Ecco la svolta "epocale"... delle municipalizzate di Taranto: in fiamme autobus in pieno centro

TARANTO – Soltanto 24 ore fa il sindaco Melucci per cercare di fare dimenticare la pessima figura fatta sulla vicenda “Ocean Race”, ha presentato alla stampa locale sempre puntuale alle adunanze del sindaco notoriamente moto “generoso” nel dispensare macette e markette pubblicitarie sui media locali, ha presentato l’ennesimo spreco di denaro pubblico con connessa presa per i fondelli ai cittadini di Taranto, che non vedono l’ora che questa maggioranza politica vada a casa, visto che si basa solo su voto di scambio e compromessi (ed annessi ricatti).

Il sindaco di Taranto plurindagato dalla Procura di Taranto e le cui attività sono sotto il vaglio ed i riflettori dell’ ANAC e della Corte dei Conti, ha reso pubblico l’ennesimo regalo-incarico fatto all’ agenzia pubblicitaria barese Proforma , nota per essere l’agenzia pubblicitaria del Pd, che ha anche realizzato il brand “Taranto capitale di mare, L’ennesimo spreco pubblico “firmato” Melucci che si chiama “Kima”, il nuovo logo delle deficitarie municipalizzate del Comune di Taranto. La parola in questione è la traslitterazione dal greco moderno di “onda’, che tiene insieme le radici magnogreche della città ( quali sarebbero ?)  e l’idea di movimento fluido di rigenerazione, del mare che circonda Taranto e la rende unica al mondo. Con questa nuova “vendita di fumo” si vorrebbe rappresentare un’onda di energia pronta a inondare le strade cittadine.

“Stiamo lavorando a un piano industriale per realizzare una vera holding che raggruppi le tre società, al fine di razionalizzare e rendere più efficienti i servizi – aveva detto il primo cittadino –  Immaginiamo una realtà operativa che avrà circa 1000 dipendenti e un capitale sociale importante, con nuovo personale, impianti in piena efficienza, mezzi rinnovati, al servizio delle esigenze e delle ambizioni della nostra città. Inoltre, come accade da un decennio in Emilia-Romagna e in Trentino Alto Adige, questa nuova realtà si aprirà alle quotazioni in Borsa e ai fondi di investimento privati, vendendo eventualmente i propri servizi al di fuori dal nostro territorio. Taranto si propone così di diventare la prima realtà del Centro Sud che si cimenta in questo grande salto. La holding non è una questione finanziaria ma di vocazione: se dalle municipalizzate vogliamo passare a un progetto di società multi-utility è perchè stiamo guardando anche alle problematiche del cambiamento climatico, alle politiche energetiche di questo nostro Paese e ad altre tematiche molti rilevanti che oggi non riusciamo a governare in maniera concreta a favore dei nostri cittadini perché sfuggono alla nostra possibilità operativa”.

L’ennesimo “proclama” del primo cittadino di Taranto, la cui amministrazione è costellata da insuccessi, scandali e sprechi di denaro pubblico. Come non dare ragione al consigliere comunale Massimo Battista, quando ricorda con una propria nota che nel maggio scorso 2019, “uno dei soliti annunci roboanti dell’amministrazione Melucci, annunciava che Taranto si sarebbe dotata di un servizio di raccolta differenziata per l’intero territorio cittadino. Infatti con la delibera n.3/2019 si approvava in consiglio comunale il progetto riguardante l’introduzione della raccolta domiciliare su tutto il territorio comunale. Dal primo Ottobre sarebbe dovuto partire il servizio nei quartieri Città vecchia/Borgo e Tamburi /Lido Azzurro per poi proseguire negli altri quartieri della città. Ad oggi nessun cittadino ha notizie a tal proposito, non sono state fornite alla popolazione nessun tipo d’informazioni e comunicazioni. Gli obiettivi annunciati erano quelli di arrivare al 50% entro il 31 dicembre del 2020 e al 65% entro l’anno successivo. Ad oggi così, come previsto dalle Legge regionale n 38/2011,art 7 comma 13 che obbliga i Comuni a trasmettere mensilmente i dati relativi alla produzione dei rifiuti solidi urbani e i quantitavi raccolti in maniera differenziata, risulta che i dati pubblicati sul portale ambientale della Regione Puglia sono fermi a Dicembre 2018, che per tutto il 2019 non sono stati trasmessi, ricordando che l’anno 2018 la raccolta differenziata sul territorio tarantino si è chiusa con una percentuale pari al 17,81% al di sotto delle percentuali previsti per legge (34.75%)

Anche quest’anno il Comune di Taranto non otterrà la riduzione dell’ecotassa,: “Infatti  – continua la nota di Battistanon raggiungendo l’obbiettivo della percentuale di raccolta previste per legge non avrà nessun beneficio sulla riduzione sul pagamento della raccolta differenziata. Sarà applicata un aliquota pari al 25.82 euro/ton oltre Iva, questo inevitabilmente inciderà sui costi è sulla testa dei cittadini di Taranto.L’avvio del nuovo modello di raccolta era previsto dall’1 ottobre 2019, una circoscrizione al mese fino a febbraio del 2020, sarebbe stata interessata del nuovo servizio. Questo si diceva alla cittadanza, nell’ennesima conferenza stampa del Sindaco Melucci con il presidente dell’Amiu Giusti e l’ingegnere Alberto Germani di Pmf, società che ha fatto lo studio per il servizio della raccolta differenziata. Oggi il Comune di Taranto sopporta un costo esorbitante, per il conferimento in discarica, ricordiamo una somma superiore ai 13 milioni di euro annui, qualcuno a Massafra festeggia ogni anno“. Chiaro il riferimento alla CISA spa di Massafra.

