Impianti sportivi, c'è l'accordo fra la Regione ed il Credito Sportivo. Ma Sannicandro (Asset) sfugge alle domande... sui Giochi del Mediterraneo

di Antonello de Gennaro

È stato siglato a Bari, il rinnovo dell’accordo della convenzione in essere tra Regione Puglia, Istituto per il Credito Sportivo e Puglia Sviluppo con la firma del protocollo d’intesa,  che dovrebbe consentire ulteriore impulso alla crescita degli impianti sportivi a livello regionale, attraverso gli incentivi sia come contributi in conto capitale sia come riduzione dei tassi di interesse dei mutui ICS.

Presenti all’incontro l’ assessore regionale allo sport Raffaele Piemontese , Andrea Abodi  presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, il presidente Coni Puglia Angelo Giliberto, Grazia D’Alonzo e Antonio Devito , rispettivamente presidente e direttore di Puglia Sviluppo, il dirigente sezione promozione della salute e del benessere della Regione Puglia Benedetto Pacifico ed il chiacchierato e poco educato Elio Sannicandro direttore generale dell’ Asset – l’ Agenzia regionale e strategia per lo sviluppo ecosostenibile del territorio.

da sinistra Elio Sannicandro, Grazia D’ Alonzo, Andrea Abodi e Raffaele Piemontese

Dopo tante slides e tante chiacchiere, da cui si è salvato il solo Abodi, che ha dimostrato ancora di essere un manager di alto livello istituzionale, essendo presente alla conferenza ho ringraziato il Presidente dell’ Istituto per il Credito Sportivo per aver “risparmiato” alla città di Taranto e sopratutto ai suoi contribuenti un indebitamento di oltre 20 milioni di euro dell’ Amministrazione Comunale di Taranto, il cui sindaco Rinaldo Melucci voleva ottenere per organizzare la “Ocean Race” competizione velica che peraltro da circa quattro anni non si svolgeva più…Un risparmio che si è basato anche sulla rigida posizione contraria della Corte dei Conti di Puglia che si è ben guardata dal dare semaforo “verde” all’ Istituto per il Credito Sportivo.

“Abbiamo previsto 50 milioni di euro per i prossimi 3 anni a sostegno dello sport pugliese – ha affermato nel suo intervento  Andrea Abodi -. L’accordo sottoscritto è finalizzato ad ottimizzare gli interventi finanziari utilizzando il Fondo regionale per l’impiantistica, compresa anche la realizzazione di spazi sportivi all’aperto e playground, e per concedere contributi in conto interessi, in una logica integrata e complementare con altre misure finanziarie in conto capitale messe in campo dalla Regione Puglia e da Pugliasviluppo. Un passaggio importante per incentivare la pratica sportiva, rendere gli impianti più moderni e accessibili, più efficienti energeticamente, migliorando anche l’impatto ambientale per uno sviluppo ecosostenibile“.

“Confermiamo l’impegno della Regione Puglia per le politiche sportive incrementando ulteriormente gli investimenti. Quest’anno abbiamo investito 17 milioni di euro per l’impiantistica ed ulteriori 5 milioni per la promozione di azioni che favoriscono e promuovono la pratica motoria e sportiva ad ogni livello – ha detto l’assessore Raffaele Piemontese (Pd)  -. Abbiamo approvato la programmazione triennale 2019-2021 per le attività sportive. Ci siamo attivati per definire nuove strategie per ottimizzare gli interventi e definire nuove opportunità di finanziamento dell’impiantistica mediante nuovi accordi con l’ Ics e con PugliaSviluppo . L’Ics ed il Coni hanno in Puglia una regione all’avanguardia nell’utilizzo delle risorse disponibili ed estremamente ricettiva per sperimentare nuovi modelli di sviluppo dello sport“.

ELIO SANNICANDRO, DIRIGENTE REGIONALE PUGLIESE, ATTUALMENTE SOTTO PROCESSO PER “CALUNNIA”

Dopodichè abbiamo fatto qualche domanda al più che “chiacchierato” Elio  Sannicandro, dirigente regionale molto “vicino” a Michele Emiliano, che esattamente un mese fa è stato rinviato a giudizio dal GUP del Tribunale di Bari Rosa Anna Depalo. Il grave reato d’accusa che gli è stato contestato e di cui dovrà rispondere è quello di “calunnia“, previsto dall’articolo 368 del Codice Penale, che prevede la reclusione compresa tra un minimo di due anni e un massimo di sei anni. e che, ai commi due e tre contempla anche delle ipotesi aggravate in cui la pena è aumentata. Domande dalle quali Sannicandro è letteralmente scappato persino fisicamente !

La vicenda per cui Sannicandro verrà processato risale al 2014 quando l’uomo, oggi a capo dell’ ASSET, l’ Agenzia regionale Strategica per la Sviluppo Ecosostenibile del Territorio, aveva accusato l’Accademia Pugilistica Portoghese di abusivismo edilizio, occupazione illecita di alcuni locali dello Stadio della Vittoria di Bari e manomissione degli impianti termici, procedimento penale questo che si è concluso qualche mese fa con l’assoluzione , a seguito del quale,  Antonio Portoghese, titolare della palestra, e Mariarosaria Autorino, ex presidente dell’associazione sportiva hanno deciso di denunciare Sannicandro .

Il presidente dell’ ASSET a seguito di una segnalazione, con relativa documentazione, da parte del Procuratore generale dello sport, il Garante del codice di comportamento sportivo, nel 2017 decise di infliggere la sanzione della censura al membro del Consiglio nazionale del Coni, Elio Sannicandro. in occasione della 1066ª riunione della Giunta nazionale Coni tenutasi al Foro Italico. La Giunta nazionale del CONI in quell’occasione ha anche recepito le dimissioni presentate dallo stesso Sannicandro da delegato del Coni della provincia di Bari. per evitare di essere cacciato.

L’ex “padre-padrone”dello sport pugliese era finito nella bufera a causa dell’affidamento della progettazione preliminare della pista di atletica nello stadio di Barletta che fu di Pietro Mennea con un finanziamento da 3,5 milioni, che contemplava un studio di fattibilità da 785mila euro,  a suo nipote, Luca La Bombarda, e al suo socio-collega di studio, Pierino Profeta. Due persone che Elio Sannicandro conosce bene. E non solo perché il Comune di Giovinazzo, dove Sannicandro è stato assessore fino a poco tempo fa, aveva affidato incarichi allo studio dove lavorano i due professionisti. Ma perché, come aveva denunciato l’estate scorsa il Comitato per la salute pubblica di Giovinazzo, Sannicandro potrebbe avere un conflitto di interesse con questi professionisti.

“Il nostro Comune le ha assegnato un incarico nel novembre 2013 relativo al collaudo statico di opere per un campo a 5. – scrivevano in una nota a Sannicandro all’epoca dei fatti  presidente del Coni Puglia –  Per queste sue attività lei indica lo studio che ha sede in corso Alcide de Gasperi 340, in Bari, con telefono […], numero che compare ancora nel curriculum da lei depositato. Alla stessa sede – continuavano – fanno riferimento gli ingegneri Pierino Profeta e Luca La Bombarda, soci della società cooperativa Architesis che ha sede allo stesso indirizzo“.

In pratica Sannicandro lavorava nello stesso studio dei tecnici che nominava come assessore al Comune di Giovinazzo prima e come presidente regionale del Coni poi. Ma c’è di più grave : Sannicandro conosce La Bombarda da quando è nato: è suo nipote, essendo figlio della sorella di sua moglie. Ciò nonostante, come avevano denunciato a Giovinazzo, il 5 agosto del 2015, da assessore al Comune di Giovinazzo, gli ha dato un incarico di manutenzione straordinaria per la manutenzione straordinaria della palestra di una scuola media.

 

Il Coni Puglia presieduto da Sannicandro  si candidò al  il rifacimento della pista di Barletta integrato nel progetto “Sport per le periferie” che si avvaleva di soldi pubblici per ristrutturare impianti in zone degradate. In tutta Italia vennero finanziati sette progetti , compreso quello di Barletta., il cui  finanziamento era di 3,5 milioni di euro. Il 21 gennaio di quell’anno è “stato approvato – si legge nella delibera di giunta del Comune – lo schema del protocollo d’intesa fra il comitato regionale del Coni e il Comune.  Una settimana dopo, esattamente il 28 gennaio, a tempi di record, il Conipresenta uno studio di fattibilità con l’indicazione degli interventi necessari e indispensabili per il completamento e adeguamento dello stadio“.

Uno studio di fattibilità che prevedeva una serie di interventi per 785mila euro. Progetto firmato dal Servizio impianti sportivi del Coni. Un ente che come si si legge sulle pagine web del Coni “svolge attività di programmazione, coordinamento, studi e ricerche sugli impianti“. Ma i nomi dei tecnici che si occupano del “fascicolo Barletta” non sono quelli che vengono riportati in alcune pagine ufficiali del Coni come consulenti abituali cioè l’architetto Marco Costanza e l’ingegner Gianluca Natale, ma bensì altri due professionisti: l’ingegner Pierino Profeta e l’ingegner Luca La Bombarda (a lato nella foto). Cioè il nipote di Elio Sannicandro.

Il Coni nazionale aveva aperto un’inchiesta interna e convocato Sannicandro a Roma. Al termine dell’incontro era stato trovato un compromesso: il Coni non avrebbe infierito sulla questione Barletta, occupandosene però da quel momento direttamente. E Sannicandro avrebbe annunciato che alla scadenza del suo mandato, tre mesi dopo, avrebbe fatto un passo indietro. La questione sembrava chiusa e risolta. E invece, mentre i tecnici romani del Coni erano a Barletta per incontrare il sindaco (all’epoca dei fatti) Pasquale Cascella e affrontare il tema pista, Sannicandro (che era “indagato2 per abuso di ufficio dalla Procura di Bari in un’inchiesta sulla gestione della palestra Portoghese) tenne una conferenza stampa a Bari nella quale si difese dall’inchiesta di Repubblica  “le informazioni diffuse sono false o fortemente distorte nella sostanza”, diceva, pur confermando tutto quello che era stato scritto,  ed annunciando querele civili e penali spiegava: “Io candidato? Lo scenario non è ancora chiaro. Abbiamo rinviato eventuali decisioni a dopo le Olimpiadi quando ci saranno regolamenti aggiornati. Chi deciderà? Non Roma né la politica, ma il consiglio regionale del Coni, nel quale apriremo il dibattito e nel quale deciderò se candidarmi o meno“.

Giovanni Malagò presidente nazionale del CONI

Dichiarazioni che fecero infuriare il Presidente nazionale del Coni: nel giro di qualche ora la pagina con il report della conferenza stampa sul sito del Coni Puglia venne oscurata, a cui fece seguito  una  lunga e durissima nota di Malagò contro Sannicandro. “Leggo con vivo stupore le affermazioni del signor Elio Sannicandro che contraddicono apertamente quanto da lui affermato nel mio ufficio lo scorso 7 aprile – scriveva Malagòdi fronte a quattro testimoni: con me c’erano il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini; l’amministratore delegato di Coni Servizi, Alberto Miglietta, e la responsabile dell’Organizzazione territoriale del Coni, Cecilia D’Angelo.

“In quell’occasione è stato illustrato a Sannicandro che, sulla base delle relazioni emerse dagli uffici, non c’erano gli estremi per un commissariamento del Comitato  – continuava Malagòma si è convenuto con Sannicandro, come da lui stesso confermato, che per evidenti ragioni di opportunità e stile la sua esperienza alla guida del Coni Puglia si sarebbe esaurita a scadenza naturale al termine del quadriennio senza riproporsi per un nuovo mandato. L’incontro è durato circa un’ora – continuava Malagò – come si può facilmente vedere dalla mia agenda personale disponibile in segreteria. A questo punto la credibilità personale di Sannicandro ha raggiunto un livello tale che eviterò in futuro di avere rapporti con lui. Resta inteso che la priorità del Coni è quella di restituire alla cittadinanza di Barletta la pista di atletica in cui mosse i primi passi al grande Pietro Mennea e a tale scopo i tecnici e gli uffici della Coni Servizi a Roma sono già al fianco del Comune di Barletta per ogni necessità. “.

Nasceva da tutto ciò la nota “ufficiale” della giunta nazionale del Coni, riunitasi il 24 ottobre 2017 al Foro Italico, con la quale si comunicava la conclusione del procedimento a carico dell’ingegnere barese Elio Sannicandro che per sedici anni aveva guidato il Coni regionale prima di lasciare il timone, a marzo 2017 e tra le polemiche, al suo vice Angelo Giliberto.  Sannicandro  con scarso senso etico rimase però ugualmente ai vertici degli organismi sportivi ottenendo la nomina di delegato provinciale del Coni per Bari,  rimanendo nel consiglio nazionale.

Ma non c’era soltanto Barletta fra gli scheletri nell’ armadio di Sannicandro. Secondo quanto scrivevano i colleghi di REPUBBLICA vi erano anche vecchie segnalazioni. Tra cui un esposto al Coni datato 2013 firmato dall’avvocato barese Davide De Vivo, rappresentante dell’associazione sportiva dilettantistica Apulia Nuoto, con i qualeil  legale segnalava delle irregolarità nella gestione della piscina comunale di Bitonto affidata prima direttamente al Coni e poi, a seguito di una lettera di “suggerimento” da parte di Sannicandro al Comune di Bitonto, alla Acquazzurra srl. Società che come scriveva Sannicandro, “ha affiancato il Coni negli ultimi due anni”. E nonostante ci fossero altre società disposte a prendere in gestione  a titolo oneroso la piscina comunale , il Comune l’aveva affida ad Acquazzurra senza pretendere soldi. “Tra i collaboratori di Acquazzurra – si leggeva nell’esposto – vi sarebbero la moglie e la sorella del segretario del Coni Puglia. Si potrebbe scorgere in questa tenace sponsorizzazione un danno all’immagine di un’istituzione che invece di tutelare le società sportive, verrebbe ridotta a mero soddisfacimento di interessi patrimoniali dei singoli collaboratori».

Per finire al caso del sito internet sportpuglia.net , che Sannicandro ha tenuto in vita a lungo. Un sito web “parallelo” a quello “ufficiale” del Coni Puglia , nonostante le ripetute sollecitazione di chiusura di quel sito ritenuto “fuorviante”… Ciliegina sulla torta, il Comune di Bari che Emiliano portava ad esempio di legalità ed etica dinnanzi al Csm nel procedimento disciplinare che lo ha visto sanzionato. Comune dove l’ingegner Sannicandro è stato per anni assessore ai tempi delle giunte di Michele Emiliano: ed anche qui Profeta ha ottenuto numerosi incarichi, ma all’epoca nessuno ha sollevato l’inopportunità. Alla faccia della “legalità” millantata dal plurindagato Emiliano.

Il “caso Sannicandro” era stato sollevato dai colleghi del quotidiano La Repubblica nel marzo 2016, che aveva indotto il presidente del Coni Giovanni Malagò ad aprire un’inchiesta per violazione del regolamento sul conflitto di interessi. Il Codice di comportamento sportivo, all’articolo 10 è molto chiaro  : “i tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo  sono tenuti a prevenire situazioni, anche solo apparenti, di conflitto con l’interesse sportivo, in cui vengano coinvolti interessi personali o di persone ad essi collegate“. E fu proprio a causa della “sussistenza anche solo apparente di un conflitto di interessi ” e “considerando le finalità anche preventive della norma suddetta”   recitava il provvedimento firmato dal Garante,  che Elio Sannicandro, in qualità di membro del consiglio nazionale del Coni, aveva ricevuto la sanzione disciplinare.

Michele Emiliano ed Elio Sannicandro

Elio Sannicandro ex-assessore al Comune di Bari nelle Giunte comunali guidate nei due mandati da Michele Emilian0, ed al Comune di Giovazzo, si è dovuto “accontentare” … del suo attuale ruolo di guida della nuova agenzia regionale “Asset” che maneggia non pochi soldi ed incarichi “pubblici”, nella quale  Sannicandro era già stato nominato come sempre dal governatore pugliese Michele Emiliano a febbraio 2017. A Sannicandro, commissario dell’Arem arrivò un incarico da 108mila euro annui, e nello scorso mese di settembre è stato nominato direttore generale di ASSET per una durata di tre anni, rinnovabile una sola volta, il cui trattamento economico è equiparato a quello lordo omnicomprensivo previsto per i Direttori di Dipartimento della Regione Puglia.

Dichiarazione redditi 2018 Sannicandro

Questo nuovo organismo creato dalla Regione Puglia per volere di Michele Emiliano, è una delle tante agenzie create ad hoc per collocare i suoi fedelissimi,  avrebbe dovuto avere sulla “carta” maggiori competenze e più poteri (rispetto alla vecchia Arem)  venendo chiamato a dare supporto tecnico agli uffici della Protezione civile, Enti locali e concessionari di opere pubbliche quanto alla prevenzione ed alla salvaguardia del territorio dai rischi idrogeologici e sismici. Peccato che Sannicando pur profumatamente pagato non si sia mai accorto di quanto risulta dagli atti del Comune di Taranto (a seguito di una perizia tecnica disposta dall’ ex-Sindaco Ippazio Stefàno), e cioè che la piscina comunale di via Bruno, affidata per 30 anni  in gestione dall’ ex-sindaco Rossana Di Bello (Forza Italia) alla famiglia Cassalia,  con un incasso per quest’ultima di 18 milioni di euro di soldi comunali e quindi “pubblici”, non sia in possesso dei requisiti anti-sismici e quindi priva di agibilità ai sensi di Legge !

Eppure Sannicandro, come risulta dal suo curriculum dovrebbe avere una certa “competenza” sull’agibilità delle piscine, essendo stato “Omologatore Ufficiale” della FIN (Federazione Italiana Nuoto) dal 1983 al 2001,omologando alcune delle più importanti piscine omologate: Piscina olimpica coperta Bellariva a Firenze, Piscina olimpica Villaggio SNAM a Pugnochiuseo (Foggia),  Piscina coperta comunale di Foggia, Piscina coperta comunale di Matera, Piscina olimpica Villaggio Montedoro a Trepuzzi (Lecce), Piscina coperta comunale a Rubo (Bari):  Piscine coperte Società sportiva ICOS a Lecce e Tricase (LE): Piscina coperta Hotel Majestic a Bari, e persino la Piscina olimpica del FORO ITALICO a Roma.

Al termine della conferenza e presentazioni di tante slides, abbiamo chiesto all’ assessore Piemontese quale sia il contributo finanziario della Regione Puglia all’organizzazione dei “Giochi dei Poveri”, cioè i “Giochi del Mediterraneo”, che nessun Paese-Stato voleva organizzare, e che costeranno ai contribuenti italiani la bellezza di 290 milioni di euro previsti dallo studio-progetto dell’ ASSET, costato peraltro circa mezzo milione di euro (ma sul quale Sannicandro non risponde, non nega e non conferma) che nessuno sa come siano stati spesi.

