Festa della Polizia di Stato. Il bilancio operativo 2014/5 della Questura di Taranto

Si è celebrato oggi a Taranto, come in tutt’ Italia il 163° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato, improntata da qualche anno a criteri di misurata sobrietà, senza  intenti autocelebrativi, con il desiderio di costituire per tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato, una testimonianza collettiva di costante presenza e di impegno, in linea con il tema celebrativo “Esserci sempre”, indicato più volte dal Prefetto Alessandro Pansa,  Capo della Polizia,  quale obiettivo e cifra ideale della nostra Istituzione, protesa generosamente verso la comunità nazionale a difesa della quale è chiamata ad operare.

Esserci sempre – ha detto il Questore di Taranto Enzo Giuseppe Mangini  – nonostante il sensibile aumento degli impegni operativi determinato dalla difficile situazione del Paese; nonostante il contenimento delle risorse; infine, nonostante l’amarezza avvertita talvolta, quando critiche ingenerose puntano a rimarcare singoli errori, omettendo di considerare le complesse problematiche con cui gli operatori di polizia si misurano ogni giorno, con correttezza, professionalità ed abnegazione”.

CdG mattarella-sergio-All’inizio della cerimonia, che si è tenuta nella palestra della Questura di Taranto, è stata data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Con il conferimento di una medaglia d’oro al merito civile alla bandiera – queste le parole del Capo dello Stato nel suo messaggio  al corpo della Polizia – è stato dato riconoscimento alla professionalità e alla abnegazione dimostrate nell’espletamento delle vostre funzioni”. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha manifestato il suo più vivo apprezzamento per gli importanti risultati conseguito nella lotta alle mafie, e contro sodalizi criminali, rivolgendoal la Polizia di Stato  il suo riconoscimento per l’ impegno manifestato nelle operazioni di assistenza e soccorso a causa  dell’intensificarsi dell’afflusso di migranti.

nella foto da sx il Mnistro Alfano

nella foto da sx il Mnistro Angelino Alfano ed il Capo della Polizia Pansa

Esprimo la mia più profonda gratitudine al personale della Polizia di Stato. – ha scritto il Ministro Alfano Avete affrontato anche quest’anno difficili situazioni di ordine pubblico in occasione di numerose manifestazioni. Ne ho apprezzato l’equilibrio e la professionalità, garantendo la libertà di manifestare ed al contempo la sicurezza dei cittadini. Avete dimostrato, in occasione dell’emergenza migratoria o in contesti di forte carica emotiva, di saper affrontare con spirito di solidarietà, competenza, determinazione e coraggio, le difficoltà dei compiti istituzionali che vi sono stati affidati. Tutto ciò vi rende degni della fiducia dei cittadini, ma soprattutto del Governo».

L’anno trascorso è stato ancora una volta un periodo assai impegnativo per i vari Uffici e Reparti della Polizia di Stato della provincia che, mantenendo un ormai consolidato, elevatissimo livello di collaborazione e stretta sintonia con le altre Forze di Polizia, hanno conseguito lusinghieri risultati nei diversi settori dell’attività istituzionale. Particolarmente incisiva è stata l’azione condotta sotto il profilo della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, ambito nel quale la prudente opera di mediazione sviluppata sul campo ha consentito di prevenire gravi criticità.

CdG Polizia-di-StatoLa Questura di Taranto è stata duramente impegnata in occasione della agitazione degli autotrasportatori e delle altre imprese dell’indotto ILVA, protrattasi per quasi otto settimane, che rischiava di compromettere la prosecuzione dell’attività produttiva dell’impianto siderurgico, e quindi le auspicate prospettive di ripresa e di bonifica; ma tante sono ormai le iniziative di piazza in cui trovano sfogo le preoccupazioni del mondo delle imprese e del lavoro, il diffuso disagio sociale e giovanile, e le note problematiche di carattere ambientale. In tale difficile contesto, l’attenzione dell’Autorità di P.S. si è sempre mantenuta alta, a presidio di quella tranquillità sociale necessaria che appare indispensabile per individuare obiettivi comuni e possibilità di ripresa a Taranto e provincia

Il Questore di Taranto nel suo intervento, ha ricordato ” l’impegno sostenuto dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato, insieme alle altre Forze di Polizia, in occasione dello afflusso nel porto di Taranto di profughi provenienti dalle coste africane. Sono finora transitati da questo capoluogo circa 14 mila migranti, appartenenti a varie nazionalità, di cui oltre 800 minori non accompagnati” mettendo in evidenza “La professionalità e la competenza dimostrata in tali delicate circostanze dal personale della Polizia di Stato, accompagnate da spirito di umana solidarietà, hanno contribuito a creare, con il coordinamento del Sig. Prefetto e la sensibile collaborazione di tutti gli altri Enti interessati, un meccanismo di accoglienza collaudato, efficiente e rispettoso dei diritti umani di quanti fuggono dai Paesi di origine in cerca di un futuro migliore”

I dati statistici presentati hanno confermato un’  importante azione di contrasto delle condotte illecite operata dalla Squadra Mobile che ha tratto in stato di fermo   n. 13 scafisti, individuati tra i profughi all’atto dei singoli sbarchi; mentre sono stati circa 150 gli stranieri respinti alla frontiera per insussistenza delle condizioni per la richiesta di protezione internazionale.

