Le regole del M5S ? Non valgono nulla ! Il "caso De Vito" nella Capitale lo dimostra

Marcello De Vito e Virginia Raggi

ROMA – Il codice di comportamento firmato solennemente prima delle elezioni amministrative del 2016 da Virginia Raggi e Marcello De Vito non serve a nulla , o meglio serve a a tutelare De Vito presidente del Consiglio Comunale di Roma (attualmente agli arresti domiciliari) che non può essere espulso da un’associazione diversa da quella del 2009 con cui si era candidato ed è stato eletto in Assemblea capitolina. In poche parole, legalmente parlando, è come se nella Capitale in Campidoglio è come se ci fosse un partito diverso da quello che c’è in Parlamento, che quindi su base su altre logiche e regole e persino ad altri garanti uno dei quali è deceduto.

E’ questa la vera ragione per la quale i nuovi probiviri del M5S non possono decidere e prendono tempo . Il “caso” del consigliere comunale del M5S  Marcello De Vito, che si trova agli arresti domiciliari per “corruzione” sulla vicenda del nuovo stadio della Roma Calcio , rischia di essere persino più complicato di quanto pensasse il solito Luigi Di Maio che parla tanto e dimostra ancora una volta di non sapere quello che dice.

Venerdì scorso era attesa la decisione dei probiviri del M5S che a molti sembrava piuttosto scontata.  Ci si aspettava l’espulsione sopratutto a seguito delle dichiarazioni del capo politico del M5S  Di Maio, fatte il 20 marzo scorso due ore dopo l’arresto di De Vito, che lo aveva espulso in direttissima attraverso Facebook e televisioni vari  commettendo però ancora una volta un grande errore: non risulta scritto da nessuna parte che il capo politico del Movimento 5 Stelle  possa irrogare sanzioni,  e non c’è neanche la fattispecie per la quale Marcello De Vito si è beccato pubblicamente  un “calcio nel sedere”  che per il momento resta metaforico e mediatico. E niente di più.

Di fatto quell’espulsione annunciata da Di Maio non è mai arrivata. Ed ancora non arriva. Al momento esiste solo un procedimento ancora pendente. Una dei nuovi probiviri del M5S Raffaella Andreola, consigliera comunale di Villorbo, piccolo paesino del Veneto, demandata a decidere sul presidente del Consiglio Comunale di Roma, si limita a dichiarare “Stiamo valutando“,  ma non dice cosa. E le assurdità di questa vicende non sono ancora finite.

Infatti il Movimento 5 Stelle che ha partecipato alle elezioni politiche del 2018 in realtà è un partito diverso da quello che si era presentato e aveva vinto le elezioni amministrative a Roma, che  un’associazione politica costituita del 2009, che aveva un proprio simbolo che richiamava Beppe Grillo, che aveva fatto votare online sulla pagina del Movimento 5 Stelle,  il candidato sindaco a una determinata platea di iscritti. Invece Luigi Di Maio è il capo politico di un’altra associazione creata nel 2017 ed utilizzata in occasione delle ultime elezioni politiche del 2018.

Dal punto di vista legale è come se fosse un altro partito, avendo un proprio statuto, che è stato scritto incredibilmente da un altro indagato , l’ avvocato Luca Lanzalone, ex-presidente dell’ ACEA spa (in quota M5S) anch’egli finito arrestato per la vicenda dello stadio della Roma. Con un nuovo simbolo da cui è scomparso il nome di Beppe Grillo ed al posto del suo blog iniziale, adesso  vi è  il Blog delle Stelle, che è creatura ed espressione di Davide Casaleggio che lo gestisce in maniera poco trasparente. Un movimento che raccoglie dati e fa votare i propri iscritti sulla piattaforma dell’ Associazione Rousseau, (c0ntrollata sempre da Casaleggio e dai suoi soci-adepti ) e quindi non  più sulle vecchie pagine del M5S dalle quali è stato necessario far migrare tutti i precedenti dati.

l’arresto di Luca Lanzalone

Sulla “posizione” di Marcello De Vito, quindi vige il codice di comportamento firmato nel 2016 e che prevede le dimissioni solo “se, durante il mandato, sarà condannato in sede penale, anche solo in primo grado. O se in seguito a fatti penalmente rilevanti venga iscritto nel registro degli indagati e la maggioranza degli iscritti al M5S mediante consultazione in rete ovvero i garanti del Movimento decidano per tale soluzione nel superiore interesse della preservazione dell’integrità M5S“.  Vi è anche un piccolo particolare su cui ha fatto giurisprudenza l’avvocato Lorenzo Borré, che assiste legalmente e vince quasi sempre i ricorsi degli espulsi “grillini”: il M5S del 2009 non ha più la disponibilità del sito e peraltro uno dei garanti è morto (Gianroberto Casaleggio) e l’ex-garante Beppe Grillo si guarda bene dal far smuovere le acque.

Nel frattempo De Vito attraverso il suo legale ha inviato una memoria difensiva ai probiviri ed al momento nessuno sa o rivela le intenzioni del presidente dell’Assemblea capitolina (ancora in carica, nonostante gli arresti !) se restare o meno  fra gli iscritti del M5S. Il secondo grado di giudizio politico, dopo i probiviri,  è il Comitato di Garanzia dove siede Roberta Lombardi che è sempre stata molto vicina a De Vito.  L’ avvocato Borrè spiega  che “Non si potrebbero contestare a De Vito ipotetiche violazioni -tutte da dimostrare- di norme di un’associazione diversa da quella che pretende di irrogare sanzioni disciplinari .Tantomeno gli si possono contestare eventuali mancanze agli obblighi gravanti sugli eletti nel partito del 2017, perché appunto egli è consigliere eletto nelle liste di altra, antitetica associazione“. E la “barzelletta” sull’onestà del M5S continua  ancora….




Di tutto di più...

L’eurodeputata “freelance” Alessandra Mussolini, così si definisce da qualche tempo,  intervistata da Libero

“Mio nonno è stato un grande rivoluzionario

Matteo Salvini: signore e signori, il ministro dell’Interno

21 marzo: “La cittadinanza a Ramy? Valuteremo“; 22 marzo: “La cittadinanza è non è un biglietto del lunapark“; 23 marzo: “Ramy vorrebbe avere lo ius soli? È una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare…“; 25 marzo: “Non posso regalare le cittadinanze, a oggi non ci sono gli elementi per concedere la cittadinanza” a Ramy; 26 marzo: “Sì alla cittadinanza a Ramy: è come se fosse MIO FIGLIO…

Dopo il triplice “Ping” (Xi Jinping, Luigi Di Maio), “Auschwitz” (Austerlitz, Alessandro Di Battista) e “Uestmainster” (Westminster, Riccardo Olgiati) altra pronunzia di livello planetario per un vertice 5 Stelle. Stavolta tocca a Marialuisa Faro la  capogruppo M5s in Commissione Bilancio della Camera, durante un intervento in aula: a farne le spese, tra le altre, la banca centrale tedesca, detta altresì BUNDESBANK…

La Germania avrebbe dovuto crescere del 2,3%, secondo le stime iniziali della… BANCHBENK

Ecco cosa diceva alcuni anni fa Marcello De Vito il presidente 5 Stelle dell’Assemblea capitolina, arrestato in questi giorni con l’accusa di corruzione ed allontanato dal Movimento

2014, Twitter: “Quando in campagna elettorale dicevamo: L’ONESTÀ ANDRA’ DI MODA! Ora lo capite romani?“, 2016, video sul blog di Grillo: “Abbiamo rimandato a casa i partiti di maggioranza e di opposizione tutti coinvolti, con tutte le scarpe, nell’ambito di ‘Mafia Capitale‘. Le mani libere di noi 5 Stelle rappresentano un valore importantissimo per Roma. Per la prima volta possiamo andare a colpire gli sprechi, i privilegi e la CORRUZIONE con cui i partiti di destra e di sinistra hanno campato per anni sulle spalle dei cittadini romani. I partiti sono ben consapevoli che possiamo sottrargli dalle mani il giocattolo o la MUCCA DA MUNGERE, e per questo si difendono con ogni mezzo (…)

Il ministro M5s per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, nel pieno della bufera corruzione che sta travolgendo il Movimento a Roma 

Adesso che arriva la PRIMAVERA si inizieranno a percepire tutte le cose buone che abbiamo fatto” (fonte: Otto e Mezzo, La7)

Sergio Vessicchio Il telecronista di Canale Cinque Tv, sospeso dall’ordine dei giornalisti in recidiva, durante la partita di eccellenza in Campania tra il Sant’Agnello e l’Agropoli

Prego la regia di inquadrare l’assistente DONNA, che è una cosa INGUARDABILE, è uno SCHIFO vedere le donne che vengono a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono centinaia di migliaia di euro, è una BARZELLETTA della Federazione una cosa del genere“.

