Ecco l'ordinanza della Prefettura. Chiuse tutte le strutture della cooperativa Indaco di Taranto di Salvatore Micelli

ROMA Come il CORRIERE DEL GIORNO aveva anticipato in esclusiva, a seguito dell’ ispezione dei Carabinieri del NAS guidati dal capitano Marra, coadiuvati dal servizio ispettivo dell’ ASL di Taranto, il Prefetto di Taranto dr. Cafagna il 26 giugno scorso ha disposto con propria ordinanza la chiusura definitiva delle strutture di accoglienza per i migranti(anche se risulta difficile definirla tale)  gestita dalla Cooperativa Indaco gestita dal “faccendiere” Salvatore Micelli, ben noto insieme alla sorella-socia  Barbara alle forze dell’ ordine ed alla Procura di Taranto per i loro precedenti truffaldini.

Ecco il provvedimento dell’ ordinanza:

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La Cooperativa INDACO come abbiamo comprovato, nella nostra precedente inchiesta (vedi QUI) sottraeva alle casse sociali i fondi della Comunità Europea  destinati  attraverso la Prefettura per l’ assistenza dei migranti ospitati nelle strutture di accoglienza di Taranto, in via Cesare Battisti ed al quartiere Paolo VI , per destinarli persino alla recente campagna pubblicitaria elettorale per le elezioni amministrative di Taranto, dove il Micelli in accordo con un consigliere comunale uscente, Alfredo Spalluto, un politicante noto per i suoi cambi di “maglietta”, e non per la sua pressochè inesistente attività politica (punita dai suoi stessi elettori) , avevano messo in piedi una lista civica, che appoggiava la candidatura a sindaco dell’ex-direttore del Carcere di Taranto Stefania Baldassari.

nella foto il neo-consigliere comunale Stefania Baldassari (estranea alla vicenda) e Salvatore Micelli

Una lista civica che in realtà era praticamente l’elenco dei dipendenti, soci, e consulenti della Cooperativa Indaco, che è stata sonoramente bocciata dagli elettori. E meno male che la Baldassari sosteneva di essere “garante” della propria coalizione politica…

Nel frattempo il Micelli, sta cercando di trasferire le proprie attività dalla Puglia in Emilia Romagna, partecipando ai bandi di gara per l’accoglienza dei migranti indetti dalle prefetture emiliano-romagnole. E non sono un caso i frequenti contatti fra il Micelli ed un’altra conoscenza della magistratura: Fabrizio Pomes, il politicante-faccendiere dell’associazione mafiosa D’ Oronzo-De Vitis a cui il GICO della Guardia di Finanza e la Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e ha confiscato ogni bene ed attività in quanto frutto di illecito arricchimento. Dei quali nei prossimi giorni vi riveleremo dei retroscena….

continua/2.

 




Guardia di Finanza: sequestrati 125mila euro a commercialista di Manduria (TA)

ROMA – Militari della Compagnia di Manduria della Guardia di Finanza hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo “diretto” – ex art. 321 c.p.p – di disponibilità finanziarie pari a 125 mila euro, nei confronti di un commercialista titolare di uno studio con sede nella cittadina messapica.

Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Taranto, su proposta della locale Procura della Repubblica, rappresenta l’epilogo di indagini condotte dalle Fiamme Gialle in relazione al trasferimento fraudolento di somme di denaro da una società in liquidazione amministrativa coatta, ad una impresa commerciale riconducibile al commissario liquidatore ed a sua moglie. Per tale reiterata distrazione il commercialista è stato denunziato all’Autorità Giudiziaria per i reati di peculato e di interesse privato del curatore in atti di fallimento, unitamente alla coniuge responsabile in concorso nella perpetrazione dei reati medesimi.




Visita del Comandante Regionale Augelli alla Compagnia della Guardia di Finanza a Martina Franca

Il Generale di Divisione Vito Augelli, Comandante Regionale Puglia della Guardia di Finanza, si è recato in visita  oggi presso la Compagnia di Martina Franca. A riceverlo, presso la Caserma “M.B.V.M. Fin. Greco”, il Comandante Provinciale di Taranto, Colonnello Gianfranco Lucignano, accompagnato dal Comandante della Compagnia di Martina Franca, Capitano Federica Iervoglini.

