Forza Italia, Berlusconi attacca Fitto: “Sei figlio di un vecchio democristiano, vai via”

Dopo le forti polemiche interne a Forza Italia sulla linea da tenere nei confronti del governo Renzi, Silvio Berlusconi, parlando all’ufficio di presidenza, ha chiarito ancora una volta qual è la posizione del partito nei confronti dell’esecutivo:  si collabora sulle riforme ma per tutto il resto Forza Italia resta all’opposizione. Il documento sottoposto al voto del ‘parlamentino’ di Forza Italia ha però ricevuto il voto contrario di  Fitto e Capezzone

Berlusconi ha dettato la sua linea politica ed anticipato che da parte di Forza Italia vi sarà una netta opposizione al Governo Renzi, in particolare sui temi dell’economia, dell’immigrazione e del lavoro, evidenziando proprio sul Jobs Act la propria delusione per le misure decise dal premier.

Ma non tutti erano d’accordo.  Per primo  Fitto ,  secondo i racconti,  il battibecco fra i due è stato violento. “Tu non devi andare in tv, basta con dichiarazioni che danneggiano il partito e ci fanno calare nei consensi. Si discute dentro Forza Italia ma poi ti devi allineare a quello che decide la maggioranza” avrebbe detto Berlusconi a Raffaele Fitto rivolgendosi con tono molto alterato.

Fitto aveva chiesto di poter intervenire durante il  Comitato di Presidenza, ma l’ormai ‘ex-Cavaliere lo ha interrotto e zittito più volte, addirittura  allontanandosi dalla sua scrivania per dirigendosi verso lo scranno di Fitto che rivendicava il fatto ed il diritto democratico di porre questioni politiche. La tensione è salita quando l’ex premier si sarebbe rivolto a Fitto dicendogli: “tu sei figlio di un vecchio democristiano, qui non c’è spazio per certe cose“. Fitto ha però replicato che stava soltanto rispondendo e reagendo a delle provocazioni di Maria Rosaria Rossi in una sua intervista. Ed è stato questo il motivo per cui il leader di Forza Italia avrebbe alzato il tono della voce dicendogli : “Ce n’è stato un altro che si è comportato così. Se continui ti deferisco ai probiviri. Non mi costringere, se vuoi vattene e fatti il tuo partito con i tuoi 300 mila voti. Smetti di radunare i tuoi senatori e di fare dichiarazioni alle agenzie su sciocchezze come le primarie e l’articolo 18“.

Ma quello tra Berlusconi e Fitto non è stato l’unico scontro, infatti, c’è stato anche un acceso diverbio tra Denis Verdini e Daniele Capezzone.  Il presidente della commissione Finanze ha preso la parola per sostenere che Forza Italia sta perdendo consensi perché non fa opposizione. A quel punto, però, è stato interrotto  Verdini che, come noto, è tra i “custodi” del patto del Nazareno.”Oltre a parlare con il cuore – avrebbe detto – cerca di parlare con il cervello“. “Io ce l’ho il cervello” ha risposto Capezzone . “E allora se ce l’hai – avrebbe replicato il sanguigno  Verdinidovresti capire che questo governo ha fatto tutto quello che poteva fare che ci andasse bene, come la legge elettorale. Se dovesse passare il matterellum per colpa delle vostre posizioni, voi sarete responsabili e io vi impicco a un albero”. “E tu – è stata la risposta piccata di Capezzonesei responsabile se siamo passati dal 20 al 13%“.

Le primarie nel centrodestra. L’ex premier, pregiudicato, è anche tornato a bocciare lo strumento della consultazione popolare: “Sono contrario alle primarie“, avrebbe detto secondo quanto riportato da alcuni presenti. Con una sola eccezione: se ci fosse un’impasse sull’individuazione del candidato e la coalizione di centrodestra non riesciusse a mettersi d’accordo, allora per l’ex premier si potrebbe ricorrere alle primarie. Per il resto le sue perplessità e contrarietà restano intatte: le primarie non vanno bene sempre, ha spiegato, perché si possono prestare a manipolazioni. Berlusconi ha citato come esempi i casi scoppiati proprio all’interno del Pd e della coalizione di centrosinistra, ad esempio per Napoli con De Magistris, per Milano con Pisapia e per Roma con Marino. Ma ha dimenticato che in ogni competizione elettorale  successiva a queste, il centrodestra ha sempre perso….




