Legambiente; "Basta con le promesse sul siderurgico di Taranto, vogliamo fatti dal Governo: aspettiamo il decreto sulla Viias"

ROMA – Il messaggio di Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente , per la presentazione del dossier Taranto nel capoluogo jonico  è molto chiaro, ed ha un destinatario ben preciso: il vicepremier Luigi Di Maio (M5S) : “Il 24 giugno aspettiamo che il governo ritorni a Taranto con le mani occupate: vogliamo che portino la Gazzetta Ufficiale col decreto pubblicato dopo quella prima apertura sulla nostra concreta proposta della Viias. Non basta averlo detto, vogliamo atti concreti“.

da sinistra Massimo Moretti  , Lunetta Franco e Stefano Ciafani

La Viias infatti è una richiesta storica di Legambiente in merito alla quale i ministri “grillini” presenti a Taranto nell’ultima riunione del Cis hanno promesso l’adozione in tempi brevi tempo attraverso un decreto interministeriale che dovrebbe introdurre in maniera preventiva la valutazione del danno sanitario .  La posizione di Legambiente è incalzante: “A tutt’oggi non c’è traccia di questo provvedimento annunciato”. Ciafani ha citato come esempio la copertura dei parchi minerali, sostenendo che i fatti parlano meglio delle parole : “I Riva dicevano che era impossibile.  L’opera finalmente in costruzione è la rappresentazione plastica imponente delle menzogne dette in 20 anni“.

Ciafani insieme a Lunetta Franco a capo di Lega Ambiente Taranto è stato molto chiaro e diretto ” Senza lo sforzo straordinario del circolo tarantino non sarebbe stato possibile questo lavoro. Nel dossier abbiamo affrontato ed evidenziato questioni su cui attendiamo atti concreti: di parole questa città è stata inondata. È positiva l’intenzione dimostrata ma, visto che ne abbiamo sentite di tutti i colori dal Governatore Emiliano al Ministro dell’Ambiente Costa: evitiamo di ammorbare Taranto con altre parole, con altre promesse e si facciano i fatti”.

Il presidente di Legambiente ha parlato sul provvedimento del Governo che ha annunciato la cancellazione dal 6 settembre dell’immunità penale per i nuovi commissari Ilva in amministrazione straordinaria e per i vertici di ArcelorMittal,  definendola “a prescindere dalle polemiche che ci sono state,  una questione che doveva essere sanata, che rappresenta un importante passo avanti.  Ha rappresentato una garanzia per l’acquirente ma ora è giusto che sia la Magistratura ad accertare e decidere, in presenza delle condizioni previste dalla Legge , chi ha fatto cosa e di chi sono le responsabilità penali.” ed aggiunto “ Quello che vale per tutti gli altri deve valere anche per Arcelor Mittal l’azienda subentrata a Ilva “.

I ritardi sulle bonifiche sono finiti sotto osservazione mirino di Legambiente : “Si facciano meno convegni  Sulle aree pubbliche, a partire dal mar Piccolo, e più atti concreti. Pretendiamo anche da Vera Corbelli un cambio di passo“. “Per quanto riguarda i nuovi commissari dell’ Ilva in Amministrazione straordinaria, – ha continuato Ciafanisappiamo che hanno bisogno di qualche settimana per capire ed entrare nella complessità della questione ma secondo noi devono riprendere quello che i commissari straordinari uscenti avevano messo in campo e programmato“.

Un’altra storica “battaglia” portata avanti da Legambiente, è l’utilizzo delle acque reflue dei depuratori Gennarini e Bellavista per il raffreddamento degli impianti in luogo di acque potabili utilizzate al momento, è stata ricordata da Massimo Moretti vicepresidente della sezione Legambiente di Taranto: “Chiedevamo al ministro dell’ambiente che si attivasse. Ha preso anche appunti quando glielo abbiamo ricordato”. Un intervento questo peraltro già finanziato con fondi del CIS, ma non ancora esecutivo.

La posizione di Legambiente sulla decarbonizzazione è stata chiarita insieme a Lunetta Franco: “Non possiamo raccontare ai tarantini che si può fare da domattina. Occorre una transizione da governare. Soltanto nell’immaginazione e fantasia e del governatore della Regione Puglia, questo processo si può realizzare  domattina. L’innovazione tecnologica va realizzata a prescindere dalla decarbonizzazione ed è necessario un mix di tecnologie. Noi ci siamo sempre confrontati con la realtà, non abbiamo mai creduto a quelli che in campagna elettorale promettevano che avrebbero chiuso l’ILVA

“Rispetto ad altre associazioni, non ci siamo mai illusi ha concluso Ciafani presidente nazionale di Legambiente – e quindi non siamo delusi perché valutiamo e misuriamo tutti i governi di ogni colore politico esclusivamente sulla concretezza, sui  fatti. Il nostro comportamento ed il nostro stile rimarrà sempre sereno e tranquillo, ma pretendiamo che finiscano le prese in giro“.




Di Maio a Taranto. E' finito il feeling con le associazioni ambientaliste

ROMA – “Sono qui per dire che ieri in consiglio dei ministri abbiano abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici di Ilva di potere godere di alcune esimenti legate a reati ambientali e legate ad alcuni reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto” ha detto il vicepremier Luigi Di Maio arrivando a Taranto partecipando in Prefettura al tavolo permanente per il Contratto istituzionale di Sviluppo (Cis) con i ministri i ministri Costa, Lezzi, Grillo e Bonisoli .

“L’esimente doveva durare altri quattro anni e mezzo, ma ad agosto di quest’anno cesserà di esistere” ha detto Di Maioc’è oltre un miliardo di euro per Taranto che non si sta spendendo per vedere come si staranno spendendo i soldi stanziati” annunciando che tornerà tra due mesi il 24 giugno. “Non è una vittoria del governo ma è una vittoria dei tarantini – ha aggiunto Di MaioSo benissimo che i tarantini discendono dagli spartani ma ci sono tante altre battaglie da vincere“.

“Se qualcuno mi chiedeva di chiudere lo stabilimento e mandare ventimila persone in mezzo a una strada, questa non è mai stata la mia idea di ministro dello Sviluppo economico. Adesso c’è la fase due, tutto quello che ancora dobbiamo fare per estinguere il debito che tutti gli italiani hanno con i tarantini”. Lo ha detto il Ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, parlando nel corso del tavolo per il Cis Taranto. “Nessuno può pretendere di avere fiducia in bianco dai cittadini italiani e ancor di più di questa terra. L’unica cosa che noi possiamo fare per far riguadagnare fiducia verso le istituzioni della Repubblica, è far funzionare le cose che devono funzionare. Il nostro obiettivo con questo tavolo è metterci a disposizione“.

