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L’eurodeputata “freelance” Alessandra Mussolini, così si definisce da qualche tempo,  intervistata da Libero

“Mio nonno è stato un grande rivoluzionario

Matteo Salvini: signore e signori, il ministro dell’Interno

21 marzo: “La cittadinanza a Ramy? Valuteremo“; 22 marzo: “La cittadinanza è non è un biglietto del lunapark“; 23 marzo: “Ramy vorrebbe avere lo ius soli? È una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare…“; 25 marzo: “Non posso regalare le cittadinanze, a oggi non ci sono gli elementi per concedere la cittadinanza” a Ramy; 26 marzo: “Sì alla cittadinanza a Ramy: è come se fosse MIO FIGLIO…

Dopo il triplice “Ping” (Xi Jinping, Luigi Di Maio), “Auschwitz” (Austerlitz, Alessandro Di Battista) e “Uestmainster” (Westminster, Riccardo Olgiati) altra pronunzia di livello planetario per un vertice 5 Stelle. Stavolta tocca a Marialuisa Faro la  capogruppo M5s in Commissione Bilancio della Camera, durante un intervento in aula: a farne le spese, tra le altre, la banca centrale tedesca, detta altresì BUNDESBANK…

La Germania avrebbe dovuto crescere del 2,3%, secondo le stime iniziali della… BANCHBENK

Ecco cosa diceva alcuni anni fa Marcello De Vito il presidente 5 Stelle dell’Assemblea capitolina, arrestato in questi giorni con l’accusa di corruzione ed allontanato dal Movimento

2014, Twitter: “Quando in campagna elettorale dicevamo: L’ONESTÀ ANDRA’ DI MODA! Ora lo capite romani?“, 2016, video sul blog di Grillo: “Abbiamo rimandato a casa i partiti di maggioranza e di opposizione tutti coinvolti, con tutte le scarpe, nell’ambito di ‘Mafia Capitale‘. Le mani libere di noi 5 Stelle rappresentano un valore importantissimo per Roma. Per la prima volta possiamo andare a colpire gli sprechi, i privilegi e la CORRUZIONE con cui i partiti di destra e di sinistra hanno campato per anni sulle spalle dei cittadini romani. I partiti sono ben consapevoli che possiamo sottrargli dalle mani il giocattolo o la MUCCA DA MUNGERE, e per questo si difendono con ogni mezzo (…)

Il ministro M5s per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, nel pieno della bufera corruzione che sta travolgendo il Movimento a Roma 

Adesso che arriva la PRIMAVERA si inizieranno a percepire tutte le cose buone che abbiamo fatto” (fonte: Otto e Mezzo, La7)

Sergio Vessicchio Il telecronista di Canale Cinque Tv, sospeso dall’ordine dei giornalisti in recidiva, durante la partita di eccellenza in Campania tra il Sant’Agnello e l’Agropoli

Prego la regia di inquadrare l’assistente DONNA, che è una cosa INGUARDABILE, è uno SCHIFO vedere le donne che vengono a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono centinaia di migliaia di euro, è una BARZELLETTA della Federazione una cosa del genere“.

Umberto Bosco Il consigliere leghista di Bologna sull’attivista Greta Thunberg: 

Dite quello che volete su Greta ma chi, meglio di una sedicenne che non va a scuola e che soffre di disturbi pervasivi dello sviluppo, può, nel 2019, rappresentare la sinistra?” (fonte: Facebook)

Il deputato leghista Claudio Borghi e la manifestazione contro il cambiamento climatico, #Fridaysforfuture 

Vedo mio figlio uscire con la cartella e gli faccio: ‘oggi non vai a fare la manifestazione?’. Lui mi guarda da sopra gli occhiali con mezzo sorriso: ‘e certo… andiamo in piazza così scende la temperatura. Ma ti rendi conto? No grazie vado a scuola’. Idolo” (fonte: Twitter)

La grande vittoria del senatore Pd Matteo Renzi, 

Uno dei miei obiettivi del 2019 era tornare a un peso forma accettabile dopo aver superato i 90kg. Quando nel 2012 ho iniziato la sfida delle primarie venivo da due maratone a Firenze e pesavo 81kg. La mia battaglia contro la bilancia continua ma oggi, per la prima volta dopo 7 anni, torno sotto quel peso. Devo assolutamente festeggiare con un po’ di carboidrati. Buon pranzo domenicale a tutti!” (segue immancabile foto della bilancia, ndr) (fonte: Instagram )

La leader Fdi  Giorgia Meloni e l’ex-ministro Pd Carlo Calenda danno “spettacolo”

Meloni: “#M5S diffonde fake news sul congresso @wcfverona, sostenendo che sia contro la libertà delle donne. Dichiarazioni ridicole senza alcun riscontro. Loro invece sono per la droga libera, la propaganda gender, i matrimoni misti: praticamente una comitiva di #punkabbestia al Governo“. Calenda: “Ma ti sei bevuta il cervello? I matrimoni misti! Cosa sei la versione burina del KKK. Prenditi una pausa. Lunga”. Meloni: “Mi riferivo alla proposta di Sibilia sui matrimoni di gruppo e tra specie diverse. Misti non è la parola giusta. Poi non so cosa c’entri ‘burina’, cafone. Evidentemente ormai siete già alla fase in cui vi sbracciate per difendere i Grillini nella speranza di tornare al governo”. A questo punto irrompe il follower @aelledesign: “Passi per KKK, ma burina proprio no eh! Sto impunito!..” ( fonte:  Twitter )

Il senatore M5s,  Gianluigi Paragone dopo il crollo elettorale dei pentastellati in Basilicata

L’ho detto al Corriere così come lo dico in piazza: il Movimento non può fare a meno di Alessandro Di Battista” ( fonte: Facebook )

Il sottosegretario 5 Stelle Carlo Sibilia intervistato 

Che fine ha fatto Alessandro Di Battista ? Dovrebbe candidarsi? “Voglio bene ad Alessandro e quando ci sentiamo parliamo di altro, non necessariamente solo di politica. Abbiamo cominciato insieme e se decidesse di tornare non potrebbe che farmi piacere. Naturalmente se questo si intreccia con la sua vita privata, dobbiamo rispettare le esigenze dell’uomo, del padre, dell’amico” (fonte: il Messaggero )

Il leader M5s  Luigi Di Maio dopo il “tonfo” politico  (cit. Fatto Quotidiano)

Sono molto contento per il voto in Basilicata, siamo perfettamente in linea. Non ci sto a questa narrazione! Tonfo, crollo… ma quale crollo?! Siamo la prima forza politica della Basilicata, abbiamo battuto tutte le altre liste. Senza ammucchiate, avremmo vinto. Come vedete stanno provando ad utilizzare qualsiasi dato elettorale, anche quello del Comune più piccolo, per farci cadere”

In un editoriale in tema di Brexit sul Financial Times, l’ex premier Matteo Renzi si è rivolto al Parlamento britannico e alla Commissione europea citando un passaggio di ‘Wannabe’ delle Spice Girls

Now don’t go wasting my precious time / Get your act together we could be just fine” (“Non continuare a farmi perdere tempo prezioso / Prendi una decisione, insieme ce la possiamo fare“)

L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi a “Piazzapulita

“Il Pd sta cambiando, la direzione è molto diversa, non è più il partito dei ricchi”...

( fonte: La7)

Vittorio Feltri, il direttore di Libero 

Il ragazzino di Prato che ha ingravidato l’insegnante di inglese ancora al centro di uno scandalo, e pensare che Macron invece è diventato presidente della Francia. Due nonne e due misure” (fonte: Twitter)

Cazziatoni diplomatici da Germania e Francia per le questioni Cina/Tav? Il premier Giuseppe Conte non ci sta 

Merkel e Macron mi avrebbero redarguito? Fesserie. Non lo hanno fatto e mai lo consentirei. I nostri rapporti sono cordiali. Siamo rimasti AL BAR fino alle due di notte e nessuno si è permesso di dirmi: che cosa stai facendo?” (fonte: La Stampa)

Le primizie culturali donate a tutti noi dal vicepremier leghista Matteo Salvini, durante la conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci

Annuncio che stiamo lavorando con l’ambasciatore francese per riprenderci la Gioconda“; “Non ho mai visto l’Ultima Cena”; “Ero particolarmente legato ad una di queste chiuse sui Navigli a cui aveva lavorato Leonardo, lì c’era una delle birrerie che più frequentavo ai tempi del liceo al venerdì pomeriggio, El Tombon de San Marc”; “sono poi legato ad un’altra chiusa, a Cernusco, la mia prima fidanzata era di Cassina, a 3km da lì, tutti legami storici e culturalmente, scientificamente provati”

Salvini, Conte e Sgarbi. Dopo la commemorazione del Cinquecentesimo anno dalla morte di Leonardo, il premier Conte, il ministro dell’Interno Salvini e l’onorevole Sgarbi si fermano al bar della galleria Alberto Sordi, circondati da numerosi giornalisti, per parlare di cosa? Opere ingegneristiche del geniale Da Vinci? No, di f**a 

– (…) Le opere e la vita del genio rinascimentale non sono esattamente al centro dei loro pensieri. “Mezza paginetta la sera e vedi come prendi sonno…”, scherza Salvini, a proposito di uno studio su Leonardo. Il critico d’arte è concentrato su un altro tema: a suo dire Salvini sarebbe impegnato in una nuova relazione sentimentale, con una ragazza toscana. “Non fai che dormire, vero?”, lo provoca. Tra un sorso di caffè e l’altro, Conte chiede di cosa si parli. “Dell’unica cosa che interessa a Vittorio a parte l’arte…”, lo informa il vicepremier. Sgarbi meno allusivo: “Siam passati dal buco nella montagna a…”, e ride. Salvini taglia corto: “Qui siamo in tre e io sono quello più fallimentare. Zero”. Sgarbi è pronto a esibire le prove. “Ho le fotografie”. E il ministro dell’Interno: “Fidati, hai delle fonti completamente sbagliate”… – (fonte: Agenzia Dire)

L’altro vicepremier Luigi Di Maio  ai suoi, stando al retroscena del Corriere della Sera

Ho capito il gioco di Salvini, è chiaro, ogni volta che otteniamo un risultato, lui prova a spostare l’attenzione su qualcosa che non va. Ma ora rispondo colpo su colpo”

La showgirl Francesca Cipriani. Lei e Salvini, ogni tanto, si scambiano commenti su Instagram

Candidarmi con la Lega alle europee? Potrei esser Supercipri, la paladina che cambierà il mondo, come il mio personaggio di Colorado. Se la Lega e Salvini arrivano al 40% alle europee potrei fare uno striptease a Piazza del Duomo a Milano” ( fonte:  Un Giorno da Pecora, su Rai Radio 1)

Marcello Lippi, Ct della nazionale italiana campione del mondo e tecnico della Cina fino a gennaio 2019, è uno dei 170 partecipanti alla cena quirinalizia in onore del presidente cinese Xi Jinping. 

Se fosse un giocatore, a chi paragonerebbe Xi Jinping?
 “Stiamo parlando di una delle persone più importanti della terra, anzi probabilmente il più importante. Xi guida un paese fantastico, nel quale mi sono trovato benissimo. E il fatto che sia stato ELETTO A VITA la dice lunga su quanto sia apprezzato dal suo popolo“(fonte: Corriere della Sera) …

Scene edificanti al Senato della Repubblica, durante le dichiarazioni di voto sulle mozioni di sfiducia contro il ministro Toninelli

Biasotti, Forza Italia: “Vedo che sta giocando col cellulare, la invito ad andare su Google e digitare ‘Toninelli’. Vedrà la parola ‘gaffe’ accanto al suo nome“. Ma ecco le urla di Airola, M5s: “E voi digitate ‘Berlusconi’: compare ‘bunga bunga’!“. Patuanelli, capogruppo prova ad argomentare: “Il ‘bunga bunga è presente nella Treccani…”. Ma il forzista Giro non apprezza lo sforzo, mima plateale il gesto delle manette e grida “cometa di Halley”, riferendosi all’arresto del presidente del consiglio comunale capitolino, l’ormai ex grillino Marcello De Vito

In un’intervista rilasciata a ‘Dalla parte degli animali‘, la trasmissione di Rete 4 dell’onorevole Brambilla, il Cav  lancia la campagna per un “Codice dei diritti degli animali” e dichiara

Nove dei miei cani dormono in camera, si svegliano con me, fanno colazione con me: si chiamano Dudù, Dudina, Peter, Trilli, Wendy, Harley, Rambo, Marilym, Ginny

Wanna Marchi Assieme alla figlia Stefania Nobile racconta degli anni trascorsi in carcere e della nuova vita in Albania 

Siamo state punite per aver venduto sale a dei deficienti che ci hanno creduto!” (fonte: “Live – Non è la D’Urso”, su Canale 5)




Zingaretti lancia il nuovo Pd: "Sbaracchiamo il Nazareno"

ROMAChiudere il Nazareno ed aprire il PdNicola Zingaretti lancia la sua prima decisione clamorosa da quando é segretario del partito a Che Tempo Che Fa su Rai Uno in prima serata ed é già la fine di una storia. Quella della sede storica dei Dem, in una parte del palazzo del Collegio Nazareno, nel centro storico di Roma, vicino a piazza di Spagna. Un simbolo forte, il Nazareno, divenuto negli anni dopo la fondazione nel 2007 un sinonimo di Pd. E legato indissolubilmente al “Patto del Nazareno“, il controverso e non durevole accordo stipulato il il 18 gennaio 2014  tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, .

“Vorrei cambiare la sede nazionale del Pd, spostarla da via del Nazareno – annuncia Zingaretti intervistato da Fabio Fazio -. Non l’avevo ancora detto mai. Vorrei costruire delle sedi con dei co-working delle idee per ragazzi e ragazze, che ci dicano anche ‘state sbagliando, dobbiamo cambiare posizione’. Dobbiamo sbaraccare e ricostruire, aprire una nuova e bella sede con una libreria al piano terra, tra le altre cose”. Un cambiamento non solo fisico, ma anche di filosofia politica, nelle intenzioni del governatore della Regione Lazio.

Dunque il neosegretario pensa a una nuova casa per il Pd.  “Spalancherò porte e finestre per costruire una forma partito completamente diversa”, assicura il nuovo leader del Pd, “le sedi devono essere aperte, se dobbiamo tornare dalle persone dobbiamo dare dei segnali chiari. Non bisogna sempre dire venite, dobbiamo andare noi da loro”. “Non dobbiamo essere presuntuosi, avere la puzza sotto al naso“, insiste Zingaretti pensando alle future alleanze, “Costruiremo forum tematici anche per chi non è iscritto al Pd,  alleanze 2.0 per creare un’alternativa e mandare a casa la destra peggiore di sempre” e vede “luoghi dove si chiede alle persone non dopo i fatti, ma prima“.

Sulla vita interna al partito, Zingaretti annuncia: “Ho avuto il coraggio di dire ora voltiamo pagina, ora le parole chiave sono cambiare e unità: il popolo è stanco delle divisioni, dei litigi e di vivere in un eterno presente o peggio nel passato”. Sulla Tav spiega: “Non sono per tutte le grandi opere, ma la Tav sposta dalla gomma al ferro sia gli uomini che le merci. Quando ero piccolo si facevano i cortei per la modernità, mentre oggi c’è un ritorno indietro“.

Zingaretti dice anche di non credere a una crisi di governo e a rotture nella maggioranza. “Non so se il governo tiene, ma stanno facendo pagare un prezzo enorme al Paese. Penso non cada sulla Tav, ma hanno fatto pagare agli italiani un prezzo ignobile e sono sembrati degli azzeccagarbugli“, spiega il segretario del Pd che  conclude, “io penso che alla fine la Tav si farà perché il vero capo di questo governo si chiama Matteo Salvini“. Il leader leghista rimane anche per questo nel mirino di Zingaretti: “Salvini lo si combatte in un solo modo: dimostrando che la sua proposta per l’Italia non produce ricchezza e non produce giustizia. Dobbiamo invece produrle noi

Penso sia finito il ‘cattivismo’, penso che la Lega abbia dato una risposta alle persone con la ricerca ossessiva di capri espiatori come se trovare un colpevole aiuti la gente“, conclude Zingaretti spiegando che “il ‘cattivismo’ è l’oppio della rabbia che distrae: ti sfoghi con qualcuno ma poi non cambia niente“.




Revocati dal Tribunale del Riesame gli arresti domiciliari ai genitori di Matteo Renzi

FIRENZETiziano Renzi Laura Bovoli, rispettivamente padre e madre dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, non sono più ristretti agli arresti domiciliari. Lo ha annunciato il loro avvocato Federico Bagattini: “Sono persone libere. La difesa  esprime la propria soddisfazione alla quale si unisce quella dal punto di vista umano dei coniugi Renzi”. Il Tribunale del Riesame di Firenze ha infatti reso noto la propria decisione intorno alle 13 di ieri, venerdì 8 marzo,  revocando gli arresti domiciliari per i Renzi, disposti dalla gip Angela Fantechi lo scorso 18 febbraio, e ha disposto però il divieto di esercitare attività imprenditoriali per 8 mesi.

