Alitalia-Sai: 21 indagati. "600 mila euro per eventi e cene"

ROMA – La Procura di Civitavecchia ha chiuso le indagini sulla gestione della compagnia di bandiera fino al febbraio 2017, notificando il 415 bis agli indagati. A condurre le indagini, il Nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma.  Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali e ostacolo alle funzioni di vigilanza.

Sono 21 le persone indagate tra vertici, ex componenti del consiglio di amministrazione, commissari e consulenti che si sono alternati negli anni nell’amministrazione di Alitalia-Sai, in mano a Etihad con il 49% e alla cordata italiana Cai con il 51%.

 L’inchiesta era stata aperta a seguito della sentenza del Tribunale di Civitavecchia emessa nel maggio 2017, con la quale era stata dichiarata l’insolvenza della Alitalia – Società aerea italiana spa e aveva ammesso la procedura di amministrazione straordinaria. Erano state le relazioni dei liquidatori a far nascere sospetti sull’operato dei manager che hanno governato la compagnia di bandiera fino al maggio 2017, quando è stato deciso il commissariamento.

Tra gli indagati nell’inchiesta su Alitalia-Sai, relativa ai tre anni di gestione dal 2014 al febbraio 2017, figurano anche  Jean Pierre Mustier l’attuale amministratore delegato di Unicredit, Antonella Mansi vice presidente di Confindustria  e Paolo Colombo vicepresidente di Banca Intesa Sanpaolo ,  membri dell’allora consiglio di amministrazione, e l’ex commissario di Alitalia Enrico Laghi, attuale  liquidatore di Air Italy,  all’epoca dei fatti consulente e presidente di Midco, la società che deteneva il 51% del capitale di Alitalia Sai e in mano alla cordata italiana.

Nel procedimento oltre ai nomi già noti di Montezemolo, Ball Cramer e Hogan — risulta indagata anche la società Alitalia Sai per responsabilità amministrativa degli enti.




Aditya Mittal, il manager indiano che voleva rivoluzionare l' Ilva...

ROMAAditya Mittal, è il figlio 41enne di Lakshmi Mittal, fondatore e Ceo di ArcelorMittal, colosso industriale dell’acciaio. “Nato nel 2006 dalla fusione tra Arcelor e Mittal steel company – si legge sul Sole 24 Ore -, ArcelorMittal è oggi il maggiore produttore di acciaio al mondo, con una presenza in 60 paesi, 209mila dipendenti e un output che l’anno scorso ha superato i 90 milioni di tonnellate. La maggior parte del fatturato europeo è realizzato sul mercato tedesco (18%), seguito dalla Francia (13%), dalla Spagna (11%) e dalla Polonia (10%); in Italia oggi ArcelorMittal fattura l’8% del dato complessivo europeo”. Erano questi i numeri della multinazionale indiana, prima dell’ acquisizione del gruppo ILVA,

Era l’11 ottobre 2017 quando nel corso del forum di Conftrasporto Aditya Mittal, cfo di ArcelorMittal e Ceo del gruppo in Europa, prendendo la parola pronunciò queste parole “L’Ilva è una sfida non facile, ma io sono giovane e sono qui per rimanere nel lungo termine e portare avanti con successo questo nel lungo termine”. Ad ascoltarlo fra il pubblico il premier (in carica all’epoca dei fatti) Paolo Gentiloni ed il ministro della difesa Roberta Pinotti. Entrambi esponenti di punta del Pd.

Aditya Mittal al forum di Conftrasporto (settembre 2017)

“Nel business dell’acciaio si tratta gestire gli stakeholder, i dipendenti, il business, vanno tutti gestiti – sottolineava Aditya Mittal l’industria dell’acciaio è molto importante all’interno di una comunità perché ha un impatto importante su tante cose, sui tanti posti di lavoro e quindi dal punto di vista economico e strategico riveste un’importanza di grande rilievo e noi – disse ancora il giovane Mittalci prendiamo questa responsabilità molto seriamente, è qualcosa che noi sappiamo che dobbiamo gestire su base quotidiana e sui cui dobbiamo eccellere”.

L’Ilva, continuò il “giovane” rampollo della famiglia Mittal, “ha sofferto moltissimo nel corso degli ultimi anni, si è visto soffrire i dipendenti per via delle incertezze del suo futuro, si è vista la sofferenza dell’operatività che non è migliorata, anzi c’è stato un declino della produzione su base annuale. E, ancora più importante, abbiamo visto una comunità che ha largamente e fortemente sofferto per via di tutti i problemi ambientali che conosciamo”. “C’è stato un non rispetto ambientale di tutte le comunità dove si trova ILVA – proseguì il cfo del gruppo ArcelorMittal Il nostro lavoro è prima di tutto migliorare queste condizioni. Come possiamo noi gestire un business in maniera adeguata, giusta, come possiamo assicurare che ci occuperemo degli stakeholder e dell’ambiente”. Parole rassicuranti, o meglio di disponibilità al dialogo, quelle pronunciate dai vertici del gruppo Mittal in occasione del convegno a Cernobbio, che però non convincevano del tutto din d’allora gli esponenti del Governo.

Quelle parole del Ceo di ArcelorMittal arrivarono all’indomani della frenata del governo sugli accordi sottoscritti dai commissari ILVA. “Non possiamo, come governo, accettare alcun passo indietro – disse l’ex ministro dello sviluppo economico Carlo Calendasu retribuzioni e scatti di anzianità acquisiti che facevano parte degli impegni”  nel suo intervento ben poco “tecnico” e molto politico, venendo sostenuto anche dalla ministra della Difesa Pinotti e dallo strano silenzio assenso di Gentiloni,

Quell’interno non ebbe opposizione di Palazzo Chigi così come la porta chiusa che venne annunciata  da  Carlo Calenda, che aveva criticato la cordata Am Investco (composta dal gruppo Arcelor Mittal e dal Gruppo Marcegaglia): “Non possiamo, come governo, accettare alcun passo indietro su retribuzioni e scatti di anzianità acquisiti che facevano parte degli impegni”, ha detto Calenda, sconfessando implicitamente gli accordi sottoscritti dai commissari Ilva  GnudiCarrubba e Laghi, che avevano reso noti i livelli occupazionali complessivi – pari a 10.020 unità – che Arcelor Mittal  intendeva mantenere e la loro distribuzione impianto per impianto che, per Taranto in particolare, prevederebbe un organico di 7.600 addetti – con una importante riduzione di ben 3.311 unità – ed a Genova di 900 unità con una diminuzione di alcune centinaia di addetti.

La decisione di Calenda era arrivata  con il silenzio-assenso della Presidenza del Consiglio (il premier era Paolo Gentilonin.d.r.), sollecitata in particolare modo dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, attenta in particolare alle ricadute su Genova, dove ha sede uno degli impianti Ilva rilevati dagli indiani di Mittal oltre a quello di Taranto. Queste le parole più significative pronunciate dalla Pinotti, prima dell’annuncio di Calenda: “Il governo sta al fianco delle preoccupazioni dei lavoratori e non certo dall’altra parte”.

Quella frase di Pinotti era stata la dichiarazione di “guerra” contro il gruppo indiano , secondo quanto riportato da RepubblicaStampa e Secolo XIX, che, dopo aver indicato meno esuberi rispetto al passato per effetto anche del pressing governativo, ha detto che non garantiva livelli salariali e scatti di anzianità del passato. Ma non solo. Infatti la Pinotti era andata anche oltre, preannunciando una ulteriore “pressione” anche rispetto agli esuberi indicati: “Noi vogliamo lavorare per diminuire il numero degli esuberi e per rivedere le condizioni che possono essere peggiorative dal punto di vista dei lavoratori”.

Molti addetti ai lavori scommettevano a suo tempo su un potenziale intervento della Cassa depositi e prestiti sul “dossier” nel caso il Governo decidesse di nazionalizzare. Si vedrà. Ma c’è un dato politico che emerge dalla vicenda Ilva: la sintonia fra Gentiloni, Pinotti (democratici al 100% ), Calenda (riformista non troppo renziano) e della “fedelissima”  alla ortodossia renziana Teresa Bellanova che all’epoca dei fatti era viceministro allo Sviluppo economico. Si parlava di siderurgia, certo, ma anche quella volta, come ora di elezioni prossime venture…

Aveva quindi ragione il prof. Federico Pirro quando a suo tempo sosteneva che sarebbe stato “un grave errore considerare la trattativa che doveva avviarsi oggi come una delle tante aperte al tavolo del Mise per fronteggiare situazioni di crisi aziendali, non solo perché stiamo discutendo del maggior gruppo siderurgico italiano e della più grande fabbrica manifatturiera del Paese” – che è lo stabilimento siderurgico di Taranto con i suoi 10.980 occupati diretti – “ma perché la questione del riassetto della Ilva, e di conseguenza della siderurgia italiana, è tuttora una grande questione nazionale. Se lo ricordino tutti“.

In realtà, gli assetti occupazionali previsti per Taranto avevano come punto di riferimento – per quel che concerne la produzione – quanto stabilito nel Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 29 settembre 2017, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 30 settembre, recante il “Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria”. All’articolo 2 di quel decreto si stabiliva che la produzione dello stabilimento dell’ILVA di Taranto non avrebbe potuto superare le 6 milioni di tonnellate all’anno di acciaio fino al completamento di tutti gli interventi previsti per l’Aia, la cui scadenza è fissata al 23 agosto 2023, fatte salve le diverse tempistiche espressamente previste negli allegati I e II del Dpcm.  6 milioni di tonnellate che ora gli Arcelor Mittal vorrebbero far scendere ad appena 4.

Am Investco si era impegnata a raggiungere la soglia dei 6 milioni di tonnellate di acciaio liquido entro il 2018 e a mantenere tale livello sino alla completa implementazione del piano ambientale alla data del 23 agosto 2023. Entro il 2020 si giungerebbe a 8,5 milioni di tonnellate di spedizione di prodotti finiti con la lavorazione di bramme provenienti da altri siti di Arcelor Mittal. Un cambiamento che legittimale affermazioni di chi oggi accusa il “top management” di Arcelor Mittal di aver sbagliato il proprio piano industriale, o come altri sostengono di aver barato al tavolo della gara e successiva trattativa dopo l’aggiudicazione.

Vi era allora un primo elemento su cui il prof. Pirro invitava a riflettere: fissare al 23 agosto del 2023 il completamento degli interventi per l’Aia non ha significato spostarlo in un futuro troppo remoto? Quel termine, qualora venisse rispettato, ricadrebbe nella legislatura del nostro Parlamento iniziato nella primavera del 2018. “Le esperienze degli ultimi decenni” – aggiungeva Pirro – “ci dicono che in sei anni possono sconvolgersi gli equilibri economici mondiali e di conseguenza la produzione di acciaio. Perché allora non introdurre una modifica al Dpcm che anticipi la conclusione dell’Aia dal 23 agosto del 2023 al 31 dicembre del 2019? O questa anticipazione creerebbe difficoltà alla cordata Am Investco?

Far dipendere il sito di Taranto da un 25-30% di importazione di bramme significherebbe privarlo di quell’autonomia produttiva che esso ha sempre avuto dalla sua impostazione impiantistica originale. Era evidente sin d’allora una persona intelligente e preparata come il prof . Pirro che il  gruppo Arcelor Mittal volesse integrare il sito ionico nel suo sistema di produzione europeo. Ma nessuno al Governo si chiese se tale integrazione rispondeva pienamente alle esigenze e alla redditività di quel sito e agli interessi siderurgici del nostro Paese.  Si domandava Pirrose non sarebbe più conveniente per la stesso gruppo Arcelor conservare intatta – dopo tutti gli interventi di ambientalizzazione – la capacità produttiva di Taranto, che una volta risanata, dispiegherebbe una potenza competitiva fra le maggiori in Europa, essendo tuttora quello tarantino il primo stabilimento nella Ue per capacità installata?

Ecco quindi un primo elemento su cui riflettere: fissare il completamento degli interventi per l’Aia al 23 agosto del 2023  non ha significato spostarlo in un futuro troppo remoto? Si pensi in proposito che quel termine, se rispettato, cadrebbe nella legislatura del nostro Parlamento successiva alla prossima, che inizierà nella primavera del 2018. Ma le esperienze degli ultimi decenni ci dicono che in sei anni possono sconvolgersi gli equilibri economici mondiali e di conseguenza la produzione di acciaio. Perché allora non introdurre una modifica al Dpcm che anticipi la conclusione dell’Aia dal 23 agosto del 2023 al 31 dicembre del 2019? O questa anticipazione avrebbe creato delle difficoltà alla cordata Am Investco (ora Arcelor Mittal Italia) ?

Un’altro quesito che del prof. Pirro, quanto mai di attualità nei nostri giorni era quello relativo alle aziende dell’indotto che a Taranto costituiscono – ma pochi lo sanno e ricordano  – il più grande raggruppamento di imprese impiantistiche del Sud, insieme a quello del polo petrolchimico di Augusta e Priolo in Sicilia. Perchè vengono coinvolte nelle attività dello stabilimento dalla nuova proprietà, che poi non le paga ? Il silenzio ufficiale sull’argomento è assordante, così come sono assordanti nelle ultime ore le futili motivazioni dell’ Ad Lucia Morselli (che prima o poi dovrà chiarire i suoi intercorsi rapporti con Di Maio quando era ministro dello Sviluppo Economico) per le quali ad oggi Arcelor Mittal ha cumulato debiti nei confronti dell’indotto per circa 60 milioni di euro.

