Verso l'accordo per la sede definitiva degli uffici giudiziari di Bari

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede visita la tendopoli

ROMA – Un nuovo protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia definirà la tempistica necessaria la realizzazione definitiva degli uffici giudiziari di Bari nelle ex Casermette . L’annuncio con una nota inviata al Comune di Bari,  è stata inviata direttamente dal Ministero che ha convocato a Roma il sindaco di Bari , Antonio Decaro, per “procedere alla sottoscrizione di un rinnovato protocollo rispetto a quello” sottoscritto il 25 gennaio 2018 con l’ ex ministro in carica  Andrea Orlando (Pd) “al fine di programmare la definitiva sistemazione degli uffici giudiziari di Bari presso l’area di proprietà demaniale delle ex Caserme Milano e Capozzi”.

Il ministro guardasigilli arrivò a Bari il 7 giugno 2018 per la sua prima visita “ufficiale” in veste da ministro , mentre le udienze venivano celebravate in una vera e propria tendopoli tirata su nel cortile dell’ex Palagiustizia di via Nazariantz  che successivamente venne definitivamente sgomberato a dicembre,  a causa della dichiarata inagibilità per rischio crollo dell’edificio. La giustizia penale a Bari è attualmente distribuita in ben otto sedi diverse fra Bari e in Provincia, in attesa della realizzazione della sede definitiva e sopratutto unica  nelle ex Casermette.

 “Decaro senza pudore. Dopo aver lasciato andare a rotoli la situazione degli uffici giudiziari baresi” attacca l’ avvocato-deputato di Bari, Francesco Paolo Sisto eletto nelle liste di Forza Italiaper ora concorda con il Ministero della Giustizia un incontro per la loro sistemazione definitiva (presunta) nelle ex Casermette, guarda caso due giorni dopo il voto”. “L’inutile firma di un nuovo protocollo, sempre d’intesa – continua Sisto – è più un rito autocelebrativo del sindaco di Bari pro tempore che un atto per la città. In altre parole, Decaro continua a prendere in giro i baresi, che sottovaluta e non rispetta, esattamente come ha sempre fatto negli ultimi 5 anni“.

Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, replicando alle dichiarazioni del parlamentare di Forza Italia Francesco Paolo Sisto sul nuovo protocollo d’intesa che sarà firmato il 28 maggio, su iniziativa del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per il polo della Giustizia non si è trattenuto nel replicare:  “L’onorevole Sisto ha avuto un colpo di sole primaverile. Ma è colpa di Decaro. Per Sisto qualsiasi cosa accada a Bari come a Roma è sempre ‘colpa di Decaro‘. Deve aver appreso che il sindaco di Bari è stato convocato dal ministro della Giustizia e, forse perché appassionato dalla procedura illegittima della Cittadella di Pizzarotti, scambia il mittente con il destinatario della convocazione“.

 “Forse è bene chiarirgli che è stato il ministro a convocare il sindaco di Bari e non il contrario” ha spiegato DecaroCerto, è un segnale estremamente positivo. Mi auguravo da tempo un invito come questo per discutere dell’edilizia giudiziaria e sono soddisfatto per la città, per gli operatori della giustizia e per questo ringrazio il ministro“. ” Ho anche molto apprezzato – ha concluso il sindaco di Bari  – il fatto che il ministro abbia fissato l’incontro dopo la data delle elezioni. Mi pare un segno istituzionale molto corretto quello di sottrarre un tema delicatissimo come questo dalle strumentalizzazioni della campagna elettorale comunale, alle quali invece Sisto purtroppo (per lui) cede come sempre“.




Palagiustizia Bari: revocata autorizzazione alla nuova sede

ROMA – Il Ministero della Giustizia ha revocato l’aggiudicazione della ricerca di mercato per l’individuazione di una sede per gli uffici giudiziari penali baresi in favore dell’immobile ex Inpdap in via Oberdan a Bari. Lo ha reso noto ieri lo stesso Ministero. L’indagine era stata avviata il 25 maggio scorso dopo la dichiarazione di inagibilità per rischio crollo del Palagiustizia di via Nazariantz, sede di Tribunale penale e Procura, e successiva ordinanza di sgombero da parte del Comune di Bari con scadenza 31 agosto.

Nella nota il Ministero della Giustizia chiarisce che hanno avuto “esito negativo” gli “ordinari controlli amministrativi riguardanti il possesso dei requisiti e l’assenza di cause di esclusione, come dichiarati in sede di iniziale offerta”. Non viene specificato quali siano le motivazioni precise della revoca, invocata nelle scorse settimane da avvocati e personale amministrativo.




Palagiustizia Bari:4 pm in una stanza. Incredibile ma vero !

