Sondaggio Europee 2019 : 7 neomaggiorenni su 10 andranno a votare

Sondaggio Europee 2019 : 7 neomaggiorenni su 10 andranno a votare

 Il vicepremier Matteo Salvini (Lega) resiste in vetta alla classifica, con il 31% dei consensi (che nella fascia 25-30 anni diventa 38%), . Al secondo posto il suo omologo Luigi Di Maio (M5S): per lui un apprezzamento medio del 23% Buono il riscontro per Nicola Zingaretti, neo segretario del Partito Democratico: a livello nazionale raccoglie lo stesso risultato del leader ‘cinquestelle’, 23%

ROMA – L’emozione del primo voto è il sentimento che, alla vigilia delle Elezioni Europee 2019, spinge i ragazzi a   recarsi ai seggi il prossimo 26 maggio per esprimere il primo (o al massimo secondo) voto della loro vita. La  partecipazione più alta tra i neomaggiorenni , in un clima di generale freddezza nei confronti di questa tornata elettorale, potrebbe essere un segnale di cambiamento. Secondo una rilevazione online svolta da Skuola.net a pochi giorni dal 26 maggio – data in cui gli italiani eleggeranno i propri rappresentanti al Parlamento Europeo – quasi 7 ragazzi su 10 (il 67%) nella fascia d’età 18-19 anni dichiarano che andranno a votare con assoluta certezza; mentre un altro 19% è ancora indeciso; solo un quinto dei ‘debuttanti’ (20%) già ha deciso che non voterà.

Elezioni Europee che sono tra l’altro,  il primo test su scala nazionale per il governo giallo-verde, una sfida tra candidati ma anche tra leader, l’occasione per verificare se le loro quotazioni salgono o scendono. In questo caso entrano in gioco anche gli elettori di domani, gli under18 (sono oltre la metà del campione). E, stando a quanto dichiarano i più giovani, in dodici mesi qualcosa è cambiato.

Il dato è sicuramente sorprendente. Specie nel recente passato le elezioni europee hanno sempre visto una scarsa partecipazione popolare: l’ultima volta (maggio 2014) l’affluenza in Italia si fermò al 58,69%. Numeri che potrebbero ritrovare conferma. L’indagine di Skuola.net, ha allargato infatti, il punto d’osservazione all’intero universo giovanile, coinvolgendo oltre 13mila ragazzi tra i 13 e i 30 anni. Isolando le risposte dei potenziali votanti (18-30 anni), non ci si discosta troppo da cinque anni fa: l’affluenza media, almeno quella dichiarata, sarebbe attorno al 60%. Con l’attaccamento alle vicende comunitarie che sembra scemare al crescere dell’età: già nella fascia 20-24 anni i votanti sicuri scendono al 52%, tra i 25-30enni crollano al 49%.

A frenare gli astenuti under 30 è soprattutto il disinteresse per una consultazione probabilmente percepita distante dalle proprie priorità: a pensarla così è più di un terzo dei ragazzi (34%). Subito dietro (27%) c’è la sensazione che, a livello europeo, il proprio voto non incida più di tanto sulle decisioni politiche. Per parecchi (20%) a regnare è l’indecisione, talmente forte da indurli a lasciar stare. Per molti altri l’ostacolo è di carattere logistico: il 19% non andrà a votare perché studia o lavora lontano dal luogo di residenza e non riuscirà a tornare a casa.

 Il vicepremier Matteo Salvini (Lega) resiste in vetta alla classifica, con il 31% dei consensi (che nella fascia 25-30 anni diventa 38%), . Al secondo posto il suo omologo Luigi Di Maio (M5S): per lui un apprezzamento medio del 23% (che al Sud raggiunge picchi del 38%). Buono il riscontro per Nicola Zingaretti, neo segretario del Partito Democratico: a livello nazionale raccoglie lo stesso risultato del leader ‘cinquestelle’, 23% (piace soprattutto ai maggiorenni). Più indietro gli altri: Silvio Berlusconi si ferma al 12%, Giorgia Meloni arriva all’11%.

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