Al lavoro il Tavolo Istituzionale per Taranto. Pronti a partire i primi bandi di gara

Nella riunione del CIS  il Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’Area di Taranto, tenutasi ieri a Roma a Palazzo Chigi a cui erano presenti il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, accompagnato dall’ assessore regionale allo Sviluppo Economico Loredana Capone,  il sindaco di Taranto Ezio Stefano, quello di Massafra, Martino Tamburrano ed i primi cittadini di Crispiano, Montemesola , Gianni Azzaro, vice presidente e referente unico della Provincia di Taranto, il presidente della Camera di Commercio Luigi Sportelli ed Enzo Cesareo presidente di Confindustria Taranto, sono state verificate le procedure relative ai bandi per la valorizzazione dell’Arsenale e la ristrutturazione della città vecchia di Taranto, ed analizzate anche le problematiche sul cantiere di Palazzo degli Uffici.

Schermata 2016-04-06 alle 13.28.12Secondo Emilianoil tavolo ha lavorato bene: abbiamo portato avanti un ordine del giorno che ci ha visto tutti assolutamente impegnati alla realizzazione veloce delle opere previsteL’area di Taranto ha una situazione generale di grande complessità dal punto di vista del sistema industriale e anche nella riunione di stamattina al Mise, per quello che mi ha confermato l’assessore Capone, è stata molto positiva. Il rapporto di lavoro con il Governo ordinario è assolutamente ottimo

Nella riunione di ieri  è stato riproposto dal commissario in prorogatio dell’Autorità Portuale, Sergio Prete (a breve avverrà la nuova nomina)   in una versione aggiornata  il progetto Distripark già costato milioni di euro persi, cioè la struttura che a monte dell’area portuale di Taranto per anni è stata immaginata come fronte estremo della logistica, con l’auspicio che il Distripark  possa essere inserito nel Piano triennale delle opere. Il CIPE infatti aveva già stanziato 35milioni di euro che in quanto inutilizzati, vennero utilizzati nel 2012 per i lavori di ammodernamento della banchina del Molo Polisettoriale. Proposta condivisa dal Cis, ma sicuramente da analizzare e da adeguare a seguito dei cambiamenti sia territoriali che internazionali nell’ambito della portualità e della logistica pressochè ferma nel porto di Taranto, a causa dei ritardi e del lassismo manifestato dall’ultima gestione dell’ Autorità portuale.

Confermati i crono-programmi che riguardano il Comune di Statte, con un milione e 400mila euro stanziati per la messa in sicurezza d’emergenza della falda profonda (area PIP) per le cui opere oggi scadranno i termini di gara, e mezzo milione di euro necessario al completamento del Centro Educazione Ambientale (marzo 2017) e un milione e 300mila euro per la riqualificazione energetica della Casa Comunale (giugno 2017). Il Governo atravreso il sottosegretario alla presidenza del consiglio, De Vincenti ha assicurato che entro pochi giorni verranno pubblicati i primi bandi per l’ammodernamento infrastrutturale dell’Arsenale Militare di Taranto.

Sempre  all’interno del Ministero dello sviluppo Economico è stato costituito il Gruppo di coordinamento di crisi industriale per Taranto. che avrà il compito di monitorare le varie situazioni di crisi occupazionale del territorio per promuovere progetti di riconversione industriale favorendo l’insediamento di nuove imprese.




Nel Porto di Taranto. Insieme. Lo Ionian Shipping Consortium prende il volo

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nella foto l’on. Michele Pelillo

Il nuovo consorzio di operatori del porto di Taranto, Ionian Shipping Consortium, costituitosi nello scorso agosto, e già molto attivo,  ha salutato gli amici e un buon numero di imprenditori, esponenti del mondo politico e sociale e professionisti in una serata di gala presso la  Masseria Bagnara di Lizzano. Un’occasione per fare il punto della situazione a pochi mesi dalla costituzione del consorzio, che si propone, in controtendenza con l’attuale stagnazione dei traffici marittimi ionici, di fornire una base per la costituzione di un vero e proprio cluster portuale, sulla scorta di quanto esiste in ciascun porto nazionale ed europeo di rilievo, tra operatori qualificati ed autenticamente radicati sul territorio, in grado di sostenere con rinnovato dinamismo ed ottimismo, nel rispetto del ruolo imprenditoriale, le iniziative poste in essere dalle Istituzioni locali ed altri attori pubblici per il rilancio della nostra area portuale.