Umberto Bosco Il consigliere leghista di Bologna sull’attivista Greta Thunberg: 

Dite quello che volete su Greta ma chi, meglio di una sedicenne che non va a scuola e che soffre di disturbi pervasivi dello sviluppo, può, nel 2019, rappresentare la sinistra?” (fonte: Facebook)

Il deputato leghista Claudio Borghi e la manifestazione contro il cambiamento climatico, #Fridaysforfuture 

Vedo mio figlio uscire con la cartella e gli faccio: ‘oggi non vai a fare la manifestazione?’. Lui mi guarda da sopra gli occhiali con mezzo sorriso: ‘e certo… andiamo in piazza così scende la temperatura. Ma ti rendi conto? No grazie vado a scuola’. Idolo” (fonte: Twitter)

La grande vittoria del senatore Pd Matteo Renzi, 

Uno dei miei obiettivi del 2019 era tornare a un peso forma accettabile dopo aver superato i 90kg. Quando nel 2012 ho iniziato la sfida delle primarie venivo da due maratone a Firenze e pesavo 81kg. La mia battaglia contro la bilancia continua ma oggi, per la prima volta dopo 7 anni, torno sotto quel peso. Devo assolutamente festeggiare con un po’ di carboidrati. Buon pranzo domenicale a tutti!” (segue immancabile foto della bilancia, ndr) (fonte: Instagram )

La leader Fdi  Giorgia Meloni e l’ex-ministro Pd Carlo Calenda danno “spettacolo”

Meloni: “#M5S diffonde fake news sul congresso @wcfverona, sostenendo che sia contro la libertà delle donne. Dichiarazioni ridicole senza alcun riscontro. Loro invece sono per la droga libera, la propaganda gender, i matrimoni misti: praticamente una comitiva di #punkabbestia al Governo“. Calenda: “Ma ti sei bevuta il cervello? I matrimoni misti! Cosa sei la versione burina del KKK. Prenditi una pausa. Lunga”. Meloni: “Mi riferivo alla proposta di Sibilia sui matrimoni di gruppo e tra specie diverse. Misti non è la parola giusta. Poi non so cosa c’entri ‘burina’, cafone. Evidentemente ormai siete già alla fase in cui vi sbracciate per difendere i Grillini nella speranza di tornare al governo”. A questo punto irrompe il follower @aelledesign: “Passi per KKK, ma burina proprio no eh! Sto impunito!..” ( fonte:  Twitter )

Il senatore M5s,  Gianluigi Paragone dopo il crollo elettorale dei pentastellati in Basilicata

L’ho detto al Corriere così come lo dico in piazza: il Movimento non può fare a meno di Alessandro Di Battista” ( fonte: Facebook )

Il sottosegretario 5 Stelle Carlo Sibilia intervistato 

Che fine ha fatto Alessandro Di Battista ? Dovrebbe candidarsi? “Voglio bene ad Alessandro e quando ci sentiamo parliamo di altro, non necessariamente solo di politica. Abbiamo cominciato insieme e se decidesse di tornare non potrebbe che farmi piacere. Naturalmente se questo si intreccia con la sua vita privata, dobbiamo rispettare le esigenze dell’uomo, del padre, dell’amico” (fonte: il Messaggero )

Il leader M5s  Luigi Di Maio dopo il “tonfo” politico  (cit. Fatto Quotidiano)

Sono molto contento per il voto in Basilicata, siamo perfettamente in linea. Non ci sto a questa narrazione! Tonfo, crollo… ma quale crollo?! Siamo la prima forza politica della Basilicata, abbiamo battuto tutte le altre liste. Senza ammucchiate, avremmo vinto. Come vedete stanno provando ad utilizzare qualsiasi dato elettorale, anche quello del Comune più piccolo, per farci cadere”

In un editoriale in tema di Brexit sul Financial Times, l’ex premier Matteo Renzi si è rivolto al Parlamento britannico e alla Commissione europea citando un passaggio di ‘Wannabe’ delle Spice Girls

Now don’t go wasting my precious time / Get your act together we could be just fine” (“Non continuare a farmi perdere tempo prezioso / Prendi una decisione, insieme ce la possiamo fare“)

L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi a “Piazzapulita

“Il Pd sta cambiando, la direzione è molto diversa, non è più il partito dei ricchi”...

( fonte: La7)

Vittorio Feltri, il direttore di Libero 

Il ragazzino di Prato che ha ingravidato l’insegnante di inglese ancora al centro di uno scandalo, e pensare che Macron invece è diventato presidente della Francia. Due nonne e due misure” (fonte: Twitter)

Cazziatoni diplomatici da Germania e Francia per le questioni Cina/Tav? Il premier Giuseppe Conte non ci sta 

Merkel e Macron mi avrebbero redarguito? Fesserie. Non lo hanno fatto e mai lo consentirei. I nostri rapporti sono cordiali. Siamo rimasti AL BAR fino alle due di notte e nessuno si è permesso di dirmi: che cosa stai facendo?” (fonte: La Stampa)

Le primizie culturali donate a tutti noi dal vicepremier leghista Matteo Salvini, durante la conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci

Annuncio che stiamo lavorando con l’ambasciatore francese per riprenderci la Gioconda“; “Non ho mai visto l’Ultima Cena”; “Ero particolarmente legato ad una di queste chiuse sui Navigli a cui aveva lavorato Leonardo, lì c’era una delle birrerie che più frequentavo ai tempi del liceo al venerdì pomeriggio, El Tombon de San Marc”; “sono poi legato ad un’altra chiusa, a Cernusco, la mia prima fidanzata era di Cassina, a 3km da lì, tutti legami storici e culturalmente, scientificamente provati”

Salvini, Conte e Sgarbi. Dopo la commemorazione del Cinquecentesimo anno dalla morte di Leonardo, il premier Conte, il ministro dell’Interno Salvini e l’onorevole Sgarbi si fermano al bar della galleria Alberto Sordi, circondati da numerosi giornalisti, per parlare di cosa? Opere ingegneristiche del geniale Da Vinci? No, di f**a 

– (…) Le opere e la vita del genio rinascimentale non sono esattamente al centro dei loro pensieri. “Mezza paginetta la sera e vedi come prendi sonno…”, scherza Salvini, a proposito di uno studio su Leonardo. Il critico d’arte è concentrato su un altro tema: a suo dire Salvini sarebbe impegnato in una nuova relazione sentimentale, con una ragazza toscana. “Non fai che dormire, vero?”, lo provoca. Tra un sorso di caffè e l’altro, Conte chiede di cosa si parli. “Dell’unica cosa che interessa a Vittorio a parte l’arte…”, lo informa il vicepremier. Sgarbi meno allusivo: “Siam passati dal buco nella montagna a…”, e ride. Salvini taglia corto: “Qui siamo in tre e io sono quello più fallimentare. Zero”. Sgarbi è pronto a esibire le prove. “Ho le fotografie”. E il ministro dell’Interno: “Fidati, hai delle fonti completamente sbagliate”… – (fonte: Agenzia Dire)

L’altro vicepremier Luigi Di Maio  ai suoi, stando al retroscena del Corriere della Sera

Ho capito il gioco di Salvini, è chiaro, ogni volta che otteniamo un risultato, lui prova a spostare l’attenzione su qualcosa che non va. Ma ora rispondo colpo su colpo”

La showgirl Francesca Cipriani. Lei e Salvini, ogni tanto, si scambiano commenti su Instagram

Candidarmi con la Lega alle europee? Potrei esser Supercipri, la paladina che cambierà il mondo, come il mio personaggio di Colorado. Se la Lega e Salvini arrivano al 40% alle europee potrei fare uno striptease a Piazza del Duomo a Milano” ( fonte:  Un Giorno da Pecora, su Rai Radio 1)

Marcello Lippi, Ct della nazionale italiana campione del mondo e tecnico della Cina fino a gennaio 2019, è uno dei 170 partecipanti alla cena quirinalizia in onore del presidente cinese Xi Jinping. 