 

Schermata 2015-05-22 alle 19.55.12

nella foto il Questore di Taranto dr. Enzo Giuseppe Mangini durante il suo intervento alla Festa della Polizia

 

 

Sul versante della lotta alla criminalità comune ed organizzata, va ricordata in particolare l’operazione denominata “ALIAS”, portata a compimento dalla Squadra Mobile il 6 ottobre dello scorso anno, che ha consentito di disarticolare, con l’esecuzione di 52 misure cautelari personali, un noto gruppo malavitoso locale, con diramazioni anche in altre regioni. Nello stesso contesto investigativo, la scorsa settimana sono stati tratti in arresto dalla Squadra Mobile altri due affiliati allo stesso sodalizio, autori di attentati in danno di alcuni esercizi commerciali. In quest’ultima circostanza, in collaborazione con il GICO della Guardia di Finanza di Lecce, si è proceduto anche al sequestro preventivo di beni mobili ed immobili per un valore di circa 4 milioni di euro.

Di rilievo anche la cattura, tra gennaio e marzo scorsi, di tre soggetti, ritenuti responsabili dell’efferato omicidio consumato la sera dell’Epifania, alla presenza di più persone, nei pressi di un circolo ricreativo del rione Tamburi. Da segnalare ancora, tra l’8 ed il 17 novembre dello scorso anno, il fermo, sempre da parte della Squadra Mobile, di quattro pregiudicati, resisi responsabili di una serie di sparatorie verificatesi in rapida successione nel quartiere Borgo-Solito, che avevano suscitato vivo allarme tra i residenti.

polizia-volanti-notteIl Questore di Taranto dr. Mongini,  ha ricordato il merito da parte della Squadra Mobile, che il 23 giugno dello scorso anno, ha eseguito l’ ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di otto persone, responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata all’usura e all’estorsione (operazione denominata “PALCO”), nonchè la rapida risoluzione dell’omicidio di un agricoltore verificatosi nel febbraio scorso icon l’arresto da parte degli uomini del Commissariato di P.S. di Martina Franca,  di un giovane del luogo, come anche l’esecuzione da parte della Sezione Polizia Stradale, che lo scorso 2 marzo ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto soggetti, responsabili di partecipazione ad associazione per delinquere finalizzata alle truffe in danno di compagnie di assicurazioni. Altre 139 persone sono state  denunziate in stato di libertà (operazione denominata “TRIS”).  Per ultimo,  il Questore di Taranto ha ricordato l’arresto operato mercoledì scorso dalla Squadra Mobile,  di due pregiudicati, responsabili di tentati omicidi consumati tempo addietro presso luoghi di ritrovo giovanile del capoluogo.

La quantità e qualità delle suddette operazioni testimoniano la grande competenza e professionalità raggiunta in questo campo e, al tempo stesso, la validità dei dispositivi di contrasto. La situazione generale, tuttavia, nonostante i successi conseguiti, continua ad essere oggetto della massima attenzione, attesa la riscontrata tendenza di taluni esponenti di noti gruppi criminali, già condannati, a riconquistare gli spazi prima occupati.

E’ quindi necessario  – ha concluso il Questore di Taranto – un impegno maggiore delle forze sane della società nel campo della affermazione e difesa della legalità che affianchi validamente le Istituzioni a ciò preposte, anche attraverso l’intervento delle varie agenzie educative, delle associazioni professionali, di categoria e delle diverse realtà associative“.

Al termine del discorso, il Questore ed il Prefetto di Taranto dr. Umberto Guidato hanno premiato per merito straordinario l’ Assistente Capo  Gianluca QUERO, l’ Assistente Capo  Francesco SANTORO,  Assistente Capo Lorenzo SCIALPI , l’ Assistente Capo Luigi COLETTA, l’Assistente Capo Giuseppe D’IPPOLITO , l’Assistente Capo Marcello DRAGONE , l’Assistente Capo Francesco CUPPONE, il Sovrintendente Cosimo DE GIORGIO , l’Assistente Capo Ilario BELLO , l’ Assistente Capo Francesco QUARANTA , l’ Assistente Capo  Massimiliano MURI e l’ Assistente Capo  Francesco AGRUSTI. Sono stati conferiti encomi solenni al Sostituto Commissario Marcella DE GIORGIO , all’ Ispettore Capo in quiescenza  Oronzo ANDRIULO, all’ Ispettore Capo Gregorio TALO’ , all’ Ispettore Superiore S.U.P.S.Vincenzo FIORE  ed all’Assistente Capo  Salvatore FANIGLIULO., e l’ Ispettore Superiore S.U.P.S.  Vincenzo FIORE.

 




Svanito il “porto delle nebbie” della Procura di Roma, a Taranto la “Procura della diossina”. Su cui bisogna fare chiarezza

di Antonello de Gennaro

Il Tribunale di Roma si portava addosso il titolo di  “porto delle nebbie”. conquistato tra gli anni ’70 e ‘90. Sospetti, indagini contese con altri tribunali, dalle schedature Fiat allo scandalo dei petroli, passando per i fondi neri Iri e la Loggia massonica segreta P2. Un elenco che tocca anche Tangentopoli, con le inchieste romane che, per usare un eufemismo, non produssero gli effetti di quelle milanesi. I magistrati romani oggi giustamente ripetono orgogliosi : “Non siamo più il porto delle nebbie”. Ed a dare ragione loro sono gli ottimi risultati raggiunti sotto la guida dall’integerrimo  procuratore capo Giuseppe Pignatone .

nella foto il pm Di Giorgio

nella foto il pm Matteo Di Giorgio

Altrettanto non si può dire  della Procura di Taranto,  che ha visto un suo magistrato Matteo Di Giorgio arrestato a seguito di un’inchiesta coordinata dal pm di Potenza, Laura Triassi, e condannato in 1° grado dal Tribunale di Potenza a 15 anni per concussione e corruzione in atti giudiziari. Ma non è tutto. Come pena accessoria è stata disposta  anche l’interdizione perpetua del magistrato dai pubblici uffici, motivo per cui è stato attualmente sospeso dalle funzioni dal Consiglio Superiore della Magistratura .