Dopo poche ore a comunicare la notizia è stato anche il senatore del Pd Matteo Renzi, con un post su Facebook,  pubblicando una foto che lo ritrae da piccolo con la famiglia: “I miei genitori sono tornati in libertà. Il Tribunale del Riesame infatti ha annullato la decisione del gip, decisione che era parsa a molti, dal primo momento, abnorme e assurda. Ovviamente la notizia non avrà la stessa eco che ha avuto l’arresto“, ha detto Renzi. Che ha aggiunto: Da rappresentante delle istituzioni confermo, a maggior ragione oggi, la mia fiducia nella giustizia italiana. Da figlio dico che sono stati i giorni più brutti della vita della nostra famiglia. Vorrei ringraziare tutti voi per le espressioni di umanità e affetto di questi giorni. E vorrei dire a mio padre e mia madre che i loro figli li abbracciano come in questa foto di tanti anni fa. Ci sarà una lunga maratona nelle aule di Tribunale sia per i procedimenti aperti dalla procura, sia per le nostre cause di risarcimento civile. Ma so che i miei affronteranno questa prova con la forza di chi proclama la propria innocenza e di chi si sente abbracciato dall’affetto dei propri cari“. 

La prima reazione politica è quella di Maria Elena Boschi:Noi ci fidiamo della giustizia italiana. E oggi il Tribunale del Riesame ha revocato gli arresti per i genitori di Renzi. Chi pagherà per il fango di questi giorni? Il tempo è galantuomo, noi che ci siamo passati lo sappiamo“, scrive sui social la deputata del Pd ed ex ministro del Governo Renzi.

I giudici dell’ appello hanno riformato l’ordinanza della gip del Tribunale di Firenze che negli scorsi giorni aveva disposto gli arresti domiciliari. La gip  Fantechi aveva interrogato lo scorso 25 febbraio i coniugi Renzi e poi aveva deciso di non revocare la misura, che adesso è stata annullata dal Riesame.  Tiziano Renzi  ha commentato anch’egli attraverso Facebook: “Siamo felici per la libertà. Ma non ci basta: noi vogliamo dimostrare la nostra innocenza. E lotteremo per questo. Grazie a chi ci ha sostenuto in questi giorni durissimi”.

Tiziano Renzi e Laura Bovoli si trovano sempre nella casa della figlia Matilde, a Rignano sull’Arno (Firenze), dove hanno appreso della revoca degli arresti domiciliari da parte del tribunale del riesame. Tiziano Renzi è uscito per alcuni momenti sul terrazzo, per fumarsi un sigaro. Successivamente la figlia Benedetta con la propria auto ha lasciato l’abitazione . In strada, una via piuttosto trafficata, si è formato come facilmente prevedibile un folto capannello di giornalisti e tv. La casa è la stessa dove al piano terreno c’è la sede della società di famiglia Eventi 6.

Contestualmente alla decisione sui genitori dell’ex premier, il Tribunale del Riesame di Firenze ha revocato anche i domiciliari per l’imprenditore Mariano Massone, arrestato il 18 febbraio scorso insieme a Tiziano Renzi e Laura Bovoli. I giudici hanno disposto nei confronti di Massone l’obbligo di dimora nel territorio del Comune di Campo Ligure (Genova) con divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 22 alle 6.




Primarie Pd. E' Zingaretti il nuovo segretario. Affluenza al voto: superati 1 milione e 800mila votanti

di Danila De Minicis

Nicola Zingaretti è il nuovo segretario del Partito Democratico, ha vinto le primarie con una maggioranza ampia, anche se i risultati sono parziali e lo spoglio riprenderà in mattinata. “Viva la democrazia italiana. Si è riaccesa la speranza“, nel suo primo discorso da segretario un inno al cambiamento ma anche all’unità. “Siamo tra il 65 e il 70 per cento dei voti. Grazie all’Italia che non si piega a un governo pericoloso”, ha detto Zingaretti parlando nel suo comitato vicino al Circo Massimo. E subito ha ringraziato gli altri due candidati: “Abbiamo dato una buona immagine di confronto nella battaglia politica in questo Paese ferito“.

Si è visto un popolo di sinistra orgoglioso che è andato in massa ai gazebo del Pd per votare superando aspettative oltre ogni previsione E questo è un dato di non poco conto. Adesso c’è un nuovo segretario, Nicola Zingaretti, nel pieno delle sue funzioni, non condizionato dal gioco delle correnti, legittimato da una larga investitura plebiscitaria, forte col suo 65 per cento, di una maggioranza assoluta nel partito che gli consentirà di aprire una “nuova stagione“. E neanche questa è cosa di poco conto, in un partito finora paralizzato dal gioco delle correnti, dalle ossessioni politiciste, da una suicida lontananza rispetto al paese reale.

Va riconosciuto senza se e senza ma. E’ stata una bella domenica di democrazia per tutti, che spiega con il suo afflusso alle urna che il popolo, come accade spesso, è molto più avanti di chi lo dirige, o lo ha diretto finora. È sbagliato leggere questo risultato come “consenso” al Pd, e alle sue poco entusiasmanti primarie, e leggerlo solo in chiave interna, con le lenti degli equilibri di potere. Il vero senso politico di quanto si è visto ieri in tutta Italia è che esiste una moltitudine di anime democratiche alla ricerca di una  guida autorevole e forte, che  ha chiesto alla sinistra di essere capace di corrispondere il  gigantesco bisogno di alternativa, dopo un anno di governo a guida Lega-M5S. Un alternativa che si rinnova, cambiando non solo la “comunicazione”, ma sopratutto con la politica. O meglio, ricominciando a fare politica, con umiltà e senso di realtà.

Il neo segretario del PD ha dedicato la vittoria a Greta, la ragazza svedese che si batte per la salvezza del pianeta, ed a tutti quelli che il prossimo 15 marzo scenderanno in piazza per la stessa causa. Ai 5 milioni di poveri ed ai troppi “giovani disoccupati che il potere ignora“. Zingaretti ha tracciato l’identikit del nuovo Pd: “Sono  il leader di una comunità, non sono il capo. Molti elettori che hanno votato per altre forze politiche stanno tornando. Da domani unità e cambiamento“. Poi riferendosi all’ ultimo libro di Matteo RenziUn’altra strada”, ha scherzato:  “Mi ha fregato il titolo“.

“Ma le mie figlie sono entrate?”. Nicola Zingaretti  appena salito sul palco del suo comitato al Circo Massimo, davanti a una piccola folla che lo acclama in coro (“C’è un segretario, c’è solo un segretario“), esordisce con il consueto basso profilo. Le due figlie adolescenti Agnese e Flavia poco abituate alla ribalta  sono entrate,  “siamo molto emozionate”, confida la prima. Sono le 22, quando il neosegretario arriva prima del previsto, ma ormai i dati sono inequivocabili: “Hanno votato lo stesso numero di cittadini del 2017, circa 1,8 milioni e forse di più”, dice felice  Zingaretti, “la nostra percentuale oscilla tra il 65 e il 70%”. Un successo importante, oltre le più fiduciose previsioni, al punto che i due sfidanti Maurizio Martina e Roberto Giachetti lo hanno già chiamato per congratularsi. “Sono contento che abbiamo vinto ancora”, sorride il neosegretario, che fa un discorso di oltre mezz’ora, fatto non solo di ringraziamenti di rito, ma piuttosto per descrivere il “nuovo Pd” che verrà.

Il primo pensiero di Zingaretti è per gli elettori che hanno affollato i gazebo per votare. “Grazie all’Italia che non si piega e vuole arginare un governo illiberale e pericoloso”e ringrazia i giovani ai gazebo, gli anziani partigiani, i manifestanti antirazzisti di Milano, le donne e le femministe che “hanno lottato senza di noi”, i lavoratori e i sindacati scesi in piazza il 9 febbraio, gli intellettuali. “Grazie al popolo del centrosinistra che il 4 marzo ha subito una sconfitta devastante, è ferito ma ha saputo reagire e oggi ha dato una lezione di democrazia”. “Quelle di oggi sono state primarie per l’Italia – ha aggiunto Zingaretti – le persone si sono fidate di noi e noi saremo degni di questa fiducia. I delusi stanno tornando, alcuni sono tornati e torneranno nel nuovo Pd e in una nuova alleanza per voltare pagina”.

Nicola Zingaretti ripete più volte due parole:Cambiamento e unità”.  Per dire che da domani nel PD si cambia davvero, ma senza strappi. Non è un caso che citi “tutti i nostri governi che hanno salvato il Paese dalla bancarotta”, e per mandare un segnale di apertura a Renzi, che a sua volta parla di una vittoria “bella e netta” e ripete: “Ora basta col fuoco amico, il nostro avversario è il governo gialloverde”. “Oggi è solo un inizio –  ricorda Zingarettinon illudiamoci”, rivolto ai suoi ma sopratutto a a stesso. Ed ammette: “Ancora non ho capito perchè è toccato a me, ma so che è toccato a me, e ho ben in mente cosa mi hanno detto i militanti da Bolzano a Catania: ‘ Non deludeteci ancora, questa è l’ultima spiaggia’”. E rivolge anche una stoccata ai tanti che ”avevano fatto previsioni angoscianti su queste primarie e avevano scritto orazioni funebri per il Pd”.

Il nuovo segretario del PD ha una sola piccola nota polemica in un discorso molto rotondo, in cui cita Aldo Moro, coniugando come un diritto quello alla la sicurezza per i più deboli a sentirsi sicuri, “dai ragazzi delle periferie a chi prega Allah o vuole andare sul bus con la kippah in testa”. “Prima le persone”, ripete come un mantra, “uno slogan che la gente ha capito, sarà la nostra ossessione”. Dura la critica al governo, ad una destra “che ha preso il potere e che non vorrà lasciarlo, il nostro compito non è solo fare opposizione, ma offrire agli italiani idee migliori per risolvere i loro problemi”. “Non sarò capo ma leader di una comunità”, assicura, “basta con le brame di potere, l’agenda del nuovo Pd sarà fatta di parole semplici”.

“Ci rimettiamo in cammino”, la conclusione di Nicola Zingaretti con un appello agli italiani: “Venite nel Pd, c’è bisogno di voi, venite e controllateci così sarà più difficile sbagliare di nuovo, spalanchiamo tutto”. Sullo sfondo di questa rivoluzione dolce si annuncia una “fase costituente” che dovrebbe cambiare profondamente il Pd. Fino a ipotizzare una lista per le europee molto più larga dell’attuale partito. “Farò di tutto per essere all’altezza di questo compito”.




Primarie Pd, in corsa Zingaretti, Giachetti e Martina

Roberto Giachetti, Maurizio Martina e Nicola Zingaretti

ROMA – Domenica di “Primarie” per il Pd, che sceglie il nuovo leader dopo la stagione di Renzi e la reggenza di Martina. Zingaretti, Giachetti e lo stesso Martina sono in corsa, divisi sulle alleanze a sinistra e sul rapporto col M5s. I cittadini potranno recarsi ai seggi, apertisi alle ore 8, fino alle ore 20. Ci si potrà recare nelle sedi dei circoli o negli oltre settemila gazebo allestiti in tutta Italia. L’ organizzazione della kermesse elettorale Dem si avvale del supporto di oltre 35mila volontari. Il Pd punta ad almeno un milione di persone al voto. Viene eletto direttamente solo chi supera il 50% dei voti, altrimenti lo Statuto prevede l’elezione da parte dell’Assemblea nazionale.

Il primo tra i volti noti del Pd a votare alle primarie è stato Walter Veltroni. L’ex segretario si è recato al gazebo di piazza Fiume, a Roma, alle 8 in punto, per esprime la sua preferenza. In mattinata a Roma il voto di Paolo Gentiloni, poi quelli di Luca Zingaretti e Roberto Giachetti. Maurizio Martina vota invece nella sua città, a Bergamo. Carlo Calenda vota e fa lo scrutatore in mattinata nel Gazebo di Piazza del Popolo, sempre a Roma, mentre Matteo Renzi ha votato alla Leopoldina, a Firenze. Il leader storico dell’Ulivo Romano Prodi a Bologna.

L’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha votato questa mattina alle Primarie del Pd in un seggio allestito in un Circolo Arci di via Goito, nei pressi della Stazione Termini di Roma. “Speriamo sia una bella giornata, sarà una bella giornata – ha detto – Cosa mi aspetto dall’affluenza? Io penso che ieri a Milano sia stato un bel sabato, e possiamo avere oggi in tutta Italia una bella domenica‎. L’affluenza, per scaramanzia abbiamo detto questi giorni il ‘milione’, come il signor Bonaventura … adesso non diciamo niente. Diciamo che il fatto che ci siano gli iscritti e centinaia di migliaia di non iscritti, elettori e simpatizzanti che oggi partecipano alla scelta del segretario del Pd è una cosa unica nel panorama politico italiano e molto importante per la nostra democrazia. Il fatto di ieri a Milano ci porta bene e ci dà ottimismo – ha aggiunto Gentilonie sui numeri vedremo, toccherà fare mezzanotte”. Gentiloni si è messo in coda con gli altri elettori, conversando con loro e stringendo mani. “Abbiamo finito le schede…‎” ha scherzato con il personale del seggio.

L’ex segretario dem, Matteo Renzi ha votato arrivando da solo in vespa nella sede delle ex Leopoldine a Firenze, e postato una foto del seggio commentando: “Sono stato a votare. Un grande festival della democrazia. Una bella giornata per chi crede nella politica”. “Si deve fare un grande in bocca al lupo ai tre candidati per la sfida molto leale che hanno fatto – ha aggiunto Renzi -, auguro di non subire lo stesso fuoco amico che abbiamo subito noi che abbiamo vinto per due volte le primarie con il 70%; per questo non ho voluto fare nessuna corrente“. Per ex segretario dem  l’urgenza è “una battaglia educativa e culturale contro chi sta mettendo in ginocchio il Paese”, e per questo “è dare una mano al Pd di cui faccio parte“. Per Renzi, “il palloncino grillino si è sgonfiato, non solo alle Regionali, ma nella credibilità di quella classe dirigente che un anno fa rappresentava la speranza e il futuro, e che oggi è già il segno del fallimento. Hanno cambiato idea su tutto e non stanno cambiando l’Italia“.

Maurizio Martina ha votato invece nella sua città, a Bergamo e ha scherzato citando il celebre “Vota Antonio! Vota Antonio! Vota Antonio! Ah… no, vota Maurizio Martina! Vota la mozione Fiancoafianco!“. Martina, nell’appello vocale al voto per le primarie, in chat con i suoi sostenitori, giocato sul filo dell’ironia con la citazione ad un celebre sketch di Totò. “Vota questa squadra bella che ha lavorato tanto – dice il candidato alla segreteria Pdsiamo la mozione che ha detto a chiare lettere “rompiamo gli schemi e uniamo il Pd contro questa destra pericolosa”. “Serve davvero il coinvolgimento di tutti – conclude – per cui passiamo parola e passiamo questo audio. Facciamo in modo che ci siano tante persone a sostenere la nuova stagione dei democratici“.

Zingaretti  ha votato intorno alle 11, dichiarando: “Se toccherà a me non tradirò mai la fiducia nel cambiamento degli italiani“.  Sono contento di queste lunghe file, è una risposta meravigliosa – ha detto Nicola Zingaretti, candidato, in fila in piazza Mazzini per votare ai gazebo -. Avevo chiesto fiducia e passione per cambiare e mi pare che questo messaggio sia arrivato. Ora tocca a noi non tradire la fiducia degli italiani, e se toccherà a me giuro che non la tradirò mai“. Zingaretti aggiunge: “Credo sia il tempo di ricostruire e il tempo di cambiare. Quello che serviva era questa grande presenza degli italiani: di fronte a problemi immensi mi sono buttato nella mischia per dimostrare che il Pd è l’unica risorsa dell’Italia per l’alternativa. Il governo, come unica ricetta degli italiani, offre l’odio e la divisione“.

Carlo Calenda scrutatore al gazebo delle Primarie Pd di Piazza del Popolo. L’esponente dem, seduto insieme con gli altri attivisti, riceve i cittadini che arrivano per eleggere il nuovo segretario Pd, controlla i loro documenti e consegna loro la scheda per votare. “E’ il momento più alto della democrazia, perché le persone scelgono direttamente il proprio segretario”, spiega. In un tweet Calenda ieri aveva invitato ad andare a votare alle primarie: ‘Un gesto di democrazia e un modo per mobilitarci contro il tentativo del Governo di farci uscire dall’Ue nel silenzio“, aveva scritto. “Più siamo, meglio è per l’Italia“.

A mezzogiorno, dal seggio di Corso Garibaldi a Milano, il presidente, cellulare all’orecchio, inizia a chiamare il coordinamento centrale: “Servono altre schede, stampatele. Portatecele, presto“. La stessa scena si ripete in altri circoli da Torino a Palermo, passando per Roma. Alle primarie dem stanno votando più persone del previsto: “Non ce lo aspettavamo“, si sente dire un po’ ovunque. In coda per scegliere chi sarà il nuovo segretario tra Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, c’è Grazia al seggio di via Scaldasole nel cuore di Milano: “La verità è che qui siamo tutti depressi, un minuto di respiro l’ho avuto ieri durante la manifestazione contro il razzismo e speriamo nella giornata di oggi”.

La Commissione Congresso del Partito Democratico, riunita permanentemente per le primarie, sta approvando una delibera che autorizza – si apprende da fonti dem – a usare fotocopie delle schede, per fare fronte al loro progressivo esaurirsi dovuto alla grande affluenza che si registra dalle prime ore del mattino. Le operazioni di scrutinio cominceranno subito dopo la chiusura dei seggi, alle 20. Entro la mezzanotte dovrebbero essere noti dati significativi sul voto.

 

 




La madre di Matteo Renzi rinviata a giudizio a Cuneo

ROMA – Si apre un processo, il primo, per la mamma dell’ex premier arrivato a seguito del rinvio a giudizio per Laura Bovoli, la mamma di Matteo Renzi, deciso questa mattina  dal giudice per le udienze preliminare del Tribunale di Cuneo,  Emanuela Dufour. La madre di Renzi verrà sottoposta a processo il 19 giugno  per “concorso in bancarotta documentale” per i rapporti  intrattenuti con la società Direkta srl di Mirko Provenzano, con sede a Cuneo,  fallita nel 2014,  attraverso la società Eventi 6 di Rignano sull’Arno (FI) , di cui era amministratrice all’epoca dei fatti (2012)

Secondo il pm Pier Attilio Stea titolare del fascicolo d’indagine nato dall’esposto di uno dei suoi creditori, usufruì di tre note di credito fasulle, pianificate a tavolino con Laura Bovoli, per fronteggiare le richieste di pagamento da parte di quattro cooperative creditrici.