Infatti mentre il governo giallo verde (M5S-Lega) ha stanziato 100 milioni di euro grazie all’intervento del’ ex-sottosegretario alla Presidenza del Consiglio on. Giancarlo Giorgetti (Lega)  e grazie all’interessamento dell’ deputato barese Rossano Sasso (Lega) , abbiamo appreso che ad oggi nè il governo giallorosso in carico (M5S-Pd-Leu),  nè la Regione Puglia e tantomeno i comuni pugliesi interessati e coinvolti hanno ancora stanziato nulla. ZERO assoluto !

Alla nostra contestazione sulla fattibilità e mobilità prevista dal progetto dell’ ASSET, e sulla circostanza di aver deciso di utilizzare un villaggio turistico in provincia di Castellaneta (Taranto) di proprietà dell’imprenditore massafrese Antonio (Tonino) Albanese attualmente sotto processo dinnanzi al Tribunale di Taranto, e pluri-indagato per reati contro lo Stato e la giustizia, Sannicandro è andato via dal tavolo dell’evento, dicendomi davanti a tutti Lei già si è salvato da mia una querela, stia attento a quello che dice, che questa volta se parla ancora gliela faccio ! e quindi letteralmente scappato via aggiungendo “se ne vada via lei non è gradito dimenticandosi poveretto che la Regione Puglia è un “ente pubblico“, e non a casa sua. Ma forse un nostro articolo precedente non deve essergli andato molto giù, visto che subito dopo ha sguinzagliato i suoi sgherri a prendere informazioni su chi vi scrive.

Adesso però sarà il sottoscritto a procedere legalmente dinnanzi alla Procura di Bari, della quale Sannicandro è già un “cliente” affezionato. Nonostante Elena Laterza la portavoce del Governatore Emiliano, sia stata informata dell’ accaduto,  tutto tace, nessuno della Regione Puglia ha avuto l’educazione ed il buon gusto istituzionale di chiedere scusa. Nessun problema.

Come sempre ci affidiamo alla giustizia, quella “vera”, e non quella che cerca di utilizzare la toga senza indossarla, un abitudine molto “cara” più volte esercitata dal pluri-indagato Michele Emiliano, sanzionato dal Consiglio Superiore della Magistratura, che starebbe per aprire un nuovo procedimento a suo carico.

 

 

 

 

 




Emiliano, Morselli e Melucci: "Ora stiamo insieme". Della serie al ridicolo non c'è mai fine... !

ROMA – Ci sarebbe voluta la presenza di Roberto Giacchetti durante un assemblea per le primarie del PD quando disse ad Emiliano : “avete la faccia cole il culo”,  alla conferenza stampa “farsa” di ieri  con  l’ad Arcelor Mittal Italia Lucia Morselli , il governatore Michele Emiliano e il sindaco Rinaldo Melucci nella consueta parte degna del suo soprannome di “Sergente Garcia” con il quale ormai viene chiamata ed indicato da tutta Taranto .

Ascoltare  Emiliano dire cheper la prima volta mi sono sentito a casa” e Melucci aggiungere “Momento di ricucitura” e la Morselli affermare “L’acciaieria non finisce con un perimetro, esce da questa cerchia in cui sembra definita ed entra nelle case di tutti i dipendenti – ha dichiarato la numero uno di Am Italia per la prima volta dal suo subentro al cospetto della stampa locale (profumatamente “legata” cioè retribuita pubblicitariamente dal gruppo franco-indiano)  – abbiamo costruito una comunione d’intenti e sappiamo che stiamo insieme“.

Dire “Adesso sappiamo che stiamo insieme”, il giorno dopo in cui la Regione Puglia ed il Comune di Taranto si sono costituiti nel giudizio di Milano contro Arcelor Mittal Italia, relativo al ricorso cautelare presentato dai commissari contro il tentativo di sottrarsi agli obblighi contrattuali stipulati del gruppo franco-indiano.

La conferenza stampa fortemente voluta da Emiliano a fini elettori (a giugno 2020 si vota per il rinnovo del Consiglio regionale)  come di consueto ha quindi rasentato il ridicolo. La Morselli ha dichiarato sulla questione pagamenti che c’è stata “qualche difficoltà nei giorni scorsi, non voglio minimizzare perché sono cose molto serie. Con l’aiuto del presidente e del sindaco siamo riusciti a trovare rapidamente una soluzione. Una soluzione anche immaginando un percorso di coordinamento tra realtà produttiva locale e acciaieria di Taranto“. Sarà cioè costituita una specie di task force tra i fornitori dell’indotto ed appalto e l’amministrazione di Arcelor Mittal per evitare malintesi e difficoltà: si incontreranno con cadenza mensile “ma faccio un invito a loro per qualsiasi chiarimento, dubbio: siamo aperti e disponibili tutti i giorni”.

Resta da chiedersi, visto che nessun giornalista in conferenza stampa si è degnato di domandarlo, cosa c’entrino un governatore regionale ed un sindaco nelle procedure di pagamento di un’azienda facente parte di un Gruppo come Arcelor Mittal Italia quotato in Borsa . E sopratutto come mai siano “aperti e disponibili tutti i giorni” allorquando nei giorni precedenti, come dimostrato su alcuni programmi televisivi nazionali, ai loro centralini amministrativi non rispondeva nessuno, fino al vero intervento risolutivo e cioè quello delle procure di Milano e Taranto .

In serata è arrivata la notizia da Milano  l’udienza della causa civile a Milano che si è svolta ieri mattina all’interno della quale è stata  comunicata il cronoprogramma per il riassortimento dei magazzini. Il giudice Claudio Marangoni ha manifestato in apertura di udienza il proprio apprezzamento verso ArcelorMittal che rispettato l’invito, contenuto nella sua decisione del 18 novembre scorso, a non svolgere attività che potessero avere effetti irreversibili e danneggiare l’azienda. Fonti presenti all’udienza hanno riferito che Lucia Morselli Ad di ArcelorMittal Italia  “ha garantito il normale funzionamento degli impianti e la continuità produttiva” e quindi nessuno stop degli altoforni, con una ripresa del riassortimento dei magazzini nel prossimo mese con una produzione che da 10,5 kiloton che aumenterà fino a 12 kiloton in quattro settimane.

Adesso ArcelorMittal qualora la mediazione con il Governo non dovesse portare ad un accorso, avrà tempo fino al 16 dicembre per depositare una propria memoria nel procedimento sul ricorso cautelare presentato dai commissari. Quindi se il 20 dicembre ci sarà una convergenza sul contratto definitivo, che non sarà più quello originario ma dovrebbe contenere una serie di modifiche, la causa si estinguerà con un “non luogo a procedere”. nel procedimento sul ricorso d’urgenza dei commissari ILVA in A.S.  contro l’addio di ArcelorMittal, presenti come parti la Procura di Milano, la Regione Puglia e il Comune di Taranto. I legali dell’associazione di consumatori del Codacons hanno annunciato di essersi costituiti nel procedimento civile.

All’udienza erano  presenti per Am InvestCo (Arcelor Mittal) gli avvocati Giuseppe Scassellati, Ferdinando Emanuele, Roberto Argeri, Roberto Bonsignore (dello studio Cleary Gottlieb), De Nova, Enrico Castellani e Marco Annoni per l’ ILVA in Amministrazione Straordinaria.  La Procura di Milano , intervenuta nell’udienza di ieri, parallelamente continua a lavorare nell’ambito dell’inchiesta penale con le ipotesi di reato di aggiotaggio informativo e falsa dichiarazione dei redditi nei confronti del gruppo franco-indiana.

 

 




"Fuga Arcelor Mittal". Indotto di Taranto in ginocchio: seimila posti di lavoro a rischio occupazione

ROMA – Il centinaio di imprenditori dell’indotto-appalto siderurgico ArcelorMittal  partiti con due pullman da Taranto  per incontrare giovedì pomeriggio il ministro Stefano Patuanelli, esponendo i loro cartelli di protesta davanti al Mise, hanno voluto evidenziare con i numeri il dramma che stanno vivendo 6.000 dipendenti, 150 imprese del territorio che tra fornitori e subfornitori,  i quali vantano  crediti per 200 milioni di euro.  Crediti che però vanno differenziati fra l’ ILVA (dalla gestione commissariale all’amministrazione straordinaria ), equivalenti  a 150 milioni di euro ed i 50 milioni di competenza alla gestione ArcelorMittal a cui sono stati fatturate prestazioni, forniture e servizi.

 

Una protesta che ha visto la presenza di numerosi sindaci dei comuni interessati della provincia di Taranto, fra i quali spiccavano le imbarazzanti assenza al tavolo ministeriale del Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e del presidente della Provincia, Giovanni Gugliotti. Cosa avranno avuto di più importante da fare, di non occuparsi della questione ILVA ?

Confindustria Taranto analizzando i crediti vantati per 50 milioni,  dalle imprese associate con i settori edilizia, metalmeccanica e servizi  maggiormente colpiti. rende noto che il credito maggiore è di un’azienda per 6 milioni, seguono due imprese che avanzano, rispettivamente, 4,5 e 4,3 milioni di euro, mentre un terzo delle imprese è nella fascia di crediti vantati tra gli 800mila euro ed i 2 milioni di euro.  Conseguenza di questa situazione le richiesta di avviamento delle procedura della cassa integrazione avanzate già da  5 aziende per un totale di quasi 300 dipendenti, e nella sospensione o ritardo degli stipendi di ottobre !

 

Confindustria Taranto raccogliendo le segnalazioni degli associati, ha scritto ai sindacati informandoli che esiste “il rischio che la crisi di liquidità conseguente ai mancati pagamenti di ArcelorMittal possa determinare l’impossibilità e/o il ritardo nel pagamento delle retribuzioni già a decorrere da novembre“. Al momento tra cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, risultano attuale allo stato le richieste della società Enetec ( Giove) per 50 dipendenti , che è stata la prima società a presentarla, la FC per una trentina di dipendenti, la Iris (Franzoso) di Torricella per 150 dipendenti , la Somin per 25,  Allestimenti elettrici Martucci per 38. Un elenco di società in crisi di liquidità che  potrebbe anche crescere. E pensare che appena due mesi fa ArcelorMittal aveva reso noto di aver rinnovato contratti per 200 milioni verso società fornitrici dell’ indotto-appalto . La assoluta necessità  delle imprese questo momento è però quella di incassare i crediti maturati per non affondare ed essere costretti a portare i libri sociali in Tribunale e chiudere.

Il ministro Patuanelli, l’ AD ArcelorMittal Morselli ed il premier Conte: controparti o alleati ?

Insieme alle aziende che lavorano nell’ex Ilva, vi sono anche i subfornitori primari. Società che forniscono ad Arcelor Mittal tutto quanto serve per l’attività industriale nello stabilimento. Il quadro è desolante se non preoccupante: “L’amministratore delegato di ArcelorMittal, Lucia Morselli, ha detto mercoledì al presidente Emiliano e giovedì ai sindacati che le fatture sarebbero state pagate. A oggi, non abbiamo visto nulla, nemmeno un cenno, una comunicazione, a parte il fatto che Morselli ha dato quest’annuncio alla Regione Puglia e alle sigle metalmeccaniche ma non a noi, direttamente interessati. Abbiamo mandato una seconda richiesta di incontro all’ad Morselli ed aspettiamo che ci risponda“.

 

 

Le riunioni negli uffici della sede di Confindustria in via Dario Lupo a Taranto, sul problema “crediti da riscuotere”,  sono quotidiane e spesso ininterrotte. La protesta di giorno in giorno potrebbe assumere anche risvolti problematici per la sicurezza e l’ordine pubblico. Ieri si svolta una riunione tra le imprese e gli autotrasportatori che oggi si riuniranno. Allo studio  la decisione di rifare un blocco con i Tir ed i mezzi pesanti davanti alle portinerie del siderurgico come avvenne nel 2015.

Vladimiro Pulpo, a capo degli autotrasportatori racconta: “Lo ricordo ancora, durò 42 giorni , e parla uno che di blocchi all’Ilva ne ha fatti sinora 8” . Gli automezzi mezzi nel 2015 bloccarono di fatto  l’accesso alla portineria C dello stabilimento di Taranto. “In  fabbrica  ci sono anche altri due varchi per il transito dei mezzi – continua Pulpoed all’occorrenza altre portinerie possono essere usate smontando i guardrail. Nel 2015 organizzammo i presidi h24 perché non puoi lasciare solo i camion e andartene. Non facemmo entrare ed uscire nulla“. E tutto ciò potrebbe avvenire nuovamente nei prossimi giorni .

Sullo stabilimento siderurgico di Taranto è intervenuto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che ha rivolto un appello al Governo .”Bisogna rimettere immediatamente lo scudo penale, perché senza quello non c’è commissario né privato che venga a firmare alcunché“.  Secondo Boccia, senza scudo nessuno investirebbe nel Paese con il rischio “di essere arrestato“. “Il governo rimetta lo scudo, convochi l’azienda e apra un confronto serrato a tutto campo nella salvaguardia dell’azienda e dell’occupazione”, dice il presidente della Confederazione generale dell’industria italiana. E mette in guardia: “Sull’Ilva occorre una grande operazione di realismo e di buonsenso. I tempi sono stretti”.




Emiliano e Melucci: similia cum similibus (cioè: "i simili con i simili"). E la magistratura indaga su entrambi

di Antonello de Gennaro

Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, è tornato ad essere “devoto” a Michele Emiliano   ritornando all’ovile della corrente del governatore in occasione della sua ricandidatura alla guida della Regione Puglia, nonostante sia stato proprio il governatore Emiliano, attraverso il lavoro dietro le quinte di Rocco De Franchi con il contributo di Michele Mazzarano e del sindaco di Laterza Gianfranco Lopane a sbarrargli la strada per l’elezione a presidente della Provincia di Taranto, competizione in cui Melucci venne letteralmente doppiato ed “asfaltato” da Giovanni Gugliotti, attuale sindaco di Castellaneta.

E’ bene ricordare che nel ballottaggio di due anni fa in occasione delle Elezioni Amministrative al Comune di Taranto Melucci, fu la quarta scelta del centrosinistra  come candidato sindaco,  e che senza il sostegno finale di Emiliano e Michele Pelillo (all’epoca deputato e leader del Pd jonico) non sarebbe mai stato eletto per una manciata di voti superando Stefania Baldassari candidata della società civile sostenuta dal centrodestra, che al primo turno aveva preso 5 mila voti in più dell’attuale sindaco.

La manifestazione di ieri nella città vecchia di Bari, con cui Emiliano ha annunciato la sua intenzione a candidarsi da falso “civico” a cui hanno partecipato i sindaci di Bari, Antonio Decaro, di Lecce, Carlo Salvemini , di Brindisi, Riccardo Rossi. quello di Taranto, Rinaldo Melucci,  con la  giunta regionale quasi al completo, incluso il consigliere regionale Salvatore Ruggeri indagato insieme ad  Emiliano nella recente inchiesta in corso della Procura di Foggia per corruzione, in realtà non è stato un atto di forza ma bensì un atto di arrogante paura.

Lo ha confermato una piazza ma non pienissima come alle precedenti elezioni. Strategicamente presenti molti direttori generali della sanità e dirigenti regionali, che evidentemente sono tutti “devoti” ad Emiliano per le loro cariche ricoperte,  qualche ex- parlamentare e qualche consigliere comunale.

Questa volta Emiliano annuncia la sua candidatura senza passare come di consueto dalle “primarie” del centrosinistra dove avrebbe trovato lo sbarramento del Partito Democratico a cui il Governatore non è più iscritto per salvarsi dagli strali del Csm e della procura Generale della Cassazione, dopo la precedente sanzione disciplinare subita a seguito dei due procedimenti riuniti a suo carico. Una candidatura che sembra forte ma in realtà è molto debole, non potendo contare sui “renziani” rappresentati in Puglia dal ministro Teresa Bellanova, nè tanto meno dal Pd compatto. Figuriamoci poi dal movimento La Giusta Causa guidata dall’avvocato Michele Laforgia, l’associazione che insieme a Sinistra Italiana e ad un’ala del Pd incalza pesantemente il governatore su tempi e modi delle primarie del centrosinistra.

Un nervo scoperto per Emiliano che alle critiche di Laforgia che non a caso ieri non era presente alla manifestazione politica del governatore pugliese, reagì così: “Se qualche studio legale ci vuole far perdere le elezioni, può anche farlo. Ma non sarà facile. Io mi batterò come so fare“. Aggiungendo: «”Mi pare che qui ci sia qualcuno che vuole farci perdere le elezioni. Se si candideranno alle primarie e le vinceranno, sarò pronto a dare una mano come feci con Vendola. Salvo che non si tratti di lobbisti mascherati che vogliono farci perdere”. Dichiarazione sopratutto quest’ultima che Emiliano ha dimenticato, confermando la sua nota arroganza decisionista che questa volta però rischia di lasciarlo a piedi.

Siamo grati a chi ci ha preceduto e un pò oggi mi manca. Io e Nichi Vendola non sempre siamo riusciti ad essere come dovevamo e io mi assumo tutte le responsabilità che mi competono, però se non ci fosse stato lui io non sarei qui. Una leadership politica e umana come quella di Nichi oggi mi manca. Se fosse qui oggi io sarei l’uomo più felice del mondo“. Ha detto ieri il presidente della Regione Puglia, “Mi manca Vendola, non quelli che si sono serviti di lui, che sono una cosa diversa, perché fingono di rappresentare una sinistra della quale non hanno mai fatto parte“.

Mentre Vendola tace e non commenta, ed altrettanto fa con stile e signorilità l’avvocato Michele Laforgia che per una manciata di voti sei mesi fa non è stato eletto in Parlamento, la reazione più pesante è arrivato dal Movimento 5 Stelle che è stato così attaccato frontalmente da Emiliano; “In Puglia, sia chiaro, con quelli che prima dicevano una cosa e poi ne fanno un’altra, noi la maggioranza almeno al primo turno non la faremo mai, se non ci chiedono scusa di tutte le cose che hanno detto contro di noi, per poi rimangiarsi tutto». Avevano detto che avrebbero spostato il Tap e noi siamo rimasti con il cerino in mano; avevano detto che avrebbero chiuso l’Ilva e non hanno avuto la forza di farlo e non vogliono neanche aiutarci a decarbonizzarla. Con gente così, – ha aggiunto Emilianoche non rimedita sulle fesserie che ha detto, al Governo non ci vado, e noi vinciamo le elezioni anche senza di loro. Li travolgeremo, travolgeremo le chiacchiere e le infamità che vanno raccontando“.