A denunciare Di Giorgio fu l’ex sindaco di Castellaneta, ed un ex parlamentare degli allora Democratici di sinistra, il senatore Rocco Loreto, il quale presentò un dossier a Potenza contro il magistrato Di Giorgio , e un imprenditore, che si sono costituiti parte civile,  assistiti dall’avvocato Fausto Soggia. Ma sembra che la vicenda possa non concludersi nemmeno qui visto il supposto coinvolgimento di altri magistrati e uomini delle forze dell’ordine.

La circostanza più grave è che accanto alla condanna di 15 anni per l’ex pubblico ministero Di Giorgio, il Tribunale di Potenza ha inoltre disposto la trasmissione degli atti alla procura per valutare la posizione di diversi testimoni in ordine al reato di falsa testimonianza. Tra questi vi sono anche altre figure togate, come l’ex procuratore di Taranto Aldo Petrucci e l’attuale procuratore aggiunto di Taranto, Pietro Argentino tuttora in servizio presso la procura tarantina. E di questo processo, nei prossimi giorni leggerete su questo quotidiano online  tutti gli atti integrali del processo.

Il Tribunale di Potenza ha anche trasmesso complessivamente  alla procura gli atti relativi alle testimonianze di 21 persone, quasi tutti carabinieri e poliziotti. Tra questi anche l’ex vicequestore della Polizia di Stato, Michelangelo Giusti.

Chiaramente questa testata giornalistica che state leggendo, è “garantista” e riconosce per qualsiasi imputato il diritto alla presunzione d’innocenza sino a sentenza definitiva. E quindi così come pubblicheremo a puntate gli atti (voluminosi) del processo al Pm Di Giorgio, abbiamo ricevuto dal magistrato condannato anche il suo atto d’appello, che però non pubblicheremo per una questione di rispetto nei confronti della Corte di Appello, che dovrà giudicare in 2° grado. Il Corriere del Giorno infattipubblica solo atti ufficiali dell’ autorità giudiziaria e sentenze dei Tribunali.

Ma le ombre che sono calate sulla Procura di Taranto l’anno scorso con la condanna del pm Di Giorgio, non sono finite lì. Infatti mentre il nostro amato e rispettato concittadino Armando Spataro ,  è un’ “esempio di legalità” , nel periodo in cui era procuratore aggiunto presso la Procura di Milano, non appena un figlio è diventato avvocato penalista a Milano, ha chiesto ed ottenuto l’assegnazione ad altro ruolo ben distante dal capoluogogo lombardo, proprio per evitare conflitti d’interesse familiari.  Successivamente Spataro è diventato  procuratore capo della repubblica di Torino, incarico che regge tuttora.

A Taranto invece sembra di navigare nel “porto della diossina”, non solo per la vicenda processuale “ILVAAmbiente svenduto” ma anche per altre circostanze a dir poco imbarazzanti. Da accertamenti fatti abbiamo scoperto attraverso le visure camerali, stati di famiglia e non solo, che dei parenti diretti e congiunti di alcuni magistrati in servizio alla Procura tarantina, ricoprono attualmente cariche dirigenziali ed amministrative percependo lauti compensi nei consigli di amministrazioni  e collegi sindacali di società municipali, società consortili pubbliche, il tutto in un conflittto d’interessi che definire imbarazzante è ben poco. Per non parlare poi delle norme previste per legge in materia di  “Amministrazione Trasparente” ignorate e calpestate,  senza che il procuratore capo dr. Franco Sebastio ed i suoi colleghi della procura se ne accorgano ed intervengano per rispettare le norme di Legge . Ma corrono voci che a fronte di tali inerzie,  sarebbe partito un esposto al dr. Raffaele Cantone autorevole magistrato che siede a capo dell’Autorità nazionale anticorruzione.

Non va dimenticato inoltre quanto accaduto qualche anno fa, e cioè l’arresto del Giudice civile Piero Vella e l’avvocato Fabrizio Scarcella entrambi beccati in flagranza di reato per corruzione in atti giudiziari, procedimento affidato alla Procura di Potenza competente a indagare sui magistrati di Taranto. L’arresto avvenne nel 2012 , grazie ad una denuncia di un cliente del legale.  Dopodichè,  su questo genere di reati, i Carabinieri di Taranto sono stati messi in sonno….

CdG Sebastio ed ufficiali

Ma ta,le disinteresse della Procura e delle forze dell’ordine sarà forse dipendente per la voce circolante praticamente in tutti gli ambienti cittadini che l’arcivescovo ciellino di Taranto, mons. Filippo Santoro avrebbe offerto proprio al dr. Franco Sebastio (che a fine anno va in pensione per raggiunti limiti d’età)  la candidatura a sindaco di Taranto in occasione delle prossime elezioni amministrative, anche se lo confessiamo,  facciamo fatica a capire in quale lista o partito possa candidarsi, e sopratutto ci meraviglia che un vescovo che in realtà dovrebbe occuparsi di fede e di anime, si occupa di liste elettorali e lobby trasversali. Ma qualcuno ci ricorda l’origine “ciellina” di mons. Santoro, il che rende possibile e credibile tutto ed il contrario di tutto. Forse non sono bastate le poco esaltanti esperienze in politica degli ex-magistrati Di Pietro, D’ Ambrosio e De Magistris !