Si conclude così la tormentata udienza preliminare su questa vicenda, la prima dalla quale sono partite le indagini sui coniugi Renzi. Tormentata in quanto inizialmente la stessa giudice si era dichiarata incompatibile. venendo persino ricusate anche dalle difese (per essere stata in passato giudice in un processo collegato), ma la Corte d’Appello di Torino ha invece ritenuto che non ci fosse alcun ostacolo a che decidesse.

Altri imputati nel processo sono Paolo Buono, di San Secondo di Pinerolo, anche lui cliente di Direkta, e Franci Peretta, di Rivalta Bormida il quale teneva la contabilità per Provenzano. Si è costituita parte civile la curatela fallimentare della Direkta attraverso l’avvocato Vittorio Sommacal ed un creditore.   Laura Bovoli, interrogata prima del marito, aveva detto di essersi “dimessa dalla Eventi 6”  il 20 febbraio, società nella quale compariva come amministratrice. Il marito invece ha detto di essersi “cancellato dall’iscrizione agli agenti di commercio”. “Non le amministriamo più, siamo fuori da ogni incarico“, era stata nei giorni scorsi la difesa di entrambi genitori dell’ex premier.




Di tutto di più …

La nuova invettiva del Cav. Silvio Berlusconi contro i cittadini che votano 5Stelle e non lui 

Italiani, siete tutti fuori di testa. Come si fa a ragionare così? Svegliatevi, siete una vergogna!” (fonte: Stasera Italia, Rete 4)

Momenti di imbarazzo e nervosismo a Di Martedì, su La7, quando l’esponente 5 Stelle  Alessandro Di Battista si lamenta della mancanza di calore da parte del pubblico…

Ma oggi non applaudite nessuno? Eh? Si può? Lo potete fare un applauso? Eh? Grazie! Stasera non v’hanno dato (fa il gesto dell’applauso, ndr)... non v’hanno dato… io non lo so”

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini interroga i propri follower, su Twitter

Stasera sto leggero: pizza salame piccante e cipolle!! Voi non esagerate, mi raccomando”…”Pranzetto leggero a La Maddalena: gnocchetti sardi con funghi, zafferano, salsiccia, aggiungo pecorino! Mi volete bene anche se ingrasso??”

Fulvio Collovati ex campione del mondo di calcio nel 1982 ed opinionista sportivo a Quelli che il calcio, su Rai 2

Quando sento una donna parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco. Se tu parli della partita, di come è andata e cose così, bene. Ma non puoi parlare di tattica perché la donna non capisce come un uomo, non c’è niente da fare

Il senatore Pd Matteo Renzi apre il suo nuovo libro con una citazione di Michael Jordan, il più forte giocatore della storia Nba

Nella mia vita ho sbagliato più di 9mila tiri, ho perso quasi 300 partite, 26 volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto

Enrico Letta ex premier del Pd sul titolo del secondo volume scritto da Renzi, “Un’altra strada” 

Il vero titolo del libro di Renzi? #Nonhoimparato ….ops! #sischerza(fonte: Twitter)

Il direttore di Libero  Vittorio Feltri sbrocca a La Zanzara, su Radio 24

Ho lavorato da stamattina alle dieci fino alle venti, dov’è il problema? Non sarò libero di andare a mangiarmi un boccone e bere un po’ di champagne? Alla faccia di Parenzo. Ma che te frega, Parenzo, perché voi ebrei non bevete lo champagne? Bevetelo ‘sto champagne, così sareste un po’ più allegri e non mi rompereste i coglioni con la Shoah. E Madonna, sono decenni che rompono i coglioni con la Shoah, ma basta. Per l’amor di Dio. Non se ne può più!

Dopo essersi autopromosso “Presidente della Repubblica”, davanti al Parlamento europeo il premier  Giuseppe Conte incappa nello stesso svarione compiuto durante il discorso d’insediamento al Senato

… società off-shore dislocate in PARADISI ARTIFICIALI” (fiscali, ndr)

Durante un durissimo intervento all’Europarlamento,  Guy Verhofstadt il leader dei liberali dell’Alde si rivolge così al premier italiano Giuseppe Conte

Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Di Maio e Salvini?

Sanremo 2019, Virginia Raffaele accusata di satanismo. L’esorcista: ‘Ha invocato Satana’. Ed il ministro dell’Interno  Matteo Salvini rilancia su Facebook

Capisco e condivido le preoccupazioni espresse da don Aldo Buonaiuto. Non bisogna sottovalutare il problema delle sette sataniche e serve affidarsi agli esperti che ci aiutano a combatterlo. È un fenomeno preoccupante, molto più vicino e più frequente di quanto si pensi

In uno sketch di Sanremo, fingendosi un grammofono rotto,  Virginia Raffaele ha pronunciato per 5 volte il termine “Satana”. Dopo le accuse dell’esorcista Buonaiuto e di una fetta importante della politica italiana, ecco la difesa affidata al Fatto Quotidiano

Pronto, Virginia Raffaele? “Sì, un attimo soltanto ché c’ho una vergine sul fuoco e non vorrei si scuocesse. Da piccola riuscivo pure a girare i piedi all’incontrario. Tant’è che ho ancora le rotule allentate”

Le grandi proposte della Lega. Il partito guidato da Matteo Salvini vuole che “in radio una canzone su tre sia italiana”. 

Spiega il leghista Alessandro Morelli, dopo aver presentato una proposta di legge “per obbligare le radio in Italia a dedicare “almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana”: “La vittoria di Mahmood a Sanremo dimostra che grandi lobby e interessi politici hanno la meglio rispetto alla musica. Io preferisco aiutare gli artisti e i produttori del nostro paese…” ( fonte: Il Post )

Christophe Chalençon, uno degli esponenti di punta del movimento francese dei Gilet Gialli – recentemente incontrato da una delegazione 5 Stelle capitanata da Di Maio e Di Battista – a margine di un’intervista trasmessa da Piazzapulita (La7)

Io so che rischio molto. Posso prendermi una pallottola in testa in qualsiasi momento. Ma me ne fotto. Andrò in fondo a quello in cui credo. Perché se mi ficcano una pallottola nella testa il popolo… Macron finirebbe sotto la ghigliottina. Oggi siamo arrivati a un tale livello di scontro che se mi colpiscono cade anche Macron, perché il popolo irrompe nell’Eliseo e distrugge tutto: lui, sua moglie e tutta la sua cricca. Abbiamo delle persone, dei PARAMILITARI pronti a intervenire perché anche loro vogliono far cadere il governo. Oggi è tutto calmo ma siamo sull’orlo della guerra civile”

Il ministro dell’Interno  Matteo Salvini dal palco di Ozieri, in provincia Sassari, dove si trovava per un comizio in vista delle regionali in Sardegna

In campo musicale non sono fortunatissimo: il festival di Sanremo lo ha vinto Mahmood, ma io preferisco Vasco, De André e i Tazenda. Una trasmissione ha fatto invece l’elenco di quelli a cui non piaccio io: Fazio, Saviano, Balotelli… C’è anche una pornostar: le piacciono tanti altri uomini ma non le piaccio io

Il giornalista  Telese vs. Mussolini durante la puntata di Non è l’Arena, su La7

Io sto ammirando gli stivali di Alessandra Mussolini… sei un’eurodeputata, copriti, copriti!“. E la Mussolini: “Ma che siamo nel Medioevo? In Arabia Saudita? Noi donne possiamo fare quello che vogliamo!

Renzi vs. Travaglio a Firenze, durante la presentazione del nuovo libro dell’ex premier, sul maxischermo compare un fermo immagine del direttore del Fatto Quotidiano…

Renzi: “Questo signore si chiama Marco Travaglio, si definisce giornalista, e questa è la trasmissione Tagadà di La7. Nella giornata del 12 febbraio Travaglio si è fatto riprendere con alle spalle un rotolo di carta igienica con il mio volto sopra. Non riesce a stare senza di me. Siamo arrivati a questo. Il 22 febbraio presenteremo querele e azioni civili”. E Travaglio, sul Fatto: “Comunque, in segno di rispetto, non l’ho mai usata

Marattin vs. Zolezzi. Scene dal Parlamento: durante una bagarre scoppiata alla Camera, mentre alcuni deputati dem lanciavano fascicoli verso il banco della presidenza colpendo Roberto Fico… 

Marattin (Pd) dà due buffetti in faccia al deputato Zolezzi (M5s). Lui denuncia: “Aggredito verbalmente e fisicamente: improvvisamente Marattin si è avvicinato a me offendendomi a muso duro, tirandomi due schiaffi ed esclamando ‘questo cellulare te lo metto su per il XXX‘” – (fonte: HuffPost)

Paolo Furia segretario Pd del Piemonte intervistato dal Corriere Torino

Alla convention con cui Sergio Chiamparino ha aperto la campagna elettorale per la rielezione “c’erano pochissimi giovani: dobbiamo cambiare format. Io propongo il ‘Conosci Chiampa’, aperitivi tematici dove sfruttare l’empatia di Sergio

Persino Beppe Grillo il fondatore dei 5 Stelle sfotte pubblicamente il quesito della piattaforma Rousseau sul caso Diciotti-Salvini

Se voti Si vuol dire No. Se voti No vuol dire Si. Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!

La senatrice M5S  Elena Fattori su Facebook

L’associazione Rousseau usufruisce di 90.000 euro di soldi pubblici, versati dai parlamentari, dal mese di Marzo 2018. Quindi ha ottenuto circa un milione di euro per implementare la piattaforma. Dovrebbe funzionare come un orologio svizzero, e non riesco neanche a connettermi

Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli poco prima di entrare alla riunione del M5S

Il sito è sicuro e tutte le votazioni di Rousseau sono certificate da un ente esterno”. Quale? “Ma che… il nome non lo so il nome ma è sempre stato così

Il senatore M5S  Ettore Licheri poco prima del #salvaSalvini, su Twitter

Chi parteciperà domani alla votazione su #Rousseau si sentirà per un attimo senatore della sua Repubblica. Si sentirà Stato, si sentirà elettore ed eletto, parte delle Istituzioni e ne avvertirà tutto il peso e l’emozione. Domani scriveremo insieme un’altra pagina di democrazia

La base grillina dice No al processo del ministro Salvini e lo salva. Ecco alcuni post del leader M5s  Luigi Di Maio sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, pubblicati negli ultimi anni

L’immunità parlamentare va abolita. È un privilegio” (24.6.2014). “Forza Italia, Pd e Lega al Senato hanno appena votato per il ritorno all’immunità parlamentare. Un voto da brividi. Pd, Lega e Fi non sono uguali ai cittadini italiani davanti alla Legge” (1.7.2014). “Questa maggioranza a guida Pd ha appena confermato l’immunità parlamentare per Deputati e Senatori. Bene hanno fatto i nostri ad uscire dall’Aula. Le riforme costituzionali se le facciano tra indagati, delinquenti e immuni. Noi stiamo tra la gente normale” (4.8.2014). “@matteorenzi: è il Pd che con immunità salva da galera senatori come Azzolini. #M5S non la userà mai. Ti chiedo confronto pubblico sul tema” (21.5.2016)

Il senatore 5 Stelle  Emanuele Dessì sfotte su Facebook i genitori di Renzi, dopo aver appreso la notizia degli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta e false fatturazioni

“Due genitori insieme è record”

Il parlamentare renziano Luciano Nobili, su Twitter

Prima un vero e proprio colpo di stato per farlo fuori da Palazzo Chigi. Ora, addirittura, vengono arrestati i suoi genitori. Vicende che fanno paura, indegne di un paese civile. Ha provato a cambiare davvero le cose, vogliono fermarlo ad ogni costo. #siamotuttiMatteoRenzi

Il ministro M5s delle Infrastrutture Danilo Toninelli annuncia sui social la sua nuova, grande battaglia

Grazie a @virginiaraggi per importante segnalazione su problema che riguarda i RISCIÒ a #Roma: mezzi a vocazione turistica che oggi sono inquadrati come #ncc. Seguirò la questione e inseriremo soluzione in imminente riforma #codicedellastrada”

A Olbia, durante una tappa elettorale di Silvio Berlusconi a sostegno del candidato di centrodestra alla presidenza della Regione Sardegna, Christian Solinas

Un gruppo di pensionati sardi di recente ha visitato il mio parco a Villa Certosa. Nell’area delle 120 piante medicinali uno di loro ha scoperto in un riquadro un cartello con la scritta ‘viagra’. Alla fine hanno lasciato il terreno nudo: hanno mangiato tutte le foglie o se le sono portate via! Ora ne va ordinato dell’altro“. Poi, rivolgendosi direttamente a Solinas: “Te lo volevo dire… Se per caso ci vai, non mangiare viagra, ti regalo io le pillole che ho… Bene, ho detto due cazzate, ora vai avanti tu!

Il sottosegretario leghista Massimo Bitonci su Twitter

Riaprire le case chiuse è una buona idea? La Lega ci riprova: c’è il disegno di legge! CHE NE PENSI???

L’attore comico Lino Banfi intervistato dal Corriere della Sera

Tre settimane fa la nomina all’Unesco. Lino Banfi ha iniziato a lavorare alla tutela del patrimonio dell’Umanità? “Noo… mi sono presentato al presidente della commissione Franco Bernabè. Ho detto: che vogliamo fare? Mi ha spiegato: ‘Fino a ora abbiamo fatto una riunione con tutti i membri nel 2017, una nel 2018. Ce ne sarà un’altra nel 2019’. Porca puttena, ho pensato, si lavora tanto. Mi ha detto solo: ‘Abbiamo grandi obiettivi per l’Agenda 2030’. E io: mi dovete dire già da ora se vi servo di mattina o di pomeriggio. E che chevolo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pd) dà due buffetti in faccia al deputato Zolezzi (M5s). Lui denuncia: “Aggredito verbalmente e fisicamente: improvvisamente Marattin si è avvicinato a me offendendomi a muso duro, tirandomi due schiaffi ed esclamando ‘questo cellulare te lo metto su per il XXX‘” – (fonte: HuffPost)

 

 

 

 

 




Terza Repubblica, fine primo tempo

di Lucia Annunziata

La prima fase di quella che è stata, forse troppo frettolosamente, battezzata “Terza Repubblica, è finita. La Giustizia, terreno di scontro che ha condizionato i venti anni della Seconda Repubblica, si è ripresentata sulla scena, come il fantasma del Don Giovanni, e come nel Don Giovanni ha cambiato il corso degli eventi.

Il voto dei Cinque Stelle per sottrarre Matteo Salvini al giudizio di un tribunale – voto confermato dalla Giunta del Senato – e gli arresti dei genitori di Matteo Renzi, sono, è vero, due vicende non correlate e molto diverse (avvenute nello stesso giorno e alla stessa ora – per un caso, per malizia, o per destino che sia), ma si uniscono alla fine in un unico tratto: una identica fede nella superiorità della politica, o, forse sarebbe meglio dire, una assoluta fede nella intangibilità della politica. Con Di Maio e Salvini in difesa della supremazia del governo, e con Renzi convinto che l’arresto dei suoi genitori sia un attacco politico alla sua persona.

Sono certa che sia il Governo che l’ex premier respingano anche solo l’idea che i due casi abbiano un filo che li lega. Ma è difficile non vedere il nesso: le due posizioni hanno in comune l’opinione che la politica dovrebbe essere lasciata in pace a fare il proprio corso, incluso dalla giustizia. Il risultato finale è una inedita armonia fra parti, percorsi e convinzioni diverse, mai prima verificatasi nel pur complesso percorso della vita pubblica Italiana. Giulio Andreotti si presentò dopotutto a Palermo, riconoscendo il valore di un’aula di tribunale . E persino nei momenti più alti dello scontro intorno a Silvio Berlusconi solo i pasdaran del presidente osarono dire che bisognava difendersi dal processo e non nel processo.

Come e perché la domanda di Giustizia che ha alimentato e forgiato l’inizio della Terza Repubblica, come del resto la Seconda, si sia così malamente arenata, è tutto da comprendere.

Le conseguenze che produce sono però molto chiare già ora.

La battaglia contro l’immunità, ogni forma di impunità, è stata il perno intorno a cui il Movimento 5 Stelle ha costruito la sua dirompente affermazione. Per cui è facile prevedere che sarà il soggetto che pagherà maggiore prezzo da questo cambiamento di percorso.

Una scissione è una seria possibilità . Ma il salvataggio del governo nelle modalità con cui è avvenuto, porta a trasformazioni più serie fin da ora. Detto brutalmente: i pentastellati non hanno salvato il leghista, hanno affermato con il loro voto la scelta di rimanere al Governo senza se e senza ma. Convinti del proprio ruolo, o solo opportunisti, non è il punto. Il punto è che una volta esercitato l’opzione che governare è la priorità, perdono ogni potere di trattativa. Non ci sono limiti alle cose che potranno accettare da Salvini. Va bene, una qualche “prova di gratitudine” la incasseranno ora – la Tav, forse? Boh – ma nel lungo periodo si sono consegnati mani e piedi a una sola piattaforma e a un alleato-padrone.