Nelle ore di riunioni trascorse in Prefettura a Taranto, offerta alla visione di tutti in diretta streaming sulla pagina Facebook di Di Maio, i rappresentanti dei comitati tarantini gli dicono le cose peggiori per sfogare la loro rabbia, delusione e dichiarare : “mai più fiducia in voi“. Ieri a Taranto è celebrato un vero e proprio  funerale di un rapporto politico che prima c’era. Di Maio e gli altri ministri del governo M5S-Lega sembrano 5 ‘imputati’ alla sbarra di un processo che i portavoce di tantissime associazioni ambientaliste e per la salute dei cittadini di Taranto non si sono lasciati scappare. Aspettavano Di Maio da tempo. Lo aspettava al varco l’ex consigliere comunale del M5s Massimo Battista:Luigi, ti do del tu, ci conosciamo…“, il tono è ricercatamente pseudo-amichevole:”Voglio sapere cosa è successo da quell’incontro che abbiamo avuto al Mise nel giugno scorso in cui abbiamo parlato di chiusura dell’Ilva? Ora vieni a Taranto a dire che non hai mai voluto chiudere la fabbrica!“.

Di Maio ha aspettato la conclusione del giro di tavolo per rispondere. Difendendosi con armi spuntate. Sostenendo che “il contratto con gli acquirenti ArcelorMittal l’aveva firmato già il mio predecessore Calenda, questa è stata la ‘variabile impazzita’, noi l’abbiamo scoperto tra le poltiche e l’insediamento del governo. Se l’avessimo annullato, loro potevano ricorrere al Tar e prendersi l’Ilva con i 3mila licenziamenti. Cioè senza trattativa. Invece la trattativa l’abbiamo fatta e non ci sono stati esuberi…”.

Quindi ritorna sull’immunità  parlando di nuove tecnologie per inquinare meno e promette la ‘Vias‘, cioè la Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario, “la possono fare con un atto amministrativo i ministri Grillo e Costa “. La promessa di “riconversione” di fatto seppellisce definitivamente la vecchia promessa in campagna  elettorale di chiusura dell’Ilva che aveva consentito al M5S di sfiorare il 50% dei consensi alle ultime elezioni politiche.

Di Maio ha chiesto “scusa” per i tempi lunghi, “il governo ha fatto tutto il possibile nelle peggiori condizioni possibili: possiamo non essere d’accordo e rimarremo in disaccordo ma vi prego rivediamoci il 24giugno“. E quando un giornalista gli chiede : e se il governo sarà caduto? “Mai – assicura il vicepremier del M5S nonostante il rapporto che sembrerebbe molto incrinato con il dirimpettaio Matteo Salvini: “Non vogliamo far cadere il governo, abbiamo tante cose da fare tra le quali tornare a Taranto“.

 

 

 




Taranto: c'era una volta il M5S....

ROMA –  Incredibile ma vero. Per motivi di sicurezza collegati all’arrivo nel capoluogo jonico del vicepremier Luigi Di Maio , nonchè ministro dello sviluppo economico e del lavoro, e leader politico del Movimento 5 Stelle, che arriva domani mercoledì 24 aprile a Taranto, accompagnato dei ministri Barbara Lezzi (Ministro del Sud), Giulia Grillo (Ministro della Salute), Sergio Costa (Ministro dell’ Ambiente) e Alberto Bonisoli (Ministro dei Beni culturali) per presenziare al Tavolo istituzionale per il  Cis (Contratto istituzionale di sviluppo), addirittura sono stati deviati addirittura i percorsi degli autobus cittadini ! Una evoluzione impensabile un anno fa quando i leader grillini arrivavano a Taranto osannati dalla gente, a cui avevano promesso e garantito non solo il reddito di cittadinanza ma anche la chiusura dello stabilimento siderurgico ex-ILVA ora ArcelorMittal.

Il Contratto di sviluppo per l’area di Taranto che comprende anche i Comuni di Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola, inizialmente stipulato per 33 interventi, ne comprende oggi 39 per un valore di poco superiore al miliardo di euro (+16,5% rispetto alla dotazione finanziaria iniziale). Invitalia ha fornito anche un quadro riassuntivo ad oggi del Cis che comprende  10 interventi conclusi per un valore di 92,3 milioni di euro; 9 interventi in fase di realizzazione per un valore di 452 milioni di euro; 10 interventi in progettazione per un valore di 357 milioni di euro e 10 interventi in riprogrammazione per un valore di 105 milioni di euro. Tutti investimenti pianificati e finanziati in realtà dai precedenti governi Renzi-Gentiloni.

Di Maio ha fatto sapere che incontrerà le associazioni ambientaliste che hanno annunciato una protesta con presidio davanti alla Prefettura, che faranno seguito alle precedenti contestazioni nei confronti degli esponenti grillini accusati di non aver rispettato le promesse sull’ex Ilva. ha convocato per il primo pomeriggio, in un incontro specifico alle 14.30, anche 23 tra associazioni, comitati e movimenti, compresi i gruppi che chiedono la chiusura dello stabilimento siderurgico.  Sono stati invitati le associazioni Ail, Abfo Taranto, Associazione contro le barriere, Attiva Lizzano, Comitato Art.32 Statte, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Comitato No inceneritore Massafra, Contramianto onlus, Fondo Antidiossina, Genitori Tarantini,  Giustizia per Taranto, Isde Taranto, Legamjonici,  Peacelink, Piano Taranto, Tuttamialacittà,  Tamburi Combattenti,  , Wwf Taranto, Legambiente, Lega Tumori, Taranto Lider, Tribunale Diritti del Malato, Vigiliamo per la discarica.

Alcune di queste associazioni ha annunciato a partire dalle 10.30,  un sit-in sotto la Prefettura, allorquando comincerà la riunione del Cis . Questi attivisti hanno annunciato tramite socialnetwork ed i soliti comunicati, che scenderanno “in piazza contro le politiche di Di Maio e di tutto il governo giallo-verde che, come quelli precedenti, ha deciso di immolare la nostra città in nome della produzione a danno della salute, e che vede, fra gli altri scempi, la Lega fra gli investitori di ArcelorMittal”. Legambiente con una nota ha reso nota la sua posizione:  “Ribadiamo al Ministro Di Maio la richiesta già due volte formalizzata circa la assoluta necessità che si proceda al più presto, e con i provvedimenti normativi più rapidi, come potrebbe essere un decreto legge, ad istituire la Viias (Valutazione integrata impatto ambientale e sanitario) per lo stabilimento siderurgico di Taranto”. L’associazione chiede inoltre a Di Maio “di sollecitare gli Amministratori Straordinari di Ilva spa a dare una informazione dettagliata e completa sullo stato delle bonifiche e sull’utilizzo delle risorse messe loro a disposizione, e che si proceda rapidamente ad istituire e mettere a disposizione di tutti i cittadini un portale in cui vengano indicati, prescrizione per prescrizione, in maniera chiara e di facile lettura, gli interventi previsti, le scadenze, i risultati”.

Legambiente chiede sulla  nota vicenda della discutibile “immunità penale”, “che in Parlamento si adottino provvedimenti che ne definiscano dettagliatamente l’ambito e che la circoscrivano unicamente alla stretta esecuzione delle opere previste nell’Aia e nel Piano Ambientale” e “di affrontare il tema dei risarcimenti della città e dei cittadini di Taranto” e riguardo al Cis, “che si proceda al più presto a finanziare le opere previste per la città vecchia e ad accelerare le bonifiche del Mar Piccolo e quelle previste dall’applicazione dell’Aia del 2011 per garantire l’approvvigionamento di acqua dello stabilimento siderurgico utilizzando, invece che acqua potabile, i reflui affinati provenienti dagli impianti di depurazione, oltre alle opere per la creazione del polo museale dell’Arsenale“. 