ROMA – Fino a 4 magistrati per stanza, per un totale di dieci pm (un terzo dei magistrati inquirenti in servizio a Bari) e circa 50 amministrativi (meno della metà del personale). In attesa di una sede più grande, sarà organizzata così la Procura di Bari, dopo l’imminente trasferimento nell’immobile di via Brigata Regina che provvisoriamente ospiterà gli uffici giudiziari penali in seguito alla dichiarazione di inagibilità del Palagiustizia di via Nazariantz.

Le uniche sedi disponibili attualmente sono quella di via Brigata e l’ex sezione distaccata di Modugno, dove dovrebbero trasferirsi giudici e cancellerie del Tribunale (in entrambe sono in corso i necessari lavori di adeguamento). In via Nazariantz lavoravano complessivamente 626 persone, tra le quali anche militari e agenti di polizia giudiziaria. I Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno già traslocato provvisoriamente i rispetti uffici di p.g. presso i rispettivi comandi provinciali, sul lungomare di Bari, mentre la Polizia di Stato nei prossimi giorni si trasferirà presso il centro polifunzionale al quartiere San Paolo.

Lo sgombero dovrà essere eseguito entro il 31 agosto. Non essendoci spazi per tutti, il lavoro potrebbe essere organizzato per turni. Oggi i vertici degli uffici giudiziari baresi e dell’avvocatura sono a Roma per un incontro convocato in via Arenula,  sede del Ministero della Giustizia, a seguito dal quale si attendono delle novità sul palazzo in cui dovrebbero traslocare Procura e Tribunale, l’ex edificio Inpdap in via Oberdan, che era stato individuato con ricerca di mercato.




Palagiustizia Bari: udienze sospese

ROMA – Primo giorno di udienze penali sospese a Bari dopo l’entrata in vigore del decreto del Governo che ha disposto la sospensione dei processi senza detenuti, e dei relativi termini di prescrizione, fino al prossimo 30 settembre. Il decreto, oggetto di polemica tra Ministero da un lato, magistrati e avvocati baresi dall’altro, è stato adottato su impulso del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, con l’obiettivo di smantellare la tendopoli allestita all’esterno del Palagiustizia di via Nazariantz, dichiarato inagibile.

Nelle tende si sono celebrate per 4 settembre, dal 28 maggio scorso, le udienze penali di rinvio dei processi penali ordinari. Nei prossimi giorni la Protezione civile regionale smonterà la tendopoli. Contro la situazione della giustizia barese da oggi gli avvocati penalisti si astengono per tre giorni e domani, terranno una manifestazione nazionale a Bari durante la quale è previsto un primo momento di interventi nell’aula magna della Corte di Appello e poi un corteo fino alla tendopoli.




Palagiustizia Bari: per il procuratore Volpe, il decreto legge è uno ” spot forse in malafede” !

ROMA – Per il procuratore capo della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, il decreto legge che sospende fino al 30 settembre i termini processuali e di prescrizione e i processi penali senza detenuti “è soltanto uno spot“. “Vorrei capire – aggiunge – se siamo di fronte a trascuratezza, incompetenza o forse malafede“. “E’ la Giustizia che fallisce in pieno il suo compito”, ha detto il procuratore partecipando alla riunione straordinaria del Comitato direttivo dell”Anm con all”ordine del giorno la situazione di emergenza a Bari.

Commentando i contenuti del decreto, Volpe sostiene che “per recuperare i tre mesi di sospensione dei processi ci vorranno tre anni. Le cancellerie saranno costrette a fare almeno 60mila notifiche per convocare le nuove udienze e per i costi inutilmente sostenuti”, come consulenze e intercettazioni per processi che non arriveranno a sentenza, “bisognerebbe informare la Procura della Corte dei Conti.

Per ogni giornata di giustizia penale sospesa, le cancellerie del Tribunale di Bari dovranno predisporre almeno mille notifiche. È il calcolo approssimativo fatto dagli addetti ai lavori, avvocati e magistrati, commentando le conseguenze concrete che avrà il decreto legge adottato ieri dal Consiglio dei Ministri per sospendere i processi penali fino al 30 settembre e smantellare la tendopoli.

Calcolando, infatti, che ogni giorno si celebrano circa 200 processi con mediamente cinque parti da convocare (tra imputati, avvocati, parti offese e testimoni), le cancellerie dovranno predisporre circa 5mila notifiche a settimana per comunicare agli interessati le nuove date di udienza. C’è poi la questione delle misure cautelari. I processi con detenuti continueranno a celebrarsi normalmente ma “la bozza di decreto – spiega Rossella Calia Di Pinto, giudice barese e componente della Giunta distrettuale dell’Anm – parla solo di custodia cautelare. Dovrebbero essere sospesi tutti i processi nei confronti di coloro che sono sottoposti a misure non custodiali, come il divieto di avvicinamento, per esempio gli stalker o gli imputati per maltrattamenti e minacce, che rischiano di scadere. Una conseguenza devastante per le parti lese di quei reati“.