I consiglieri regionali del M5S non hanno fatto attendere l’ immediata replica a Emiliano che ieri ha detto che con i pentastellati “almeno al primo turno» non farà mai alleanze se non chiedono scusa di tutte le cose che hanno detto contro di noi, per poi rimangiarsi tutto”. Questo il duro commento del M5S pugliese:  “Non vogliamo avere niente a che fare con chi governa come ha fatto lui, cercando di raccattare consensi per mantenersi attaccato alla poltrona e distribuendo poltrone pur di aumentare il suo bacino elettorale. Ed è un no che vale per la campagna elettorale e per tutto quello che ci sarà dopo“.  “Emiliano ha provato a ‘comprarè anche noi – sottolinea il M5Sproponendoci tre assessorati in cambio del silenzio su tutti gli altri provvedimenti della Giunta. E siamo stati gli unici a rifiutare l’offerta e andare avanti”.

I grillini accusano Emiliano di aver avviato una “finta battaglia contro il gasdotto Tap solo su giornali e tv, limitandosi a chiederne lo spostamento a Brindisi, città letteralmente abbandonata dalla sua Giunta». ed aggiungono “Oggi avrebbe dovuto parlare del suo programma per la Puglia, ma su temi come sanità, consorzi di bonifica, Arif, PSR, fondi per la pesca persi, emergenza rifiuti neanche una parola. Fallimenti evidenti anche ai consiglieri di quella che dovrebbe essere la sua maggioranza, oggi quasi del tutto assenti. Neanche loro hanno avuto il coraggio di presenziare a questa farsa. Pertanto visti i fallimenti e gli scandali giudiziari della sua maggioranza, riteniamo che sia Emiliano a dover chiedere scusa ai pugliesi.

Una posizione questa molto difficile da ricomporre in ogni caso e sede, contrariamente a quanto incredibilmente avvenuto nella Regione Umbria dove il M5S che aveva causato la caduta della giunta di centrosinistra a guida del PD con l’arresto di alcuni esponenti che guidavano l’ente regionale umbro ed il locale Partito Democratico, si sono alleati in questa campagna elettorale in corso sostenendo una candidatura neutrale, per fermare l’ondata del centrodestra a trazione leghista. In Puglia sarebbe pressochè ridicolo e poco credibile sostenere e “spacciare” come “civica” la candidatura di Emiliano solo perchè non ha rinnovato la tessera del Nazareno.

Doriana Imbimbo

Una cosa è certa: se il sindaco di Taranto Melucci è tornato all’ovile di Emiliano, molto è dipeso anche dal ritorno al suo fianco della “pasionaria”, cioè della sua staffista del cuore Doriana Imbimbo  (attualmente sotto processo per “truffa” al Comune di Taranto) che da sempre è un’ “adepta” del governatore pugliese, grazie al quale ha sempre sbarcato il lunario, prima del fatale incontro con Melucci.

Chissà cosa penserebbe Emiliano se scoprisse che Melucci avrebbe impedito all’ Avvocatura comunale di Taranto di costituirsi parte civile arrivando addirittura a minacciare pesantemente gli avvocati del Comune di Taranto di trasferirli ed esternalizzare il servizio, circostanza che sembra abbastanza veritiera non essendosi costituito parte civile nel processo appena iniziato il “truffato” e cioè il Comune di Taranto,   ed a seguito di un esposto sono in corso i dovuti accertamenti della Magistratura .

Gli indagati potrebbero quindi aumentare nella coalizione di Michele Emiliano, che questa volta non potrà più dire dinnanzi al Consiglio Superiore della Magistratura ed alla Procura Generale della Cassazione che “gli assessori ed amministratori comunali di sua fiducia non hanno mai avuto problemi con la giustizia“. Ed ora inizia anche  il processo con rito abbreviato di Michele Mazzarano.

E meno male che Emiliano si professa ancora un magistrato dalla parte della legalità….

 

 

 




Dopo Lampedusa, il porto di Taranto apre le porte ai migranti. E gli "affaristi" dell'accoglienza ai migranti gioiscono !

ROMA – Questa mattina ha attraccato al molo san Cataldo del porto di Taranto  la nave Ocean Viking,  su cui navigano 176 migranti (131 uomini, 12 donne di cui 4 in stato di gravidanza e 33 minori di cui 23 non accompagnati) soccorsi  al largo delle coste libiche. L‘Ocean Viking è la nave di soccorso di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere, che ha messo in salvo i migranti a bordo di imbarcazioni in difficoltà in due distinte operazioni, . Dopo aver rifiutato il porto di Tripoli come “place of safety” (località di sicurezza) proposto dalle autorità libiche, la nave Ong si è diretta verso nord chiedendo il pos ad Italia e Malta. Il semaforo verde  all’attracco nel porto di Taranto è stato concesso lunedì sera dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Ne ha dato notizia nella serata di ieri la Prefettura di Taranto che  ha organizzato una riunione operativa presieduta dal prefetto Antonella Bellomo, alla quale hanno partecipato, oltre al Questore ed al Comandante provinciale della Guardia di finanza, e dei Carabinieri, i rappresentanti del comando della Polizia Locale, dell’Autorità portuale, del Comando Marittimo Sud, della Sanità Marittima, dei Vigili del Fuoco, della Asl, del 118, della Croce rossa e delle Associazioni di volontariato al fine di poter coordinare al meglio le attività di accoglienza e di assistenza ai profughi che sbarcheranno.

“I migranti saranno ospitati presso il centro Hotspot per essere sottoposti alle procedure di identificazione e foto segnalamento – spiega la nota prefettizia  – successivamente, i minori non accompagnati troveranno temporanea sistemazione in città, mentre è in programma il trasferimento degli altri cittadini in altre regioni secondo il piano di riparto che sarà predisposto dal Ministero dell’Interno“.

“Taranto ha messo tutto il suo cuore per accogliere queste persone“, ha dichiarato il prefetto Bellomo al termine della riunione. Ancora una volta la città di Taranto torna ad essere interessata da un nuovo sbarco di migranti . L’Amministrazione di sinistra guidata dal sindaco Rinaldo Melucci (Pd) ha aderito alla campagna di sensibilizzazione #ioaccolgo ed oggi gli amministratori comunali della sinistra saranno presenti addirittura come “Comitato d’accoglienza”.  In una nota  il Comune  di Taranto ha dichiarato ” Siamo la città che si vede in lontananza, quella che si scorge da lontano e racchiude in sé la speranza della salvezza, del salvataggio, dell’approdo e la nostra amministrazione si occuperà dei minori non accompagnati e delle donne in stato di gravidanza“.

“Saremo tutti lì ad accoglierli perché non basta avere il Rosario in mano e votarsi al cuore immacolato di Maria se poi ci si gira dall’altra parte quando viene richiesto il nostro aiuto – prosegue il documento – . non rientra nemmeno nella nostra storia di figli dei parteni. Il populismo di questi ultimi anni ha offerto e continua ad offrire una immagine distorta dell’accoglienza e dispiace che a dar voce all’ignoranza di qualcuno siano esponenti politici che tanto si affannano nelle battaglie per una sanità di livello. Un porto sicuro dove attraccare e le cure mediche non possono essere un privilegio che spetta solo a qualcuno. Taranto sa accogliere, lo ha già dimostrato. Attenderemo l’arrivo della Ocean Viking uniti, convinti dell’importanza del ruolo rivestito dalla nostra città, considerata porto sicuro e faremo tutto ciò che ci compete per accogliere quegli sfortunati 176 esseri umani. E non solo perché ce lo impongono le leggi nazionali e sovranazionali ma perché il breve passaggio dalla nostra città di questi bambini, donne e uomini ci insegna ancora una volta che l’umanità e l’accoglienza sono principi fondanti della nostra comunità“, conclude la nota del Comune.

In realtà i più felici di accogliere i migranti a Taranto saranno i “professionisti” dell’ accoglienza, cioè quegli “affaristi” senza scrupoli contigui al Pd ed alla Curia Arcivescovile, che con le loro cooperative ed associazioni sono pronti a lucrare su queste attività di accoglienza. Ecco perchè questa mattina una delegazione dei parlamentari pugliesi della Lega  composta dal segretario regionale della Lega in Puglia, On. Luigi D’Eramo, l’europarlamentare Massimo Casanova, il senatore Roberto Marti, i deputati Rossano Sasso e Anna Rita Tateo  saranno al porto di Taranto, in occasione dello sbarco dei migranti trasportati a bordo della Ocean Viking.

Siamo qui semplicemente per esprimere in maniera democratica e pacifica – ha dichiarato Rossano Sasso parlamentare  pugliese della Lega –  il nostro dissenso a una Ong francese che batte bandiera norvegese che ordina al governo italiano che vuole attraccare e il governo italiano concede il porto di Taranto, e per contestare la politica di chi vuole i porti aperti e dire basta ad una immigrazione senza regole sulla pelle degli Italiani” aggiungendo e ricordando che “solo nel mese di settembre il numero degli sbarchi voluti dal governo Pd-M5S ha superato quello degli ultimi 8 mesi, quando Matteo Salvini era ministro dell’Interno. Conte vorrebbe trasformare Taranto nella nuova Lampedusa e né il sindaco della città né il presidente Emiliano hanno detto una parola a riguardo, anzi si apprestano ad accogliere, infischiandosene dei tarantini. Da oggi  Taranto deve sapere che potrebbe arrivare ogni giorno una barca. Quello che succede stamattina è la dimostrazione lampante che la maschera donata dalla Merkel a Conte è caduta. L’accordo di Malta non esiste, è un accordo farlocco”   ha concluso Sasso .

Anche Raffaele Fitto, co-presidente del gruppo europeo ECR-Fratelli D’Italia è intervenuto prendendo una posizione in linea con quella della Lega, affermando che “Lampedusa è ormai al collasso e il Governo Rosso-Giallo ha aperto un altro porto, quello pugliese. Siamo passati da porti chiusi a Italia aperta“. L’europarlamentare salentino ha aggiunto che il “massiccio arrivo di extracomunitari, che rimangono tutti sul nostro territorio, è la conferma di quanto avevamo già denunciato: l’Accordo di Malta è un bluff, il ministro dell’Interno Lamorgese dopo i proclami per far credere agli italiani che il problema fosse risolto con la redistribuzione tra tutti i Paesi europei, come primo atto autorizza lo sbarco di una Ong nel porto di Taranto“. Il deputato pugliese Marcello Gemmato di Fratelli d’Italia, si chiede a sua volta “a chi gioverà l’ingresso in Puglia di questi esseri umani vittime degli scafisti, per caso a coloro che dovranno gestirne l’accoglienza? Sono curioso di sapere cosa pensano a riguardo il presidente della Regione, Michele Emiliano, e la sinistra pugliese tutta” .

Una cosa è certa: a Taranto ancora una vota i soliti “noti” sono pronti a fare affari d’oro sulla pelle dei migranti, mentre la città affronta quotidianamente gravi problemi economici e di occupazione, che non interessano a nessuno dei politicanti locali, pensando solo alle loro clientele, “affarucci” sporchi e sprechi di denaro pubblico alle spalle della cittadinanza.




Ocean Race: le "fake news" del Comune di Taranto (e tutto quello che la stampa locale non vi racconta)

di Antonello de Gennaro

Dopo aver letto il comunicato stampa ed i titoli dei vari siti locali di Taranto riportante una marea di inesattezze (o fake news, chiamatele come volete) non potevamo stare zitti e ricordare che quanto è accaduto, lo avevamo anticipato oltre un mese fa noi del CORRIERE DEL GIORNO all’indomani del solito comunicato stampa-fakenews  di auto esaltazione redatto e firmato dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il cui stile di scrittura è ben noto ed inequivocabile.

Chiaramente i “prezzolati” giornalisti locali non hanno scritto una sola parola in merito ed allora glielo ricordiamo noi: Melucci scriveva “abbiamo fatto bene i compiti“…..”il Credito Sportivo ha stanziato 12 milioni di euro. Fu solo e soltanto  il sottoscritto in una diretta video sui social a smentire Melucci ed a informare i nostri lettori e videospettatori di aver parlato con il presidente del Credito Sportivo, il dr. Andrea Abodi, e di aver appreso che Melucci raccontava come sempre delle “balle” !

da sinistra…. Ciro Imperio, Eugenio De Carlo, Carmi­ne Pisano e Rinaldo Melucci

Persino il Tg3 Puglia amplificava la “fake news”, senza fare alcuna verifica, scrivendo sul suo sito ” Comune di Taranto ha chiuso positivamente la due diligence con l’Istituto per il Credito Sportivo volta ad un primo affidamento complessivo di 12 milioni di euro nell’ambito dell’intervento totale di 20,8 milioni necessario per l’organizzazione della manifestazione velica internazionale denominata “The Ocean Race“. Ora gli uffici del Comune di Taranto lavorano alle condizioni dei relativi mutui e si attende il corso dell’istruttoria tecnico-legale del board internazionale, che potrebbe annunciare già entro l’estate la scelta delle citta’ selezionate tra quelle al momento in competizione per ospitare gli eventi collegati alla 14esima e 15esima edizione dell’Ocean Race a partire dal 2020-21

 

Ecco cosa riportava il comunicato stampa-fake news di ieri : “Il Comune di Taranto – fa sapere il direttore generale Ciro Imperio dell’Ente Civico – ha rinunciato alla possibilità di ospitare la finish line dell’evento “the ocean race”, assegnato dall’organizzazione internazionale nella giornata odierna alla città di Genova”.  In realtà il Comune di Taranto non ha rinunciato proprio a nulla, ma è stato eliminato non avendo nè soldi, nè strutture, nè competenze, e quindi nessuna garanzia e struttura per poter organizzare un evento del genere. Altro che “rinuncia“…. !!!

Il comunicato stampa del Comune di Taranto Così continuava : ” L’Istituto per il Credito Sportivo, ente cui il Comune si era affidato per il finanziamento della manifestazione sportiva internazionale, a tutt’oggi, non ha assunto determinazioni per la concessione del prestito necessario per finanziare i costi dell’importante investimento per la città. Dopo una dura attività preliminare da parte dell’Amministrazione, dei suoi tecnici e dei professionisti incaricati, che aveva consentito la candidatura della città di Taranto al noto evento velico internazionale, il percorso sembrava in discesa per accoglierne la tappa finale nelle edizioni 2021/2022 e 2025/2026“.

Allora ci spieghino i colleghi del quotidiano tarantino Buonasera (Taranto) come mai il 5 agosto scorso, a firma Giovanni Di Meo, pubblicavano anche loro quanto segue e cioè una colossale “fake news” :

Il Comune di Taranto ha chiuso posi­tivamente il 26 giugno la due diligen­ce con l’Istituto per il Credito Spor­tivo volta ad un primo affidamento complessivo di 12 milioni di euro, nell’ambito dell’intervento totale di 20,8 milioni di euro già oggetto della Delibera del Consiglio Comunale n. 104/2019, necessario all’organizzazione della Ocean Race. Ora gli Uffici comunali lavorano alle condizioni dei relativi mutui e si attende il corso dell’istruttoria tecnico-legale del board internazionale, che potrebbe annunciare entro l’estate la scelta delle città selezionate in giro per il globo, tra le numerose e importanti al momento in competizione per ospitare gli eventi collegati alla quattordicesima e quindicesima edizione di Ocean Race a partire dal 2020-21″.

AggiungendoSiamo molto soddisfatti del lavoro portato a termine – ha commentato il Sindaco Rinaldo Melucci alla ricezione della deliberazione del Credito Sportivo, “che dimostra quanto l’Am­ministrazione Comunale e Taranto siano ormai perfettamente in grado di misurarsi con sfide internazionali assai complesse, e direi epocali per le sorti stesse del nostro modello di sviluppo e per l’immagine nuova che vogliamo dare della città. È stato un percorso lungo sei mesi, molto impegnativo e di alto valore pro­fessionale ed amministrativo, per il quale desidero ringraziare a nome di tutti i miei concittadini il personale del Comune di Taranto, in particolare modo il direttore generale Ciro Imperio, il segretario generale Eugenio De Carlo e il dirigente Carmi­ne Pisano, nonché i nostri consulenti della Select Advisor di Tomassini Marketing di Matteo Tomassini. Ora incrociamo le dita e proviamo a spingere tutti insieme la nostra meravigliosa capitale di mare verso questo ulteriore storico traguardo, che ha la potenzialità di trasformare una parte significativa della nostra economia e della nostra cultura“. Di quale deliberazione parlavano ?

 

Persino un sito locale, tale Cosmopolismedia che si vanta ridicolmente di essere la voce critica del Comune di Taranto, lo scorso 27 luglio 2019, scriveva: “Un accordo tra il Comune e l’Istituto per il Credito Sportivo volto ad un primo affidamento di 12 milioni di euro in vista della prestigiosa manifestazione velica” contribuendo una disinformazione generale che squalifica ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno…, il giornalismo tarantino ! Infatti come già ribadito non vi è mai stato un accordo !

Anche il quotidiano LA REPUBBLICA nella sua disinformata edizione barese è cascata nelle fake news diffuse dal Comune di Taranto. Ecco cosa scriveva lo scorso 7 giugno 2019 : “L’operazione è stata seguita in prima persona dal sindaco Rinaldo Melucci. Mesi di carteggio con gli organizzatori per arrivare al traguardo: a Taranto approderà nell’edizioni 2021/2022 e 2025/2026 la tappa finale della Ocean race, il giro del mondo a vela. Si tratta della più lunga e più importante gara internazionale per imbarcazioni di livello tecnologico assoluto, nota quanto la più stanziale Coppa America. Si tiene ogni tre anni ed è la prima volta che sbarcherà in Italia. Il quartier generale della partenza è sempre Alicante, in Spagna, ma in nove mesi la carovana sull’acqua tocca città del calibro di Hong Kong, Città del Capo, Melbourne, Lisbona, Cardiff, L’Aia, Auckland, Miami e Abu Dhabi. In mare ci sono i più grandi sponsor mondiali che si avvicinano alla disciplina, in primis la casa costruttrice svedese Volvo, che ha aggiunto dal 2001 il suo marchio alla gara nata nel 1973 e conosciuta in principio come Whitbread Round the World Ocean Race“.

“All’epoca – spiegava Melucci nella relazione presentata al Consiglio comunale che ha approvato all’unanimità la delibera per l’impegno del Comune a ospitare la competizione – partì da Portsmouth l’8 settembre. Diciassette imbarcazioni private di varie forme e dimensioni, provenienti da sette paesi diversi, presero parte alla gara che durò sette mesi e coprì 43.500 chilometri in quattro tappe. La prima tappa fu Città del Capo, in Sudafrica, seguita da Sydney, Rio de Janeiro e, infine, dall’ultima lunga traversata per fare ritorno a Portsmouth”. Oggi i chilometri sono circa 72 mila, visti in Tv da 2 miliardi di persone. E Taranto, con un villaggio composto da decine di attività collaterali legate all’attività del mare, attenderà l’arrivo della manifestazione paragonabile come impatto mediatico ed economico alla Formula 1 o alla stessa America’s Cup. Il Comune si impegnerà per 20,8 milioni di euro scaglionati e finanziabili all’istituto per il Credito Sportivo. Ma l’amministrazione punta a coprire parte della spesa grazie ai grandi sponsor che inevitabilmente sosterranno la manifestazione, che da sola fungerà da moltiplicatore del giro di affari con ricaduta sul territorio“.