(fonte: Facebook)

In realtà le strade cittadine dopo essere inondate dalla dilagante sporcizia, oggi hanno fatto da scenario all’incendio nei pressi di piazza Fadini di un autobus della linea 24  dell’ AMAT. Per fortuna l’autista si è reso conto del principio di incendio del mezzo che conduceva e si è fermato facendo scendere i passeggeri, per poi cercare di spegnere le fiamme con l’estintore ma il rogo si è rapidamente propagato distruggendo completamente il mezzo. Sul luogo dell’incendio sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, gli agenti della sezione Volanti della Questura e la Polizia Locale che ha deviato il traffico per consentire le operazioni di spegnimento dell’incendio.  Secondo quanto si è appreso, un cameraman della sede regionale  Rai Puglia (a cui va la nostra totale solidarietà) mentre effettuava le riprese, è stato fatto oggetto di insulti e minacce da parte di alcuni residenti  ed è dovuta intervenire la Polizia per calmare gli animi

I passeggeri presenti a bordo non hanno riportato alcuna conseguenza grazie alla prontezza di spirito e alla velocità di reazione del conducente che non appena si è accorto della comparsa di un piccolissimo focolaio ha bloccato il bus, messo in salvo i viaggiatori e utilizzato i due estintori di bordo nel tentativo, rivelatosi vano, di spegnere le fiamme“, ha reso noto un comunicato dell’azienda municipalizzata guidata dall’inesperto presidente  avv. Gira sostenuta ed imposta dal gruppo che fa riferimento al consigliere comunale Piero Bitetti, “omaggiata” da un bel gettone di oltre 30mila euro all’anno di compenso, cioè qualsi il doppio di quanto dichiarava la Gira come reddito annuale quando esercitava solo la libera professione.

“Le cause che hanno provocato l’incendio del nostro mezzo – ha dichiarato il presidente Giorgia Girasono in fase di accertamento. Il mezzo del 2005 rientra tra quelli più datati, ecco perché abbiamo dato il via all’acquisto ( con fondi regionali ed europei n.d.r.) di mezzi di ultima generazione che presto sostituiranno i vecchi nel nostro parco veicoli. Negli ultimi anni l’azienda sta acquistando autobus dotati di impianti di spegnimento automatico degli incendi, ma quello incendiatosi, essendo tra i più datati, non ne era provvisto“.

Tornano di attualità le dichiarazioni  dell’ottobre 2018 del segretario della Filt-Cgil, Gaetano Raguseo,  che intervenendo sul tema del trasporto pubblico registrava l’empasse sia nella municipalizzata ai trasporti urbani sia nel Consorzio trasporti extra urbano. “Il Comune di Taranto ha presentato nei giorni scorsi il modello che si dovrebbe realizzare sul territorio attraverso il PUMS (Piano Urbanistico della Mobilità Sostenibile) diceva Raguseo – ma dimentica di partire dalle fondamenta di quella costruzione: ovvero la voce di chi quel servizio lo realizza da anni (circa 480 dipendenti Amat) e continua a farlo con un parco mezzi insufficiente, una pianta organica inadeguata, senza la manutenzione ordinaria dei bus vecchi o appena comprati al mercato dell’usato, senza considerare il personale della sosta tariffata e senza corrette relazioni sindacali.

Giorgia Gira , presidente dell’ AMAT TARANTO

“Non a caso sono mesi che chiediamo un confronto con l’ente proprietario dell’Amat, – spiegava ancora il segretario della FILT – ma ai tavoli il sindaco non lo abbiamo mai incontrato. Eppure il prossimo incontro con l’Amat l’ex presidente Cavaliere lo aveva appena convocato per il prossimo 5 giugno e finalmente avremmo potuto discutere con l’azienda i punti salienti di un piano industriale che ha bisogno dei lavoratori per essere realizzato. Insomma mentre si riaprivano finalmente i rapporti con il sindacato, a scompaginare tutto arrivano prima le dimissioni del vice presidente e poi l’interruzione del rapporto con Cavaliere, decaduto per statuto. Non vogliamo entrare nel merito di questi accadimenti – sostenne Gaetano Raguseoma è davvero sintomatico che mentre di sta per aprire una interlocuzione tutto venga invece azzerato e cancellato con un colpo di spugna”. Ma a Melucci e la sua cricca in realtà stanno a cuore solo le assunzioni clientelari e gli acquisti e consulenze dell’ AMAT prive di alcun controllo.

 

Come non ricordare al Sindaco Melucci, che sono trascorsi  2 anni dalla sua elezione a primo cittadino per il rotto della cuffia, in una competizione elettorale dove hanno votato soltanto 1 cittadino su 4 degli aventi diritto, e che il tempo degli annunci, degli “spot” è terminato, la città ancorata sul fondale, mentre latitano i servizi per i cittadini  mentre l’amministrazione Melucci cerca di far dimenticare le proprie incapacità di gestire la città andando avanti a slogan e annunci a pagamento? !!!!.

 

 

 




Di Maio a Taranto. E' finito il feeling con le associazioni ambientaliste

ROMA – “Sono qui per dire che ieri in consiglio dei ministri abbiano abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici di Ilva di potere godere di alcune esimenti legate a reati ambientali e legate ad alcuni reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto” ha detto il vicepremier Luigi Di Maio arrivando a Taranto partecipando in Prefettura al tavolo permanente per il Contratto istituzionale di Sviluppo (Cis) con i ministri i ministri Costa, Lezzi, Grillo e Bonisoli .

“L’esimente doveva durare altri quattro anni e mezzo, ma ad agosto di quest’anno cesserà di esistere” ha detto Di Maioc’è oltre un miliardo di euro per Taranto che non si sta spendendo per vedere come si staranno spendendo i soldi stanziati” annunciando che tornerà tra due mesi il 24 giugno. “Non è una vittoria del governo ma è una vittoria dei tarantini – ha aggiunto Di MaioSo benissimo che i tarantini discendono dagli spartani ma ci sono tante altre battaglie da vincere“.

“Se qualcuno mi chiedeva di chiudere lo stabilimento e mandare ventimila persone in mezzo a una strada, questa non è mai stata la mia idea di ministro dello Sviluppo economico. Adesso c’è la fase due, tutto quello che ancora dobbiamo fare per estinguere il debito che tutti gli italiani hanno con i tarantini”. Lo ha detto il Ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, parlando nel corso del tavolo per il Cis Taranto. “Nessuno può pretendere di avere fiducia in bianco dai cittadini italiani e ancor di più di questa terra. L’unica cosa che noi possiamo fare per far riguadagnare fiducia verso le istituzioni della Repubblica, è far funzionare le cose che devono funzionare. Il nostro obiettivo con questo tavolo è metterci a disposizione“.

