Sono 29 le manifestazioni di interesse per l’ ILVA

Sono 29 le manifestazioni di interesse per l’ ILVA

di Marco Ginanneschi

Sono 29 le manifestazioni di interesse per le società e per asset parziali del Gruppo ILVA.  Lo ha reso noto lo stesso gruppo dopo che oggi, alle 18, si sono chiusi i termini per la manifestazione di interesse per l’acquisizione di Ilva. All’invito, si legge in una nota della società, hanno risposto 29 soggetti che hanno manifestato interesse per l’intero gruppo Ilva o per le singole società controllate ( ILVAServizi marittimi,ILVAform, Innse Cilindri, Sanac, Taranto energia, Socova e Tillet).

cdG arcelorMittalNell’ultimo giorno utile sono   arrivate presso lo studio del notaio Carlo Marchetti di Milano, quelle del colosso ArcelorMittal, del gruppo cremonese Arvedi, dell’Eusider di Costa Masnaga (Lecco) e degli italo-svizzeri di Transteel, che si sono andate ad affiancare le  due manifestazioni di interesse da noi rese pubbliche nei giorni precedenti, e cioè  del gruppo Marcegaglia e della Cassa depositi e prestiti, Csn Steel (Brasile), Erp Compliant Fuels (fondo Usa), il gruppo Tecnotubi controllato da Michele Amenduni, cugino dei più noti Amenduni-Gresele già presenti con una quota del 10% nel capitale sociale dell’ILVA insieme ai Riva  (con cui sono in causa) , ed il gruppo cinese P&C Shenzhen Fund.

Le ammissioni alla “data room” saranno comunicate domani, cioè da quando prenderà il via il programma della procedura che dovrà condurre alla cessione a terzi (anche sotto forma di affitto) entro il 30 giugno 2016  dei complessi aziendali dell’ILVA.

CdG-commissari-ILVAA partire da domani ,infatti, i commissari Corrado Carrubba, Piero Gnudi e  Enrico Laghi  esamineranno le varie manifestazioni di interesse pervenute, ammettendo solo quelle che detengono i requisiti di accesso on linee alla “data room”  e successivamente alla “management presentation“, cioè alla presentazione che verrà effettuata da parte del management dell’ILVA dei diversi complessi aziendali.

Hanno potuto partecipare alla procedura di presentazione delle manifestazioni di interesse, secondo i criteri di ammissione stabiliti dal bando, imprese individuali o in forma societaria nazionali o estere; soggetti interessati ad un investimento finanziario anche di lungo periodo; soggetti industriali o commerciali o finanziari nell’ambito anche di eventuali cordate ancora da costituire e alle quali possano unirsi soggetti industriali e/o commerciali e/o finanziari che siano in grado di garantire la continuità produttiva dei complessi aziendali oggetto dell’operazione, anche con riferimento alla garanzia di adeguati livelli occupazionali, e di sviluppare la relativa produzione siderurgica in Italia anche con riferimento ai profili di tutela ambientale.

Le società concorrenti, non devono avere a proprio carico delle insolvenze contributive negli ultimi 12 mesi. Successivamente si passerà alla seconda fase della cessione sarà completata entro il 31 marzo con la consulenza di Banca Rothschild global advisor dell’operazione.  Dopodichè i partecipanti interessati avranno due settimane a disposizione per presentare delle offerte vincolanti che saranno oggetto di analisi e valutazione dai commissari entro il 15 aprile.

Soltanto a quel punto i commissari straordinari potranno anche suggerire e favorire la creazione di una cordata. Il bando infatti, non a caso, prevede la possibilità di “costituire cordate, anche unendosi a soggetti che non abbiano manifestato interesse“.

Chi sono i “concorrenti”

Il gruppo Arvedi di Cremona, è una delle più importanti e significative realtà siderurgiche a livello europeo ed è il secondo polo siderurgico italiano, dopo l’ ILVA con una fatturato di 2,089 miliardi ed margine operativo lordo che supera i 200 milioni, equivalente al 9,7% dei ricavi. Arvedi è  tra i leader nel settore dei prodotti piani e dei tubi, produce e trasforma 3,5 milioni di tonnellate di acciaio, con un fatturato di circa 2,2 miliardi di euro e circa 2.600 dipendenti)

 Il gruppo Marcegaglia di Mantova,  che si occupa della trasformazione dell’acciaio ,  fa aveva manifestato già due anni  interesse per l’ILVA affiancando in veste di partner di minoranza  la proposta del colosso franco-indiano  ArcelorMittal: al momento la manifestazione d’interesse è stata presentata solo come gruppo Marcegaglia , preferendo attendere che si manifestino tutti i pretendenti con i quali, eventualmente, creare una cordata.

ArcelorMittal è uno tra i principali colossi internazionali dell’acciaio creatosi nel 2006 dalla fusione tra la francese Arcelor e l’indiana Mittal steel company, ed ha il proprio quartier generale in Lussemburgo.

 Fra i possibili partner per una cordata tutta “made in Italy” , è presente anche la Cassa depositi e prestiti  il cui interesse  – aveva chiarito l’amministratore delegato Gallia, in un’audizione alla Commissione Attività produttive della Camera – è quello di partecipare con un ruolo di minoranza a una cordata intenzionata a rilevare le attività di Ilva. “Siamo disponibili – disse Gallia a un progetto industriale che permetta a Ilva di tornare competitiva. Avremo un ruolo di minoranza ed entreremo nella data room“.

Un’ ’altra società lombarda che ha manifestato interesse per l’ILVA è la Eusider, di proprietà per il 100% della famiglia Anghileri, che da tre generazioni opera nel settore dei metalli.

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