabilizzazione della situazione dell’industria siderurgica in amministrazione straordinaria. Prete confida che l’ attività generata dalla nuova gestione di Arcelor Mittal Italia dello stabilimento siderurgico  ex Ilva , possa contribuire a rilanciare il Porto di Taranto che se fosse stato privato sarebbe fallito da un pezzo.

La contrazione degli sbarchi (-39,4%) con 1,1 milioni di tonnellate nel 2018, rispetto a 1,8 milioni dell’anno 2017, e degli imbarchi con 2,7 milioni inferiori del -3,3% rispetto al 2017 secondo l’ Autorità Portuale è causata dalla riduzione dell’import marittimo della raffineria Eni che sta utilizzando il greggio proveniente dalla Basilicata. Dimenticando che il greggio estratto in Basilicata parte proprio dal Porto di Taranto !

Anche quest’anno nessun numero viene fornito in merito alla movimentazione commerciale dei container per il 2018 che rimane immobile come era stata nel 2016 e 2017 . L’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio confida nel rilascio della concessione del Molo Polisettoriale del Porto di Taranto alla holding turca Yilport, tredicesimo operatore terminalista al mondo, che potrebbe contribuire  a rianimare il settore dopo il fuggi-fuggi dei precedenti gestori e terminalisti a causa dei lavori infiniti di ristrutturazione del Porto (oltre 400 milioni di euro) .

 

Incuranti di coprirsi di ridicolo dall’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio cercando di minimizzare anche la riduzione in transito nel 2018 comparto passeggeri, a fronte di una pressochè inesistente attività, dimenticando di spiegare i ritardi (quasi tre anni dei lavori di realizzazione del  Molo Passeggeri “Falanto Service Port Center” ) che doveva essere pronto e finito da ben due anni ! in buona compagnia del sindaco “doubleface” Rinaldo Melucci che in campagna elettorale, allorquando era ancora il presidente dello Ionian Shipping Consortium garantiva addirittura che Taranto sarebbe diventato un porto di arrivo e partenza per le navi della Thomson Cruises. Ma per vederle bisogna rivolgersi agli amici e colleghi del noto programma RAI “Chi l’ha visto ?” !!!

Eppure nel 2017  Rinaldo Melucci, (all’epoca dei fatti)  presidente di Isc, così commentavano a Il Sole 24 Ore: È un progetto che vogliamo consolidare. L’obiettivo è ampliare il numero degli attracchi coprendo da aprile a novembre 2018. Vogliamo riconfermare la Thomson Spirit ma anche portare a Taranto l’ammiraglia della flotta, la Tui Discovery 2, così come una seconda importante compagnia per la quale stiamo chiudendo le trattative“. Le solite “cazzate” elettorali!

Sergio Prete

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Avv. Sergio Prete ha dichiarato ( ma non a noi non avendone il coraggio !) : “Il porto di Taranto  sta gradualmente superando la profonda crisi degli ultimi anni dovuta a vari fattori, tra i quali le note problematiche del comparto industriale e la chiusura del terminal contenitori. Già a partire dalla fine dello scorso anno si sono avvertiti i primi segnali di ripresa. Il concreto avvio di tutte le iniziative messe in campo e delle attività programmate consentirà una graduale ma importante ripresa che potrà condurre lo scalo ad una crescita esponenziale, sia in termini di traffici ed occupazione ma anche di diversificazione, innovazione e sostenibilità ambientale. Yilport, Zes, ArcelorMittal, l’Innovation Hub, Piattaforma Logistica, Falanto Service Port Center, sono solo alcuni dei Pilastri su cui stiamo lavorando per garantire a Taranto il posizionamento strategico che merita nel Mediterraneo”. Anche questa volta quelle di Prete sono e restando solite parole al vento.

Resta da chiedersi quando il Ministero delle Infrastrutture deciderà di fare luce su una gestione poco chiara e sopratutto costellata da ritardi e spreco di denaro pubblico. Forse è arrivato il momento…




Melucci, solo un Sindaco può chiedere di rivedere l’Aia

di Giorgio Assennato*

Nella confusa vicenda dell’ex-Ilva di Taranto occorre trovare una via d’uscita dal doppio stallo che paralizza ad oggi le istituzioni locali. Il primo riguarda la Regione. E la sua richiesta di riesame dell’Aia. Il Ministero dell’Ambiente fa presente alla Regione che la richiesta potrà essere esaminata in presenza di nuove evidenze scaturite dal Piano Regionale di Qualità dell’aria, un piano che si basa sui dati delle centraline di Arpa Puglia.