Certo, quelle aziende avrebbero dovuto e potuto diversificare le loro attività, riqualificarsi, aggregarsi, spostarsi su altri mercati anche esteri, ove potrebbero – con il sostegno del nuovo Ice, del ministero degli Esteri e di grandi gruppi pubblici e privati presenti in certe aree – acquisire in logiche di mercato commesse anche di rilevanti dimensioni, purché eseguibili in gruppi integrati. Ma non lo hanno fatto preferendo restare  aziende “mono ILVA“, che è la ragione per cui in queste ore rischiano di dover portare i libri in Tribunale, se il gruppo franco-indiano non dovesse onorare i propri debiti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Processo ILVA "Ambiente Svenduto"

UDIENZA DEL 30 OTTOBRE 2019

Esame del teste Palatino AldoAprile GiovanniRomaniello DomenicoCacciatore MassimilianoAlbano FrancescoCaiati Michele –  Cavaradossi Mario

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UDIENZA DEL 29 OTTOBRE 2019

Esame del teste Campo MassimoLezza PaoloRodio Cosimo DamianoFiore Luca

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UDIENZA DEL 28 OTTOBRE 2019

Esame del teste: La Sorte Scipione – Del Vecchio Salvatore – De Gioia Vincenzo – Capozza Tommaso – Micci Gianfrancesco – Protopapa Alessio – Pagano Rodolfo –  Marraffa Salvatore Emanuele –  Galatola Edoardo 

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UDIENZA DEL 9 OTTOBRE 2019

Esame del teste: Lucatorto PasqualeRottsteger Franz

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UDIENZA DEL 8 OTTOBRE 2019

Esame  del teste: Sansone Giuseppe – Fortuni Celestino – Di Giuseppe Domenico – Lucatorto Pasquale

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UDIENZA DEL 7 OTTOBRE 2019

Esame del teste: Sansone GiuseppeDe Biasi Pietro

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UDIENZA DEL 2 OTTOBRE 2019

Esame del teste: De Pasquale Egidio – Zagaria Michele –  Lesto Antonio

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UDIENZA DEL 1 OTTOBRE 2019

Esame del teste: Poggio FrancoRosito FeliceSansone Giuseppe

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UDIENZA DEL 30 SETTEMBRE 2019

Esame del teste: Sebastio Stefano –  Coluccia AndreaDe Gioia VincenzoPispero Antonio

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UDIENZA DEL 25 SETTEMBRE 2019

Esame del teste: Francavilla Michele

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UDIENZA DEL 24 SETTEMBRE 2019

Esame del teste: Giannattasio CosimoPacilo Maurizio –  Gelao GiuseppePrincipale Giuseppe

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UDIENZA DEL 18 SETTEMBRE 2019

Esame del teste: Rossi Paolo –  Colombo Alessandro Mario

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UDIENZA DEL 17 SETTEMBRE 2019

Esame del teste: Musolino Vincenzo –  Bisio Valerio –  Viganò Giovanni –  Guarinoni Andrea

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UDIENZA DEL 10 SETTEMBRE 2019

Esame del teste Musolino Vincenzo

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UDIENZA DEL 9 SETTEMBRE 2019

Esame del teste Zizzo Cosimo – Esame del teste Magistro Domenico – Esame del teste Mariani Roberto

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UDIENZA DEL 8 LUGLIO 2019

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UDIENZA DEL 1 LUGLIO 2019

Esame del teste Corte Giovanni

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UDIENZA DEL 26 GIUGNO 2019

Esame del teste Pennuzzi Maurizio

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UDIENZA DEL 25 GIUGNO 2019

Esame del teste Corciulo Stefano – Esame del teste Annicchiarico Vincenzo – Esame del teste Tagliente Antonio

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UDIENZA DEL 24 GIUGNO 2019

Esame del teste Liace Cosimo – Esame del teste Del Re Pierangelo – Esame del teste Del Pozzo Giuseppe

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UDIENZA DEL 19 GIUGNO 2019

Esame del teste Misurale Antonio – Esame del teste Liace Cosimo

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UDIENZA DEL 18 GIUGNO 2019

Esame del teste Misurale Antonio

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UDIENZA DEL 12 GIUGNO 2019

Esame del teste Moccia Antonio – Esame del teste Savo Andrea – Esame del teste Misurale Antonio

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UDIENZA DEL 11 GIUGNO 2019

Esame del teste Manna Luciano

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UDIENZA DEL 10 GIUGNO 2019

Esame del teste Caforio Antonio –  Manna Luciano

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UDIENZA DEL 5 GIUGNO 2019

Esame del teste Paradiso VitantonioDoati Angelo –  Calvi AndreaBorsani GiorgioDe Rocco Moris

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UDIENZA DEL 4 GIUGNO 2019

Esame del teste Attolico Leopoldo Maria –  Campi Flavio

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UDIENZA DEL 3 GIUGNO 2019

Esame del teste Costanzo Lorenzo

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UDIENZA DEL 22 MAGGIO 2019

Esame del teste Vitale VitoDell’Orco PietroBaldini Marco PieroDiego Carlo

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UDIENZA DEL 21 MAGGIO 2019

Esame del teste Vitale Vito

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UDIENZA DEL 15 MAGGIO 2019

Esame del teste Andria Gregorio

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UDIENZA DEL 14 MAGGIO 2019

Esame del teste Volpicella Francesco

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UDIENZA DEL 13 MAGGIO 2019

Esame del teste Troilo Vincenzo –  Valenzano Vincenzo –  Seccia Lucio

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UDIENZA DEL 7 MAGGIO 2019

Esame del teste Schiavone Vincenzo –  Fabiola Fabio –  Dodaro Gaetano

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UDIENZA DEL 6 MAGGIO 2019

Esame del teste Rossi LucaSchiavone Vincenzo

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UDIENZA DEL 10 APRILE 2019

Esame del teste Briscini GiordanoBenizio Giuliano

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UDIENZA DEL 9 APRILE 2019

Esame del teste Verrenti CataldoFascella Cosimo

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UDIENZA DEL 8 APRILE 2019

Esame del teste D’Ettore MarcoDe Biasi ArcangeloAbbattista MarioCordone GiuseppePadalino Lucio

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UDIENZA DEL 3 APRILE 2019

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UDIENZA DEL 2 APRILE 2019

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UDIENZA DEL 27 MARZO 2019

Esame del teste D’Autilia Massimiliano –  Donvito GiovanniMocerino Michele

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UDIENZA DEL 25 MARZO 2019

Esame del teste Piepoli PasqualeMartina SimoneCaricasole GiuseppeSolito Angelo RaffaeleLeogrande Pietro

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UDIENZA DEL 22 MARZO 2019

Esame del teste Troiano Emanuele

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UDIENZA DEL 20 MARZO 2019

Esame del teste Chiriati Fabio –  Vacante AngeloBonfrate PietroTamborrino Marco

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UDIENZA DEL 19 MARZO 2019

Esame del teste Pogliani Enrico –  Lato Giuseppe

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UDIENZA DEL 12 MARZO 2019

Esame del teste Mosca Domenico –  Vinci FrancescoGigante GiuseppeLocantore Rocco Renè

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UDIENZA DEL 5 MARZO 2019

Esame dell’imputato Fratoianni Nicola –  Palmisano Pierfrancesco

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UDIENZA DEL 4 MARZO 2019

Esame dell’imputato Assennato GiorgioBlonda Massimo

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UDIENZA DEL 27 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato Nichi VendolaAntonicelli Antonello

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UDIENZA DEL 25 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato Dinoi Giuseppe

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UDIENZA DEL 22 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato Colucci Antonio

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Gianni Florido

UDIENZA DEL 20 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato Florido GiovanniConserva Michele

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UDIENZA DEL 19 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato D’Alò SalvatoreRaffaelli Giovanni

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UDIENZA DEL 13 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato Legnani Lanfranco

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UDIENZA DEL 12 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato Andelmi Marco

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UDIENZA DEL 11 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato Buffo Adolfo

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UDIENZA DEL 6 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato Cavallo Angelo

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UDIENZA DEL 5 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato De Felice SalvatoreDimaggio Ivan

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UDIENZA DEL 4 FEBBRAIO 2019

Esame dell’imputato De Felice Salvatore –  Dimaggio Ivan

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UDIENZA DEL 30 GENNAIO 2019

Esame dell’imputato De Felice Salvatore

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UDIENZA DEL 29 GENNAIO 2019

Esame dell’imputato Capogrosso Luigi

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UDIENZA DEL 28 GENNAIO 2019

Esame dell’imputato Capogrosso Luigi

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UDIENZA DEL 25 GENNAIO 2019

Esame dell’imputato Capogrosso Luigi

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UDIENZA DEL 23 GENNAIO 2019

Esame dell’imputato Capogrosso Luigi

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UDIENZA DEL 22 GENNAIO 2019

Esame dell’imputato Capogrosso Luigi

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UDIENZA DEL 16 GENNAIO 2019

Esame del teste Perli Francesco

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UDIENZA DEL 15 GENNAIO 2019

Esame del teste Grilli Enrico

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UDIENZA DEL 14 GENNAIO 2019

Esame del teste Maggi Alessandro – Esame del teste Grilli Enrico

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UDIENZA DEL 9 GENNAIO 2019

Esame del teste Cassetta Cosimo – Esame del teste Mottolese Pietro – Esame del teste Semeraro Cosimo – Esame del teste Semeraro Lorenzo – Esame del teste Martemucci Francesco – Esame del teste Marescotti Alessandro – Esame del teste Parisi Grazia

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UDIENZA DEL 8 GENNAIO 2019

Esame del teste Messineo Agostino – Esame del teste Masella Francesco – Esame del teste Albano Michele

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UDIENZA DEL 7 GENNAIO 2019

Esame del teste Montervino Ubaldo – Esame del teste Centonze Fernando – Esame del teste Schiavone Pasquale – Esame del teste Amato Pellegrino – Esame del teste Rollo Alessandro – Esame del teste Vitali Matteo – Esame del teste Messineo Agostino

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UDIENZA DEL 19 DICEMBRE 2018

Esame del teste Raccanelli Stefano

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UDIENZA DEL 12 DICEMBRE 2018

Esame del teste Bonelli Angelo – Esame del teste Nuzzo Antonio

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UDIENZA 11 DICEMBRE 2018

Esame del teste Fragnelli Anna – Esame del teste Fragnelli Tina – Esame del teste Caretta Luigi –  Esame del teste D’Urso Cosimo – Esame del teste Contino Michele

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UDIENZA DEL 10 DICEMBRE 2018

Esame del teste Corvace Leonardo – Esame del teste Millarte Fabio – Esame del teste Boccuni Luigi –  Esame del teste Carriglio Gianfranco – Esame del teste Pignatelli Maria – Esame del teste Severini Luigi – Esame del teste Stanzione Adalgisa

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UDIENZA DEL 5 DICEMBRE 2018

Esame del teste Cottino Amedeo – Esame del teste D’Auria Piero – Esame del teste Notaristefano Pietro –  Esame del teste Chironi Marcello – Esame del teste Carbotti Paolo – Esame del teste Spartera Maria

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UDIENZA DEL 4 DICEMBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara – Esame del teste Intini Gianluca

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UDIENZA DEL 3 DICEMBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 28 NOVEMBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 20 NOVEMBRE 2018

Rinvio udienza dibattimentale al 28.11.2018

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UDIENZA DEL 13 NOVEMBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 12 NOVEMBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA 07 NOVEMBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 6 NOVEMBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 24 OTTOBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 23 OTTOBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 22 OTTOBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 19 OTTOBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 17 OTTOBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 16 OTTOBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 10 OTTOBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 9 OTTOBRE 2018

Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 8 OTTOBRE 2018

Esame del teste Cinieri Francesco – Esame del teste Valenzano Barbara

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UDIENZA DEL 3 OTTOBRE 2018

Esame del teste De Quattro Alfonso – Esame del teste Tagarelli Mario – Esame del teste De Marzo Biagio – Esame del teste Papa Benigno Luigi – Esame del teste Cinieri Francesco

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UDIENZA DEL 2 OTTOBRE 2018

Esame del teste De Quattro Alfonso

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UDIENZA DEL 1 OTTOBRE 2018

Esame del teste De Quattro Alfonso

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UDIENZA 25 SETTEMBRE 2018

Esame del teste Lagro Franco

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UDIENZA DEL 24 SETTEMBRE 2018

Esame del teste De Siati Salvatore – Esame del teste Aglianò Carmelo – Esame del teste Moscagiuri Sergio

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UDIENZA DEL 19 SETTEMBRE 2018

Esame del teste Mariani Roberto

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UDIENZA DEL 18 SETTEMBRE 2018

Esame del teste De Siati Salvatore – Esame del perito Caforio Antonio

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UDIENZA 12 SETTEMBRE 2018

Esame del  teste D’Arco Alfredo – Esame del teste Marra Francesco

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UDIENZA DEL 11 SETTEMBRE 2018

Esame del teste D’Arco Alfredo

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UDIENZA DEL 10 SETTEMBRE 2018

Esame del teste D’Arco Alfredo

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UDIENZA 11 LUGLIO 2018

UDIENZA 10 LUGLIO 2018

Esame del teste D’Arco Alfredo
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UDIENZA 6 LUGLIO 2018

Esame del teste D’Arco Alfredo
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UDIENZA DEL 3 LUGLIO 2018