Schermata 2015-09-30 alle 03.15.04Anche il vivace confronto con la grande committenza privata e pubblica non può che essere la dimostrazione di un nuovo modello di lavoro che ha già portato cospicui risultati. Finalmente nel campo portuale c’è lavoro per Taranto, per le sue aziende e per i suoi lavoratori. Finalmente si esce, anche con i preventivati ostacoli, da una concezione monopolistica e si inaugura la stagione della competizione fondata sulla legalità, sulla trasparenza e sul merito. Quello dello “Ionian Shipping Gala” vuole diventare per gli organizzatori, un appuntamento annuale dove oltre al piacere di condividere risultati e tendenze, sarà possibile confrontarsi sulle dinamiche in atto e sulle prospettive di sviluppo della portualità ionica.

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nella foto Rinaldo Melucci e Nicla Pastore

Nel suo intervento di saluto, il Presidente del Consorzio Rinaldo Melucci ha rilanciato sulla necessità di traguardare anche un risultato “culturale” come obiettivo del consorzio. Per Taranto la portualità non deve essere elemento collaterale ma deve diventare davvero centrale alimentando così quella identità marittima spesso emarginata.

Nel corso della piacevole serata condotta della brava collega Nicla Pastore, al suo microfono si sono succeduti oltre ai rappresentanti delle aziende consorziate ,  anche l’ On. Michele Pelillo capogruppo del Pd nella Commissione Finanze alla Camera dei Deputati, il Presidente di Confindustria Taranto Enzo Cesareo ed il Commissario dell’Autorità Portuale Prof. Sergio Prete.

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nella foto, i soci e lo staff dello Ionian Shipping Consortium

In tutti gli interventi attenzione e condivisione ma anche la speranza che la provocazione lanciata dalla Consorzio possa diventare “virale” coinvolgendo altri settori economici del nostro territorio. Ci auguriamo che il claim “Nel Porto di Taranto. Insieme.” scelto dallo  Ionian Shipping Consortium sia davvero profetico. Taranto ed il suo porto hanno bisogno di una ripresa economica.




Al via la collaborazione fra il Commissario Straordinario Vera Corbelli, Confindustria e Ance Taranto, per valorizzare il Mar Piccolo di Taranto

 

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nella foto il commissario Vera Corbelli ed il presidente di Confindustria Cesareo

La Confindustria e l’ Ance di Taranto hanno raggiunto e stipulato nei giorni scorsi un  accordo con il Commissario Straordinario Vera Corbelli,  che definisce l’avvio di un percorso di collaborazione finalizzato a supportare la predisposizione, nell’ambito del più generale “Programma di misure, a medio e lungo termine, per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’intera area di Taranto”, di un Documento di indirizzi ed azioni per la valorizzazione ambientale ed economica del Mar Piccolo di Taranto. L’accordo, che ben si inserisce nel più ampio Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’area di Taranto, nasce sia in direzione del raggiungimento degli obiettivi fissati nel DL 1/2015, sia dalla volontà del Commissario Straordinario di avvalersi della collaborazione e dei contributi offerti dalle forze socio-economiche del territorio per la realizzazione di un programma di misure condivise.

La riqualificazione del Mar Piccolo – si legge in comunicato stampa della Confindustria di Taranto – è peraltro, oramai da anni, uno dei leit motiv delle iniziative intraprese da Confindustria e Ance Taranto. L’accordo sottoscritto con il Commissario Straordinario Corbelli assume pertanto, come è evidente, una forte valenza ai fini dell’attuazione dei processi di ambientalizzazione e riqualificazione dell’area jonica”.

In particolare, sulla base dell’aggiornato quadro conoscitivo dell’area del Mar Piccolo a cura del Commissario Straordinario ed in riferimento alle previsioni della vigente pianificazione, generale e settoriale, agli utilizzi marini e costieri ed allo stato dei litorali, in sinergia e nel rispetto delle rispettive competenze, si procederà all’identificazione degli scenari di utilizzo e valorizzazione delle aree a mare e costiere del Mar Piccolo. alla predisposizione di schede descrittive delle singole azioni proposte, all’analisi ed identificazione di misure e risorse per il finanziamento delle azioni nell’ambito delle programmazione 2014-2020 e ad azioni di comunicazioni, diffusione e condivisione delle attività predisposte nonché di diffusione dei risultati e animazione imprenditoriale per la promozione e l’attuazione delle linee di sviluppo territoriale tracciate con il documento.