Insomma, il Salvini che vince sui pentastellati allontana un’eventuale crisi di governo perché il leader leghista non ne ha più bisogno. Al contrario, gli fa comodo: un pezzo di pentastellati addomesticati in un partitino avrà bisogno di concessioni minori, e torneranno utili nell’assicurare alla Lega il consenso di una parte di elettorato, rendendolo più libero da alleanze a destra, soprattutto con Silvio Berlusconi.

Grazie a una sorta di eterogenesi dei fini, dunque, il Governo oggi è non solo salvo, ma più stabile: un addomesticamento dei Cinque Stelle a favore dei leghisti è una soluzione gradita a quelle che si chiamano “elite”.

Il caso aperto dall’arresto dei genitori di Renzi ha un forte impatto anche nel Pd. Nella settimana prima delle votazioni delle primarie, la vicenda è destinata a far salire la pressione interna e a rimettere in giro veleno. Veleno spicciolo, come le voci che attribuiscono a una manovra “interna” al Pd scenari complottisti: “alla fine è una soluzione perfetta per fare fuori un personaggio scomodo” si ascolta. E basterebbe questa quota di veleno, sia pur spicciolo, a dare l’idea dell’impatto di questa storia. Ma c’è di più, perché la rabbia dei renziani, la rivolta del leader alla decisione dei magistrati, rimette in moto una situazione da tempo stagnante: quello che viene visto come un attacco “a orologeria” può mettere in crisi definitiva Renzi o può galvanizzare gli elettori renziani, i suoi supporter. I quali, come è possibile vedere dall’entusiasmo con cui seguono il tour di presentazione del suo libro, hanno ripreso voce ed entusiasmo.

Per altra eterogenesi dei fini, l’arresto dei genitori di Renzi potrebbe dunque essere l’avvio, la scintilla, per far partire il lancio del nuovo partito su cui l’ex segretario rimugina da tempo. Si tratterebbe di una ennesima scissione, ma anche di un ulteriore chiarimento a sinistra.

Siamo insomma già immersi in un panorama che non somiglia più, nella forma e nella sostanza, a quello che era, solo in giugno: la più potente delle forze in campo, il M5s, è in rapida decomposizione, il contratto di governo stracciato ( a proposito: che fine farà la legge anticorrotti?), l’area di sinistra divisa in parti sempre più piccole.

Certo la Terza Repubblica non finisce qui. Ma il primo tempo è concluso.

*editoriale del Direttore del quotidiano online Huffington Post




Arresti domiciliari per i genitori di Matteo Renzi

ROMA – Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier Matteo Renzi sono stati posti agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta e per emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti,  a seguito delle misure emesse dal gip di Firenze .

Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza,nell’ambito di una nuova inchiesta, condotta dal procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, dal procuratore aggiunto Luca Turco e dal pubblico ministero Christine Von Borries per il fallimento di tre cooperative: la“Delivery”, “Europe service Srl” e “Marmodiv” e coinvolge anche una terza persona, Mariano Massone, imprenditore di Campo Ligure (Genova).

Si tratta di società collegate alla società “Eventi 6” che ha sede a Rignano sull’Arno, controllata dai coniugi Renzi che risulta intestata proprio alla madre  .  Secondo l’accusa i genitori dell’ex premier avrebbero provocato “dolosamente”  il fallimento di tre cooperative dopo averne svuotato le casse, ricavando così in maniera illecita svariati milioni di euro.

Padre e madre di Renzi erano già stati convocati dai pm di Firenze a marzo del 2018. Ad attirare l’attenzione degli inquirenti sono state due fatture da 140mila e 20mila euro. I due contabili contabili riguardavano prestazioni che la società Eventi 6 , che sulla carta, si occupava di volantinaggio e altre prestazioni analoghe, avrebbe fornito a società dell’imprenditore Luigi D’Agostino, interessato all’apertura di alcuni outlet in Toscana.

Il sospetto della procura fiorentina è che le due fatture in questione riguardassero delle prestazioni mai avvenute in realtà : una delle due riguardava proprio lo studio di fattibilità per un centro commerciale. “Lo so benissimo che questo è un lavoro che valeva al massimo 50-60-70 mila euro. Ma se tu me ne chiedi 130 e sei il padre del presidente del Consiglio mi posso mettere a discutere con te e chiederti di farmi lo sconto?”  diceva  l’imprenditore D’Agostino in una intercettazione telefonica . La Eventi 6,

Il gip di Firenze ha accolto le richieste della Procura di Firenze per l’emissione di misure cautelari, a carico dei tre indagati, per scongiurare il rischio di inquinamento delle prove e della reiterazione del reato. Gli arrestati nel tempo sono stati amministratori di fatto di tre società cooperative, che sarebbero tutte legate alla “Eventi 6“, la società dei genitori di Matteo Renzi.

Le ipotesi di reato contestate riguardano  l’emissione, tra il 2013 e il 2018, di fatture per operazioni inesistenti all’interno di una delle società. Ed anche l’ipotesi di bancarotta fraudolenta che sarebbe stata commessa per le due altre società cooperative tra il 2010 e il 2013. “Mai vista una cosa del genere: arresti domiciliari a due persone prossime ai 70 anni per fatti asseritamente commessi al piu tardi nel 2012” è stato il commento dell’ avvocato Federico Bagattini,  legale difensore dei coniugi Renzi , aggiungendo “Ci riserviamo ogni valutazione sul merito alla lettura completa delle carte“.

Il processo per quelle due fatture sospette era già stato fissato per il 4 marzo prossimo a Firenze. “Ora basta, dopo anni di processi mediatici sono io che chiedo di essere giudicato, non sui giornali ma nelle aule di tribunale” aveva scritto Tiziano Renzi in una lettera aperta sulla vicenda. Suo figlio , Matteo Renzi ha convocato per domani, martedì 19 gennaio,  una conferenza stampa alle 16 in Senato a Roma.
Non si fanno attendere i commenti. Il ministro dell’interno Matteo Salvini a caldo dice: ” L’arresto dei genitori di Renzi? Niente da festeggiare”. Silvio Berlusconi  precisa: “Questa cosa dolorosa non sarebbe accaduta se anche la sinistra avesse accettato di realizzare la nostra riforma della giustizia,con separazione dei giudici dai pm, che devono avere una carriera diversa.
Sui domiciliari ai genitori di Matteo Renzi, bisogna aspettare che la magistratura faccia il suo corso, noi abbiamo denunciato più volte che c’era qualcosa che non tornava, già quando Renzi era potente“. Questo invece il commento di Giorgia Meloni, ospite di Post del Tg2. “La mia totale solidarietà e vicinanza a Matteo Renzi. La giustizia farà il suo corso“. Lo scrive su Twitter Andrea Marcucci presidente dei senatori del Pd .



Vendola ad Emiliano: "polemica delirante"

BARI – “Michele Emiliano, chiuso nel suo castello di proclami e di chiacchiere roboanti, assediato dai suoi fantasmi e dalle sue fobie, mi tira per i capelli in una polemica che appare tanto delirante quanto ridicola. Un giorno mi accusa di complottare con Renzi per farlo perdere alle prossime regionali. Il giorno dopo mi accusa di farlo addirittura con Salvini. Lo afferma in una nota Nichi Vendola, (SI-Leu) in relazione alle accuse rivoltegli negli ultimi giorni dal presidente della Regione Puglia.

Oggi mi lancia addosso l’insinuazione calunniosa che io possa agire per conto delle lobby dei rifiuti. Questo è il suo metodo di concepire la lotta politica, trascinando il dibattito pubblico verso una deriva di fango, di bugie, di volgarità”. “Mi rammarico di aver sostenuto politicamente chi oggi sta tradendo le ragioni del Sud, sottoscrivendo il patto con la Lega di Salvini (altro che complotto!) sulla cosiddetta ‘secessione dei ricchi‘” e di aver “voluto bene ad una persona così incapace di lealtà e di rispetto“.




La Cgil verso Landini segretario generale, Colla vice

Susanna Camusso

BARI – La Cgil è arrivata ad un passo dall’accordo per eleggere il nuovo vertice, con Maurizio Landini segretario generale e Vincenzo Colla vice. Alla fine, nella tarda notte di mercoledì, al congresso di Bari è stata raggiunta un’intesa con l’altro candidato, Vincenzo Colla, per evitare una spaccatura tra i sostenitori dei due schieramenti. Al centro dell’accordo anche la composizione dell’intera segreteria confederale. Nella proposta su cui si sta chiudendo l’accordo è previsto anche l’ingresso di un secondo vice segretario generale, donna. L’ipotesi è sul nome di Gianna Fracassi. In segreteria inoltre a fronte di uscite già programmate di Camusso e Martini entrerebbero il segretario generale dei chimici Emilio Miceli, considerato vicino a Colla , ed un altro componente femminile di area landiniana.

L’elezione del nuovo segretario generale dovrebbe avvenire oggi nell’ambito del 18° Congresso nazionale della Cgil a Bari, che succederà a Susanna Camusso.  Dopo giorni frenetici di contatti e confronti, la presentazione di liste contrapposte, il nuovo leader Cgil sarà eletto oggi dell’assemblea generale . La Camusso lascia la guida del sindacato dopo il limite dei due mandati e otto anni come segretaria generale designando il suo successore.

Abbiamo trovato la soluzione per tenere unita la Cgil, lo voleva questa sala, la nostra gente, lo voleva anche il Paese”  dice il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Colla che aggiunge: “Ho tolto la disponibilità a fare il segretario generale perché abbiamo fatto un accordo“. A margine del congresso nazionale, spiega: “Ho voluto far di tutto per non rompere la Cgil, al voto andrà un unico segretario, che sarà il segretario di tutti”.

Maurizio Landini, il nuovo segretario generale della CGIL

Maurizio Landini a 15 anni comincia a lavorare come apprendista saldatore, a 57 si appresta a prendere il timone del più grande sindacato italiano.. Quarto di cinque figli, Landini nasce in un piccolo paese dell’appennino reggiano, a Castelnuovo ne’ Monti, cuore dell’Emilia Rossa, il 7 agosto del 1961, da padre cantoniere e madre casalinga. Costretto a lasciare gli studi di geometra per contribuire al bilancio famigliare, trova lavoro in una cooperativa di Reggio Emilia.

Uno dei suoi maestri è Claudio Sabattini e, grazie alla sua lezione, matura e rafforza la giovanile intuizione che un sindacalista che non ha una condivisione sentimentale con chi rappresenta deve cambiare mestiere. E, per questo, ‘operaio dentro’, Landini, lo è sempre stato. Altra ‘guida’ è un altro segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini. Un sogno nel cassetto era quello di fare il calciatore ma sono ben altri i campi dove giocherà le sue partite più importanti e, soprattutto, come lui stesso racconta, appena quindicenne, capisce subito quella che è la missione del sindacato “rappresentare le condizioni di chi lavora e non deve guardare in faccia nessuno”Divenuto delegato sindacale della Fiom, a metà degli anni ottanta si impegna a tempo pieno nel sindacato, muovendo i primi passi sulla strada che poi lo porterà ai massimi vertici della federazione delle tute blu della Cgil.

Landini approdato nella segreteria nazionale,  è responsabile del settore degli elettrodomestici e di quello dei veicoli a due ruote. Conduce le trattative con Electrolux, Indesit Company e Piaggio. A questi incarichi si aggiunge quello di responsabile dell’Ufficio sindacale che lo ha portato a seguire a stretto contatto con l’allora Rinaldini, le trattative per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici nel 2009. Il primo agosto del 2010, Landini diventa segretario generale della Fiom e lo sarà fino al 15 luglio del 2017.

Epocale fu lo scontro di Landini con Sergio Marchionne, nella vertenza Fiat sul progetto ‘Fabbrica Italia‘. Una battaglia, quella condotta dalla Fiom di Landini sugli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori, che segna anche una spaccatura all’interno del fronte sindacale con Fim e Uilm. Nel 2012, la Fiom si costituisce parte civile nella sentenza da lui definita «storica» che condanna i vertici della Thyssen Krupp a pene detentive per l’incidente sul lavoro nella fabbrica di Torino in cui perdono la vita sette operai. La Fiom con Landini svolge un ruolo attivo anche nella vertenza Ilva per mantenere la produzione ma al contempo salvaguardare la salute e l’ambiente. Fino alla firma dell’accordo con l’azienda sotto questo governo.

Landini chiude il suo mandato in Fiom con il rinnovo del contratto dei metalmeccanici il 26 novembre 2016, il primo unitario con Cisl e Uil, dopo due separati. Da corso Trieste, sede dell’ex Flm, a Corso d’Italia, il passo è breve e in Cgil diventa segretario generale.

Sono anni, quelli alla guida della Fiom, che vedono Landini acquistare una sempre maggiore popolarità anche grazie alla sue apparizioni televisive, in felpa o in camicia, ma mai con la cravatta. Anni in cui il sindacalista, che si muove su una linea di pragmatismo e conflitto sui principi, sembra assumere un ruolo più politico di riferimento della sinistra. In Cgil, è il leader della sinistra interna. Dopo un iniziale feeling con il segretario del Pd, Matteo Renzi, diventa il più tenace oppositore del “Jobs Act”. Altra battaglia che culmina con una grande manifestazione a Roma.

A quel punto, i tempi sembrano maturi per un impegno in politica a tempo pieno. Sembra cosa fatta quando Landini nel 2015 lancia ‘Coalizione Sociale‘, un soggetto politico-sindacale che riceve l’appoggio di numerose personalità della sinistra, come Stefano Rodotà, Pancho Pardi, Valentino Parlato, Vittorio Agnoletto, Alfonso Gianni, Gino Strada. E, a causa di questo, i rapporti tra Landini e il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, spesso tesi, subiscono un altro colpo. La Camusso infatti, chiede a Landini di cancellare qualsiasi ambiguità nel rapporto con la politica.

Ma Landini più di una volta dice di non voler fondare un nuovo partito. In molti se lo aspettano. Ma non sarà così. Nel dna dell’ex operaio metalmeccanico c’e’ e rimane il sindacato. E il futuro gli riserva una nuova sfida, quella della segreteria generale. Fino a un anno e mezzo fa nessuno avrebbe scommesso un euro sul fatto che Susanna Camusso avrebbe proposto Maurizio Landini come suo successore alla guida della Cgil.

Lui, il capo della sinistra interna; il leader della Fiom (dal 2010) che non aveva votato per Camusso segretaria e che, dall’opposizione, aveva bocciato le più importanti scelte della Cgil e aveva teorizzato prima la costruzione di una «coalizione sociale», un soggetto politico catalizzatore dei movimenti a sinistra del Pd, e poi aveva simpatizzato con Matteo Renzi benché fosse impegnato in una rottamazione anche ai danni della Cgil. Il sindacalista con la felpa della Fiom che imperversava nei talk show televisivi e che, nella Cgil, portava avanti la rivoluzionaria proposta di eleggere il segretario generale del sindacato con le primarie.

Poi, nel corso del 2016, la svolta. Sull’onda della rottura col governo sul Jobs act e sul referendum costituzionale, condivisa praticamente da tutta la Cgil, Landini si avvicina alla maggioranza guidata da Camusso. Nel novembre del 2016 torna a firmare insieme con Fim-Cisl e Uilm-Uil il contratto di lavoro dei metalmeccanici (non accadeva dal 2008). E nel luglio 2017, su proposta di Camusso, viene eletto col 95% dei voti dell’Assemblea generale nella segreteria nazionale. Da quel momento si capisce che sarà della partita per la segreteria generale.

Dirada le presenze televisive, dismette la felpa Fiom (ma non la maglietta della salute); si accredita presso le altre categorie, lui che ha una carriera tutta trascorsa nei metalmeccanici dopo aver cominciato a lavorare a 15 anni come apprendista saldatore; converge sul documento congressuale della Cgil proposto dalla segreteria Camusso. Che, dopo una consultazione interna, lo propone infine per la segreteria generale. E’ stato visto con la cravatta (rigorosamente rossa) solo una volta, per la firma di un accordo sul rilancio della Whirpool a Palazzo Chigi nel 2015. Ha all’attivo un paio di libri: “Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo” e “Forza Lavoro“. Non è poco.

 

 




Di tutto di più ...

Il vicepremier Luigi Di Maio intervenendo agli Stati generali dell’Ordine dei consulenti del lavoro

Io credo che in Italia possa esserci un nuovo boom economico, come negli anni ’60″. Poco dopo l’intervento, l’Istat ha diffuso i peggiori dati sulla produzione industriale da anni (-2,6%), mentre Standard&Poor’s tagliava le stime per la crescita italiana (da 1% a 0,7%)

L’ex tesoriere della Lega Stefano Stefani risponde così, “ironicamente”, a chi gli chiede come siano stati spesi i 49 milioni di euro contestati

Sono stati spesi perché avevamo un mucchio di puttane in giro, e avevamo sempre l’uccello duro…”

Claudio Baglioni schiera Sanremo coi migranti, e Daniela Santanchè parlamentare di Fratelli d’Italia reagisce così 

Claudio Baglioni ha le mani sporche di sangue come gli scafisti, non è esagerato dirlo” (fonte: Agorà, Rai 3)

Il senatore della Lega Roberto Calderoli è stato condannato a 18 mesi di carcere per gli insulti razzisti che rivolse nel luglio del 2013 all’allora ministro alle Pari opportunità Cécile Kyenge.