La Provincia di Taranto produce “stracci” e lamenti pre-primarie nel centrosinistra

 “The day after” (il giorno dopo)  il voto delle elezioni provinciali di Taranto, genere un tutti contro tutti nel centrosinistra che si appresta a celebrare le proprie elezioni primarie per scegliere il candidato Governatore del Pd alla guida della Regione Puglia. Chiaramente quale migliore strumentalizzazione, l’avvenuta elezione a presidente della Provincia di Taranto  il sindaco di Massafra Martino Tamburrano, (Forza Italia) che è stato eletto anche con i voti del centrosinistra, sconfessando la debole candidatura di Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza.

Dopo gli attacchi alla componente “renziana” del Pd di Taranto coalizzato intorno all’ On.Michele Pelillo adesso  in molti attribuiscono strumentalmente cui responsabilità più o meno direttamente, al segretario regionale Michele Emiliano. Il quale cerca di difendersi promettendo un repulisti a livello locale tarantino. Piccolo particolare: non ha i poteri statutari. «Io ho mantenuto un indirizzo politico chiaro. Pur sapendo che sarebbe stata durissima per Lopane. Ho fatto una battaglia di principio. Senza tener conto di essere nel pieno di una battaglia per le primarie» dice l’ex-sindaco di Bari –  facendo i conti senza l’oste: vice presidente della Provincia di Taranto sarà Gianni Azzaro, capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Taranto , come ha annuncia lo stesso neo-presidente Tamburrano .

CdG Pd sottoventoAd approfittare di questa situazione, sono guarda caso proprio i “rivali” di Emiliano nelle primarie del centrosinista.  A Michele Emiliano, segretario regionale del Pd, va la responsabilità di quello che è accaduto ieri a Taranto. Un pezzo degli amministratori del partito, da lui guidato, che votano per il candidato di Forza Italia a discapito di quello del Pd, è una pagina opaca di brutta politica, uno scivolamento verso un passato che non vuole passare”  dice Guglielmo Minervini, candidato alle primarie contro Emiliano, che fa la voce grossa.

Se – prosegue – questo è un tentativo per riportare il Pd pugliese al 15% e per perdere non solo la credibilità, ma anche le prossime regionali, il segretario regionale ha imboccato la strada giusta. Siamo davanti a un inciucio di dimensioni massicce e organizzate, che mostra dove conduce la linea di allegro trasversalismo praticato da Emiliano e rivela il modo con cui lui intende la politica: un partito che fa accordi sottobanco mentre silura i suoi migliori amministratori. E siamo solo ai titoli di testa: non vogliamo immaginare cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane tra primarie ed elezioni regionali. Magari non ci stupiremmo di assistere a pezzi del centrodestra, altrettanto organizzato, in fila ai nostri gazebo per rendere la cortesia”.

E secondo voi poteva mancare l’altro candidato-avversario di Emiliano, cioè il senatore di Sel (ex UdC) Dario Stefàno ? Quest’ultimo pur non essendo iscritto al Pd, cerca di attrarre la minoranza interna al Pd jonico ed attacca. “Il voto delle provinciali a Taranto sembra l’esito di ambiguità che incautamente sono state alimentate in queste settimane. Quelle, per capirci, richiamate appena qualche giorno fa da Antonio Polito in un editoriale pubblicato sulla prima pagina del Corriere della Sera. Spesso – scrive Politoqueste alleanze scatenano lotte interne ai partiti, come è accaduto in Puglia, dove Emiliano ha dovuto sconfessare l’intesa raggiunta dal Pd con i berlusconiani a Taranto e Brindisi, per non compromettere le sue primarie alla Regione’. Oggi, la domanda che tutti si pongono è semplice: è accaduto quello che era nelle intenzioni sin dall’inizio, nonostante smentite pubbliche, o siamo chiamati a commentare un’elezione sfuggita totalmente dalle mani delle segreterie politiche? Il voto di Taranto è un atto di sfiducia nei confronti del segretario regionale del Pd, una lotta interna a quel partito che i dirigenti di quel partito devono risolvere, o il compimento di un’intesa che solo a parole è stata smentita, cioè siamo di fronte a una lotta interna alla coalizione, che deve essere affrontata da tutti noi per non compromettere irresponsabilmente le Primarie prima e le elezioni regionali poi?