Continua la Repubblica : “Vi tremeranno le mani – ha dichiarato il sindaco nella sua relazione in Consiglio – perché voterete non un progetto o uno stanziamento finanziario, ma perché state per votare per il futuro di Taranto e  quella mano senz’altro vi trema non per la cifra, ma perché riuscite ancora a emozionarvi per le sorti della nostra bella città. Nel mondo non ricorderanno il nome del sindaco Melucci (se per questo neanche a Taranto ! n.d.r. CdG), non sapranno quale sia stato il colore dell’amministrazione che ha accolto gli equipaggi, ma conserveranno per sempre  l’immagine di questa nuova Taranto, in Puglia, in Italia, in Europa, nel  Mediterraneo centrale, di questa Taranto capitale di mare“.

Ad un certo punto del comunicato stampa di ieri del Comune di Taranto si arriva al paradosso di leggere che “A fronte di un complessivo costo di sviluppo di poco più di venti milioni di euro, da ripartire dal 2019 al 2026, il territorio avrebbe beneficiato di un ritorno economico, sia diretto che indiretto, verosimilmente stimato in cifre multiple rispetto alle spese di investimento necessarie ad acquisire diritti ed organizzare l’evento. La programmazione della spesa, proposta dall’Amministrazione comunale ed approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale, prevedeva la copertura finanziaria dell’investimento con dedicato mutuo da contrarsi con l’Istituto per il Credito Sportivo”. Sarebbe curioso, interessante  e divertente sapere chi sono questi scienziati….del marketing che si avventurano nell’ asserire farneticazioni come “il territorio avrebbe beneficiato di un ritorno economico, sia diretto che indiretto, verosimilmente stimato in cifre multiple rispetto alle spese di investimento necessarie ad acquisire diritti ed organizzare l’evento”

L’unica verità che contiene il comunicato stampa a doppia firma crispianese (cioè MelucciImperio) è allorquando riporta che:  “Dopo una lunga ed articolata istruttoria, l’Istituto per il Credito Sportivo non ha, all’attualità, deliberato la concessione del prestito necessario”. Quello che gli incompetenti del Comune di Taranto non capiscono è che il Credito Sportivo è si un ente pubblico, ma che lavora con soldi provati erogati dagli istituti di credito (che sono tutti di natura “privata”) che hanno scopo di lucro e non elargiscono soldi a fondo perduto ! Scrivere come fa il Comune di Taranto che “L’eccezionalità del programma, la valorizzazione del patrimonio comunale e la naturale positiva ricaduta turistica ed occupazionale sul territorio tarantino, sembrerebbe contrastare con la posizione di chi dubita della natura di investimento delle spese da sostenere” significa quindi non soltanto essere dei biechi visionari, ma contestualmente anche dei produttori di disinformazione ( o “fake news“, scegliete voi !)

Aggiungere come fa il Comune di Taranto cheVedendo seriamente compromessa la possibilità di finanziamento, il Comune non si è sottratto ad una richiesta di parere da formulare alla Corte dei Conti, pur nella consapevolezza del rischio di inammissibilità della medesima, che avrebbe potuto interpretarsi come consulenza specifica nei confronti di un Ente pubblico, attività non contemplata dalle norme. Ritenendo che fosse l’ultima residua possibilità per convincere l’Ente mutuante a concedere il finanziamento, il Comune ha proceduto a richiedere parere, al fine di ottenere riscontro alla bontà delle procedure eseguite finalizzate all’ottenimento del prestito. Nonostante la prevedibile “inammissibilità” della specifica richiesta, i magistrati contabili hanno, comunque, delineato il quadro normativo complessivo che non appare in contrasto con quanto approvato con gli atti di programmazione del Comune in merito ai costi di sviluppo legati all’evento sportivo da finanziare“.

il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci

La mancata (giusta secondo noi) decisione di concedere il mutuo da parte dell’Istituto per il Credito Sportivo,rispetto ad un evento così fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e dall’intero Consiglio Comunale con atti validi, efficaci e mai impugnati da alcuno, ha di fatto messo fuori gioco la città di Taranto, non sussistendo più le condizioni per ospitare la manifestazione in ragione di una tempistica non più compatibile con il cronoprogramma stabilito dagli organizzatori“. E qui arriva il più bello o meglio il peggio del peggio. Il comunicato avvisa che “L’amministrazione comunale procederà, ad ogni modo, a predisporre richiesta di accesso agli atti per valutare ogni eventuale determinazione a tutela dell’Ente” dimostrando una ignoranza giuridica, che a dire il vero è ormai ben nota a chi scrive, o a chi ha a che fare con il Sindaco Melucci e la sua giunta di “nominati”, cioè di non eletti dagli elettori di Taranto.

Il finale del delirante comunicato stampa, è a dir poco allucinante Il Comune di Taranto ha, invece, dovuto affrontare questa sfida ciclopica con le sue sole forze – sostiene il Sindaco MelucciResta perciò il rammarico, nonostante numerosi tentativi e nonostante l’enorme ricaduta attesa, di non aver trovato nei grandi operatori locali analogo interesse e sostegno  ad oggi bisogna registrare una loro scarsa sensibilità verso una crescita alternativa della città, verso la sua progressiva emancipazione dall’industria inquinante. Questo è motivo di profonda riflessione in seno all’Amministrazione comunale”

Secondo questa specie di Sindaco notoriamente “specializzato” nell’elargizione di “mancette” pubblicitarie, di consulenze attraverso le aziende municipalizzate ai noti pennivendoli schierati in una campagna di disinformazione nei confronti dei lettori di Taranto ed a favore dei soliti “faccendieri“, “facilitatori” di affari, “prenditori” di denaro pubblico e politicanti allo sbaraglio incapaci di valutare le iniziative per cui votano in aula, ed irresponsabili nei confronti degli elettori su come vengono utilizzati i soldi pubblici di un Comune, quello di Taranto, che è da poco uscito da un dissesto di circa 800 milioni di euro.

Come i nostri lettori ben sanno il nostro giornalismo è fatto sempre da verifiche, accertamenti. Appena 48h fa infatti al Salone Nautico di Genova è stato presentata l’edizione italiana che si terrà con un investimento da 11 milioni di euro cioè la metà dei soldi che il Comune di Taranto riteneva necessari ( indebitandosi con il Credito Sportivo) . Secondo quanto risulta all’Agenzia  giornalistica Dire, è questa la cifra che il Comune di Genova è pronto a stanziare nel prossimo bilancio triennale per ospitare il “grand finale” della Ocean Race 2021-2022.  L’ ’assessore al Bilancio, Pietro Piciocchi, conta di recuperare buona parte dell’investimento attraverso sponsorizzazioni.

L’unica vera “rinuncia” vede uniti il Comune di Taranto e la stampa locale gratificata dalle laute mancette pubblicitarie percepite periodicamente, è quella di dire la verità. Ma tutto questo i tarantini ormai lo sanno molto bene. La domanda che a questo punto la Procura di Taranto e la Procura Regionale della Corte dei Conti dovranno farsi è la seguente: chi dovrà pagare per una consulenza ridicola, spregiudicata ed inutile come quella affidata al “romano” Matteo Tommasini, cioè il signor “nessuno” del mondo della vela, diventato all’improvviso da “venditore” di sponsarizzazioni per Ocean Race ad “advisor” del Comune di Taranto con un compenso percepito di circa 50 mila euro ?

AGGIORNAMENTO

Abbiamo scoperto qualcosa ancora di più divertente ed interessante per i nostri lettori di Taranto. Lo scorso 10 GIUGNO 2019 l’ Agenzia ANSA scriveva quanto segue: “In attesa di altre decisioni, nei giorni scorsi c’è stata una clamorosa uscita su alcuni media da parte della città di Taranto che ha “anticipato” presunti accordi con gli organizzatori. Questi ultimi hanno precisato a Saily che le decisioni non sono ancora state prese. E l’impressione è che annunci eclatanti così fuori tempo non aiutino chi li fa. Tutt’altro. Ma vedremo. In corsa anche Palermo, mentre Napoli si è sfilata”.

Gli organizzatori di The Ocean Race, il giro del mondo a vela in equipaggio, avevano già deciso di scegliere il capoluogo ligure per il primo della nuova serie di “Ocean Summit”, i convegni internazionali sul tema della sostenibilità e della salute degli oceani che già avevano animato l’edizione 2017/18 della regata.  L’Ocean Race Summit Genova – scriveva l’ ANSA – “sarà una prima assoluta per l’Italia e la città di Genova, e riunirà i più importanti attori, innovatori e decision-maker nel campo della sostenibilità con l’obiettivo di prendere in esame il problema della salute degli oceani, quali l’inquinamento da plastica, e mettere in luce le possibili soluzioni su un piano locale, nazionale e globale“.

Ospitato dal Centro Congressi del Porto Antico, il convegno si svolgerà nella giornata del 20 settembre. Il sindaco di Genova Marco Bucci si unirà agli altri leader dei settori dell’impresa, della politica, della ricerca scientifica, del mondo accademico e della vela e dello sport in generale, oltre che a coloro che attivamente agiscono in favore dell’ambiente marino. L’obiettivo sarà mostrare come, insieme, sport e sostenibilità possano portare a un cambio di sistema reale, con una netta virata verso l’economia circolare”.

“Sono felice e orgoglioso che Genova ospiti l’Ocean Race Summit il prossimo settembre. Fin dalla sua nascita Genova è stata una città di porto. Prima di essere una città ‘di’ mare, Genova ha costruito il suo destino ‘sul’ mare e continuerà a costruire il suo futuro sul mare. Dò il mio più caldo benvenuto a questo importante evento, che costituisce un’opportunità di riunire il mondo dello sport, dell’impresa, del governo, della ricerca scientifica e tutti coloro che operano in favore degli oceani, che stanno soffrendo per seri fattori di stress come la pesca intensiva e l’inquinamento da mercurio e da plastica.”  Ha dichiarato Marco Bucci, sindaco di Genova. “Gli oceani rappresentano una delle più grandi risorse per la vita sul pianeta, e noi dobbiamo trovare risposte migliori a cambiamenti ambientali che non hanno precedenti e che impattano fortemente sull’umanità. Se saremo in grado di migliorare la salute degli oceani, ne avrà beneficio anche la salute degli uomini.”

Nel corso dell’edizione 2017-18 della regata, i sette Ocean Summit organizzati in varie sedi di tappa in tutto il mondo hanno fornito soluzioni concrete per aiutare a risolvere il problema dell’inquinamento da plastica che colpisce i nostri mari, impegnandosi in azioni positive sul lungo periodo. Prima della partenza della prossima edizione dal porto spagnolo di Alicante, che è in programma per l’autunno del 2021, saranno organizzati cinque eventi e altri cinque durante i nove mesi di svolgimento della regata“.

La Ocean Race dovrebbe iniziare dal suo porto di origine ad Alicante, in Spagna, nel quarto trimestre del 2021 e terminare a Genova, in Italia, nel giugno del 2022. La rotta completa sarà confermata nelle prossime settimane, con il punto di partenza di Aarhus, in Danimarca e L’Aia nei Paesi Bassi si è già confermata città ospitante, insieme a Cabo Verde, che sarà la prima tappa dell’Africa occidentale nella storia della Razza.

Qualcuno spieghi ai pennivendoli, scribacchini, markettari dell’informazione locale di Taranto ed agli illusionisti e spacciatori di fakenews (sotto mentite spoglie di funzionari, diriginti o o amministratori comunali) che per fare del giornalismo bisogna verificare, approfondire le notizie da dare ai lettori. fare copia & incolla passando alla cassa del Comune di Taranto con il cappello in mano, non è giornalismo, ma bensì prostituzione professionale, attività purtroppo molto diffusa a Taranto. E l’ Ordine dei Giornalisti di Puglia tace, fingendo di non sapere, e si gira dall’altra parte….




L' opinione del Direttore.

ROMA – L’ appuntamento con il  nostro Direttore Antonello de Gennaro, trasmesso in “diretta streaming” da Roma lunedì 9 settembre 2019 all’interno del nostro programma SETTE E MEZZO sulle piattaforme dei socialmedia Facebook, Twitter ed Instagram del CORRIERE DEL GIORNO fondato nel 1947™. Inchieste, retroscena, esclusive: come sempre tutta la verità sui fatti documentata senza filtri o censure.

L’informazione sempre dalla parte della legalità per la tutela dei cittadini ed un’informazione corretta, libera ed indipendente al servizio dei nostri lettori nella diretta “live” videotrasmessa sulle pagine “ufficiali” Facebook, Instagram e Twitter del CORRIERE DEL GIORNO fondato nel 1947™.




Giochi del Mediterraneo 2026. La Puglia prenda esempio da Milano e Cortina

di Antonello de Gennaro

La presenza imbarazzante di Elio Sannicandro quale estensore del dossier pressochè inutile per l’autocandidatura di Taranto, unica città a candidarsi all’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, e la mancanza di capacità organizzative di eventi di così grandi dimensioni hanno acceso i fari delle opposizioni politiche, ma anche della magistratura penale e contabile sulla trasparenza delle prossime iniziative. E’ stato infatti proprio questo giornale a svelare i trascorsi di Elio Sannicandro, così come è stato sempre il CORRIERE DEL GIORNO ad accendere i fari sulla “macchina del consenso” messa in piedi dal Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, a suon di “mancette & markette” pubblicitarie che coinvolgono i giornali, tv locali e siti web ed i soliti chiacchierati giornalisti tarantini.

A Milano per esempio si sono dati poco più di un mese per individuare il supermanager che dovrà gestire i Giochi olimpici invernali del 2026 e forse sarebbe bene che lo facessero anche il Governatore pugliese Michele Emiliano insieme ai sindaci dei comuni coinvolti insieme a Taranto nell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo. Se i “soci” dei Comuni di Milano e Cortina d’ Ampezzo non dovessero trovare un accordo su un nome entro il 18 settembre, toccherà a un cacciatore di teste individuare quello che è stato per esempio Beppe Sala (che proveniva da Telecom-Pirelli) per l’ Expo milanese. Il termine ultimo è il 3 ottobre. “Entro novembre – ha dichiarato senza tanti giri di parole il presidente del Coni, Giovanni Malagòla persona e la figura dovranno entrare in attività“.  “L’identikit è quello di una persona con esperienza internazionale – ha aggiunto il sindaco di Milano Beppe Sala – , meglio se conoscesse anche il pubblico oltre che il privato, meglio se arrivasse da un mondo di eventi e di sport, però deve essere una persona con un’esperienza sufficientemente aperta e che abbia dimostrato di saper gestire eventi del genere. Serve qualcuno che rimanga per degli anni, almeno sei. Non deve essere necessariamente italiano, ma deve conoscere bene l’italiano. Il nome sarà individuato in questi mesi“.

Nel vertice tenutosi ieri a Palazzo Lombardia il presidente del Coni, Giovanni Malagò, i governatori Attilio Fontana (Regione Lombardia) ed in collegamento video Luca Zaia (Regione Veneto,), i sindaci Giuseppe Sala (Milano) e Gianpietro Ghedina (Cortina), hanno concordato che la forma giuridica migliore per il Comitato Organizzatore (Ocog) è quella della Fondazione di diritto privato, non della Spa. A darne annuncio è stato il sindaco  Sala spiegando che, sebbene non vi siano significative differenze tra l’una e l’altra soluzione, quella della Fondazione garantisce comunque “più flessibilità”.

Per quanto riguarda l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, sarà importante la forma di “governance”. La scelta ideale potrebbe essere quella della costituzione di fondazione di diritto privato che rispetto a una società di capitali (esempio: s.r.l., s.p.a., società consortili) concede maggiore flessibilità. Un modello potrebbe essere quello del Toroc di Torino, la fondazione che gestì i Giochi Olimpici invernali del 2016, finanziata con i fondi del Cio e gli investimenti privati di aziende sponsor. Analogo problema si pone per i Giochi Olimpici di Milano – Cortina d’ AmpezzoSostanzialmente ci sono tre veicoli – spiega il presidente del CONIil Consiglio olimpico; l’Ocog (il comitato organizzatore dei Giochi) e l’Agenzia, che sarà sostanzialmente pubblica, con una presenza governativa e da parte delle regioni“.

A Milano-Cortina l’agenzia organizzatrice dei Giochi gestirà i fondi pubblici (circa 400 milioni) messi a disposizione dalla Regione Lombardia e dalla Regione Veneto. “L’Ocog avrà una natura giuridica di carattere privatistico – spiega ancora Malagòperché si tratterà di occuparsi di marketing, merchandising, biglietteria, sponsor, i fondi Cio, che saranno veicolati sull’ Ocog“. Per i Giochi del Mediterraneo di Taranto e province varie i fondi pubblici ammontano a 290 milioni, 100 dei quali stanziati dal Governo, gli altri a carico delle varie amministrazioni comunali (che dovranno farsi finanziare, indebitandosi, dal Credito Sportivo) e della Regione Puglia. Quindi le problematiche di gestione dei fondi è analogo a quello dei Giochi olimpici invernali del 2026  di Milano e Cortina d’ Ampezzo.

la sede della Giunta Regionale Puglia

Da non sottovalutare dei possibili effetti sull’organizzazione dei Giochi  del Mediterraneo conseguenti alla crisi di governo non avrà conseguenze , ed all’esito delle prossime elezioni regionali del 2020. La mappa delle strutture sportive è all’interno del dossier di candidatura di Taranto alla XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, curato da Asset, l’agenzia regionale che si sta occupando del piano strategico per Taranto, a capo della quale, come commissario, vi è il “chiacchierato” (a ragion veduta) Elio Sannicandro.

Gli impianti di allenamento previsti sono quelli di Taranto per il calcio, il tennis e la pallacanestro 3 contro 3 e il Triathlon,  Castellaneta Marina per il tennis, Crispiano per la pallacanestro e la pallavolo, Faggiano e Manduria per la pallavolo, Leporano per la pallamano e la breakdance, Mottola per il badminton, Pulsano per il judo, il karate e la lotta,  Statte per l’atletica . A Taranto si svolgeranno le gare delle discipline paralimpiche di atletica, tiro con l’arco e nuoto, negli impianti competitivi del campo scuola Salinella da ristrutturare ed ammodernare, e dello stadio del nuoto da realizzare di sana pianta. A Brindisi la pallacanestro in carrozzina, a Massafra e   nel territorio della Valle d’Itria il ciclismo, ed a Sava la scherma.