Calderoli è stato condannato per diffamazione con l’aggravante del razzismo per aver paragonato l’ex ministro a un orango nel corso di un comizio a Treviglio, vicino Milano. Ecco cosa disse: “Ogni tanto smanettando con Internet, apro “il governo italiano”, e cazzo cosa mi viene fuori? La Kyenge. Io resto secco. Io sono anche un amante degli ANIMALI eh, per l’amor del cielo. Ho avuto le tigri, gli orsi, le scimmie, e tutto il resto. I lupi anche c’ho avuto. Però quando vedo uscire… delle sembianze di ORANGHI io resto ancora sconvolto” (fonte: Il Post)

Anno di grazia 2015: ecco cosa diceva l’allora eurodeputato e leader leghista Matteo Salvini, intervistato da Panorama, sui più scottanti casi di cronaca di quegli anni. In questi giorni, l’estrema spettacolarizzazione dell’arresto di Cesare Battisti, sui social come in aeroporto, con il ministro dell’Interno protagonista assoluto 

“Io non sopporto la spettacolarizzazione. Chiederei agli inquirenti, agli avvocati, ai magistrati, di fare tutto nel massimo riserbo e nel massimo silenzio. Non dovrebbe trapelare nessuna notizia, fino al processo non dovrebbe uscire nulla sui giornali. Non bisogna mai esibire un catturato. Se devi portare via uno, lo porti via di nascosto, la notte” (fonte: Twitter – via @giannigipi)

Matteo Salvini su Twitter

Oggi è proprio un bel giorno, un giorno da… tiramisù! Alla faccia degli assassini comunisti e dei loro amici e protettori” (in allegato, foto di tiramisù)

Giorgia Meloni interrogativo social della leader di Fratelli d’Italia

Oggi compio 42 anni. Secondo voi come li porto?

Il senatore Pd Matteo Renzi partecipa alla #tenyearchallenge e pubblica una foto del 2009 

Dieci anni fa eravamo ad aspettare i risultati delle primarie per il Comune di Firenze. Nardella aveva ancora il pizzetto e Lotti aveva ancora i capelli. Per il resto siamo più o meno gli stessi” (fonte: Instagram)

Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio in prima pagina

Se c’è qualcuno che ha sempre divulgato la scienza, le nuove tecnologie, la ricerca più avanzata, portando fior di luminari sui palchi dei suoi show o consultandoli per scriverne i testi, è proprio Grillo” (indimenticabili i deliri del comico genovese su vaccini, Aids, cancro, Xylella. Per non parlare di quella volta che arrivò a definire Rita Levi Montalcini, premio Nobel  “vecchia putt…”)

Dopo la firma di Beppe Grillo sul manifesto per la Scienza promosso da Guido Silvestri e Roberto Burioni, il quotidiano La Repubblica intervista il consigliere 5 Stelle Davide Barillari vicino ai No-Vax

Io non sono uno scienziato, ma devo fare scelte politiche” (…). Lei crede che i vaccini causino l’autismo? Circostanza smentita da numerosi studi scientifici? “L’autismo sta aumentando in maniera esponenziale, sulle cause bisogna lavorare molto“. Non mi ha risposto. Crede che sia causato dai vaccini? “Non posso escluderlo. (…)

Il senatore M5s Elio Lannutti commenta live l’ultima puntata di Di Martedì 

#LaSetta: Bersani, Giannini, Damilano ed il vespino Floris ossessionati da Di Maio, non si rassegnano alle figure meschine” (fonte: La7)

Il clamoroso annuncio di Silvio Berlusconi  diramato via social

In diretta dalla Sardegna, vi annuncio che ho deciso di presentarmi alle #Europee per portare la mia voce in un’Europa che va cambiata. Il #centrodestra unito è vincente: con i suoi valori e le sue idealità, è il futuro dell’Italia, dell’Europa e del mondo

Chiesa a Venezia, Il messaggio, abbinato alla foto di una bara trasportata lungo la navata da sei persone, che il parroco di San Giorgio al Tagliamento (provincia di Venezia) ha scelto per incentivare i fedeli 

Vieni a messa…non aspettare che ti portino gli altri” (fonte: Corriere del Veneto)

20 anni senza Fabrizio De Andrè: il vicepremier Matteo Salvini lo ricorda così  

Ciao Fabrizio, grazie poeta! ‘All’ombra dell’ultimo sole si era assopito un pescatore…'”. Risponde @AUniversale: “‘Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno / Non si guardò neppure intorno / Ma versò il vino spezzò il pane / Per chi diceva ho sete ho fame’ – A occhio nun c’hai capito un cazzo” (fonte: Twitter )

Il vicepremier Luigi Di Maio in Sardegna, a ridosso delle elezioni regionali, parlando del pastore e onorevole 5 Stelle Luciano Cadeddu 

Non scorderò mai la prima volta in cui ci siamo sentiti, a telefono mi ha risposto ‘scusami, sto mungendo una capra’, ed io ho pensato: questa è una persona che si deve assolutamente candidare con noi” (fonte: Piazzapulita, La7)

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede risponde così alla pioggia di critiche ricevuta sul video trash-trionfalistico postato sui suoi canali per documentare le fasi del rientro in Italia di Cesare Battisti 

“Nessun video-spot, era solo un video per onorare il lavoro della Polizia penitenziaria. In tutta questa vicenda ho sempre avuto un approccio inequivocabile” (fonte: Repubblica.tv)

In un plico di 6 pagine, dimenticato su un divano di Montecitorio e pubblicato da Repubblica, ecco il prontuario per le dichiarazioni dei parlamentari 5 Stelle, della serie “ecco cosa potete dire”. Sentita sul tema la deputata M5s Anna Macina ha così risposto

Anche Forza Italia distribuiva kit comunicativi, non mi sembra disdicevole. Vi ricordo che siamo menti pensanti. All’interno della Camera ci sono talmente tante competenze che lo spunto comunicativo non fa danno alla nostra identità” (fonte: Tagadà, La7)

Il fondatore 5 Stelle Beppe Grillo fischiato ad Oxford: entra in scena bendato con un drappo nero, ne esce tra le contestazioni, in particolare su vaccini e democrazia interna 

“Finisce tra le contestazioni degli studenti la performance di Beppe Grillo alla Oxford Union, la storica società di dibattiti legata all’ateneo britannico: un coro di ‘buu!’ saluta la fine dell’esibizione, c’è chi grida ‘buffone!’, ‘mettiamo fine a questa farsa!’ mentre lui tenta di sdrammatizzare mormorando ‘non siete cortesi…’” (fonte: Corriere della Sera)

Una vicenda accaduta a Lele Mora lo scorso maggio a Milano, e riportata in queste ore dal Corriere della Sera 

Lele Mora si è recato in un campo nomadi insieme a un pluripregiudicato con 40 mila euro in contanti per acquistare una partita di champagne ed è stato rapinato” (fonte: Ansa)

”Augurò lo stupro a Laura Boldrini: condannato sindaco della Lega Camiciottoli”. Ed il viceministro Edoardo Rixi a chi muove solidarietà?

Solidarietà a Matteo Camiciottoli, sindaco della Lega a Pontinvrea, oggi condannato nel processo con la Boldrini (quella delle ‘risorse’ che ci pagano la pensione, ricordate?). Forza sindaco! Il lavoro che fai ogni giorno per i tuoi concittadini dimostra che persona per bene sei, più di mille sentenze di qualsiasi tribunale“. Ma cosa postò il sindaco leghista? Commentando sui social gli stupri avvenuti in spiaggia a Rimini nell’estate 2017, scrisse che gli arrestati “dovevano essere mandati ai domiciliari a casa della Boldrini, magari le mettono il sorriso” (fonte: Corriere della Sera )

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, gli artisti, la critica. Funziona così:

9 gennaio: “Baglioni? Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo“. Una settimana dopo, 16 gennaio: “‘Bloccare l’immigrazione è di destra? No, è sacrosanto’. Sono convinto che quelle di Lorella Cuccarini siano parole di buonsenso in cui si riconosce la grande maggioranza degli italiani. Applausi” (fonte: Twitter)

La cantante Lorella Cuccarini intervistata a tutto campo 

La differenza non è più tra destra e sinistra ma tra chi pensa agli elettori e chi alle élite e alla finanza. Ci ritroviamo intrappolati nel pensiero unico, che ha un disegno dietro (…). Abbiamo un tasso di disoccupazione altissimo, e mi dite che bloccare l’immigrazione è di destra? È sacrosanto (…). Sarebbe bello che il Papa si esprimesse anche su altre situazioni, oltre che sui migranti. Ci sono rimasta male quando ha detto ‘meglio atei e buoni, che cristiani e odiatori’. Bisogna distinguere buoni e buonisti: i cattolici devono essere buoni, ma devono difendere i propri figli“. E sulle donne? “Mai stata femminista. Le donne la credibilità devono guadagnarla sul campo. Dobbiamo accettare il fatto che uomini e donne sono diversi, seppur complementari. Se ci sono più uomini ai vertici è perché sono più predisposti” ( fonte: Oggi )

La replica della showgirl Heater Parisi 

Ci sono, in ordine rigorosamente di importanza, ballerine d’étoile, ballerine soliste e ballerine di fila e, da oggi, anche ballerine sovraniste. O forse no, solo sovraniste. H* #heatherparisi #sovranismo” (fonte: Twitter )

La frase che avrebbe pronunciato Nicola Di Matteo, nuovo amministratore delegato del Teramo Calcio, a margine della sua presentazione ufficiale allo stadio 

“La camorra è una scelta di vita, io ho sempre rispettato loro, loro hanno rispettato me” (fonte: Repubblica Sport)

La vena poetica del senatore 5 Stelle Gabriele Lanzi  

Sempre avanti Di Battista / Cura bene il MoVimento / In Europa è dunque in vista / Un deciso Cambiamento! / Proprio a Maggio, il 26 / Corri dunque svelto ai seggi / Fai sapere che ci sei / E il governo ben sorreggi! – Lanzi Gabriele Stornellatore a 5 stelle” (fonte: Twitter)

Il giornalista Mediaset Mario Giordano, fan della ruspa salviniana  

Per Natale ho ricevuto in regalo da mia figlia e dal suo fidanzato una piccola ruspa telecomandata. La mando avanti e indietro per l’ufficio gridando ruspa, ruspa, ruspa!” (fonte: La Zanzara su Radio 24)




Pm arrestati: trovata agenda con incontri

Luca Lotti

BARI – E’ stata l’agenda dell’imprenditore Luigi Dagostino e la sua maniacale abitudine di annotare ogni appuntamento (anche con l’ex ministro Luca Lotti, con l’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini e con Tiziano Renzi, papà dell’ex premier Matteo) ed il pagamento di tangenti,  che hanno consentito ai magistrati di Lecce di trovare le conferme alle ipotesi accusatorie emerse nel corso delle  indagini che ieri hanno portato all’arresto del giudice del Tribunale di Roma Antonio Savasta e e del pubblico ministero Michele Nardi in servizio presso la Procura di Roma, i quali all’epoca dei fatti erano entrambi in servizio presso il palazzo di giustizia di Trani.

Un ’organizzazione in cui ognuno ha il suo compito, secondo ricostruzione fatta dal procuratore di Lecce Leonardo Leone De Castris e dal pm Roberta Licci: “Nardi è colui che stabilisce le regole organizzative dell’associazione e la ripartizione dei profitti”, “crea i contatti, acquisisce informazioni”; Savasta, “in virtù delle sue funzioni presso la Procura di Trani, concretamente ha il potere di intervenire ed agisce attivando le più disparate iniziative giudiziarie”Vincenzo Di Chiaro, ispettore presso il commissariato di Corato, “ha il compito di predisporre false relazioni di servizio e comunicazioni di reato, tutte puntualmente ‘canalizzate’ in modo tale da farle pervenire direttamente a Savasta” ed è il punto di collegamento tra quest’ultimo e D’Introno.

L’avvocato Simona Cuomo, nella sua veste di avvocato, “fornisce copertura giuridica alle iniziative concordate”, costruendo anche false denunce, ed è proprio sulla base di questa architettura delinquenziale ed associativa che si sarebbe configurata più volte la svendita della funzione giudiziaria, un “asservimento, e la circostanza rende se possibile ancora più squallida l’intera vicenda, che i due magistrati offrono all’imprenditore D’Introno per risolvere i suoi guaigiudiziari, imprenditore visto quale una ‘gallina dalle uova d’oro’ a cui spillare denaro e altre utilità in ogni possibile occasione”  scrive il gip .

Sull’incontro, come scrive il gip, Lotti venne ascoltato dai pm di Firenze il 16 aprile 2018. “Nonostante gli scarsi ricordi di Luca Lotti in merito all’incontro segnato sull’agenda di Dagostino del 17 giugno 2015“, si legge nell’ordinanza, Lottirammentava comunque di aver incontrato il pm Savasta“.

Nel corso di una perquisizione della Guardia di Finanza nei confronti di Dagostino, accusato di corruzione in atti giudiziari, gli investigatori hanno sequestrato due agende, del 2015 e del 2016, nelle quali l’imprenditore aveva annotato con dovizia di particolari incontri e viaggi, cene e somme di denaro associate a nomi.

È proprio dall’analisi dell’agenda, i cui dettagli sono stati poi incrociati con l’esito delle intercettazioni e le dichiarazioni rese durante le indagini, che gli inquirenti ricostruiscono l’incontro a Palazzo Chigi avvenuto nel giugno 2015 tra Dagostino, il commercialista Roberto Franzè, Savasta e Lotti ed i rapporti dello stesso Dagostino con Tiziano Renzi, che nel luglio e nel settembre dello stesso anno si recava in Puglia in sua compagnia per riunioni e cene.

Il pm Savasta (a lato nella foto) avrebbe chiesto e ottenuto da Dagostino l’incontro con Lotti per cercare di avere un incarico a Roma ed allontanarsi così dalla Procura di Trani, in quanto era coinvolto in procedimenti penali e disciplinari al Csm.

Quest’ultima circostanza è stata documentata anche da Giovanni Legnini allora vicepresidente del Csm il quale, ascoltato come testimone dalla Procura di Firenze nell’aprile 2018, annota il gip nella sue 862 pagine dell’ordinanza, ha anche “prodotto una stampa dei vari procedimenti disciplinari a carico di Antonio Savasta, alcuni dei quali già pendenti dal 2015″, .

L’ avvocato abruzzese Giovanni Legnini, ex senatore del Pd,  è candidato alla presidenza per il centrosinistra alle elezioni regionali del prossimo 10 febbraio (quindi in piena campagna elettorale) compare nelle carte delle indagini ma non è indagato.

Giovanni Legnini

Dalle indagini emerge, infatti, che “già nel corso del 2015 Savasta si attiva per costruirsi appoggi strumentali ad alternative professionali avvalendosi proprio di Dagostino e dei suoi importanti contatti anche in contesti istituzionali“. Nello  stesso tempo, però, Savasta indaga su Dagostino per un giro di fatture false, ma per ricambiare il favore non esercita l’azione penale nei confronti dell’imprenditore.

Quando Savasta viene trasferito a Roma, il procuratore capo di Trani invia per competenza gli atti a Firenze. Gli appuntamenti di Dagostino con imprenditori e politici, continuano nel 2016 come annotato nelle sue agende. Ad una cena del 6 dicembre a casa di un giornalista che era stato in passato responsabile della comunicazione di Legnini, quando questi era sottosegretario del Governo Letta, partecipò lo stesso Legnini nel frattempo diventato vice presidente del Csm e presidente della commissione disciplinare che aveva in carico una serie di procedimenti su Savasta , e che in quelle settimane avrebbe deciso sul trasferimento d’ufficio del magistrato).

Della presenza di Savasta a quella cena, – annota il gip – Legnini non era previamente informato o comunque a conoscenza” della presenza di uno dei due Giudici indagati e del suo amico imprenditore alla cena alla quale l’ ex vicepresidente del Csm era stato invitato. “Se avessi saputo della loro presenza, certamente non sarei andato a quella cena privata con 30 persone a casa di un mio ex collaboratore“, dichiara Legnini in una nota.

I due magistrati Savasta e Nardi sono accusati di aver preso parte ad un’associazione per delinquere finalizzata ad intascare tangenti per insabbiare indagini e pilotare sentenze giudiziarie e tributarie in favore di facoltosi imprenditori. Oltre ai due magistrati è finito in carcere l’ispettore di polizia Vincenzo Di Chiaro, mentre sono stati interdetti dalla professione l’imprenditore Dagostino, ex socio di Tiziano Renzi, e gli avvocati Ruggiero Sfrecola Simona Cuomo (“pupilla” dell’ avvocato Sisto) la quale – secondo la Procura salentina – avrebbe avuto il compito di conferire “veste legale” alle iniziative di D’Introno e dei suoi familiari (anch’essi indagati) nei procedimenti gestiti da Savasta.  .

Dalle indagini era emerso come il pm Nardi (a lato nella foto) fosse capace di sfruttare il proprio ruolo di magistrato, per condizionare in maniera illegale gli esiti delle indagini a suo carico, grazie ad una talpa (non individuata) nel palazzo di giustizia salentino, ma grazie anche ad una rete di rapporti con ambienti esterni ma molto bene informati. Infatti il magistrato barese aveva tentato di intimorire e condizionare il pm Roberta Lecci della Procura di Lecce, titolare del fascicolo d’indagine a suo carico, millantando amicizie ed influenza con dei magistrati leccesi .

Il gip nella sua ordinanza ha evidenziato come Nardi fosse stato capace di creare e falsificare delle documentazioni inesistenti, nel vano tentativo di giustificare i soldi ricevuti illecitamente. E non solo, infatti il magistrato barese era stato persino capace di procurarsi informazioni riservate e coperte dal segreto istruttorio sul procedimento in questione che lo vedeva indagato.

Flavio D’Introno,  imprenditore di Corato (Bari) operante nel settore delle ceramiche, era già stato arrestato nell’ambito dell’ “operazione Fenerator” nel 2007, lo scorso ottobre scorso ha cominciato a collaborare con i Carabinieri di Barletta ai quali ha rivelato tutto. L’imprenditore fa di più  e nell’autunno scorso per conferire maggiore attendibilità alle sue dichiarazioni, inizia  a registrare con lo smartphone i suoi colloqui negli incontri al bar ed altrove. In alcuni momenti  i ruoli addirittura si invertono.