Se fosse un giocatore, a chi paragonerebbe Xi Jinping?
 “Stiamo parlando di una delle persone più importanti della terra, anzi probabilmente il più importante. Xi guida un paese fantastico, nel quale mi sono trovato benissimo. E il fatto che sia stato ELETTO A VITA la dice lunga su quanto sia apprezzato dal suo popolo“(fonte: Corriere della Sera) …

Scene edificanti al Senato della Repubblica, durante le dichiarazioni di voto sulle mozioni di sfiducia contro il ministro Toninelli

Biasotti, Forza Italia: “Vedo che sta giocando col cellulare, la invito ad andare su Google e digitare ‘Toninelli’. Vedrà la parola ‘gaffe’ accanto al suo nome“. Ma ecco le urla di Airola, M5s: “E voi digitate ‘Berlusconi’: compare ‘bunga bunga’!“. Patuanelli, capogruppo prova ad argomentare: “Il ‘bunga bunga è presente nella Treccani…”. Ma il forzista Giro non apprezza lo sforzo, mima plateale il gesto delle manette e grida “cometa di Halley”, riferendosi all’arresto del presidente del consiglio comunale capitolino, l’ormai ex grillino Marcello De Vito

In un’intervista rilasciata a ‘Dalla parte degli animali‘, la trasmissione di Rete 4 dell’onorevole Brambilla, il Cav  lancia la campagna per un “Codice dei diritti degli animali” e dichiara

Nove dei miei cani dormono in camera, si svegliano con me, fanno colazione con me: si chiamano Dudù, Dudina, Peter, Trilli, Wendy, Harley, Rambo, Marilym, Ginny

Wanna Marchi Assieme alla figlia Stefania Nobile racconta degli anni trascorsi in carcere e della nuova vita in Albania 

Siamo state punite per aver venduto sale a dei deficienti che ci hanno creduto!” (fonte: “Live – Non è la D’Urso”, su Canale 5)




Tangentopoli romana a 5 Stelle. Anche l' assessore allo Sport Daniele Frongia indagato per corruzione

Froggia, la Raggi e De Vito quando contestavano il sindaco Ignazio Marino

ROMA – Continua il terremoto del Movimento Cinque Stelle in Campidoglio. Dopo l’arresto del presidente del Consiglio comunale grillino Marcello De Vito, anche l’assessore Daniele Frongia, un “fedelissimo” della sindaca Raggi, risulta indagato con lo stesso capo d’imputazione, cioè “corruzione” nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma.  Frongia, che ha ricoperto anche la carica di vicesindaco di Roma, prima dell’indagine che nel 2016 aveva travolto Raffaele Marra e per la quale aveva deciso di fare un passo indietro, è indagato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere l’ex presidente di Acea Luca Lanzalone ed il noto imprenditore romano Luca Parnasi.  è stato anche vicesindaco .

Puntualmente Frongia da buon esponente grillino difeso dagli avvocati Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo del Foro di Roma si è sottratto alle domande dei cronisti affidandosi ad una nota: “Con il rispetto dovuto alla magistratura inquirente, avendo la certezza di non aver mai compiuto alcun reato e appurato che non ho mai ricevuto alcun avviso di garanzia, confido nell’imminente archiviazione del procedimento risalente al 2017“, ha commentato con una nota.

La donna che Frongia voleva far assumere a Parnasi è una collaboratrice del Campidoglio . Il costruttore chiese all’assessore  che avendo la delega allo Sport, si occupava dello stadio della Roma,  se avesse qualcuno da presentargli per farlo lavorare in una delle sue società e Frongia immediatamente gli propose questa dipendente del Comune. L’assessore Frongia ha sempre negato di “aver chiesto alcun favore ma di essersi limitato a presentare quella persona perché mi era stato chiesto”.

A seguito di una dovuta serie di accertamenti la Procura di Roma ha però deciso di iscriverlo nel registro degli indagati per corruzione. Una mossa che certamente mette ancora più in difficoltà la Giunta guidata da Virginia Raggi considerato che Frongia è ritenuto il più “fedelissimo” della sindaca.

Nel frattempo questa mattina, il presidente del consiglio comunale a 5 stelle, Marcello De Vito è comparso  davanti al gip della Capitale, Maria Paola Tomaselli per l’interrogatorio di garanzia e convalida del suo arresto, ma come facilmente prevedibile si è avvalso della facoltà di non rispondere. A renderlo noto è stato il suo nuovo legale, Angelo Di Lorenzo che  è subentrato all’avvocato Franco Merlino il quale ha rinunciato all’incarico. Di Lorenzo ha aggiunto  che “De Vito chiederà di essere ascoltato nei prossimi giorni per chiarire la sua posizione“.

Prima di De Vito sempre nello stesso carcere di Regina Coeli , è stato sentito l’avvocato Camillo Mezzacapo. “Non ho percepito nessuna tangente, ma solo compensi per attività professionali, curavo transazioni e attività che si svolgono di norma nella pubblica amministrazione” ha dichiarato al gip, secondo quanto riferito dal suo difensore, l’ Avv. Francesco Petrelli, dopo l’interrogatorio di garanzia . Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Camillo Mezzacapoha chiarito che la ‘Mdl srl’ non è una società “cassaforte” e non è in alcun modo riconducibile a De Vito“.

 




E' morto il finto mito dell'onestà del Movimento 5 Stelle

di Politicus

Partiamo da un presupposto. Al momento Marcello De Vito è innocente e lo resterà a quando un Tribunale non avrà stabilito il contrario.ed è doveroso precisarlo, proprio perché si tratta di un’ovvietà troppo spesso dimenticata di recente sopratutto dallo stesso Movimento 5 Stelle. Anche se il presidente del Consiglio Comunale di Roma, la “sfinge” del Movimento 5 Stelle capitolino avrà i suoi modi e tempi per difendersi, quello che oggi muore senza dubbio è il (falso) mito dell’onestà dei 5 Stelle.

I miti infatti si alimentano di simboli, suggestioni, immagini mentre per la realtà occorrono i fatti. I simboli del M5S si sono sinora alimentati di fotografie dei suoi parlamentari mentre fanno il gesto delle manette ai parlamentari del Pd, o dei consiglieri comunali mentre, da letterali idioti,  si fanno i selfie con le arance per augurare la galera a un avversario politico.

Queste immagini e suggestioni così leggere vengono annientate con altrettanta facilità da delle immagini e suggestioni che pesano molto di più: i provvedimenti giudiziari. Come per esempio la notizia di questa mattina che ha visto un tuo esponente di primo piano nella città più importante d’ Italia dove amministra una grillina: , la Capitale d’Italia, che viene arrestato per tangenti e corruzione.

L’accusa è “blindata” : Marcello De Vito per agevolare il progetto collegato allo stadio della Roma avrebbe incassato direttamente o indirettamente delle elargizioni dal costruttore romano Luca Parnasi. .

Pochi minuti dopo la notizia data dai giornalisti ecco che Luigi Di Maio nascondendosi dietro la sua immunità parlamentare ed Alessandro Di Battista, non possono più chiamare i giornalisti “puttane” o “sciacalli”. E non serve a nulla che Di Maio adesso si affretti a cacciare con una decisione personale, Marcello De Vito dal Movimento 5 Stelle, affermando: “De Vito non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi”.

E no caro Di Maio gli anticorpi di cui parli a vanvera,  li ha la magistratura ed il giornalismo . Voi state giocando sulla pelle degli italiani nascondendovi dietro la piattaforma Rousseau !




Arresti stadio Roma, così si foraggiava la politica: “Spenderò qualche soldo per le elezioni”

ROMA – Altro che la Terza Repubblica di cui parla il Movimento 5 Stelle. Quello che emerge dall’indagine della Procura di Roma e dei Carabinieri è proprio il “foraggiare” la politica per fare affari. Nelle intercettazioni telefoniche il costruttore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova, il principale contraente del progetto dello stadio della Roma, era più che rassegnato: “Spenderò qualche soldo sulle elezioni…che poi con Gianluca vedremo come vanno girati ufficialmente con i partiti politici eccetera… anche questo è importante perché in questo momento noi ci giochiamo una fetta di credibilità per il futuro ed è un investimento che io devo fare…“.