Quasi tutti riconfermati i presidenti di sezione di Confindustria Taranto

CdG Cesareo Confindustria

nella foto Vincenzo  Cesareo, presidente di Confindustria Taranto

Consolidare, rinvigorire e rilanciare i vari comparti colpiti dalla crisi e sulla via, sia pure a velocità diverse, della ripresa: il nuovo ciclo in Confindustria si apre con tante novità nei programmi e negli assetti ma anche tante conferme fra i presidenti di sezione, chiamati a garantire continuità nell’azione associativa per completare i percorsi di lavoro che ancora non hanno esaurito i propri effetti. Completata la composizione dei nuovi direttivi, si andrà a comporre la nuova giunta in vista del rinnovo della Presidenza di Confindustria Taranto, attualmente retta da Enzo Cesareo previsto per l’entrante mese di giugno.

nella foto Cosimo Varvaglione

nella foto Cosimo Varvaglione

La prima importante novità è quella rappresentata dall’aggregazione delle imprese precedentemente inquadrate in due sezioni merceologiche affini che ha dato vita alla Sezione Alimentari, del Turismo e della Cultura, alla cui guida è stato eletto Cosimo Varvaglione (Feudi Salentini srl) già presidente della Sezione Alimentari. Analoga operazione è stata compiuta anche nell’ambito delle imprese che erogano servizi. Dall’unione di altre due sezioni merceologiche affini si è costituita la Sezione Servizi Innovativi e di supporto alle imprese, alla cui guida è stato eletto Oronzo Fornaro (Euronet srl) che già ricopriva la carica di presidente della Sezione Servizi Innovativi e Tecnologici.

Si è consolidato il gruppo della Sezione Marittimi Portuali e Trasporti   Luciano Elpiano (Peyrani servizi marittimi srl) . Cambio di guardia invece alla Sezione Chimica Energia Ambiente. Il nuovo Presidente è Lucia Minutello (CISA spa) che subentra a Lorenzo Ferrara (Ecopan srl) a sua volta eletto componente del Consiglio Direttivo . Da un’altra aggregazione tra sezioni affini nasce invece la nuova Sezione Cave e Materiali da costruzione – Legno e Arredo, che vedrà alla presidenza Marco Ielli (Sarim srl).

CdG Michele Dioguardi BCC

nella foto Michele Dioguardi

Un altro rinnovo che segna una riconferma riguarda la sezione metalmeccanica, sicuramente una delle compagini fra le più rappresentative all’interno dell’associazione degli industriali. Al vertice è stato riconfermato infatti Pietro Lacaita, dell’omonima azienda. Il settore tessile riconferma, nel segno della continuità di un settore in ripresa lenta ma costante, Martino Filomena (Spafil Srl). Al rinnovo anche il Gruppo dei Giovani Imprenditori, che riconferma alla guida Luigi de Francesco (Federico Pignatelli Srl); coordinatore del Gruppo Credito è Michele Dioguardi.

Vincenzo Cesareo, Presidente di Confindustria Taranto, ha rivolto i più sinceri auguri di buon lavoro ai nuovi dirigenti delle Sezioni merceologiche, nella certezza che sapranno ben rappresentare le aziende socie e lavorare a loro fianco per il sostegno dei rispettivi settori di appartenenza.




Gasparri chiede 250 milioni di euro per i fornitori dell’ indotto ILVA di Taranto

Secondo il senatore Maurizio GasparriIl decreto salva Taranto non può essere finanziato con i fondi delle imprese dell’indottoILVA. Per aiutare concretamente la città è infatti necessario far sapere alle tante imprese che hanno continuato a lavorare e maturare crediti con l’ ILVA quando potranno essere pagati, scongiurando una sempre più imminente crisi di liquidità“.

Il fallimento di queste imprese – prosegue Gasparri– , che hanno maturato crediti anche con la gestione commissariale e che si sono esposte con i loro fornitori, metterebbe a repentaglio l’intera economia tarantina, con il licenziamento di oltre 3000 dipendenti. Insieme alla senatrice Pelino stiamo vigilando in commissione per scongiurare questa ipotesi. Abbiamo incontrato nei giorni scorsi il presidente di Confindustria Taranto, Cesareo, e nel fine settimana ho ribadito al consigliere regionale Lospinuso e ad altri imprenditori locali la nostra attenzione e determinata iniziativa sul tema. Sollecitiamo dunque il Governo ad intervenire con urgenza per far fronte ai 250 milioni di euro che le imprese stanno aspettando e che devono essere inseriti nel decreto per evitare di dare alla città pugliese l’ennesimo duro colpo”.