Savasta evidentemente ha fondati seri timori: lo invita a non dire nulla di loro e gli promette 50mila euro per fuggire alle Seychelles. È il “prezzo del silenzio di D’Introno – riporta nell’ordinanza – così come emerge il pieno coinvolgimento anche di Nardi nella strategia finalizzata a comprare il silenzio, provvedendo a fornirgli i mezzi per fuggire dall’Italia e rendersi definitivamente irreperibile”. Lo scorso 18 novembre 2018, Savasta consegna  i primi soldi a titolo di anticipo a D’Introno, perché “diciamo tu ti rendi conto che dovremmo vergognarci di vivere per quello che uscirà fuori di merda”, gli spiega l’ex pm.

“Ho consegnato circa 300mila euro in contanti a Savasta, circa un milione e mezzo di euro, comprensivo di regali materiali, a Nardi”, ha detto D’Introno. Il magistrato Antonio Savasta, a sua volta avrebbe “gestito, su specifico mandato di Nardi, una serie innumerevole di procedimenti artatamente creati e gestiti al fine di favorire il D’Introno sia nel processo Fenerator che in altri procedimenti penali”.

D’Introno microfonato dai Carabinieri , incontrò Savasta il quale, a sua volta, avrebbe reso  dichiarazioni “confessorie” chiamando in correità anche Nardi. E sarebbe stato proprio quest’ultimo a “introdurre il D’Introno a Savasta e a chiedergli di occuparsi delle vicende che riguardavano D’Introno”. Inoltre, l’imprenditore D’ Introno ha più volte sottolineato la conoscenza delle indagini in corso presso la Procura di Lecce da parte di Nardi sin dal gennaio 2016, epoca certamente antecedentemente a quella della notifica dell’avviso di proroga delle indagini avvenuta il 28 settembre 2016.

Flavio D’Introno decisosi a parlare durante gli interrogatori ricostruisce lo “stillicidio” , perché Nardi ci andava giù pesante quando lui non era disponibile: “Disse che se io parlo allora mi doveva far ammazzare da questi dei servizi segreti, tanto lui a Lecce era molto potente, conosceva gip, capo procura, conosceva tutti, disse: ‘Tu sei un morto che cammina se parli’, disse”.

“Quando faccio vedere la tua foto – gli avrebbe detto – faccio uscire a uno e viene qua… io ho i contatti con i servizi segreti. Ho sentito “Inzerrillo” disse su un altro procedimento penale della struttura Gladio. E lo ripete: “Nardi mi ha minacciato di morte dicendosi capace di fare del male sia alla dottoressa Licci  che a me che al luogotenente Santoniccolo per il tramite dei servizi segreti deviati”.

L’imprenditore D’ Introno inizialmente riferisce solo dei suoi rapporti con Nardi, cerca di tener fuori Savasta, in virtù del loro “patto d’onore”. Poi però, si apre e piano piano  delinea i contorni di quella che lui stesso definisce “associazione a delinquere” finalizzata alla corruzione in atti giudiziari.

“Senza contare la capacità di condizionamento del Nardi anche in virtù del suo ruolo di ispettore del ministero di Giustizia”  scrive il gip Giovanni Gallo nell’ordinanza di custodia cautelare ,  circostanze emerse da quanto riferito dal D’Introno negli interrogatori, nonché i rapporti con la massoneria e con i servizi segreti.

In particolare, il magistrato Nardi che era attualmente in servizio pm presso la Procura di Roma avrebbe utilizzato queste sue conoscenze per costringere l’imprenditore D’ Introno a dargli i soldi che chiedeva: “…o mi dai due milioni di euro e vieni assolto o questa è la tua foto… io ho fatto queste indagini grosse al Vaticano… al Gladio… e tu te ne vai…».




Arrestati in Puglia gli ex pm pugliesi Nardi e Savasta ed un poliziotto

ROMA – “Pilotavano” processi e indagini in cambio di denaro. Tanto denaro. E tra le inchieste “sistemate” c’era anche quella a carico di Luigi D’Agostino, imprenditore che per un periodo fu vicino a Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo Renzi.

L’inchiesta condotta dai Carabinieri  è stata coordinata dal procuratore della Repubblica di Lecce, Leonardo Leone de Castris e dalla pm Roberta Lucci  L’ordinanza  è stata firmata dal gip del Tribunale di Lecce dr. Giovanni Gallo.

I fatti contestati vanno dal 2014 al 2018, ma per i pm ce ne sono altri documentati fino a dieci anni fa, ormai prescritti. I due magistrati erano in servizio a Trani in quel periodo. Ora Savasta è giudice del Tribunale di Roma, mentre Nardi è pm a Roma ed in precedenza gip a Trani e magistrato all’ispettorato del Ministero della Giustizia.

Sulla base di queste accuse sono finiti in carcere su disposizione della magistratura salentina Antonio Savasta e Michele Nardi, magistrati che sono stati in sevizio  (il primo come pm ed il secondo come Gip) alla Procura di Trani eddd attualmente lavorano a Roma, il primo come giudice e il secondo come sostituto procuratore, ma anche un ispettore di polizia Vincenzo Di Chiaro,  in servizio al commissariato di P.S. di Corato in provincia di Bari

Secondo quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare il magistrato Nardi , ha ricevuto un viaggio a Dubai da 10mila euro dall’imprenditore indagato Flavio D’Introno , quindi la ristrutturazione di una casa a Roma costata  circa 120/130mila euro tra pavimentazione e pitturazione.

Il tutto, ricostruiscono i pm, “sia quale prezzo della propria mediazione che con il pretesto di dover comprare il favore dei giudici” in un processo presso il Tribunale di Trani in cui D’Introno era imputato e al termine del quale venne comunque condannato. Nardi ricevette successivamente da D’Introno anche somme di denaro e un orologio Rolex Daytona, per cercare di aggiustare il successivo processo d’Appello.

Consegnati anche due diamanti da un carato ciascuno dal valore di 27mila euro per intervenire sul giudizio di Cassazione dopo che la Corte di secondo grado di Bari aveva comunque condannato D’Introno a cinque anni e nove mesi.

Per gli avvocati Simona Cuomo (Foro di Bari) e Ruggiero Sfrecola (rispettivamente del Foro di  Trani) è stata disposta l’interdizione dall’esercizio della professione per un anno mentre all’imprenditore barlettano D’Agostino è stato notificato un divieto di esercizio dell’attività imprenditoriale e degli uffici direttivi delle imprese per un anno.

Di Chiaro l’ispettore di polizia arrestato, secondo le accusa si sarebbe messo “al servizio dell’imprenditore coratino Flavio D’Introno (tra gli indagati) – a quanto viene riferito – quale momento indispensabile di collegamento con il magistrato Savasta per il complessivo inquinamento dell’attività investigativa e processuale da quest’ultimo posta in essere“.

La Procura di Lecce ha anche chiesto e ottenuto il sequestro di beni e conti corrente per un valore proporzionale a quello oggetto della corruzione. Nello specifico 489mila euro per Savasta; 672mila per Nardi, a cui sono stati posti sotto sequestro anche diamanti e un Daytona d’oro; 436mila per Di Chiaro ed analoga  cifra per Cuomo e  Di Chiaro; 53mila per D’Agostino e Sfrecola.  Il valore dei beni sequestrati supera complessivamente i due milioni di euro.

Nell’inchiesta con un ruolo seppure più marginale, è coinvolto anche l’imprenditore Dagostino, socio di Tiziano Renzi e della moglie nella società Party Srl, chiusa dopo due anni a causa – secondo quanto affermato in una nota dai diretti interessati – “di una campagna di stampa avversa”. Dagostino era stato arrestato nel giugno scorso a Firenze e la Procura toscana ha poi trasferito una parte del fascicolo a Lecce, competente sui magistrati del distretto di Corte d’Appello di Bari.

L’imprenditore, di origini barlettane, era stato indagato a Trani da Savasta per false fatturazioni relative alle sue imprese.. L’allora pm, secondo l’accusa dei magistrati salentini, lo avrebbe favorito evitando di fare “i dovuti approfondimenti sul suo conto” in cambio di denaro: tangenti, scrive il gip nell’ordinanza, da 20mila 25mila euro. Per Dagostino, per cui i pm avevano chiesto i domiciliari, è stato disposto il divieto temporaneo di esercizio dell’attività imprenditoriale e di esercizio degli uffici direttivi per un anno.

nella foto la Presidenza del Consiglio

Per far ottenere un incarico a Roma al magistrato tranese Antonio Savasta, all’epoca dei fatti sottoposto a diversi procedimenti penali e alla richiesta di trasferimento d’ufficio, l’imprenditore fiorentino Luigi D’Agostino – secondo la Procura di Lecce – procurò a Savasta un incontro a Palazzo Chigi, con l’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti. Questo incontro, che Savasta sollecitò a Dagostino tramite l’avvocato Ruggiero Sfrecola, avvenne il 17 giugno 2015.

È quanto scritto nel provvedimento cautelare che ha portato all’arresto dei magistrati Antonio Savasta e Michele Nardi. All’epoca Savasta indagava su Dagostino per un giro di presunte fatture false. Per questo fatto, Savasta , Sfrecola e D’Agostino sono indagati per corruzione in atti giudiziari. Tutti e tre parteciparono all’incontro con Lotti.

Secondo l’accusa i magistrati avrebbero garantito esiti processuali positivi in diverse vicende giudiziarie e tributarie in favore degli imprenditori coinvolti in cambio di ingenti somme di danaro e, in alcuni casi, di gioielli e diamanti. Gli imprenditori avrebbero pagato per i favori ricevuti e gli avvocati avrebbero svolto il ruolo di intermediari e facilitatori.

In una nota il procuratore di Lecce Leone de Castris ha spiegato che “Il ricorso alla misura cautelare si è reso indispensabile tenuto conto del concreto pericolo di reiterazione di condotte criminose e del gravissimo, documentato e attuale rischio di inquinamento probatorio“. La Procura salentina ha indagato sulla vicenda in base all’articolo 11 del Codice di procedura penale poiché si tratta di reati commessi da magistrati in servizio nel distretto della Corte d’appello di Bari, su cui è competente la magistratura salentina.




Scontro in diretta tra Marco Travaglio e Lilli Gruber che ordina alla regia : "Toglietegli l’audio"

ROMA – A qualcuno è sembrato di assistere ad uno dei soliti scherzi del programma radiofonico ” Il rosario della sera” condotto da Fiorello su Radio Deejay, ed invece ieri sera era tutto vero, in onda su La7 nel corso di una puntata ad alta tensione politica di Otto e mezzo su La7, ospiti in studio il senatore  Matteo Richetti (Pd) ,  la sondaggista di fiducia di Berlusconi  Alessandra Ghisleri ricercatrice dell’istituto Euromedia Research, e l’immancabile Marco Travaglio direttore del Fatto Quotidiano.

 

Vedere sclerare la conduttrice Lilli Gruber di solito “zucchero e miele” con Travaglio, agitarsi in diretta e chiedere alla regia di “spegnerlo” dicendo: “Toglietegli l’audio, toglietegli l’audio, Marco, uno alla volta”   è una di quelle scene che passano alla storia, per le risate degli spettatori. La nota freddezza della Gruber è esplosa mentre il direttore del Fatto Quotidiano cercava di “bastonare” il deputato renziano “doc” Matteo Richetti che difendeva e rivendicava la politica del Pd, riversando una marea di accuse di incoerenza ed inattendibilità politica del vicepremier Luigi Di Maio e il governo Lega-M5S.

La conduttrice ha ammonito più volte Travaglio “reo” di aver esagerato,  alzando i toni contro il deputato del Pd. Il direttore del Fatto Quotidiano ancora una volta difendeva il governo nel suo insieme, in tema di migranti e di pensioni, rinfacciando le politiche economiche fallimentare dei governi Renzi e Gentiloni.  accalorandosi nei toni . La  Gruber lo ha invitato alla calma ammonendolo una seconda volta dicendogli “ti tolgo l’audio”. Inutilmente. Marco Travaglio con la sua nota arroganza e spocchia ha continuato ad urlare davanti alle telecamere.

A questo punto la conduttrice ha messo le cose in chiaro: “Io ti tolgo l’audio se non concludi, è chiaro?“. Travaglio maleducatamente ha continuato come se niente fosse ed a questo punto la stessa Gruber ha preso la giusta decisione dando l’ordine di togliere l’audio al direttore del Fatto in diretta. E così finalmente Marco Travaglio è stato  “silenziato” ed ha smesso di urlare .  L’episodio ha fatto notizia,  ed in molti hanno segnalato e commentato sui social le scintille tra la conduttrice e il giornalista.

Ci sarà un seguito nelle prossime puntate ? O Travaglio farà l’offeso e non si presenterà più rinunciando al lauto ingaggio con cui viene pagato per la sua partecipazione televisiva. Ne dubitiamo fortemente. Il giornalista deve fare “cassa” per pagare le condanne economiche ricevute dal padre di Matteo Renzi.




Di tutto di più....

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si selfa sorridente con la propria colazione. Poche ore prima, una forte scossa di terremoto a Catania e l’omicidio del fratello di un collaboratore di giustizia a Pesaro

Il mio Santo Stefano comincia con pane e Nutella , il vostro???

L’analisi gastronomica della ministra della Salute Giulia Grillo ha sollevato un inaspettato polverone mediatico 

Preferisco il panettone tutta la vita, perché il pandoro, diciamolo, è senz’anima. Un po’ come il Pd, senza sostanza, che quando lo mangi ti rimane un po’ pesante… Il panettone invece è più simile al M5S, più saporito” (Fonte: Un Giorno da Pecora, Rai Radio 1)

Il senatore Pd Matteo Renzi ieri, oggi e domani

Matteo Renzi 2016, da premier: “Intendo assumermi precise responsabilità. È un gesto di coraggio e dignità. Se perdo il referendum io non solo vado a casa, ma smetto di far politica”; “Se mi va male vado via subito e non mi vedete più“; “Se io perdo, con che faccia rimango? Ma non è che vado a casa, smetto proprio di fare politica“. Matteo Renzi 2019, intervistato da: “Quando ho perso il referendum ho fatto la scelta di lasciare il governo ma restare in campo“; “ho certamente avuto un ruolo, e forse lo riavrò, vedremo“; “perché io, in fondo, al governo ci posso ANCHE TORNARE: sono molto fiero, felice e contento delle cose che ho fatto” (FonteOggi)

Conferenza stampa di fine anno: il premier Giuseppe Conte difende il blocco dell’indicizzazione per gli assegni sopra i 1.500 euro lordi, con queste parole

Oggi i pensionati scendono in campo, ma il taglio è quasi impercettibile, parliamo di qualche euro al mese… detto sinceramente, forse non se ne accorgerebbe nemmeno l’AVARO DI MOLIERE

Contro-discorso di Capodanno, su Facebook, in perfetta contemporaneità con il messaggio di fine anno di Mattarella. Il volto di Beppe Grillo fondatore 5 Stelle appare su un iPad piazzato sopra il corpo di un culturista

Sono ormai a livelli oltre la perfezione. Non sono neanche più l’Elevato. Non so neanche che anno sia. Io ragiono per secoli, ormai ho diviso la mia mente dal mio corpo. Il mio corpo lo potete vedere, è un sogno, e i sogni saranno la battaglia che dovremo fare nel prossimo secolo. Non so cosa sto dicendo, sto cercando di connettere…

Il sottosegretario agli Affari Europei Luciano Barra Caracciolo del governo M5s-Lega ed il tweet dell’anno

I Criceti di Satana col loro globalismo irenico promuovono il tribalismo malthusiano omicida mirando a pulizie etniche su scala mondiale per assecondare i bisogni edonistici di elite sociopatiche

J-Ax vs. Salvini

Il rapper: “Sogno un mondo senza Salvini“. Il ministro dell’Interno: “Sogni un mondo senza di me? A te doppio bacione!” . E J-Ax: “Grazie per i baci, ma preferirei che restituissi i 49 milioni di euro che la Lega ha rubato agli italiani. Bacini spalmati di crema al cioccolato “(Fonte: Twitter )

Il messaggio “contro i privilegiati” del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, dalle piste della Val di Fassa, assieme a Di Battista

Fate sempre le cose che vi rendono felici” (Fonte diretta Facebook )

Alessandro Di Battista scrive Il Fatto Quotidiano… è un bel inviato!

Alessandro Di Battista è tornato in pista. Nella fattispecie, una pista da sci delle Dolomiti. Il Capodanno dei Cinque Stelle è tutto nell’abbraccio tra i due gemelli diversi del Movimento: dopo il lungo peregrinare mesoamericano Di Battista rientra a fianco di Luigi Di Maio. Prima in una fotografia con in mezzo il figlio piccolo Andrea, poi in un video sulla neve. (…) Nel futuro prossimo dell’ex deputato pentastellato non c’è ancora la politica romana (o continentale), ma un altro viaggio molto lontano dai palazzi: Di Battista andrà in Congo. Nei suoi progetti ci sono nuovi reportage, stavolta dall’Africa, forse anche un libro e un tour teatrale (…)

Varie da Twitter

Vittorio Feltri, direttore di Libero: “Povero Congo, dopo il virus Ebola, gli tocca pure Di Battista“. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri pubblica la foto di Di Maio e Di Battista sulle piste con la seguente scritta cubitale: “SCI MUNITI”. E Guido Crosetto parlamentare Fdi : “Volevo fare anch’io un video contro la casta ma non trovo più la sacca di mazze da golf. Non ho nemmeno voglia di tirare fuori il cavallo dalla stalla e vestirmi da polo...”