Ma, a partire dal 2012, anno dell’intervento della Magistratura tarantina, i dati di qualità dell’aria nel quartiere Tamburi, per tutti gli inquinanti monitorati, sono abbondantemente nei limiti previsti dalla normativa (e questa è comunque, a mio parere, una buona notizia per i cittadini di Taranto). Né d’altra parte la Regione può chiedere il riesame dell’Aia sulla base della Valutazione del Danno Sanitario, perché per Ilva non si applica la legge regionale 21 del 24 luglio 2012, ma il Decreto Interministeriale del 24 aprile 2013 (noto come decreto Balduzzi-Clini) che non prevede il riesame dell’Aia per criticità sanitarie anche se acclarate, essendo possibile il riesame soltanto in caso di superamento dei valori soglia degli indicatori di qualità dell’aria urbana.

È evidente quindi che, sic rebus stantibus, la Regione Puglia non ha alcuna concreta possibilità di richiedere il riesame dell’Aia. Il secondo stallo riguarda il sindaco di Taranto Melucci, che minaccia il ricorso ad una ordinanza di chiusura dell’area a caldo del siderurgico. E qui siamo al dèjà vu. Gia nel 2010 il sindaco Ippazio Stefàno emise una simile ordinanza, fondata su dati Arpa ben più critici rispetto agli attuali, ordinanza che fu cassata dal Tar.

La normativa vigente infatti consente al sindaco, come massima autorità sanitaria del comune, di intervenire nelle conferenze dei servizi decisorie dell’Aia e di pretendere, accertata la criticità sanitaria causata dalle emissioni, prescrizioni più rigorose rispetto a quelle previste dalla commissione istruttoria ministeriale. Non c’è quindi alcun motivo per far ricorso ad uno strumento straordinario.

A dare supporto alla mia opinione, e quindi ad una eventuale richiesta di riesame dell’Aia da parte del sindaco, è lo stesso direttore del Dipartimento per le autorizzazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente, Giuseppe Lo Presti. In un intervento pubblicato sulla rivista di Arpa Emilia-Romagna, scritto in replica ad una mia nota, egli precisava che «l’istruttoria tecnica (…) non prevede direttamente valutazioni sanitarie; queste sono eventualmente introdotte nel procedimento (Aia) da parte dei soggetti a ciò abilitati, in base a valutazioni istruttorie loro proprie. In particolar modo la norma richiama e fa salvi i poteri del sindaco (…) che vengono esercitati con apposite prescrizioni in sede di conferenza di servizi ovvero con la possibilità di chiedere un riesame volto a stabilire condizioni di esercizio più severe per acclarati motivi sanitari“.

Il Sindaco di Taranto dovrebbe quindi utilizzare le criticità sanitarie per rompere il doppio stallo istituzionale sopra citato.

*ex direttore generale Arpa Puglia



Servizi di potenziamento dell'accoglienza turistica nel Porto di Taranto. Ma quale ?

TARANTO – Siglato oggi nella sede dell’Autorità di Sistema portuale dello Ionio a Taranto un accordo fra Autorità portuale  e Agenzia regionale Pugliapromozione. A firmare l’accordo, alla presenza di Loredana Capone Assessore all’Industria turistica e Culturale della Regione Puglia, Matteo Minchillo, Direttore generale di Pugliapromozione e l’ Avv. Sergio Prete, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio riconfermato nonostante tutti i guai fatti nella sua precedente gestione dall’ex-ministro Delrio . L’ennesima firma inutile, che ha contraddistinto la disastrosa presidenza dell’ Avv. Prete.

 L’accordo siglato con Pugliapromozione per una programmazione più strutturata dell’accoglienza nel porto di Taranto, rappresenta un altro passo importante per lo sviluppo del mercato crocieristico in Puglia – ha commentato l’Assessore all’Industria turistica e Culturale della Regione Puglia –  È  un accordo molto importante che rientra negli interventi previsti dal Piano strategico del turismo Puglia 365 a sostegno del potenziamento del sistema dell’accoglienza turistica presso i principali gate di accesso al territorio, quali porti e aeroporti. I cosiddetti “non luoghi” deputati al transito di passeggeri, di fatto intercettano i principali flussi turistici e rappresentano la prima tappa di un itinerario all’interno del territorio regionale. È molto importante quindi che siano accoglienti, in grado di fornire tutte le informazioni e che facciano sentire i viaggiatori già in Puglia. Così come abbiamo già fatto per l’ Aeroporto di Bari e Brindisi e il porto di Bari, anche il porto di Taranto accoglierà  i passeggeri in arrivo con le immagini e le informazioni utili in modo da invogliarli a visitare la Puglia”.