Resta da chiedersi a che titolo, con quali competenze, e sopratutto con quali ruoli riconosciuti legalmente queste associazioni possano confrontarsi con le Autorità dello Stato, e sindacare sull’operato di Arcelor Mittal, che è bene ricordare, è una società privata, che ha investito sullo stabilimento siderurgico italiana, circa 5 miliardi di euro, garantendo l’attività industriale ed occupazionale del più grande stabilimento siderurgico d’ Europa.

Nel frattempo la Commissione europea ha acceso “semaforo verde” al gruppo Liberty House ritenendolo idoneo acquirente degli impianti siderurgici ArcelorMittal, ceduti da quest’ultima, nell’ambito degli impegni assunti da ArcelorMittal con l’ Antitrust europea per rilevare il Gruppo  Ilva in base alle norme comunitarie sulle concentrazioni. Nel maggio dello scorso anno infatti l’ Antitrust europea aveva autorizzato  l’acquisizione di ArcelorMittal, del gruppo Ilva a determinate condizioni, obbligandola a cedere alcuni di impianti di acciaieria ubicati in Europa ad un acquirente solido. Tra i beni alienati vi sono  sono impianti di produzione in alcuni siti europei, tra i quali: un’acciaieria in Romania a Galati, una in Cechia ad Ostrava,  ed impianti di finitura in  Belgio, Italia, Lussemburgo e Macedonia settentrionale.

Non può e non deve passare inosservato l’autoscioglimento (per dimissioni) del Gruppo M5S in Consiglio Comunale a Taranto,  con Uno scenario impensabile, che dimostra ancora una volta la mancanza non solo di esperienza e capacità gestionale politica del movimento guidato da Luigi Di Maio, ma anche di una imbarazzante limitata visione politica.

La stagione delle promesse al “popolo” è finita. Come hanno dimostrato le ultime elezioni regionali in 7 regioni, che hanno visto i consensi del Movimento Cinque Stelle letteralmente dimezzarsi ovunque. E le Regionali in Puglia si svolgeranno fra circa 12 mesi




Il Ministro Luigi Di Maio a Taranto il 24 aprile per il CIS

ROMA – Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio mercoledì 24 aprile dopo Pasqua dopo 14 mesi di “latitanza” sarà nel capoluogo jonico presso la Prefettura di Taranto,  in qualità di Presidente del Tavolo Istituzionale Permanente ai sensi del D.P.C.M. 26 febbraio 2019 per far ripartire alle 10,30 il tavolo del CIS, Contratto Istituzionale di Sviluppo per confrontarsi sugli obiettivi strategici ed operativi.

 




Arrivano 90 milioni per Taranto dal tavolo tecnico con Mibac e Ministero del Sud

ROMA – Si è riunito negli uffici del Ministero per i beni e le Attività Culturali a Roma il Tavolo Tecnico Istituzionale Cis per sviluppare il progetto di assegnazione delle risorse “Cultura e Turismo” che ha assegnato alla città di Taranto 90 milioni attraverso il Cipe per la riqualificazione di aree culturali del centro storico.

Alla riunione, per il MIbac, oltre al ministro Bonisoli, hanno partecipato il Capo di Gabinetto Tiziana Coccoluto e la segretaria regionale della Puglia Eugenia Vantaggiato. Per il ministero per il Sud, il vicecapo dell’ufficio legislativo del ministero per il Sud, Fabiana D’Onghia.

Al tavolo istituzionale erano presenti esponenti del Comune di Taranto, della Provincia di Taranto, Regione Puglia e Prefettura.

Si trattava del primo incontro tra le parti che si rivedranno in tempi brevi, quando saranno state sviluppate le idee messe in campo ieri. “Abbiamo lavorato in maniera molto proficua e con identità di vedute e programmatiche. Sono certo che una volta che avremo definito le cose da fare nei dettagli andremo avanti speditamente. Taranto ha necessità di essere valorizzata e riqualificata. La riqualificazione culturale è solo un primo passo, altri ne seguiranno”.

Anche il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, ha commentato positivamente l’incontro: “Ringrazio il ministro Bonisoli per l’attenzione e l’impegno che sta dedicando al Cis di Taranto. Nel Contratto ci sono risorse importanti, già stanziate, per cui è fondamentale fare presto e procedere quanto più rapidamente con i primi interventi. Taranto ha un estremo bisogno di segnali tangibili e questo deve essere la prima di una serie di misure dedicate alla città“​




Il Prefetto di Taranto e i Commissari Straordinari dell’ILVA firmano il Protocollo di Legalità

ROMA – Il Prefetto di Taranto Donato Cafagna e i Commissari di ILVA, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba, nonchè i Segretari Provinciali di CGIL, CISL, UIL, UGL e USB hanno siglato, ieri in Prefettura, il Protocollo di Legalità.

Il Protocollo ha l’obiettivo di prevenire tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle procedure di appalto degli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione previsti nello Stabilimento siderurgico di Taranto, a partire dall’imminente lavoro per la copertura dei parchi minerari e sarà valido fino alla conclusione degli interventi stessi.

 Questa iniziativa  fortemente voluta dal Prefetto di Taranto e dai Commissari Straordinari per il rilievo ambientale, sociale e sanitario delle misure previste – si inserisce nell’ambito degli accordi già siglati dalla Prefettura negli ultimi mesi: il Protocollo Generale di Legalità, sottoscritto il 3 agosto 2017 per l’attuazione del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) per l’Area di Taranto con tutte le Stazioni Appaltanti incaricate della realizzazione degli interventi e, l’intesa operativa tra il Prefetto di Taranto e il Procuratore della Repubblica di Taranto, Carlo Maria Capristo, firmato il 18 ottobre 2017 e finalizzato ad accrescere l’efficacia dell’azione di prevenzione e contrasto dei tentativi di infiltrazioni criminali nelle attività relative al CIS.

 Attraverso il Protocollo di Legalità appena siglato i Commissari Straordinari assumono precisi impegni nelle procedure di appalto degli interventi di bonifica e ambientalizzazione, tra i quali la trasparenza del flusso informativo relativo alla filiera delle imprese che, a qualunque titolo, partecipano all’esecuzione degli interventi e l’estensione delle disposizioni afferenti al regime delle informazioni antimafia ai soggetti della filiera delle imprese.

 Il Protocollo prevede, inoltre, che ILVA non stipulerà contratti e non autorizzerà subcontratti con quelle imprese verso le quali risultano tentativi o elementi di infiltrazioni mafiose. Se in seguito alla sottoscrizione di un contratto o subcontratto le verifiche antimafia dovessero avere esito interdittivo, tali contratti verranno immediatamente risolti. La risoluzione verrà effettuata anche nei confronti di quelle imprese con cui è stato stipulato un contratto prima della stipula del Protocollo.

I princìpi del Protocollo verranno inseriti anche nella documentazione contrattuale che le imprese appaltatrici e subappaltatrici dovranno accettare e sottoscrivere.