La proverbiale linearità del vicepremier Luigi Di Maio 

Il presidente Mattarella, dal punto di vista della garanzia costituzionale, come sempre è stato fondamentale. In questi mesi è stato anche un po’ l’ANGELO CUSTODE di questo governo“. Ricordiamo che lo scorso maggio Luigi Di Maio voleva mettere il presidente Sergio Mattarella in stato d’accusa per “ALTO TRADIMENTO” ed “ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE” (FonteAgorà, Rai 3)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nelle consuete telefonate di auguri del 25 dicembre dal salotto della Casa Bianca, rivolgendosi ad una bimba di 7 anni

Credi davvero ancora a Babbo Natale? A quell’età oramai è marginale, cosa da poco conto“. “Certo che ci credo!“, la risposta della piccola.

Il trattato geopolitico dell’esponente grillino Alessandro Di Battista, sui socialnetwork

In politica estera Trump si sta comportando MEGLIO di tutti i presidenti Usa precedenti, incluso quel GOLPISTA di Obama” (Fonte diretta Facebook )

Dal Blog delle Stelle, il sito del Movimento 5 Stelle post di fine anno, della serie “uno vale uno”, viva la “democrazia interna” e la “Costituzione più bella del mondo

 Gregorio De Falco: Espulsione – Saverio De Bonis: Espulsione – Giulia Moi: Espulsione 
– Marco Valli: Espulsione – Lello Ciampolillo: Richiamo. Nei confronti di Matteo Mantero e di Virginia La Mura i procedimenti disciplinari sono stati archiviati. Nei confronti di Elena Fattori e Paola Nugnes i procedimenti disciplinari sono ancora pendenti“,

La parlamentare Daniela Santanchè (Fdi)  si mostra tutta agghindata sulle nevi di Courma, stile Serbelloni Mazzanti, uno shop online di abiti di lusso si complimenta e…

Bellissima foto, complimenti: se ti va dai un’occhiata al nostro shop online, grazie”. E la Santanchè: “Avete cose bellissime, ma gli sconti li fate anche sulle borse Chanel?” (Fonte Instagram )

Il parlamentare Matteo Dall’Osso appena passato dai 5 Stelle a Forza Italia 

Dall’Osso ha lanciato invettive durissime contro gli ex compagni di partito e il governo, reo, a suo dire, di averlo “usato, diffamato, trattato come un disabile e offeso“. Che effetto le ha fatto incontrare Berlusconi? “È una persona anziana più arzilla e vispa di me. E anche di Di Maio. Qualcuno in Forza Italia sta facendo ‘campagna acquisti’ nei 5 Stelle? “Ovviamente no. Al diavolo non si vende, al diavolo si regala, come dice Vasco Rossi”. Il numero dei delusi è abbastanza alto da far saltare la maggioranza in senato? “Questo non lo dico ora. Bisogna rovinargli le feste…“. Secondo Berlusconi il governo cadrà entro il 15 gennaio. “Lasciamoli fare anche oltre: le bombe quando esplodono esplodono…” (Fonte: Un Giorno da Pecora, Rai Radio 1)

Il tragico tweet del deputato Stefano Fassina di Liberi e Uguali

Cari Presidenti @borghi_claudio e @AlbertoBagnai confesso delusione e rabbia: ho messo la faccia e ricevuto insulti da mie fila per sostegno a Piano Savona e manovra espansiva. Con la resa di @matteosalvinimi e @luigidimaio arretriamo anche rispetto ai Governi Pd

L’ex ministro Carlo Calenda e lo stato di salute del Pd  

Conversazione all’alba con Minniti anche lui colpito da ernia del disco. Abbiamo amaramente concluso che è l’effetto diretto dello sforzo di fare qualcosa per risollevare il Pd. #erniapd”  (Fonte Twitter )

Il deputato Pd Emanuele Fiano ed il lancio della finanziaria 

Fiano lancia il testo della manovra, colpito Garavaglia. Durante la protesta delle opposizioni alla Camera, nel corso della discussione sulla manovra in Aula, il deputato Fiano ha lanciato tra i banchi il testo della legge, colpendo il sottosegretario Massimo Garavaglia. “Mi scuso, non era mia intenzione” (Fonte Adnkronos )

Vincenzo De Luca presidente Pd di Regione Campania sul caso del pronto soccorso di Napoli chiuso per la presenza di imenotteri: scatta il “complotto della formica” 

Non mi risulta, ho visto le immagini di un cestino con le formiche. Credo che l’Asl Napoli 1 farà un esposto alla Procura per venire a capo di episodi più che sospetti. Come lei sa, esperta zoologa, le formiche d’inverno stanno al riparo sottoterra. Bene che l’Asl cominci a mobilitare i carabinieri e la procura, perché qui le formiche non esistono, esistono altre cose…”  (Fonte:  Repubblica Tv)

L’attore Massimo Boldi sui socialnetwork

DISPACCIO PER LA COMUNITA’. Milioni di uomini in tutto il mondo usano il VIAGRA. Durante una intervista radiofonica con Giuseppe Cruciani ho ammesso di farne uso pure io. Ebbene non è esatto. Io uso il LEVITRA. Il VIAGRA ” acqua fresca”  (Fonte Twitter )

La cantante Cristina D’Avena pubblica sui social una foto con Rocco Siffredi e cinguetta

Puffa di qua… Puffa di là… Gli auguri con Rocco eccoli qua… Uno scoppiettante 2019 a tutti! “

Comunicato di Mario Adinolfi del Popolo della Famiglia Piemonte

IL POPOLO DELLA FAMIGLIA CHIEDE RIMOZIONE DEL BACIO GAY DA RAIUNO.Appello al presidente Foa: è questa la Rai del cambiamento nel 2019?“. Il Popolo della Famiglia Piemonte chiede “che sia rimosso dalla programmazione del prossimo 4 gennaio un film di prima serata su Raiuno con lungo e insistito bacio tra uomini. Il film si intitola “Wine to Love”. Non siamo sessuofobici ma crediamo che la bellezza del sesso viva di intimità, pudore, nascondimento persino. E soprattutto non vogliamo essere costretti dalla tv a imbatterci in temi delicati per i nostri bimbi, che necessitano i tempi e i modi che ogni famiglia ritiene di dover adottare, senza farseli dettare dalle marchette tra Rai Cinema e la nota lobby

Nella comicità i tempi sono tutto. Anche per  Virginia Raggi 

Virginia Raggi ha scelto il giorno sbagliato per scrivere che ‘il vento è cambiato‘”, la sindaca 5 Stelle “lo ha scritto su Twitter parlando di Ostia, mentre Roma era avvolta da una grande nube di fumo maleodorante, causata da un incendio in un enorme deposito di rifiuti” (Fonte il Post )

L’onorevole Vittorio Sgarbi e lo spirito natalizio 

Le tombolate? Solo la parola mi fa cacare, le tombolate ve le mettete voi nel culo” (Fonte: I Lunatici, Rai Radio 2)

Michela Vittoria Brambilla, onorevole forzista, leader del Movimento Animalista, vanta un tasso record di assenteismo parlamentare del 99,4%. 

Ho 13 cani, 33 gatti, 2 cavalli, 2 minipony, 7 capre, 3 pecore, 2 daini, 3 papere, 200 piccioni. Se i cani potessero votare, io sarei Presidente del Consiglio“(Fonte: Hashtag24 – SkyTg24)




Inchiesta Consip, chiesto rinvio a giudizio per 7 persone

ROMA – La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta Consip, fra i quali l’ex ministro dello Sport, Luca Lotti; l’ex comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette; il comandante della Legione Toscana dei Carabinieri, Emanuele Saltalamacchia; e di Gianpaolo Scafarto ex-ufficiale dei Carabinieri del Noe ed oggi assessore alla Sicurezza di Castellammare di Stabia,  accusato di aver “truccato e depistato” l’inchiesta al fine di “incastrare” Tiziano Renzi, papà dell’ex segretario del Pd, ed ora senatore, Matteo Renzi.

Proprio per Tiziano Renzi il procuratore Giuseppe Pignatone, l’aggiunto Paolo Ielo e il pm Mario Palazzi hanno chiesto l’archiviazione perché “a prescindere dalla sua inverosimile ricostruzione dei fatti (…) non vi sono elementi per sostenere un suo contributo nel reato” di traffico illecito di influenze.

Sul traffico di influenze illecite che coinvolgeva Tiziano Renzi rischia il processo anche il faccendiere di Scandicci, Carlo Russo il quale secondo la procura romana  avrebbe “abusato del cognome di Renzi” mentre parlava al telefono  di appalti e mazzette con l’imprenditore Alfredo Romeo . Russo per questo motivo viene accusato di millantato credito. L’ex ministro Lotti, il generale Saltalamacchia, e Filippo Vannoni l’ex presidente di Publiacqua Firenze, vengono invece accusati di favoreggiamento.

Luca Lotti

L’iscrizione di Lotti sul registro degli indagati risale al 21 dicembre del 2016, il giorno dopo l’audizione, davanti ai pm di Napoli, John Woodcock e Celeste Carrano, nella quale l’ex ad di Consip Luigi Marroni, il grande accusatore dell’inchiesta, aveva ammesso di aver saputo dall’allora ministro dell’indagine in corso sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione. Il fascicolo passò subito a Roma per competenza e il 27 dicembre Lotti si presentò a Piazzale Clodio per essere sentito dagli inquirenti.

Il generale Del Sette è accusato di rivelazione del segreto istruttorio. L’ex presidente Consip, Luigi Ferrara, è accusato invece di false informazioni ai pm per aver mentito durante un’audizione. Ad incastrarli la testimonianza , secondo i magistrati, di Luigi Marroni, l’ ex amministratore delegato  della Centrale acquisti della pubblica amministrazione che ha ammesso di aver fatto rimuovere le cimici dagli uffici della Consipperché ho appreso in quattro differenti occasioni da Vannoni, dal generale Saltalamacchia, dal presidente di Consip Ferrara e da Lotti di essere intercettato“.

Marroni poi elenca dettagliatamente, date, nomi e cognomi:A luglio 2016 durante un incontro Luca Lotti mi informò che si trattava di un’indagine che era nata sul mio predecessore Domenico Casalino e che riguardava anche l’imprenditore campano Romeo. Delle intercettazioni ambientali nel mio ufficio l’ho saputo non ricordo se da Lotti o da un suo stretto collaboratore“. I pm hanno ritenuto credibili le dichiarazioni di Marroni e per questo tutti i citati rischiano di finire a processo.

Secondo il capo d’imputazione, Gianpaolo Scafarto ex-ufficiale dei carabinieri del Noe avrebbe rivelato al giornale  “Il Fatto Quotidiano” notizie coperte da segreto, Inoltre su richiesta del colonnello  Sessaal fine di non rendere possibile ricostruire le chat WhatsApp provvedeva a disinstallare sul cellulare di Sessa l’applicazione“.

Nell’ultimo capitolo delle indagini concluse dai magistrati romani figurano gli ex Noe, Gianpaolo Scafarto ed Alessandro Sessa. A Scafarto la procura ha contesta i reati di “falso”, “rivelazione di segreto” e “depistaggio” , a Sessa il solo “depistaggio”. Scafarto secondo i pm  avrebbe redatto un’informativa “alterata” con l’obbiettivo di “arrestare” Tiziano Renzi a cui fu attribuita una telefonata con Romeo nella quale, in realtà, al telefono era il suo consulente ed ex-deputato Italo Bocchino. Lo stesso Scafarto all’epoca dei fatti maggiore dei Carabinieri del NOE avrebbe dato conto, senza alcuna prova, di un’intromissione dei Servizi Segreti nell’indagine.

Anche qui lo scopo voluto era sempre lo stesso: provare il coinvolgimento nell’indagine della famiglia Renzi . All’epoca Matteo Renzi guarda caso…era presidente del consiglio.




Di tutto di più....

I genovesi possono tirare un sospiro di sollievo: ecco la promessa del ministro alla Infrastrutture Danilo Toninelli da Bruxelles

Penso che Genova tornerà più forte di prima in pochi mesi, AL MASSIMO ANNI…

Critiche e sfottò a Toninelli? Marco Travaglio il direttore del Fatto Quotidiano non ci sta, e verga queste righe in difesa di uno dei più grandi gaffeur della storia repubblicana

(…) qualunque cosa dica Toninelli diventa automaticamente ‘gaffe’ e ‘figuraccia’, anche le rare volte che ci azzecca. Lui sbaglia sempre, per definizione, a prescindere che il problema non siano i suoi torti (piuttosto copiosi), ma le sue ragioni: il niet ad Autostrade Spa e alla sua lobby nei partiti e nei giornali foraggiati dai Benetton; o il noi al Tav Torino-Lione; o l’appartenenza a un movimento che non doveva vincere le elezioni e invece purtroppo le ha vinte...”

Incontro con la delegazione torinese pro-Tav: il premier Giuseppe Conte non sa chi sia Marco Ponti, consigliere del ministro Toninelli per le grandi opere e capo della commissione che dovrà effettuare le analisi costi-benefici 

Ponti? Quali ponti?“, ha chiesto il premier rivolgendosi di soppiatto al suo vice Di Maio ( Fonte: Corriere Torino)

L’ex senatore forzista Antonio Razzi intervistato dal quotidiano Il Tempo

Farò un appello la ministro dell’Interno, con cui in passato abbiamo anche fatto un viaggio in Corea del Nord. Caro Matteo Salvini, sostieni con la Lega la candidatura al Nobel per la pace di Trump, Kim e Moon. La situazione di tranquillità ritrovata tra le due Coree è un risultato straordinario che deve essere riconosciuto e premiato

La settimana enogastronomica del ministro dell’Interno Matteo Salvini, condivisa passo passo sui social

Stasera cena milanese coi bimbi a base di cotolette, carote, cachi, castagne, gelato cookies & cream e un buon bicchiere di Cabernet. Vi abbraccio Amici“. “Alla vostra salute Amici! Che fate oggi?” (foto di Salvini sorridente con Moretti gelata, ndr). “Ma a chi non piace la crêpe alla nutella??? Buona serata, Amici!”. “Mentre mi guardo il Milan, ravioli al Castelmagno e carciofi e un bicchiere di rosso. Buona domenica Amici miei“. “Due etti di bucatini Barilla, un po’ di ragù Star e un bicchiere di Barolo di Gianni Gagliardo. Alla faccia della pancia! Buon pomeriggio Amici” (segue foto di terrificante piatto di pasta dai colori indefibibili, ndr). “La giornata comincia con un bel Bacio Perugina: “L’amicizia reca grande felicità con piccoli gesti”. Vi abbraccio!“. “Torta Pan di Stelle, con mascarpone e Nutella. Vado???”

Dinnanzi a cotanta ars culinaria, la senatrice Pd Maria Elena Boschi poteva rispondere solo in un modo…

Stasera si cucina: per cena gnocchi fatti in casa! E prometto di non avvelenare nessuno… anche perché c’è sempre l’immancabile ‘Artusi’ a portata di mano! Buon sabato sera a tutti! #cena #Roma #friends #gnocchi #Artusi #weekend  #buonappetito” (Fonte: Instagram)

Il fotografo Oliviero Toscani si scaglia contro la leader Fdi

Giorgia Meloni? Poveretta, lei è una ritardata… è brutta e volgare, mi dà proprio fastidio la sua estetica”  (Fonte: La Zanzara, Radio 24)

L’esponente Fdi Daniela Santanchè interviene in Senato in difesa della collega di partito Giorgia Meloni

Io considero Toscani un mandante intellettuale della violenza contro le donne, un cattivo maestro, un uomo pericoloso perché fomenta la violenza sulle donne. (…) Se non combattiamo i cattivi maestri, i mandanti intellettuali, non possiamo poi versare lacrime di coccodrillo quando le donne vengono ammazzate

Alcune semplicissime domande di Lilli Gruber sul reddito di cittadinanza mandano completamente nel panico Laura Castelli sottosegretaria al ministero dell’Economa. La supercazzola della giovane esponente 5 Stelle lascia sbigottiti i presenti, su tutti Alessandro Sallusti 

5 o 6 milioni di tessere? Ve lo diremo nelle prossime… no, eeeeh… sono dettagli che vi renderemo noti tutti insieme. Però è vero che si stanno stampando le tessere. Chi le sta stampando? Eh… quando pubblicheremo il progetto completo e avrete il testo si vedrà chi… e tutti i dettagli. Il poligrafico dello Stato? Forse… ve lo diremo presto“. Lilli Gruber: “Ma solo per capirci, lei lo sa chi le sta stampando queste tessere?”. Castelli: “Sì, io e Luigi Di Maio abbiamo lavorato insieme… vi garantisco che è molto innovativo perché usa molta digitalizzazione…” (Fonte: Otto e mezzo, La7)

Ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, il vicepremier Luigi Di Maio parla di reddito di cittadinanza ed introduce la figura del ‘Mississippi navigator’

“Chi oggi non ha lavoro ed entrerà nel programma del reddito, avrà dall’altra parte una figura che possiamo chiamare Navigator, che lo prenderà in carico e lo indirizzerà verso il placement“. Vespa: “Ma chi è ‘sto Navigator? ‘Ndo sta questo Navigator?”. Di Maio: “Selezioneremo i Navigator normalmente, con un colloquio. Lo definiamo Navigator perché ci stiamo lavorando con una università che ha lo stesso programma, quella del Mississippi

Alice Salvatore portavoce 5 Stelle in Regione Liguria

“Ma hanno finito di calunniare Luigi Di Maio?? Il più grande Ministro del Lavoro d’Italia degli ultimi 30 anni!? Non hanno vergogna???”. Slurp!