Nelle ore di riunioni trascorse in Prefettura a Taranto, offerta alla visione di tutti in diretta streaming sulla pagina Facebook di Di Maio, i rappresentanti dei comitati tarantini gli dicono le cose peggiori per sfogare la loro rabbia, delusione e dichiarare : “mai più fiducia in voi“. Ieri a Taranto è celebrato un vero e proprio  funerale di un rapporto politico che prima c’era. Di Maio e gli altri ministri del governo M5S-Lega sembrano 5 ‘imputati’ alla sbarra di un processo che i portavoce di tantissime associazioni ambientaliste e per la salute dei cittadini di Taranto non si sono lasciati scappare. Aspettavano Di Maio da tempo. Lo aspettava al varco l’ex consigliere comunale del M5s Massimo Battista:Luigi, ti do del tu, ci conosciamo…“, il tono è ricercatamente pseudo-amichevole:”Voglio sapere cosa è successo da quell’incontro che abbiamo avuto al Mise nel giugno scorso in cui abbiamo parlato di chiusura dell’Ilva? Ora vieni a Taranto a dire che non hai mai voluto chiudere la fabbrica!“.

Di Maio ha aspettato la conclusione del giro di tavolo per rispondere. Difendendosi con armi spuntate. Sostenendo che “il contratto con gli acquirenti ArcelorMittal l’aveva firmato già il mio predecessore Calenda, questa è stata la ‘variabile impazzita’, noi l’abbiamo scoperto tra le poltiche e l’insediamento del governo. Se l’avessimo annullato, loro potevano ricorrere al Tar e prendersi l’Ilva con i 3mila licenziamenti. Cioè senza trattativa. Invece la trattativa l’abbiamo fatta e non ci sono stati esuberi…”.

Quindi ritorna sull’immunità  parlando di nuove tecnologie per inquinare meno e promette la ‘Vias‘, cioè la Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario, “la possono fare con un atto amministrativo i ministri Grillo e Costa “. La promessa di “riconversione” di fatto seppellisce definitivamente la vecchia promessa in campagna  elettorale di chiusura dell’Ilva che aveva consentito al M5S di sfiorare il 50% dei consensi alle ultime elezioni politiche.

Di Maio ha chiesto “scusa” per i tempi lunghi, “il governo ha fatto tutto il possibile nelle peggiori condizioni possibili: possiamo non essere d’accordo e rimarremo in disaccordo ma vi prego rivediamoci il 24giugno“. E quando un giornalista gli chiede : e se il governo sarà caduto? “Mai – assicura il vicepremier del M5S nonostante il rapporto che sembrerebbe molto incrinato con il dirimpettaio Matteo Salvini: “Non vogliamo far cadere il governo, abbiamo tante cose da fare tra le quali tornare a Taranto“.

 

 

 




Il M5S sparisce dal Consiglio Comunale di Taranto, i 2 consiglieri passano nel gruppo Misto

TARANTO – Il Movimento Cinque Stelle non ha più portavoce presenti nel Consiglio comunale di Taranto. La neo-eletta Rita Corvace, si è dichiarata indipendente e ha aderito al Gruppo Misto, dopo essere subentrata all’ex capogruppo del M5S (e candidato sindaco)  Francesco Nevoli il quale si era dimesso lo scorso 12 febbraio scorso preferendo tornare a tempo pieno alla sua attività di avvocato , .

Anche l’altro consigliere eletto nelle liste del M5S, Massimo Battista, operaio in cassa integrazione di Arcelor Mittal (ex ILVA)  aveva aderito sempre al Gruppo Misto l’11 settembre 2018 . Identiche le motivazioni : il proprio dissenso sulle decisioni politiche del Movimento che in campagna elettorale aveva promesso la chiusura dell’ILVA, senza mai attuarla una volta al Governo del Paese.

Nel suo primo intervento in Consiglio comunale Rita Corvace ha attaccato aspramente il Movimento, responsabile secondo la sua opinione “di aver tradito non solo la città di Taranto, avendo promesso la chiusura programmata delle fonti inquinanti e la riconversione del territorio ionico, ma anche tutto il Sud dell’Italia”  criticando anche l’alleanza con la Lega di Matteo Salvini che la consigliera ha definito “partito razzista e xenofobo“, scambiando l’aula del consiglio comunale di Taranto, per quella del Parlamento italiano.

Rita Corvace del Comitato Liberi e Pensanti di Taranto.

La Corvace e  Battista sono esponenti del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, movimento composto prevalentemente da ex-sindacalisti, del quale altri esponenti come Cataldo Ranieri sono attualmente sotto processo dinnanzi al Tribunale penale di Taranto. La Corvace ammalatasi di tumore nel recente passato, ha lanciato un duro atto d’accusa anche nei confronti del sistema sanitario locale  ricordando la “mancanza pressoché totale di macchinari per le esigenze dei malati oncologici. Grazie a chi mi è stato accanto non solo ho affrontato la malattia, ma ingaggiato una lotta  – ha concluso  la Corvace – che mi ha portato a denunciare le carenze e le inefficenze della sanità“.

 




"Traditori, vergogna, siete morti a Taranto!": pesante contestazione ai deputati del M5S eletti a Taranto

TARANTO – Dura contestazione da parte di un gruppo di cittadini e ambientalisti oggi a Taranto nei confronti di alcuni deputati del M5S, presenti a Taranto per presentare il Reddito di Cittadinanza,  la Pensione di Cittadinanza, Quota 100 e le altre misure varate dal governo M5s-Lega . Al tavolo erano presenti i deputati tarantini Giovanni Vianello e Gianpaolo Cassese e la barese Anna Macina, portavoce del M5S alla Camera e Membro della I Commissione (Affari costituzionali).

Per riportare la calma è dovuta intervenire la Digos . I contestatori hanno manifestato la loro delusione soprattutto per la “questione Ilva”, ricordando che i candidati al Parlamento in campagna elettorale avevano fatto il pieno di voti promettendo ed assicurando la chiusura dello stabilimento  siderurgico e la riconversione industriale.

“Ci avete preso in giro tutti – hanno urlato i manifestanti – Siete venuti a parlare di chiusura davanti alla fabbrica. Poi vi siete alleati con Salvini e dite che è colpa del Pd se la fabbrica continua a produrre. Siete spariti da Taranto e ora sparirete anche da Roma”. Alla contestazione hanno partecipato anche i soliti attivisti del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, i quali avevano sostenuto nel marzo/giugno 2017  la candidatura dei due consiglieri comunali (Nevoli e Battista) eletti nella lista del Movimento Cinque Stelle .

Massimo Battista, operaio Ilva, attivista dei Liberi e Pensanti  lo scorso  11 settembre ha lasciato il movimento dichiarandosi indipendente in consiglio comunale a Taranto, in aperta polemica con il vicepremier Di Maio sulla questione Ilva. L’altro consigliere eletto, il candidato sindaco Francesco Nevoli, nei giorni scorsi si è dimesso dalla carica di consigliere comunale e dal movimento. Gli subentrerà Rita Corvace, anche lei attivista dei Liberi e Pensanti, che è da tempo in rotta con i Cinque Stelle.

