Rinaldo Melucci (PD) nuovo sindaco di Taranto. Vincono moderazione e voglia di cambiamento

Rinaldo Melucci (PD) nuovo sindaco di Taranto. Vincono moderazione e voglia di cambiamento

ROMA – In ogni competizione elettorale che possa definirsi tale, il candidato sconfitto chiama l’avversario vincente per i propri auguri diplomatici. Questo è un consolidato protocollo di diplomazia, e se vogliamo anche di buone maniere che non sono proprie all’ormai ex-direttore del carcere di Taranto. Rinaldo Melucci è stato eletto sindaco, dai dati del Viminale, con il il 50,91%, mentre la sfidante Stefania Baldassari  si è fermata al 49,09%.

L’imprenditore marittimo raccoglie l’eredità di Ippazio Stefàno, primo cittadino della città pugliese per due mandati  consecutivi, eletto al ballottaggio il 06 maggio 2012 con il 69,7% . Alla Baldassarri non è bastato il miglior risultato (22,73% ) conquistato nel primo turno. Circa un migliaio i voti di differenza tra i candidati 26.913 pari al 50,91% delle preferenze per il neo-sindaco eletto, 25.955 per la sfidante del centrodestra. Da segnalare il calo dell’ affluenza al voto registrata al ballottaggio, che dal 58,51% del primo turno, è scesa al 32,87% , cioè due elettori su tre non hanno votato, ed i votanti rispetto al ballottaggio di 5 anni si sono dimezzati.

 

Il Comune di Taranto resta quindi al centrosinistra. A spoglio concluso, sono stati confermati i dati iniziali diffusi subito dopo la chiusura delle urne dal programma  “Porta a Porta” (RAIUNO) che avevano indicato la tendenza per Taranto dove il candidato del centrosinistra Rinaldo Melucci veniva dato in lieve vantaggio sulla candidata del centrodestra Stefania Baldassari. Gli exitpoll realizzati dall’Istituto Piepoli per il programma televisivo condotto da Bruno Vespa indicavano infatti  Melucci al 50,5% contro l’avversaria Baldassari ferma al 49,5%.

L’ormai ex direttrice della casa circondariale di Taranto, era sostenuta da ben otto liste capeggiate da Forza Italia, che per l’occasione ha trasformato il simbolo in Forza Taranto, e da Direzione Italia, il movimento  di Raffaele Fitto, che sostiene la candidata come Direzione Taranto. Il Partito Democratico invece presentava  l’imprenditore Rinaldo Melucci  insieme ad altre sei liste che aveva conquistato il ballottaggio del 25 giugno con 16.799 voti, pari al 17,92% degli elettori tarantini aventi diritto. Sulla sua candidatura sono confluiti anche gli appoggi di Psi, Centristi, il Campo progressista di Giuliano Pisapia e quattro liste civiche.

 

In tarda serata, nella centrale via Di Palma sono scoppiati dei tafferugli davanti al comitato elettorale di Stefania Baldassari dove un gruppo di suoi supporter capeggiato da Salvatore Micelli, faccendiere tarantino ben noto alle Forze dell’ Ordine ed  Autorità Giudiziaria , ha aggredito degli attivisti del PD che sfilavano pacificamente per le vie del centro per festeggiare l’elezione a sindaco di Melucci.  Sul posto è intervenuta  anche una Volante della Questura di Taranto che ha evitato il peggio . Sulla nostra pagina Facebook (vedi QUI) potrete vedere i video girati nel corso degli incidenti.

La candidata del centrodestra sicuramente con poca eleganza e diplomazia (che onestamente nessuno si aspettava da lei)  ha così commentato amaramente la sconfitta : “Non c’è un sindaco vincitore ma un candidato del Pd eletto con una manciata di voti in più”.  In America alle presidenziali George Bush vinse solo per un migliaio di voti, e lo sfidante Al Gore seppur sconfitto si congratulò col vincitore, ma in questo caso stiamo parlando di politici veri, di cavalli di razza, non di dilettanti allo sbaraglio. E l’ America conta leggermente di più del Comune di Taranto.