Resta da capire perchè lo Stato, i contribuenti, debbano far fronte ai debiti di un’azienda, che pur se commissariata, è ad oggi un’azienda di natura e diritto privato.




Approvato ordine del giorno sull’ Ilva dal Consiglio Regionale

È stato approvato dal Consiglio regionale all’unanimità un ordine del giorno, presentato come primi firmatari dai consiglieri regionali Pietro Lospinuso (Forza Italia) e Michele Mazzarano (Partito Ddemocratico) ) e sottoscritto dai Consiglieri  Antonio Martucci (MEP), Giuseppe Cristella (FI)  Francesco Laddomada (La Puglia per Vendola) , con cui si pone e richiede la massima attenzione sulla situazione delle aziende fornitrici dello stabilimento siderurgico ILVA di Taranto.

Nell’ordine del giorno presentato in consiglio regionale si precisa che l’ ILVA ha attualmente un esposizione debitoria con le imprese dell’indotto per circa 250 milioni di euro, e che i tempi di avvio all’amministrazione straordinaria prevista dal decreto “salva Ilva” del Governo Renzi, sono imminenti e fra gli imprenditori aleggia  “il reale timore che vengano azzerati i crediti vantati nei confronti del gruppo siderurgico della gran parte di quest’enorme platea di aziende, grandi e piccole, impegnate da diversi anni al servizio della grande fabbrica“.

Aziende queste , come ha più volte ricordato (senza alcun ascolto o riscontro)  Enzo Cesareo il presidente della Confindustria Taranto , che rischiano di fallire, sommerse da un’esposizione debitoria che non ha precedenti, e che affrontano una crisi che potrebbe portare il sistema produttivo industriale ad un vero e proprio collasso imprenditoriale e finanziario senza precedenti.  Sarebbe una bancarotta dell’economia tarantina.

Per queste ragioni, il Consiglio ha impegna “il Presidente della Giunta regionale ad assumere le più opportune iniziative nei confronti del Governo Nazionale affinché reperisca i fondi necessari per assicurare la copertura finanziaria dei 250 milioni di euro vantati dalle imprese che operano nell’indotto dell’ILVA e inserisca tali garanzie nel decreto in questione onde evitare il fallimento delle stesse ed il licenziamento oltre 3000 dipendenti”.

Ed ora Vendola dovrà dimostrare il suo peso. Di parole ne ha dette anche troppe.




La marcia inutile a Roma della Confindustria jonica

La “spedizione” degli imprenditori tarantini nella Capitale, organizzata e guidata da Enzo Cesareo il presidente dell’ associazione degli industriali di Taranto e provincia è stata di fatto inutile. Nessun incontro a Palazzo Chigi con il premier e tantomeno con il sottosegretario Delrio. Solo un inconcludente incontro con il ministro dell’ economia Federica Guidi che,  “non ci ha rassicurato sul nostro futuro – ha detto Cesareoal momento non abbiamo nessuna garanzia sui pagamenti e nessuna garanzia che i fornitori di Taranto saranno inseriti fra i creditori strategici dell’ILVA. Inoltre, appena si è diffusa la notizia del passaggio dell’ ILVA in amministrazione straordinaria le banche stanno procedendo a mettere a rientro i nostri associati“.

CdG Roma CesareoAl termine dell’incontro con Cesareo ed una delegazione delle aziende dell’indotto siderurgico tarantino,  il ministro Guidi aveva manifestato (a parole…)  con una nota “la massima disponibilità a tutelare i crediti maturati dalle aziende dell’indotto attraverso tutte le forme che potranno essere attuate“.

Noi e i nostri lavoratori abbiamo passato un cattivo Natale, mentre i dipendenti dell’ ILVA hanno persino avuto il premio di produzione. Spero che non si vogliano fare lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Come aziende di serie A e di serie B” ha detto ancora Cesareo.