La Corvace si dichiarerà indipendente, e quindi il M5S non avrà più alcun rappresentante nel Consiglio comunale di Taranto, pur esprimendo cinque parlamentari e un’eurodeputata. A questo punti, lecito chiedersi se verrano nuovamente rieletti a Taranto e provincia. Abbiamo più di qualche dubbio.




Il M5S scompare dal consiglio comunale di Taranto: Francesco Nevoli si è dimesso

TARANTO – Francesco Nevoli, ha deciso di chiudere la sua avventura politica nel Movimento 5 Stelle a Taranto, dove era stato candidato-sindaco, spiegandolo con un post su Facebook,  . “La mia esperienza da portavoce del MoVimento 5 Stelle finisce qui: ho appena rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Ringrazio tutti coloro che hanno riposto (anche per un solo istante) fiducia nel mio impegno politico. Torno a dedicarmi a tempo pieno alla mia professione, ai miei studi di approfondimento del diritto e ai miei affetti familiari, fonti insostituibili di gratificazione personale“.

Non utilizza molte parole, spiegazioni per motivare la sua decisione improvvisa di lasciare la politica. Un silenzio che però fa molto rumore lasciando il M5S a Taranto senza consiglieri comunali,  dopo che anche l’altro consigliere comunale Massimo Battista aveva lasciato il movimento in maniera più “rumorosa”.  La candidatura di Francesco Nevoli aveva ottenuto un importate risultato elettorale, raccogliendo 11.652 preferenze (il 12,43% dei votanti).

Scorrendo la lista del M5s al Comune di Taranto sarà Rita Corvace, la seconda candidata più suffragata  con 635 voti, arrivata dopo il primo degli eletti, Massimo Battista,  chiamata a subentrare in consiglio comunale al posto di Nevoli.  La Corvace già da oggi potrebbe accettare l’incarico, ma non è da sottovalutare la circostanza che sia anche lei ritenuta “organica nel  movimento” Liberi & Pensanti , e  secondo fonti interne ai Liberi & Pensanti , la Corvace lascerebbe il M5S passando da “indipendente” al gruppo misto, accanto a Massimo Battista e così di fatto la presenza del Movimento 5 Stelle nel consiglio comunale di Taranto scomparirebbe del tutto.

La Corvace mentre lottava contro un cancro, si è sempre manifestata favorevole alla chiusura dello stabilimento dell’ ex-Ilva di Taranto,  urlandolo anche dal palco dell’ultimo concertone del Primo Maggio a Taranto, ed è quindi impensabile che possa condividere un percorso politico all’interno del M5s. La campagna elettorale del M5s per il Comune di Taranto, che portà a Taranto tutti i “big” del Movimento, a partire da Beppe Grillo, Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, era stata indirizzata sulla chiusura delle fonti inquinanti, bonifica e riconversione, ed era proseguita anche dopo l’elezione ed ingresso in consiglio comunale all’opposizione di Francesco Nevoli e Massimo Battista , perché la partita a quel punto si è trasferita sul palcoscenico nazionale, con le elezioni politiche dello scorso 4 marzo 2018 in cui il M5S aveva raggiunto il 50 per cento delle preferenze con picchi del 70 per cento tra gli operai dello siderurgico.

Ma nello scorso settembre quando si chiuse l’accordo sindacale sotto la guida del governo gialloverde M5s-Lega, quando l’allora candidato premier del M5s, Luigi Di Maio cambiò posizione sull’ex Ilva, oggi ArcerolMittal,  il consigliere comunale Massimo Battista decise per primo di abbandonare il Movimento, restando però in consiglio comunale.  Francesco Nevoli invece restò al suo posto venendo messo sotto pressione per mesi a seguito delle dure contestazioni che arrivavano soprattutto da quella parte di elettorato che si era illuso sulla “promessa” chiusura dello stabilimento siderurgico,    sentendosi tradito dal M5s , così come in molti non perdonavano a Nevoli le sue mancate dimissioni dal movimento grillino .

gli eletti del M5S eletti in Parlamento a Taranto e provincia

Francesco Nevoli ha fatto da parafulmine ai parlamentari M5s che hanno tradito Taranto e che sono scomparsi dalla scena politica. Si è sostituito, da professionista qual è, a chi doveva spiegare il cambiamento del M5s sull’ Ilva. Qui faranno la fine che hanno fatto in Abruzzo” ha commentato ieri alla stampa locale il consigliere comunale  Battista. e secondo lui  “forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso è la mancata visita di Di Maio a Taranto, annunciata dopo il 6 settembre dada Nevoli : io stesso avevo chiesto a Di Maio di venire a Taranto già prima della firma dell’accordo. Lo stiamo ancora aspettando“.

Le dimissioni inaspettate di Francesco Nevoli hanno lasciata sorpresa anche la portavoce al consiglio regionale del M5s Antonella Laricchia che ha dichiarato : “Ho scoperto delle dimissioni di Francesco dal suo post Facebook, dunque non ne conosco le ragioni. Mi dispiace moltissimo, perché da quando l’ho conosciuto, ho provato (e provo ancora) per lui molto affetto e stima e ritengo che il suo lavoro all’interno del M5S fosse utile e importante. Spero resti comunque a disposizione delle nostre battaglie, per Taranto e non solo».  La Laricchia nonostante la scomparsa del M5S dal consiglio comunale rilancia (a parole…) su Taranto,  : “Abbiamo fatto molto e c’è ancora molto da fare, soprattutto c’è un progetto in piedi per Taranto che ha bisogno dell’impegno di tutti.Ci riorganizzeremo al più presto al meglio”.

Una cosa è certa: con l’uscita dell’ avvocato Francesco Nevoli dal consiglio comunale di Taranto, la politica locale perde una persona sicuramente competente ed eticamente indiscutibile. Le sue dimissioni dimostrano una coerenza e correttezza che non trova paragoni nell’assise comunale.




Il sindaco di Bari incontra il commissario FIGC Fabbricini. Il M5S attacca: si risarcisca Taranto per le ingiustizie passate

Fabbricini (FIGC)

ROMA – Ieri mattina il sindaco di Bari Antonio Decaro, presidente dell’ ANCI,  ha incontrato Roberto Fabbricini Commissario straordinario della FIGC  per rappresentargli l’interesse di molte comunità, tra cui in particolar modo quella barese, a far sì che le squadre rappresentative delle proprie città possano partecipare ad una eventuale procedura straordinaria di completamento del Campionato di Serie C.