 

Il gip Maria Paola Tommaselli nell’ordinanza di custodia sull’inchiesta sullo stadio della Roma scrive che l’imprenditore Luca Paranasi avviò “l’attività di promozione in favore del candidato alla Regione Roberta Lombardi per ottenere i favori del mondo 5 Stelle” . Obiettivo era “rafforzare i suoi legami con Paolo Ferrara e con Marcello De Vito – continua il Gip  – che gli hanno avanzato tale richiesta in quanto ricoprono rilevanti incarichi nell’ambito dell’amministrazione capitolina, svolgono un ben preciso ruolo nell’approvazione nel progetto dello stadio, e crea i presupposti per lo sviluppo di ulteriori progetti imprenditoriali, essendo la Lombardi, oltre che candidata alla Regione, personaggio di spicco dei 5 Stelle a livello nazionale e quindi destinata, in ipotesi di un successo elettorale della sua compagine nelle elezioni politiche a ricoprire ruoli decisionali nel nuovo assetto che si determinerà all’esito del voto“.

In merito a Paolo Ferrara capogruppo M5S in Campidoglio , nell’ordinanza si legge: “Non può non essere evidenziato come anche tale richiesta risponda, così come quella di elaborazione di un progetto di resyling del lungomare di Ostia, all’esigenza di guadagnarsi consenso e credibilità, seppure non nei confronti degli elettori, ma all’interno del Movimento“.

L’inchiesta paradossalmente nasce dall’indagine della Procura di Roma sull’imprenditore Sergio Scarpellini, finito sotto processo per corruzione insieme a Raffaele Marra l’ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi. Indagando nell’ambito di quest’altro procedimento, sono venute alla luce le vicende sullo Stadio della Roma Calcio. I fatti contestati dal sostituto procuratore della repubblica di Roma, Barbara Zuin hanno inizio nel 2017. Le accuse sono, a seconda delle posizioni, associazione a delinquere, due episodi di traffico di influenze illecite, 5 episodi di corruzione e 2 di finanziamento illecito. Quelle che per l’accusa sono tangenti venivano pagate in vari modi: contanti, dazioni di denaro coperte da fatture per operazioni inesistenti, assunzioni di amici e parenti, conferimenti di incarichi di consulenza.

Con il solito video su Facebook Roberta Lombardi capogruppo M5s in Consiglio regionale dichiara: “Ci tengo a precisare la mia posizione, a fare un’operazione trasparenza, come nel mio stile, e a dire pubblicamente che ho incontrato Luca Parnasi una sola volta alla Camera dei deputati, dove ho preteso che avvenisse l’incontro in modo che fosse registrata la presenza di questa persona, visto che istituzionalmente ogni giorno incontro le persone più varie” ed aggiunge  “Mi ha parlato dello stadio della Roma, dei suoi progetti futuri imprenditoriali e della sua attività. Poi non c’è mai stato alcun contatto ulteriore, nessun seguito. Ci tengo a fare questo chiarimento. Non posso permettere che venga messa in dubbio la mia onorabilità e la trasparenza del mio agire politico. Così come mi auguro che la magistratura porti avanti la sua attività il più celermente possibile, visto che anche un nostro esponente politico, il capogruppo in Comune Paolo Ferrara, è stato coinvolto in questa inchiesta. Allo stesso modo, come MoVimento 5 Stelle, io farò di tutto affinché eventuali responsabilità politiche siano accertate: perché noi siamo il MoVimento 5 Stelle e non sottrarci anche a quella che è una responsabilità politica è la vera cifra distintiva tra noi e gli altri“, conclude la  Lombardi.

“Lanzalone è stato messo a Roma da Grillo per il problema stadio insieme al professore Fraccaro e Bonafede. E’ quanto afferma Luca Parnasi nel corso di una cena citando gli attuali ministri per i Rapporti con il parlamento e Giustizia. L’intercettazione è presente nell’ordinanza di custodia cautelare. “Parnasi – è detto nel provvedimento – dice che Lanzalone l’hanno portato i 5 Stelle ed è presidente dell’ Acea e ha studiato a Genova. E’ una persona molto dotata“.

Il ruolo di Luca Lanzalone che emerge dalle carte dell’inchiesta sull’opera che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle. E’ proprio Luca Parnasi ad esaltare la figura del presidente di Acea come “Wolf” il personaggio del film Pulp Fiction che risolveva i problemi” .Il 30 marzo 2018 Lanzalone parlando dello stadio – è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare – comunica a Parnasi di aver individuato un escamotage idoneo ad accelerare i tempi della procedura.. Parnasi è entusiasta e pronuncia più volte la parola Wolf“. “Eh ma quando c’è Lanzalone – ripete l’imprenditore – quando c’è Wolf… quando c’è Wolf.., la questione..“.

Pierfrancesco Maran

Nei colloqui con uno dei suoi collaboratori il costruttore da ieri in carcere, aggiungeva, ignaro di essere intercettato dai Carabinieri, che si trattava di “un investimento molto moderato rispetto a quanto facevo in passato quando ho speso cifre che manco te racconto però la sostanza che la mia forza è quella che alzo il telefono…”.

Le circa trecento pagine dell’ordinanza parlano di assunzioni di amici e parenti, fatture per operazioni inesistenti,  e consulenze, soldi in contanti e tante “consulenze”. Un modus operandi che gli inquirenti hanno definito “asset d’impresa“, in pratica una sorta di garanzia sul futuro. Secondo i pm capitolini la conferma di quanto fosse sistemico il metodo corruttivo , emerge dal tentativo di “esportarlo”  anche fuori Roma. Gli uomini dell’imprenditore Luca Parnasi ad esempio, in un’occasione, hanno persino provato a offrire l’intestazione e proprietà di un’abitazione all’assessore comunale all’Urbanistica di Milano Pierfrancesco Maran, ma questi respinge l’offerta rispondendo: “Qui non si usa“.

Dalle carte in mano alla Procura di Roma emergono le contropartite. Promesse di consulenze per 100 mila euro a Luca Lanzalone, presidente Acea, considerato un “fedelissimo” alla sindaca Virginia Raggi e consulente della giunta capitolina per tutto l’affare dello stadio. Parnasi gli aveva persino garantito il suo aiuto nella ricerca di una casa e di uno studio professionale a Roma. All’ex assessore regionale del Pd, Michele Civita,  il gruppo Parnasi aveva promesso l’assunzione del figlio in una delle società in cambio dell’asservimento della sua funzione. Parnasi avrebbe erogato fatture per operazioni inesistenti pari a 25 mila euro in favore dell’attuale vicepresidente della Consiglio Regionale del Lazio , Adriano Palozzi. Infine l’attuale capogruppo M5S, Paolo Ferrara, avrebbe ottenuto  da Parnasi un progetto per il restyling del lungomare di Ostia che si sarebbe dovuto spendere a livello promozionale-politico.

Sostegno alla onlus vicina alla Lega. Fra i documenti dell’indagine  della Procura romana sullo stadio della Roma spuntano anche 250 mila euro che il costruttore Luca Parnasi, tramite una sua società, avrebbe dato all’associazione “Più Voci” considerata vicina alla Lega. In un’intercettazione Parnasi precisa che la dazione “non è stata fatta per Salvini” ma per creare “un sistema di imprenditori, appaltatori”. Parnasi intercettato parlando del versamento alla Onlus spiega che “è una cosa fatta all’epoca quando io….creare un sistema di imprenditori, appaltatori ecc. che hanno organizzato cene per conoscere….le ho fatte con Stefano Parisi, le ho fatte con Meloni….“.

Parlando dell’associazione, Parnasi la definisce un comitato di professionisti di Milano, gente non legata a Salvini. Non è una roba della Lega Nord. L ‘indagato Parnasi, intercettato al telefono, in riferimento a questa organizzazione afferma in particolare, come si legge nell’ordinanza del Gip che: “questa è un’Associazione che ha valorizzato non solo la Lega ma ha valorizzato Stefano Parisi tutto il centrodestra diciamo…. a Milano ed è stato anche un veicolo con cui io mi sono accreditato in maniera importante no… ho organizzato cene, ho portato imprenditori, ho fatto quello che, tu mi insegni, un ragazzo di 38 anni all’epoca doveva fare per crescere a Milano..“. La procura dovrà valutare se ci sono profili di natura penale sui finanziamenti da parte di Parnasi ad associazioni .