Con l’accordo, che ha la validità di tre anni, l’AdSP del Mar Ionio e l’Agenzia Regionale del Turismo Pugliapromozione hanno concordato di porre in essere (sulla carta…) un’azione congiunta di accoglienza turistica e gestione dei flussi di passeggeri/viaggiatori/turisti, nel porto di Taranto, per promuovere e valorizzare la Puglia come destinazione  turistica e meta di viaggio in conformità alle rispettive mission istituzionali. In particolare, nello scalo portuale di Taranto viene potenziata e qualificata l’accoglienza dei viaggiatori in transito al fine di migliorarne la soddisfazione e il benessere presso i luoghi di sosta portuali; diffusa l’immagine coordinata della Puglia, del suo straordinario patrimonio culturale e delle sue bellezze e promosso l’incontro fra il sistema di offerta regionale e i mediatori dei flussi nazionali e internazionali del turismo, anche attraverso l’organizzazione di eventi e workshop business to business. Ancora una volta tante belle parole al vento…

Il porto di Taranto sta gradualmente acquisendo sempre più visibilità nel mercato delle crociere” – ha dichiarato il Presidente Prete con la solita sfacciataggine di chi mente ben sapendo di mentire  – “Abbiamo puntato sulla diversificazione dei traffici e stiamo cominciando a raccogliere in questi anni i primi risultati positivi, sia sotto forma di conferme da parte delle compagnie di navigazione, prima fra tutte Marella, che soprattutto di riscontri entusiastici da parte dei passeggeri. Lo sviluppo del traffico crocieristico può portare grande beneficio al territorio in termini culturali ed economici. Con questo obbiettivo abbiamo avviato anche la riqualificazione del waterfront, il cui primo passo è costituito da costituendo Centro Servizi “Falanto”. L’accordo con l’agenzia regionale Puglia Promozione consentirà di implementare una strategia comune di promozione e accoglienza per la valorizzazione di Taranto e della provincia ionica, ripartendo dalla sua più grande risorsa: il mare.”

18 giugno 2016: la prima pietra del Centro Servizi Polivalente Falanto

Peccato che il Presidente Prete, non spieghi qualcos’ altro, visto che gestisce denaro pubblico. La realizzazione del Centro Servizi Polivalente Falanto nel Porto di Taranto , che dovrebbe costare circa sette milioni di euro di investimento (previsione del 2006, quando si millantava  un anno di lavori ….).  Il taglio del nastro che dette il via al cantiere al molo San Cataldo, avvenne il 18 giugno 2016, alla presenza del vice ministro lo Sviluppo economico Teresa Bellanova (in carica all’epoca dei fatti) con la solita benedizione di mons. Filippo Santoro, vescovo di Taranto, alla presenza dell’Autorita’ portuale Sergio Prete, e pensate che c’era ancora in carico il sindaco Ippazio Stefano,  ed altre istituzioni e personalità legate all’economia locale.

il rendering del Centro Servizi Falanto. Dopo tre anni ancor’oggi non realizzato

Il progetto venne scelto tramite un concorso di progettazione a premi del 2008, vinto dall’architetto Rosario Pavia. La Christian Color di Taranto, la Antonacci termoidraulica di Foggia e la Cardinale srl di Avellino, le ditte che avrebbero dovuto realizzare i lavori entro un anno, sotto la guida dell’ingegnere Domenico Daraio. Ma a distanza di tre anni, l’ avv. Prete ed i soliti “politicanti” del Pd tarantino, continuano a vendere fumo negli occhi grazie anche ad una stampa locale incapace di esercitare il dovuto controllo giornalistico sulle opere pubbliche che non si concludono mai. Dopo tre anni, scrivono che fra qualche mese sarà pronta, dimenticando che doveva essere pronta entro 12 mesi, e quindi nel giugno 2017. E dopo due anni di ritardo, ancora oggi non c’è mai una data certa. In perfetto….”stile” della gestione portuale del presidente Prete.

A partire dalle promesse in campagna elettorale del Sindaco di Taranto, la cui sua ex-società (Melucci Shipping ora ribattezzata Meridian Shipping)  dove lavora ancora suo padre,  cura l’operazione di 5 attracchi (fra la fine di aprile ed ottobre 2019) di navi passeggeri della compagnia Marella Cruises appartenente al Gruppo Tui Cruises, nel porto di Taranto.

Della serie “tutto in famiglia” ! Tanto paga “pantalone”……

 




ESCLUSIVA. I nomi degli arrestati a Taranto per corruzione. Trema il "Palazzo" della politica

TARANTO – Arresti “eccellenti” quelli effettuati dal Nucleo di polizia economica finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto guidato dal Ten. Col. Antonio Marco Antonucci  nel corso dell’ operazione denominata “T.Rex”  per vari reati contestati sono, tra gli altri, quelli di corruzione, e turbata libertà degli incanti. L’inchiesta ha origine dal provvedimento di elevazione della discarica di Grottaglie. Delle 7 misure cautelari 4 prevedono la custodia in carcere, mentre le restanti 3 agli arresti domiciliari.

La richiesta di arresti porta la firma del sostituto procuratore della repubblica della Procura di Taranto, dr. Enrico Bruschi, accolta dal Gip dr.ssa Vilma Gilli che ha firmato l’ordinanza restrittiva.

Fra gli arrestati tradotti in carcere il “noto” politico Martino Tamburrano ex presidente della Provincia di Taranto e Sindaco di Massafra, ed il dirigente della Provincia  Lorenzo Natile (proveniente dal Comune di Massafra), a lui molto “vicino” da sempre, che aveva ruolo e  competenze nell’ente provinciale sull’ urbanistica, attività produttive, ambiente ed ecologia.