Gli impianti a Taranto destinati agli allenamenti sono il campo comunale di Talsano, il complesso sportivo “Magna Grecia” (attualmente semi-distrutto ed in stato di abbandono)  e il centro Mar Piccolo (Palamandrillo a Pulsano, Valentino Village a Castellaneta Marina, Palazzetto dello sport a Mottola, Palazzetto dello sport a Crispiano, Palazzetto dello sport Maraglino a Leporano, pista di atletica a Statte e palazzetti dello sport di Faggiano e Manduria.   Gli impianti sportivi Da realizzare a Taranto come , la nuova piscina olimpica e il centro nautico, più tre nuovi impianti di quartiere: il primo appunto nel centro sportivo Magna Grecia, il secondo nel campo scuola della Salinella e il terzo a Paolo VI.

La XX edizione dei Giochi del Mediterraneo coinvolgerà come ben noto anche la città di Lecce per il tiro a segno e il calcio, Brindisi per la pallacanestro e il taekwondo, Francavilla Fontana per il calcio, Fasano per la pallamano, Monopoli per il calcio, e infine il territorio della Valle d’Itria per l’orienteering e il ciclismo. Tra gli impianti esistenti ma da ristrutturare a Taranto, lo Stadio Iacovone (che è ad agibilità ridotta per il 50% della sua struttura)  che ospiterà il calcio , il PalaMazzola la pallacanestro e la pallavolo ed il Palafiom judo, karate e lotta.

Su tutte queste opere da realizzare e ristrutturare si sono già scatenati gli “appetiti” dei soliti furbetti dell’appalto pilotato, su cui sarà necessaria la massima attenzione della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza. Occorrerà quindi la massima totale trasparenza, e competenza qualificata (da verificare per evitare altri casi di “staffiste”….)  trattandosi appunto di soldi e sopratutto debiti pubblici, provenienti dalle tasche dei contribuenti. Taranto non può permettersi le “furbate” del Sindaco Melucci e della sua giunta. E non può permettersi di indebitarsi ulteriormente per manifestazioni inutili e dannose come la “Ocean Race” altra “iniziativa” imbarazzante del sindaco Melucci, manifestazione questa, che in Italia nessuno ha mai voluto organizzare e tantomeno parteciparvi. Un’idea poco trasparente per la quale sono già stati sprecati decine di migliaia di euro somme per le quali ci risultano essere stati già presentati esposti alla Procura Regionale della Corte dei Conti, che come ben noto si avvale di un apposito nucleo regionale della Guardia di Finanza.

2a puntata |




ESCLUSIVO: tutte le "fake news" del dossier sui Giochi del Mediterraneo. E qualche "problema" di legalità ... sul Comitato Promotore

di Antonello de Gennaro

Mentre la comitiva di giornalisti e pennivendoli in servizio permanente effettivo per il Comune di Taranto lautamente ricompensati da “mancette & markette” pubblicitarie era impegnata a raccontare da Patrasso, siamo andati a spulciare pagina dopo pagina il Dossier di candidatura per l’organizzazione dei XX Giochi del Mediterraneo, manifestazione notoriamente priva di alcuna importanza e ritorno mediatico, al punto tale che nessun’altra città italiana nell’ultimo decennio ha avanzato la propria candidatura.

Sarebbe molto interessante sapere chi ha pagato il viaggio dei giornalisti al seguito della delegazione pugliese, e sopratutto farlo sapere anche al Consiglio di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia… O forse il viaggio a spese del contribuente in Grecia rientrava nelle mancette pubblicitarie recentemente elargite dal Comune di Taranto per oltre 160mila euro ai soliti”amici degli amici”…? In ogni caso faremo istanza di accesso agli atti amministrativi dei vari enti pubblici coinvolti per accertarlo. Statene pur certi. E con questo reportage inizia la nostra inchiesta a puntate.

Se qualcuno dei cosiddetti giornalisti locali avesse fatto realmente il proprio mestiere, avrebbe potuto raccontare delle “belle” sulle “balle” contenute del “Dossier” e farsi anche quattro risate sul discorso letto dal Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, che questa volta almeno si è astenuto dall’utilizzare le solite 4 parole ad effetto in inglese che conosce, e che ama ripetere continuamente.

Ecco l’intervento del sindaco di Taranto a Patrasso:

Discorso Melucci

I giornalisti pugliesi dovrebbero studiare e rileggersi  il “Testo unico dei doveri del giornalista”  la cui inosservanza può determinare la responsabilità disciplinare dell’iscritto all’Ordine. Infatti all’Articolo 2 (Fondamenti deontologici) è chiaramente indicato che il giornalista nonaccetta privilegi, favori, incarichi, premi sotto qualsiasi forma (pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, regali, vacanze e viaggi gratuiti) che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità“. Quindi come avrebbero potuto scrivere liberamente o verificare quello che scrivevano, quando sopravvivono grazie alle mancette del Comune di Taranto, e qualcuno di questi addirittura si è fatto la sua società (con appena 500 euro di capitale sociale….) spacciandosi in giro per nuovo editore di Radio Cittadella della Curia Arcivescovile senza in realtà esserlo, incassando  la bellezza di 10mila euro dal Comune di Taranto !

alcuni dei giornalisti tarantini in viaggio a Patrasso a spese del contribuente

Lo abbiamo quindi fatto noi del CORRIERE DEL GIORNO, andando a spulciare un dossier che fonti “confidenziali” dicono essere costato al contribuente circa mezzo milione di euro, redatto da Raffaele (ma per tutti Elio) Sannicandro, commissario straordinario  dell’ ASSET  l’ Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio (il solito carrozzone pubblico inutile) della Regione PugliaSannicandro, ingegnere è stato assessore della Giunta Emiliano al Comune di Bari (nel 1° mandato allo Sport e nel 2° all’ Urbanistica)

Ma chi è Sannicandro ?

Ex numero uno del Coni pugliese, Sannicandro, l’ attuale commissario dell’  Asset (l’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio), ha un passato imbarazzante. avendo ricevuto nell’ottobre 2017  la censura da parte del Comitato olimpico nazionale, a seguito della quale si dovette dimettere da delegato Coni della provincia di Bari. L’ex signore dello sport pugliese era finito nella bufera a causa dell’affidamento della progettazione preliminare della pista di atletica nello stadio di Barletta che fu di Pietro Mennea (finanziamento da 3,5 milioni, studio di fattibilità da 785mila euro), al nipote, Luca La Bombarda, e al collega di studio, Pierino Profeta. Che garanzie di trasparenza, legalità, correttezza può quindi dare una persona del genere ? Ancora una volta Michele Emiliano si distingue per le sue nomine “border line”.

Lo stadio di Barletta

Il caso “Sannicandro”, venne sollevato dal quotidiano La Repubblica nel marzo 2016, aveva indotto il presidente del Coni Giovanni Malagò ad aprire un’inchiesta per violazione del regolamento sul conflitto di interessi. Il Codice di comportamento sportivo, infatti, parla chiaro: “i tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo – si legge all’articolo 10 – sono tenuti a prevenire situazioni, anche solo apparenti, di conflitto con l’interesse sportivo, in cui vengano coinvolti interessi personali o di persone ad essi collegate“. Ed è stato proprio a causa della “sussistenza anche solo apparente di un conflitto di interessi “ e “considerando le finalità anche preventive della norma suddetta” – riportava il provvedimento firmato dal Garante – che Sannicandro, in qualità di membro del consiglio nazionale Coni, ricevette la sanzione disciplinare.

La sede centrale del CONI

“A seguito di una segnalazione, con relativa documentazione, da parte del Procuratore Generale dello Sport – recitava il testo della nota stampa del Coniil Garante del Codice di comportamento sportivo ha deciso di infliggere la sanzione della censura al membro del Consiglio Nazionale del Coni, Raffaele Sannicandro. La Giunta ha anche recepito le dimissioni da delegato Coni della provincia di Bari dello stesso Sannicandro“.

L’ex presidente dello sport barese , già assessore al Comune di Bari ed al Comune di Giovinazzo, si è dovuto  “accontentare” , si fa per dire,  del ruolo di guida della nuova Asset. (questo il suo atto di nomina – vedi qui) e di appena….108mila euro di stipendio !

al centro Michele Emiliano ed alla sua destra Elio Sannicandro

Il 24 ottobre 2017 il Consiglio regionale pugliese aveva approvato a maggioranza il disegno di legge istitutivo dell’ Asset quale organismo tecnico operativo a supporto della Regione Puglia che è andata a sostituire la vecchia Arem l’ Agenzia regionale per la mobilità della Regione Puglia nella quale peraltro Sannicandro era già stato nominato dal governatore Michele Emiliano a febbraio 2017.

Ecco chi votò per l’ approvazione  sull’istituzione dell’ Asset organismo per  la definizione e la gestione delle politiche per la mobilità, la qualità urbana, le opere pubbliche, l’ecologia e il paesaggio:  23 favorevoli: : Blasi; Campo; Caracciolo; Cera; Colonna; Di Gioia; Giannini; Lacarra; Leo; Liviano; Loizzo; Longo; Mazzarano; Mennea; Nunziante; Pellegrino; Pentassuglia; Piemontese; Pisicchio; Santorsola; Turco; Vizzino; Zinni;, 4 contrari: Bozzetti; Di Bari; Laricchia; Trevisi; e 8 astenuti: Caroppo; De Leonardis; Franzoso; Gatta; Manca; Marmo; Perrini; Ventola, assenti dall’aula al momento del voto: Abaterusso; Barone; Borraccino; Casili; Conca; Congedo; Damascelli; Galante; Morgante; Pendinelli; Romano; Stea; Zullo;

Taranto “Città dei due mari” o “Capitale di mare” ?

La circostanza più divertente è che sulla prima pagina del “dossier” è scritto “ È chiamata “la città dei due mari”, Taranto, bagnata dal Mar Grande e dal Mar Piccolo. Qualcuno forse del Comune di Taranto deve aver dimenticato recentemente di ricordarlo per informare correttamente  l’agenzia di comunicazione barese, beneficiaria di ben 7mila euro di soldi pubblici per  realizzare lo slogan “Taranto Capitale del Mare” ed un logo reperibile sul web per una decina di euro !

il Sindaco Melucci e l’ennesima “mancetta” (o marketta ?) pubblicitaria alla stampa locale

Il dossier riporta quanto segue:momento di sintesi la candidatura ad ospitare i Giochi, occasione imperdibile per Taranto per dimostrare tutte le sue capacità e per poter valorizzare al meglio l’eredità che un tale evento porta con sé in termini di infrastrutture, investimenti, visibilità, marketing, turismo“, e continua paragonandosi, sconfinando nel ridicolo attestando che “Fondamentale risulterà la capacità di “fare sistema” fra attori nazionali e soprattutto locali, nell’ottica di una partnership virtuosa, come quella già sperimentata, a livello nazionale, per la candidatura alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026″. Onestamente paragonare i Giochi del Mediterraneo con le Olimpiadi Invernali, e Taranto con Milano, e Cortina d’ Ampezzo con i paesini pugliesi coinvolti , è qualcosa che sconfina nel ridicolo, per non dire patetico !

Per non parlare poi di affermazioni degne di essere annoverate fra le “fake news” più imbarazzanti, sostenendo  che  “La presentazione pubblica della candidatura – svoltasi a Taranto, presso il Palazzetto dello Sport “Valentino Mazzola”, lo scorso 3 maggio 2019, in occasione della sottoscrizione dello Statuto del Comitato Promotore – ha avuto una rilevante e positiva eco nei media (stampa, emittenti radiotelevisive, web) e nell’opinione pubblica, che segue con entusiasmo e fiduciosa attesa le varie fasi del procedimento di candidatura” dimenticandosi di raccontare quanti soldi pubblici ha elargito il Comune di Taranto in “mancette” pubblicitarie ai media locali. E non a caso nessun quotidiano di rilievo nazionale se ne è mai occupato, e non a caso sul sito dell’ Asset (vedi QUI) compaiono solo testate locali !

Leggere poi che il  soggettoComitato Promotore della candidatura di Taranto ai XX Giochi del Mediterraneo del 2025è un ente no profit, riconosciuto dal Codice Civile italiano, ci lascia perplessi, perchè non è dato sapere quanto ed a chi  costerà questo Comitato promotore. Per non parlare poi del Comitato Organizzatore (OCMG) che sarà costituito entro 6 mesi dall’assegnazione della XX edizione dei Giochi – fatta salva eventuale proroga formalmente accordata dal Presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo (ICMG) – e avrà sede nel centro della città di Taranto, in un prestigioso edificio storico di proprietà pubblica.

L’organismo direttivo ed esecutivo dell’OCMG sarà composto dai seguenti soggetti: Rappresentante italiano del Comitato Olimpico Internazionale (IOC), non facente parte dell’ICMG EC; Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), Sindaco della Città di Taranto, o suo delegato; Presidente della Regione Puglia, Sottosegretario allo Sport, o suo delegato; Ministro per il Mezzogiorno, o suo delegato; Enti e Personalità autorevoli dello sport, della società, della cultura, dei quali non viene indicato chi li sceglie e sulla base di quali requisiti. La solita “lottizzazione” pre-elettorale ? Molto probabile, conoscendo le abitudini …di Emiliano e Melucci.

Per capire poi la pochezza ed inadeguatezza del Comitato che ha analizzato il dossier, basta vedere che vengono indicate strutture al momento non esistenti, che invece vengono indicate come esistenti, vedi lo Stadio del Nuoto di Taranto, impianto sportivo che al momento non esiste ! Ma non è finita. Infatti ancora una volta la compagnia di giro di Michele Emiliano continua a prendere per i fondelli l’intera provincia jonica sulla questione dell’aeroporto di Grottaglie, promettendo l’apertura ed il funzionamento per i voli civili. In realtà nel “Dossier” veine scritto ben altro e cioè che: “ L’aeroporto “Arlotta” di Taranto-Grottaglie, con preminente funzione cargo-logistica, è attualmente interessato da ulteriore potenziamento e ampliamento quale infrastruttura strategica europea per la crescita del sistema industriale e di ricerca avanzata a servizio del comparto aeronautico e aerospaziale: sarà il primo spazioporto italiano destinato ad accogliere voli suborbitali. Dotato di una pista con lunghezza di 3.200 m e di ampiezza di 45 m, distante in auto 18 km e 13 minuti dal centro di Taranto e 47 Km e 35 minuti dal Villaggio Mediterraneo, in occasione dei Giochi ospiterà specifici voli charter a servizio degli Atleti e della Famiglia olimpica”.

AEROPORTO “ARLOTTA” – AEROPORTO DI TARANTO-GROTTAGLIE

In pratica gli eventuali turisti che volessero venire in Puglia a seguire i Giochi del Mediterraneo dovranno continuare ad utilizzare l’ Aeroporto di Bari o quello di Brindisi, quindi l’ Aeroporto di Grottaglie e Taranto non avrebbero alcun beneficio !

 

Per non parlare poi della questione “porti” sostenendo che ” L’organizzazione dei Giochi a Taranto potrà contare su ben 3 porti: Taranto, Brindisi e Bari.  Il Porto di Taranto, situato immediatamente al di fuori della città e gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, è un nodo logistico completo, tra i più importanti e strategici d’Italia“. Peccato che l’incompetente e disinformato estensore del “dossier” che chiaramente non poteva essere contraddetto da chi in Grecia non conosce il territorio e tantomeno ha mai verificato sul posto, cioè in Puglia, quanto millantato nel dossier di Sannicandro.

Forse è il caso di ricordare all’ Avv. Sergio Prete, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, che ieri festeggiava con un gruppetto di squallidi individui e patetici consiglieri comunali, la decisione finale, che da tre anni la stazione turistica portuale non è mai terminata !!! E che il porto di Taranto è da sempre ad esclusiva vocazione e fruizione industriale. Particolari questi che l’ex-agente marittimo Rinaldo Melucci, attuale Sindaco pro-tempre di Taranto, conosce molto bene.

Infatti non a caso nel dossier i porti di Bari e Brindisi verranno utilizzati, Brindisiper la logistica e per il trasporto passeggeri, specie per gli eventi programmati nel Cluster di Brindisi e Lecce”, mentre il Porto di Bari sarà complementare “per la logistica e per il trasporto passeggeri“. Legittimo porgersi una domanda: quali società di trasporto passeggeri faranno delle linee di crociera o passeggeri per i Giochi del Mediterraneo ? La risposta ve l’anticipiamo noi, essendo molto facile e semplice: nessuna !

 

Ma la follia umana-organizzativa  si evince quando viene attestato che ” il trasporto degli Atleti con servizio navetta riservato, in partenza dal parcheggio di interscambio presso il Villaggio Mediterraneo, con destinazione tutte le sedi dei Giochi (siti competitivi e di allenamento, MedalPlaza, siti di cerimonia, eccetera) secondo programma; il trasporto della Famiglia Olimpica con servizio navetta riservato, in collegamento anche a chiamata dall’albergo di residenza, verso tutte le venues dei Giochi secondo programma“.  Il “Villaggio Mediterraneo è il “regalo” fatto dalla ritrovata accoppiata Emiliano-Melucci ad un noto imprenditore massafrese, tale Tonino Albanese (pluri-indagato, e prossimo al rinvio a giudizio della Procura di Taranto) che è uno degli azionisti di riferimento del complesso turistico di Castellaneta Marina dove verrà insediato il “Villaggio Mediterraneo” .

Taranto, capitale del mare, o del malaffare e della monnezza ? Ai posteri l’ardua sentenza ..

1a puntata |

 

 

 

 




I Giochi del Mediterraneo 2026 assegnati a Taranto ( o meglio alla Puglia !)

ROMA – La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, è stata assegnata a Taranto. La designazione in favore della città pugliese, unico capoluogo italiana a candidarsi ad organizzare la manifestazione è giunta nel corso dell’Assemblea internazionale dei Giochi del Mediterraneo (CIJM) nel corso dell’assemblea annuale del Comitato  tenutasi oggi a Patrasso,  che ha stabilito anche di posticipare l’edizione pugliese al 2026.

L’Italia aveva già   ospitato tre volte la manifestazione sportiva multidisciplinare dedicata ai 26 Paesi dell’area mediterranea, l’ultima nel 2009 a Pescara. I Giochi del Mediterraneo torneranno in Puglia dopo l’edizione tenutasi a Bari 29 anni fa, quando il capoluogo pugliese fu sede della 13esima edizione della manifestazione. E si tratta della quarta volta in Italia dopo Napoli (1963) e Pescara (2009).

Il Coni era  rappresentato in Grecia dalla   vice presidente Alessandra Sensini, dal membro onorario del Cio, Mario   Pescante, da Elio Sannicandro, membro del Consiglio nazionale del Coni e coordinatore del dossier della candidatura pugliese, i presidenti federali Michele Barbone (danza sportiva) e Angelo Cito (taekwondo). Della delegazione italiana facevano parte anche il governatore della Puglia,  Michele Emiliano, dall’assessore regionale Mino Borracino, dal presidente della Provincia Giovanni Gugliotti e dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci .

L’assemblea si è aperta in mattinata con i saluti istituzionali del   vice ministro dello Sport ellenico Eleftherios Avgenakis, del   presidente del Comitato olimpico greco e membro Cio Spyros Capralos e da Nikolaos Papadimatos, presidente del comitato organizzatore della   seconda edizione dei Mediterranean Beach Games che prenderanno il via   domani proprio a Patrasso. Il presidente del CIJM Amar Addadi, che nel suo discorso si è   complimentato con il Coni e il presidente Giovanni Malagò per   l’assegnazione a Milano-Cortina dei Giochi olimpici invernali 2026, ha  quindi nominato membri onorari del CIJM Mario Pescante, per la sua   carriera dedicata allo sport, e Tullio Paratore, ex dirigente Coni ed  attuale presidente della commissione Cooperazione e Sviluppo CIJM. Nel  pomeriggio, invece, si è svolta la presentazione della candidatura e   l’assegnazione dei Giochi a Taranto.

Dopo la proclamazione Taranto ha avuto un verdetto unanime da parte dei 26 Paesi dell’assemblea, i rappresentanti istituzionali hanno firmato il relativo contratto con i vertici del Comitato internazionale.

“Il 2026 sarà un anno speciale per lo sport italiano. – dice il presidente del Coni, Giovanni MalagòOltre alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, infatti, l’Italia, con Taranto e la Puglia, ospiterà la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. Si tratta di un nuovo e importante riconoscimento per il nostro Paese e, in particolare, per il mondo sportivo che fa riferimento al Comitato olimpico nazionale italiano e che è apprezzato all’estero per le capacità mostrate nell’organizzazione dei grandi eventi“, aggiungendo “rivolgo, inoltre, le mie congratulazioni al Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, al Governo e al Parlamento che hanno sostenuto la candidatura, a Elio Sannicandro, che ne ha curato il dossier, e a tutti rappresentanti di un territorio che, attraverso questa importantissima manifestazione sportiva, troverà certamente una straordinaria occasione di promozione e rilancio della Regione, anche in termini di riqualificazione dell’impiantistica sportiva“.

“Siamo una squadra fortissima, il Coni, l’Italia, la Regione Puglia e Taranto hanno dato una bellissima prova – ha dichiarato il governatore pugliese Michele Emilianoadesso c’è un grande lavoro da fare, la responsabilità che abbiamo assunto con questa firma è enorme e bisognerà preparare tutto per bene“.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale Mino Borraccino: “É un evento importantissimo – ha detto – che non significa soltanto sport ma anche la possibilità di riportare Taranto nell’immaginario collettivo dell’Europa come una realtà positiva, dopo essere stato il tacco avvelenato d’Italia. Abbiamo la possibilità di diversificare, aprire una nuova narrazione per la nostra città e per la nostra provincia. L’impegno della Regione Puglia, che non ci mette soltanto passione e organizzazione, ci mette anche la disponibilità di fondi ingenti, è la dimostrazione di come il Governo regionale,  guidato dal Presidente Emiliano, guarda con molta attenzione alla città di Taranto in tutte le sue sfaccettature“.

I finanziamenti disponibili necessari allo svolgimento della manifestazione, secondo le stime elaborate da Governo, Coni, Regione Puglia, Asset e Comune di Taranto dovrebbero essere circa 290 milioni di euro, ovviamente spalmati in sette anni. Di questi, il Governo ne metterà a disposizione circa 100. Per realizzare i Giochi sarà necessaria la disponibilità di  65 impianti che dovranno ospitare le gare, maschili e femminili, di 23 diverse discipline sportive (7 quelle di squadra).

Il presidente del Lecce mostra una ricostruzione grafica dello stadio che prevede anche la copertura per lo stadio

Nel programma stilato nel dossier sono previsti degli interventi importanti da realizzare a Taranto, come lo stadio del nuoto e il centro nautico per gli sport acquatici, inoltre è prevista la radicale ristrutturazione del campo scuola nel quartiere Salinella, che avrà una pista ad 8 corsie, a sarà ricostruito anche il pattinodromo. Oltre al capoluogo ionico, sono stati coinvolti, altri 20 comuni compresi i due capoluoghi di provincia Brindisi e Lecce dove si disputeranno le gare di alcune discipline tra cui il calcio. Per lo stadio leccese di Via del Mare, dunque, vi saranno i fondi per quegli interventi necessari sia in chiave manutentiva che di innovazione: i lavori in Tribuna Est e la copertura integrale dell’impianto.

Di tutto ciò il presidente del club giallorosso, Saverio Sticchi Damiani, aveva discusso con il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ricevendo ampie rassicurazioni che erano state poi riportate alla stampa nel corso della conferenza stampa, a luglio, per i lavori di adeguamento dello stadio ai parametri della serie A. Partecipazione questa che consentirà al Lecce di ottenere un contributo dal Coni pari a circa 3 milioni di euro, una cifra con cui i giallorossi copriranno le spese di copertura totale dell’impianto.

A Taranto invece lo stadio Iacovone rimane inagibile al 50% della sua capienza . Resta da chiedersi come possa esprimere soddisfazione il primo cittadino di Taranto , il quale probabilmente i Giochi del Mediterraneo nel 2026 potrebbe vederseli dal salotto della propria abitazione di Crispiano. Senza portarsi al seguito pennivendoli e scribacchini a spese del contribuente come accaduto a Patrasso. evidentemente non bastavano le mancette e markette pubblicitarie.

 

 




Arcelor Mittal, ricorso al Tar contro la revisione Aia per inquinamento

ROMAArcelorMittal ha presentato ricorso al Tar Puglia per l’annullamento del decreto del Ministero dell’Ambiente del 27 maggio causato dall’ istanza del Sindaco di Taranto chiedeva di avviare il riesame dell’Aia sulla base dei rapporti di valutazione del danno sanitario elaborati da Arpa Puglia e Asl Taranto, a seguito della quale ha “disposto il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (per lo stabilimento siderurgico di Taranto, ndr) di cui al Dpcm del 29 settembre 2017, al fine di introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie“.

 

 

 

 

Il Comune di Taranto ha ricevuto nei giorni scorsi la notifica del ricorso al Tar Puglia da parte della società ArcelorMittal Italia “per l’annullamento del decreto ministeriale recante ad oggetto il riesame dell’Aia di cui al Dpcm del 29 settembre 2017″ per lo stabilimento siderurgico di Taranto.

Il decreto disponeva il riesame dell’Aia per lo stabilimento siderurgico di Taranto del 29 settembre 2017. Veniva riaperto quindi l’autorizzazione “al fine di introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie“.

Riapertura dell’Aia richiesta, come si ricorderà, con istanza del 21 maggio scorso del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci a seguito delle relazioni sanitarie di Arpa Puglia ed Asl Taranto, che era stata accolta dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa.  Ed ancora una volta MelucciMichele Emiliano, governatore della Regione Puglia, si ritrovano uniti, con quest’ultimo che annuncia un ricorso ad opponendum al tar per affiancare il ritrovato “fido” Melucci.

Il Sindaco Melucci ancora una volta ha perso un’occasione buona per tacere, dichiarando: Non bastavano tutta la confusione, tutti gli errori, tutte le mancanze, tutti gli incidenti di questi mesi: ora il gestore ci fa comprendere che non ha alcun interesse per il futuro di Taranto e lo fa ricorrendo alle aule di tribunale. Messaggio chiaro. Questo è lo schiaffo più grande“. Aggiungendo “Sono stato tra quelli che si era adoperato per una convivenza civile e sostenibile, nel suo ruolo istituzionale e di responsabilità. Evidentemente qualcuno ha pensato che a Ferragosto fosse possibile l’ennesimo saccheggio e l’ulteriore presa in giro di questa città“.

Resta da capire per quale motivo Melucci  ed Emiliano si sentano liberi di fare ricorso al TAR (ed addirittura contro Palazzo Chigi) , come avvenuto in passato, ed Arcelor Mittal Italia, che vede cambiare in corso le condizioni oggetto della gara internazionale che si è aggiudicata per la gestione dello stabilimento ILVA di Taranto, non possa e debba ricorrere a sua volta dinnanzi al Tribunale Amministrativo Regionale.

 

In realtà il sindaco di Taranto Melucci si è contraddistinto sinora esclusivamente per andare in giro con il cappello in mano a chiedere contributi pubblicitari alle grandi aziende (Arcelor Mittal, Eni, Tempa Rossa) per raccattare qualche soldo e far campare i pennivendoli e scribacchini locali con le sue “mancette” ( o meglio, “markette“) pubblicitarie, pur di avere la stampa locale dalla sua parte.

Evidentemente nessuna “staffista” del cuore o “faccendiere” della sua corte dei miracoli gli ha spiegato che per aggiudicarsi la locazione e gestione dello stabilimento siderurgico di Taranto, Arcelor Mittal Italia ha vinto una gara europea, e sinora ha rispettato tutti le scadenze ambientali previste, come verificato dai sindacati e dalle varie ispezioni avvenute, comprese quelle del vicepremier Di Maio.

Vedere un ex-agente marittimo come Rinaldo Melucci attaccare e criticare più grande gruppo al mondo nella produzione dell’acciaio, che peraltro si avvale di studi legali di livello internazionale, ci fa sorridere, sopratutto dopo aver letto il suo curriculum ed analizzato in un recentissimo passato i bilanci delle sue società sotto la sua gestione contraddistinta dal profondo rosso !




Melucci & Emiliano: attenti a quei due

di Antonello de Gennaro

TARANTO – L’accoppiata Emiliano-Melucci che ha letteralmente “distrutto” la politica e le speranze della comunità jonica, è tornata ad amoreggiare dopo una separazione che ha avuto come effetto devastante la defenestrazione del vice sindaco Rocco De Franchi e dell’ingegnere Aurelio Di Paola, entrambi baresi, e facenti parte della prima giunta Melucci su indicazione del governatore Emiliano, anche se Melucci sosteneva da aspirante “Pinocchio“, che li avesse scelti da lui sulla base  dei rispettivi curricula.

I due “amoreggiavano” anche legalmente, dissipando denaro pubblico in spese legali utilizzando lo stesso studio legale (peraltro già coinvolto nello scandato delle Ferrovie Sud Est,  per presentare inutili ricorsi al Tar contro il decreto legge sull’ ILVA emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Governo Gentiloni), che volevano usare come “ricatto politico” per conquistare  aspirazioni politiche sul palcoscenico politico nazionale, senza però riuscirvi.

Una scelta legale poco fortunata quello della strana “coppia” in quanto non portò nulla, in quanto il TAR Puglia a cui lo studio legale barese (Vernola n.d.a. ) incaricato da Emiliano e Melucci,  spiegò che essendo Palazzo Chigi, cioè la sede dove era stato emesso il decreto legge a Roma, il TAR competente era quello del Lazio e non della Puglia.

La storia della politica e delle cronache giornalistiche parla da sè, e racconta che quando Melucci si invaghì e non solo politicamente dell’ex ministro Carlo Calenda, all’improvviso ruppe con Emiliano e senza informare nè la Giunta nè il Consiglio Comunale, ritirò il ricorso al TAR. Cosa volete che fossero 17mila euro di spese legali, quando a pagarli sono i contribuenti e non un anonimo cittadino di Crispiano ( paese ove Melucci risiede).

Come per incanto la società MELUCCI Shipping srl che si era trasformata in MERIDIAN Shipping, che esercitata attività di supporto portuale, all’improvviso diventòo subfornitore “profumatamente” pagato il trasporto su gomma (leggasi camion) dalla CIMOLAI , la società di Pordenone che ha realizzato la copertura dei parchi minerali dello stabilimento siderurgico di Taranto. Un incarico più che sospetto dato che la MERIDIAN , società nella quale risulta lavorare come “consulente” il padre di Rinaldo Melucci, non avesse le autorizzazioni necessarie per esercitare tale attività.

Secondo nostre informazioni furono i commissari dell’ amministrazione straordinaria dell’ ILVA (che erano stati nominati dal ministro Carlo Calenda, a cui rispondevano per il loro incarico n.d.a.) , a chiedere alla CIMOLAI di avvalersi dei servizi in subappalto della MERIDIAN. Tutte cose già scritte da questo giornale  e raccontate da chi scrive nelle sue dirette giornalistiche sui social, e mai rettificate o smentite dalle parti interessate.

Un ulteriore occasione di scontro fra Emiliano e Melucci fu l’elezione per la presidenza della Provincia di Taranto, dove il governatore pugliese mise in moto gli esponenti della sua corrente nella provincia tarantina, che sostennero e fecero eleggere il sindaco (di centrodestra) di Castellaneta, Giovanni Gugliotti che stracciò letteralmente il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci al punto tale questi si dimise (l’ennesima pagliacciata) da sindaco di Taranto, salvo poi ripensarci e ricordandosi di essere di fatto un disoccupato, ritirò le dimissioni.

Adesso la “strana coppia” si è ricomposta ed i due vanno d’amore e d’accordo, con una serie di azioni anche finanziarie della Regione Puglia a sostegno delle strampalate iniziative di facciata di Melucci (leggasi Giochi del Mediterraneo, Ocean Race ecc.) che porteranno solo debiti a carico dei contribuenti pugliesi.

La ciliegina sulla torta della ritrovata “unione” fra Melucci ed Emiliano è stata la presentazione del nuovo piano per la ristrutturazione dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie, avvenuta parte della Regione Puglia, con la puntuale conferenza stampa a Palazzo di Città di Taranto, che in realtà è solo una trovata propagandistica.

La stragrande maggioranza degli esponenti del mondo associativo e delle imprese, ritiene che sia solo un annuncio “bluff” cioè con inesistente concretezza, in quanto non vi alcuna compagnia aerea interessata ad attivare dei voli passeggeri . Michele Emiliano ha raccontato di aver chiesto alla compagnia Ryanair di fare base anche nello scalo di Taranto,  una dichiarazione di chiaro stampo “elettorale” che non generato alcun effetto. Nessun facile entusiasmo. Anzi al contrario, un maggiore e crescente scetticismo.

Resta da chiedersi quante pagliacciate politiche dovrà sopportare ancora la città di Taranto che in realtà andrebbe volentieri alle elezioni amministrative anticipate pur di liberarsi da un sindaco che si è manifestato per la sua arroganza e presunzione, e l’uso spregiudicato di denaro pubblico. E tanta, troppa attenzione per la sua “staffista” del cuore.




Taranto candidata "solitaria" italiana per i Giochi del Mediterraneo del 2025: il solito fumo negli occhi

ROMA –  Un progetto costato circa mezzo milione di euro, che prevede investimenti pubblici per circa 250 milioni di euro , 100 dei quali messi a disposizione dall’attuale Governo (ma quanto regge questo Governo ?) . Un evento “semi clandestino” che non ha mai cambiato, nè migliorato lo stato dell ‘economia locale, e le cui precedenti organizzazioni notoriamente non hanno mai portato alcun successivo flusso turistico o palcoscenico internazionale, passando nel dimenticatoio persino dei diritti televisivi. Le precedenti edizioni già disputate dei Giochi del Mediterraneo sono diciotto. A causa di inadempienze la diciassettesima edizione del 2013 si è svolta a Mersin, Turchia e non a Volos, in Grecia. La diciottesima edizione si è svolta a Tarragona, in Spagna nell’estate 2018 e non nel 2017. Le nazioni che hanno ospitato più edizioni dei giochi sono l’Italia e la Spagna, che ne hanno organizzate tre. Seguono poi Turchia e Tunisia con due e infine Egitto, Libano, Grecia, Algeria, Croazia (Jugoslavia), Marocco, Siria e Francia con una edizione ciascuno

La conferma proviene dalla circostanza che nessuna altra città del Mezzogiorno si è candidata . Il Comune di Taranto  invece, che non naviga nell’oro, essendo uscita da pochi mesi dal dissesto finanziario,  vuole ospitare la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo in calendario nel 2025, cioè fra 6 anni ! Incredibilmente persino il Ministro per il Sud, la “grillina” Barbara Lezzi si è lasciata ubriacare dall’enfasi pre-elettorale, commentando “Questa è una bella notizia per tutta la Puglia“. Resta da capire a questo punto quale sia la bella notizia, considerato che quella di Taranto è l’unica candidatura italiana.

21 settembre 2016. Il sindaco di Roma, Virginia  Raggi: “no alle Olimpiadi a Roma”

Un commento quello della Lezzi , a dire il vero, che nessuno si aspettava, sopratutto dopo che in un recente passato il M5S per voce della Sindaca di Roma Virginia Raggi aveva rifiutato e bloccata la candidatura della Capitale a giocarsela per organizzare le Olimpiadi a Roma, così come la Sindaca di Torino Chiara Appendino (M5S) si è sfilata dalla candidatura congiunta Milano-Torino ad organizzare le Olimpiadi Invernali che sono state successivamente aggiudicate all’ Italia, dopo l’accordo raggiunto dal Comune di Milano con quello di Cortina d’ Ampezzo. Secondo il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci (Pd) un rinvio della decisione, in sostanza, sarebbe potuto costar caro: “Abbiamo tirato un bel sospiro di sollievo. Il sì del Consiglio dei ministri qualifica definitivamente la nostra ambizione“. Piccolo particolare , un ambizione che nessun altro comune d’ Italia aveva.

Il sindaco di Torino Chiara Appendino

L’assegnazione dei Giochi del Mediterraneo del 2025 verrà ufficializzata sabato 24 agosto in Grecia a Patrasso. E’ a dir poco ridicolo quanto scrive un quotidiano locale, sostenuto  dalle “mancette” ( o markette ?) pubblicitarie del Comune di Taranto che questa mattina ha scritto “La muscolarità della designazione del Comune di Taranto, sostenuta da un dossier ben argomentato assieme alla Regione Puglia, ha smontato poco alla volta le aspirazioni delle avversarie“, e tutto ciò peraltro senza aver mai preso visione o conosciuto alcun progetto delle altre città candidate. Il sindaco Melucci con la sua notoria sfacciataggine, a sua volta ha dichiarato “Usando un gergo sportivo abbiamo fatto squadra. E certamente il brand Italia ha inciso sulla fuga delle nostre ipotetiche rivali“. Resta da capire di quale “brand Italia” parla e chi sarebbe fuggito al cospetto di una città, Taranto che al momento non alcun impianto sportivo degno di partecipare ad una qualsiasi competizione internazionale !

Una candidatura che ha consentito ai parlamentari eletti in Puglia del Movimento 5 Stelle di cercare di prendersi qualche merito sulla base del nulla. Come si fa a non ridere quanto il “grillino” Paolo Lattanzio, capogruppo in commissione cultura alla Camera dice : “Da questo appuntamento internazionale potremo trarre benefici sul fronte del rilancio di Taranto in termini di riconversione economica. I Giochi faranno sì che Taranto non sia identificata solo con l’ingombrante presenza dell’ex Ilva“. A cui si aggiunge l’ex-portaborse ora deputato poi il deputato Giovanni Vianello che dichiara in una nota “Ciò che mi conforta è il messaggio di speranza garantito dall’aver raggiunto in gruppo un obiettivo importante“, dimenticando che al momento non è stato raggiunto ancora nulla !