“Conosci gli Spada?”Tu che sei di quelle parti questo Roberto Spada l’hai conosciuto?“. È quanto avrebbe chiesto l’imprenditore Luca Parnasi al consigliere comunale Davide Bordoni (FI) in una conversazione telefonica  intercettata contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma. “Sì ma certo che li conosco! Sono strozzini! Tipo Casamonica“, è la replica di Bordoni intercettato. “Sì ma gente che muove affari importanti o?“, chiede Parnasi e Bordoni gli spiega: “non credo, prima era robetta mò non so se muovono affari importanti… certo che vanno un pò gestiti… Vanno controllati, lì ci stanno tutti i palazzoni comunali! poi è una piccola parte di Ostia che quella verso il mare. Capito?“.

Nella conferenza stampa tenutasi questa mattina in Procura a Roma a seguito dei nove arresti legati al nuovo stadio., il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha precisato che “l’As Roma non c’entra nulla con l’inchiesta sullo stadio a Tor di Valle”   aggiungendo  che “nemmeno la sindaca Virginia Raggi  c’entra nulla con l’indagine e gli atti del Comune non sono oggetto del procedimento“.

“Cosa accadrà se dovesse fermarsi l’iter per il nuovo stadio? Semplice Mi verrete a trovare a Boston”. James Pallotta presidente dalla Roma Calcio  così commenta le notizie giudiziarie sull’impianto di Tor di Valle che ha portato all’arresto del costruttore Luca Parnasi e di altri otto persone. L’imprenditore statunitense, ha cercato di rassicurare i tifosi preoccupati di una vendita della società: “Non ho mai detto che me ne sarei andato, lo farei solo in caso di ritardi, ma non vedo perché debbano esserci ritardi visto che la Roma non ha fatto niente di male“. Aggiungendo sull’iter del progetto: “Non so tutto quello che sta succedendo, l’ho letto dalla stampa, ma la Roma è estranea. Dal mio punto di vista la Roma non c’entra e costruiremo lo stadio. Tutti lo vogliono, costruiamolo. Tutto doveva essere trasparente, la Raggi ha detto che sarebbe andato tutto ok e così è stato. Non dovremmo avere problemi. Se ho parlato con Parnasi? Non credo abbia il cellulare in galera. Non ho sentito nessuno“.




Una polizza da 30mila euro per la Raggi: il regalo del fedelissimo Romeo alla sindaca, interrogata per 8 ore della Procura di Roma

A rivelare lo strano intreccio è il collega Emiliano Fittipaldi sul settimanale L’ESPRESSO che rivela oggi il fatto che nel gennaio del 2016  Salvatore Romeo, il “fedelissimo” di Virginia Raggi è andato dal suo promotore finanziario e gli ha indicato un nuovo beneficiario per alcune polizze vita da lui sottoscritte qualche tempo prima, con un investimento di 30 mila euro. Nome e cognome del fortunato: “Virginia Raggi”. Qualche mese dopo la strana operazione finanziaria (le polizze vita in genere vengono fatte a favore di parenti, mogli e figli) è stata proprio la Raggi, diventata da poco sindaca di Roma, dopo la sua vittoria alle elezioni amministrative nella Capitale,  a promuoverlo lo scorso agosto, a  capo della segreteria della sindaca.,  triplicandogli lo stipendio.


Il collegamento della
polizza da 30 mila euro
, è stata scoperta dagli inquirenti della Capitale che stanno indagando sulle nomine della sindaca grillina e che L’Espresso ha rivelato, rischia ora di far crollare la Raggi ed il suo braccio destro in un nuovo, ma molto più profondo, abisso politico e giudiziario.Tutto ciò porta alla luce come la procedura “borderline” adottata grazie alla quale Romeo  venne nominato a capo della segreteria del primo cittadino.

Infatti il funzionario del Comune di Roma,  che sino a quel momento percepiva con uno stipendio lordo da 39 mila euro l’anno, prima si è  messo in aspettativa e poi si è fatto riassumere dall’amica a 110 mila euro l’anno, diminuiti a 93 dopo polemiche di fuoco e l’intervento dell’Anac guidata dal magistrato Raffaele Cantone,  si è triplicata ed è avvenuta quindi in presenza di precedenti legami economici che univano la sindaca ed il suo collaboratore.

A seguito  dell’accertamento patrimoniale effettuato dalla polizia giudiziaria , sia Romeo, sulla cui nomina i pm indagano da mesi, che la sindaca, attualmente indagata per “abuso d’ufficio” e “falso” solo per la vicenda della nomina del fratello di Raffaele Marra a capo del dipartimento per il Turismo, rischiano adesso di vedersi improvvisamente attribuire un nuovo, e più pericoloso, ostacolo giudiziario. Il “”do ut des” fra i due, se non spiegato da giustificazioni plausibili, rischia di indurre  i magistrati a formulare delle contestazioni molto più gravi di quella dell’”abuso d’ufficio”.

a sinistra Salvatore Romeo, a destra Virginia Raggi

Da qualche giorno gli inquirenti dopo aver avuto accesso ai documenti bancari del funzionario grillino si chiedono   “Come mai Romeo, dimessosi dopo gli arresti di Marra a metà dicembre, ha immobilizzato 30 mila euro in una polizza vita, la cui beneficiaria è Virginia Raggi?“, . Difficile, per ora, dare una risposta esauriente alla curiosa operazione finanziaria. Anche perché Romeo non ha investito soldi soltanto nella polizza vita di cui è beneficiaria la sindaca Raggi : dal 2013 in poi, da quando si è reinventato come “attivista” del Movimento Cinque Stelle diventando il riferimento imprescindibile della Raggi e dell’assessore (inzialmente ex vicesindaco) Daniele Frongia, Romeo ha investito circa 100 mila euro su una decine di polizze vita.Da dove arrivavano quei soldi ?

I beneficiari di queste polizze non sono parenti e cugini del Romeo, ma anche questa volta, altri soggetti fra cui politici e altri attivisti del movimento: tra i beneficiari delle polizze di Romeo ci sono, per esempio, tal Andrea Castiglione (online c’è un omonimo che animava nel 2013 il meet up del M5S del comune di Fonte Nuova, a due passi da Roma), un consigliere grillino del VII Municipio e tale Alessandra Bonaccorsi. Il sospetto  che viene all’ Espresso, è che possa trattarsi dell’ex consigliere VIII Municipio eletta nel M5S che a febbraio 2016, prima del voto alle comunali, è passata con la Lista Marchini.

I magistrati della Procura di Roma  adesso stanno cercando di accertare e verificare la struttura dei business finanziari di Romeo il quale non risulterebbe essere ricco di famiglia , per capire se  i soldi  investiti fossero davvero i suoi o degli investimenti effettuati per conto di terzi, oltre a studiare le clausole delle polizze in merito ai beneficiari. Secondo ipotesi che circolano tra chi è vicino al dossier, che chiaramente restano ancora tutta da verificare comprovare, gli investimenti in polizze potrebbero nascondere tentativi di infiltrare e condizionare le “comunarie”  (le primarie) organizzate dal Movimento Cinque Stelle che vennero organizzate per scegliere ed indicare fra gli attivisti ed iscritti di Roma al M5S  il candidato sindaco di Roma.

Le “Comunarie”, cioè le “primarie” grilline, che Virginia Raggi vinse con 1.764 voti, superando Marcello De Vito, secondo classificato, appena di poche centinaia di preferenze   come ha già scritto l’Espresso lo scorso dicembre, va ricordato che furono pesantemente inquinate dal dossier fasullo presentato da Raggi e Frongia contro Marcello De Vito. Una “macchina del fango” guidata da mani esperte che azzoppò la candidatura dell’attuale presidente del consiglio capitolino lanciando quella della Raggi. Secondo la deputata grillina Roberta Lombardi dietro il dossier che screditò De Vito  addirittura potrebbe esserci dietro Raffaele Marra. Ma per adesso la procura ha aperto un fascicolo senza iscrivere nessuno. Ma solo per adesso….