Il Comandante regionale dopo aver rivolto il proprio saluto ad una rappresentanza del personale in forza al Reparto, ha presieduto un incontro nel quale è stata illustrata la situazione socio economica del territorio, unitamente ai principali aspetti relativi alla gestione del personale ed alla logistica. Il Generale di Divisione Augelli  ha quindi approfondito le principali tematiche operative riguardanti il Reparto, facendo il punto sulle più importanti attività investigative, con particolare riferimento ai principali settori di intervento del Corpo. Al termine, il Generale Augelli  ha espresso parole di apprezzamento per l’impegno e la professionalità con cui, ogni giorno, i militari della Compagnia di Martina Franca si adoperano per la tutela della legalità.




Sempre attiva la Guardia di Finanza nella lotta alla contraffazione ed ai traffici di droga

Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria Bari, al termine di un’attività investigativa finalizzata alla prevenzione ed alla repressione dell’illecito commercio di beni contraffatti, hanno sequestrato in un deposito situato nel centro di Bari oltre 19.000 articoli, in particolare borse, scarpe, tute sportive, giubbotti e kit di etichette utilizzate per il confezionamento di capi di abbigliamento falsi dei noti marchi Adidas, Nike, Saucony, Woolrich, Converse, K-Way, Armani Jeans, Fred Perry, North Sails, LiuJo, Moncler, Michael Kors e Chanel . Le successive indagini hanno permesso, inoltre, di localizzare, nel quartiere Libertà, un laboratorio all’interno del quale due cittadini senegalesi confezionavano capi ed accessori di abbigliamento falsi.Al termine delle operazioni di sequestro, i due cittadini senegalesi, gestori del laboratorio, sono stati denunziati a piede libero alla competente Autorità Giudiziaria, per introduzione nello Stato, realizzazione e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

I Finanzieri del Gruppo Bari unitamente ai Funzionari del locale Servizio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, durante i controlli nei confronti dei numerosi veicoli transitanti nella locale area portuale e provenienti dal paese delle aquile, hanno rinvenuto e sequestrato circa 25 kilogrammi di marijuana occultati all’interno di un autoveicolo condotto da un giovane albanese.

Il ragazzo, all’usuale domanda se avesse qualcosa da dichiarare, aveva risposto “nulla”, senza però riuscire a trattenere segni di nervosismo che avevano indotto gli operanti ad effettuare un’accurata ispezione del veicolo. Veniva rinvenuto, pertanto, un ingegnoso doppiofondo, ricavato nel vano bagagli di una Mercedes con targa albanese, contenente oltre 30 panetti di marijuana per un peso complessivo di 25 chilogrammi. Il conducente del mezzo veniva tratto in arresto ed associato alla Casa Circondariale di Bari a disposizione della locale Autorità Giudiziaria. Sono in corso gli approfondimenti investigativi per individuare eventuali i collegamenti del giovane ed i canali di smistamento dello stupefacente.




La città di Taranto ostaggio dei manifestanti (non autorizzati) . E le Autorità tacciono !

di Antonello de Gennaro

è d’obbligo una premessa. Umanamente capiamo che persone non prendono soldi da mesi, non posso essere illusi dopo una riunione prefettizia a cui ha partecipato anche l’assessore regionale competente, in cui la Provincia di Taranto rese noto di aver trovato circa 300 mila euro da destinare ai dipendenti di Isola Verde spa e poi scoprire ad una settimana dal Santo natale che quei soldi per dichiarazione del dirigente della Provincia , il dr. Cesare Semeraro, che “i soldi non ci sono” senza ricevere alcuna legittima spiegazione, con delle decisioni che hanno scavalcato persino il prodigarsi del Presidente della Provincia Martino Tamburrano. per trovare una soluzione al problema. Così come è incomprensibile apprendere dai lavoratori della Cooperativa L’ Ancora che “il Comune di Taranto ha pagato l’ AMIU per le nostre prestazioni, ma l’ AMIU non paga la nostra Cooperativa  quindi il nostro lavoro“. Ma tutto ciò non può consentire di paralizzare una città per due giorni di seguito

La Corte Costituzionale, con sentenza 19 febbraio 1965, n. 9 ha chiarito che la libertà di manifestazione del pensiero é tra le libertà fondamentali proclamate e protette dalla nostra Costituzione, una di quelle che meglio caratterizzano il regime vigente nello Stato, condizione com’é del modo di essere e dello sviluppo della vita del Paese in ogni suo aspetto culturale, politico, sociale . Ma bloccare una città come sta avvenendo pressochè quotidianamente a Taranto negli ultimi tempi. E’ una vergogna per chi manifesta una protesta danneggiando il resto della cittadinanza, Ma è una doppia vergogna per le Autorità, le Forze dell’ ordine che non fanno rispettare la Legge, e che per questo potrebbero essere i primi a subite delle ripercussioni per “omissioni in atti d’ufficio“.