L’operazione vede impegnati finanzieri nelle provincie di Taranto, Roma, Bari e Milano, per l’esecuzione dei provvedimenti e delle perquisizioni presso uffici pubblici e numerose sedi societarie. Le indagini riguardano, in particolare, l’iter amministrativo per la concessione dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica di Grottaglie–contrada Torre Caprarica, meglio nota con il nome “LaTorre Caprarica”, gestita dalla società  Linea Ambiente (exEcolevante) di Rovato (Brescia) controllata dalla Linea Group Holding.

Cosimo Natuzzi

Tutti i nomi degli altri arrestati: Pasquale Lonoce (carcere), il figlio Matteo Lonoce candidato in una lista civica facente capo a Tamburrano alle ultime elezioni amministrative del Comune di Taranto, in cui risultò primo dei non eletti, e la figlia Federica Lonoce (domiciliari), il procuratore speciale della società-gestore della discarica di Grottaglie Roberto Venuti, il dirigente dell’ AMIU Taranto Cosimo (Mimmo) Natuzzi presidente e membro della Commissione di gara per la Raccolta di Rifiuti Solidi Urbani, l’ex presidente di AMIU Taranto municipalizzata Federico Cangelosi, commercialista, indicato e recentemente nominato dal Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci come componente nella commissione “tecnica” per il Termovalorizzatore dell’ amministrazione comunale jonica.

Il gruppo, costituito dall’ex presidente della Provincia Martino Tamburrano, e dal dirigente Natile dello stesso Ente e da imprenditori operanti tra l’altro nel settore dello smaltimento e gestione rifiuti, ha tratto vantaggi in denaro e beni attraverso atti corruttivi che hanno consentito notevoli indebiti guadagni. “Per me Martino è più mafioso di Totò Riina. Totò Riina è un coglione rispetto a lui”. Parole forti, forse esagerate quelle pronunciate dal “corruttore” Pasquale Lonoce presenti nelle 190 pagine dell’ordinanza cautelare contenente numerose intercettazioni.

Lo  sfogo di Lonoce con un altro indagato è eloquente : “Fatturato 700mila Euro con lui… 700/800 quelli che sono stati.. metà dei quali… sono andato a pagarli adesso. Trecentocinquantamila.. e per altri …Duecentocinquanta li ho dati a coglione per le elezioni e annessi e connessi … Solo di cene se ne sono andate 30mila euro al mese”. Nella tangente richiesta da Tamburrano era incluso anche il sostegno elettorale ed economico per la candidatura al Senato della moglie Maria Francavilla  in occasione delle ultime elezioni politiche, in cui  sostenuta dalla coalizione Lega-Fratelli d’ Italia-Forza Italia .

Secondo le indagini delle Fiamme Gialle, Tamburrano incassava la somma di 5mila euro al mese. Lonoce esasperato dalle sue continue richieste intercettato, si lamenta: “Quindicimila Euro al mese esco…. Ieri sera 800 euro con lei se ne sono andati. Per dirti, e tutte le sere e tutte le sere, quante volte quello va a mangiare e pago io, va con quelli e pago io. Oh! In media, quindicimila-ventimila euro al mese esco fatti i conti. Una cosa che siamo noi tre, perché siamo amici, un altro conto che quelli li hanno messi tutti a carico mio. Adesso questo altro fatto qua, dei terminali, là, i computer, i telefonini per i figli dei figli, le cose. Eh! Non li va a ritirare se non li pago. Weh coglione!”.

Per il pm Bruschi della Procura di Taranto i 5mila euro con il passare del tempo andava via via aumentando in quanto il presidente della Provincia avanzava richieste sempre più esose e pressanti”. Tra le tangenti compare anche un Suv  Mercedes 220 GLC  che Tamburrano ritira da un rivenditore di zona (D’ Elia) il quale a sua volta  era perfettamente a conoscenza della vicenda al punto che suggeriva a Tamburrano di adottare delle precauzioni: “Martino io direi due, tre mesi lasciala stare intestata a me… hai capito? Se no capi… si può pensare, hai capito? Se la è intestata prima lui, a fine anno, a dicembre, Puff e la…Quattro cinque mesi se no, perché poi la dobbiamo fatturare in un certo modo, noi a lui e conviene”.

Arrestati anche un membro della Commissione di gara per la Raccolta di Rifiuti Solidi Urbani di del Comune di Sava ( Taranto ), di 2 imprenditori attivi nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, nonché del procuratore speciale di una società gestore di una discarica ubicata nel comune di Grottaglie.