Schermata 2014-09-30 alle 23.15.54

Gli stracci fra Sel e Pd. La Provincia di Taranto ? Macchè vogliano solo fare il Governatore !

A muovere le accuse anche Michele Losappio, capogruppo di Sel in Regione, apertamente, diffida  delle rassicurazioni degli “alleati” Pd. “Non ci convinceranno mai gli autorevoli esponenti del Pd che l’elezione di un importante rappresentante di Forza Italia a presidente della Provincia di Taranto sia solo un fatto tecnico, connesso alle particolari procedure del nuovo sistema elettorale”. La colpa, per Sel, è di Emiliano. “Evidentemente il segretario regionale è troppo impegnato come candidato alle primarie per dedicarsi ad evitare un simile sfregio al centrosinistra pugliese”.

CdG Stefano_Lenoce

Non una sola parola sul coinvolgimento dell’ (ex) on. Ludovico Vico nell’inchiesta “Ambiente Svenduto , in cui compaiono le telefonate del Governatore uscente Nichi Vendola leader di Sel, (vedi – ed ascolta qui – le intercettazioni pubblicate nella sezione inchieste del quotidiano La Repubblica ed il settimanale L’ Espresso ) . Non una sola parola sulla fuoriuscita del sindaco di Taranto dalle file di Sel al “gruppetto dei fuoriusciti” messo in piedi da Michele Emiliano. L’ultimo degli aderenti al correntone “pro-Emiliano” cioè il sindaco tarantino Ippazio Stefàno,   sa molto bene che senza i suoi voti personali, il centrosinistra a Taranto non ha i numeri , ed allora Stefàno lancia la sua sfida: “Ho pronte le dimissioni. Se qualcuno della maggioranza me lo chiedesse sono pronto ad una verifica politica. Entro 20 giorni da tale richiesta deciderei se andare o meno a casa”. Ridicola la pagliacciata politica messa in atto da due consiglieri del PD (Cotugno e Brunetti) che hanno preso in maniera esibionistica le distanze dai loro colleghi di partito scegliendo di sedersi in una posizione defilata.  

LE MINACCE DI EMILIANO: “PRENDEREMO PROVVEDIMENTI” – Emiliano contrattacca. “Noi non abbiamo vinto le elezioni, ma abbiamo aggregato una grande massa di persone che conoscono bene fatti e circostanze degli accordi politici che sono dietro l’elezione di Tamburrano, ed io sono contento di aver condotto questa battaglia di principi e di valori e di essere a capo dell’energia pulita di Taranto. Chi dice il contrario oggi mente sapendo di mentire. I tarantini e gli esponenti del Pd sanno che ho tentato in tutti i modi di contrastare l’elezione di Tamburrano. Chi afferma il contrario, non potendo dimostrarlo, mi chieda scusa. Quello che è accaduto a Taranto è grave: la direzione del Pd, che convocheremo al più presto, a valutare le condotte dei consiglieri che hanno sostenuto Tamburrano e ad adottare i provvedimenti conseguenti».

Ma alla fine di questo squallido patetico circo equestre, non una sola parola, iniziativa, progettualità sulla crisi economica della provincia jonica, economicamente dipendente dall’indotto siderurgico (ILVA), da quello petrolifero (ENI) ed industriale (Cementir). Non una sola parola sulla tentata strumentalizzazione  degli “amici di Vendola” della pineta Cimino ove si chiede una variante al piano regolatore, per costruite case, che nessuno ha a Taranto i soldi per comprare ?   Non una sola parola sul risanamento della città vecchia di Taranto, ove ha sede la segreteria dell’ assessore (nominato) regionale Fabrizio Nardoni , ma non c’è una sola farmacia e guardia medica !

Se questo è il Pd ed il centrosinistra di Puglia ora capiamo perchè questa regione ed alcune città come Taranto non contano nulla nel panorama della politica nazionale. Ora capiamo come mai Raffaele Fitto ha un consenso così elevato. Ora capiamo come mai questa terra sarà sempre territorio di conquista e sfruttamento della povera gente.