Esame del teste Mariani Roberto
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UDIENZA DEL 26 GIUGNO 2018

UDIENZA DEL 13 GIUGNO 2018

UDIENZA DEL 12 GIUGNO 2018

UDIENZA 8 GIUGNO 2018

UDIENZA DEL 6 GIUGNO 2018

Esame del teste Rizzo Vittorio

UDIENZA DEL 5 GIUGNO 2018

Esame del teste Rizzo Vittorio

UDIENZA DEL 30 MAGGIO 2018

Esame del teste Rizzo Vittorio

UDIENZA DEL 29 MAGGIO 2018

Esame del teste Di Noi Giuseppe

UDIENZA DEL 23 MAGGIO 2018

Esame del teste Di Noi Giuseppe

UDIENZA DEL 22 MAGGIO 2018

Esame del teste Di Noi Giuseppe

UDIENZA DEL 15 MAGGIO 2018

Esame del teste Rinaldi Nicola – Esame del teste Castri Giovanni
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UDIENZA 9 MAGGIO 2018

Esame del teste Di Michele Francesco – Esame del teste Morrone Ignazio
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UDIENZA 8 MAGGIO 2018

Luigi Romandini

Esame del teste Romandini Luigi – Esame del teste Putzolu Pierangelo – Esame del teste Vico Ludovico – Esame del teste Di Michele Francesco
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UDIENZA 24 APRILE 2018

Esame del teste Romandini Luigi

UDIENZA DEL 18 APRILE 2018

Esame del teste Brescia Francesco – Esame del teste De Sarlo Pietro

UDIENZA DEL 17 APRILE 2018

Esame del teste Polignano Aniello – Esame del teste Tomassini Renzo
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UDIENZA DEL 10 APRILE 2018

Esame del teste Fumarola Daniela – Esame del teste Spartera Maria – Esame del teste Mangarella Fabiola – Esame del teste Semeraro Stefano
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UDIENZA DEL 6 APRILE 2018

Esame del teste Carucci Roberto – Esame del teste Notarnicola Michele – Esame del teste Triggiani Vittorio –  Esame del teste Semeraro Cesare
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UDIENZA DEL 4 APRILE 2018

Esame del teste Locorotondo Alessandro – Esame del teste Caforio Antonio – Esame del teste Giuia Roberto
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UDIENZA DEL 28 MARZO 2018

Esame del teste Di Maggio Francesco – Esame del teste Rizzo Francesco – Esame del teste Di Natale Gioacchino
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UDIENZA DEL 21 MARZO 2018

UDIENZA DEL 12 MARZO 2018

Esame del teste Biggieri Annibale

UDIENZA DEL 5 MARZO 2018

Esame del teste Biggieri Annibale
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UDIENZA DEL 28 FEBBRAIO 2018

Esame del teste Forastiere Francesco
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UDIENZA DEL 27 FEBBRAIO 2018

Esame del teste Forastiere Francesco

UDIENZA DEL 21 FEBBRAIO 2018

Esame del teste Forastiere Francesco
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UDIENZA DEL 20 FEBBRAIO 2018

Esame del teste Forastiere Francesco
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UDIENZA DEL 7 FEBBRAIO 2018

Esame del teste Benemerito Marianna – Esame del teste D’Alfonso Gianfranco – Esame del teste Impellizzieri Carmine – Esame del teste Monno Mattia

UDIENZA DEL 6 FEBBRAIO 2018

Esame del teste Lupoli Antonio – Esame del teste Di Maggio Francesco

UDIENZA DEL 31 GENNAIO 2018

Esame del teste Ranieri Cataldo – Esame del teste Piane Raffaele

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UDIENZA DEL 30 GENNAIO 2018

Esame del teste Meo Giuseppe – Esame del teste Cordisco Marcello – Esame del teste Palombella Rocco – Esame del teste Rappa Rosario – Esame del teste Stefanelli Pietro – Esame del teste Marinosci Cosimo
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UDIENZA DEL 26 GENNAIO 2018

Esame del teste Valenzano Vincenzo – Esame del teste Mignogna Antonio – Esame del teste Meo Giuseppe
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UDIENZA DEL 24 GENNAIO 2018

Esame del teste D’Antuono Giuseppe
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UDIENZA DEL 23 GENNAIO 2018

Esame del teste Resta Leonardo – Esame del teste Venneri Ciro – Esame del teste Marangella Ciro – Esame del teste Maraglino Orazio
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UDIENZA DEL 17 GENNAIO 2018

Esame del teste Preziuso Nicola – Esame del teste Gaudioso Andrea – Esame del teste Zimbaro Francesco – Esame del teste Tursi Michele – Esame del teste Biella Antonio – Esame del teste Rossi Ettore
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UDIENZA DEL 16 GENNAIO 2018

Esame del teste Rito Domenico – Esame del teste Gerardo Emma – Esame del teste Sardelli Vincenzo – Esame del teste Caliandro Antimo
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UDIENZA DEL 10 GENNAIO 2018

UDIENZA DEL 9 GENNAIO 2018

Esame del teste Lalinga Angelo – Esame del teste Rizzo Domenico – Esame del teste Andriola Carmine
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UDIENZA DEL 22 DICEMBRE 2017

UDIENZA DEL 13 DICEMBRE 2017

Esame del perito Santilli Nazareno – Esame del perito Monguzzi Roberto

UDIENZA 12 DICEMBRE 2017

UDIENZA DEL 22 NOVEMBRE 2017

Esame del perito Santilli Nazareno – Esame del perito Felici Rino
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UDIENZA DEL 21 NOVEMBRE 2017

Esame del perito Monguzzi Roberto – Esame del perito Sanna Mauro – Esame del perito Felici Rino – Esame del perito Santilli Nazareno
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UDIENZA DEL 15 NOVEMBRE 2017

Esame del perito Santilli Nazareno
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UDIENZA DEL 8 NOVEMBRE 2017

UDIENZA DEL 31 OTTOBRE 2017

Esame del teste Di Vella Giancarlo
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UDIENZA DEL 25 OTTOBRE 2017

Esame del teste Di Summa Angelo – Esame del teste Sasso Francesco – Esame del teste Simeone Piergianni – Esame del teste Andresani Ivan – Esame del teste De Pace Fabio – Esame del teste Sante Bruno
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UDIENZA DEL 18 OTTOBRE 2017

Esame del teste Orlando Roberto – Esame del teste Bisignano Antonio – Esame del teste Mancarelli Angelo – Esame del teste Venza Antonio – Esame del teste Morrone Vincenzo
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UDIENZA 11 OTTOBRE 2017

Esame del teste Galliano Roberto – Esame del teste Convertini Giuseppe – Esame del teste Prezioso Angelo – Esame del teste Catapano Emanuele – Esame del teste De Mitri Eligio – Esame del teste D’Oronzo Gianluca – Esame del teste Maiorano Cosimo
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UDIENZA DEL 10 OTTOBRE 2017

Esame del teste Corbo Ermanno – Esame del teste Balice Vito –  Istanza di Ricusazione del Presidente della Corte d’Assise di Taranto

UDIENZA DEL 29 SETTEMBRE 2017

Esame del Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL: Michele Conversano
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UDIENZA DEL 26 SETTEMBRE 2017

Esame del teste Di Francesco Francesco
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UDIENZA DEL 20 SETTEMBRE 2017

Esame del teste Solombrino Giovanni – Riunione del procedimento n. 1/2017  al procedimento n. 1/2016 e decisione sulle richieste di prova formulate dalle Difese delle società Riva Forni Elettrici S.p.a.e Ilva S.p.a
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UDIENZA DEL 12 LUGLIO 2017

Istanza di Astensione dei Giudici Togati della Corte d’Assise di Taranto

UDIENZA DEL 28 GIUGNO 2017

Esame del teste Solombrino Giovanni – Esame del teste Giannuzzi Rocco Pietro
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UDIENZA DEL 27 GIUGNO 2017

Esame del teste Candido Nicola – Esame del teste Solombrino Giovanni
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UDIENZA DEL 21 GIUGNO 2017

Esame del teste Cassano Filippo
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UDIENZA DEL 20 GIUGNO 2017       

Esame del teste Giuliano Massimo – Esame del teste Ciotta Pasquale – Esame del teste Cassano Filippo
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UDIENZA DEL 6 GIUGNO 2017

Esame del teste Esposito Vittorio – Esame del teste Matacchiera Fabio – Esame del teste Severini Fernando – Esame del teste Romandini Mario Francesco
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UDIENZA DEL 31 MAGGIO 2017

Esame del teste Ripa Teodoro – Esame del teste Esposito Vittorio
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UDIENZA DEL 30 MAGGIO 2017

Esame del teste Schiavone Pasquale – Esame del teste Grilli Enrico – Esame del teste De Molfetta Mauro
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UDIENZA DEL 16 MAGGIO 2017

Esame del teste Palmisano Giorgio– Esame del teste Laera Lorenzo – Esame del teste Bruno Antonio – Esame del teste Epifani Giovanni- Esame del teste Mottolese Pietro – Esame del teste Marescotti Stefano – Esame del teste Raccanelli Alessandro – Esame del teste Pricolo Teresa
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UDIENZA DEL 15 MAGGIO 2017

Esame del teste Caforio Antonio – Esame del teste D’Alessandro Antonio – Esame del teste Sperti Giuseppe – Esame del teste Quaranta Cosimo – Esame del teste Fornaro Vincenzo
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UDIENZA DEL 9 MAGGIO 2017

Ordinanza in merito alle richieste istruttorie
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UDIENZA DEL 4 APRILE 2017

Questioni relative al momento di iscrizione nel registro degli indagati di Capogrosso Luigi e alla richiesta di udienza stralcio
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UDIENZA DEL 28 MARZO 2017

Questioni relative alle richieste di prova

UDIENZA DEL 8 MARZO 2017

Questioni relative all’attività integrativa di indagine e alla produzione documentale depositata dai Pubblici Ministeri
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UDIENZA DEL 1 MARZO 2017

La Corte d’Assise decide con ordinanza le questioni preliminari sollevate nei termini di cui all’art. 491 c.p.p., procede all’integrazione dell’ordinanza del 4 ottobre 2016, relativa alla costituzione delle parti. Dispone poi lo stralcio, con formazione di un autonomo fascicolo, con riferimento alle richieste avanzate da Claudio Riva, quale rappresentante legale di Riva Forni Elettrici S.p.a.e da Piero Gnudi, Corrado Carruba, Enrico Laghi, quali commissari di Ilva s.p.a. in amministrazione straordinaria. Rigetta, da ultimo, la richiesta di separazione ex art. 18, comma 2, c.p.p. della posizione di Partecipazioni Industriali in amministrazione straordinaria in persona del legale rappresentante
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UDIENZA DEL 17 GENNAIO 2017

La Corte d’Assise di Taranto accoglie l’istanza di rinvio depositata nell’interesse di Partecipazioni Industriali S.p.a., per consentire il perfezionamento dell’accordo ex art. 444 c.p.p.
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UDIENZA DEL 6 DICEMBRE 2016

Rinvio udienza per concessione termine a difesa

UDIENZA DEL 26 OTTOBRE 2016

Repliche dei Pubblici Ministeri alle eccezioni sollevate dal collegio difensivo, modifica del capo di imputazione qq) relativo alle persone giuridiche ed integrazione del capo di imputazione l)
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UDIENZA DEL 12 OTTOBRE 2016

La difesa degli imputati solleva questione di incompetenza funzionale ex art. 11 c.p.p.
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UDIENZA DEL 5 OTTOBRE 2016

Questioni preliminari al dibattimento
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UDIENZA DEL 4 OTTOBRE 2016

Lettura dell’ordinanza della Corte d’Assise sulle questioni afferenti i responsabili civili e le parti civili
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UDIENZA DEL 21 SETTEMBRE 2016

Questione relativa alla estensione della citazione nei confronti del responsabile civile
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UDIENZA DEL 27 LUGLIO 2016

Questione relativa alla nullità della notifica della citazione nei confronti del responsabile civile
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UDIENZA DEL 26 LUGLIO 2016  

Legittimità delle costituzioni di Parte Civile: intervento dei difensori delle Parti Civili
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UDIENZA DEL 25 LUGLIO 2016

Questione relativa alla costituzione di parte civile nei confronti degli enti ex D. Lvo. n. 231/2001
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UDIENZA DEL 20 LUGLIO 2016

I difensori degli imputati sollevano eccezioni in merito alla ammissibilità delle costituzioni di parte civile
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UDIENZA DEL 19 LUGLIO 2016

Questioni relative alla costituzione di parte civile
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UDIENZA DEL 18 LUGLIO 2016

Questione di incompetenza funzionale ex art. 11 c.p.p.
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Il Ministro Di Maio ha nominato i nuovi Commissari dell’ex-Ilva

ROMA – Il Ministro Di Maio ha firmato questa sera  il decreto di nomina dei nuovi Commissari straordinari dell’ex-Ilva di Taranto.

I nuovi commissari nominati sono Francesco Ardito, un ex ufficiale della Guardia di Finanza, avvocato ed attuale Dirigente della funzione di Internal Auditing e presidente dell’Organismo di Vigilanza di Acquedotto Pugliese S.p.a., Antonio Cattaneo revisore contabile e responsabile della Deloitte Financial Advisory – Divisione Forensic, e l’ avvocato di Grottaglie Antonio Lupo, del Foro di Taranto , che ha frequentato lo studio del prof. avv. Ernesto Sticchi Damiani di Lecce, per la materia del diritto amministrativo, e dell’avv. Francesco Mancini di Taranto per il diritto civile.