I 250 milioni di spesa previsti  verranno utilizzati per la costruzione ex novo o la riqualificazione di circa sessanta impianti sportivi. Con Taranto saranno interessati una ventina di Comuni di altre tre province (Lecce, Brindisi e Bari). Oltre al contributo del governo, la parte del leone negli stanziamenti la faranno la Regione Puglia (50 milioni) le città coinvolte ed il Comune di Taranto che dovrà ulteriormente indebitarsi con il Credito Sportivo ancora una volta a spese dei contribuenti tarantini. E c’è persino chi gioisce…!

Nell’ultima edizione organizzata in Italia a Pescara nel 2009, è bene sapere che fine fece il Comitato promotore? Scomparso e dimenticato.  E la passione per far sviluppare il territorio? Tutto annegato nei finanziamenti pubblici e negli interessi privati di chi ha saputo trasformare Pescara 2009 in un affare interessante. Anche la Puglia ha già ospitato in passato i Giochi del Mediterraneo. Nel 1997  si svolsero a Bari (le gare di calcio, golf e tennis tavolo anche a Taranto, tra l’altro)  dal 13 al 26 giugno. Vi parteciparono 3473 atleti di 21 Paesi e 1541 ufficiali di gara. Le discipline furono 25: 234 gare e 742 medaglie medaglie assegnate. I Giochi si aprirono al San Nicola, la cerimonia fu conclusa da un concerto di Antonello Venditti alla presenza dell’allora capo del Governo, Prodi, del presidente della Repubblica, Scalfaro, e del presidente del comitato organizzatore,  Matarrese.

Resta da chiedersi: se l’organizzazione è un evento utile ed importante, come mai la città di Bari non si è candidata ? E come mai neanche Lecce, la città “bacino elettorale” dell’ assessore regionale Capone si è candidata ? Ai posteri l’ardua sentenza. Noi, purtroppo la conosciamo già.




Tempa Rossa. Il Cipe rigetta la proroga per Total

ROMA  – Il CIPE – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica presieduto dal premier Giuseppe Conte, e composto a maggioranza da ministri del M5S ha rigettato nelle riunioni del 15 e 20 maggio scorso, la richiesta di proroga della dichiarazione di pubblica utilità presentata dalla Total per il giacimento petrolifero Tempa Rossa in Basilicata, e quindi bloccato le opere di sviluppo del centro sul quale la multinazionale francese e la Shell hanno già effettuato investimenti per 1,5 miliardi di euro, ed ci potrebbero essere effetti a catena sui lavori per il completamento dell’opera, con riflessi anche per l’altro terminale del progetto che è  Taranto, dove è previsto lo stoccaggio del greggio.

Da qui ne consegue una difficoltà per i futuri espropri dei terreni che diventeranno più lunghi e costosi non potendo contare più sulla dichiarazione di pubblica utilità ripercuotendosi eventualmente anche su future richieste di ampliamento del Centro olio.

Il Cipe  il 5 giugno scorso ha così deliberato:  «non approva la richiesta di proroga della dichiarazione di pubblica utilità presentata da Total E&P Italia S.p.A. relativamente alle opere per lo sviluppo del giacimento di idrocarburi in Basilicata nei comuni di Corleto Perticara, Guardia Perticara e Gorgoglione“,uno stop che si riflette quindi anche sui lavori del progetto Tempa Rossa per il versante tarantino, che vede coinvolta la raffineria Eni che dovrebbe ricevere 20-30mila da subito per poi diventare a regime 50mila  barili di petrolio al giorno  dal giacimento lucano. Il trasporto complessivo di petrolio dallo stabilimento di Tempa Rossa in Basilicata, attraverso la condotta interrata che dal giacimento di Corleto Perticara dovrebbe collegarsi all’oleodotto Viggiano-Taranto, viene  stimato in 2,7 milioni di tonnellate l’anno.

L’investimento previsto per  Taranto è di 300milioni di euro per la realizzazione in raffineria di due serbatoi di stoccaggio da 180mila metri cubi, oltre all’estensione del pontile petroli dell’Eni di 515 metri . Attualmente erano in corso gli scavi preliminari per la realizzazione dei due serbatoi, lavori che dovrebbero durare tre anni, mentre per i lavori per l’allungamento del pontile in questo caso sarebbero dovuti durare due anni e mezzo. Ma adesso tutto ciò è a rischio.

Secondo Total, si tratta del maggior investimento privato in corso in Italia (1,6 miliardi) che avrebbe contribuito alla creazione in fase di costruzione di 300 posti di lavoro a Taranto, fornendo così una risposta immediata e concreta ai bisogni occupazionali che affliggono la comunità tarantina nel suo complesso. Il traffico navale prodotto da Tempa Rossa di circa 90 navi/anno, ma se ne prevedono fino a 140 alla rada in mar Grande, inoltre, secondo il gruppo francese, avrebbe contribuito al traffico marittimo oggetto di una forte contrazione negli ultimi anni (dimezzato del 40% dal 2008 ad oggi), contribuendo così ad aiutare il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo strategico del porto di Taranto.

Lo stop del Governo porta ad ipotizzare  qualsiasi tipo di scenario, anche se al momento (come prevedibile…) non si registrino particolari reazioni da Taranto. Lo scorso 14 giugno, nonostante la delibera negativa del CIPE, si sono incontrati  il sindaco di Taranto ed il direttore della Raffineria di Taranto Michele Viglianisi, per trovare un accordo sulle royalties, e la delegazione dell’ Eni  si era recata a Palazzo di Città per sottoscrivere l’esecutività dei progetti di compensazione della Convenzione Tempa Rossa,  che era stata firmata fondandosi sulle prescrizioni indicate del decreto Via.

Da non dimenticare che nel 2014 la stessa maggioranza di centro-sinistra che amministrava il il Comune di Taranto, all’epoca guidata da Ippazio Stefàno, ed ora da Rinaldo Melucci, aveva formalizzato la sua opposizione al progetto  «Tempa Rossa» di Eni e Total approvando una delibera che ha la forma di un atto di indirizzo al Consiglio comunale, competente ad esprimersi per legge sulle questioni urbanistiche. La giunta ha ha dato il proprio parere favorevole ad una delibera con cui si invita la massima assise cittadina, nell’ambito dell’approvazione del Piano regolatore portuale, ad impedire la realizzazione delle opere comprese nel progetto denominato «Tempa Rossa»

Adesso diventano a rischio i progetti del Comune di Taranto finanziati da Eni, che   prevedevano diversi interventi di rifacimento del manto stradale e la riqualificazione degli arredi urbani, lavori questi finanziati per la quota parte a valere sul plafond di 6 milioni di euro messo a disposizione dall’ Eni, a seguito del un protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Taranto,  il 19 aprile dello scorso anno, con la joint venture “Gorgoglione” partecipata dalla compagnia francese Total, Mitsui Italia e Shell Italia,  e dal partner logistico Eni, per prevedere degli effetti di ricompensa economica in favore della città di Taranto per il progetto Tempa Rossa. Ma tutto questo non si realizzerà, con l’esultanza dei 5 Stelle, sulla base di quanto deciso dal Cipe.

Tempa_Rossa_a_Taranto_Confindustria

A rischio quindi lo sviluppo dell’omonimo centro oli di Corleto Perticara (Potenza), che prevedeva l’estrazione e il trattamento del greggio che poi sarà inviato alla raffineria di Taranto, mediante il già esistente oleodotto Val d’Agri-Taranto, e infine spedito via mare attraverso le navi petroliere, conseguentemente viene messo in forte dubbio  . La Total  appena 7 mesi fa aveva inaugurato a Taranto la sua nuova sede operativa a Palazzo d’Ayala Valva, un punto strategico vicino alla raffineria e al porto, che affaccia sul canale navigabile della città dei due mari, dove era stata trasferita la direzione commerciale e di shipping da Roma .

 




Fedemeccanica e Confindustria Taranto : "Acciaio Impresa"

ROMA – Quest’anno, per la prima volta, le assemblee generali di Federmeccanica e di Confindustria Taranto si svolgono in maniera condivisa, il prossimo 21 giugno dalle ore 15.30 a Taranto. L’industria metalmeccanica italiana si incontra con gli imprenditori tarantini all’interno di ArcelorMittal per ragionare sull’Acciaio, materia prima dell’Industria e sulle Imprese manifatturiere, materia prima del Paese.

Federmeccanica ha scelto Taranto e il suo grande impianto siderurgico nella consapevolezza che chi rappresenta l’industria metalmeccanica italiana non può chiamarsi fuori da una delle più complesse questioni industriali e sociali che riguardano il Paese e in modo profondo i tarantini. Una scelta coerente con il decalogo intitolato “Impegno.” presentato da Federmeccanica un anno fa. Un testo nel quale ogni singola riga e ogni capitolo esprimono la volontà di ricercare sempre una sintesi positiva tra le ragioni dell’Impresa e quelle della Persona e della sua Comunità.

Federmeccanica condivide con gli imprenditori tarantini una tensione ideale che spinge all’azione e all’assunzione di responsabilità nei confronti del grande progetto di rinnovamento industriale avviato da ArcelorMittal la cui importanza assume un valore paradigmatico per l’intero Paese.

PROGRAMMA ASSEMBLEA GENERALE – 21 GIUGNO 2019

ORE 15.30 APERTURA LAVORI • SALUTI

Matthieu Jehl, Amministratore Delegato ArcelorMittal Italia

Matthieu Jehl, Vice Presidente e Amministratore Delegato ArcelorMittal Italia;

Rinaldo Melucci, Sindaco Comune di Taranto;

Giovanni Gugliotti, Presidente Provincia Taranto;

Cosimo Borraccino, Assessore Sviluppo Economico Regione Puglia;

RELAZIONI

Alberto Dal Poz, Presidente Federmeccanica;

Vincenzo Cesareo, Presidente Confindustria Taranto;

Vincenzo Cesareo, Presidente Confindustria Taranto

INTERVENTO

S.E.R. Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e Presidente Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace Conferenza Episcopale Italiana;

CdG Vincenzo Boccia

Vincenzo Boccia, Presidente Confindustria.

CONCLUSIONI

Vincenzo Boccia, Presidente Confindustria.




Il Ministero dell' Ambiente apre riesame Aia ex Ilva

ROMA– “Il ministero dell’Ambiente ha provveduto con l’emanazione del provvedimento di riesame dell’Autorizzazione di impatto ambientale, Aia”. Con queste parole il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa in audizione dinnanzi alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sull’ex Ilva (ora Arcelor Mittal Italia)  ha reso noto l’emanazione del riesame disposta il 27 maggio a seguito della richiesta arrivata dal Comune di Taranto.

Il ministro dell’ Ambiente, Sergio Costa

L’apertura del riesame dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, era stata chiesta con “un’istanza del 21 maggio” per ragioni sanitarie sulla base degli “esiti del rapporto di valutazione del danno sanitario elaborati da Arpa Puglia e Asl Taranto“, in cui si evidenzia “un rischio residuo non accettabile per la popolazione” anche alla fine del “completamento degli interventi previsti” dall’Aia del 2012.

A seguito di istanza avanzata dal Sindaco del Comune di Taranto con nota prot. n. 70759 del 21.05.2019, il Direttore Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente, con proprio Decreto n. 188 del 27.05.2019, nell’accoglierne le motivazioni e dopo averne verificato la correttezza formale, ha disposto il riesame ai sensi dell’art. 29-quater comma 7, del D.Lgs. 152/206 dell’autorizzazione integrata ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017.

IstanzaRiesameComuneTaranto

Si apre quindi un nuovo capitolo “ambientale” per Taranto. “Il 24 giugno torneremo in città per incontrare ancora una volta i tarantini e continuare il percorso avviato insieme un mese fa”. h aggiunto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “E’ un dovere procedere al riesame – osserva Costa lo dobbiamo ai cittadini e ai lavoratori. Abbiamo accolto con favore l’istanza del sindaco, con il quale il rapporto di collaborazione è costante e proficuo”. Il ministro parla di un “timing” con scadenze precise; e in base ai risultati si procederà a rivalutare l’Aia, eventualmente fissando più adeguate condizioni di esercizio”.

MinAmbiente Riesame

Con un comunicato apparso sul sito del Comune di Taranto,  il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci (Pd) ha affermato: “Stiamo operando ogni giorno con la passione per Taranto e tentando di offrire a tutto il mondo una immagine finalmente positiva del nostro territorio e delle nostre capacità.  Ma non dimentichiamo le nostre ferite, non lasciamo che il tempo e i momenti di giusta festa facciano affievolire il nostro impegno verso la salute dei cittadini e il futuro dei residenti più esposti e fragili”.

“Ed è per questo motivo e per le ragioni che più in dettaglio sono esposte nella richiesta formale inviata al Ministero dell’Ambiente, – continua la nota – col quale esiste un dialogo costante e proficuo, che ho firmato la richiesta di riesame del Piano ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017 per lo stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale Arcelor Mittal Italia S.p.A. di Taranto (ex ILVA S.p.A. in A.S), ai sensi dell’art. 29-octies del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.”

CdG comunicazione riesame

Concludendo: “Apprendo dalla stampa che l’attuale gestore avrebbe dato nuove aperture sul rifacimento del principale altoforno nella direzione della decarbonizzazione. Non posso che compiacermene. Sono sicuro, allora, che non avranno difficoltà a rendersi disponibili ad un ripensamento complessivo della loro programmazione nella direzione della maggior prevenzione dei rischi sanitari per i cittadini di Taranto“.

L’ex-direttore generale di ARPA PUGLIA, prof. Giorgio Assennato, in un commento postato su Facebook  ha così commentato: “L’articolo della 152 prevede la richiesta del Sindaco. Costa ha dichiarato la piena legittimità tecnica e giuridica della richiesta del sindaco” ed aggiunge .”La legge regionale n.21 del 24 luglio 2012 prevedeva anche la valutazione preventiva del rischio sanitario da effettuarsi anche in caso di rispetto delle soglie degli inquinanti atmosferici. Il Governo nel 2013 approvò una VDS ad hoc per Ilva eliminando ogni efficacia della valutazione epidemiologica e bloccando la procedura in caso di valori sotto soglia degli indicatori di qualità dell’aria”

“Arpa fece ricorso al TAR Lazio che confermò la validità delle due VDS, – continua Assennato – una, la statale, solo per ILVA, l’altra, la regionale, valida solo per le altre aziende inquinanti di Taranto. Ora, incredibilmente, il Ministero riabilita la nostra VDS regionale dichiarandola applicabile allo stabilimento di Arcelor Mittal. Per me una soddisfazione “postuma“.

 

 

 

 




Comune di Taranto: il sindaco nomina la 2nda giunta in due anni

TARANTO – Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci (Pd), alla guida di una coalizione di centrosinistra, che sopravvive grazie al voto di scambio con liste civiche, ed al sostegno di due consiglieri che sulla carta sarebbero emanazione del centro destra ( e cioè i fratelli Cito) dopo l’azzeramento del 6 maggio scorso deciso per avviare “una fase di riflessione ed entrare al meglio nella seconda parte del mandato” ha varato la nuova giunta con sette assessori . In questa fase Melucci tratterrà per sé le ulteriori deleghe a Lavori Pubblici, Ambiente, Affari Legali e Programmazione Finanziaria.

Soltanto quattro gli assessori confermati: Gianni Cataldino (Sviluppo Economico e Polizia Locale), Fabiano Marti (Cultura e Sport) e Paolo Castronovi (Società Partecipate e Risorse Umane). Entrano in giunta Gabriella Ficocelli (Servizi Sociali e Integrazione), con un passato di militante del centrodestra,  recentemente candidatasi sindaco al Comune di Pulsano (Taranto); Rita Frunzio (Pubblica Istruzione e Pari Opportunità), dirigente scolastica; Deborah Cinquepalmi (Affari Generali e Associazionismo), presidente dell’onlus Simba; e Augusto Ressa (Urbanistica e Mobilità), della Soprintendenza Archeologica, Francesca Viggiano (Patrimonio)

Un nuova giunta che teoricamente avrebbe dovuto rinsaldare ed allargare la maggioranza, con il rientro in maggioranza dei 4 consiglieri del  gruppo “Indipendenti per Taranto (che in realtà di indipendente e civico non ha nulla, in quanto i consiglieri sono stati eletti, 3 nelle liste del PD ed uno del PSI)  in realtà rischia di provocare una vero e propri terremoto interno al Partito Democratico in terra jonica.

Al momento, i consiglieri comunali dell’attuale maggioranza di centrosinistra non si espongono più di tanto tacciono, ma non nascondono il dissenso crescente che potrebbe esplodere in maniera evidente subito dopo le elezioni europee. L’area del PD che ha appoggiato  la candidatura di Nicola Zingaretti coordinata a Taranto dall’ex senatore Giovanni Battafarano non a  caso ha già assunto una posizione molto dura che potrebbe portare un scontro interno con l’ attuale  segreteria provinciale guidata dal “renziano last-minute”  Giampiero Mancarelli, vicino alle posizioni della Sen. Teresa Bellanova e dell’ ex-senatore Ludovico Vico.

In una nota inviata dall’area tarantina che fa riferimento al segretario nazionale dem Zingaretti, si legge  “Avevamo auspicato che la verifica di giunta avviata dal sindaco Melucci fosse improntata sui contenuti e sul rilancio dell’azione amministrativa per il bene di Taranto. La conclusione della stessa disattende completamente i nostri propositi e le nostre speranze e soprattutto rischia di deludere clamorosamente le aspettative della città e di vanificare gli appelli alla coesione, che da più parti si sono levati, per fronteggiare al meglio le tante e complesse questioni che attanagliano la comunità jonica“. Il dissento è totale ed eloquente: “La formazione di una giunta bonsai va esattamente nella direzione opposta a quella evocata alla vigilia, che aveva l’obiettivo di allargare la maggioranza politica e rafforzare l’attività di governo. La mancata nomina di Francesca Viggiano e Massimiliano Motolese, ( a suo tempo indicati dall’ ex-on. Michele Pelillo ) la cui conferma invece era stata richiesta dal gruppo consiliare, sembra un’azione diretta a schernire il Pd, a considerarlo marginale nonostante esso abbia contribuito in modo preponderante alla elezione del sindaco e rappresenta il gruppo più numeroso nel consiglio comunale”.