Decaro con un comunicato stampa imbarazzante,  sostiene che “secondo quello che si apprende dalla stampa, alcune compagini calcistiche avrebbero difficoltà a completare l’iscrizione al Campionato di Serie C” aggiungendo guarda caso…” “in questo quadro sarebbe auspicabile – secondo Decaroavviare una procedura straordinaria, trasparente e pubblica, affinché squadre e comunità che abbiano particolari meriti sportivi o che rappresentino punti di riferimento per rilevanti bacini di appassionati, possano iscriversi alla Serie C, garantendo lo svolgimento del campionato a numero pieno” con un chiaro riferimento alla città di Bari, ripetendo quanto già espresso in conferenza stampa, e ribadito violentemente da Aurelio De Laurentis scagliatosi contro Sibilia, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che non ha alcun potere in tal senso.

Ma sulla vicenda è intervenuto il M5S con una nota  ricordando che “mentre il sindaco di Bari, Antonio Decaro, si reca a Roma per incontrare il commissario straordinario della Figc, Fabbricini, e perorare la causa della ripartenza del Bari calcio dalla serie C, la città di Taranto ed il suo movimento calcistico rischiano, come al solito, di essere beffati per l’ennesima volta”.

A dichiararlo sono i portavoce del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, Rosalba De Giorgi, Giampaolo Cassese, Giovanni Vianello, Alessandra Ermellino, Marco Galante, Francesco Nevoli e Massimo Battista.  “La serie C – aggiungono – sta per iniziare con le solite incertezze e con un organico inferiore a quello previsto dalle norme federali, ovvero con 56 squadre ai nastri di partenza a fronte dei 60 posti disponibili, vista l’impossibilità di alcuni club di iscriversi al campionato 2018/2019. Alla luce di questo, si auspica – da parte delle istituzioni calcistiche preposte – un cambiamento di politica del calcio che premi i club rispettosi delle regole, accogliendo le istanze di quelle società che hanno i requisiti economici, gli impianti sportivi in regola e soprattutto un bacino di tifosi che renda sostenibile la stessa gestione calcistica”.

“Tra queste ci sarebbe anche il Taranto calcio che – sostengono i rappresentanti del Movimento 5 Stelle -, nelle scorse stagioni, per ben tre volte, avrebbe avuto diritto ad un salto di categoria che le è stato ingiustamente negato. La prima volta in virtù dell’illecito sportivo acclarato e verificatosi in una partita fra Potenza e Salernitana della stagione 2007-2008, per cui la Corte federale ha anche squalificato per cinque anni il presidente dei lucani, Giuseppe Postiglione. Al termine di quel campionato la Salernitana fu promossa a discapito del Taranto e se la sentenza non fosse arrivata nel corso del campionato successivo, la squadra rossoblu sarebbe salita presumibilmente in serie B. La seconda volta con la penalizzazione sanzionata al Matera per il tentativo di illecito sventato e denunciato proprio dal Taranto, per il quale il club lucano ha subito 4 punti di penalizzazione che, se fossero stati sentenziati all’inizio della stagione dell’illecito (2013-2014) avrebbero permesso la promozione del Taranto. Stesso copione nel 2017 quando la sentenza sulla falsa fideiussione presentata dal Messina in fase di iscrizione al campionato di Lega Pro arrivò con colpevole ritardo; sentenza che avrebbe permesso al Taranto di salvarsi se fosse giunta in tempi più celeri”.

“Le istituzioni sportive non possono rimanere insensibili di fronte al grido di giustizia – concludono i portavoce pentastellati – che viene da una piazza così legata ai propri colori. È tempo di restituire a Taranto quanto le è stato sinora più volte sottratto”.




Taranto Elezioni 2017. Dietro le quinte del M5S a Taranto

di Antonello de Gennaro

ROMA – L’ avvocato Francesco Nevoli è sicuramente la faccia più “pulita” della lista elettorale del M5S a queste elezioni amministrative del Comune di Taranto, ma per un semplice motivo: questa lista non è il vero M5S ma bensì il movimento di ex-sindacalisti dei Cittadini Liberi e Pensanti camuffati sotto mentite spoglie di “grillini”, grazie alla permeabilità delle regole di adesione al M5S che consente a chiunque si studi bene il regolamento di “infiltrarsi” arrivando persino a poter influire sulle scelte e decisioni delle candidature.

Per doverosa informazione ai lettori, devo informarvi che l’ avvocato Francesco Nevoli assisteva legalmente il pubblicista Luigi Abbate (in passato molto vicino a Giancarlo Cito) in delle reciproche querele intercorrenti con il sottoscritto. Circostanza questa che chiaramente è estranea ed esterna a questa inchiesta, anche perchè in una causa fra il sottoscritto ed Abbate dinnanzi al giudice di pace di Taranto, dove Nevoli ha abbandonato la difesa di Abbate che è rimasto quindi senza avvocato. Probabilmente non gli piace perdere. Ecco perchè in quello che leggerete non c’è alcun astio personale nei suoi confronti, ma solo doverosa e rigorosa cronaca giornalistica

Ma cosa è successo dietro le quinte dei vari meetup a 5 Stelle ? E’ quello che il CORRIERE DEL GIORNO ha  cercato di scoprire ed ancora una volta pensiamo di esserci riusciti. Dopo la fregatura delle candidature di quei “bravi ragazzi” ….Alessandro Furnari e Vincenza Labriola, i due ex-disoccupati che dopo la pessima figura in termini di consensi alle Amministrative a Taranto del 2012,  Beppe Grillo presentava ai tarantini sul palco di piazza della Vittoria in occasione delle ultime elezioni politiche  dicendo che avrebbero percepito soltanto “2.500 euro al mese, il resto lo restituiremo“. Accanto a loro sul palco in piazza della Vittoria c’era Rosa D’Amato, un’ insegnante di educazione fisica disoccupata che per sbarcare il lunario lavorava in una palestra, la quale dopo il suo “flop” alle amministrative del 2012 ha trovato anche lei un buon “rifugio” nel Parlamento Europeo incassando uno stipendio mensile da eurodeputata di circa 20mila euro al mese oltre ai 25 mila euro al mese a sua disposizione come eurodeputato per retribuire i suoi vari portaborse ( e dei cui nomi e compensi nel sito dalla D’Amato non vi è alcuna traccia o rendicontazione) .