Il sondaggio dell’ Istituto Piepoli sulle prossime regionali

È un panorama molto interessante quello che l’Istituto Piepoli, in collaborazione con  «la Gazzetta del Mezzogiono» ha scattato su un campione di 600 pugliesi, sondati tra il 6 e il 10 settembre in tutte le sei province. La Regione Puglia delle prossime elezioni, fra il timore di non trovare o perdere per il lavoro e la speranza che anche in Puglia ci sia un politico  alla «Renzi», cioè un nuovo governatore regionale capace di rimettere in moto la Regione. Un sondaggio quello di Piepoli che ha toccato tutte le fasce di età dai 18 anni in su ed equamente distribuito da donne (52%) e uomini (48%).

sondaggio Piepoli

Il risultato al momento sulla carta, è che se Michele Emiliano, attuale segretario regionale del Pd, e potenziale vincitore delle primarie del centrosinistra, ha ottime possibilità di diventare il prossimo governatore della Puglia qualora  nel centrodestra non si dovessero raggiungere degli accordi ed equilibri di ampio respiro regionale. Se invece con un colpo di scena dell’ultimo minuto, il neo-parlamentare europeo Elena Gentile dovesse ripensarci e  quindi avanzare la propria candidatura all’assemblea regionale del partito convocata per sabato prossimo  20 settembre, allora la Gentile sarebbe una concorrente da temere anche per Emiliano, e capace di arginare la scalata che Guglielmo Minervini l’outsider del Pd, l’assessore , sta provando. La maggioranza  dei pugliesi pensa che l’operato del  Governatore uscente Nichi Vendola sia stata abbastanza o molto negativo, mentre il 47% dei cittadini considerano positivo il suo mandato degli ultimi 5 anni.  In questo sondaggio che coinvolge Vendola  vanno calcolati i 10 anni di governo sulle spalle  .

nella foto, Francesco Schittulli

nella foto, Francesco Schittulli

Il sondaggio intravede qualche speranza per il centrodestra in caso di una candidatura di Francesco Schittulli, disponibile a scendere in campo ma attualmente rimasto tatticamente defilato a causa delle divisioni interne e sopratutto della diffidenza nei suoi confronti da parte della corrente di Raffaele Fitto. Schittulli potrebbe legare i contrasti interni al centrodestra e rendersi particolarmente insidioso (ha solo 5 punti di scarto da Emiliano) per il centrosinistra. 

Le attuali fratture tra moderati e destra porterebbero alla sconfitta delle precedenti regionali del 2010, quando saltò la candidatura unitaria della Poli Bortone e Nichi Vendola fu rieletto. Da non da sottovalutare poi fra i cittadini pugliesi sondati , l’attesa auspicata di una candidatura forte di un esponente della società civile, soprattutto nel centrodestra: Raffaele Fitto, ancora una volta ci ha visto giusto con la sua apertura alle primarie e ai «non politici» . Ciliegina sulla torta i pessimi risultati del Movimento Cinque Stelle di Grillo&Casaleggio, che con un consiglio regionale ridotto a 50  consiglieri anche a questo giro  rischia di restare a terra.




Primarie nel centrodestra. Raffaele Fitto riparte dalla sua Puglia

Raffaele Fitto, ha radunato a Monopoli i parlamentari ed amministratori pugliesi  insieme ai quadri dirigenti  del partito per dare progettualità politica al percorso del centrodestra verso le primarie di coalizione (quelle che a livello nazionale Berlusconi impedisce) da cui scaturiranno le indicazione sul candidato governatore della Puglia alle prossime elezioni del 2015.  Il leader pugliese di Forza Italia ha detto  “Ci sembra molto utile questo percorso che riteniamo il più chiaro, trasparente e lineare per aggregare il centrodestra e per selezionare un programma serio e credibile e un candidato che lo possa interpretare avendo una legittimazione dal basso“.

“La mia posizione – ha aggiunto Fitto  – è quella di aiutare il processo di selezione della classe dirigente e sostenere il percorso delle primarie. Non ho alcuna intenzione di entrare nel meccanismo interno. Le regole devono essere condivise con tutti i partiti che hanno già condiviso questo percorso sino ad oggi e con gli altri che ci auguriamo possano ulteriormente condividerlo“.

Soffermandosi a parlare  sulla scelta dei candidati, Fitto ha detto che “sarebbe auspicabile” che possano parteciparvi “non solamente candidati che siano espressione dei partiti ma anche rappresentanti della società civile“. “Auguro e auspico – ha concluso – un processo dal basso che modifichi strutturalmente una situazione esistente che possa ridare linfa nuova, entusiasmo, partecipazione e motivazione ai nostri elettori“.