La discarica di Grottaglie (TA) in località La Torre Caprarica, denominata “III lotto”,

Si è accertato, anche attraverso l’ausilio di intercettazioni, che la società proprietaria della discarica di Grottaglie – Contrada Torre Caprarica – aveva terminato la sua attività di raccolta in quanto il sito era ormai colmo, senza possibilità di poter conferire ulteriori RSU. Nell’agosto del 2017 la Provincia di Taranto, dopo i pareri negativi degli organi preposti, aveva respinto inizialmente la richiesta di ampliamento.

Il procuratore legale della società sfruttando i buoni uffici di un imprenditore sammarzanese,(cioè del Comune di San Marzano di San Giuseppe  in provincia di Taranto) ha iniziato a tessere stretti rapporti illeciti con il Presidente della Provincia di Taranto Tamburrano, finalizzati a valutare nuovamente, la richiesta “rigettata” di rilascio dell’autorizzazione per il sopraelevamento della discarica di ulteriori 15 metri rispetto al livello di colmata.

A fronte di tali accordi, l’ex Presidente della Provincia si è attivamente adoperato per nominare un nuovo comitato tecnico ed il compiacente Natile Dirigente del Settore Ambiente, figura fino ad allora ricoperta dal segretario provinciale. I pubblici ufficiali, a fronte di tale impegno contrario ai propri doveri, ricevevano denaro e altre utilità, tra queste ultime l’ex presidente della Provincia otteneva, tra le altre, contributi per finanziare la campagna elettorale della moglie Maria Francavilla alle ultime elezioni politiche per il Senato.

NOTA. Ai nostri lettori: precedentemente è stata pubblicata una foto che ritraeva l’ On. Avv. Gianfranco Chiarelli (totalmente estraneo alla vicenda giudiziaria da noi trattata) accanto alla candidata  Maria Francavilla. Ci scusiamo con l’interessato che ribadiamo non ha alcun coinvolgimento nell’inchiesta

L’accordo corruttivo era talmente esplicito che il ritardo nel completamento dell’iter amministrativo aveva generato le vibrate rimostranze del corruttore che lamentava, per ogni giorno di inattività un mancato guadagno costituito dai ricavi derivanti dal conferimento in discarica dei rifiuti.

Le modalità di corresponsione delle “tangenti” si sono rivelate particolarmente ingegnose e innovative e, per lo più, concordate nel corso di incontri conviviali tra gli indagati ignari di essere ascoltati e pedinati.

 

I fondi da destinare ai pubblici ufficiali infedeli venivano costituiti attraverso l’affidamento dei lavori di sanificazione della discarica alle società riconducibili all’imprenditore sammarzanese. I pagamenti per tali prestazioni, risultati sovrafatturati, erano in buona parte destinati a corrispondere il prezzo della corruzione.

Il rappresentante legale della discarica, attraverso l’intermediazione del titolare di un autosalone, donava all’ex presidente della Provincia di Taranto, quale ulteriore compenso illecito, una autovettura di lusso del valore commerciale di circa 50 mila euro.

Martino Tamburrano

La gestione degli affari illegali da parte dell’ex Presidente della Provincia di Taranto si è spinta fino all’affidamento diretto, all’imprenditore di San Marzano, di lavori per somma urgenza e necessità in occasione degli eventi di calamità naturale verificatisi nell’estate del 2018, facendo fruttare compensi per ulteriori 95 mila euro circa.

Infine, è stato accertato che Martino Tamburrano si è prodigato per pilotare anche la gara di appalto per i servizi di raccolta rifiuti del Comune di Sava, influendo sul giudizio tecnico di due professionisti corrotti, facenti parte della commissione di gara, permettendo di far vincere l’appalto allo stesso imprenditore amico, attraverso una delle sue imprese.

 

 

 




Alla Provincia di Taranto eletto il nuovo consiglio. Sconfitta "bis" del centrosinistra

TARANTO – Erano 36 i candidati in corsa per i dodici seggi di consigliere provinciali disponibili. Tre le liste in campo per il rinnovo del consiglio provinciale di Taranto : Patto dei Sindaci, Alleanza per la Provincia, Terra Ionica. Nel seggio allestito a Palazzo del Governo sindaci e consiglieri hanno votato ieri sera fino alle 20, quando sono iniziate le operazioni di scrutinio. Due le liste di candidati al consiglio facevano riferimento al presidente in carica Giovanni Gugliotti : Patto dei sindaci per la Provincia e Alleanza per la Provincia;  mentre Terra Ionica,  espressione del centrosinistra, risultata sonoramente sconfitta, a conferma della precedente “trombatura” subita dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci.

La campagna elettorale interna fra i vari consiglieri comunali e sindaci della provincia jonica è stata molto intensa ed ha fatto registrare incredibilmente anche internamente al Comune di Taranto delle preoccupanti tensioni per la tenuta della maggioranza che come ben noto si tiene in piedi grazie solo ad un voto di differenza dalle opposizioni. Non a caso in occasione dell’ ultima seduta del consiglio comunale, conclusasi anticipatamente a seguito della mancanza del del numero legale,  che ha visto alcuni consiglieri di maggioranza, attaccarsi  urlando  fra di loro divisi sull’approvazione di una delibera .