In questo scenario tornano di stretta attualità le affermazioni di Carla Raineri, il magistrato ex capo di gabinetto dalla Raggi e nemica giurata dei “sodali” della sindaca romana,  Salvatore Romeo e Raffaele Marra, artefici del suo “siluramento” , la quale  qualche settimana fa ha detto sibillina: “Marra e Romeo hanno portato una montagna di voti alla Raggi, poi sono passati all’incasso, come avviene in questi casi. Però, forse, la questione non si limita solo a questo. Ho la sensazione che ci sia anche di più”.

Possibile  – si chiedono gli inquirenti – che la sindaca Raggi non sapesse che Romeo la aveva indicata quale beneficiaria di una polizza vita da 30 mila euro? Al momento non si sa se  la procura romana durante l’interrogatorio odierno le ha contestato  la questione delle polizze. Una cosa è certa: il legame tra i due fedelissimi Romeo-Marra e la sindaca Raggi è rimasto indissolubile per mesi. Contro tutto e contro tutti. Virginia Raggi si è scavata con le sue stesse mani e decisioni la propria fossa politica (ma sopratutto giudiziaria) sin dallo scorso settembre, cioè da allorquando ha difeso Marra a spada tratta di fronte alle inchieste dell’Espresso , che evidenziavano i favori economici ottenuti dall’ex dirigente di Alemanno dal costruttore Sergio Scarpellini, un’inchiesta giornalistica di Emiliano Fittipaldi, che ha poi portato a quella giudiziaria e all’arresto di entrambi lo scorso dicembre. La Raggi ha sempre protetto Romeo con la stessa veemenza al punto tale che in molti hanno ipotizzato che dietro il rapporto strettissimo ci fossero ricatti indicibili. Cioè quegli “omissis” apposti dagli inquirenti sulla chat ristretta dal nome “Quattro Amici al Bar” che usavano la Raggi, Romeo, Marra e Di Frongia per comunicare fra di loro.

E molto interessante leggere e ricordare l’intervista di Romeo al Messaggero (che fece andare su tutte le furie Beppe Grillo e l’ala dei “duri” del M5S che un grillino di grande ortodossia come Romeo si dichiari speranzoso che gli “omissis” non vengano pubblicati perché non hanno rilevanza penale. A molti infatti non sfuggirà che per la pubblicazione di notizie senza alcuna rilevanza penale ministri come Lupi e Guidi si sono giustamente dimessi, pagando un prezzo politico per cose magari dette da altri al telefono. Quando questi fatti erano d’attualità non si levarono voci dal M5S per contestare la pubblicazione di quegli atti. Oggi invece un “grillino” come Salvatore Romeo si rende conto che “se non c’è rilevanza penale non è il caso di pubblicare segreti. È forse finita per il M5S  l’epoca dell’#intercettatecitutti ,?

dall’intervista di Salvatore Romeo al quotidiano IL MESSAGGERO

 

Tra la questione giudiziaria di Raffaele Marra e quella della polizza vita di Romeo in  suo favore, la partita di Virginia e dell’intero Movimento Cinque Stelle nella Capitale è ormai alla stretta finale. Troppe bugie dette, scontri e spaccature interne non più risanabili. Avrà ancora Beppe Grillo  la forza, la voglia, ma sopratutto di difendere la “sua” Sindaca, o invece la abbandonerà al suo destino. In tal caso darebbe ragione alle critiche di Pizzarotti, il sindaco di Parma ormai fuori dal M5S. E sarebbe la fine per quella credibilità e fiducia sin troppo generosa attribuita dall’elettorato italiano al M5S. Ecco la prova delle cospirazioni del gruppo di Virginia Raggi contro Marcello De Vito

La convocazione, sull’invito a comparire, era per lunedì. Ma l’incontro è slittato a oggi, forse per dare il tempo a Raggi e al suo avvocato di poter studiare meglio la propria linea difensiva. Ieri il legale della Raggi ha, però, chiarito che l’interrogatorio sarebbe stato rimandato di nuovo, a un giorno ancora da decidere, forse nel weekend. Un modo, questo, per farlo in maniera più tranquilla, probabilmente per mettere la sindaca Raggi al riparo anche dall’attenzione, altissima, dei media. Non a caso, anche le audizioni del presidente del consiglio comunale, Marcello De Vito, e della acerrima nemica della sindaca, la deputata Roberta Lombardi, sono state fatte lo scorso fine settimana. La prima, di sabato, la seconda di domenica.

 

 

All’interrogatorio odierno della Raggi che si è svolto in una struttura esterna alla Procura di Roma, cioè presso la sede della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato  sulla via Tuscolana, alla periferia est della Capitale, è durato 8 ore, concludendosi alle ore 22:30 di oggi, hanno preso parte parte il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Francesco Dall’Olio. La Raggi era assistita dall’avvocato Alessandro Mancori .  In Campidoglio  per tutto il pomeriggio e la prima  la serata,  si è notato un frenetico via vai a dir poco nervoso dei consiglieri del M5S. De Vito e Frongia, entrambi presenti in Comune, i quali hanno fatto di tutto per evitare le domande dei giornalisti presenti. Alla fine De Vito ha ceduto ed ha parlato. “I rapporti tra Virginia Raggi e Salvatore Romeo?Dovete chiedere ai diretti interessati”, ha detto  il presidente dell’Assemblea capitolina che così ha risposto a chi gli chiedeva dei rapporti tra la sindaca e il suo ex capo della segreteria politica. De Vito ha spiegato di “non sapere assolutamente nulla” della polizza assicurativa , mentre alla domanda sulla possibile esistenza di un dossier per screditarlo ad opera di una parte di M5S, il presidente dell’Assemblea capitolina ha risposto: “Io penso alla tutela del M5S e a fare il mio ruolo come ho fatto in questi mesi e come farò anche domani”.

 




Ultimatum M5S: fuori Frongia e Romeo o si andrà al commissariamento della Raggi

Beppe Grillo ha deciso l’ultimatum a Virginia Raggi è pronto, e prevede l’azzeramento del «raggio magico», cioè quel gruppo di fedelissimi di cui era “leader” quel Raffaele Marra, da ieri finito in carcere per corruzione. Ma non solo.  Grillo vuole fuori dallo staff anche Daniele Frongia e Salvatore Romeo. Il primo conseguentemente dovrebbe lasciare il posto di vicesindaco ed  anche il M5S, lo stesso destino previsto per il secondo, capo della segreteria politica della Raggi.  Romeo è il dipendente comunale promosso che ha visto triplicato il suo stipendio dal Come diRoma,  con un giro di nomine su cui  in queste ore sta indagando la Procura della repubblica.  Secondo l’ex capo di gabinetto il magistrato Carla Raineri,  di fatto Salvatore Romeo comandava all’interno del Campidoglio ed era “alleato” di Raffaele  Marra. Ma non è tutto. Grillo vuole fare completamente piazza pulita e quindi anche il fratello di Marra,  Renato  ex vicecomandante dei vigili, che nonostante i dubbi dell’Anac , era stato nominato nei mesi scorsi in dirigente del Turismo  con un aumento di stipendio di 20mila euro, si vedrà costretto ad abbandonare l’incarico ottenuto grazie all’asse del fratello con la sindaca Raggi. .

La scorsa estate Luigi Di Maio aveva dato il proprio indirizzo al Movimento: lasciare alla sindaca  Virginia Raggi onori e oneri senza interferire con le sue decisioni , per evitare di restarne  schiacciati, quindi di lasciarla libera ed autonoma. Persino Beppe Grillo gli dette ascolto ma adesso qualcuno chiede conto di quelle decisioni al vicepresidente della Camera. Ieri il deputato Giuseppe Brescia  scriveva durissimo attaccando  “chi ha giocato al piccolo stratega senza esserne capace” .Sono molti ormai a tutti i livelli nei 5 stelle,  a dire che “Di Maio  ha la responsabilità politica di questa situazione“. Dietro l’angolo una vera e propria resa dei conti.