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nella foto il blocco stradale dei dipendenti di Isola Verde spa

La legge, e per la precisione dell’articolo  340 codice penale prevede che “Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge [330, 331, 431, 432, 433], cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un annoI capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni” quindi chiunque, con mezzi di trasporto (autoveicoli, camion, ruspe, trattori, etc.) o oggetti voluminosi (bidoni, pneumatici, travi, cassonetti, etc.) impedisca la libera circolazione sulla rete stradale italiana per proteste pre-meditate o creando disagio alla normale mobilità dei cittadini, dovrebbe essere punito con la reclusione.

Le sentenze della Suprema Corte di Cassazione:

Bloccare una strada durante una manifestazione e’ reato quando viene dimostrata l’intenzione di ostacolare la pubblica circolazione, rendendo inutilizzabile un pubblico servizio”. E’ quanto ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione con una sentenza della Ia sezione penale che respinse il ricorso di 14 lavoratori che  avevano bloccato una strada statale per protestare contro l’ipotesi di costruzione di un parco naturale, confermando la sentenza di condanna per interruzione di pubblico servizio emessa dalla Corte d’appello di Firenze. La Cassazione ha respinto il ricorso dei lavoratori, secondo i quali “il blocco non era fine a se’ stesso ne’ teso a raggiungere scopi sovversivi, ma era stato attuato per scopi meramente dimostrativi contro provvedimenti che li avrebbero colpiti nella possibilita’ di esplicare la propria attivita’ e, pertanto, mancava l’elemento soggettivo del reato perche’ la volonta’ era quella di manifestare e non di bloccare il traffico”.

Il blocco, inoltre, nelle intenzioni dei lavoratori doveva essere solo “simbolico” al fine di fare in modo che “la stampa ne parlasse”. Esattamente quello che stanno facendo i lavoratori di Isola Verde spa, e della Cooperativa Sociale L’ ANCORA i cui certificati penali non sono dei migliori, avendo nel proprio organico non pochi pregiudicati. Secondo la Cassazione“se non esistono dubbi sulla materialita’ dei fatti e’, del pari, evidente la sussistenza del dolo, inteso come coscienza e volonta’ di bloccare la strada e volonta’ diretta ad ostacolare la libera circolazione stradale” e, “nel caso particolare, era stata dimostrata la volonta’ dei manifestanti. Nel caso esaminato, i lavoratori avevano bloccato due strade per circa un’ora e venti minuti costringendo i Carabinieri a deviare il traffico su altre vie”….Come accaduto ieri dove sono stati costretti a riaprire al traffico via d’Aquino che è strada pedonale da svariati anni.

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nella foto il blocco stradale del ponte girevole operata dai dipendenti della Coop. Ancora

La Corte di Cassazione, sez.V penale, con sentenza n. 23495 del 3 Giugno 2013, ha ritenuto configurabile il reato di violenza privata previsto dall’art. 610 del codice penale, verso coloro che arrestino la marcia del veicolo della persona offesa, ponendosi di fronte ad esso in modo tale da impedirgli di circolare. Il reato è punito con una pena detentiva fino a 4 anni di carcere. Se la violenza è esercitata da più persone riunite, scatta l’aggravante dell’art. 339 del c.p per cui la pena è aumentata fino ad 1/3.  Inoltre, l’art. 1, commi 1 e 2 e l’art. 1 bis del d.lgvo 66 del 22.1.1948, come modificato dall’art. 17 del d.lgvo 507 del 30.12.1999, sanziona, quando il fatto non costituisce reato, ”Chiunque, al fine di impedire o ostacolare la libera circolazione, depone o abbandona congegni o altri oggetti di qualsiasi specie in una strada ordinaria o comunque ostruisce o ingombra una strada ordinaria o ferrata. E’ prevista “la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.032 a 4.131 €. Se il fatto è commesso da più persone, anche non riunite, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.582 € a 10.329 €”.

