Regione Puglia, Emiliano ha accettato le dimissioni di Gianni Liviano da assessore

Regione Puglia,  Emiliano ha accettato le dimissioni di Gianni Liviano da assessore

Gianni Liviano, ha consegnato una lettera di dimissioni al presidente della Regione, Michele Emiliano, dopo la pubblicazione di un servizio del quotidiano La Repubblica in cui si parla di un appalto per organizzare gli Stati generali della cultura affidato dalla Regione con procedura diretta ad una società esterna di cui è responsabile un amico dell’assessore, che ha partecipato all’organizzazione e finanziamento della sua campagna elettorale

BARI – L’assessore regionale della Puglia all’Industria turistica e culturale, Gianni Liviano, ha consegnato una lettera di dimissioni al presidente della Regione, Michele Emiliano, dopo la pubblicazione di un servizio del quotidiano La Repubblica in cui si parla di un appalto per organizzare gli Stati generali della cultura affidato dalla Regione con procedura diretta ad una società esterna di cui è responsabile un amico dell’assessore, che ha partecipato all’organizzazione e finanziamento della sua campagna elettorale . Il Governatore Emiliano, si legge in una nota apparsa sul sito della Regione Puglia , “si riserva di accertare compiutamente i fatti prima di assumere qualsiasi decisione“. Questa la lettera di dimissioni:

Signor presidente – scrive Liviano nella sua lettera di dimissioni – con riferimento all’articolo pubblicato oggi dal titolo ‘Quel bando su misura per l’amico di Liviano‘, Le preciso di non avere avuto nessun ruolo nella selezione del contraente che sta organizzando gli Stati Generali e che il Rup di tale procedimento, la dott.ssa Pellegrini, potra’ confermare la mia totale estraneita’ dalla procedura di aggiudicazione”. “Riconosco invece – continua  Liviano – che una volta appreso il nome del vincitore non ho ritenuto di informare la suddetta dott.ssa Pellegrini del rapporto di amicizia che mi lega al signor Massimo Calo’, avendo in coscienza la certezza che tale rapporto era sconosciuto alla dott.ssa Pellegrini e che non aveva influito sull’esito della procedura di aggiudicazione. Se tale omissione costituisce un addebito nei miei confronti lo decidera’ Lei, al quale – conclude Liviano – rassegno comunque le mie dimissioni al fine di tutelare la mia immagine e quella della giunta alla quale appartengo“.

Schermata 2015-10-09 alle 07.50.15L’appalto per l’organizzazione degli Stati generali della Cultura ammonta a 39mila euro ed e’ stato assegnato, con un ribasso di duemila euro, alla societa’ ‘Dijinima kiki consulenti & partners srl’,  di cui e’ responsabile Massimo Calo’ (che in realtà lo ha a sua volta subappaltato e fatto realizzare dalla società Software s.n.c. di Taranto) , il quale ha organizzato con Liviano numerosi eventi politico-culturali durante il corso della sua campagna elettorale.

Ma questa vicenda andrebbe affiancata anche ad un altro situazione sospetta che solo il CORRIERE DEL GIORNO è in grado di raccontare. L’ assessore dimissionario Gianni Liviano si avvaleva come suo addetto stampa di un giornalista  Pierpaolo D’ Auria, il quale inviava i suoi comunicati stampa, apriva le sue conventions elettorali , e nello stesso tempo  usufruisce da circa un anno di “ammortizzatori sociali” incassando circa 900 euro al mese dal Ministero del Lavoro.

I comunicati che ci arrivano in redazione firmati dal D’Auria non provenivano mai da un’indirizzo di posta elettronica nè della Regione Puglia, nè di Puglia Promozione, ma da un’indirizzo (ufficiostampa@gianniliviano.it  o da un indirizzo di posta elettronica personale pierpaolodauria62@gmail.com).  Liviano  infatti si guardava bene dall’utilizzare indirizzi mail della Regione Puglia come invece ci si aspetterebbe dall’ufficio stampa un assessore regionale.

Pierpaolo D’ Auria peraltro, è un giornalista che lavorava ed era socio della cooperativa 19 luglio, editrice del  quotidiano tarantino  Corriere del Giorno di Puglia e Lucania,  fondato nel 1984 (e che NULLA ha che fare con la storica testata del “Corriere del Giorno  fondato nel 1947”, e quindi con noi) giornale che ha cessato le sue pubblicazioni nel marzo 2014 in liquidazione coatta amministrativa (procedura del diritto fallimentare)  ed il giornalista in questione infatti ci risulta usufruire come diversi suoi colleghi,  della “mobilità” concessa dal Ministero del Lavoro ai giornalisti alla Cooperativa 19 luglio in liquidazione coatta amministrativa del CdG di Puglia e Lucania, e  quindi di fatto ha lavorato durante la campagna elettorale per Liviano venendo contestualmente retribuito  dai soldi dei contribuenti . Chissà se anche in questo caso Liviano ci dirà che non ne sapeva nulla… !!!