 

i commissari ILVA Carruba, Laghi e Gnudi

ILVA realizzerà e alimenterà una “Banca Dati” delle imprese, allocata presso la Prefettura, con lo scopo di monitorare, tra le altre cose, le fasi di esecuzione dei lavori e dei soggetti che realizzano gli interventi, i flussi finanziari connessi alla realizzazione degli stessi e le condizioni di sicurezza dei cantieri. Inoltre, è prevista l’adozione di strumenti informativi per il monitoraggio degli accessi ai cantieri.

 Il Prefetto di Taranto ha evidenziato che “quello sottoscritto oggi è un Protocollo insieme di legalità e di responsabilità, perché pone al centro le questioni dell’ambiente, del lavoro e della prevenzione antimafia, cruciali per lo sviluppo del territorio tarantino e definisce un sistema coeso di tutela, al quale sono chiamati a cooperare le diverse componenti sociali ed istituzionali”.

 Per i Commissari Straordinari di ILVA Carruba, Gnudi e Laghi “il protocollo di legalità è uno strumento fondamentale per poter dare un assetto ordinato e rispettoso della legalità a tutta una serie di iniziative che auspichiamo possano essere realizzate in tempi rapidi e che possano dare risposta alle istanze del territorio, di tutela dell’ambiente e della salute. Auspichiamo inoltre – hanno sottolineato i Commissari ILVA – che si possano costruire le basi affinché l’impresa, ci auguriamo a breve nella disponibilità del nuovo investitore, possa operare nel pieno rispetto di tutte le condizioni di legge e coniugando il rispetto della salute, dell’ambiente del lavoro che sono fondamentali per un’azienda stabilmente presente su un determinato territorio”.




Le risorse del Governo per l’area ionica ci sono, ma la Regione Puglia non sa come utilizzarle

ROMA – “Quando si fa della salute dei cittadini un semplice argomento demagogico, la politica lascia spazio solo alla ricerca di mere aspirazioni di potere personale”. Duro l’attacco del deputato Pd Ludovico Vico, all’indomani delle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il quale anche nell’ultimo rimpasto di giunta ha mantenuto a sé la delega alla sanità.

“Le inesattezze riportate da Emiliano – dichiara  in una nota l’on. Viconon lasciano spazio a fraintendimenti e mirano a sollevare se stesso dalle grosse responsabilità nei ritardi e nelle errate scelte effettuate”. È solo dello scorso venerdì 21 luglio l’incontro al tavolo del Cis (contratto istituzionale per Taranto), al quale hanno preso parte, con il Ministro della Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, tutti rappresentanti territoriali dell’area ionica. Erano infatti presenti l’assessore ai Lavori pubblici della Regione Puglia Anna Maria Curcuruto, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il sindaco di Massafra Fabrizio Quarto, il sindaco di Statte Francesco Andrioli, il sindaco di Crispiano Vito Egidio Ippolito, Piero Bitetti quale rappresentante della Provincia di Taranto, il Prefetto di Taranto Donato Giovanni Cafagna e l’Ammiraglio Eduardo Serra.

“Le decisioni prese a quel tavolo – spiega il parlamentare Dem – non possono prescindere dal passato. Un passato che racconta una realtà diversa rispetto a quella millantata da Emiliano. Premesso che il finanziamento ammonta a 70milioni di euro e non 50milioni, come dichiarato dal presidente della Regione Puglia, il progetto tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche dell’area di Taranto è stato promosso dal Governo col decreto legge n.243 del 29 dicembre 2016. Il Governo ha ricevuto il progetto della Regione Puglia, via Ministero della Salute, solo il 17 maggio 2017, quindi circa 4 mesi e mezzo dopo”

“E’ stata necessaria un’attenta istruttoria da cui sono emersi diversi elementi da migliorare – continua Vico – Nonostante ciò, in poco più di un mese – il 27 giugno 2017 – il Governo ha inviato al Tavolo istituzionale permanente per l’area di Taranto il progetto ai fini del parere richiesto dalla norma. Il Tavolo ha già formulato il suo parere positivo, con prescrizioni. Da parte del Governo, infatti, sono state sollevate alcune eccezioni al piano presentato dalla Regione Puglia, in particolare in riferimento all’assenza della formazione degli addetti all’utilizzo dei macchinari e allo sforamento economico del piano stesso. Punti che dovranno essere rivisti dalla Regione Puglia. A questo si aggiunge il rallentamento nella realizzazione del nuovo ospedale San Cataldo, dovuto ai ritardi di natura burocratica subiti dall’iter della progettazione, che ha visto coinvolti l’Asl di Taranto, la Provincia e la Regione”.

Stando solo a queste notizie e ai tempi di intervento nelle risposte – aggiunge Vico -, non è difficile comprendere chi fra Regione e Governo sta lavorando nell’interesse primario di Taranto e chi, invece, utilizza la demagogia per fini propagandistici. Emiliano si scandalizza dei tempi nell’erogazioni dei fondi, ma è proprio lui a portarla per le lunghe”. Continuando a parlare di tempi e di utilizzo dei fondi disponibili, l’onorevole Vico ricorda che “con un emendamento (a sua firma, ndr) al comma 1 della legge 151 del 1° agosto 2016, erano stati assegnati alla Regione Puglia 2,5milioni di euro per il 2016 e 5milioni per il 2017, per l’assunzione del personale necessario al potenziamento dell’Arpa di Taranto. Come mai la Regione Puglia non ha ancora avviato tali assunzioni?

Ad evidenziare l’impegno del Governo nei confronti dell’area ionica, non si può non ricordare che, ad un anno e mezzo dalla formalizzazione del Cis per Taranto, su una dotazione di 882milioni di euro, più della metà – 465milioni di euro – sono già stati investiti in lavori in corso di realizzazione.




Gli effetti del “NO” referendario. Salta il tavolo istituzionale per Taranto. “La questione passa al prossimo governo”

Il tavolo istituzionale del Cis il Contratto istituzionale per Taranto previsto, previsto dalla legge 20 del 2015 nata dal decreto legge 1 del 2015, e  sinora gestito e “guidato” da Palazzo Chigi,  convocato per il 12 dicembre nella Prefettura di Taranto, non si svolgerà più lunedì 12 com’era facilmente prevedibile all’indomani delle dimissioni del premier Renzi. Lo ha reso noto  una telefonata del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti al sindaco di Taranto, Ippazio Stefano.  Il Contratto istituzionale aveva riassegnato e riprogrammato per l’area di Taranto, una serie di progetti pubblici finanziati da circa 850 milioni di risorse già previste o stanziate per il capoluogo jonico, ma che causa dell’inefficienza delle amministrazioni pubbliche locali erano a rischio disimpegno

Il tavolo per Taranto era molto atteso in città anche per la vicenda dell’ emendamento ovvero il testo che avrebbe garantito alla sanità tarantina 50 milioni di euro per assumere 1.800 fra medici e infermieri, che è stato ritenuto inammissibile  dal presidente della commissione Bilancio, il barese Francesco Boccia, alleato di Emiliano nella guerra interna nel Pd contro Renzi . L’emendamento che era stato annunciato dai deputati pugliesi del Partito Democratico non è mai passato in commissione bilancio della Camera, facendo nascere un violento scontro di accuse verbali tra la Capitale ed il capoluogo barese, in quanto oltre a Boccia anche il presidente della Regione, Michele Emiliano, hanno cercato strumentalmente di far ricadere le responsabilità della scomparsa sul Governo, che per voce dello stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del suo sottosegretario Claudio De Vincenti, hanno giustamente ricordato e rivendicato quanto già fatto dal Governo che ha sbloccato oltre 1.600 milioni  per Taranto  al fine di sostenere la ripresa economica della città e garantire l’ambientalizzazione dell’ILVA.