da sinistra Rosa D’ Amato, Alessandro Furnari e Beppe Grillo

La D’Amato ha dimostrato una “pochezza” in termini di esperienza e lungimiranza politica, quando nell’ottobre 2015 convocò in uno studio fotografico della Bestat una riunione con tutte le varie numerose associazioni e movimenti ambientalisti jonici nel vano tentativo di farli confluire tutti quanti nel M5S. Cercare di mettere tanti galli e galline nel “pollaio grillino” si rivelò un operazione fallimentare. Ed infatti fu proprio a seguito di quella riunione che è iniziato il percorso del suo “suicidio” politico. Infatti l’unico movimento che decise di avvicinarsi al Meetup Amici di Beppe Grillo di Taranto, fu proprio quello dei Cittadini Liberi e Pensanti guidato da due ex-sindacalisti Cataldo Ranieri e Massimo Battista (leggi QUI) , entrambi operai dell’ ILVA che in precedenza erano stati accompagnati… alla porta dalla FIOM-CGIL.

Grazie alla D’Amato questi “movimentisti-ex-sindacalisti” ottennero addirittura di organizzare nel 2016 una conferenza stampa alla Camera dei Deputati a Roma, e di  poter incontrare i portavoce grillini Crippa, Martelli e De Lorenzis , chiedendo loro di ottenere una “delega” per rappresentare il M5S a Taranto. Non la ottennero, e quindi al loro rientro a Taranto  ufficializzando la loro iscrizione ed adesione in una quarantina di persone al M5S.

Quaranta “furbetti liberi e (mal)pensanti” infatti dal gennaio al mese di giugno 2016 parteciparono alle 4 sedute al mese previste dal “meetup” grillino, senza mai proferire una sola parola, presentare un’iniziativa, ottenendo così l’accesso ufficiale al mailing del M5S ed alle varie piattaforme che consentono di interagire all’interno del movimento anche con i “portavoce-deputati e senatori”, e quindi il diritto a candidarsi e votare sulle candidature interne. Dopodichè a giugno 2016 è entrato fra gli iscritti anche Francesco Nevoli.  E’ da questo momento che è iniziato il vero “caos” nel Meetup Amici di Beppe Grillo di Tarant , che ha portato anche a varie denunce presentate  alla magistratura.

Ma i 40 “furbetti liberi e (mal)pensanti” guidati da Ranieri e Battista non avevano le capacità intellettuali e legali per poter per organizzare tutto questo, ed è qui viene fuori il ruolo di “stratega” dell’ avv. Francesco Nevoli, figlio del socialista Anselmo (per tutti) Mimmo Nevoli, diventato anni fa “sodale” ed assessore ai lavori pubblici della “famigerata” Giunta Di Bello, cioè di quel gruppo di politicanti di cui oggi Francesco Nevoli sparla ed accusa dal palco dei suoi comizi che sanno molto di avanspettacolo e molto poco di politica. Il candidato sindaco grillino probabilmente ha la memoria “corta” o più probabilmente cerca di mascherare una serie di situazioni che definire spiacevoli è ben poco.

Il candidato sindaco di Taranto del M5S Francesco Nevoli non la racconta giusta neanche ai tarantini. Infatti sul suo sito (visitato ad oggi da appena 2.684 persone su 250mila residenti a Taranto) Nevoli sostiene  di “aver assistito movimenti ed associazioni in lotta contro i soprusi della malapolitica“, non raccontando però che la sua costituzione di parte civile come  presunta “parte lesa” per il movimento dei “Cittadini Liberi e Pensanti” in occasione del processo “Ambiente svenduto” in corso a Taranto, è stato rigettato e quindi non accolto dalla corte giudicante. Una figuraccia dinnanzi a tutta la città.


Inoltre  l’ avvocato Nevoli nella riunioni del 
Meetup Amici di Beppe Grillo ed in particolar modo all’atto della sua “graticola”, cioè quando venne “interrogato” ed analizzato da tutti gli iscritti che teoricamente sono oltre 800 ma gli “attivisti” veri e propri circa 50 ha sempre dato delle versioni fasulle. Francesco (Ciccio per gli amici)  Nevoli sosteneva di non aver più rapporti con suo padre, sin da quando si era separato dalla madre, senza raccontare che in realtà proprio lui aveva difeso il padre nel processo Cimino, che si salvò grazie all’intervenuta prescrizione. Nevoli si auto-definiva avvocato della “legalità” senza però raccontare al popolo grillino tarantino, che aveva difeso i “4 ladroni” coinvolti nella vicenda giudiziaria delle “matite  d’oro” comprate dal Comune di Taranto.

Una vicenda scaturita in un processo, in cui gli imputati Francesco Portone, patron della società “Nuova Promosport“, Luigi Lubelli, ex responsabile del settore Risorse Finanziarie del Comune, Carlo Patella, ex dirigente comunale, e Fernanda Prenna, ex funzionaria dell’ufficio economato vennero condannati a tre anni di reclusione per quattro imputati il primo grado di giudizio.

Nel collegio difensivo dei “4 ladroni” che riuscì ad ottenere l’assoluzione per non aver commesso il fatto da un pesante capo di imputazione (che avrebbe costituito una pesante aggravante procesuale) e cioè  l’associazione a delinquere tra i legali difensori compare proprio il neo-paladino della “legalità”: Francesco Nevoli.  “Negli anni 2003, 2004 e 2005 – sostenne il pubblico ministero del processo – il Comune di Taranto  ha speso euro 784.499,96 per acquistare 519.578 penne; euro 22.116,00 per acquistare 64.104 matite; euro 141.045,00 per acquistare 60.418 evidenziatori”. Una vicenda, “sconcertante” secondo il pubblico ministero, nella quale secondo l’accusa si ritrova ancora una volta la “massiva e indisturbata appropriazione di fondi pubblici che ha contribuito a «prosciugare le casse del comune di Taranto” poco prima della dichiarazione di dissesto. Comune di Taranto del quale il padre dell’ avvocato Francesco Nevoli era assessore.