L’ avvocato Lupo (accanto in foto) ha studiato e approfondito le normative antinquinamento, occupandosi dinanzi al TAR e al Consiglio di Stato di numerosi giudizi in tema di smaltimento di rifiuti e discutendo, dinanzi alla Corte costituzionale (sentenza n. 10 del 14 gennaio 2009), la questione di legittimità costituzionale della legge della Regione Puglia n. 29 del 31.10.2007, sullo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

La nomina arriva a poche ore dalle dimissioni dei precedenti commissari Carruba, Gnudi e Laghi e precede la prima seduta del Tavolo istituzionale permanente a guida del MiSE del Governo Conte, per concludere la realizzazione dei progetti per il futuro di Taranto, alle attività di bonifica e al rilancio economico e sociale del territorio che erano già stati previsti e contrattualizzati dal Cipe sotto i Governi Renzi e Gentiloni.

La motivazione delle dimissioni dei tre commissari , nominati dai precedenti governi è molto chiara nella lettera che  Corrado Carrubba, Piero Gnudi ed Enrico Laghi  hanno inviato al ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio: “Una volta portata a compimento, con l’esecuzione del contratto di affitto con obbligo di acquisto da parte del Gruppo ArcelorMittal dei compendi aziendali del Gruppo Ilva, i commissari straordinari hanno ritenuto opportuno rimettere l’incarico” . Nella lettera dei commissari, si fa quindi riferimento alla necessità di “consentire al ministro dello Sviluppo Economico ogni valutazione sull’ulteriore percorso che l’Amministrazione Straordinaria del Gruppo Ilva dovrà affrontare nell’ambito degli indirizzi che fornirà la Commissione speciale per la riconversione della Città di Taranto, istituita dalla Legge numero 145 del 2018 anche in raccordo con il Tavolo istituzionale permanente per l’area di Taranto di cui al decreto legge numero 1 del 2015“. Infine I commissari ringraziano il ministro e tutta la struttura ministeriale “per la fattiva e intelligente collaborazione assicurata in tutti questi anni“.




ILVA: è bastato minacciare uno sciopero, e Di Maio convoca le parti

ROMA – Con una nota inviata alle 17:30 di oggi  il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso noto di aver convocato un tavolo ministeriale a cui parteciperà  il Ministro Luigi Di Maio, fissato per  mercoledì prossimo 5 settembre alle ore 14, per proseguire il confronto sulla cessione della società ILVA. Sono stati invitati a partecipare la direzione aziendale della AM INVESTCO ITALY (società controllata da Arcelor Mittal) , i Commissari dell’ ILVA in Amministrazione Straordinaria,  Corrado Carrubba, Piero Gnudi ed Enrico Laghi , e le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di categoria e confederali: FIM-CISL; FIOM-CGIL; UILM-UIL; USB; UGL Metalmeccanici; FILT-CGIL; FIT-CISL; UILT-UIL; FILCTEM-CGIL; FLAEI-CISL; UILTEC-UIL; UGL CHIMICI; CGIL, CISL, UIL, UGL; Federmanager.

Soltanto un’ora prima della convocazione i sindacati dei metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil e Usb avevano proclamato per l’11 settembre “nel permanere delle condizioni attuali” uno sciopero in tutti gli stabilimenti Ilva per protestare contro la mancata convocazione da parte del Governo. Nella lettera inviata al premier Giuseppe Conte e al ministro dello Sviluppo economico e del lavoro Luigi Di Maio, Fim-Cisl, Fiom-Cgil Uil e Usb scrivono che “le risorse finanziarie sono ormai quasi esaurite e il 15 settembre scade l’amministrazione straordinaria“.

“Dal 6 agosto  attendiamo notizie per la ripresa del negoziato e la valutazione di legittimità da parte del ministero della gara per l’aggiudicazione del gruppo Ilva” – scrivevano i sindacati – “Lunedì 27 agosto  abbiamo unitariamente sollecitato il governo a convocare tutte le parti e ad oggi non abbiamo ancora avuto risposta“. I sindacati, dunque, “nel permanere delle condizioni attuali“, avevano annunciato per l’11 settembre gli “scioperi in tutti gli stabilimenti del gruppo Ilva” e un “presidio al Mise“.

Il 15 settembre si avvicina sempre più, giorno in cui la cassa dell’ Amministrazione Straordinaria si svuoterà e i lavoratori non percepiranno più stipendio. “Aspettiamo che la trattativa riparta sgombra dai dubbi circa la legittimità della gara e con l’obiettivo – dice Rocco Palombella, segretario generale Uilmdi portare a un accordo sindacale a zero esuberi“. Di attesa la posizione della Fiom Cgil : “Vediamo il 5 se ci sono le condizioni per avviare la trattativa e quindi revocare lo sciopero dell’11 settembre”.  Sciopero che  per il momento resta confermato.

 

 




Ilva. Per l’Anac ci sono delle criticità sull’aggiudicazione, ma l’ annullamento della gara è competenza del Governo

ROMA –  L’ANACAutorita Nazionale Anticorruzione, ha risposto in tempi brevissimi al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che l’aveva interpellata al riguardo affermando la presenza di alcune criticità nella gara che, ha portato il Governo ed i commissari straordinari ad aggiudicare 13 mesi fa,  l’Ilva alla Am Investco controllata dalla multinazionale franco-indiana Arcelor Mittal , preferendola all’offerta della cordata Acciaitalia (composta da Jindal, Cassa Depositi e Prestiti, Arvedi e Del Vecchio) che di fatto non esiste più.

La risposta inviata dall’ ANAC al Mise è di sette pagine, in cui si spiega inizialmente la competenza nella sua valutazione, collegata alla circostanza che la procedura esclusa dal Codice degli appalti, prevede comunque l’obbligo di attuare delle procedure sulla base al “rispetto dei principi di parità di trattamento, trasparenza e non discriminazione” principi che l’Autorità è deputata a tutelare. L’Authority però ha scritto nel documento che un eventuale stop alla procedura di cessione ad ArcelorMittal può essere valutato soltanto dal Governo nel caso in cui sussista, come prevede la legge, il “preminente interesse pubblico” all’annullamento. Ma qualcuno ha dimenticato che l’ ILVA è una società “privata” venduta ad un altro “privato“.

Successivamente l’ Autorita Nazionale Anticorruzione è passata ad esaminare i tre quesiti sollevati da Di Maio.

Il primo quesito relativo al termine per la definizione del piano ambientale, che durante la procedura di gara era slittato. da ricordare che, i tempi sono stati dilatati allorquando l’elenco dei soggetti interessati all’ILVA,  dopo i passaggi delle offerte iniziali e quello dell’offerta vincolate, si era ristretto a due sole cordate. Il ministero guidato da Luigi Di Maio ha chiesto all’ ANAC di verificare se fosse stato leso il principio della concorrenza e l’Autorità ha risposto che l’ arco temporale ben più ampio per la realizzazione del piano,  ha senza dubbio variato in modo rilevante il quadro economico e fattuale.  Il periodo più lungo di sei anni avrebbe potuto indurre più imprese (ipotesi che però costituisce chiaramente una pura teoria) a partecipare alla competizione, aumentando conseguentemente il livello di concorrenza e variando la diversità delle offerte.

Il secondo quesito riguardava invece le scadenze intermedie del piano, che sempre secondo l’ ANAC non sarebbero state rispettate. La proroga del piano ambientale  non ha fatto venire meno il carattere “vincolante” delle prescrizioni indicate dal Ministero dell’Ambiente. Ed  il mancato adeguamento integrale alle prescrizioni determinate dal ministero potrebbe essere sanzionata addirittura con l’esclusione dalla gara. Una valutazione questa però che spetta all’ Amministrazione Statale e non all’ Autorita Nazionale Anticorruzione.

L’ultimo e terzo quesito è quello relativo al rilancio delle offerte, per le quali l’ ANAC  segnala che questo aspetto della gara era stato inizialmente previsto ma successivamente non disciplinato in modo dettagliato, sostenendo che questi rilanci avrebbero potuto portare più soldi nelle casse dello Stato. Anche in questo caso si tratta perà di una ipotesi che di fatto non ha trovato alcun riscontro nello svolgimento ed assegnazione della gara in quanto la cordata Acciaitalia  (capo cordata: Jindal) si era dichiarata disponibile ad alzare la propria offerta, senza però raggiungere l’impegno economico finanziario di Am Investco (capo cordata: Arcelor Mittal)

Necessario ed opportuno ricordare che la gara è stata bandita, effettuata ed aggiudicata in base ad una precisa normativa, verificata anche dell’Antitrust Europea che lo scorso mese di maggio ha dato semaforo verde a Am Investco. Viceversa il piano ambientale è stato gestito dal Ministero dell’Ambiente con una procedura specifica, ed era  passato al vaglio della Commissione tecnica del ministero dell’Ambiente,  mentre i rilanci dell’ offerta di  Acciaitalia erano stati esclusi dal parere negativo dell’Avvocatura dello Stato interpellata già dall’ex ministro Carlo Calenda.

Le osservazioni dell’ ANAC coincidono con quanto sostenuto unicamente dal CORRIERE DEL GIORNO che aveva immediatamente spiegato ai propri lettori  che qualsiasi decisione non spettava all’ Autorità guidata da Raffaele Cantone, ma al Ministero dello Sviluppo Economico . I piani alti  del Mise hanno quindi segnalato gli ultimi sviluppi girando il “dossier  bollente” a Palazzo Chigi e il premier Giuseppe Conte ha reso noto ieri sera  che alla questione verrà riservata la massima priorità.

Questa mattina il ministro Avrebbe dovuto incontrare anche i Commissari straordinari  Corrado Carrubba  Piero Gnudi ed Enrico Laghi  sul negoziato con il gruppo siderurgico franco-indiano che sta preparando una proposta migliorativa, sia sul fronte occupazionale sia su quello ambientale, per dissipare tutti i dubbi. Ma fonti confidenziali di Palazzo Chigi  riferiscono l’incontro sarebbe stato rinviato.

Dopo che l’Anac ha espresso “criticità” nel proprio parese espresso sull’aggiudicazione dell’acciaieria ad ArcelorMittal, il vicepremier Luigi Di Maio ha sparato sulla vendita, non risparmiando delle bordate davanti ad un’aula parlamentare Camera pressochè deserta, : l’intera procedura è stato un “pasticcio lesivo della concorrenza”, l’offerta concorrente di AcciaItalia era “migliore” ma non si è potuta imporre perché si è badato più al prezzo che a salute e ambiente. E ha annunciato una “indagine interna” al dicastero.

Il predecessore Carlo Calenda non poteva non sentirsi chiamato in causa e ha risposto duramente su Twitter: “Hai detto in Parlamento cose gravi e false. Minacciare indagini interne al Mise è vergognoso. La responsabilità sulla gara è mia”. Tra accuse e risposte, i sindacati si preoccupano per tutto ciò che rallenta la soluzione. Ad aspettare un punto fermo ci sono 20mila famiglie. Nel frattempo la cassa dell’ILVA in amministrazione straordinaria si prosciuga : con costi da 30 milioni da sostenere mensilmente, non è una situazione che una qualsiasi azienda, anche la più florida e sana,  si possa permettere.




Proroga per l’ ILVA al 15 settembre. Di Maio si prende più tempo

ROMA – La decisione sull’Ilva finisce ai tempi supplementari. I commissari dell’azienda siderurgica, esercitando una clausola del contratto, hanno spostato al 15 settembre la scadenza per il “closing” di vendita fissato inizialmente al 30 giugno. Con un documento, i commissari dell’IlvaCorrado Carrubba,  Piero Gnudi  ed Enrico Laghi  – hanno stabilito una proroga al 15 settembre delle decisioni sul futuro dello stabilimento. I commissari hanno motivano la scelta con “l’opportunità di rendere ulteriormente disponibile uno spazio di confronto al servizio del raggiungimento dell’accordo sindacale“, ma lo slittamento oltre a consentire l’eventuale raggiungimento dell’intesa tra l’acquirente ArcelorMittal e le organizzazioni sindacali Fiom-Fim-Uilm, regalerà ulteriore tempo al nuovo governo per approfondire il “dossier Ilva“.

I commissari assicurano che non vi sarà alcuna necessità di rifinanziare le casse dell’azienda. “Sto valutando ogni possibile impatto legato alle decisioni che dovrò prendere – scrive il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, affermando di “prendere atto” della scelta dei commissari Ilva e sottolineando l’assenza di ulteriori costi economici per lo Stato -. Impatto in termini ambientali, sociali, economici e occupazionali. Per questo stiamo esaminando le oltre 23 mila pagine che ci sono state consegnate. Ogni decisione sarà presa con responsabilità, non dimenticando che M5S ha raggiunto a Taranto risultati straordinari con circa il 50% delle preferenze, risultati che intende onorare. I tarantini hanno il diritto di tornare a respirare, noi abbiamo il dovere di esaminare ogni pagina con la massima attenzione“.