 Grillo avrebbe prospettato un’altra ipotesi choc alla Raggi su cui si sta trattando: seguire quanto attuato dal sindaco di Milano  Beppe Sala, e quindi  autosospendersi in attesa di capire cosa hanno in mano i magistrati che potrebbero indagarla per abuso di ufficio proprio per le nomine dei suoi fedelissimi.  L’idea di Grillo e per attuare il suo piano, il comico prevede la Raggi “commissariata”, e  di affidare il posto di vicesindaco che  Frongia dovrebbe lasciare,  affidato a Marcello De Vito, attuale presidente dell’assemblea capitolina e sfidante di Raggi alle primarie grilline o all’attuale capogruppo Paolo Ferrara con il quale ieri  pomeriggio il comico genovese leader del Movimento5Stelle si è intrattenuto a lungo all’hotel Forum.

La Raggi inizialmente ha fatto sapere  di “essere disposta a discutere” . Ma se la sindaca non dovesse accettare l’allontanamento della sua corte di uomini di fiducia, alla fine  Grillo, in qualità di proprietario del marchio e di garante del movimento, le toglierà il simbolo e chiederà ai consiglieri comunali eletti nelle liste del M5S di toglierle la fiducia per farla decadere.

Continua quindi  in queste ore  la trattativa per trovare una soluzione alla crisi politica, ma proprio quando una soluzione sembrava alla portata di mano, è arriva una dichiarazione di rottura da parte della sindaca Raggi che in queste ultime ore ai suoi più stretti collaboratori sta dicendo “Io non mi sento più parte del M5S, non mi ci riconosco più” . Quindi se la Raggi decidesse di rompere con Grillo ed il M5S si arriverebbe alla conta dei consiglieri comunali. Secondo fonti interne al movimento quindici consiglieri comunali di loro sono pronti a sfiduciarla accogliendo le indicazioni  di Grillo il quale ha capito che la situazione per il movimento potrebbe diventare catastrofica , ora dopo ora , durante il corso delle inchieste giudiziarie che vanno avanti e quindi non si fida più della Raggi.


Le prossime saranno le ore decisive.
Davide Casaleggio
 ha tentayo di far ragionare Virginia Raggi ma la  Raggi ha perfino detto al gruppo pentastellato del Comune di Roma di essere pronta ad andare avanti anche senza il simbolo del Movimento 5 stelle. Per questo, . Grillo ha già pronto il post per revocarle l’uso del simbolo in cui  la accuserà insieme a Marra e Frongia di essere degli infiltrati della Destra nel movimento.

In serata intorno alle 19,30 iniziano a circolare voci , nello stesso momento in cui due consiglieri comunali del  M5s escono dalla riunione senza proferire sola parole una parola, che darebbero Virginia Raggi disponibile ad accettare l’ultimatum dei vertici M5s nel ridimensionare immediatamente i ruoli dei suoi fedelissimi, Salvatore Romeo, capo della sua segreteria politica della Raggi e, soprattutto quella di Daniele Frongia, in un promo momento candidatosi a fare il capo di gabinetto, salvo poi diventare vicesindaco e assessore allo sport e qualità della vita. La partita si gioca proprio sulla posizione di Frongia, che secondo voci maliziose e ricorrenti all’interno del M5S sarebbe molto legato e non solo politicamente alla Raggi, la quale ha continuato a difenderlo continuamente, ma alla fine si sarebbe convinta ad arrendersi al muro eretto dai vertici pentastellati.

L’accordo che che si starebbe delineando è il ritiro della delega di vice sindaco a Frongia, che rimarrebbe in giunta solo come assessore allo Sport, mentre Salvatore Romeo verrebbe  estromesso definitivamente dallo staff della Raggi, che alle 20 ha lasciato il Campidoglio in auto, anche lei  senza rilasciare alcuna dichiarazione mentre da un ingresso secondario anche alcuni consiglieri insieme allo stesso Frongia  si dileguano in silenzio. Per i Cinquestelle romani è stata una lunghissima giornata. Che non sembra essere l’ultima da affrontare per risolvere la crisi interna, che deve fare nelle prossime ore con le decisioni che adotterà la magistratura che potrebbe indagare la prima cittadina romana.




Finita l’era Virginia Raggi. Pronta l’espulsione dal M5s. Lei resiste ma le mancano i numeri per governare il Campidoglio

Il sipario della politica sta per calare definitivamente  su Virginia Raggi ed i guai giudiziari. BeppeGrillo è stato asserragliato nella sua stanza all’hotel Forum di Roma, Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi, i responsabili della comunicazione Movimento 5Stelle. alla camera e Senato gestita dalla Casaleggio Associati, ma con i soldi pubblici dei rispettivi gruppi parlamentari,  raccolgono tutta la sua furia e la sua rassegnazione: “Perdere in questo modo Roma…” , ” Non possiamo perdere così Roma” ripete continuamente come un’invocazione  al cielo. Anche perché il comico genovese è letteralmente terrorizzato dall’avviso di garanzia per abuso d’ufficio per le nomine in Campidoglio, in particolare per l’illegittima promozione di Salvatore Romeo, capo della segreteria politica che a giorni  potrebbe raggiungere la sindaca.  Sarebbe la fine del Movimento 5Stelle.  Per questa ragione Grillo è sul punto mollarla, Davide Casaleggio invece esita. Forse è la fine.

All’alba di questa mattina alle cinque e mezzo, Grillo è uscito dall’hotel Forum nei pressi del Colosseo, per dribblare i giornalisti e le telecamere che durante il giorno circondano l’albergo, diretto alla stazione Termini per prendere il primo treno per Genova partito alle 6.  Per il comico genovese’ stata una lunga notte insonne quella passata a Roma. Ieri sera alle 23, la sindaca Virginia Raggi capita l’aria che la circonda dentro il Movimento che sta per scaricarlaha convocato i consiglieri pentastellati in Campidoglio . Partita la conta: chi è con me, chi contro di m. In Campidoglio, i numeri sarebbero contro di lei. Ma sul blog di Grillo, organo ufficiale del M5S di fatto il post  di annuncio è praticamente già pronto: il Movimento5Stelle toglie il simbolo alla giunta romana, e la Raggi viene sospesa dal movimento .


Decisione questa che potrebbe decretare la fine
dell’amministrazione guidata dai 5 Stelle a Roma. Portando dritto a nuove elezioni. Dopo l’arresto di Raffaele Marra per corruzione, tre giorni dopo le dimissioni dell’indagata Paola Muraro,   sarebbero 10 i consiglieri pentastellati  pronti ad abbandonare la sindaca.  A livello nazionale il Movimento, praticamente lo ha  già fatto.

I parlamentari più in vista e rappresentanti del M5S  come Roberto Fico che, come ha reso noto via Twitter Maria Latella, oggi diserterà L’Intervista su SkyTg24), Luigi Di Maio, Roberta Lombardi, Nicola Morra, Carla Ruocco, Paola Taverna e qualche consigliere romano capitanato dal capogruppo Paolo Ferrara, si sono confrontati ed hanno discusso su cosa fare, ma questa volta, il fondatore del Movimento ha deciso di dare retta alla linea dura avanzata da Fico, Ruocco, Lombardi, Taverna che sin dai tempi della notizia di Paola Muraro indagata, contestavano al vertice che  a Roma qualcosa non andava per il verso giusto  funzionando. Lamentando che intorno alla sindaca Raggi vi erano troppe anomali. Luigi Di Maio la cui leadership è stata fortemente messa in discussione e ridimensionata, è l’unico a tacere . Incredibilmente il “grillo” Alessandro Di Battista che interviene e pubblica in rete qualsiasi cosa, questa volta si è dileguato  scomparendo per un giorno intero. Questa volta non scrive, non posta, non twitta, non va in tv né raggiunge Grillo in hotel. Letteralmente “scomparso.

Ma cosa è successo ieri nel Movimento 5 Stelle ?   Grillo ieri mattina, appena sceso dalla macchina con cui era arrivato a Roma e con cui avrebbe dovuto proseguire per Siena assieme a due pullman imbottiti di parlamentari per a manifestare davanti a Monte Paschi di Siena, ha provato a concedere alla Raggi l’ultima possibilità, dicendole duramente al telefono  “Te l’avevo detto Virginia. La situazione adesso è davvero grave…e sarà complicato uscirne”.  La Raggi gli avrebbe risposto con voce ferma “Lo so Beppe ti chiedo scusa, avevi ragione tu ” ma ribadisce a Grillo che si fidava di Marra. “Hai sbagliato – le ha controbattuto Grillo  – devi ammetterlo e chiedere scusa pubblicamente“.

