Strasburgo. Non ce l'ha fatta il giornalista italiano Antonio Megalizzi gravemente ferito nell'attacco al mercatino di Natale

Strasburgo.  Non ce l'ha fatta il giornalista italiano Antonio Megalizzi gravemente ferito nell'attacco al mercatino di Natale

Aveva soltanto 28 anni, ed è stato raggiunto da un proiettile alla base del cranio. I medici lo avevano definito da subito non operabile

di Federica Gagliardi

Antonio Megalizzi, il giornalista italiano 28enne ferito nell’attentato al mercatino di Natale di Strasburgo purtroppo è morto. Megalizzi  era stato colpito da un proiettile alla testa e le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi. Il giovane collega lavorava per Europhonica, un progetto radio legato al mondo universitario.

Era arrivato a Strasburgo domenica scorsa per seguire l’assemblea plenaria dell’Europarlamento. Dopo l’università a Verona si era specializzato in studi internazionali all’università di Trento e stava seguendo un master sulle istituzioni europee. La notizia della morte del giornalista di Europhonica, ricoverato da martedì sera nell’ospedale Hautepierre di Strasburgo, è stata confermata anche da fonti della Farnesina.

In un post su Facebook Europhonica, la radio per cui il giornalista Antonio Megalizzi lavorava, scrive: ”Purtroppo siamo costretti a confermare che il nostro collega Antonio ci ha lasciati. I nostri pensieri vanno alla famiglia e a tutti i suoi amici e colleghi. Vi preghiamo di rispettare il momento doloroso’‘. Davanti alla porta di casa del giornalista a Trento, gli amici hanno affisso una lettera a lui dedicata: “Se potessi fermare il tempo lo farei per te amico mio, perché i tuoi momenti più belli regalassero ancora ai tuoi giorni una gioia sempre viva – si legge – Se potessi prendere un arcobaleno lo farei proprio per te. E condividerei con te la sua bellezza, nei giorni in cui tu fossi malinconico. Se potessi costruire una montagna, potresti considerarla di tua piena proprietà; un posto dove trovare serenità, un posto dove stare da soli e condividere i sorrisi e le lacrime della vita. Se potessi prendere i tuoi problemi li lancerei nel mare e farei in modo che si sciolgano come il sale. Ma adesso sto trovando tutte queste cose improponibili per me, non posso fermare il tempo, costruire una montagna, o prendere un arcobaleno luminoso da regalarti. Ma lasciami essere ciò che so essere di più: semplicemente un amico“.

nella foto il collega Antonio Megalizzi colpito a morte nell’attentato a Strasburgo

Don Mauro, parroco della chiesa Cristo Re di Trento, dove Annamaria, la mamma di Antonio è catechista, ha detto all’ Agenzia Adnkronos: “La comunità è scossa per questa tragica notizia. Domani alle 17 torneremo a riunirci in preghiera per la famiglia di Antonio, per la sua mamma, il suo papà e la sorella e per tutte le persone che stanno soffrendo in questo momento. Sarà il nostro modo – aggiunge – per far sentire la vicinanza alla famiglia“.

Profonda commozione è stata espressa dall’Università di Trento per la scomparsa del giovane studente del corso di laurea magistrale in Studi europei e internazionali. Nei prossimi giorni sarà aperto uno spazio sul sito di Ateneo dove raccogliere i messaggi di cordoglio. Il primo ricordo è quello del direttore della Scuola di Studi internazionali, Andrea Fracasso: “La perdita di Antonio, avvenuta a seguito di un atto barbaro e crudele, ha lasciato sgomenti la comunità della Scuola di Studi Internazionali e l’intero Ateneo“. “Nella sua domanda di iscrizione alla Laurea magistrale MEIS, Antonio scriveva ‘ho cominciato l’avventura a Europhonica, un programma radiofonico trasmesso dal Parlamento Europeo a Strasburgo. Ed è stato il momento in cui mi sono innamorato dell’Unione Europea‘”. E ancora, nella lettera per l’iscrizione scriveva anche: ‘Garantisco che come sempre, non mollerò mai. Prometto di mettere tutta l’attenzione, l’entusiasmo, l’impegno e la dedizione necessari’: Antonio non ha mai tradito questa promessa – conclude Fracassoe anche per questo il suo ricordo è così vivido e la sua scomparsa così dolorosa“.

La morte di Megalizzi “mi rattrista molto, ha affermato il premier Giuseppe Conte da Bruxelles. “Era appassionato del giornalismo – ricorda – della radio ed era appassionato anche di Europa, perché studiava le istituzioni europee”. “In questo momento – ja sottolineato il premier italiano – un pensiero di grande affetto, molto commosso, va alla sua ragazza e ai suoi familiari”.

Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige Mauro Keller, nell’esprimere profondo cordoglio, annuncia che nei prossimi giorni verrà consegnato ai famigliari di Antonio Megalizzi il tesserino di iscrizione all’Ordine del giovane reporter, il quale nei prossimi mesi avrebbe completato la pratica per l’ingresso nell’elenco dei pubblicisti. “All’inizio della prossima riunione della Consulta regionale il 20 dicembre a Bolzano, sarà inoltre osservato un minuto di silenzio“, conclude Keller.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito “una inaccettabile tragedia” la morte di Antonio Megalizzi e ha espresso la sua “profonda tristezza“. “Sono particolarmente vicino – ha aggiunto Mattarellaal dolore della famiglia, della fidanzata e degli amici del giovane reporter italiano vittima dell’odio criminale e del fanatismo propugnato dal sedicente “Stato islamico”“.

Ai familiari del giovane collega Antonio Megalizzi, vanno le più sincere condoglianze della Direzione, redazione e collaboratori del CORRIERE DEL GIORNO

Chérif Chekatt, il terrorista omicida, ucciso dai corpi speciali della polizia francese

Il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner è giunto al mercatino di Natale nel centro storico di Strasburgo, riaperto oggi dopo la strage di martedì sera. Imponente lo schieramento delle forze dell’ordine, moltissimi i turisti. Fra i presenti la reazione più diffusa è stata quella di “grande sollievo” dopo la cattura e l’uccisione del killer Cherif Chekatt ieri sera in un blitz della Polizia.  Intanto sale a cinque il bilancio dei morti nell’attentato, con la morte in ospedale di un altro dei feriti. Lo ha reso noto la procura di Parigi, senza fornire l’identità del deceduto.

Analoga meritata sorte è toccata a Chérif Chekatt, il killer dell’attentato  che è stato ucciso ieri sera delle forze speciali nel quartiere di Neudorf, a poche centinaia di metri dal luogo in cui era stato visto per l’ultima volta. Chekatt stava camminando per strada quando è stato avvicinato dai poliziotti, avvertiti da una donna che lo aveva riconosciuto, e ha reagito immediatamente sparando. Gli agenti hanno risposto al fuoco e la fuga del 29enne radicalizzatosi in carcere è finita.

Il ministro dell’ interno francese Christophe Castaner

Chekatt, che si era pensato potesse essere fuggito in Germania o in Svizzera, si nascondeva invece in mezzo ai suoi concittadini (come gia’ aveva fatto dopo la strage del 2016 uno degli assassini di Bruxelles), nella stessa zona in cui, prima di trasferirsi nella banlieue di Koenigshoffen, aveva frequentato la scuola Schluthfeld, chiusa ieri per ore con i bambini dentro durante l’operazione iniziata nel pomeriggio.

Chekatt aveva con sé una pistola e un coltello. Dopo due giorni all’attentato si trovava ancora nascosto a Neudorf, il luogo in cui si era fatto portare da un tassista e aveva fatto perdere le sue tracce, non lontano dall’area in cui aveva ucciso tre persone e ne aveva ferite altre 13. Una zona quindi che conosceva molto bene, dove forse ha anche goduto di appoggi e dove probabilmente ha cercato di farsi curare la profonda ferita a un braccio provocata dai colpi d’arma da fuoco esplosi dalla polizia francese dopo l’attacco al mercatino di Natale.

Al momento, come ha annunciato il procuratore della Repubblica di Parigi Rémy Heitz, sette persone sono ancora in stato di fermo in relazione ai fatti di Strasburgo. Si tratta di quattro membri della famiglia di Chekatt ed altre tre persone, vicine al killer, due delle quali fermate la scorsa notte.

Fonti del ministero dell’Interno, qualche ora prima dell’uccisione di Chekatt, hanno spiegato al “Parisien che non si era ancora scoperta nessuna cellula terroristica a lui collegata. Intanto, i servizi di intelligence francesi stanno verificando l’attendibilità del messaggio di rivendicazione dello Stato Islamico. Dopo la notizia della morte di Chekatt, l’agenzia di propaganda dello Stato Islamico, Amaq, ha diffuso un comunicato in cui si afferma che “attentatore di Strasburgo era un soldato dello Stato Islamico e ha condotto questa operazione in risposta all’invito ad attaccare cittadini dei Paesi della coalizione” contro Stati Islamico in Siria ed Iraq.

 

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