Nessuno evidentemente, ha spiegato alla Baldassari che un Governo può cadere anche per un solo voto, e che per quella che lei chiama “una manciata di voti”, cioè mille voti,  è molto di più dei voti mancanti  che l’anno scorso a Brindisi non hanno consentito al PD di  eleggere a sindaco l’imprenditore brindisino Nando Marino. E’ più o meno quanti voti ha preso al primo turno una delle sue liste civiche messa in piede da un noto truffatore che ha candidato parenti e dipendenti. Ma probabilmente un direttore del carcere che ha molto spesso a che fare con i delinquenti dietro alle sbarre nella sua attività professionale, non è riuscita a riconoscerne qualcuno a piede libero.

Il nuovo Consiglio Comunale di Taranto

Alla maggioranza sono stati assegnati  20 seggi così distribuiti sulla base dei risulti delle preferenze conquistate (indicate all’interno delle parentesi) dai singoli consiglieri:

Partito Democratico, 11 seggi: Lucio Lonoce  (1.796),Vincenzo di Gregorio (1.418), Gianni Azzaro (1.231), Massimiliano Stellato (1.128), Michele de Martino (589), Carmen Galluzzo (568), Mario Pulpo (490), Francesca Viggiano (346), Federica Sìmili (293), Cataldo Fuggetti (281), Gaetano Ble’ (259);

Taranto Bene Comune, 2 seggi:  Vittorio Mele (389), Gianni Cataldino (347)

PSI, 2 seggi :  Patrizia Mignolo (531),   Mimmo Festinante (351);

Per Taranto Diamoci del noi, 1 seggi:  Dante Capriulo (480);

Taranto Popolare Centristi, 1 seggio : Salvatore Brisci (613);

Che sia primavera, 1 seggio :  Emidio Albani (150);

La Scelta per Taranto, 1 seggio : Floriana de Gennaro (440);

Un seggio per il candidato sindaco (1° turno) Franco Sebastio

Un seggio per il candidato sindaco  (1° turno) Piero Bitetti

 

All’ opposizione sono stati assegnati, 12 seggi

Un seggio per il candidato sindaco sconfitto Stefania Baldassari

Forza Taranto, 2 seggi : Giampaolo Vietri (811) e Cosimo Ciraci (687) ;

Lista Baldassari, 1 seggio:  Marco Nilo (570);

Taranto nel cuore, 1 seggio:  Antonino (detto Tony) Cannone (792) ;

M5S, 1 seggio (più il seggio del candidato sindaco) quindi 2 seggi : Francesco Nevoli e Massimo Battista (965)

At6,1 seggio (più il seggio del candidato sindaco) quindi 2 seggi : Mario Cito ed Antonella Cito (1.607)

Un seggio al candidato sindaco (1° turno) : Vincenzo Fornaro

 

N.B. A seguito della insufficiente percentuale dei voti alla coalizione, inferiore alla soglia di sbarramento, restano esclusi dal Consiglio Comunale. i candidati sindaco Massimo Brandimarte, Pino Lessa e Luigi Romandini .

Non rieletti molti candidati del precedente consiglio comunale, in particolare quelli che nonostante facessero parte della maggioranza di centrosinistra guidata dall’ex-sindaco Ippazio Stefàno, avevano deciso di candidarsi nella coalizione di centrodestra guidata dalla Baldassari, come Filippo Illiano, Giovanni Guttagliere, Alfredo Spalluto, (o di sostenerla come Cosimo Gigante). Bocciata dagli elettori anche l’ex assessore Gina Lupo candidatasi nelle liste di Bitetti.

Tutta gente che ha ripetutamente cambiato “casacca” nel corso della propria esperienza politica, venendo punita dall’elettorato che li ha “rottamati”.

 

 

image_pdfimage_print
Please follow and like us:

Ti piace il Corriere del Giorno ? Fallo sapere !