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nella foto il blocco stradale davanti a Palazzo di Città dai dipendenti della Coop. Ancora

Cosa aspetta il Prefetto di Taranto dr. Umberto Guidato  a riportare l’ordine e la legalità in una città dove sotto il suo naso, cioè davanti alla prefettura di Taranto sia dal lato del lungomare che in via Anfiteatro dove stazionano camionette dei reparti mobili di Polizia e Carabinieri, ha sede la Polizia Provinciale, e persino il commissariato di P.S. Borgo ed a 100 metri dalla Stazione Centro dei Carabinieri sfrecciano delinquenti e non in motociclette senza caso, targa ed assicurazione quotidianamente a  tutte le ore del giorno e della sera, a far rispettare le Leggi ? Cosa aspettano il Sindaco di Taranto Stefàno ed il Presidente della Provincia Tamburrano a prendere a calcioni nel sedere i loro dirigenti e dipendenti pubblici che ostacolano tutto ciò ?  Ma non è finita qui….

Schermata 2015-12-15 alle 16.12.21Cosa aspetta il Sindaco di Taranto a far lavorare e funzionare il corpo di Polizia Municipale buono solo a fare multe, guidato da un incapace (gestionalmente parlando) comandante, che fa installare una telecamera di controllo per l’accesso da via Massari a piazza del Carmine, invece di girarla e farla rivolgere su via Anfiteatro ? Capiamo  bene che il Prefetto dr. Umberto Guidato fra qualche mese lascerà il suo incarico in città per essere trasferito in una città del Nord e quindi vuole avere meno problemi possibili, così come sappiamo altrettanto bene che il Sindaco di Taranto dr. Stefàno pur essendo il figlio di un ex-comandante dei Vigili Urbani di Taranto (anni ’60/70′) ed avendo l’interim sulla Polizia Municipale non può nominare assessore alla Polizia Municipale i due assessori-poliziotti (Francesco Cosa agente in servizio al Commissariato di P.S. a Martina Franca, e Gionatan Scasciamacchia, agente in servizio al Commissariato di P.S. di Grottaglie, perchè altrimenti perderebbero la doppia indennità (indennità di consigliere comunale più stipendio di poliziotto) .

Lo sanno che basterebbero delle denunce o esposti alla Procura con le fotografie che girano, per mandarli tutti davanti ad un Tribunale ? Ci auguriamo che il Prefetto ed il Sindaco, inizino a far rispettare le Leggi una volta per tutte e riportino la calma e tranquillità in una città-polveriera, che assomiglia sempre di più ad una di quei paesi del profondo sud controllati da ndrangheta, camorra ecc., come hanno constatato e dichiarato pubblicamente i nuovi vertici dei Carabinieri e Guardia di Finanza appena arrivati ed insediatisi a Taranto.




Ecco chi è Luigi Vitali il “rottamatore” (inconsapevole) di Forza Italia in Puglia

Il 17 febbraio 2015 Luigi Vitali che da quest’anno  dovrebbe percepire una ricca  pensione da deputato, è stato “nominato” da Silvio Berlusconi a commissario regionale di Forza Italia in Puglia, con l’intento di sottrarre la dirigenza regionale del partito dall’egemonia pugliese della corrente interna che si rifà a Raffaele Fitto.  Vitali  è nato a Taranto, ma di fatto è diventato “brindisino” d’adozione, vive a Francavilla Fontana dove ha iniziato a propria attività politica con il Movimento Sociale Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a Francavilla Fontana dal 1980 al 1988. Nel 1995 ha aderito a Forza Italia ed è tornato in consiglio comunale, ricoprendo la carica ininterrottamente anche negli anni successivi . In occasione delle elezioni politiche del 1996 è stato eletto deputato  per la prima volta e nello stesso anno è entrato a far parte del consiglio direttivo di Forza Italia alla Camera. Rieletto nel 2001, nel 2002 ha presentato gli emendamenti che hanno depenalizzato in misura sostanziale il reato di falso in bilancio,  consentendo agli evasori fiscali di farla franca penalmente. Potrebbe essere chiamato “onorevole condono” considerato che successivamente ha presentato quattro proposte di legge per introdurre il condono fiscale “tombale”, il condono edilizio, il condono previdenziale e quello per le sanzioni amministrative del codice della strada. Il 30 dicembre 2004 è stato nominato sottosegretario alla Giustizia nel Governo Berlusconi II, mantenendo l’incarico anche con il Governo Berlusconi III sino al 17 maggio 2006.