“Mi compiaccio della responsabilità espressa dai commissari dell’ILVA – ha affermato il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maioe prendo atto della loro volontà di avvalersi della proroga siglata nel contratto che porta al 15 settembre 2018 ogni scadenza senza ulteriori costi economici per lo Stato. Come Ministro sto valutando ogni possibile impatto legato alle decisioni che dovrò prendere. Impatto in termini ambientali, sociali, economici e occupazionali. Per questo stiamo esaminando le oltre 23 mila pagine che ci sono state consegnate”

Anche ArcelorMittal sarebbe d’accordo con la proroga e rinuncerebbe, quindi, ad entrare nella fabbrica il primo luglio come previsto dal contratto e come il gruppo indoeuropeo aveva continuato ad annunciare in questi giorni. Polemico, invece, il predecessore di Di Maio: “Non si può sentire – ha twittato Carlo CalendaPrendo atto? Il Ministro? Ma scherziamo! Almeno il coraggio di dire ho chiesto di rinviare per approfondire il dossier. Il che ci costerà 60/70 milioni di euro“.

Con una nota Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom-Cgil ha così commentato la decisione: “Non ci meraviglia la proroga al 15 settembre prossimo delle scadenze in merito alla decisione sul futuro dell’Ilva. Il contratto che doveva rimare segreto (contrariamente a quanto accaduto in quanto non consentito dal Codice Civile e come documentato integralmente in esclusiva nazionale solo dal CORRIERE DEL GIORNO n.d.r. ) per l’ex ministro Calenda prevedeva all’articolo 27, punto 4, la possibilità di prorogare di 90 giorni l’affitto finalizzato all’acquisto”

 

“Per quanto riguarda la Fiom – aggiunge Rapparimane fondamentale il merito per poter arrivare ad un accordo. Le questioni ancora da risolvere sono il mantenimento occupazione di tutti i lavoratori diretti e dell’indotto, il piano industriale, l’ambientalizzazione e la bonifica, per far sì che si possa produrre senza inquinare e salvaguardando la salute dei lavoratori e dei cittadini di Taranto, e l’applicazione dell’accordo di programma di Genova. Per ottenere ciò è necessario che ArcelorMittal cambi in maniera significativa le posizioni fin qui tenute ai tavoli negoziali sui nodi di merito. Le dichiarazioni espresse dal ministro Di Maio di voler perseguire un accordo con la condivisione delle organizzazioni sindacali sono un altro elemento di cui ArcelorMittal deve tenere conto”.




Domani primo vertice sull’ ILVA al Mise “gestione Di Maio”

ROMA – Il neo-ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio ha deciso di dedicare i primi due giorni della settimana che sta per aprirsi ai protagonisti del dossier Ilva e le convocazioni per incontri separati, sono partite . Una decisione che manifesta in maniera chiara l’intento “esplorativo” che Di Maio intende conferire alle riunioni. Dall’entourage del ministro fanno sapere che “Vuole capire lo stato dell’arte della trattativa e quali potrebbero essere le soluzioni”  . Quindi non si tratta in realtà di una riapertura del negoziato, e si spera che non saranno soltanto incontri formali ad uso giornalistico.

Di Maio incontrerà per primi  i sindacati metalmeccanici, Fiom, Fim, Uilm e Usb lunedìalle 15 domani. A seguire alle 17,30, sarà la volta del contestato sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. A varcare la Sala del Parlamentino del ministero di via Veneto, martedì alle 14,  saranno alcune associazioni ambientaliste. A seguire il ministro Di Maio riceverà e ascolterà le posizioni dei rappresentanti di Arcelor Mittal, il leader mondiale dell’acciaio che controlla  AmInvestco, la società che ha vinto la gara per l’acquisto dell’Ilva.

E’ riuscito ad essere convocato il governatore della Puglia, Michele Emiliano, che ha più volte rivendicato e preteso inutilmente (con azioni legali strumentali arenatesi come al solito) un proprio ruolo ingiustificato in questa vicenda arrivando a duri scontri verbali con il precedente Ministro del Mise, Carlo Calenda. con il quale ha avuto violenti scontri dialettici

Il quesito al momento più importante è capire se al termine della due giorni  incontri il ministro Di Maio renderà moto quale  potrebbe essere il destino dell’Ilva secondo lui. Ma la domanda più importante è se darà il via ufficialmente al prosieguo del confronto azienda-sindacato,  decisivo del negoziato,   concedendo un tempo limite alle parti per chiudere l’accordo che manca senza interferire o metterà nuovi paletti.

Il negoziato con Arcelor Mittal si è interrotto sulla questione degli esuberi. L’azienda si è impegnata contrattualmente in sede di gara ad assumere 10.100 dipendenti a fronte dell’attuale organico di 13.800, di cui oltre 3mila in cassa integrazione. Di Maio nel frattempo martedì scorso ha incontrato preliminarmente i commissari straordinari , Corrado Carrubba, Piero Gnudi e Enrico Laghi, i quali gli hanno depositato una dettagliata relazione sullo situazione del gruppo, sul piano di ambientalizzazione, una relazione sul contratto di affitto e cessione sottoscritto con AmInvestco, ed un riepilogo sullo stato della trattativa tra le parti

Di Maio incontrando i tre commissari straordinari dell’ ILVA ha chiesto informazioni dettagliate sulla situazione della cassa dell’ Ilva e i commissari lo hanno tranquillizzato che  anche se il negoziato dovesse prolungarsi oltre fine giugno, c’è una rete di sicurezza e capienza economica che consente di andare avanti per tutto il mese luglio.  Nell’incontro si è parlato anche delle aree Ilva “escluse” dalla cessione, quel centinaio di ettari di terreno che, una volta bonificati, potrebbero essere utilizzati per avviare progetti innovativi sulla Green economy e sulle energie rinnovabili. Ma questo al momento sembra soltanto un’escamotage “mediatico.




Il Prefetto di Taranto e i Commissari Straordinari dell’ILVA firmano il Protocollo di Legalità

ROMA – Il Prefetto di Taranto Donato Cafagna e i Commissari di ILVA, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba, nonchè i Segretari Provinciali di CGIL, CISL, UIL, UGL e USB hanno siglato, ieri in Prefettura, il Protocollo di Legalità.

Il Protocollo ha l’obiettivo di prevenire tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle procedure di appalto degli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione previsti nello Stabilimento siderurgico di Taranto, a partire dall’imminente lavoro per la copertura dei parchi minerari e sarà valido fino alla conclusione degli interventi stessi.

 Questa iniziativa  fortemente voluta dal Prefetto di Taranto e dai Commissari Straordinari per il rilievo ambientale, sociale e sanitario delle misure previste – si inserisce nell’ambito degli accordi già siglati dalla Prefettura negli ultimi mesi: il Protocollo Generale di Legalità, sottoscritto il 3 agosto 2017 per l’attuazione del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) per l’Area di Taranto con tutte le Stazioni Appaltanti incaricate della realizzazione degli interventi e, l’intesa operativa tra il Prefetto di Taranto e il Procuratore della Repubblica di Taranto, Carlo Maria Capristo, firmato il 18 ottobre 2017 e finalizzato ad accrescere l’efficacia dell’azione di prevenzione e contrasto dei tentativi di infiltrazioni criminali nelle attività relative al CIS.

 Attraverso il Protocollo di Legalità appena siglato i Commissari Straordinari assumono precisi impegni nelle procedure di appalto degli interventi di bonifica e ambientalizzazione, tra i quali la trasparenza del flusso informativo relativo alla filiera delle imprese che, a qualunque titolo, partecipano all’esecuzione degli interventi e l’estensione delle disposizioni afferenti al regime delle informazioni antimafia ai soggetti della filiera delle imprese.

 Il Protocollo prevede, inoltre, che ILVA non stipulerà contratti e non autorizzerà subcontratti con quelle imprese verso le quali risultano tentativi o elementi di infiltrazioni mafiose. Se in seguito alla sottoscrizione di un contratto o subcontratto le verifiche antimafia dovessero avere esito interdittivo, tali contratti verranno immediatamente risolti. La risoluzione verrà effettuata anche nei confronti di quelle imprese con cui è stato stipulato un contratto prima della stipula del Protocollo.

I princìpi del Protocollo verranno inseriti anche nella documentazione contrattuale che le imprese appaltatrici e subappaltatrici dovranno accettare e sottoscrivere.

 

i commissari ILVA Carruba, Laghi e Gnudi

ILVA realizzerà e alimenterà una “Banca Dati” delle imprese, allocata presso la Prefettura, con lo scopo di monitorare, tra le altre cose, le fasi di esecuzione dei lavori e dei soggetti che realizzano gli interventi, i flussi finanziari connessi alla realizzazione degli stessi e le condizioni di sicurezza dei cantieri. Inoltre, è prevista l’adozione di strumenti informativi per il monitoraggio degli accessi ai cantieri.

 Il Prefetto di Taranto ha evidenziato che “quello sottoscritto oggi è un Protocollo insieme di legalità e di responsabilità, perché pone al centro le questioni dell’ambiente, del lavoro e della prevenzione antimafia, cruciali per lo sviluppo del territorio tarantino e definisce un sistema coeso di tutela, al quale sono chiamati a cooperare le diverse componenti sociali ed istituzionali”.

 Per i Commissari Straordinari di ILVA Carruba, Gnudi e Laghi “il protocollo di legalità è uno strumento fondamentale per poter dare un assetto ordinato e rispettoso della legalità a tutta una serie di iniziative che auspichiamo possano essere realizzate in tempi rapidi e che possano dare risposta alle istanze del territorio, di tutela dell’ambiente e della salute. Auspichiamo inoltre – hanno sottolineato i Commissari ILVA – che si possano costruire le basi affinché l’impresa, ci auguriamo a breve nella disponibilità del nuovo investitore, possa operare nel pieno rispetto di tutte le condizioni di legge e coniugando il rispetto della salute, dell’ambiente del lavoro che sono fondamentali per un’azienda stabilmente presente su un determinato territorio”.




Ilva: il MISE dispone l' avvio dei lavori di copertura parchi minerari

ROMA – I commissari straordinaria dell’ IlvaCorrado Carrubba, Piero Gnudi ed Enrico Laghi  hanno ricevuto istruzione da parte del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, di avviare i lavori di copertura dei parchi minerari. Lo rende noto un comunicato stampa dell’ Ilva in Amministrazione Straordinaria emesso in serata.

L’intervento  verrà realizzato sulla base del progetto, già approvato e appaltato dall’amministrazione straordinaria, che l’investitore Am InvestCo Italy ha incluso nel piano ambientale approvato con il Decreto della Presidenza del Consiglio Ministri dello scorso 29 settembre 2017. Nei prossimi mesi l’azienda procederà con tutte le attività preliminari previste dal progetto, a partire dalla rimozione dei cumuli e dalle altre misure propedeutiche. Si prevede di terminare questi lavori entro gennaio 2018.

Una volta ultimato l’intervento di rimozione, il cantiere per la copertura dei parchi primari sarà avviato e si concluderà in 36 mesi. Il costo per la realizzazione dell’opera sarà a carico di AM InvestCo Italy, come previsto nel contratto sottoscritto con i commissari straordinari.




Il ministro Calenda non fa piena trasparenza su Laghi. Perchè ?

di Gianni Dragoni

Niente trasparenza sulle carte della nomina di Enrico Laghi a commissario di Alitalia. Il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ha accettato il “Diktat” del professor Laghi, che aveva chiesto il’totale oscuramento dei dati personali contenuti nella sua autocertificazione e vietato la diffusione del “parere legale allegato”.

nella foto, il ministro Carlo Calenda

Carte con omissis

Giovedì scorso è scaduto il termine per  la consegna delle carte a chi aveva richiesto l’accesso civico. A Poteri Deboli risulta che il ministero dello Sviluppo (Mise) ha consegnato solo l’autocertificazione firmata da Laghi, ma con numerosi omissis per oscurare i dati personali che l’interessato non vuole pubblicizzare. E non è stato consegnato neppure il parere legale allegato da Laghi, a supporto della sua tesi che non vi sia incompatibilità con l’attività precedente svolta dal medesimo, in particolare presidente di Midco, la società che controllava il 51% dell’Alitalia-Sai  finita in dissesto e commissariata e consigliere della Cai, che possiede il 51% di Midco. Sulla comunicazione il Mise non ha diffuso informazioni.

ll deputato M5S Davide Crippa

“Vuoto cosmico”

Il deputato dei Cinque Selle Davide Crippa, che nei mesi scorsi aveva chiesto l’accesso alle informazioni su Laghi, ha parlato di “vuoto cosmico” quando ha ricevuto le carte fornite nella risposta da Calenda. E’ stato Calenda, il 2 maggio scorso, a nominare Laghi commissario di Alitalia, insieme a Luigi Gubitosi e Stefano Paleari. Ora l’ex collaboratore di Luca Cordero di Montezemolo difende la nomina dalle contestazioni di incompatibilità e conflitto d’interessi.

Il decreto Passera sulle incompatibilità

Il decreto del 10 aprile 2013, firmato dall’allora ministro dello Sviluppo Corrado Passera, dice all’articolo 4: “Non può essere nominato commissario giudiziale o commissario straordinario: a) chi ha esercitato funzioni di amministrazione, direzione o controllo nell’impresa insolvente ovvero si è in qualsiasi modo ingerito nella medesima; (…) d) chi, nei due anni anteriori alla dichiarazione dello stato di insolvenza, ha prestato a qualunque titolo la sua attività professionale a favore dell’impresa insolvente”.

La lettera di Laghi al Mise

Il decreto stabilisce che chi viene nominato commissario deve presentare al Mise un’autocertificazione per dichiarare l’assenza di incompatibilità. Tra i documenti di cui è stata chiesta la pubblicazione al Mise c’è l’autocertificazione che Laghi ha dovuto firmare, come gli altri due commissari, Gubitosi e Paleari.