L’ulteriore attesa sconfitta del centrosinistra potrebbe determinare forti contraccolpi sui fragili equilibri in maggioranza ed infatti proprio per questo motivo in Consiglio Comunale a Taranto si è preferito approvare il bilancio di previsione prima del risultato delle urne. Secondo “rumours” la sconfitta è ancora più eclatante in quanto   il sindaco di Taranto, Rinaldo  Melucci secondo alcuni non si sarebbe speso per alcuno dei consiglieri della sua maggioranza,  per evitare dissidi con Gianni Azzaro (capogruppo PD al Comune) e sopratutto con Piero Bitetti, leader del gruppetto di consiglieri che tiene in piedi la maggioranza consiliare che lo sostiene. Ed avrebbe appoggiato secondo i bene informati  la candidatura  del sindaco di di Statte Francesco Andrioli che anch’egli non è risultato eletto e non ha ricevuto alcun voto “viola” (cioè del Comune di Taranto, che vale 1.060 voti ponderati) . Mentre in realtà secondo fonti bene informate ed attendibili il sindaco Melucci ha votato per la sua “stampella” Bitetti, senza del quale non avrebbe i numeri per governare la città. Anche in questo caso ci sono stati dei “franchi tiratori” in seno alla maggioranza che hanno dirottato i propri voti verso altri candidati, approfittando del segreto dell’urna.

Questi i consiglieri provinciali eletti che resteranno in carica per i prossimi 2 anni.

Eletti nella lista “Patto dei Sindaci” (33,32% dei voti) eletti Festinante con 4578 voti, Quarto con 4560 voti, Fischetti con 3935 voti e Fabbiamo con 3769 voti. Lasigna, sindaco di Palagiano è risultato il secondo dei non eletti con 3402 voti.

Nella lista “Alleanza per la Provincia” (38,24% dei voti), eletti Rochira con 5832 voti, Vietri con 5815 voti, Brisci con 4817 voti, Pontrelli con 4019 voti e Franzoso con 3473 voti.

Per Terra Ionica, la lista del centrosinistra che ha raggiunto il 28,44% dei voti, eletti solo 3 consiglieri : Bitetti (il più suffragato con 6171 voti), Di Todaro con 4692 voti e Azzaro con 4488 voti.

Alla luce del risultato elettorale di ieri sera, il presidente in carica Gugliotti, potrà amministrare la Provincia di Taranto potendo contare su una maggioranza solida e schierata di 9 consiglieri, contro la quale poco e nulla potranno fare le opposizioni che contano solo su 3 consiglieri.

Da segnalare il misero risultato elettorale che ha portato all’elezione di Festinante su cui sono andati i 4 voti da 1060 voti ponderati (totale 4.240) dei consiglieri comunali del gruppo Indipendenti per Taranto, mentre la capogruppo Floriana de Gennaro che ha corso praticamente da sola, ha ricevuto fra i consiglieri comunali della provincia jonica consensi ben 5 volte maggiori a quelli miseramente raggiunti da Festinante.

Un risultato che nelle prossime ore potrebbe riservare non poche sorprese.




Gli "sponsor" del Comune di Taranto non piacciono alla città. E l' inquinamento del siderurgico continua...

ROMA – Qualcuno del Comune di Taranto deve aver fatto credere ad ArcelorMittal Italia, il gruppo franco-indiano che ha acquistato lo stabilimento siderurgico (ex Ilva) di Taranto, che sostenendo con qualche migliaia di euro le iniziative di Natale organizzate dall’ente comunale jonico, ciò avrebbe aiutato a conquistare simpatia e fiducia nella cittadinanza . Un’ operazione rivelatasi priva di alcun significato morale, a causa anche di interlocutori sbagliati.

Secondo il comunicato stampa di Arcelor Mittal e le auto-celebrazioni della Giunta comunale,  grazie al contributo dell’azienda  i bambini fino ai 6 anni fino al 20 gennaio potranno “pattinare gratuitamente  sulla pista di ghiaccio di piazza della Vittoria. Dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 18, avranno a disposizione i pattini e, per i più piccoli, un sostegno a forma di pinguino per non cadere“. Praticamente quello che accadeva l’anno scorso senza alcun contributo di nessuno !

ArcelorMittal Italia  con la propria nota ha reso noto di avere “aderito al programma natalizio del Comune di Taranto, contribuendo alla realizzazione delle luminarie che già illuminano la città auspicando di trascorrere questo primo Natale di ArcelorMittal Italia simbolicamente insieme a tutta la comunità di Taranto, di cui l’azienda vuole essere parte integrante, guardando al futuro“.