La Raggi lo ha fatto in una delle sue anomale conferenza stampa leggendo un comunicato frutto di una trattativa con Grillo e lo staff di comunicazione della Casaleggio, ma senza rispondere domande. Sicuramente un comportamento poco trasparente ed istituzionale. Ha ceduto alle richieste dei vertici M5S ma non completamente, dicendo orgogliosa al vicesindaco Daniele Frongia che la accompagna davanti ai giornalisti: “Sono io ad avere l’ultima parola su quello che dico. Tanto lo so: vogliono le mie dimissioni. Ma io vado avanti lo stesso, al massimo possono togliermi il simbolo“. Arrogante, fredda, determinata con un tono quasi di sfida, usa solo avverbi nelle sue scuse in Campidoglio:  “probabilmente” e persino un plurale, “abbiamo sbagliato”, che non piace alle orecchie di tutti gli esponenti del M5S.

I social network diventano un vero e proprio inferno di proteste. L’ala “dura” del Movimento5Stelle usa una citazione di Martin Luther King “Prima o poi bisogna prendere una posizione perché è quella giusta” pubblicata da Roberta Lombardi, la nemica giurata di Raggi, la deputata che definì a suo tempo Marra come del “virus che sta infettando il M5S” e che  ha presentato denuncia tre settimane fa contro di lui.

Non solo i militanti, ma anche i deputati  vogliono le dimissioni della sindaca. Subito. Il web è diventata una piazza piena di rabbia, una sorta di ghigliottina “virtuale” usata contro chi ha costruito un partito sul web. La Taverna è furente: “Le scuse non bastano“. La Lombardi si gode la sua rivincita su Di Maio e Di Battista che hanno a lungo protetto la Raggi: “Sono Fiera di stare dalla parte giusta”dice dopo aver scherzato nei corridoi della Camera dei Deputati sulle sue passate uscite: “Diciamo che sono brava a scovare virus…“. Grillo  guardando proprio la Lombardi  ammette davanti a tutti nella sua suite in albergo, di aver sottovalutato chi lo aveva messo in guardia, e  chiede notizie sull’imminente avviso di garanzia per Raggi. Gli rispondono in molti preoccupati : “Beppe sarebbe la catastrofe“.

Il padre-fondatore-proprietario del Movimento5Stelle convoca anche i consiglieri comunali romani. Vuole sentire le loro opinioni, capire cosa è successo, ma soprattutto accertare se sono pronti a non darle la fiducia come fecero precedentemente i consiglieri Pd per far cadere il sindaco Ignazio Marino. Ipotesi molto vicino a quanto accadrà nelle prossime ore,  il vero e proprio incubo di Virginia Raggi, che lo sa bene e dice ai suoi collaboratori:”Tutto dipenderà da loro” . Infatti l’ipotesi di andare avanti senza il simbolo M5S nell’amministrazione di Roma Capitale non piace assolutamente a due nomi di spicco della politica grillina romana come  il presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito e il capogruppo del Movimento Paolo Ferrara.

nella foto Daniele Frongia e Virginia Raggi in consiglio comunale

Beppe le dirà di dimettersi o le toglierà il simbolo spiffera un deputato dell’ex direttorio M5S che  chiede l’ anonimato  e spiega: “Aspettate e vedrete: la sta mollando. In conferenza ha dato mezze scuse. Se non lascia sarà la magistratura a fare piazza pulita“. Una nuova riunione di maggioranza del M5S in Campidoglio è prevista questo pomeriggio. Una consigliera ammette: “Stiamo approfondendo la situazione. Non prenderemo decisioni a caldo, stiamo riflettendo“. La sindaca Raggi davanti all’azzeramento proposto all’hotel Forum, avrebbe accettato di rimuovere tutti tranne il suo fedelissimo  vice Daniele Frongia ( a cui è particolarmente legata non solo “politicamente”) anche lui ex consigliere comunale M5S durante l’era Marino .Frongia rinunciò a a candidarsi come candidato sindaco nelle primarie interne del M5S  portandole in dote le sue preferenze. Frongia viene additato ed accusato dall’ala dei parlamentari “duri” del M5S, decisi ad arrivare a una resa dei conti rapida per segnare una discontinuità, di aver condiviso e sostenuto   l’amicizia pericolosa della Raggi con Marra, e viene considerato uno dei responsabili politici del potere acquisito negli ultimi mesi da Marra in Campidoglio.

(notizia in aggiornamento)




Mariti, fidanzate e amici degli amici, la parentopoli M5S

di Giovanna Vitale *

M5S CampidoglioIl Movimento di lotta si fa di governo e i vizi della vecchia politica, che a parole si dice di voler combattere, tornano puntuali come un orologio svizzero. Basta guardare cosa sta accadendo a Roma: non solo la rissa fra correnti, ma pure incarichi di sottogoverno distribuiti a go-go a mogli, fidanzate, portaborse. Il peggio del familismo amorale sempre denunciato dai grillini, ora applicato in Campidoglio con metodo scientifico. Antipasto del banchetto che verrà, visto che le nomine più pesanti, circa 300, a cominciare dallo staff della neosindaca, devono ancora venire.

L’inizio non fa ben sperare. I primi passi dei pentastellati seguono liturgie da prima Repubblica: legami di sangue, d’amore o d’amicizia trasformati in poltrone, dunque in stipendi. Specie alla periferia dell’impero, dove è più facile sfuggire ai controlli. Accade allora nel popoloso III municipio che Giovanna Teodonio, moglie di Marcello De Vito, protegé della deputata Roberta Lombardi, il più votato in assemblea capitolina di cui è diventato presidente, venga reclutata come assessore alla Sicurezza del personale e Polizia locale. Una parentela da lei stessa rivendicata su Fb. Mentre per favorire la fidanzata del bis-consigliere comunale Enrico Stefàno si è dovuto ricorrere a un escamotage: la 27enne Veronica Mammì, uscente in VI municipio, è stata traslocata in VII, dove ha ricevuto la delega al Sociale. Uno spostamento tattico, raccontano fonti interne al Movimento, necessario per aggirare il tetto dei due mandati consecutivi. Così si salta un giro, ma si riscuote comunque un incarico, in attesa delle prossime consultazioni. Che, per la Mammì, già portaborse della deputata Daga, potrebbero essere le Politiche o le Regionali, fra un anno o due.

Una strategia molto in voga fra i grillini. Alla faccia della sbandierata diversità a 5 stelle. I quali, per selezionare la classe dirigente, usano ormai lo stesso criterio degli altri partiti: la fedeltà. Alle persone che contano, prima che ai principi. Capita perciò che l’assistente alla comunicazione del deputato Enrico Baroni, Mario Podeschi, venga nominato assessore al Sociale in V municipio. Mentre l’architetto Giacomo Giujusa – consulente per le tematiche ambientali dell’onorevole Vignaroli, compagno della senatrice Taverna – conquisti la delega all’Ambiente e Lavori pubblici in XI. Con il dipendente Atac Alfredo Compagna, appena eletto presidente in XIV, a suo tempo candidato per aver condiviso i banchi di scuola con Andrea Severini, marito separato di Virginia Raggi, che proprio in quel territorio risiede. Dove è risultato eletto pure il suo avvocato, che però poi ha rinunciato.

È infatti la famiglia il canale privilegiato dei 5 stelle per entrare nelle istituzioni. La prova è l’VIII municipio: in consiglio siedono Teresa Leonardi (40 preferenze) ed Eleonora Chisena (91), madre e figlia; Giuseppe Morazzano (41 voti) e Luca Morazzano (34), padre e figlio. Basta una vasta parentela, un po’ di organizzazione e il seggio è assicurato. Da declinare nella “variante Mastella“, ovvero le coppie che fanno carriera insieme. Daniele Diaco e Silvia Crescimanno erano fidanzati quando, nel 2013, approfittando della doppia preferenza di genere, divennero entrambi consiglieri in XII. Nel frattempo si sono sposati: oggi lei è presidente del municipio, lui ha preso uno scranno in Campidoglio. Dove, nello staff della neosindaca, sta per entrare Francesco Silvestri, ex collaboratore del senatore Endrizzi, già fidanzato di Ilaria Loquenzi, capo comunicazione alla Camera. In ossequi alla teoria Nugnes, verace senatrice partenopea: “Quando scegliamo il nostro esercito, i soldati devono essere fedeli“.