Una Confindustria allo sbando quella tarantina, che non trova alcuna sponda nei partiti della maggioranza governativa e tantomeno dell’opposizione, come i fatti dimostrano. Infatti, dopo la precedente manifestazione a Taranto, e la “scampagnata” romana, l’attivismo ed esposizione mediatica del vertice dell’associazione imprenditoriale, sono stati vanificati da una evidente crisi di rappresentanza e rapporti istituzionali. Scrivere lettere a destra e sinistra non basta…

I SINDACATI

Fim Fiom e Uilm di Taranto –  in una nota preannunciano una mobilitazione – a fronte della drammatica situazione dei lavoratori degli appalti e indottoILVA che stanno già subendo le conseguenze della decisione delle imprese di sospendere le attività lavorative nello stabilimento, proclamano lo stato di agitazione negli appalti e una giornata di mobilitazione per domani 21 gennaio con presidio alla portineria imprese alle ore 7 da dove partirà un corteo verso la Prefettura. Chiediamo tutele e protezione per tutti i lavoratori del sistema degli appalti – aggiungono i delegati Fim, Fiom e Uilm di Taranto – e in tal senso chiamiamo in causa il Governo nazionale affinché individui gli strumenti necessari”.

Secondo i sindacati, “il decreto per Taranto e ILVA va modificato in parti fondamentali quali la garanzia occupazionale per tutti i lavoratori dell’ILVA e degli appalti, risorse certe per realizzare il risanamento ambientale, certezze nei tempi e nelle forme per la nascita della nuova società ILVA, quale condizione per rendere concreto il percorso, al momento virtuale, che l’intervento pubblico ha avviato”.

 “Si avvia quindi una mobilitazione – conclude la nota dei sindacati  – che, a partire da domani negli appalti, a seconda dell’evolversi delle decisioni nazionali, deciderà possibili ulteriori iniziative che includano anche i lavoratori diretti dello stabilimento ILVA qualora sulle modifiche da apportare al decreto non vi fossero le risposte che a Taranto si attendono. La vertenza ILVA  è di portata nazionale poiché sono in gioco il destino del tessuto industriale del territorio e l’intero settore siderurgico del Paese“.




10 milioni in pagamento per le imprese dell’indotto ILVA

Ancora una volta la gestione commissariale da prova di serietà e rispetto per i lavoratori, con l’annuncio fatto al Ministero dello Sviluppo Economico dal commissario Pietro Gnudi , che ha comunicato di aver destinato una prima tranche di 10 milioni di euro, prelevato dal  secondo prestito ponte ricevuto dalle banche, per pagare le imprese dell’indotto ILVA che lavorano in appalto per lo stabilimento siderurgico, le quali soffrono conseguenzialmente la crisi di liquidità dello stabilimento siderurgico tarantino.

A questa prima ondata di pagamenti, farà seguito una seconda fase con altrettanti 10 milioni di euro che verranno pagati all’inizio del prossimo anno. Questi pagamenti daranno una grossa mano  all’indotto siderurgico tarantino che sino ad oggi attendeva pagamenti stimati intorno ai 20 milioni di euro.

Abbiamo già ripetutamente sollecitato e fatto presente, anche ai parlamentari tarantini – ha dichiarato Enzo Cesareo presidente della Confindustria jonica – che questa crisi. è insostenibile Le aziende dell’indotto siderurgico senza gli incassi dei propri crediti dall’ ILVA, infatti, non avrebbero potuto corrispondere gli stipendi e pagare anche le tredicesime. Si rischiava quindi di creare una discriminazione tra i lavoratori dipendenti dell’ ILVA e quelli dell’indotto, costretti ad un Natale critico nonostante lo sblocco della seconda rata del prestito ponte“.

Gli scenari  più probabili per lo stabilimento siderurgico tarantino negli ultimi giorni portano direttamente ad un intervento del Governo con il ritorno all’acciaio di Stato, anche se  per un tempo limitato .

Enzo Cesareo

nella foto, Enzo Cesareo

“Il commissario – ha aggiunto Cesareoritiene l’indotto e l’appalto di Taranto strettamente funzionali alle attività dello stabilimento siderurgico. Dovremmo quindi essere garantiti in un eventuale riassetto della società e non subire alcuna incertezza”. Valutazioni queste che sono dir poco imbarazzanti. Come si fa ad avere incertezze in presenza dell’intervento diretto dello Stato ?