In un video sul proprio blog, mascherato da robot, Beppe Grillo fondatore dei 5 Stelle riflette sui rapporti futuri tra uomo e macchina. Ma ad un certo punto…

Anche nella politica italiana non sappiamo dove andiamo, cosa facciamo e cosa stiamo pensando. Aspettiamo questo Godot che non arriverà mai…’

L’eurodeputata Alessandra Mussolini intervistata da La Verità sul tema delle “colpe dei padri che ricadono sui figli“, dai Di Maio ai Renzi

Del mio cognome ne vado orgogliosa (…). Chi era peggio trovarsi davanti tra Benito e Donna Rachele? Mio padre non aveva dubbi. Prendeva brutti voti e mi diceva: ‘Se devo farmi firmare una pagella, meglio affrontare il Duce che mia madre’. E infatti le firmava tutte lui”

Il senatore Pd Matteo Renzi gongola per i gesti tecnici eseguiti con la Nazionale Parlamentari, e ne cinguetta i video

Diciamo che il fisico non e più quello di una volta ma come uomo assist ancora me la cavo. Qui uno dei due passaggi gol di oggi. Ma per tornare in forma bisognerebbe avere 10 kg in meno“. Un paio di giorni dopo pubblica il video di un’altra grande azione, fissando il tweet: “E per tutti quelli che hanno detto che il video del primo assist era una finzione, ecco il secondo. Buttiamola sul ridere, vai. Che se pensiamo alla Legge di Bilancio ci deprimiamo “. Tra i commenti spicca @NicKiappa: “Bell’assist, hai premiato il movimento. Come hai fatto da segretario del Pd

L’ex ministro Carlo Calenda e le primarie Pd 

Emiliano non è più iscritto al Pd ma è il candidato del Pd. Renzi è un senatore del Pd ma si candiderà con un suo partito. Minniti è candidato alla segreteria indipendente da Renzi ma si ritira (forse) perché non ha l’appoggio di Renzi. Bello. Altre idee?” (Fonte: Twitter)

La deputata Pd Anna Ascani non ci sta e risponde a Calenda

Altre idee? Calenda vota Più Europa ma spiega al Pd cosa deve fare. Un giorno si iscrive al Pd, quello dopo vuole chiuderlo. Sostiene Minniti al congresso, poi non rinnova la tessera. Ma questa polemica esattamente a cosa serve? Non dicevi ‘basta autoflagellarsi’? Bah”. Calenda replica: “Anna sa benissimo che non ho votato +Europa ma Gentiloni e Bonino. Ho fatto tutte le campagne elettorali per i candidati Pd senza essere candidato. Ho minacciato di strappare la tessera solo in caso di alleanza con i 5S. Ogni tanto si diverte a provocare. Nulla di grave. #hobbypd“. E la Ascani: “L’unico provocatore sei tu Carlo: un professionista. Ti metto qui un esempio di quante volte ti contraddici per il gusto di provocare. E no, non mi diverto. Cerco di fare ogni giorno opposizione in Parlamento mentre tu spari a zero sul Pd. C’è bisogno d’altro. Davvero

L’ex ministro dell’ Interno Marco Minniti aveva deciso di candidarsi alla segreteria del Pd…

Ho deciso di mettermi in campo perché considero la mia una candidatura di servizio. Di una persona che ha ricevuto tanto dal suo partito, dalla sinistra e che sente ora di dover restituire qualcosa. Servono otto parole chiave: sicurezza e libertà, sicurezza e umanità, interesse nazionale e Europa, crescita e tutele sociali”. Un paio di settimane dopo, il 6 dicembre, sempre a Repubblica: “Ritiro la candidatura. Con tanti candidati il congresso potrebbe non consegnarci una leadership forte. Il mio è un gesto d’amore verso il partito” (Fonte: La Repubblica)

Il procuratore capo di Torino Armando Spataro costretto a richiamare il ministro dell’Interno Matteo Salvini 

Salvini alle 8 del mattino, in un tweet: “Non solo, anche a Torino altri 15 mafiosi nigeriani sono stati fermati dalla Polizia“. Spataro in un comunicato: “Il ministro dell’Interno eviti comunicazioni simili o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso”. Per Spataro, cosa gravissima, la notizia sarebbe stata diffusa ad operazione ancora in corso, con il rischio di danneggiarla. Salvini: “Spataro farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca. Se il procuratore capo a Torino è stanco, si ritiri dal lavoro: gli auguro un futuro serenissimo da pensionato. Oppure si candidi

L’ex premier Romano Prodi intervistato dal Sole 24 Ore

I tempi si sono incattiviti. L’aria è pesante. Quest’estate un automobilista mi ha visto mentre faticosamente pedalavo in salita, ha rallentato, ha tirato giù il finestrino e ha urlato: ‘Mortadella, hai rovinato l’Italia…’. Un tempo il ciclista, almeno in salita, era sacro”

L’avvocato Maurizio Paniz che difese Berlusconi alla Camera sulla vicenda “Ruby nipote di Mubarak”, ora sta provando a scongiurare il taglio dei vitalizi di 700 ex parlamentari a partire dal 1° gennaio 2019 

La convinzione di vincere è alta. Mi permetto di dire altissima. Ne difendo 535 alla Camera, 200 al Senato. Il fronte è trasversale, da destra a sinistra. Ci troviamo dinanzi una misura irrazionale, anzi, moralmente inaccettabile. La gente non ha capito che qui c’è in ballo molto di più. Il rischio è che, dopo i vitalizi, si proceda con il taglio delle pensioni dei cosiddetti baby pensionati. Conosco casi di parlamentari minacciati di venire sbattuti fuori dalle case di riposo, vedove che non potranno più pagare la badante. Si rivolgono a me anche molti parlamentari M5s. Anche loro, in segreto, hanno delle perplessità. Se mi accontento di un pareggio? Tutti conoscono la mia passione calcistica. Sono un centravanti. Non per vantarmi, ma ieri ho segnato pure un rigore” (Fonte: Il Giornale)

L’eurodeputato Stefano Maullu lascia Forza Italia e passa con Giorgia Meloni in Fdi

Una scelta difficile dopo 24 anni in Forza Italia ma dettata da ragioni di coerenza“; “Le motivazioni che mi hanno portato a questa scelta nascono dall’esigenza di essere coerente alle mie idee, ai miei valori, alle mie convinzioni. Oggi, in coscienza, sono certo di poter proseguire un percorso lineare all’interno di Fratelli d’Italia

L’annuncio in pompa magna di Paola Taverna del Movimento5 Stelle, vice presidente del Senato 

Con 60 milioni le università italiane tornano a respirare. Nella manovra sono previsti 40 milioni per i fondi degli atenei (…). Finalmente il governo agisce”. (Un incremento dello 0,5%, simile a quello degli ultimi anni, e che non smuove di una virgola la quota di Pil destinata a ricerca e università, una delle più basse in Occidente)

Il vicepremier Matteo Salvini su Twitter

#Pamela Anderson: “Salvini non è la soluzione, le tendenze attuali in Italia mi ricordano gli anni ’30”. Ahimè, con dolore, da affezionato spettatore e fan di “#Baywatch”, lei questo sabato a Roma non ci sarà. #primagliitaliani #dalleparoleaifatti”




M5s: Iene, altri 2 operai in nero nella ditta del padre di Di Maio. Il Pd: " il ministro del lavoro riferisca in Aula"

MILANO – Ci sono altri due operai che avrebbero lavorato in nero per l’azienda di Antonio Di Maio,  padre di Luigi, la Ardima srl di Pomigliano d’Arco, al centro di un nuovo servizio delle Iene , il programma in onda su Italia 1.  Si allargano le irregolarità dell’impresa edile di famiglia del vicepremier (della quale oggi è socio al 50%) secondo quanto emerge da un’anticipazione del nuovo servizio de Le Iene andata in onda nella serata di ieri in cui al vicepremier Di Maio è toccato confessare che suo padre ha sfruttato gli operai per non pagare il dovuto e quindi sottrarre soldi anche allo Stato.

 

cliccando sull’immagine del servizio di ieri sera de LE IENE, potrete vederlo integralmente

 

Mentre Di Maio, come promesso, ha verificato, confermando così la storia di Salvatore, sono spuntati altre tre persone impiegate al nero nell’azienda: Mimmo per 3 anni, Giovanni per 7/8 mesi e Stefano” . Mimmo ha intrapreso anche una vertenza di lavoro nei confronti dell’impresa edile della famiglia Di Maio,  dinnanzi al Tribunale del lavoro,  per contributi e competenze mai versati, di cui gli autori dell’inchiesta hanno parlato nel servizio. I tre nuovi lavoratori – spiegano Le Iene – sarebbero stati impiegati in nero nel periodo tra il 2008 e il 2010, prima cioè che nel 2012 Luigi Di Maio entrasse nell’assetto proprietario dell’azienda.

 

 

I due nuovi casi di lavoratori sfruttati in “nero” si aggiungono al caso di Salvatore Pizzo, detto Sasà, andato in onda domenica sera e che aveva scatenato le critiche di Matteo Renzi Maria Elena Boschi. Le affermazioni di Luigi Di Maio, che aveva segnalato l’episodio come singolo caso, sembrano quindi smontarsi dopo le nuove testimonianze raccolte da “Le Iene”. Anche alla Cgil c’è traccia della transazione tra Pizzo e l’impresa dei Di Maio. Lo racconta e conferma Giovanni Passaro, all’epoca segretario degli edili del comprensorio, oggi segretario generale Fillea-Cgil di Napoli: “Pizzo si rivolse a me – dice Passaro al sito ilmediano.it – non voleva denunciare ma continuare a lavorare. Riuscii a fargli prendere il posto di lavoro contrattualizzato grazie a un certificato medico dell’infortunio che disse di aver subito mentre lavorava per Antonio Di Maio. L’operaio optò per un accordo: un bonus di 500 euro e la regolarizzazione del posto di lavoro. Poi da me non è venuto più”. Ed ha perso il lavoro.  “Io non accuso Luigi Di Maio e non lo accuserò mai, – spiega Pizzo non ho avuto modo di conoscerlo. Lui stava ancora all’università. Però se all’epoca dei miei fatti, del mio infortunio sul lavoro, quando il padre mi ha detto di mentire, di dire che mi ero fatto male a casa, tu avevi circa 25 anni e dici di essere all’oscuro di cosa faceva tuo padre, non ci credo fino in fondo… non stai più nel carrozzino…”.

E’ stato interpellato nuovamente il vicepremier Di Maio che avrebbero promesso ancora una volta “ulteriori verifiche”. Infine, secondo il quotidiano La Repubblica, nei confronti del padre di Luigi Di Maio potrebbe aprirsi un altro problema di natura giudiziaria, legato ad alcune strutture che si trovano su un terreno di sua proprietà nel vicino comune di Mariglianella, sempre nel napoletano, su cui la locale Polizia Municipale ha avviato accertamenti.

Significativo un post di Matteo Renzi che sui social ha scritto: “Quando ho visto il servizio delle IENE sulla famiglia Di Maio mi sono imposto di non dire nulla. Di fare il signore, come sempre. Del resto non m’interessa sapere se il padre di Di Maio abbia dato lavoro in nero, evaso le tasse, condonato gli abusi edilizi.  Sono convinto che la presunta “onestà” dei Cinque Stelle sia una grande FakeNews, una bufala come dimostrano tante vicende personali, dall’evasore Beppe Grillo in giù. Ma sono anche convinto che le colpe dei padri non debbano ricadere sui figli e questo lo dico da sempre, a differenza di Di Maio che se ne è accorto adesso. Ma qui, all’una di notte, non riesco a far finta di nulla.  Non ce la faccio.  Rivedo il fango gettato addosso a mio padre.  Rivedo la sua vita distrutta dalla campagna d’odio dei 5 Stelle e della Lega.  Rivedo mio padre che trova le scuse per non uscire di casa perché non vuole incrociare gli sguardi dopo che i media lo presentano come già colpevole.  Rivedo mio padre sul letto d’ospedale dopo l’operazione al cuore.  Rivedo mio padre che non si ferma all’Autogrill o resta in macchina per non essere riconosciuto.  Rivedo mio padre preoccupato per cosa diranno a scuola i compagni di classe dei nipoti.  Rivedo un uomo onesto schiacciato dall’aggressione social coordinata da professionisti del linciaggio mediatico.  Non basteranno i 145.000€ che Marco Travaglio e alcuni suoi colleghi dovranno pagare per aver diffamato mio padre: sta vendendo l’azienda, lo attendono anni di processi, decine di cause di risarcimento.  La vita di mio padre è cambiata, per sempre.  Non è un mio problema dunque sapere se il padre di Di Maio sia responsabile o no di lavori in nero, evasione fiscale, abusi edilizi. Non m’interessa davvero. Sono però certo che Di Maio figlio sia il capo del partito che è il principale responsabile dello sdoganamento dell’odio. Hanno educato, stimolato e spronato a detestare chi provava sinceramente a fare qualcosa di utile. Hanno ucciso la civiltà del confronto. Hanno insegnato a odiare. Non dobbiamo ripagarli con la stessa moneta. Ma prima di fare post contriti su Facebook chiedano almeno perdono alla mia famiglia per tutta la violenza verbale di questi anni. Se Di Maio vuole essere credibile nelle sue spiegazioni prima di tutto si scusi con mio padre e con le persone che ha contribuito a rovinare. Troverà il coraggio di farlo?

il Pd chiede che il vicepremier Di maio riferisca in Aula sulla vicenda. Ieri Maria Elena Boschi in un video su Facebook che pubblichiamo di seguito, ha augurato al padre di Di Maio di non ricevere lo stesso trattamento avuto dal suo ad opera dei diffamatori del Movimento 5 Stelle.

Le dichiarazioni dei redditi di casa Di Maio

Il padre di Di Maio dichiara un imponibile di soli 88 euro.  I dati più aggiornate possono essere consultate nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito di Palazzo Chigi.  Il modello Persone fisiche 2018 (redditi 2017) di Antonio Di Maio evidenzia un imponibile di appena 88 euro. Un valore a dir poco imbarazzante, sopratutto considerando che il padre di Luigi Di Maio  risulta essere comproprietario di quattro fabbricati e nove terreni.

Paolina Esposito la madre del vicepremier dichiara invece intorno ai 52.403 euro; Rosalba la sorella di Di Maio (comproprietaria al 50% con il fratello Luigi  dell’impresa edile di famiglia) dichiara 7 mila e 65  euro di reddito, mentre il fratello Giuseppe , che a sentire Luigi Di Maio, segue l’impresa di famiglia, il vice premier ha dichiarato sul suo onore che  “non ha percepito redditi nel 2017

Redditi Antonio Di Maio 2017

La Certificazione Unica 2018 di Luigi Di Maio segnala un reddito di oltre 98mila e 400 euro. Informazioni queste pubbliche  e consultabili online, che abbiamo linkato per agevolarvi la ricerca e consultazione,   che consentono anche di accertare e capire qual è il reale rapporto tra il leader pentastellato e l’azienda di famiglia di cui è comproprietario. Nell’”Attestazione situazione patrimoniale 2018”, modello C, alla voce “Azioni e quote di partecipazioni in società”, emerge che Luigi Di Maio detiene, ad oggi, il 50% della Srl. L’altra metà della società è nelle mani della sorella del capo politico di M5s, Rosalba.

Il padre di Di Maio oggi non ha più alcun legame formale con la srl passata sotto il controllo dei figli, la cui attività è dunque seguita da loro ed in particolar modo Rosalba e Giuseppe che è l’ Amministratore unico: il quale non dichiara alcun reddito. Sarebbe curioso chiedere al vicepremier: ma suo fratello come vive, come si mantiene ?

A proposito, tutto a posto anche per il ministro del Lavoro quando lavorava d’estate come muratore nell’impresa edile ?




Sondaggio Emg per Agorà (RAI): il nuovo partito di Renzi dato al 12%

ROMA – Se Matteo Renzi  l’ ex-premier ed ex-segretario nazionale del Partito Democratico decidesse di fondare un nuovo partito raccoglierebbe il 12% dei consensi e verrebbe votato dal 47% degli elettori del Partito Democratico. Il dato politicamente politicamente interessante proviene dal  sondaggio Emg Acqua presentato il 22 novembre ad Agorà, su Raitre . Infatti in questi giorni molti collegano l’iniziativa dei circoli civici lanciata da Ivan Scalfarotto alle future ambizioni di Renzi che in un’intervista al quotidiano Il Foglio ha sostenuto che  la ruota prima o poi girerà: “Torneremo“.

Più  fronti confermano da mesi di trattative in corso per le prossime elezioni Europee con gli spagnoli di Ciudadanos econ il partito di Emmanuel Macron . Lo scorso giugno  l’ex segretario del Pd, attuale senatore eletto a  Rignano sull’Arno, in provincia di Firenze, aveva commissionato delle ricerche ad hoc sull’ipotesi di avviare un suo possibile partito, i risultati trapelati sul Giornale erano però stati deludenti: Renzi avrebbe ottenuto appena il 4%.

Nel frattempo il gradimento per una sua iniziativa autonoma è triplicato in pochi mesi, e tutto ciò spiega il suo ottimismo sulle sue sorti politiche. Nel frattempo Renzi resta nel Pd , che viaggia verso le primarie per eleggere il prossimo segretario. Al momento il candidato Nicola Zingaretti secondo i sondaggi di Emg Acqua è in testa alle preferenze degli intenzionati a partecipare al voto con il 38%, delle preferenze, seguito da Marco Minniti con il 28% il più “vicino”dei tre candidati a Matteo Renzi, e dal segretario uscente Maurizio Martina con il 15%. Giù dal podio Matteo Richetti con l’8%, Cesare Damiano con il 5%, Francesco Boccia con il 4%, e il giovane Dario Corallo, appena al 2%