 

Laghi si è opposto alla divulgazione di tutte le carte sulla nomina con una lettera inviata il 5 settembre al Mise. Poteri Deboli ne ha riferito il 7 settembre nei due articoli “Alitalia, le opacità di Laghi”. La lettera viene qui riprodotta nel testo integrale. Laghi nega il consenso alla pubblicazione di dati personali e del “parere legale allegato”, dicendo che è coperto da segreto professionale e gli serve per difendersi al Tar dal ricorso del Codacons.

Partita anche al Tar

La questione della presunta incompatibilità di Laghi rimane aperta, come i rilievi agli altri commissari, sebbene più blandi. Secondo il M5Sanalogo discorso vale anche per il dott. Luigi Gubitosi e il prof. Stefano PaleariGubitosi perché dal 15 marzo, su indicazione delle banche creditrici e azioniste, era consigliere di amministrazione di Alitalia-Sai, poi finita in insolvenza.

Inoltre la legge Gelmini –  hanno affermato M5S e il Codacons  –  stabilisce che la posizione di professore universitario “è incompatibile con l’esercizio del commercio e dell’industria”. Laghi è professore universitario, come Paleari.

Quanti incarichi?

Come Poteri Deboli ha ricordato negli articoli precedenti, Laghi ricopre almeno una dozzina di incarichi in società ed enti privati e pubblici, oltre ad essere docente ordinario di economia aziendale all’università La Sapienza di Roma, commercialista, valutatore di aziende, perito per il Tribunale.

Laghi è anche commissario del gruppo siderurgico Ilva, presidente dell’immobiliare Beni Stabili, società quotata in Borsa che fa capo a Leonardo Del Vecchio, presidente del collegio sindacale di Acea (voluto da Francesco Gaetano Caltagirone), revisore dei conti del Coni, consigliere di amministrazione di Burgo Group e di B4 Holding Srl.

Sul Corriere della sera in maggio Sergio Rizzo è arrivato a contare 24 incarichi. Fonti vicine a Laghi replicano che gli incarichi effettivi sarebbero di meno, perché quelli nello stesso gruppo (in particolare nel grappolo di società dell’Ilva) per Laghi sono da considerare un unico incarico. Ne rimangono comunque una buona dozzina. E Laghi si è dimesso da sindaco di Unicredit e consigliere di Cai.

Vendita Alitalia: offerte entro venerdì

Alitalia vive giorni delicati. La gara per la vendita è nella fase calda. Entro la mezzanotte di venerdì 15 settembre i gruppi interessati devono presentare le manifestazioni d’interesse all’acquisto ai commissari. Non siamo ancora alle offerte vincolanti, per quelle c’è tempo fino al 2 ottobre. Gli interessi principali sono diretti o alle attività di volo (Lotto Aviation) o alle sole attività di assistenza aeroportuale (Lotto Handling). Un’offerta unitaria per tutta l’azienda non dovrebbe esserci. Più probabile lo spezzatino.

Forte interesse di Lufthansa

E’ forte l’interesse di Lufthansa, che venerdì ha mandato dei suoi dirigenti a Fiumicino a informarsi sulle atività di manutenzione e logistica, come rivelato da Poteri Deboli nell’articolo “Vendita Alitalia, Lufthansa plana su Fiumicino”. In pista anche Ryanair per lo spezzatino, easyJetEtihad, che potrebbe unirsi a Lufthansa, alcuni fondi tra cui Elliott. Da confermare la presenza di Delta con Air France-Klm.

Una domanda per Laghi

Una domanda semplice per il commissario contestato. Con tutti questi incarichi, il professor Laghi troverà il tempo di occuparsi di Alitalia?

 

* giornalista del Sole 24Ore, commento tratto dal suo blog




L’ Autorità Nazionale AntiCorruzione solleva dubbi ma archivia l’esposto del Codacons su Alitalia

ROMA – Con delibera del 13 luglio 2017, l’ANAC si è pronunciata  su una segnalazione  del Codacons in merito ad  un presunto conflitto di interessi in capo ad Enrico Laghi, nominato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 2 maggio 2017 nell’ambito della terna commissariale preposta alla amministrazione straordinaria di  Alitalia.

L’ANAC ha rilevato la propria incompetenza e archiviato la segnalazione. ANAC ha tuttavia sollevato dubbi sulla corretta applicazione della normativa che regola il regime di incompatibilità dei commissari e ha rimesso alla valutazione del Ministro dello sviluppo economico la verifica della legittimità dell’atto di nomina.

Il Ministero dello sviluppo economico, fino ad oggi non coinvolto nel procedimento instaurato presso l’ANAC, comunicherà  all’Autorità  la documentazione comprovante i presupposti per l’atto di nomina  e le valutazioni  effettuate ai fini della verifica in ordine all’assenza di profili di incompatibilità e provvederà ad investire della questione anche l’Avvocatura dello Stato, attesa la pendenza di un ricorso avanti al TAR, avverso l’atto di nomina.




ILVA. Arcelor Mittal investe 1,1 mld per l’ambiente a Taranto

ROMA – “Am Investco Italy investirà circa 1,1 miliardi per realizzare il Piano ambientale previsto dal suo Piano Industriale“. Lo ha ha reso noto ieri  Enrico Laghi commissario straordinario dell’ILVA nel corso dell’ audizione dinnanzi alla  Commissione Industria alla Camera dei Deputati.  A questa somma si aggiungerà un altro “miliardo e 83 milioni di euro” provenienti dall’accordo intervenuto con i Riva. Quest’ultima cifra sarà utilizzata per bonificare e decontaminare le zone esterne a quelle trasferite a Am Investco, ha spiegato.

“In totale per risanare Taranto riportandola a una situazione precedente ai danni ambientali causati dalla precedente gestione dell’ ILVA – ha aggiunto Laghisaranno investiti piu’ di 2 miliardi di euro provenienti da privati“. I fondi confiscati ai Riva saranno usati per bonificare tutte le aree di Taranto estranee al sito acquisito. Dei fondi provenienti dal patteggiamento Riva, 1,083 mld “sono attualmente – ha detto Laghisul conto corrente di Tesoreria“. Mentre altri 150 milioni sono sui conti dell’Amministrazione Straordinaria.

E’ previsto fra i lavori, di competenza dell’Amministrazione Straordinaria lo smantellamento dell’Altoforno 3.  Mentre il miliardo e 100 milioni a fronte di un investimento complessivo di 2,4 miliardi di euro previsto dal Piano Industriale di Am Investco Italy , verrà utilizzato per la decontaminazione del sito siderurgico (prevista una spesa di 288 milioni), e il resto, per il risanamento previsto dal nuovo piano ambientale che Am Investco ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 5 luglio.

Al momento il nuovo piano industriale viene esaminato da un comitato di esperti che hanno 60 giorni per pronunciarsi. Il termine di questa fase, nella quale è possibile siano richieste modifiche, è previsto per il 3 settembre. “Successivamente – ha spiegato Laghiil Ministero ha ulteriori 15 giorni per ratificare il parere degli esperti e formalizzare la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)” che deve arrivare entro il 30 settembre. Una parte del miliardo e 100 milioni di euro,  verrà utilizzata per far ripartire Afo 5, che è l’Altoforno siderurgico più grande d’Europa.

Attualmente i commissari straordinari dell’Ilva non hanno ancora reso noto se i lavori di bonifica e ambientalizzazione dell’ ILVA di Taranto di competenza dell’Amministrazione Straordinaria, verranno realizzati direttamente dall’Amministrazione Straordinaria o attraverso un General Contractor.  Laghi ha spiegato che in ogni caso,  per questi lavori saranno impiegati i dipendenti dell’ Ilva che Am Investco non assumerà al momento del passaggio degli asset industriali.

Sui 4.100 esuberi attualmente in cassa integrazione Laghi ha ribadito che  Am Investco  firmando il contratto di acquisizione a fine giugno si è impegnata “ad assorbire almeno 10.000 lavoratori dell’Ilva. Questo è il livello minimo – ha spiegato Laghima il numero potrebbe anche salire, dipende dalla trattativa che sarà fatta con i sindacati

Trattativa che si apre il 20 luglio al Mise. Intanto – sempre secondo quanto ha riferito LaghiAm Investco ha avviato le necessarie interlocuzioni con Antitrust Europeo per ottenere il via libera all’operazione.




ILVA. Bentivogli “Da Mittal prime rassicurazioni da verificare a partire del 20 luglio

ROMA – Si è svolto ieri  l’incontro tra i segretari generali della Fim, Fiom e Uilm, e la proprietà del Gruppo che si è aggiudicato la gara per la cessione del gruppo Ilva, Arcelor Mittal. All’incontro erano presenti oltre il ceo Europa Geert Van Poelvoord, il patron Mittal Lakshmi N Mittal, il figlio Aditya Mittal e il commissario Enrico Laghi.

Mittal ha voluto rassicurarci della sua volontà di considerare il confronto sindacale che si aprirà il 20 luglio come “partner essenziale”  – ha dichiarato Marco Bentivogli Segretario generale Fim Cisl   – e ha confermato l’obiettivo di portare il Gruppo Ilva al successo industriale che merita nel rispetto della sostenibilità ambientale e di un migliore rapporto con la comunità tarantina. Infine ha voluto ribadire che il Piano Am Investco Italy è l’unico credibile per centrare gli obiettivi di rilancio”.

“Abbiamo rimarcato – ha aggiunto Bentivogli –  la necessità di modificare il piano industriale al fine di garantire la piena realizzazione degli investimenti ambientali, la salvaguardia dell’occupazione e il rilancio delle produzioni verso mercati e prodotti più profittevoli su cui il gruppo è arretrato anno dopo anno. L’industria della siderurgia è troppo importante per non assicurarsi il pieno rilancio sostenibile di Ilva




Raggiunto l’ accordo con AM Investco Italy sul contratto di vendita dei complessi aziendali del Gruppo Ilva

ROMA – Si è conclusa oggi la fase negoziale in esclusiva tra i Commissari straordinari dell’ILVA, Corrado Carrubba, Enrico Laghi e Piero Gnudi,   e l’aggiudicatario Am Investco Italy. L’accordo è stato raggiunto in conformità con quanto previsto dalle regole di gara e soddisfa anche tutte le indicazioni prioritarie contenute nel decreto dello scorso 5 giugno attraverso il quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato la cessione del complesso aziendale del Gruppo ILVA. In particolare, le indicazioni accolte sono relative al livello occupazionale del gruppo, che dovrà essere costituito da almeno 10mila unità; alla riduzione dei tempi della realizzazione degli interventi di copertura dei parchi primari; alle soluzioni a minor impatto ambientale valutando anche l’impiego del preridotto; alla realizzazione di un centro di ricerca nel sito di Taranto; alla definizione di clausole contrattuali idonee a garantire la piena esecuzione delle obbligazioni, anche nell’ipotesi di limitazioni dell’autorità antitrust.


“Con la firma dell’accordo
– hanno commentato i commissari straordinari – ILVA può contare su una proprietà solida, di un leader industriale e competente, che si è impegnata a fare importanti investimenti tecnici, a tutelare l’occupazione ed a realizzare il piano di risanamento ambientale. È stato un processo lungo ed impegnativo che, nell’obiettivo di mantenere in vita questo importante asset strategico per il Paese, ha visto la partecipazione attiva dei lavoratori, del governo, delle istituzioni nazionali e locali nonché delle forze politiche. Si avvierà rapidamente l’attività di bonifica dei siti, utilizzando i fondi trasferiti dalle disponibilità della famiglia Riva”.

 Prezzo di acquisto. Il prezzo di acquisto dei complessi aziendali, risultante dell’esito della procedura espletata, è pari a  1miliardo e 800 milioni di euro, con canoni di locazione annui pari a 180 milioni di euro da versare con cadenza trimestrale. L’inizio della locazione è previsto per la fine del 2017 ed è soggetto all’autorizzazione delle autorità competenti.

Occupazione. I Commissari straordinari hanno indirizzato prioritariamente l’attività della negoziazione in esclusiva alla tutela dei livelli occupazionali, prevedendo che complessivamente al gruppo ILVA la forza lavoro riferibile sia costituita da almeno 10.000 unità per l’intero periodo di riferimento del piano industriale tenendo conto che l’accordo sindacale potrà ulteriormente incrementare tali livelli occupazionali. Oggi l’organico delle società ILVA è composto da 14.220 lavoratori e il ricorso alla cassa integrazione straordinaria riguarda complessivamente un massimo di 4.100 addetti. I lavoratori che non verranno assunti dall’acquirente, infatti, rimarranno in capo all’Amministrazione Straordinaria per tutta la durata del programma e potranno essere impiegati nelle attività di bonifica e decontaminazione. Quindi in ogni caso, nessun lavoratore sarà quindi  lasciato privo di protezione occupazione o ammortizzatori sociali.

A questo si aggiunge il rafforzamento delle iniziative sul territorio previste nell’offerta, a partire dalla realizzazione di un centro di ricerca nel sito di Taranto, per un investimento pari a 10 milioni di euro e con un ulteriore impiego di lavoratori locali; mentre per le famiglie disagiate nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra, e Montemesola sono previste delle attività di sostegno assistenziale e sociale, per la durata di 3 anni, con le risorse già previste dalle norme.