“Io ascolto e dialogo con tutti, ma la polemica non mi interessa” . Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede reagisce alle polemiche sollevate dai magistrati e dagli avvocati sul decreto con il quale è stata disposta la sospensione dei processi a Bari. In un post su Facebook Bonafede afferma che tutte le parti in causa sono state informate “passo dopo passo, addirittura fino al momento prima di recarmi a Palazzo Chigi per presentare il decreto legge in Consiglio dei Ministri.E in quelle telefonate nessuno ha sollevato alcuna perplessità sulla sospensione dei processi“. Il decreto “era stato richiesto dalla Commissione permanente, dove siede anche l’Anm e tutte le parti in causa, come primo passo per affrontare l’emergenza, al quale ne sarebbero seguiti altri. Infatti, nei prossimi giorni sarà individuato l’immobile dove saranno trasferiti gli uffici giudiziari di Bari”, afferma ancora Bonafede. “Forse c’è qualcuno a cui sarebbe piaciuto vedere ancora celebrare i processi in un tendone, magari anche in piena estate“.




Palagiustizia Bari. Il guardasigilli Bonafede: “valuterò decreto”

ROMA – “Valuterò nelle prossime ore se con un decreto legge si può intervenire immediatamente per sospendere i termini processuali, e, quindi, per poter smantellare le tende, perché attualmente nelle tende ci sono udienze di rinvio che sono necessarie“. Lo ha detto il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, a Bari dopo aver visitato la tendopoli giudiziaria allestita dopo la dichiarazione di inagibilità del Palagiustizia di via Nazariantz.

Bonafede è stato accolto dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, e dai vertici degli uffici giudiziari e dell’avvocatura barese. I cancellieri di Procura e Tribunale penale hanno accompagnato il suo ingresso urlando “qui crolla“.  “Io sono e sono stato – ha aggiunto il ministro – un avvocato, dico sono stato perché ora sono sospeso, e quindi so cosa vuol dire l’attività di udienzaDevo dire che la situazione è veramente impossibile. Il mondo del diritto e della Giustizia vi è grato per quello che state facendo e per la dedizione che state dimostrando». «Vi ringrazio di essere qui e di continuare a lavorare nonostante la situazione. Adesso cercheremo di intervenire. Sono venuto qua – ha continuato il ministro – per capire di persona e sudare viste le temperature davvero elevate che ci sono nelle tende.

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede visita la tendopoli del Palagiustizia di Bari

Il Guardasigilli si è detto contrario alla nomina di un commissario per la gestione dell’emergenza. “Io non sono contrario – ha detto – alla normativa d’urgenza, però sono contrario alla politica emergenziale che individua un soggetto plenipotenziario che poi prende in mano la situazione e fa tutto lui. Questa situazione del commissario avviene di fronte all’inerzia del ministro. Siccome il ministro non è al momento inerte, io ci metto la faccia, mi prendo la responsabilità di guidare questo percorso, anche con la normativa d’urgenza quando sarà necessario“.

“Quello che voglio dire a tutti voi è che lo Stato qui porta la vicinanza a tutti gli operatori del diritto, ai giudici, agli avvocati, ai cancellieri, a tutto il personale del Tribunale  – ha detto il Guardasigilli – a tutti coloro che ogni mattina si alzano per far funzionare la giustizia e ai cittadini che giustamente hanno diritto ad un servizio giustizia di un certo livello. Quindi – ha concluso il ministro – adesso faremo il sopralluogo e a fine giornata parleremo di tutto. Vi chiedo di rimanere tutti compatti perché insieme, secondo me, ce la facciamo. Grazie a nome della Repubblica italiana“.




Palagiustizia Bari. Il Vicepresidente del Csm Legnini, chiederà un disegno legge al ministro Bonafede

ROMA – Il Csm avanzerà formalmente la richiesta al Ministro della Giustizia di intervenire con un decreto legge sull’emergenza del Palagiustizia di Bari. Lo ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini che ha chiesto di intervenire sull’emergenza giustizia a Bari così come si fece a seguito del terremoto dell’Aquila. “Se vogliamo far sì che non si realizzino situazioni di difficoltà come la prescrizione dei processi – ha detto intervistato da Tg2occorre intervenire con strumenti normativi, procedurali e con risorse, come si fa a seguito di calamità naturali“.

“Ho vissuto la vicenda dell’Aquila anche lì si verificò la paralisi dell’attività giudiziaria e anche lì si intervenne con decreto“.  ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, intervistato da Tg2 Rai Cronache.