Anche la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, insieme al sottosegretario De Vincenti, rinviarono al tavolo istituzionale del 12 dicembre  la discussione per trovare una sulle problematiche sanitarie di Taranto, auspicando un successivo inserimento dell’emendamento nel passaggio della legge di Bilancio al Senato. Ma con le dimissioni del Governo  la legge è passata al Senato senza alcuna modifica di nessun genere. Ed adesso a Taranto sono in molti a temere sul proseguimento delle attività calendarizzate e programmate. Uno dei risultati dell’antipolitica locale….

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ILVA. Il sottosegretario De Vincenti: “I piani ambientali saranno decisivi. La cessione entro fine anno”

CdG Claudio de VincentiPartecipando ad un incontro organizzato dal Pd a Massafra (TA) per spiegare e sostenere la validità e l’importanza delle ragioni del “Si“al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre il sottosegretario  Claudio De Vincenti, ha parlato anche del progetto di cessione dell’ ILVA di Taranto, dicendo  “il processo di cessione procede con regolarità e che si appresta ad essere definito”. dichiarando che “la scelta dell’impresa che rileverà l’ILVA sarà effettuata entro la fine di quest’anno“.

Bisognerà preliminarmente verificare qual è l’orientamento delle due cordate in gara in termini di ambientalizzazione dello stabilimento, in quanto De Vincenti ha detto che  “il Governo,  darà importanza e priorità alla difesa dell’ambiente e sopratutto alla salvaguardia della salute dei cittadini ” aggiungendo che  “è in corso  in questi giorni   la valutazione dei piani ambientali contenuti nelle offerte per l’acquisizione dell’ ILVA presentati dalle imprese partecipanti.” De Vincenti  ha spiegato che “questo è un passaggio chiave. Serve un piano ambientale forte che offra adeguate garanzie  e tutela della salute e dell’ambiente ai cittadini di Taranto”  aggiungendo che “sulla base di tali valutazioni, successivamente si passerà ad analizzare i vari piani industriali e quindi decidere quale sarà  l’impresa che rileverà l’ILVA per realizzare quel piano di risanamento ambientale su cui si è impegnato“.

De Vincenti ha illustrato altre indicazioni ed impegni del Governo in un momento delicato per l’economia per la città e provincia di Taranto. “Il CIS cioè il contratto istituzionale di sviluppo di Taranto ha definito gli interventi da fare: alcuni sono già stati avviati, altri stanno per esserlo . I cittadini dell’area di Taranto  vedranno presto risultati importanti. Alcuni di questi in termini di bonifiche e risanamento ambientale sono già evidenti, cosi come  lo sono stati gli investimenti sul Porto di Taranto e sulla ristrutturazione delle scuole. Sono previsti interventi importanti come l’ospedale che sono in procinto di partire” concludendo  “Ritengo che il lavoro fin qui svolto sia molto positivo. Di lavoro da fare ce n’è ancora tanto, e quindi ora non bisogna abbassare la guardia,  e noi continueremo a farlo”.




Governo Renzi: “sulla decabornizzazione all’ ILVA noi prima di Emiliano”

CdG De Vincenti_GuidatoIl sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, a margine del tavolo sul Contratto interistituzionale di Sviluppo (Cis) per Taranto e Statte, che si è riunito ieri pomeriggio nella prefettura di Taranto, a cui ha partecipato anche il coordinatore della struttura di missione Apt (Aquila, Poin Attrattori, Taranto) della Presidenza del Consiglio dei ministri, Giampiero Marchesi, coordinatore del nucleo tecnico, ha dichiarato : “Sulla decarbonizzazione in realtà il governo ha già cominciato a lavorare molto prima che il presidente Emiliano ne parlasse. Il punto è: qual è l’investimento che rafforza al meglio la presenza industriale su Taranto e, contemporaneamente, tutela al meglio salute dei cittadini e ambiente dell’area di Taranto?”.


Come detto nel decreto legge di quest’estate
,  – ha aggiunto il sottosegretario De Vincenti che inspiegabilmente il presidente Emiliano contesta, il primo passo è esattamente il piano ambientale che viene proposto da chi si candida a rilevare l’ILVA. In questo passaggio chiave bisognerà vedere quali sono le proposte che emergono, presentate da gruppi di imprese molto qualificate, che conoscono i processi produttivi, conoscono molto bene le tecnologie più adatte sul piano ambientale”.

“E’ in corso l’esame dei piani ambientali da parte del comitato di esperti nominato dal ministro dell’Ambiente – ha spiegato De Vincenti –  noi sceglieremo la soluzione ambientalmente più compatibile, la più coerente con la tutela della salute dei cittadini».

CdG Michele EmilianoQuanto ai rilievi contestati dal governatore pugliese Michele Emiliano, che ha illustrato nei giorni scorsi il progetto di decarbonizzazione dell’ILVA con l’utilizzo del preridotto, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha replicato che “le preoccupazioni non hanno ragione d’essere. Vedremo se il piano ambientale più consono alla tutela della salute dei cittadini di Taranto prevederà la decarbonizzazione o altre tecnologie. Ci sono tecnici, ingegneri, esperti di sanità, in grado di giudicare forse meglio dei politici. Noi vogliamo che questa procedura sia all’insegna della massima serietà”.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio De Vincenti ha anche annunciato  che con delibera del Cipe è stato aggiunto un ulteriore progetto dell’importo di 30 milioni di euro per la realizzazione del collegamento ferroviario tra il porto di Taranto e la rete nazionale nel CIS il Contratto istituzionale di sviluppo per l’area di Taranto, che finora aveva previsto una dotazione finanziaria di circa 850 milioni di euro.

CdG tavolo x Taranto

E’ stato un incontro molto concreto. Il Tavolo per Taranto – ha detto De Vincentimonitora e guida l’applicazione del CIS il Contratto istituzionale di sviluppo.  Abbiamo effettuato il punto sulle cose che già sono partite. Sono stati conclusi i due interventi di riqualificazione delle scuole Grazia Deledda e Giambattista Vico del rione Tamburi ed è in via d’ultimazione del primo intervento sulla riqualificazione del molo polisettoriale del Porto di Taranto, che fa parte del progetto della piastra logistica, per un totale di 392 milioni di euro. A questo proposito sono stati già erogati, per stato di avanzamento lavori, 143 milioni di euro. Abbiamo poi altri progetti, alcuni già in fase avanzata di progettazione, altri ancora da mettere a punto e che devono superare alcune procedure per un totale di 458 milioni”.