Vitali e Fitto quando andavano d'accordo....

da sinistra Luigi Vitali e Raffaele Fitto quando andavano ancora d’accordo….

Rieletto alla Camera nelle elezioni del 2006, nel corso della XV legislatura è stato vice presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati e componente della Commissione parlamentare Antimafia, oltre che membro del direttivo del gruppo parlamentare di Forza Italia. Alle elezioni politiche del 2008 è stato rieletto alla Camera e negli anni successivi ha ricoperto gli incarichi di presidente della delegazione parlamentare presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e componente della commissione Giustizia, del comitato per la legislazione della commissione giurisdizionale per il personale.

Nel 2013 Vitali, che all’epoca dei fatti esercitava ancora la professione di avvocato, essendo molto amico di  Vincenzo Della Corte, sindaco di Francavilla, arrestato dalla  Guardia di Finanza insieme a suo fratello, entrambi medici, e posto agli arresti domiciliari per “truffa aggravata” alla Asl di Brindisi, non fece mancare al sindaco di Francavilla Fontana,  la solidarietà espressa come anche coordinatore provinciale del Pdl, aggiungendo una mano di lettura politica ai fatti, dichiarando in un comunicato “Come amico e come Coordinatore provinciale del Pdl esprimo la mia vicinanza e solidarietà al dott. Della Corte Vincenzo, sindaco di Francavilla Fontana, attinto questa mattina da una misura cautelare per fatti non riguardanti l’attività amministrativa. Sono certo che egli saprà dimostrare nelle sedi competenti la sua innocenza“, aggiungendo “Poiché questa vicenda si interseca con altre recenti questioni giudiziarie che riguardano il Comune di Francavilla Fontana non posso, con tutto il garbo ed il rispetto possibili nei confronti dell’Autorità Giudiziaria non rilevare come oggi si pongano tre importanti problemi: il primo è che la libertà personale soffre di adeguate garanzie; il secondo, che è giusto che l’autorità giudiziaria setacci le pubbliche amministrazioni a seguito di notizie di reato ma non è ortodosso e corretto che lo faccia non a seguito di notizie di reato ma alla spasmodica ricerca di fatti penalmente rilevanti (riferendosi al servizio di Striscia la notizia sul caso  che girò un video proprio negli ambulatori di Francavilla Fontana a seguito di una la segnalazione giunta da pazienti e cittadini )“ ; il terzo, infine, è che l’attenzione nei confronti delle pubbliche amministrazioni dovrebbe riguardare tutte ed allo stesso modo“.

Luigi Vitali è stato anche l’avvocato difensore del “boss” della malavita di Francavilla Fontana Giancarlo Capobiancoma nei primi mesi dello scorso anno ha lasciato la toga ed ha chiesto la cancellazione, ed infatti non compare più nell’ elenco nell’albo degli avvocati iscritti all’Ordine di Brindisi. Nè tantomeno figura negli albi legali di altre città .  Come mai ? Il diretto interessato ha spiegato: “Questioni personali, ricoprirò a breve probabilmente qualche incarico che è incompatibile con la professione“.

 Dopo tutta questa attività pro-Berlusconi, incredibilmente è stato fatto fuori dalle liste elettorali non venendo ricandidato nel 2013. Come racconta il quotidiano online Brindisi Report,  all’atto della presentazione dei candidati del Pdl agli elettori, e il coordinatore provinciale Luigi Vitali non si sottrasse al rito del passaggio del testimone: “Prendo atto delle decisioni del partito, ma non scappo. Resto al mio posto e continuerò a sostenere la nostra forza politica, anche se è indispensabile, dopo il voto, provvedere ad un ricambio totale degli organi interni“.  In quell’occasione il consigliere regionale  Pietro Iurlaro molto legato a Vitali raccontò qualcosa di curioso: “Avevo chiesto di essere l’ultimo della lista, ma a Roma hanno deciso in maniera diversa“.