In occasione del “processo Cimino” per l’affidamento della gestione di parco Cimino e altre strutture comunali, che ha registrato otto condanne verso ex dirigenti e funzionari comunali ed imprenditori coinvolti, il Comune di Taranto avrebbe liquidato piu’ volte, a partire dal 1999, fatture gonfiate o relative ad operazioni inesistenti per la gestione del parco pubblico, era coinvolto ed imputato anche Anselmo Nevoli che si è salvato dalla pressochè sicura condanna in quel processo grazie all’intervenuta prescrizione avvenuta lo scorso mese di febbraio 2017 . Avvocato difensore dell’ ex-assessore Nevoli,  suo figlio Francesco Nevoli, che definire “paladino della legalità”  quindi, con tutto il rispetto per il suo ruolo di avvocato, ci sembra a dir poco un’esagerazione…

Negli anni in cui Anselmo Nevoli era assessore della Giunta Di Bello, come per incanto suo figlio Francesco-Ciccio Nevoli venne assunto nell’ufficio legale della società TCT-Taranto Container Terminal, ma il suo lavoro non venne apprezzato dalla proprietà cinese, che fece rimuovere la scritta Ufficio Legale dalla porta della stanza in cui lavorava Nevoli, il quale sentitosi denigrato ed umiliato, si dimise lasciando la società di gestione portuale. Un incarico questo , come ci ha raccontato una nostra fonte a lungo ai vertici della società portuale – era stato fortemente “caldeggiato” dal Comune di Taranto e non era stato assunto certamente a seguito di un concorso per titoli.

E dire che Francesco  Nevoli sulla graticola del meetup Amici di Beppe Grillo di Taranto, sostenne di non avere più alcun rapporto con suo padre sin dai tempi in cui aveva divorziato, lasciandolo da solo con la madre  “che mi ha cresciuto da sola” disse.

Essere “paladino della legalità” per Nevoli deve significare probabilmente anche difendere Mimmo Battista (fratello del candidato neo-grillino Massimo Battista) e Rocco Ferrera, entrambi attivisti del movimento dei “Cittadini Liberi e Pensanti” dalle accuse della Digos che sequestrato i loro telefoni e perquisito le abitazioni, ritenendoli partecipi del “blitz” a schiaffi pugni e calcioni  contro i giocatori del Taranto,  all’interno dello Stadio Iacovone .

Il candidato sindaco Nevoli sul suo sito racconta un sacco di balle allorquando dichiara di “essere stato scelto come candidato sindaco all’unanimità  con voto palese e metodo del consenso“. In realtà di voti (via Internet) ne ha avuti  107 contro i 96 di Bartolomeo Lucarelli, collaboratore dell’europarlamentare Rosa D’Amato, indicato dal Meetup TarasinMovimento, ed i 10 di  Sandro Bello  del MeetupTaranto Pentastellata che all’ultimo momento aveva manifestato pubblicamente il suo appoggio a Lucarelli. Quindi la diatriba è finita di fatto 107 a 106 e “Ciccio” Nevoli ha vinto le “comunarie” grilline propbabilmente grazie ad un solo voto: il suo.  Altro che “candidato sindaco all’unanimità” !

Da ricordare le dichiarazioni al “veleno” di Rosa D’Amato nelle quali, stuzzicata sui trascorsi di Lucarelli alla Margherita, rilasciate a Taranto Buonasera, invitava a “preoccuparsi di chi è apparentato con la vecchia politica e ha avuto incarichi da essa”. Allusione sembrerebbe essere diretta proprio al candidato a sindaco ed ai suoi trascorsi familiari e professionali.

La guerra dei “40 Furbetti Liberi & Pensanti” contro il gruppo di Rosa D’Amato è esplosa definitivamente con una “rottura” insanabile nel marzo 2017, quando l’europarlamentare  è stata oggetto di attacco di una parte del movimento cinque stelle, cioè di quella parte guidata da Francesco Nevoli che ha visto entrare in massa i “Furbetti Liberi e Pensanti” nel M5S . Questo un comunicato stampa che la dice tutta:

“Gli attivisti del meetup di Roccaforzata esprimono sostegno e solidarietà al M5S, rigettando ogni strumentalizzazione mediatica e/o personale mirata a lederne l’immagine attraverso meschini attacchi alla Portavoce Rosa D’Amato.   

Questo il testo sottoscritto da altri 17 meetup :

“Molti gli attacchi in questo clima politico rovente,, al Movimento 5 Stelle e ai nostri portavoce, pertanto siamo costretti a ricordare ai più cosa sia il Movimento e quanto noi attivisti siamo fieri ed orgogliosi del lavoro dei nostri rappresentanti. Innanzitutto sottolineiamo per l’ennesima volta che il Movimento 5 Stelle è rappresentato esclusivamente da coloro che sono stati eletti nelle istituzioni e che la voce di chiunque altro non rappresenta il movimento; attualmente per Taranto, sono l’europarlamentare Rosa D’Amato ed il consigliere regionale Marco Galante. Riguardo l’impegno della portavoce D’Amato, possiamo testimoniare che ha sempre agito nel rispetto del Movimento e della terra ionica, lavorando senza sosta per l’armonia e la collaborazione tra i diversi meet up. Instancabile e puntuale il lavoro svolto nel tempo, ricordiamo ad esempio che per la prima volta in 50 anni, due commissioni parlamentari europee sono venute a Taranto e sono entrate all’interno dell’impianto siderurgico ed in virtù dei numerosi interventi, atti ed interrogazioni, la voce della citta ionica e di tutta la circoscrizione del Sud Italia, e stata ascoltata, divenendo oggetto d’interesse in tutta Europa.

Sottolineiamo inoltre il lavoro incessante svolto dalla D’Amato per giungere ad un unione di intenti fra meet up territoriali, tutto ciò ha portato ad una proposta di intesa per unire le forze fra tutti i meet up a sostegno di un programma ed una lista comune e condivisa per Taranto.

Riteniamo sia fondamentale dire basta a qualsiasi forma di provocazione, attacco e denigrazione nei confronti del MBS e dei nostri portavoce e affermiamo con forza e convinzione l’unità della base a 5 stelle della terra ionica in una prospettiva di sviluppo ed armonia. Gli attivisti dei meet up di San Giorgio Jonico, Taranto ( Taras in Movimento, Taranto Pentastellata), Pulsano, Leporano, Ginosa, Ginosa Marina, Laterza, Palagiano, Palagianello, Mottola, Grottaglie (Amici di Beppe Grillo – Grottaglie), Massafra (Massafra 5 Stelle), Faggiano, Martina Franca (Martina in Movimento), Castellaneta, Montemesola, si uniscono al grido di unita e ricompattazione attorno al M5S ed ai suoi portavoce”.