Questo quotidiano online  per dovere di informazione verso i nostri lettori, come risulta dal nostro 1° giorno di attività,  è registrato (leggi QUI) come testata giornalistica presso il Tribunale di Roma, città in cui viene realizzato e diretto, pur avendo notoriamente una redazione a Taranto. Inoltre il sottoscritto che lo dirige con appena 30 anni di giornalismo professionista alle spalle, vive e lavora a Roma,  ed è bene quindi ricordare a “qualcuno”…. che secondo quanto previsto dalla Legge per il nostro operato giornalistico noi rispondiamo alla magistratura romana ed al Tribunale della Capitale.

Il Corriere del Giorno che state leggendo  ha reso pubblico con un nostro articolo (vedi QUI) nelle settimane scorse qualcosa di illegittimo e cioè la nomina illegale avvenuta lo scorso 14 gennaio, di Fabrizio Scattaglia a nuovo direttore generale della”Cittadella della Carità”, che violava la Legge 190 del 6 nov. 2012 (sulla prevenzione e repressione della corruzione). Successivamente nonostante i comunicati stampa di “fiducia” e stima a Scattaglia fatti diramare dal vescovo Santoro alla solita “compagnia di giro” giornalistica tarantina, è arrivata la “scomunica” della Corte dei Conti per la gestione Scattaglia dell’ ASL Taranto, e tutto ciò ha quindi indotto a  l’ex-direttore dell’ ASL Taranto a ritirarsi in sordina. Incredibilmente, sinora, nessuno della Procura di Taranto si era guardato dall’indagare sull’incredibile vicenda, ed accertare quanto è sotto gli occhi di tutta la città, anche se ad onor del vero,  le Forze dell’Ordine di Taranto non fanno un granchè in materia di controlli sulla pubblica amministrazione. Mentre esposti e denunce presentati in Procura giacciono a lungo nei cassetti ed archivi, on in quale porto…..Invece secondo noi  ci sarebbe molto bisogno nel capoluogo jonico ed in provincia di controlli, indagini ed accertamenti.

Sarà tutto ciò forse dovuto grazie “vicinanza” di rapporti e strana intensa frequentazione dell’attuale Comandante Provinciale dei Carabinieri , il Col. Daniele Sirimarco (che a settembre lascerà il capoluogo jonico per terminare il suo ciclo di comando) con l’arcivescovo Santoro e gli “illuminati”…imprenditori che si riuniscono un pò troppo spesso e volentieri in arcivescovado e nelle salette riservate di alberghi e banche locali ?

il Col. Sirimarco ed il vescovo Santoro

nella foto il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Taranto Col. Sirimarco ed il vescovo Filippo Santoro

Nei giorni scorsi ci è stato riferita l’ira manifestata pubblicamente in una riunione in Prefettura proprio dal Col. Sirimarco nei confronti della dirigenza del 118 di Taranto, “rea” di aver dato parere negativo (giustamente secondo noi) allo svolgimento della processione dei riti sacra nella città vecchia dove  sono numerosi gli edifici pericolanti. Ma ci sia consentita una riflessione: da quando in quando i Carabinieri si occupano ed hanno competenze anche in materia di Pronto Soccorso ?

Secondo noi è anche un pò strano apprendere da fonti autorevoli ed attendibili che il Comandante Provinciale di Taranto dell’ Arma dei Carabinieri (istituzione questa verso la quale va il nostro assoluto massimo rispetto, stima e fiducia ) frequenti imprenditori indagati ed imputati, persino in cene private e gite estive su imponenti yacht lungo la costa jonica. Chiaramente siamo a disposizione del Col. Sirimarco per ogni eventuale precisazione in merito. Anche se un ufficiale dell’ Arma dovrebbe ben sapere che in un luogo pubblico le foto sono consentite, si può essere facilmente visti e riconosciuti, data l’eccessiva visibilità raggiunta, e ricordare inoltre che l’ Autorità giudiziaria la possibilità di accertare quanto diciamo e scriviamo. Non è difficile rintracciare le celle telefoniche e degli spostamenti negli ultimi 12 mesi fatti dai proprietari di alcuni telefoni mobili. Ne troverebbero molti sempre negli stessi luoghi. Tutti insieme. Troppo spesso.

CdG aula-tribunale

Per fortuna in tali situazioni imbarazzanti non si trovano il Questore di Taranto dr. Enzo Giuseppe Mangini  ed il Col. Salvatore Paiano Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, ben accorti entrambi a chi frequentano, ricordandosi di essere dei validi  “servitori dello Stato”, e non di qualche congrega o sacrestia !

Così come ci vengono riferite strane “manovre” ed investigazioni nei nostri confronti che vedrebbero molto “attivo”  e partecipe (ma non giornalisticamente)   un giornalista della redazione tarantina de La Gazzetta del Mezzogiorno, particolarmente “avvelenato”, il quale però farebbe bene a darsi una calmata dato che ci risulta che in passato sarebbe stato condannato per dei brogli elettorali commessi nelle funzioni di presidente di seggio elettorale (in rappresentanza dell’ ex-PCI),  giornalista attualmente indicatoci da alcuni importanti penalisti tarantini, come il “ventriloquo” della Procura di Taranto.  Questo “pennivendolo” insieme a qualche appartenente delle forze dell’ordine che crede di poter accedere alle banche dati anche fiscali senza alcuna legittima ragione, dimenticano che in passato più di qualcuno  in divisa è finito in carcere proprio per accesso abusivo ed utilizzo improprio di dati utilizzabili solo previa disposizione dell’ Autorità Giudiziaria. Compresi quelli fiscali.

nella foto il procuratore caro della repubblica di Roma, dr. Pignanone ed il generale Parente comandante dei ROS

nella foto il procuratore capo della repubblica di Roma, dr. Pignanone ed il generale Mario Parente comandante dei ROS-Carabinieri

Come abbiamo detto più volte il “metodo Boffo” , cioè delegittimare chi lavora giornalisticamente seriamente per sminuirne la credibilità, non ci preoccupa minimamente, così come non ci preoccupano le strane manovre e minacce che  arrivano quotidianamente  più o meno “velate” nei nostri confronti. Dormiamo sonni sereni, nella certezza di non aver nulla da temere e nella consapevolezza di dover essere eventualmente valutati da una Procura autorevole e seria come quella di Roma, che ha come capo un “signor” Magistrato che si chiama Giuseppe Pignatone.