Schermata 2015-04-14 alle 11.30.28Nel gennaio del 2014 il gup del tribunale di Brindisi a margine dell’udienza preliminare del procedimento penale sul cosiddetto “affare farmacie” a carico dell’ex sindaco di Francavilla Fontana Vincenzo Della Corte, del presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Brindisi Gabriele Rampino e di altri 15 imputati tra consiglieri comunali di centrodestra e dirigenti del Comune di Francavilla Fontana. Fra questi comparivano guarda caso….l’ex deputato del Pdl Luigi Vitali e il senatore, anche lui ex pidiellino, oggi Forza Italia, Pietro Iurlaro.

Inoltre, lo scorso 10 ottobre 2014  Luigi Vitali ha dovuto affrontare l’udienza preliminare per un’inchiesta-stralcio del processo P4, in cui è indagato insieme a una giornalista di Panorama per  false dichiarazioni a pubblico ufficiale e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Il motivo del suo coinvolgimento è semplice da raccontare : nel giugno 2011, Luigi Vitali allora deputato del Pdl  dichiarò alla direzione del carcere di Poggioreale, dov’è allora detenuto Alfonso Papa, che la giornalista che l’accompagna era una sua collaboratrice. Tutto falso, perché di li a qualche giorno la Procura della repubblica scoprì quanto accaduto e li indagò entrambi. Nell’aprile dello scorso anno , il pm Vincenzo Piscitelli ha chiuso l’inchiesta e chiede il rinvio a giudizio di Vitali e dell’accompagnatrice. Le prove? Il modello compilato dal deputato e dalla cronista che affermano di essere legati da un rapporto di lavoro per poter entrare nel penitenziario e parlare con Papa. Cosa si fa per Berlusconi e le sue aziende….

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Luigi Vitali nominato sottosegretario dal Governo Berlusconi

 

Lo stesso anno, cioè nel 2014 ,Vitali è stato proposto come componente laico del Consiglio superiore della magistratura in quota politica a Forza Italia. Ma la sua candidatura non ha tuttavia trovato il necessario appoggio delle altre forze parlamentari, che gli contestavano di essere stato fautore e relatore di molte leggi “ad personam” nonché imputato per “falso ideologico” nell’ambito dell’inchiesta sulla P4 e per “abuso d’ufficio” per lo scandalo sulle farmacie abusive di Brindisi. Dopo diverse votazioni nelle quali è rimasto molto lontano dal quorum dei 3/5 richiesto per l’elezione, la sua candidatura è stata ritirata da Forza Italia, che ha capito che non sarebbe mai passata.

 Fu il vicepresidente della Camera, il grillino Luigi di Maio a bloccare l’elezione dell’ex deputato di Forza Italia, Luigi Vitali,  al Csm. Dal suo profilo su Facebook, il deputato grillino lanciò un durissimo attacco  all’aspirante membro dell’organo di autogoverno dei magistrati, chiedendo  chiedendo di bloccare la nomina di Vitali. “I cittadini italiani conoscono Luigi Vitali? È il candidato di Renzi e Berlusconi al Consiglio Superiore della Magistratura. È imputato al Tribunale di Napoli per falso. Il 10 ottobre dovrà affrontare l’udienza preliminare nell’ambito di un’inchiesta stralcio sulla P4. Il Pd sta per eleggere nell’organo che decide sulle posizioni dei magistrati, un individuo che rischia la condanna da parte di un magistrato. Vitali una volta eletto al CSM potrebbe chiedere il trasferimento del giudice che lo sta per giudicare. Come potrà quel giudice agire serenamente se dovrà sentenziare su chi controlla il suo operato? È il nuovo corso della giustizia ad personam di Pd e Forza Italia, come diceva De Andrè: “prima cambiarono il giudice e subito dopo la Legge”. È vero che non hanno avuto remore a piazzare indagati e imputati in Parlamento, ma abbiano almeno la decenza di tenerli fuori dal Governo della giustizia” .

Può quest’uomo guidare la riscossa del centrodestra in Puglia ? Emiliano gongola, la poltrona di Governatore della Regione Puglia è sempre più vicina…