L’iniziativa è stata malgestita dietro le quinte con la consueta mancanza di professionalità e competenze da parte della solita “corte dei nominati” del Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci peraltro non è stata effettuata nella dovuta trasparenza amministrativa doverosa per un Ente pubblico comunale, che non ha fatto alcun bando di evidenza pubblica per le sponsorizzazioni delle proprie iniziative. Ma cosa aspettarsi da un assessore che si occupava sino ad un anno fa del marketing di alcuni supermercati della zona di Ferrara, ed arrivata a Taranto in virtù della sua amicizia con l’amata “staffista” del Sindaco Melucci ?

ecco la pista del ghiaccio di Lecce: coperta e sponsor “visibili” e non occulti

 

Un comportamento che ha generato non poche polemiche e c’è ha riportato alla memoria dei tarantini i tempi in cui la famiglia Riva, ex proprietaria dello stabilimento siderurgico dell’ ILVA, finanziava le fontanelle del cimitero San Brunone. Un’inizio di rapporti con la cittadinanza quello di Arcelor Mittal sicuramente sbagliato. Forse essere autonomi dal Comune di Taranto e più rispettosi delle realtà locali ed imprenditoriali non sarebbe una cattiva idea….

Nel frattempo ecco il “regalo” di Natale di Arcelor Mittal Italia ai tarantini….

A proposito…dove sono finiti i  soliti noti “pennivendoli” che facevano gli  ambientalisti ? Tutti ancora allegramente a Parigi in viaggio-vacanza a spese di Arcelor Mittal ?




L' editoriale del Direttore

Eccovi  l’ editoriale  del nostro Direttore Antonello de Gennaro, trasmesso all’interno del nostro programma “Sette e mezzo“, in diretta da Roma  venerdì 23 novembre 2018  sulle piattaforme del socialmedia Facebook ed Instagram.




L' editoriale del Direttore: Melucci torna a fare il Sindaco. La sua maggioranza ha famiglia...

ROMA – Eccovi  l’ editoriale  del nostro Direttore Antonello de Gennaro, trasmesso all’interno del nostro programma “Sette e mezzo“, in diretta da Roma  martedì 20 novembre 2018  sulle piattaforme del socialmedia Facebook ed Instagram.

 




Il Sindaco Melucci ritira le dimissioni: in casa Pd hanno tutti famiglia ...

ROMA – Con una comunicazione al segretario generale del Comune di Taranto, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha dimostrato di non avere alcuna dignità politica e rispetto per il voto, ritirando le dimissioni, dopo aver ri-acquistato il voto del consigliere comunale Gina Lupo un’esperta… di fiducia e sfiducia a fasi alterne, con cambi di casa, pressochè in tutta la sua attività pseudo-politica.

Un rientro in carica privo di dignità seguito da una comunicazione altrettanto ridicola e squallida in quanto Melucci non tiene minimamente conto del fallimento personale e politico di una maggioranza che sembra più un'”Armata Brancaleone”, guidata da un Sindaco,  che abbandonando la propria poltrona di fatto sarebbe  diventato un “disoccupato”, essendo privo di alcuna attività societaria, commerciale, come risulta dai registi delle Camere di commercio italiane.

Così scrive Melucci:Nei colloqui degli ultimi giorni ho potuto appurare con soddisfazione che, intorno ad una aggiornata piattaforma programmatica e post ideologica, torna a vivere una maggioranza coesa che al di là della forma ora si arricchisce di contributi che superano le mere sottoscrizioni e raccontano più dei freddi numeri.

Abbiamo tutti il dovere di ricercare una maggiore stabilità amministrativa, di ampliare la partecipazione alle scelte strategiche di questa epoca, di assicurare un ordinato sviluppo alla città, di continuare a rinvigorire l’immagine di Taranto, contenendo le pressioni esterne a questo territorio. E in questa direzione proseguirà il mio lavoro.

Riparto con la convinzione che, anche con il supporto di quei consiglieri con i quali in questa fase si è avviato un proficuo e responsabile dialogo, senza filtri e senza secondi fini, finalizzeremo presto i tanti progetti per la città e ci faremo apprezzare sempre di più dai tarantini. Ritiro oggi le mie dimissioni

Sarà divertente vedere nel prossimo consiglio comunale per chi voterà il consigliere comunale Ciraci, la cui moglie ambisce a diventare vigile urbano partecipando all’ultimo concorso (per il quale ha fatto anche ricorso contro la commissione !) , avendo sviluppato pressochè tutta la sua vita politica nel movimento AT6 di Giancarlo Cito, e paracadutatosi alle ultime elezioni nelle file di Forza Italia. Il Pd dovrà spiegare che differenza c’è fra i fratelli Cito e Ciraci, anche se questi signori pur di mantenere una poltrona ed un indennità-stipendio di consigliere comunale, farebbero patti anche con il diavolo. Non è politica. E’ monnezza a cielo aperto

L’editoriale del nostro Direttore trasmesso ieri in diretta sui nostri canali socialmedia:

 

 

Melucci in un comunicato scrive: “Ritiro oggi le mie dimissioni, dimissioni che non avevano alcunché di tattico, perciò credo abbiano fatto interrogare a dovere le istituzioni locali ed i gruppi politici. Anche perché, dinnanzi ad un nuovo venir meno della lealtà e del rispetto di ciò che i cittadini hanno stabilito nelle urne del giugno 2017, non ci sarebbe una seconda opportunità. Ringrazio i cittadini tutti per avermi testimoniato tanto calore in queste ultime settimane, è per loro e solo per loro che riprendo il timone“.