Secondo la nostra opinione, riteniamo che sarebbe il caso che il CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura e gli ispettori del Ministero di Giustizia si occupassero un pò di più della procura della repubblica tarantina. Siamo sicuri che nel Palazzo di Giustizia a Taranto ne vedrebbero e scoprirebbero delle belle…




Operazione Alias. 52 arresti per mafia a Taranto

Dall’alba di questa mattina la Squadra Mobile di Taranto della Questura di Taranto diretta dott. Giuseppe Pititto,  sta conducendo una vasta operazione antimafia a Taranto denominata “Alias” , coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce che ha disposto l’arresto di 52 persone coinvolte a vario di titolo dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, omicidio, estorsione, rapina e detenzione di armi. L’operazione, coinvolge dei presunti appartenenti a organizzazioni collegate ai clan D’Oronzo – De Vitis che vengono accusate di associazione mafiosa, traffico di droga, omicidio, estorsione, rapina e detenzione di armi.

Schermata 2014-10-06 alle 11.58.55Tutto ha avuto inizio verso la fine dell’anno 2012 a seguito della scarcerazione, dopo oltre venti anni, dei due noti esponenti della malavita tarantina Orlando D’Oronzo e Nicola De Vitis, entrambi già condannati nel noto processo “Ellesponto” per il reato di cui all’art. 416 bis c.p. Per gli inquirenti e le forze dell’ ordine  appariva forte difatti il rischio che gli stessi volessero ricostituire lo storico “clan” D’ORONZO-DE VITIS-RICCIARDI che, negli anni ’90, imperversò a Taranto, in piena alleanza con il boss Antonio Modeo detto  “il Messicano”, in contrapposizione con i tre fratelli Gianfranco, Riccardo e Claudio Modeo, dal cui scontro scaturì una guerra di malavita con oltre un centinaio di morti.

Orlando D’Oronzo e Nicola De Vitis, detti  “fratello grande” e “fratello piccolo“, tenuti in semi-libertà e soggiorno obbligato rispettivamente a Sassari e Verona, puntavano da tempo a tornare i padroni della città, come negli anni in cui si schierarono accanto ad Antonio Modeo nella sanguinosa guerra di mala contro i suoi fratelli. “Erano pronti a scatenare una nuova guerra – ha commentato il procuratore antimafia Cataldo Mottae desiderosi di vendicarsi di chi negli anni della reclusione gli ha voltato le spalle e non li ha aiutati sostenendo spese legali ed aiutando i familiari, così come vuole il codice mafioso“. Il clan aveva ripreso vecchi e nuovi collegamenti, aveva teste di ponte a Verona, mani nel racket delle estorsioni, nello spaccio di droga ed ampia disponibilità di armi. Le estorsioni venivano gestite nel “vecchio stile”, ma questa volta orientandosi a negozi ed imprenditori benestanti. Nel mirino negozi di lusso che non hanno mai denunciato, ma anche imprese di costruzioni ed amministratori pubblici come l’ex presidente dell ‘Amiu Gino Pucci, minacciato per ottenere l’assegnazione di un bar in un’area mercatale.

L’indagine ha preso il via da una lettera dell’avvocato Carlo Taormina alla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato in cui il legale denunciava di aver ricevuto minacce telefoniche da Nicola De Vitis, un suo assistito nel processo per l’omicidio di Cosima Ceci, madre dei fratelli Modeo. “Il prestigio lo dobbiamo tenere noi qua” diceva al telefono D’Oronzo commentando la sua trattativa, poi fallita, per l’acquisto del noto ristorante Il Gambero. Il clan ricostituitosi “voleva rinnovare anche look ed atteggiamenti” ha spiegato il procuratore Motta, “la loro strategia è di allontanare l’indignazione sociale dalle attività, quasi che pagare il pizzo diventi un rischio di impresa da accettare in silenzio“. 
 

CdG confstampaLe indagini svolte hanno consentito di accertare l’effettiva ricostituzione del sodalizio criminoso D’Oronzo-De Vitis  che, hanno potuto contare rispettivamente,  su una nutrita schiera di alleati e complici sostanzialmente riconducibili a persone dei rispettivi nuclei familiari; nonché  per quanto riguarda il De Vitis,  un separato (solo logisticamente)  gruppo di pregiudicati  prevalentemente di origini pugliesi e siciliane,  residenti anche a Verona. E’ stato  accertato attraverso alcuni sequestri effettuati  la disponibilità del gruppo criminale di armi sia su Taranto  che su Verona.

Forte è stato l’interesse dimostrato dalla compagine delinquenziale nell’attività di traffico e spaccio degli stupefacenti, allacciando in particolare una serie di contatti ed affari con elementi malavitosi di origine calabrese, sarda e veronese. Accertate e  documentate dalle indagini della Polizia di Stato le attività messe in piede da parte del gruppo criminale di numerose estorsioni, effettuate in danno di imprese che operavano nel campo della edilizia stradale; che nei confronti di titolari di esercizi commerciali, cui i componenti del gruppo criminale si avvicinavano facendo valere la propria pericolosità mafiosa.