Investimenti. Nell’arco di sette anni AM Investco apporterà investimenti per circa 2,4 miliardi di euro, distribuiti più o meno equamente sui diversi esercizi. Nel dettaglio sono previsti investimenti per circa 1,3 miliardi di euro a sostegno del piano industriale e focalizzati soprattutto sugli altiforni, le acciaierie e le linee di finitura; mentre circa 1,1 miliardi di euro sono gli investimenti ambientali che garantiranno all’ ILVA la conformità con l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e che porteranno a un progressivo miglioramento in misura significativa delle performance ambientali sia per quanto riguarda le emissioni atmosferiche e sia per il trattamento delle acque.

Piano ambientale. Sul fronte ambientale si è raggiunta la massima compressione dei tempi delle procedure da espletare a seguito dell’aggiudicazione, con particolare riferimento alla presentazione dell’istanza di modifica del piano ambientale e all’espletamento della procedura antitrust e con la riduzione dei tempi previsti per la realizzazione degli interventi di copertura dei parchi primari. L’aggiudicatario si è impegnato a individuare e perseguire le soluzioni tecnologiche più sostenibili ed efficienti e con il minor impatto ambientale.

Allo studio c’è già l’impegno per l’adozione di tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio, comprese quelle per la cattura e il riciclo di CO2, approfondendo lo studio per la fattibilità dell’utilizzo della tecnologia del preridotto, laddove coerenti con le condizioni di sostenibilità economica del Piano Industriale.L’esecuzione degli interventi di ambientalizzazione e degli ulteriori interventi di decontaminazione e risanamento ambientale non previsti nel Piano, ma ad esso connessi, avverrà anche mediante formazione e impiego del personale della società rimasto all’Amministrazione Straordinaria.

 Piano industriale. Il piano industriale prevede una produzione di acciaio grezzo limitata a 6 milioni di tonnellate annue sino al raggiungimento della conformità con l’Autorizzazione Integrata Ambientale che, una volta completata, porterà alla ripartenza dell’altoforno 5 e quindi all’innalzamento della produzione di acciaio grezzo fino a 8 milioni di tonnellate all’anno, così come previsto dall’AIA. Il piano industriale prevede poi un successivo innalzamento dei livelli produttivi fino a 9,5 milioni di tonnellate di acciaio finito con l’importazione di bramme e laminati piani a caldo in maniera tale da massimizzare l’utilizzo degli impianti di finitura dell’Ilva.

Nell’accordo sottoscritto con l’aggiudicatario Am Investco Italy sono state inserite clausole contrattuali idonee a garantirne, per l’intero periodo del piano industriale, la piena esecuzione delle obbligazioni contrattuali, comprese quelle relative ai correlati livelli occupazionali. Il termine del programma dei Commissari coinciderà con quello di ultimazione del Piano ambientale di ILVA, previsto per il 2023. All’investimento ambientale di Am Investco Italy  si aggiungono le risorse sequestrate alla famiglia Riva pari a un miliardo e 300 milioni di euro , previo rimborso dei finanziamenti statali sinora erogati per l’operatività degli stabilimenti e l’occupazione che è stata sempre garantita dal Governo.

In una nota congiunta, ArcelorMittal e gruppo Marcegaglia azionisti della cordata aggiudicataria Am Investco Italy hanno sottolineato gli aspetti fondamentali dell’operazione, e cioè  una opportunità unica di acquisire un rilevante asset produttivo integrato, la principale acciaieria europea, nel secondo mercato europeo dell’acciaio ed un ingente piano di investimenti finalizzato a migliorare sensibilmente l’impatto ambientale di ILVA e a svilupparne appieno il potenziale, nonchà l’identificazione di sinergie quantificabili in 310 milioni entro il 2020; il previsto contributo da parte di ILVA all’aumento dell’ ebitda di Arcelormittal nel primo anno e all’incremento del flusso di cassa disponibile per l’azienda dal terzo anno.

 




La mancanza di chiarezza del MISE sulle notizie della gara per l’aggiudicazione ad Arcelor Mittal dell’ILVA

ROMA – “La cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia-Banca IntesaSanPaolo si è aggiudicata l’ILVA. Lo affermano fonti vicine al dossier. A breve – secondo le medesime fonti – dovrebbe essere diffusa la graduatoria delle offerte, nella quale la cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia l’avrebbe spuntata. Gli elementi valutati sono quelli del prezzo, che dovrebbe essere di poco inferiore ai 2 miliardi, l’impatto ambientale ed il piano industriale“. E’ quello che hanno scritto nel primo pomeriggio tutti i giornali italiani e le agenzie di stampa.

La cordata vincente Am Investco Italy  avrebbe offerto 1,8 miliardi di euro, molto di più rispetto ad AcciaiItalia, guidata dagli indiani di Jindal South West e di cui fanno parte anche la  Cassa depositi e prestiti, la Delfin di Leonardo Del Vecchio  ed il Gruppo Arvedi), anche se offre meno investimenti. Advisors della cordata vincente Am Investco Italy sono la banca internazionale d’affari JpMorgan, l’avvocato Giuseppe Scassellati Sforzolini dello studio legale Cleary Gottlieb, l’avvocato Franco Gianni (studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners) .

Ma vi è un giallo irrisolto. Infatti a seguito della notizia, pubblicata come dicevamo da tutta la stampa nazionale ed estera è circolata una presunta precisazione (anch’ essa non ufficiale)  del Ministero dello Sviluppo Economico ripresa dalle agenzie di stampa e pubblicata da tutti i quotidiani nazionali secondo il quale  l’aggiudicazione di ILVA  non  sarebbe ancora avvenuta. “I commissari hanno presentato al Comitato di sorveglianza i risultati della gara e la loro proposta di aggiudicazione”, riferiscono queste fonti “non ufficiali” del MISE.

Le nostre verifiche. Abbiamo quindi contattato l’ufficio stampa del Mise, che non ha saputo darci alcuna risposta, nè smentendo le voci trapelate, nè tantomeno confermandole, dimostrando una intollerabile mancanza di chiarezza istituzionale. Soltanto alle 18:28 è arrivato questo comunicato stampa :

Dal tardivo ed imbarazzante comunicato del MISE si apprende che i commissari hanno presentato al Comitato di Sorveglianza i risultati di gara e la loro proposta di aggiudicazione. Il Ministro Calenda procederà nei prossimi giorni alla valutazione della proposta.

Alle 18:55 è arrivata una nota stampa dei Commissari Straordinari di ILVA S.p.A. in Amministrazione Straordinaria, Corrado Carrubba, Enrico Laghi Piero Gnudi   che informano di aver “trasmesso al Comitato di Sorveglianza, per il parere di competenza e hanno trasmesso al Ministero dello Sviluppo Economico, per le valutazioni connesse all’aggiudicazione, l’istanza contenente l’esito della valutazione relativo alle offerte pervenute dai due investitori per l’acquisizione dei complessi aziendali del Gruppo ILVA. La valutazione delle offerte è stata elaborata sulla base dei seguenti elementi fissati dalla Lettera di Procedura con le quali è stato disciplinato il procedimento nel rispetto dei principi della massima trasparenza, concorrenzialità e parità di trattamento: Piano industriale articolato a sua volta in sub elementi anch’essi predeterminati, Piano ambientale anch’esso articolato in sub elementi predeterminati, Impiego di risorse pubbliche per investimenti ambientali nei limiti consentiti dalla normativa nazionale e comunitaria, Canone di Affitto e Prezzo di Acquisto“.

La nota stampa dei commissari ILVA continua e riferisce che “Sulla base delle analisi e valutazioni effettuate in applicazione di tali elementi e sub elementi predeterminati i Commissari Straordinari hanno formulato la proposta di aggiudicazione in favore di Am Investco Italy ( al momento 85 % ArcelorMittal, 15% Marcegaglia in attesa che si aggreghi al consorzio Intesa Sanpaolo con una quota del 5-10% – n.d.r. )  Seguiranno il parere del Comitato di Sorveglianza e la valutazione finale di competenza del Ministro dello Sviluppo Economico per il completamento del processo di aggiudicazione”

I commissari dell’ ILVA hanno deciso di indicare quale migliore proposta quella di  Am Investco Italy che ha come maggiore azionista ArcelorMittal, il maggior produttore del mondo nel settore dell’acciaio , e la cui quota di mercato in Europa supera ampiamente il 30 per cento, nonostante il monito pervenuto dall’ Unione Europea e sui rischi di eventuali “stop” da parte dell’ Autorità Antitrust europea in caso di vittoria della cordata guidata da ArcelorMittal che è un colosso industriale mondiale basato in Lussemburgo, nato dalla fusione di due tra le più grandi aziende del settore, la Arcelor e la Mittal Steel Company, avvenuta nel 2006.
La decisione indicata dei commissari di Ilva  a dire il vero non arriva inaspettata. Nel settore dell’acciaio, è noto da tempo che l’offerta presentata da Am Investco Italy è sicuramente la migliore sia da un punto di vista industriale, che da quello economico superiore del 50% rispetto alla cordata di Jindal e soci, che ha consentito di ricevere il punteggio maggiore dei commissari straordinari . Una decisione quindi ampiamente prevista e facilmente condivisibile in favore della cordata Am Investco.
L’  Unione Europea ha già fatto capire che la contesa va ben oltre i semplici destini dell’ILVA, riguardando anche  gli interessi dei grandi produttori del Nord Europa, con la Germania in testa, con un inedito scontro tutto indiano. Un comportamento decisamente “irrituale” e poco corretto da parte dell’ Unione Europea, che sembra muoversi in difesa dell’acciaio tedesco, considerando che arriva prima dell’aggiudicazione dell’asta italiana. Peraltro nei giorni scorsi su suggerimento dell’advisor Rothschild, i commissari avevano chiesto ai due finalisti di esprimersi sulla richiesta di proroga al 31 marzo 2018 delle loro offerte, mantenendole immutate. Mentre dalla cordata Am Investco Italy (Arcelor Mittal, Marcegaglia, Intesa SanPaolo) era arrivato un “sì” incondizionato, la rivale AcciaItalia  non ha accettato di prorogare la validità dell’offerta, che quindi resta confermata con scadenza al 30 giugno 2017.

Unica cosa certa al momento è che il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha convocato per il 30 maggio prossimo alle ore 12.15 presso gli uffici del ministero i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Ugl Metalmeccanici, Cgil, Cisl e Uil per “comunicare lo stato di attuazione – come si legge nel documento inviato ai sindacati – della procedura relativa alla cessione degli impianti Ilva“. All’incontro saranno presenti anche il vice ministro  Teresa Bellanova ed i commissari straordinari dell’ ILVA Carrubba, Laghi e Piero Gnudi.

Il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli ha così commentato E’ singolare ricevere la tanto attesa convocazione dell’incontro per il confronto relativo ai due piani industriali contenuti nelle offerte per le due cordate per l’acquisizione di ILVA e contestualmente leggere che l’aggiudicazione  a una delle due cordate in realtà è già avvenuta. Ci auguriamo che il ministro Carlo Calenda smentisca al più presto queste indiscrezioni soprattutto per rendere credibile l’incontro previsto per martedì. Un conto è avere un orientamento, altro sarebbe avere già deciso. Ricordiamo che, per noi, accanto al valore dell’offerta e a un maggiore o minore ruolo della Cassa depositi e prestiti, restano prioritari la capacità di investimento tecnologico per la sostenibilità ambientale e il rilancio competitivo al fine della salvaguardia occupazionale”.

“Sappiamo che l’offerta che è oggetto di questa proposta di aggiudicazione è una ottima offerta sotto il profilo del piano ambientale, del piano industriale, della robustezza della finanziaria», ha commentato il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti.

Spetterà quindi al ministro dello Sviluppo economico procedere alla valutazione della proposta e dopo l’incontro con i sindacati rendere note la propria decisione . Dopodichè partirà un periodo temporale previsto di 30 giorni per verificare la rispondenza del piano ambientale presentato dall’azienda vincitrice rispetto alle indicazioni del Ministero dell’Ambiente, che dovrà emanare entro l’autunno un proprio decreto. Al termine, finalmente, partirà l’esecutività del contratto di acquisizione dell’ ILVA, dopodichè il vincitore dovrà ottenere il via libera da Bruxelles che arriverà in un periodo previsto tra 25 e 100 giorni, come da procedura.




“Salvataggio Alitalia” pubblicato il bando: le offerte entro il 5 giugno

ROMA –  Ieri sera i tre commissari dell’ Alitalia Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, hanno ottenuto dal Ministero dello Sviluppo economico l’autorizzazione alla pubblicazione del bando per la raccolta di manifestazioni di interesse. I soggetti interessati, informa la compagnia in una nota, avranno tempo fino al 5 giugno per presentare le manifestazioni di interesse.

Alla selezione degli advisor del collegio dei commissari straordinari di Alitalia, concorrono in cinque  e sono in corso le valutazioni per affidare l’incarico:  la scelta è prevista fra Merrill Lynch, Lazard, Mediobanca, Rothschild e Citigroup che compongono la rosa di nomi tra i quali a giorni è ; gli advisor saranno uno o, più probabilmente, due per supportare l’attività commissariale sul versante industriale e finanziario.

Nel frattempo su Alitalia non arrivano buone notizie. E’ sin troppo evidente che le grandi aziende e banche italiane non sono minimamente interessate a rilevare l’ex compagnia di bandiera. Ed infatti l’atteso “soccorso” non arriva. Gian Maria Pietro Gros  presidente del gruppo  Intesa San Paolo,  parlando con l’agenzia di stampa economico-finanziaria Radiocor non ha lasciato alcuno spazio neanche ad  una minima o remota possibilità: “Quello che è chiaro – ha detto – è che noi siamo una banca, non facciamo il vettore aereo, prestiamo denaro quando ci sono piani industriali credibili”. Peraltro al momento ancora non c’è un nuovo piano industriale di Alitalia . Per ora è tempo solo di analisi, per passare alle eventuali operazioni bisognerà aspettare luglio, . Infatti Pietro Gros commenta:”È ancora presto lasciamo lavorare i commissari“.