Questi i commenti più significativi apparsi sui socialmedia sulle dimissioni ritirate da Melucci:

 

 

Ma il più bello di tutti è questo:




Dietro le quinte della "crisi" al Comune di Taranto: è tutto un voto di scambio !

La prima video inchiesta del CORRIERE DEL GIORNO interamente dedicata alle dimissioni, ma sopratutto incoerenza e pochezza politica del primo cittadino (dimissionario) di Taranto, Rinaldo Melucci che si sta esercitando nella sua specialità: il voto di scambio.

Ecco come Melucci sta “comprando” il voto di alcuni consiglieri esterni alla sua maggioranza,  pur di ritornare sulla poltrona di primo cittadino. Tutto quello che Taranto vuole e deve sapere. In attesa che la magistratura si svegli…..

 




L' editoriale del Direttore

Eccovi  l’ editoriale  del nostro Direttore Antonello de Gennaro, trasmesso all’interno del nostro programma “Sette e mezzo“, in diretta da Roma  mercoledì 14 novembre 2018  sulle piattaforme del socialmedia Facebook ed Instagram.




L' editoriale del Direttore

 

Eccovi  l’ editoriale  del nostro Direttore Antonello de Gennaro, trasmesso all’interno del nostro programma “Sette e mezzo“, in diretta da Roma  venerdì 9 novembre 2018  sulle piattaforme del socialmedia Facebook ed Instagram.

 

 

 

Le frequentazioni poco rassicuranti del consigliere comunale Cisberto Zaccheo (PSI) entrato in Consiglio Comunale come 2° dei non eletti, con un centinaio scarso di voti, a seguito delle dimissioni della consigliera Patrizia Mignolo.: Fabrizio Pomes, e Cosimo Gigante. Giusto per ricordarvi qualcosa:

 

Cosimo Gigante, ex-consigliere comunale del PSI,  è stato rinviato a processo dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone

 

Fabrizio Pomes, ex-segretario provinciale del PSI,  è stato condannato a 11 anni e 6 mesi  , lo scorso 25 luglio 2017 dal Giudice dr.ssa Patrizia Todisco della 1a sezione Penale del  Tribunale di Taranto

 

 




La faida interna alla maggioranza blocca l'attività amministrativa del Comune di Taranto

TARANTO – Ieri mattina era previsto un consiglio comunale di Taranto dedicato al “Question Time” in cui vi erano da discutere importanti questioni per la città  I 12 consiglieri di maggioranza presenti in aula rappresentanti della maggioranza cioè Lo Noce, Albani, Capriulo, Blè, Casula, Azzaro, Galluzzo, Bitetti, Mele, De Martino, Cotugno e Zaccheo (altri cinque assenti), infischiandosene del mandato dei propri elettori e delle problematiche urgenti per i nostri cittadini, ad esempio la tassa per la differenziata, hanno deciso di rinviare la seduta consiliare.

Con una nota stampa Tony Cannone, Vice Presidente del Consiglio Comunale, attacca e critica la decisione della maggioranza che fa capo al sindaco Rinaldo Melucci, se ancora si può chiamarla tale,  “nascondendosi dietro la legittima autodeterminazione del Sindaco, che ha deciso all’ indomani delle votazioni alla Presidenza dell’Ente Provincia, che lo ha visto sconfitto e mancante dei voti di parte della sua maggioranza“, i cui consiglieri hanno preferito allontanarsi dall’aula senza procedere a nessun punto all’ ordine del giorno.

“La città langue e i componenti della maggioranza – dice Cannonedell’amministrazione Melucci e i suoi assessori, per risolvere le beghe tutte in organico al proprio interno, non solo fa saltare il consiglio comunale ma sospende persino tutte le commissioni, paralizzando così ogni attività amministrativa della città. La questione è tutta qui. La maggioranza non trova i 17 voti, ma solo 15, nell’urna delle schede per l’elezione del Presidente della Provincia, e la faida interna che ne è scaturita, blocca tutta l’azione amministrativa” 

“Quest’ultima dimostrazione della incapacità di questa amministrazione, – conclude Tony Cannonenon solo all’attività amministrativa, ma alla capacità politica, dà l’esatta dimensione di quanto poco interessi il benessere dei cittadini e della città tutta. Sindaco, spero non ci ripensi, che confermi le sue dimissioni.  Mandi a casa coloro che non hanno la capacità di “alzare l’asticella” di cui tanto parlava. Non sono capaci. Non sanno stare insieme. E lei Sindaco non ha saputo guidarli