Schermata 2014-10-06 alle 11.54.59

L’accoppiata D’Oronzo-De Vitis ha costituito un essenziale punto di riferimento per i vertici delle compagini delinquenziali presenti su Taranto, sia quando intendevano avviare  alcune attività illecite richiedendo il “placet”  sia quando sorgevano particolari problematiche che potevano essere risolte solo grazie ad un intervento carismatico come quello dei due che avevano raggiunto una fratellanza criminale . L’alleanza malavitosa oltre a ricostituirsi, aveva scelto di operare con un profilo basso, senza episodi tali da allarmare le forze dell’ordine, come è stato spiegato dai dirigenti della Polizia di Stato “allontanare  l’indignazione sociale verso il fenomeno mafioso”.

L’ ordinanza di arresto è stata notificata questa mattina anche al pregiudicato Salvatore Scarcia, di Policoro (Matera), ritenuto responsabile nell’ambito dell’ inchiesta della detenzione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, con il chiaro fine di venderla sul mercato della tossicodipendenza. Le ordinanze di arresto e carcerazione sono stati emessi dal gip Alcide Maritati del Tribunale di Lecce   su richiesta del pm Alessio Coccioli. 

Schermata 2014-10-06 alle 12.04.41Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, hanno accertato che il gruppo criminale operava su Taranto con articolazioni a Reggio Calabria, Brindisi, Matera, Verona e Sassari. Attualmente solo due persone risultano irreperibili. Al momento è stato possibile soltanto sapere che fra gli arrestati dalla Squadra mobile di Taranto compare il nome di  Nicola De Vitis, noto pregiudicato tarantino già condannato con sentenza definitiva a 25 anni di carcere per l’omicidio di Cosima Ceci, la madre dei fratelli Claudio e Riccardo Modeo, il noto clan malavitoso che  a cavallo degli anni’80 e gli inizi del ’90 spadroneggiava nel malaffare a Taranto e provincia.  

La madre dei Modeo venne uccisa con cinque colpi di pistola, perchè avrebbe cercato di impedire ai due fratelli Giovanni e Salvatore Pascalicchio di vendere le cozze in una zona situata nei pressi della sua abitazione. Il De Vitis che attualmente si trovava  in regime di semilibertà dopo aver scontato 18 anni di carcere, in questa inchiesta viene accusato di essere stato  il mandante dell’omicidio di Tonino Santagato, avvenuto  in via Mazzini il 29 maggio del 2013 , per il quale erano già stati condannati con il rito abbreviato i fratelli  Pascalicchio a 30 anni di carcere .

POLITICA, AFFARI E MAFIA

Fabrizio Pomes

nella foto Fabrizio Pomes

Tra le persone arrestate nell’inchiesta che ha sgominato il ricostituito clan mafioso  D’Oronzo-De Vitis figura l’imprenditore-politicante Fabrizio Pomes, ex- gestore del Centro sportivo Magna Grecia ed ex segretario provinciale del Nuovo Psi, il quale dovrà rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. Secondo le indagini ed accertamenti degli investigatori, il Pomes sarebbe stato un fiancheggiatore dell’organizzazione capeggiata dal boss Orlando D’Oronzo, creando per la gestione della struttura comunale cooperative di cui guarda caso facevano parte anche due pregiudicati condannati per associazione mafiosa. La gara d’appalto venne bloccata e trasformata in proroga del servizio. Ma adesso qualcuno dovrà spiegare queste connivenze. La formula giuridica scelta della Cooperativa non era casuale. Infatti i soci delle Cooperative possono essere verificabili solo presentando il libro soci. Non a caso Il procuratore di Lecce, dr. Cataldo Motta, nel commentare ed illustrare i dettagli dell’inchiesta, ha censurato anche il comportamento del Comune di Taranto che ha consentito la gestione alla cooperativa riferita a Pomes, non procedendo ai dovuti accertamenti e nonostante “episodi di morosità”.

Schermata 2014-10-06 alle 17.37.54Sarà divertente adesso vedere dove andranno a nascondersi quei giornali, giornaletti.  giornalisti e pennivendolo, che protestavano per il cambio di gestione al Centro sportivo Magna Grecia  deciso dal Comune di Taranto, che decise di mettere all’asta la concessione per la gestione della struttura pubblica sportiva Il Pomes era considerato negli ambienti politici locali molto vicino ai consiglieri comunali Filippo Illiano e Cosimo Gigante (quest’ultimo eletto nelle liste del PSIi quali sono entrambi estranei all’inchiesta giudiziaria in corso.

AGGIORNAMENTO Questa sera alle 20:45 siamo stati contattati  telefonicamente dall’ Assessore allo sport del Comune di Taranto, Francesco Cosa che è un dipendente della Polizia di Stato , ex-sindacalista ( S.I.L.P. per la CGIL) eletto nella lista civica SDS  emanazione del sindaco Ippazio Stefàno. Dobbiamo dargli atto che è assessore alo Sport soltanto da due mesi  e quindi ogni precedente responsabilità è da addebitare ai suoi predecessori sia di questa giunta che di quella che l’ha preceduta. L’ assessore Cosa ci ha manifestato la sua disponibilità e trasparenza legale che gli fa onore personalmente ed anche per la divisa di poliziotto che ancora indossa (è in servizio al Commissariato di P.S. di Martina Franca n.d.r.)  e quindi presto riceveremo le documentazioni amministrative inerenti alla vicenda del circolo sportivo Magna Grecia che essendo una struttura pubblica comunale, è assolutamente diritto conoscere, sia per i cittadini e contribuenti della città di Taranto che dei giornalisti (quelli che vanno a fondo nelle notizie) .