L’ex assessore Simona Scarpati  (2a dei non eletti in consiglio comunale)  indicata dal Sen. Dario Stefano (area renziana) critica duramente la gestione “politica” della formazione della nuova giunta,  attaccando  il segretario Mancarelli ed il capogruppo PD in consiglio comunale Emidio Albani (eletto in una lista civica) per come hanno politicamente gestito la vicenda. “Al netto di deleghe assessorili conferite a chi, (il riferimento è a Gabriella Fococelli, già assessore nella giunta di centrodestra a Pulsano ) mi pare di ricordare essere stata assessore in Amministrazioni comunali della provincia jonica quale espressione del Popolo delle Libertà, il dato che emerge in tutta la sua drammatica rilevanza, è la totale assenza di esponenti del Pd nella giunta comunale” scrive in una nota l’assessora “trombata” (cioè non eletta dagli elettori) e scaricata da Melucci.

Gabriella Fococelli, ex esponente di Forza Italia nel Comune di Pulsano

La Scarpati attacca anche il neo assessore Deborah Cinquepalmi (cugina di Walter Musillo, coordinatore del gruppo Indipendenti per Taranto) che pur essendo stata anch’essa candidata nelle liste del Partito Democratico alle ultime elezioni amministrative,  che a suo dire non sarebbe da considerarsi rappresentate del Pd: “Dato infatti per assodato ed acquisito che la nomina della dottoressa Cinquepalmi non sia certo riconducibile alla espressione del gruppo consiliare Pd, né del Pd stesso, con il qual partito può vantare come unico punto di tangenza una mera candidatura di servizio in occasione delle elezioni amministrative 2017, una rigorosa riflessione deve invece compierla il segretario provinciale del Pd Giampiero Mancarelli che incassa l’ennesimo fallimento politico, passando da una rappresentanza politica di tre assessori a zero assessori nella nuova giunta. Fallimento politico della sua gestione del Pd jonico che oggi si certifica incontrovertibilmente, ove mai ve ne fosse stata ulteriore necessità, anche tenuto conto dell’esito catastrofico dell’esito parimenti negativo della elezione del presidente della Provincia, nell’ottobre scorso, nella quale partita, come noto, non toccò palla, spianando così la strada al sindaco Melucci verso il tritacarne politico della candidatura, con le ripercussioni ben note che ciò determinò“.

La Scarpati  attacca anche Albani: Serie quanto doverose dimissioni si impongono anche per il capo gruppo consiliare del Pd Emidio Albani: già eletto consigliere tra le fila di una lista civica della coalizione e poi transitato qualche mese fa tra i banchi del Pd diventandone capogruppo consiliare, senza tuttavia poter vantare nel proprio curriculum politico alcuna militanza nello stesso partito o nell’area di centrosinistra“, dimenticando nel frattempo che l’esperienza di Albani è strettamente correlata e collegata a quella del sindaco Melucci: cioè di chi l’ha mandata a casa !

Uno sfogo più rancoroso che politico, che esprime l’astio della Scarpati a seguito della sua fuoriuscita dalla giunta comunale. Ora le toccherà tornare a fare l’avvocato, e non sarà certo una passeggiata per lei. La concorrenza è dura ed affollata. E peraltro nel suo caso è pressochè arduo se non impossibile  dire “e’ la politica bellezza…!




Autorità Portuale Taranto: anche il 2018 si è chiuso in flessione

ROMA –  I dati e numeri resi note ieri dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio (che come sempre nel suo stile “illegale” evita di mandarceli) , ancora una volta si manifesta l’incapacità dell’attuale vertice ad una gestione manageriale che ripone le proprie speranze come sempre sulle prospettive, in vista di un aumento della produzione siderurgica annunciata da Arcelor Mittal , mentre è rilevante la riduzione sull’attività petrolifera della raffineria ENI di Taranto.

I dati dell’anno 2018 sono ancora una volta deprimenti: le movimentazioni sono state minori di quelle del 2017 in cui erano state gestite 21,6 milioni di tonnellate di merci, calate nell’ultimo anno  a 20,4 milioni di tonnellate, con una riduzione del 5,6% . Per essere maggiormente precisi le merci sbarcate nel 2018 sono state 12 milioni di tonnellate (con un calo -5,1%) con 8,5 milioni  imbarcate (ed un calo del -6,4%). Il cargo in transito dal porto di Taranto è costituito nel suo complesso per circa il 57,3% da rinfuse solide; costituite nel 24,2% da merci varie e nel 18,5% da rinfuse liquide.

Il risultato negativo conseguito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio , è ancora una volta il risultato di andamenti alterni e di una incertezza manageriale evidente che è sotto gli occhi di tutti. Non a caso a fronte dei modesti numeri positivi registrati per le rinfuse solide con 11,7 milioni di tonnellate (+3,1%) , balzano agli occhi le negative performance sulle rinfuse liquide che hanno raggiunto 3,8 milioni di tonnellate (con una diminuzione del -17,7%) e delle merci varie (-13,3%) con 5 milioni di tonnellate.

L‘ avvocato Prete, presidente dell’ Autorità Portuale cerca sempre di nascondere le proprie evidenti incapacità manageriali e gestionali tentando di giustificare i propri risultati negativi collegamenti all’andamento della produzione industriale che determina la movimentazione portuale di rinfuse e in particolare a Taranto, la cui attività è strettamente legata a quelle dello stabilimento siderurgico siderurgico e della raffineria Eni, che sono i principali clienti ed utilizzatori del porto, che altrimenti sarebbe una vera e propria cattedrale del deserto del mar Jonio.

Il Porto di Taranto  ha beneficiato dell’ incremento degli imbarchi di rinfuse solide con circa 1,5 milioni di tonnellate, +19,2% sul 2017; e  gli sbarchi hanno registrato un aumento dell’1,2% con 10,3 milioni . Risulati questi che in realtà sono stati raggiunti esclusivamente grazie alla stabilizzazione della situazione dell’industria siderurgica in amministrazione straordinaria. Prete confida che l’ attività generata dalla nuova gestione di Arcelor Mittal Italia dello stabilimento siderurgico  ex Ilva , possa contribuire a rilanciare il Porto di Taranto che se fosse stato privato sarebbe fallito da un pezzo.

La contrazione degli sbarchi (-39,4%) con 1,1 milioni di tonnellate nel 2018, rispetto a 1,8 milioni dell’anno 2017, e degli imbarchi con 2,7 milioni inferiori del -3,3% rispetto al 2017 secondo l’ Autorità Portuale è causata dalla riduzione dell’import marittimo della raffineria Eni che sta utilizzando il greggio proveniente dalla Basilicata. Dimenticando che il greggio estratto in Basilicata parte proprio dal Porto di Taranto !

Anche quest’anno nessun numero viene fornito in merito alla movimentazione commerciale dei container per il 2018 che rimane immobile come era stata nel 2016 e 2017 . L’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio confida nel rilascio della concessione del Molo Polisettoriale del Porto di Taranto alla holding turca Yilport, tredicesimo operatore terminalista al mondo, che potrebbe contribuire  a rianimare il settore dopo il fuggi-fuggi dei precedenti gestori e terminalisti a causa dei lavori infiniti di ristrutturazione del Porto (oltre 400 milioni di euro) .

 

Incuranti di coprirsi di ridicolo dall’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio cercando di minimizzare anche la riduzione in transito nel 2018 comparto passeggeri, a fronte di una pressochè inesistente attività, dimenticando di spiegare i ritardi (quasi tre anni dei lavori di realizzazione del  Molo Passeggeri “Falanto Service Port Center” ) che doveva essere pronto e finito da ben due anni ! in buona compagnia del sindaco “doubleface” Rinaldo Melucci che in campagna elettorale, allorquando era ancora il presidente dello Ionian Shipping Consortium garantiva addirittura che Taranto sarebbe diventato un porto di arrivo e partenza per le navi della Thomson Cruises. Ma per vederle bisogna rivolgersi agli amici e colleghi del noto programma RAI “Chi l’ha visto ?” !!!

Eppure nel 2017  Rinaldo Melucci, (all’epoca dei fatti)  presidente di Isc, così commentavano a Il Sole 24 Ore: È un progetto che vogliamo consolidare. L’obiettivo è ampliare il numero degli attracchi coprendo da aprile a novembre 2018. Vogliamo riconfermare la Thomson Spirit ma anche portare a Taranto l’ammiraglia della flotta, la Tui Discovery 2, così come una seconda importante compagnia per la quale stiamo chiudendo le trattative“. Le solite “cazzate” elettorali!

Sergio Prete

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Avv. Sergio Prete ha dichiarato ( ma non a noi non avendone il coraggio !) : “Il porto di Taranto  sta gradualmente superando la profonda crisi degli ultimi anni dovuta a vari fattori, tra i quali le note problematiche del comparto industriale e la chiusura del terminal contenitori. Già a partire dalla fine dello scorso anno si sono avvertiti i primi segnali di ripresa. Il concreto avvio di tutte le iniziative messe in campo e delle attività programmate consentirà una graduale ma importante ripresa che potrà condurre lo scalo ad una crescita esponenziale, sia in termini di traffici ed occupazione ma anche di diversificazione, innovazione e sostenibilità ambientale. Yilport, Zes, ArcelorMittal, l’Innovation Hub, Piattaforma Logistica, Falanto Service Port Center, sono solo alcuni dei Pilastri su cui stiamo lavorando per garantire a Taranto il posizionamento strategico che merita nel Mediterraneo”. Anche questa volta quelle di Prete sono e restando solite parole al vento.

Resta da chiedersi quando il Ministero delle Infrastrutture deciderà di fare luce su una gestione poco chiara e sopratutto costellata da ritardi e spreco di denaro pubblico. Forse è arrivato il momento…




Melucci, solo un Sindaco può chiedere di rivedere l’Aia

di Giorgio Assennato*

Nella confusa vicenda dell’ex-Ilva di Taranto occorre trovare una via d’uscita dal doppio stallo che paralizza ad oggi le istituzioni locali. Il primo riguarda la Regione. E la sua richiesta di riesame dell’Aia. Il Ministero dell’Ambiente fa presente alla Regione che la richiesta potrà essere esaminata in presenza di nuove evidenze scaturite dal Piano Regionale di Qualità dell’aria, un piano che si basa sui dati delle centraline di Arpa Puglia.

Ma, a partire dal 2012, anno dell’intervento della Magistratura tarantina, i dati di qualità dell’aria nel quartiere Tamburi, per tutti gli inquinanti monitorati, sono abbondantemente nei limiti previsti dalla normativa (e questa è comunque, a mio parere, una buona notizia per i cittadini di Taranto). Né d’altra parte la Regione può chiedere il riesame dell’Aia sulla base della Valutazione del Danno Sanitario, perché per Ilva non si applica la legge regionale 21 del 24 luglio 2012, ma il Decreto Interministeriale del 24 aprile 2013 (noto come decreto Balduzzi-Clini) che non prevede il riesame dell’Aia per criticità sanitarie anche se acclarate, essendo possibile il riesame soltanto in caso di superamento dei valori soglia degli indicatori di qualità dell’aria urbana.

È evidente quindi che, sic rebus stantibus, la Regione Puglia non ha alcuna concreta possibilità di richiedere il riesame dell’Aia. Il secondo stallo riguarda il sindaco di Taranto Melucci, che minaccia il ricorso ad una ordinanza di chiusura dell’area a caldo del siderurgico. E qui siamo al dèjà vu. Gia nel 2010 il sindaco Ippazio Stefàno emise una simile ordinanza, fondata su dati Arpa ben più critici rispetto agli attuali, ordinanza che fu cassata dal Tar.

La normativa vigente infatti consente al sindaco, come massima autorità sanitaria del comune, di intervenire nelle conferenze dei servizi decisorie dell’Aia e di pretendere, accertata la criticità sanitaria causata dalle emissioni, prescrizioni più rigorose rispetto a quelle previste dalla commissione istruttoria ministeriale. Non c’è quindi alcun motivo per far ricorso ad uno strumento straordinario.

A dare supporto alla mia opinione, e quindi ad una eventuale richiesta di riesame dell’Aia da parte del sindaco, è lo stesso direttore del Dipartimento per le autorizzazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente, Giuseppe Lo Presti. In un intervento pubblicato sulla rivista di Arpa Emilia-Romagna, scritto in replica ad una mia nota, egli precisava che «l’istruttoria tecnica (…) non prevede direttamente valutazioni sanitarie; queste sono eventualmente introdotte nel procedimento (Aia) da parte dei soggetti a ciò abilitati, in base a valutazioni istruttorie loro proprie. In particolar modo la norma richiama e fa salvi i poteri del sindaco (…) che vengono esercitati con apposite prescrizioni in sede di conferenza di servizi ovvero con la possibilità di chiedere un riesame volto a stabilire condizioni di esercizio più severe per acclarati motivi sanitari“.

Il Sindaco di Taranto dovrebbe quindi utilizzare le criticità sanitarie per rompere il doppio stallo istituzionale sopra citato.

*ex direttore generale Arpa Puglia



Servizi di potenziamento dell'accoglienza turistica nel Porto di Taranto. Ma quale ?

TARANTO – Siglato oggi nella sede dell’Autorità di Sistema portuale dello Ionio a Taranto un accordo fra Autorità portuale  e Agenzia regionale Pugliapromozione. A firmare l’accordo, alla presenza di Loredana Capone Assessore all’Industria turistica e Culturale della Regione Puglia, Matteo Minchillo, Direttore generale di Pugliapromozione e l’ Avv. Sergio Prete, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio riconfermato nonostante tutti i guai fatti nella sua precedente gestione dall’ex-ministro Delrio . L’ennesima firma inutile, che ha contraddistinto la disastrosa presidenza dell’ Avv. Prete.

 L’accordo siglato con Pugliapromozione per una programmazione più strutturata dell’accoglienza nel porto di Taranto, rappresenta un altro passo importante per lo sviluppo del mercato crocieristico in Puglia – ha commentato l’Assessore all’Industria turistica e Culturale della Regione Puglia –  È  un accordo molto importante che rientra negli interventi previsti dal Piano strategico del turismo Puglia 365 a sostegno del potenziamento del sistema dell’accoglienza turistica presso i principali gate di accesso al territorio, quali porti e aeroporti. I cosiddetti “non luoghi” deputati al transito di passeggeri, di fatto intercettano i principali flussi turistici e rappresentano la prima tappa di un itinerario all’interno del territorio regionale. È molto importante quindi che siano accoglienti, in grado di fornire tutte le informazioni e che facciano sentire i viaggiatori già in Puglia. Così come abbiamo già fatto per l’ Aeroporto di Bari e Brindisi e il porto di Bari, anche il porto di Taranto accoglierà  i passeggeri in arrivo con le immagini e le informazioni utili in modo da invogliarli a visitare la Puglia”.

Con l’accordo, che ha la validità di tre anni, l’AdSP del Mar Ionio e l’Agenzia Regionale del Turismo Pugliapromozione hanno concordato di porre in essere (sulla carta…) un’azione congiunta di accoglienza turistica e gestione dei flussi di passeggeri/viaggiatori/turisti, nel porto di Taranto, per promuovere e valorizzare la Puglia come destinazione  turistica e meta di viaggio in conformità alle rispettive mission istituzionali. In particolare, nello scalo portuale di Taranto viene potenziata e qualificata l’accoglienza dei viaggiatori in transito al fine di migliorarne la soddisfazione e il benessere presso i luoghi di sosta portuali; diffusa l’immagine coordinata della Puglia, del suo straordinario patrimonio culturale e delle sue bellezze e promosso l’incontro fra il sistema di offerta regionale e i mediatori dei flussi nazionali e internazionali del turismo, anche attraverso l’organizzazione di eventi e workshop business to business. Ancora una volta tante belle parole al vento…

Il porto di Taranto sta gradualmente acquisendo sempre più visibilità nel mercato delle crociere” – ha dichiarato il Presidente Prete con la solita sfacciataggine di chi mente ben sapendo di mentire  – “Abbiamo puntato sulla diversificazione dei traffici e stiamo cominciando a raccogliere in questi anni i primi risultati positivi, sia sotto forma di conferme da parte delle compagnie di navigazione, prima fra tutte Marella, che soprattutto di riscontri entusiastici da parte dei passeggeri. Lo sviluppo del traffico crocieristico può portare grande beneficio al territorio in termini culturali ed economici. Con questo obbiettivo abbiamo avviato anche la riqualificazione del waterfront, il cui primo passo è costituito da costituendo Centro Servizi “Falanto”. L’accordo con l’agenzia regionale Puglia Promozione consentirà di implementare una strategia comune di promozione e accoglienza per la valorizzazione di Taranto e della provincia ionica, ripartendo dalla sua più grande risorsa: il mare.”

18 giugno 2016: la prima pietra del Centro Servizi Polivalente Falanto

Peccato che il Presidente Prete, non spieghi qualcos’ altro, visto che gestisce denaro pubblico. La realizzazione del Centro Servizi Polivalente Falanto nel Porto di Taranto , che dovrebbe costare circa sette milioni di euro di investimento (previsione del 2006, quando si millantava  un anno di lavori ….).  Il taglio del nastro che dette il via al cantiere al molo San Cataldo, avvenne il 18 giugno 2016, alla presenza del vice ministro lo Sviluppo economico Teresa Bellanova (in carica all’epoca dei fatti) con la solita benedizione di mons. Filippo Santoro, vescovo di Taranto, alla presenza dell’Autorita’ portuale Sergio Prete, e pensate che c’era ancora in carico il sindaco Ippazio Stefano,  ed altre istituzioni e personalità legate all’economia locale.

il rendering del Centro Servizi Falanto. Dopo tre anni ancor’oggi non realizzato

Il progetto venne scelto tramite un concorso di progettazione a premi del 2008, vinto dall’architetto Rosario Pavia. La Christian Color di Taranto, la Antonacci termoidraulica di Foggia e la Cardinale srl di Avellino, le ditte che avrebbero dovuto realizzare i lavori entro un anno, sotto la guida dell’ingegnere Domenico Daraio. Ma a distanza di tre anni, l’ avv. Prete ed i soliti “politicanti” del Pd tarantino, continuano a vendere fumo negli occhi grazie anche ad una stampa locale incapace di esercitare il dovuto controllo giornalistico sulle opere pubbliche che non si concludono mai. Dopo tre anni, scrivono che fra qualche mese sarà pronta, dimenticando che doveva essere pronta entro 12 mesi, e quindi nel giugno 2017. E dopo due anni di ritardo, ancora oggi non c’è mai una data certa. In perfetto….”stile” della gestione portuale del presidente Prete.

A partire dalle promesse in campagna elettorale del Sindaco di Taranto, la cui sua ex-società (Melucci Shipping ora ribattezzata Meridian Shipping)  dove lavora ancora suo padre,  cura l’operazione di 5 attracchi (fra la fine di aprile ed ottobre 2019) di navi passeggeri della compagnia Marella Cruises appartenente al Gruppo Tui Cruises, nel porto di Taranto.

Della serie “tutto in famiglia” ! Tanto paga “pantalone”……