De Vincenti ha inoltre  reso noto che è stata sbloccata la progettazione della riqualificazione dell’ Ospedale San Cataldo, ed è stato definito l’accordo tra Marina, Mibact ed enti territoriali per lo sviluppo culturale, turistico e museale dell’ Arsenale della Marina militare. Quindi, ora si potrà procedere“.




SalvaTaranto. Il Governo Renzi convoca il tavolo per domani

CdG Claudio de VincentiIl sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri , Claudio De Vincenti (a destra nella foto) ha convocato per domani  pomeriggio in Prefettura il tavolo istituzionale. All’ordine del giorno, lo stato di avanzamento del CIS il Contratto istituzionale di sviluppo dell’area sottoscritto a dicembre 2015 tra Governo centrale e istituzioni locali, il quale con l’evidente scopo di accelerarne la spesa ,   riprogramma e riassegna alla città di Taranto circa 850 milioni di risorse pubbliche già previste ed inutilizzate dagli enti locali, a causa anche dalla mancanza di competenze tecniche ed amministrative dei funzionari locali.

cdg-taranto-vecchiaLe priorità del CIS sono il recupero della Città vecchia per il quale è stato già bandito il concorso internazionale di idee,  il rilancio del porto, le infrastrutture, il risanamento ambientale, la riqualificazione urbana, la valorizzazione  della parte dell’Arsenale militare non più adibita alle lavorazioni e alle manutenzioni navalmeccaniche ormai trasferitesi rtutte in Liguria, come percorso museale di archeologia industriale


cis-taranto_palazzo-chigiLa riunione di lunedì è la prima che viene convocata dopo la pausa estiva
. L’ultima infatti si tenne a Taranto lo scorso 29 luglio, alla presenza anche del presidente del consiglio dei ministri  Matteo Renzi, accompagnato dallo stesso De Vincenti affiancato dai ministri Graziano Delrio (infrastutture e trasporti)  e Dario Franceschini (beni culturali e turismo) , del vice ministro Teresa Bellanova (sviluppo economico) , in occasione della quale si riscontrò come una serie di progetti finanziati dal Contratto istituzionale fossero stati avviati, e cioè in particolare delle opere portuali, di alcuni interventi di bonifica ambientale previsti nel quartiere Tamburi e della Città vecchia di Taranto.  Per il concorso internazionale sul risanamento della Città vecchia , sulle 46 proposte giunte ad Invitalia al momento , diverse delle quali pervenute anche dall’estero,  20 sono state selezionate  per la fase finale.

I sindacati provinciali e regionali di Cgil, Cisl e Uil, prendendo atto sia del CIS, il contratto istituzionale per Taranto, che del Patto per la Puglia (oltre 3 miliardi di risorse, comprese quelle Cipe), chiedono in occasione  del vertice di lunedì  sia possibile attivare “i progetti di riconversione e riqualificazione industriale la cui finalità è quella di agevolare gli investimenti, anche a carattere innovativo, nonché la riconversione industriale e la riqualificazione economica-produttiva dei territori interessati, mantenendo gli stessi assetti o creando occupazione aggiuntiva“, essendo stata riconosciuta Taranto  area “di crisi industriale complessa” , hanno inviato il nuovo documento al Governo ed alla Regione Puglia, sostenendo che l’accordo di programma è ora lo strumento “attraverso il quale vengono esplicitati gli obiettivi di riconversione e riqualificazione e indicati i fabbisogni, anche infrastrutturali, di riqualificazione

Secondo i sindacati confederali ,sarebbe necessario anche “affidare contemporaneamente ad un tavolo di coordinamento interministeriale (Sviluppo, Infrastrutture, Lavoro, Regione Puglia) presso la Presidenza del Consiglio, la verifica delle migliori condizioni per il rilancio, la realizzazione dei progetti di riqualificazione» e «rimodulare l’intervento degli ammortizzatori sociali in rapporto con lo stato di progettazione degli interventi e dei tempi di realizzazione dei progetti già definiti”.

 

 




Interventi CIS. Per il sindaco di Taranto: “Prima di tutto infrastrutture e messa in sicurezza”

CdG Ippazio-Stefàno pp

nella foto il Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno

Innanzitutto gli interventi di messa in sicurezza e le infrastrutture nella Città Vecchia. Questa è il pensiero ed i desiderio del Sindaco, Ezio Stefàno in vista dell’ imminente della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando curato da Invitalia sul “Concorso internazionale di idee per rilanciare la Città Vecchia di Taranto“. Un desiderio legittimo, ma sicuramente che poco ha a che fare con le idee. Per risanare la città vecchia occorre un vero progetto di idee lontane dalle pressioni, aspettative, richieste ed ambizioni dei tarantini.

Il primo cittadino è comunque fiducioso sulle azioni che puntano alla valorizzazione del patrimonio artistico ed architettonico di Taranto ma ritiene che sia assolutamente prioritario quanto urgente provvedere alla messa in sicurezza della Città Vecchia, spesso interessata da fenomeni di cedimenti o di crolli di edifici ammalorati dal degrado e dall’incuria. Altrettanto prioritari sono gli interventi indicati nell’allegato 7 delle schede del CIS, ossia quelli che riguardano l’adeguamento e realizzazione delle reti delle diverse utenze (acqua, fogna, pubblica illuminazione, metano, video sorveglianza, banda larga). La realizzazione delle infrastrutture e la messa in sicurezza dei siti sono senz’altro leve strategiche per le imprese private che potrebbero essere maggiormente incentivate ad investire sulla Città Vecchia, se e quando adeguatamente strutturata, in termini di opere di urbanizzazione importanti e qualificanti.

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Questa è la necessità segnalata, con apposita nota, dal Sindaco alle autorità governative e regionali, coinvolte nel CIS. “Non intendiamo con ciò dettare una scala di priorità di azioni tra quelle del CIS e quelle delineate – spiega Stefàno – ma indichiamo percorsi paralleli convenientemente sostenuti da una efficace quanto immediata programmazione delle risorse finanziarie.”  Il Sindaco chiede quindi sostegno e condivisione su questo percorso di concreta attuabilità dei processi sanciti dalla “Legge per Taranto”, al presidente Renzi, al sottosegretario De Vincenti, al governatore Emiliano ed al suo assessore Capone,ed in questa direzione prevedere una programmazione finanziaria che risponda a queste esigenze infrastrutturali e di sicurezza, strategiche e preliminari ad ogni altro processo di investimento sulla Città Vecchia.

Una cosa è certa occorrerà svuotare la città vecchia, e ricostruirla e ristrutturarla da zero, se si vogliono creare dei presupposti turistici, esattamente come hanno a fatto a Matera e nella città vecchia di Bari, diventata la base della movida barese. Se si pensa solo all’assistenzialismo degli attuali abitanti, allora tutto ciò non servirà a nulla. Taranto ha bisogno di un cambiamento

 

 




Un concorso internazionale per la rinascita di Taranto vecchia

Schermata 2016-04-24 alle 17.13.00Invitalia, società pubblica controllata dal Mef, entro fine mese pubblicherà il bando del concorso internazionale di idee per rilanciare il borgo antico di Taranto. Il recupero della parte antica di Taranto è una delle misure del Cis, il Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto previsto dalla Legge 20/2015. coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di spendere su alcuni obbiettivi  oltre 800 milioni di risorse pubbliche, che erano già state assegnate da tempo per il territorio ma rimaste inutilizzate a causa dell’immobilismo e mancanza di professionalità degli enti pubblici territoriali .  Obiettivo prioritario del CIS Taranto è quello di riqualificare, valorizzare e sviluppare l’area che interessa i Comuni di Taranto, Statte, Massafra, Crispiano e Montemesola.