Schermata 2014-10-06 alle 16.52.48

 

Assolutamente inutile e tempo perso,  invece, riuscire a parlare con il Sindaco Ippazio Stefàno che è fuori Taranto e tantomeno con il “fantomatico” ufficio stampa dell’ amministrazione comunale che viene svolta, da un addetto che non è neanche iscritto all’ Ordine dei Giornalisti, in violazione quindi delle norme previste dalla  Legge 150/2000 (con il regolamento-dpr 422/2001) . L’articolo 9 della legge 7 giugno 2000 n. 150 (Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni)  inquadra sul piano normativa l’Ufficio stampa e prevede che “le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, possono dotarsi, anche in forma associata, di un ufficio stampa, la cui attività è in via prioritaria indirizzata ai mezzi di informazione di massa. Gli uffici stampa sono costituiti da personale iscritto all’albo nazionale dei giornalisti. Tale dotazione di personale è costituita da dipendenti delle amministrazioni pubbliche, anche in posizione di comando o fuori ruolo, o da personale estraneo alla pubblica amministrazione in possesso dei titoli individuati dal regolamento di cui all’articolo 5, utilizzato con le modalità di cui all’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni (1), nei limiti delle risorse disponibili nei bilanci di ciascuna amministrazione per le medesime finalità“. Ma tutto ciò a Taranto non viene rispettato….. quindi come meravigliarsi del silenzio ed indifferenza del  Comune di Taranto alle accuse dell’ Antimafia

I COMMERCIANTI TAGLIEGGIATI

 

CdG LordIl clan D’Oronzo-De Vitis era anche molto attivo nel campo delle estorsioni e aveva preso di mira grosse attività commerciali come il negozio ‘Lord’  in via Di Palma, ed il centro ‘Ferramenta Perrone” sulla strada per S. Giorgio Jonico. Gli inquirenti hanno accennato anche all’installazione di pannelli fotovoltaici da parte di una impresa del Nord che aveva chiesto consiglio ed informazioni  ( “Chi comanda a Taranto ?”  ) ad un legale per identificare le persone a cui poter affidare il servizio di sorveglianza (assegnato poi a persone “vicine” al clan mafioso), venendo intercettati  e peraltro ricevendo inizialmente un’ informazione sicuramente poco affidabile. Il Procuratore della Dda di Lecce dr. Cataldo Motta nella sua conferenza stampa odierna, ha fatto notare che i commercianti taglieggiati non avevano riferito nulla alle forze dell’ordine, e la cosa più grave, aggiungiamo noi, è che il titolare dei negozi Lord, è anche il rappresentante di settore  all’ interno di Confcommercio Taranto.

 

I COMPLIMENTI DEL CAPO DELLA POLIZIA

 

Alessandro Pansa capo della Polizia

nella foto il prefetto Alessandro Pansa capo della Polizia di Stato

Per l’esecuzione delle ordinanze sono stati impiegati oltre 250 uomini tra personale della Polizia di Stato della Questura di Taranto e delle Questure di Verona, Bergamo, Sassari, Matera, Bari, Lecce, Brindisi, Foggia, Napoli e Reggio Calabria. Sono intervenuti anche 24 equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Puglia, due unità cinofile antidroga della Questura di Bari ed un elicottero del Reparto Volo di Bari.

CdG procu Motta DDA LecceIl Capo della Polizia, Prefetto Alessandro Pansa, ha telefonato questa mattina al Questore di Taranto Enzo Giuseppe Mangini per esprimere la propria soddisfazione e complimentarsi sopratutto con il personale della Polizia di Stato impegnato nell’attività investigativa che ha condotto la brillante esecuzione, ed ha telefonato e ringraziato  personalmente anche il Procuratore della Dda di Lecce dr. Cataldo Motta.

Questi tutti i nomi delle persone arrestate oggi:

 

 

CdG arrestati PS Alias

APPESO Cosimo nato a Taranto di anni 41;

BIANCHI Egidio nato a Taranto di anni 44;

BONSIGNORE Calogero nato a Taranto di anni 52;

BRUNETTI Raffaele detto “Gigetto” nato  a Taranto di anni 62;

BUZZACCHINO Christian nato a Taranto di anni 27;

BUZZACCHINO Cosimo detto “Pippo Baudo” nato a Taranto di anni 55;

CAGALI Sergio residente a Verona di anni 60;

CETERA Pietro nato a Taranto di anni 46;

D’ANDRIA Giuseppe nato a Taranto di anni 51;

D’ANGELA Francesco nato a Taranto di anni 28;

D’ORONZO Orlando nato a Taranto   di anni 56;

DE VITIS Michele nato a Taranto di anni 55;

DE VITIS Nicola nato a Taranto di anni 46;

CdG arrestati PS Alias

DI CARLO Andrea nato a Massafra (TA), residente a Taranto di anni 34

DI CARLO Gianpiero nato a Taranto di anni 35;

DIODATO Gaetano nato a Salerno, residente a Taranto di anni 45;

FORTI Davide nato a Mesagne (BR), residente provincia di Verona di anni 35;

FORTI Graziano nato a Brindisi, residente a Verona di anni 42;

GABSI Mahmoud nato in Tunisia, residente a Verona di anni 29;

GIANNOTTA Pasquale detto “Pasqualino” nato a Taranto di anni 41;