Ma forse Cesareo è un pò preoccupato per le sue attività imprenditoriali personali, che secondo voci circolanti lo avrebbero portato a ridimensionare fortemente le sue attività in Brasile, vivendo nello stesso tempo una profonda crisi per la sua azienda tarantina.




La Confindustria tarantina manifesta. Ma contro chi ?

La manifestazione si è svolta lungo alcune  vie della città con un sit in davanti alla sede Prefettura, ma è stata quasi impercettibile in tutto il resto della città.  A sfilare erano incredibilmente gli  imprenditori e lavoratori delle aziende di Taranto colpite dalla crisi. Più che veri e propri industriali, si trattava di fornitori dell’indotto di Ilva, Eni e Cementir , che si sono riuniti davanti al piazzale del porto mercantile. Gli operai delle aziende, in tuta da lavoro, hanno mostrato i cartelli con le scritte:  “Oggi manifestiamo domani chiudiamo“, “Una città che non produce è una città che muore“,  “Indotto Ilva risorse esaurite“, “No alla desertificazione industriale“,  “No alla città dei no“, “Tempa rossa + lavoro + sviluppo per il porto“.

Gli imprenditori, i dipendenti dell’indotto Eni e dell’Arsenale della Marina Militare e gli altri partecipanti si sono presentati direttamente davanti all’entrata del porto mercantile per unirsi agli altri manifestanti. La manifestazione era stata chiamata “Industria ultima fermata“, si è allungata sino alla sede della Prefettura in centro, dove una delegazione ha consegnato al Prefetto, Umberto Guidato, un manifesto indirizzato al Governo.

Resta da capire come mai nella manifestazione e negli slogan degli imprenditori (e presunti tali) non ci sia stato nessun riferimento alla classe politica locale, regionale, ai parlamentari eletti alla Camera e Senato, completamente assenti sia nella gestione della crisi, che nello svolgimento della manifestazione. Rivolgersi al Prefetto altro non è che una boutade, un colpo d’effetto i cui risultati sono pressochè inutili.

I mezzi pesanti e leggeri degli imprenditori che hanno manifestato si sono concentrati nel piazzale antistante l’ingresso C dello stabilimento Ilva per proseguire lungo la Strada Statale 7 sino ad arrivare al punto di stazionamento del porto. I lavoratori dell’indotto del Siderurgico hanno raggiunto la ‘portineria imprese‘ e poi sono stati condotti in autobus al punto del raduno.

Tra le contestazioni fatte proprie dal presidente di Confindustria Taranto, Enzo Cesareo, ci sono la crisi dell’Ilva, che si ripercuote sulle imprese dell’indotto e dell’appalto per i ritardi nei pagamenti; il mancato sviluppo del porto e il rischio di chiusura e ridimensionamento degli stabilimenti Eni e Cementir.

Ma quello che Confindustria Taranto dovrebbe porsi in realtà è un altro problema: può l’economia tarantina vivere solo sull’indotto di 3 aziende ? Qualche voce maligna aggiunge che proprio Cesareo dovrebbe tacere, in quanto da quando è presidente della Confindustria Taranto   le sua attività ed appalti sarebbero cresciuti.

Durante lo svolgimento del corteo Un gruppo di cittadini ha inscenato una protesta . In piazza Fontana nella città vecchia vi è stato un accesso scontro verbale tra manifestanti e contestatori che hanno urlato ‘Taranto libera. Assassini. I nostri figli muoiono come i vostri figli, è una guerra tra poveri”. Gli industriali ed i loro dipendenti  hanno continuato a marciare al grido “Lavoro, lavoro“. I due gruppi erano divisi da un cordone di polizia e carabinieri. Il questore, Enzo Mangini, nella serata di ieri aveva emesso un’ordinanza con la quale ha vietato per presunti motivi di ordine pubblico, in maniera poco democratica secondo noi,  la contromanifestazione annunciata dal Comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti” di cui fanno parte numerosi operai dell’Ilva ed associazioni ambientali che il 2 agosto del 2012 bloccarono, in piazza della Vittoria, l’inutile comizio dei leader sindacali della “triplice” CGIL, CISL, UIL, Camusso, Bonanni ed Angeletti, pochi giorni dopo il sequestro degli impianti dell’area a caldo dell’Ilva. Però bisogna riconoscere la verità dei fatti, e cioè che questo movimento trasversale non ha mai cercato lo scontro fisico, ed ha sempre manifestato civilmente.