Elezioni regionali in Puglia. Sondaggio Pd nazionale: Emiliano vince contro tutti

Il consenso verso il partito Democratico non si è arrestato all’indomani delle ultime elezioni. Infatti alla Regione Puglia dopo gli ultimi dieci anni di governo, il centrosinistra potrebbe aggiudicarsi anche le prossime elezioni regionali nel caso in cui l’ex-sindaco di Bari Michele Emiliano fosse il candidato della coalizione . A rivelarlo è la società di sondaggi Swg in uno sondaggio commissionato dal Partito Democratico nazionale ed effettuato il 6 e il 7 agosto scorso . Dall’analisi dei sondaggi e numeri emerge che l’ex sindaco di Bari di fatto nelle elezioni della  prossima primavera quando dopo dieci anni si dovrà scegliere il successore di Nichi Vendola. Infatti, Emiliano potrebbe sbaragliare l’intera concorrenza sia interna (Sel il partito di Vendola che candida il Sen. Dario Stefano), sin dalle primarie programmate per il prossimo 30 novembre, ma anche il centrodestra e ciliegina sulla torta anche il Movimento 5 Stelle .


Lo studio della Swg è campionato su mille interviste,  effettuate metà telefonicamente e metà online attraverso un campione scelto in maniera omogenea per età, zona, livello scolare e partito votato alle ultime elezioni. Il sondaggio è diviso in tre passaggi: il primo riguarda le primarie del centrosinistra, dove Michele Emiliano sulla base dei numeri analizzati dalla Swg sarebbe il vincitore senza problemi contro gli attuali “rivali”, e cioè Guglielmo Minervini assessore regionale del Partito Democratico  e il senatore di Sel Dario Stefano. Il secondo invece è riferito alle primarie del centrodestra,  sia con l’eventuale presenza di Raffaele Fitto, che senza di lui.

REGIONI: FITTO, RIPROGRAMMARE UTILIZZO FONDI FASNel primo caso l’attuale europarlamentare salentino di Forza Italia annullerebbe con estrema facilità la concorrenza nella coalizione di centrodestra sia di Francesco Schittulli attuale presidente uscente della Provincia di Bari , sia del sindaco di Lecce, Paolo Perrone, che dell’ex europarlamentare Sergio Silvestris. In assenza di una candidatura di Fitto, il ruolo di leader spetterebbe a Schittulli il quale ha un consenso molto più ampio rispetto ai suoi avversari interni. Infine interessante è il terzo pasaggio del sondaggio, cioè quello che riguarda le elezioni regionali della  prossima primavera. Secondo la Swg  Michele Emiliano stravincerebbe contro tutti i possibili candidati, anche contro Fitto. Il candidato di Sel, Dario Stefano perderebbe contro Fitto ma vincerebbe contro Schittulli, mentre l’assessore regionale Minervini invece risulta perdente in ogni  caso.

Un sondaggio questo che analizzando ogni possibile variante,  per forza di cose rafforza la posizione di Michele Emiliano soprattutto nelle valutazioni dell’intera segreteria nazionale del Pd e di Matteo Renzi,  non completamente convinti sinora dalla scelta dell’ex sindaco di Bari di candidarsi come Governatore. Non a caso è stato proprio il responsabile enti locali della segreteria nazionale del Partito Democratico,  Stefano Bonaccini,  a commissionare alla Swg un sondaggio nelle elezioni dove si andrà a votare e prima tra tutte la Puglia dove la partita delle primarie risulta allo stato attuale essere particolarmente “calda” sopratutto per gli equilibri nazionali. Nessuno poteva immaginarsi un risultato del genere ed a questo punto sarà molto difficile  se non altamente improbabile che la segreteria nazionale del Partito guidato da Renzi, scenda in campo in occasione delle prossime primarie in Puglia. Ed a Bari sono già arrivate garanzie che saranno “spettatori” della partita. Augurandosi che vinca il migliore, che al momento per i sondaggi risulta essere proprio Michele Emiliano che peraltro sta acquisendo molti consensi ed alleanze anche all’interno di Sel. Compreso il sindaco di Taranto Ippazio Stefano sempre più distante dagli uomini di Vendola.