LATTARULO Francesco nato a Taranto di anni 34;

LAZZARI Carmelo nato a Brindisi di anni 42;

LEONE Francesco nato a Taranto di anni 28;

LEONE Pietro nato a Taranto di anni 57;

LUGIANO Tommaso nato a Taranto di anni 60;

MARCUCCI Fabio nato a Taranto di anni 36;

MOLLICA Leo nato in provincia di Reggio Calabria di anni 52,

MURIANNI Fabio nato a Taranto di anni 34;

NATALE Michele nato a Taranto di anni 36;

CdG arrestatiB PS Alias

ODUVER POLO Bladimir Josè nato in Colombia, residente a Verona di anni 38;

PELUSO Giovanni a Taranto di anni 53;

PIZZOLEO Angelo nato a Taranto di anni 39;

POMES Vincenzo Fabrizio nato a Taranto di anni 48;

RAIMONDI Fabio nato a Brescia residente a Villafranca di Verona (VR) di anni 35; RICCIARDI Gaetano nato a Taranto di anni 41; RIGODANZO Moreno nato a Verona, ivi residente di anni 36anni; RUGGIERI Roberto nato a Taranto di anni 51; SALAMINA Massimiliano nato a Torino, residente a Taranto di anni 44; SAPONARO Giorgio nato a S.Pietro Vernotico (BR), residente a Buttapietra (VR) di anni 32; SCARCI Francesco nato a Taranto di anni 52; SCARCIA Salvatore nato a Taranto di anni 47; SORU Manuel nato a Porto Torres (SS), ivi residente di anni 33; SORU Sandro nato a Porto Torres (SS), ivi residente di anni 32 ; VALLIN Riccardo nato a Verona, e ivi residente di anni 44 ZACOMETTI Giuseppe nato a Taranto di anni 44; ZICCARDI Gaetano nato a Napoli residente in provincia di Verona di anni 29

Tre soggetti sono sfuggiti alla cattura e sono attivamente ricercate uno dei quali si trova attualmente in Inghilterra, l’altro risiede a Verona, mentre per altre tre persone sono stati disposti gli arresti domiciliari:

BASILE Vincenzo nato a Taranto di anni 43; DI CARLO Angelo nato a Taranto di anni 45; D’ORONZO Cosimo nato a Taranto di anni 36.




Celebrato S. Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato

Come in tutt’ Italia si  è celebrata oggi anche a Taranto , presso la chiesa Spirito Santo, alla presenza del Prefetto Umberto Guidato, del Questore Enzo Giuseppe Mangini e delle massime Autorità Civili, Militari e Religiose della Provincia di Taranto, una solenne messa in onore di San Michele Arcangelo Santo Patrono della Polizia di Stato. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da Mons. Filippo Santoro Arcivescovo di Taranto.

Alla solenne cerimonia hanno preso parte oltre agli uomini e le donne della Polizia di Stato e ai loro familiari, le famiglie dei caduti in servizio e una rappresentanza di alunni della Istituto Scolastico Comprensivo “V. Martellotta”.




“Ferragosto” tranquillo. Anche la Polizia di Stato presidierà Taranto e provincia

In occasione della festività di ferragosto il Questore di Taranto Enzo Giuseppe Mangini  ha potenziato il dispositivo di prevenzione e controllo del territorio, sia nell’ambito metropolitano che nelle località balneari maggiormente interessate dall’afflusso di turisti e villeggianti. Per la predisposizione di tali servizi, in aggiunta al quotidiano dispositivo di prevenzione generale, saranno impiegati numerosissimi Agenti della Polizia di Stato in auto e motociclette, della Squadra Volante e della Squadra Mobile, allo scopo di garantire, soprattutto nelle fasce orarie a rischio, una capillare azione di contrasto a qualsivoglia forma di microcriminalità, specie nei confronti di quei reati cosiddetti predatori, quali: furti, scippi, borseggi e rapine. Particolare attenzione sarà rivolta, inoltre, a tutti gli obiettivi sensibili presenti sul territorio.

CdG POLSTRADAAnche il centro storico e i punti più nevralgici della città, dove si prevede una considerevole affluenza di visitatori, saranno costantemente vigilati per consentire ai cittadini di godere in tutta serenità la festività di ferragosto. Nell’ambito del suddetto dispositivo saranno istituiti posti di blocco a scacchiera per perseguire le violazioni in materia di disciplina stradale, soprattutto per quanto attiene l’utilizzo del casco protettivo e della cintura di sicurezza. Anche i Commissariati Distaccati della Polizia di Stato di Martina Franca, Grottaglie e Manduria effettueranno analoghi servizi, costituendo così il punto di raccordo con i reparti del capoluogo per una più ampia ed efficace azione preventiva. Ai servizi concorreranno unità della Polizia Stradale che presidieranno le strade extraurbane che adducono a questo capoluogo.

Particolare attenzione sarà prestata anche all’interno del locale scalo ferroviario e nelle pertinenze dello stesso per assicurare ai viaggiatori in arrivo ed in partenza la massima tranquillità. Inoltre, la vigilanza in mare sarà assicurata da motovedette della Squadra Nautica della Polizia di Stato che effettueranno un accurato monitoraggio dei natanti in prossimità di strutture ricettive balneari, con particolare attenzione al rispetto delle norme di sicurezza previste dal codice della navigazione nonché per assicurare un tempestivo intervento in caso di soccorso pubblico. Infine, per la festività di ferragosto è stata potenziata la sala operativa “113” che, oltre a coordinare l’attività delle pattuglie dislocate su tutto il territorio, assicurerà la massima tempestività in caso richieste da parte di cittadini.