Chiusura anche da parte della presidente di Eni, Emma Marcegaglia: “Noi facciamo un altro mestiere“. Un giornata  quindi negativa  per Alitalia che guarderà probabilmente fuori dai confini italiani. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, nel corso di un’audizione al Senato ha escluso la nazionalizzazione e l’ingresso delle Ferrovie dello Stato nel capitale della compagnia aerea: “Mi sembra irragionevole l’ingresso delle Ferrovie in Alitalia e altrettanto mi sembra irragionevole che lo Stato si mette a gestire un operatore aereo anche se importante“.

Il premier Paolo Gentiloni inizia infatti a guardare fuori dall’Italia e da Pechino dichiara: “C’è in generale interesse da parte dei fondi e degli investitori cinesi verso l’Italia ma nei particolari consentitemi di non entrare“. Quindi non parla di Alitalia ma rende noto che “se n’è discusso parecchio di investimenti cinesi. Nella cena in ambasciata ieri sera cui erano presenti i fondi sovrani: si è parlato di immobiliare e di altri investimenti strategici per il paese“.

 Il ministro dei trasporti Graziano Delrio si dice “sicuro” che le offerte arriveranno: “È difficile dire ‘facciamo fallire Alitalia e ripartiamo da zero’, perché perderemmo il 40% del mercato interno, e non ci sarebbe la possibilità di sostituirlo. Senza contare che un aumento del 10% della connettività dei voli vale mezzo punto di Pil“. aggiungendo  “Resto convinto che anche adesso con i commissari al lavoro, la vera operazione che va fatta è quella di non frazionare Alitalia e di mantenere l’unitarietà aziendale“.
La dead line resta ottobre, data in cui i commissari contano di ricevere le offerte vincolanti per l’acquisto di Alitalia. Attualmente non si sono manifestazioni di interesse .
In una nota il Segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi, dichiara che “L’eventuale interesse cinese ad investire in Alitalia ci colpisce positivamente ed evidenzia quanto Alitalia sia un asset strategico, con potenzialità di sviluppo attraverso una gestione più oculata e che conti sulle proprie forze interne”. Ed aggiunge : “Riteniamo che ci sia la possibilità di dare certezza al mercato e agli investitori attraverso un progetto, che stiamo perfezionando, fondato sull’equilibrio finanziario risultante dall’eliminazione dei sovra costi, di cui non fa parte il lavoro; su uno sviluppo industriale che aumenti i ricavi; sulla certezza del costo riguardo il lavoro per almeno tre anni senza tagliare i salari, bensì recuperando in efficienza; sull’introduzione del modello duale sperimentato in Germania prevedendo altresì come lo Stato possa esserne coinvolto”.

“In generale poi – prosegue la nota – l’interesse cinese ci porta a riflettere sul fatto che anche la fabbrica del mondo, sviluppando il megaprogetto One Belt One Road per una nuova Via della seta di rafforzamento dell’asse asiatico-europeo, si è accorta di quanto sia inefficiente il nostro sistema dei trasporti, che è pronta a migliorare con investimenti che incrementino in prospettiva l’integrazione tra le due economie occidentale e cinese, allo scopo di aumentare la propria profittabilità”.




Ilva. Laghi: “offerte entro 8 febbraio”

di Marco Ginanneschi


“Le offerte” sull’Ilva “saranno presentate auspicabilmente entro l’8 febbraio. Il termine non è perentorio. Può quindi essere prorogato”
. Così il commissario straordinario dell’ILVA Enrico Laghi in audizione in commissione bilancio sulla cessione dell’ILVA. “Dalla presentazione delle offerte – ha spiegato – la fase di aggiudicazione durerà 30 giorni”. L’effettivo trasferimento dei complessi aziendali è previsto “fra settembre e ottobre 2017“.  Laghi ha anche  annunciato ai deputati della Commissione, di essere sulla buona strada per la realizzazione del piano ambientale previsto dall’Aia attualmente in vigore (una seconda Aia verrà attuata in base al piano ambientale presentato dall’investitore vincente.

Abbiamo le risorse per coprire gli investimenti relativi al piano Ambientale” ha detto Laghi. “Finora abbiamo realizzato interventi per 320 milioni e abbiamo fatto ordinativi per ulteriori 800 milioni di euro” ed aggiunto che  “entro il mese di giugno consegneremo le aree sequestrate che potranno essere quindi dissequestrate a beneficio del trasferimento degli asset agli investitori“.

Il commissario Laghi ha detto chefinora sono stati realizzati interventi per 320 mln e abbiamo ordinativi per 800 mln“, questo significa che l’ILVA ha le risorse sufficienti e quindi “arriva a coprire il piano ambientale che stiamo eseguendo”. Intanto, in miglioramento l’Ebitda (margine operativo lordo). L’ ILVA ha chiuso l’esercizio 2016 con un ebitda a -220 milioni, in miglioramento rispetto al profondo rosso di 557 milioni di perdite del 2015. In miglioramento anche il fatturato:  cresciuto dai 2,1 miliardi a 2,2 miliardi. In crescita anche la produzione che ha raggiunto i 5,8 milioni di tonnellate con un aumento del +23% sul 2015.

I Sindacati e la Confindustria ancora una volta d’accordo  sul futuro dell’ ILVA di Taranto. Oggi i rappresentanti dei lavoratori e l’organizzazione degli industriali in occasione dell’ audizione dinnanzi alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, hanno chiesto che il trasferimento agli investitori in gara degli asset del gruppo ILVA, in particolare il colosso siderurgico di Taranto, avvenga al più presto possibile . Le cordate sono la Am Investco Italy, composta  da ArcelorMittal e Marcegaglia Carbon Steel, ed Acciaitalia, formata da Acciaieria Arvedi, Cassa Depositi e Prestiti, la Dalfin Holding di Leonardo Del Vecchio ai quali si è aggiunto come partner industriale il gruppo Jindal. Sempre oggi, sono stati trasmessi  alle cordate concorrenti , i pareri sui piani ambientali presentati accompagnati da una lettera che precisa i prossimi tempi della procedura.  

Investitori ai quali i commissari del l’amministrazione straordinaria hanno anche fornito i dati necessari per permettere una valutazione di una possibile de-carbonizzazione del ciclo produttivo dell’ILVA.




La nuova Ilva rinuncia alle cause contro la famiglia Riva che versa 1,3 miliardi 

Confermata dai legali l’intesa raggiunta sui fondi bloccati in Svizzera a seguito dei quali il Gruppo RIVA ritirerà le cause civile intraprese contro lo Stato Italiano per circa 2,5 miliardi . L’accordo con i Riva ricompone il contenzioso in corso con la procura di Milano, attraverso il rientro dei soldi da tempo sequestrati alla famiglia e oggi di fatto bloccati in Svizzera.  Anche la famiglia Riva dichiara il raggiungimento dell’ intesa: “Confermiamo l’esistenza di un accordo e che è stato chiuso per un valore di circa 1,3 miliardi che sana i contrasti con le autorità e permette di costruire il futuro”. L’accordo annunciato dal premier Renzi deve ancora essere perfezionato in quanto mancano i pronunciamenti formali della Procura di Milano e il via libera delle Autorità giudiziarie elvetica) ma l’intesa raggiunta rimuove e sblocca di fatto la somma da tempo sequestrata ai Riva dalla magistratura milanese e congelata in Svizzera.

In queste settimane, come riferito anche dal presidente della Commissione Industria in Senato, Massimo Mucchetti, le parti si erano avvicinate, e stavano lavorando per un accordo transattivo sul contenzioso in corso che comprende le vicende giudiziarie del gruppo Riva che, una volta definiti i dettagli dell’intesa da sottoscrivere, consentirà il trasferimento  all’ ILVA dei fondi fermi sotto sequestro da anni presso la Banca UBS in Svizzera su provvedimento della Procura di Milano nell’ambito di un procedimento in cui è stato contestato ai fratelli Adriano ed Emilio Riva quest’ultimo deceduto per tumore nel 2014 dei reati commessi di natura fiscale e valutaria.

CdG-famiglia-RIVAE’  previsto che la famiglia Riva, oltre a versare 1,3 miliardi, rinunci al contenzioso contro lo Stato italiano, che di fatto ha espropriato ILVA alla famiglia Riva,  ponendola ad amministrazione straordinaria dopo averla  inizialmente commissariata . A sua volta Ilva che da quasi due anni è appunto in amministrazione straordinaria  rinuncerà ad almeno due cause contro i Riva del valore di oltre 2,5 miliardi. Importo questo che rappresenta il valore (risarcitorio)  di causa richiesto dagli avvocati ma sinora mai accertato dal tribunale competente

L’accordo raggiunto agevola la richiesta di patteggiamento delle società Riva Fire e Riva Forni, entrambe imputate   nei procedimenti fallimentari in corso a Milano e nel processo ‘Ambiente svenduto’ sul disastro ambientale causato dall’Ilva a Taranto. In parallelo il procuratore tarantino Carlo Maria Capristo ha raggiunto in grande silenzio un’intesa con Corrado Carrubba, Enrico Laghi, e Piero Gnudi, i tre commissari straordinari dell’Ilva, che prevede il patteggiamento dell’  ILVA in amministrazione straordinaria nel processo ‘Ambiente svenduto’  in corso con una sanzione pecuniaria 3 milioni di euro  ed una confisca di 241 milioni di euro (soldi che incasserà chiaramente lo Stato) ritenuto il profitto dei reati contestati nel processo in questione. Accordo che dovrà ricevere in queste ore il necessario    via libera preventivo dal comitato di sorveglianza secondo quanto indicato nella legge che dispose il commissariamento dell’azienda,  e che verrà  presentato alla corte d’assise nella prossima udienza del processo “Ambiente svenduto”,che si terrà il prossimo  6 dicembre.

La vendita ai privati di ILVA in amministrazione straordinaria dovrebbe avvenire e completarsi entro il prossimo gennaio 2017  .”Sull’Ilva stiamo investimento tanto come Governo – ha ribadito ieri il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calendaabbiamo un processo di gara che è aperto e mette al centro, prima dell’assegnazione, il piano ambientale” .Attualmente sono due le cordate che si contendono l’acquisizione : AcciaItalia (che riunisce Cassa Depositi e Prestiti, il  gruppo Arvedi, la finanziaria di investimenti e partecipazioni Delfin di Leonardo Del Vecchio (Luxottica) e l’indiana Jindal south west che ha recentemente raggiunto un accordo per entrare nella compagine azionaria, la cui negoziazione è stata seguita da Clifford Chance, Bonelli Erede e dallo Studio Mazzoni Regoli Cariello Pagni) , che si avvale di  Mediobanca e l’americana Citi (Citibank)  come advisor finanziari, e quella dell’accoppiata composta dalla società franco-indiana ArcelorMittal ed il gruppo Marcegaglia.

L’intesa Gruppo Riva-Ilva in amministrazione straordinaria incrementa il valore agli occhi dei candidati all’acquisizione  e quindi aumenta l’interesse  sul gruppo siderurgico . Come anche i nuovi dati economici positivi  che si profila nei conti: infatti  a seguito dell’aumento del prezzo dell’acciaio e della ripresa produttiva, l’ILVA si appresta a invertire il trend che la vedeva in passato produrre in perdita. L’  Ilva in amministrazione straordinaria prevede di chiudere i conti del 2016 con un Ebitda in ripresa rispetto a quelli del 2015 che segnava un rosso di 546 milioni, ed un incremento della una produzione di 5,9 milioni di tonnellate d’acciaio quindi superiore ai 4,7 milioni prodotti del 2015.

Calcolando gli 800 milioni  previsti dal decreto legge Ilva del dicembre 2015 (in due tranche, la prima nel 2016 , la seconda nel 2017), ammontano ad oltre  2 miliardi le risorse destinate dal Governo al risanamento ambientale. A questi soldi infatti vanno aggiunti altri 800 milioni del Cis, il contratto istituzionale di sviluppo, a beneficio della città. Un importo sostanzioso che dovrebbe rendere più agevole il compito di commissari, del Governo e dei futuri aggiudicatari .




I commissari ILVA convocano per mercoledi i sindacati al Ministero dello Sviluppo Economico

CdG-commissari-ILVAI Commissari Straordinari dell’ ILVA in amministrazione straordinaria, Corrado Carrubba,  Enrico LaghiPiero Gnudi, facendo seguito a quanto anticipato ieri dal Viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, hanno tempestivamente convocato tutte le sigle sindacali nazionali e regionali per un tavolo di confronto che si terrà a Roma mercoledì prossimo, 21 settembre, alle ore 18.

L’obiettivo dell’incontro è quello di proseguire il confronto sulla gestione ordinaria e straordinaria dello stabilimento, dagli interventi di manutenzione ai temi relativi alla sicurezza, anche alla luce del tragico incidente verificatosi nelle ultime ore.

I Commissari Straordinari di ILVA  continuano ad assicurare la massima collaborazione a tutte le autorità competenti affinché siano chiarite quanto prima le cause dell’incidente e siano accertate tutte le responsabilità. Lo rende noto un comunicato della società