 

ecco il vero certificato penale di Massimo Battista 

Dietro le quinte della inutile candidatura di Nevoli a sindaco di Taranto, si muove una cordata pugliese interna al M5S. A tessere le file un “portaborse” tarantino, tale Giovanni Vianello che è  stato il  vero ed unico “regista” di tutta questa situazione venutasi a creare all’interno dei 5 Stelle a Taranto con l’irruzione nel movimento dei “Liberi e Pensanti“. Vianello è il “portaborse” parlamentare del deputato Diego De Lorenzis , ed attualmente anche il compagno di Francesca De Palma una portavoce dei 5 Stelle ad Adelfia (paese della Laricchia),  a sua volta cugina di Annamaria De Donato assistente della consigliera regionale Antonella Laricchia.

Non è un caso che sul palco con Beppe Grillo, martedì scorso a Taranto per il comizio di chiusura della campagna elettorale sul palco con Beppe Grillo non ci fosse l’eurodeputata Rosa D’ Amato, ed il povero Grillo non sapeva di cosa parlare usando persino “fake news” sull’ ILVA di Taranto smentite persino dalla CISL nazionale.

Il vero appetito di questa gente sono i due prossimi seggi elettorali , attualmente ricoperti dai “traditori” Furnari e Labriola, fuoriusciti dal M5S passati al Gruppo Misto che si sono portati a casa un milione di euro a testa grazie a questa legislatura da parlamentari. Niente male per due ex-illustri sconosciuti disoccupati. E la guerra continua….le elezioni quelle vere (da 20mila euro al mese)  si avvicinano. E nel M5S a Taranto (e non solo…) sono tutti contro tutti.

A Taranto i disoccupati ed affaristi che hanno girato intorno a questa ultima campana elettorale erano numerosi. Troppi. E si sono infiltrati anche nel M5S. Come accaduto a Roma con la Raggi, Marra e Romeo . Come con le firme false a Palermo…

E’ anche questa politica “monnezza” .




Dopo Furnari e Labriola, ecco l’ultima “perla”…del M5S a Taranto: Massimo Battista

ROMA – A Taranto non sono pochi i nostri lettori che ricordano ancora il comico Beppe Grillo “scatenato” nel suo comizio-show in piazza della Vittoria quando durante l’ultima campagna elettorale per le elezioni politiche, arringava la folla che riempiva piazza della Vittoria per godersi lo show comico di Grillo, che invitava a votare i suoi “ragazzi”: il “cittadino” Alessandro Furnari (candidato sindaco nel 2012 : appena 2.155 voti con il 2.09% delle preferenze in città ) e Vincenza Labriola, la quale era stata candidata alle elezioni amministrative del 2012 ricevendo 1 solo voto di preferenza: il suo ! Insieme a loro sul palcoscenico l’attuale eurodeputata Rosa D’ Amato, “cittadina” che ha un brutto vizio: non rendiconta sul suo sito (vedi QUI) le sue spese soprattutto come spende i 20mila euro/mese per i suoi collaboratori.

nella foto il deputato Alessandro Furnari (al centro) e l’eurodeputata Rosa D’Amato.

I “cittadini” Furnari e Labriola, è bene ricordarlo erano due “illustri” disoccupati tarantini, i quali dopo qualche settimana decisero entrambi di abbandonare il M5S  tradendo la fiducia di chi li aveva candidati, ma sopratutto degli elettori che li avevano votati, preferendo passare al Gruppo Misto della Camera dei Deputati ed intascare lo stipendio “pieno” di parlamentare, cioè circa 200 mila euro/anno . Altro che i 2.500 euro al mese millantati da Grillo nel suo comizio-show tarantino !

Adesso il M5S a Taranto ha deciso di candidare nella sua lista un ex-sindacalista, Massimo Battista, uno dei “quattro attivisti” dei “Movimento Cittadini Liberi e Pensanti” , il quale si presenta così, con queste sue parole ai potenziali elettori:

Ci siamo. Sarò candidato alle prossime elezioni comunali a Taranto come consigliere comunale con il Movimento Cinque Stelle. Sosterrò il candidato sindaco Francesco Nevoli (ragazzo stimato e preparato).

Questa è la mia prima esperienza elettorale anche se, in realtà, mi sento di dire che faccio politica da sempre: per la strada, tra la gente. Ho preso questa decisione dopo tantissimi anni di attivismo. Sono un lavoratore dell’Ilva ma soprattutto sono un cittadino. Lavoro in una fabbrica che mi dà lavoro ma nello stesso tempo come tante altre realtà industriali presenti sul territorio creano malattie e morte alla popolazione tarantina e sono orgoglioso del fatto che non mi sono MAI girato dall’altra parte. Ho denunciato, portando alla luce l’intreccio tra politica, sindacati e azienda che ha messo in ginocchio l’Ilva e la mia città.
Ho ricoperto un ruolo da dirigente sindacale perché speravo di trovare nel sindacato un alleato nella difesa dei diritti sanciti dalla Costituzione, quelli che quotidianamente venivano calpestati dai fiduciari e dalla famiglia Riva. Mi sbagliavo. Ho pagato un prezzo altissimo per aver dato voce alla mia coscienza: contestazioni disciplinari, sospensioni, lettere di licenziamento, fino all’allontanamento dalla fabbrica dal 2007 al 2013, quando il giudice ha obbligato l’Ilva a reintegrarmi. Cause su cause che a distanza di tanti anni ancora non arrivano a conclusione. Così come la mia voglia di contribuire a cambiare la bellissima Taranto.
Mi onoro di fare parte della grande famiglia del Comitato Cittadini Lavoratori Liberi e Pensanti che tanto mi ha dato e tanto fa per gli altri.
Il mio impegno sarà “massimo” e cercherò, come ho sempre fatto nella vita, di badare al bene comune e non a tornaconti personali. Qualora vedrò qualcosa di strano sarò pronto a fare 50 passi indietro. Ve lo prometto. Ci metto la faccia anche questa volta. Perché il bene di Taranto viene prima di tutto“.

Ma Battista non la racconta tutta. Non parla della gestione del Palafiom e di una lunga torbida storia di ammanchi per oltre 200 mila euro. Sopratutto non rende pubblico il suo casellario giudiziale. Eccolo:

 Ascoltate Beppe Grillo cosa diceva nel suo comizio a Taranto nel 2012. E parlava di ILVA……