Guardate con i vostri occhi questo video.  Eccovi Pierpaolo D’Auria che apre la campagna elettorale di Liviano:

 

 

Ecco cosa ha raccontato ieri il quotidiano LA REPUBBLICA nella sua edizione pugliese.

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Il bando di gara risale a fine agosto, 39mila euro per «l’organizzazione e il coordinamento di incontri territoriali per l’accompagnamento degli enti locali all’attuazione della nuova programmazione culturale – turistica». Giusto mille euro in meno per non chiamare in causa centinaia di aziende e procedere invece a chiamata diretta. Così l’organizzazione degli stati generali della cultura e del turismo, in corso da qualche settimana nelle province pugliesi e promossi dalla Regione Puglia, è stata affidata a una società esterna.

E’ la Dijinima Kiki consulenti & partners srl di Taranto (come si legge sul sito statigeneralipuglia.it). La ditta si è aggiudicata l’appalto al ribasso di 2mila euro dopo aver risposto a un avviso con cui erano state interpellate soltanto tre realtà: due di Milano e una di Bari. Ma non è che l’inizio delle stranezze che caratterizzano gli Stati generali. A cui non tutti possono prendere parte. Nel modulo di iscrizione le categorie valgono solo per il turismo: sono inesistenti cinema, teatro e musica.

L’azienda Dijinima kiki consulenti & partners srl si occupa di «consulenza strategica, comprensiva dello sviluppo di piani aziendali e strategie di vendita – come si legge in Rete, nonostante non abbia un suo sito Internet – di consulenza fiscale, amministrativa, lavoristica». Il responsabile è Massimo Calò. Il suo cognome torna spesso al fianco di quello dell’assessore regionale all’Industria culturale e turistica, il tarantino Giovanni Liviano: come uno dei due titolari del conto corrente bancario per le donazioni durante la campagna elettorale del futuro assessore #diamocidelnoi, come componente dell’associazione La città che vogliamo (coordinata da Liviano), come moderatore di numerosi incontri che avevano per protagonista Liviano e che hanno portato a Taranto anche quello che sarebbe diventato il governatore Michele Emiliano; come uno dei promotori – insieme con Liviano, ancora una volta – della candidatura di Taranto a Capitale europea della cultura 2019.

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L’affidamento è stato inserito in una delibera che riguarda principalmente il restauro e la valorizzazione di ipogei e habitat rupestri. Meglio ricorrere quindi a un «soggetto esterno » – si legge – che fare uso di sistemi dell’ente pubblico già rodati. Innovapuglia, tanto per fare un esempio: una società controllata dalla Regione che si occupa proprio di progettazione e sviluppo di sistemi informativi. E di gestione di banche dati. Già, perché a voler entrare nello specifico, finora gli stati generali – che pure promettevano report costanti, invisibili online – hanno prodotto un sito Internet che richiama espressamente a WordPress(che fra l’altro è gratuito) e un accumulo di dati degli iscritti ai vari appuntamenti che non va a finire nei domini pubblici, ma direttamente nelle disponibilità dei privati di Dijinima Kiki.

Schermata 2015-10-09 alle 08.01.12Stranezze a parte, ci sono le note positive. Messe in evidenza a Bari, dove si è parlato della Puglia come sistema per la cultura. Di dieci anni di politiche che hanno permesso alla regione di diventare un modello nazionale, dai cui ripartire per un futuro che crei una connessione stabile tra operatori culturali e impresa. Che faccia della cultura industria. Con dati che confermano una realtà  evidente – 38mila addetti al settore, 9mila eventi, la formazione di una generazione trasversale colta e si spera in grado di «camminare sulle proprie gambe» – ma ancora fragile e precaria. Peccato che ad ascoltare la ricerca lunga un anno condotta dal consorzio Aaster presieduto da Aldo Bonomi, al padiglione Unioncamere alla Fiera del Levante, mancasse l’interlocutore principale: l’assessore Liviano. Era impegnato a Talsano, nei pressi della sua Taranto, per parlare di reti idriche e fognarie con il collega dei Lavori pubblici, Giovanni Giannini.
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nella foto, la riunione del movimento politico tarantino di Liviano a Talsano (Taranto)


CdG
. Questa mattina alle 7 l’assessore dimissionario Liviano, si è affidato come sempre alla sua pagina Facebook per raccontare quello che fa e che pensa, scrivendo:
 “Mi hanno accusato sull’unica vera ricchezza che ho: l’onesta“.

 

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Un commento piaciuto però solo ad un piccolissima parte dei suoi circa 5.000 amici/contatti sul social network. Un pò pochini. Liviano dimentica che l’onestà non basta per essere un buon politico. Bisogna anche saper evitare i favoritismi “last minute“….nel far assumere o far partecipare a bandi pubblici persone del suo staff. Si chiama “trasparenza“, una qualità  facente parte della “moralità” di chi ambisce a ruoli pubblici e politici, parola che non sempre  fa rima con  “onestà“.

 

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