Il CIS è uno strumento negoziale che nasce per accelerare la realizzazione di interventi speciali per il miglioramento degli equilibri economici e sociali nel nostro Paese e soprattutto per assicurare la qualità della spesa pubblica nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno. Il Contratto istituzionale è focalizzato oltre alla città vecchia, anche sulle infrastrutture del porto, la bonifica ambientale del mar Piccolo, la riqualificazione urbana e la valorizzazione come museo del settore dell’ Arsenale militare che non è impegnato nelle lavorazioni navalmeccaniche.

Schermata 2016-04-24 alle 17.15.22Il concorso internazionale per la Taranto vecchia è stato illustrato nel ventiduesimo meeting annuale dell’ “Oecd Leed Forum” sul partenariato e sviluppo locale svoltosi nei giorni scorsi a Venezia, da Giampiero Marchesi coordinatore della struttura di missione Apt (Aquila, POIN Attrattori,Taranto) della Presidenza del Consiglio . Il convegno annuale, dal titolo ‘Creativity, jobs and local development’, ha visto la partecipazione di circa 250 rappresentanti dei partenariati locali, funzionari governativi, organizzazioni giovanili, imprenditori e accademici .Il Concorso di idee è rivolto a gruppi multidisciplinari, guidati da architetti o da ingegneri, che possono essere costituiti da professionisti come storici dell’architettura, esperti di marketing territoriale e smart planning, esperti in mobilità, esperti in processi partecipativi e comunicazione, esperti in ecologia urbana.

Mercoledì prossimo il concorso internazionale sarà illustrato a Palazzo di Città a Taranto da Invitalia , soggetto attuatore del Cis, che nel presentare l’iniziativa,  afferma  “La Città Vecchia di Taranto rappresenta la sintesi e contiene gli effetti della profonda crisi che ha caratterizzato il contesto tarantino negli ultimi anni: spopolamento, abbandono urbano, disgregazione  e degrado sociale“. Secondo la società pubblica in considerazione del fatto che “l’industria creativa può agire come un potente traino per il turismo, la rigenerazione urbana e l’inclusione sociale, nasce l’idea di mettere a punto, attraverso un Concorso di idee, una strategia di sviluppo della Città Vecchia, basata su punti di vista di ampio respiro, nazionali e internazionali e in grado di favorire la riqualificazione urbana e ambientale, sostenere la rigenerazione sociale, creare un attrattore culturale regionale e nazionale, individuare un programma di interventi prioritari in chiave di ‘‘innovazione e accessibilità’’

CdG Arsenale TADopo la riunione avvenuta a Palazzo Chigi lo scorso 5 aprile,  il “Tavolo istituzionale Taranto” , del quale fanno parte la Presidenza del consiglio, vari ministeri, e amministrazioni comunali, camera di commercio, autorità portualre e commissariato per le bonifich, si riunirà il 3 maggio nella prefettura di Taranto per fare un punto della situazione. La firma del CIS, ha salvato risorse per circa 200 milioni che l’area di Taranto rischiava di perdere in quanto non ancora spese, e contestualmente deliberato un intervento di 37 milioni per la prosecuzione del piano di ammodernamento degli impianti dell’Arsenale della Marina Militare di Taranto.

Per la città vecchia il Comune ha presentato per il Contratto istituzionale un centinaio di schede su possibili interventi, tra cui il rifacimento delle reti (idrica e fognaria) e il restauro e ripristino con finalità sociali di alcuni immobili storici che fanno parte del patrimonio comunale.




Licenziati 215 operai da Taranto Isolaverde. La società prossima alla chiusura

E’ stata data esecutività alla procedura di licenziamento collettivo nei confronti di 215 operai di Taranto Isolaverde, società controllata della Provincia di Taranto, che si trova in stato di liquidazione e quindi prossima alla chiusura. Il provvedimento di licenziamento era stato sospeso per circa cinque mesi nella speranza di trovare soluzioni ed evitare la perdita dei posti di lavoro. Ma oltre chiacchiere dei politici e sindacalisti non è successo nulla, nell’indifferenza più totale della presidenza della  Regione Puglia e dei consiglieri regionali eletti in provincia di Taranto.

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Nei mesi scorsi  gli operai , che non percepiscono la retribuzione da un anno, avevano attuato diverse manifestazioni di protesta, arrampicandosi sui cornicioni, bloccando strade e occupando simbolicamente persino un ‘ala della chiesa del Carmine. La Provincia di Taranto aveva tentato l’ultima carta chiedendo un finanziamento attraverso il CIS, cioè il contratto istituzionale di sviluppo che consentisse di sbloccare le somme destinate alla ristrutturazione di palazzo degli uffici e utilizzarle per la società ‘Taranto Isolaverde’. Non è servito a nulla.




Al lavoro il Tavolo Istituzionale per Taranto. Pronti a partire i primi bandi di gara

Nella riunione del CIS  il Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’Area di Taranto, tenutasi ieri a Roma a Palazzo Chigi a cui erano presenti il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, accompagnato dall’ assessore regionale allo Sviluppo Economico Loredana Capone,  il sindaco di Taranto Ezio Stefano, quello di Massafra, Martino Tamburrano ed i primi cittadini di Crispiano, Montemesola , Gianni Azzaro, vice presidente e referente unico della Provincia di Taranto, il presidente della Camera di Commercio Luigi Sportelli ed Enzo Cesareo presidente di Confindustria Taranto, sono state verificate le procedure relative ai bandi per la valorizzazione dell’Arsenale e la ristrutturazione della città vecchia di Taranto, ed analizzate anche le problematiche sul cantiere di Palazzo degli Uffici.

Schermata 2016-04-06 alle 13.28.12Secondo Emilianoil tavolo ha lavorato bene: abbiamo portato avanti un ordine del giorno che ci ha visto tutti assolutamente impegnati alla realizzazione veloce delle opere previsteL’area di Taranto ha una situazione generale di grande complessità dal punto di vista del sistema industriale e anche nella riunione di stamattina al Mise, per quello che mi ha confermato l’assessore Capone, è stata molto positiva. Il rapporto di lavoro con il Governo ordinario è assolutamente ottimo

Nella riunione di ieri  è stato riproposto dal commissario in prorogatio dell’Autorità Portuale, Sergio Prete (a breve avverrà la nuova nomina)   in una versione aggiornata  il progetto Distripark già costato milioni di euro persi, cioè la struttura che a monte dell’area portuale di Taranto per anni è stata immaginata come fronte estremo della logistica, con l’auspicio che il Distripark  possa essere inserito nel Piano triennale delle opere. Il CIPE infatti aveva già stanziato 35milioni di euro che in quanto inutilizzati, vennero utilizzati nel 2012 per i lavori di ammodernamento della banchina del Molo Polisettoriale. Proposta condivisa dal Cis, ma sicuramente da analizzare e da adeguare a seguito dei cambiamenti sia territoriali che internazionali nell’ambito della portualità e della logistica pressochè ferma nel porto di Taranto, a causa dei ritardi e del lassismo manifestato dall’ultima gestione dell’ Autorità portuale.

Confermati i crono-programmi che riguardano il Comune di Statte, con un milione e 400mila euro stanziati per la messa in sicurezza d’emergenza della falda profonda (area PIP) per le cui opere oggi scadranno i termini di gara, e mezzo milione di euro necessario al completamento del Centro Educazione Ambientale (marzo 2017) e un milione e 300mila euro per la riqualificazione energetica della Casa Comunale (giugno 2017). Il Governo atravreso il sottosegretario alla presidenza del consiglio, De Vincenti ha assicurato che entro pochi giorni verranno pubblicati i primi bandi per l’ammodernamento infrastrutturale dell’Arsenale Militare di Taranto.

Sempre  all’interno del Ministero dello sviluppo Economico è stato costituito il Gruppo di coordinamento di crisi industriale per Taranto. che avrà il compito di monitorare le varie situazioni di crisi occupazionale del territorio per promuovere progetti di riconversione industriale favorendo l’insediamento di nuove imprese.




Il vicepresidente della Provincia Azzaro designato “Referente Unico della Parte” del CIS per l’area di Taranto

Il consigliere provinciale Gianni Azzaro (vicepresidente della Provincia di Taranto) è stato nominato dal Presidente della Provincia Martino TamburranoReferente unico della Parte” del CIS, il Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’area di Taranto: sarà il rappresentante dell’Ente Provincia nell’ambito del Cis, il contratto istituzionale di sviluppo, che prevede importanti investimenti nel capoluogo ionico. La nomina è stata notificata ad Azzaroin qualità di rappresentante dell’attuazione degli impegni della Provincia di Taranto”: a lui è stato affidato il compito di sorvegliare l’esecuzione materiale degli impegni assunti nel Contratto e relazionarsi con il RUC.

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Gianni Azzaro ha dichiarato : “Accolgo con favore questo incarico, considerata la valenza del Contratto Istituzionale di sviluppo, strategico per rispondere, con importanti finanziamenti e progetti di riqualificazione adeguati, alla grave crisi che interessa il territorio ionico e Taranto in particolare. Seguirò da vicino le fasi dell’accordo che – come assicurato nei giorni scorsi dal sottosegretario De Vincenti – è a buon punto, con risorse reali e spendibili. Sarà mio impegno curare, per conto della Provincia di Taranto, le fasi relative ai vari progetti del Governo, dall’ambientalizzazione dell’area di tarano, al recupero della città vecchia, alla valorizzazione culturale e turistica dell’arsenale della marina militare. Riserverò particolare attenzione alla riqualificazione di Palazzo degli Uffici: la struttura è il simbolo del nostro borgo umbertino e il progetto della sua ristrutturazione, inserito successivamente nel Cis proprio a seguito di un mio suggerimento, fatto proprio dall’ Amministrazione Comunale e Provinciale , rappresenta, per l’intero territorio ionico, una delle questioni essenziali per la rinascita urbanistica e culturale della città. Non in ultimo, lavorerò per l’attuazione degli ulteriori Allegati 5 , prossimi ad essere presentati al Tavolo per Taranto che prevedono nuove opere strategiche di grande rilevanza economica, sociale e culturale.”




Tavolo Istituzionale per Taranto: raggiunto accordo per 800 milioni per riqualificazione aree

Schermata 2015-10-20 alle 03.03.12Nel corso della riunione nella sede della Prefettura di Taranto, alla presenza del ,  del Tavolo Istituzionale per Taranto  presieduta  dall’ on.Claudio De Vincenti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio , accompagnato dal Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi – è stato definito il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), e concordato un sistema che dovrà identificare e monitorare gli interventi necessari per la riqualificazione e lo sviluppo del territorio esteso, oltre al capoluogo,  anche i Comuni di Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola.  Il Cis è una delle misure varate dal governo per risollevare le sorti di Taranto, dopo la crisi dell’acciaieria ILVA – la più grande d’Europa, oggi sotto amministrazione straordinaria – a seguito dei livelli elevati di inquinamento atmosferico e della conseguente indagine della magistratura.

Il Contratto – precisa una nota diramata da Palazzo Chigi – vale circa 800 milioni, di cui in particolare 390 milioni per il sistema portuale, 207 milioni per il completamento dell’ospedale, 91 milioni per le bonifiche, 89 milioni per l’edilizia abitativa e la riqualificazione del quartiere Tamburi e del centro storico, 30 milioni per altre infrastrutture. Si è anche concordato per quanto riguarda l’Arsenale di prevedere, a fianco dell’utilizzo di una parte dell’area a fini di sviluppo turistico e culturale, la valorizzazione della capacità produttiva del sito per la manutenzione e le ricadute sulla cantieristica.

Hanno preso parte ai lavori  l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia Loredana Capone, il Presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano, il Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno e il Sindaco di Statte Angelo Miccoli, quest’ultimo anche in rappresentanza degli altri Comuni dell’area (i cui primi cittadini hanno comunque presenziato all’appuntamento). Hanno portato inoltre il loro contributo il Commissario straordinario pro-tempore del Porto di Taranto , quello per gli interventi di bonifica e ambientalizzazione Vera Corbelli, l’Ammiraglio del Comando Marittimo Sud Ermenegildo Ugazzi e il Presidente della Camera di Commercio di Taranto Luigi Sportelli. Presenti anche, a rappresentare la complessità e l’interdipendenza del progetto, alti dirigenti dei Ministeri dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture, dei Beni culturali, dell’Ambiente, nonché dirigenti della Struttura di missione, del Dipartimento per le Politiche di Coesione, dell’Agenzia per la Coesione Territoriale e di Invitalia.

 “A questo punto – ha osservato il Sottosegretario – possiamo ritenere rispettata la road map che ci eravamo dati fin dall’inizio e quindi puntare ad arrivare a breve, entro i primi giorni di novembre, al Cipe per l’approvazione del Contratto, per passare poi alla firma vera e propria entro il prossimo mese”.   “La delibera Cipe – ha aggiuntoDe Vincentiassegna questi 800 milioni ai vari interventi che costituiscono il Contratto istituzionale di sviluppo. Credo che possiamo essere molto soddisfatti perché la giornata di oggi significa che stiamo mettendo fino in fondo in campo questo progetto per Taranto”. In merito alle vicende dell’ ILVA, il sottosegretario De Vincenti ha sottolineato l’impegno del governo per Taranto, volto alla difesa di una politica della salute, ma volto anche al miglioramento della qualità dell’acciaio prodotto in ILVA ed ha fatto presente che l’azienda deve “riposizionarsi su settori di più alta qualità nella produzione siderurgica per dare un futuro forte allo stabilimento. L’operazione fatta dal governo ha puntato in primo luogo alla messa in sicurezza della tenuta economica del siderurgico, che è un patrimonio per la città di Taranto e per l’economia italiana“.

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