Raddoppio Appia Energy. La Regione Puglia ricorre al TAR contro la Provincia di Taranto

Raddoppio Appia Energy. La Regione Puglia ricorre al TAR contro la Provincia di Taranto

Secondo l’ ente regionale la procedura attraverso la quale l’ Ente Provincia di Taranto ha autorizzato l’impianto, sarebbe viziata da un’ istruttoria superficiale ed insufficiente, che di fatto scaturisce illegalità e quindi illegittimità dell’ atto dirigenziale. IL DOCUMENTO ORIGINALE DELL’ AVVOCATURA REGIONALE

Michele Emiliano

BARI – La Regione Puglia ha presentato martedì scorso ricorso al TAR per l’annullamento della determina dirigenziale della Provincia di Taranto con cui era stata autorizzato il raddoppio della centrale termoelettrica dell’  Appia Energy (51% Gruppo Marcegaglia, 49% gruppo CISA) società guidata dal massafrese Antonio Albanese principale azionista della CISA spa di Massafra . Secondo l’ ente regionale la procedura attraverso la quale l’ Ente Provincia di Taranto ha autorizzato l’impianto, sarebbe viziata da un’ istruttoria superficiale ed insufficiente, che di fatto scaturisce illegalità e quindi illegittimità dell’ atto dirigenziale.

La Provincia di Taranto avrebbe proceduto – secondo la Regione Puglia  – senza la doverosa valutazione del mutato quadro normativo ambientale che avrebbe dovuto conseguentemente adeguare il provvedimento alle nuove migliori tecnologie, e valutare i dati aggiornati sulla qualità dell’ambiente, relativi soprattutto al contesto territoriale nel quale si inserisce il nuovo progetto. La Regione Puglia contesta la violazione da parte degli uffici della Provincia di Taranto della disciplina ambientale,  attesa la perdita di efficacia del provvedimento di VIA per decorso del termine di esecuzione del progetto. Inoltre sempre secondo l’ ente regionale il progetto del raddoppio della centrale termoelettrica di Massafra sarebbe  in contrasto al nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale ed al Piano Regionale dei Rifiuti.

Le contestazioni per il raddoppio della centrale termoelettrica di Massafra, hanno ormai varcato i confini regionali, arrivando nelle aule parlamentari. Infatti nella seduta di martedì della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, i parlamentari rappresentanti del Movimento 5 Stelle (firmatari  Vianello, D’Ippolito, Alberto Manca e Traversi) hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’ ambiente e della tutela del territorio e del mare. Questo il testo integrale dell’ interrogazione:

Per sapere – premesso che:

nell’ambito di Rete Natura 2000, segnatamente, nel sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale IT9130007 deliberazione della giunta regionale e nell’International Bird Area (IBA) n. 139, entrambe denominate «Area delle Gravine», si colloca l’inceneritore del comune di Massafra, in Contrada Console, riferibile alla società Appia Energy s.r.l.;

l’area interessata dall’attività svolta dalla centrale termoelettrica, e specificamente da un intervento di raddoppio dell’inceneritore medesimo, è oggetto di particolare tutela ambientale e paesaggistica, ricadendo, in parte, nella zona protetta sopracitata in cui si trova una gravina, originatasi da corsi d’acqua, in parte, in un’area che rientra nella categoria «boschi e macchie» ed, in parte, nell’area del Parco naturale regionale «Terra delle Gravine»;

al riguardo, dalla puntata della trasmissione Striscia la Notizia, servizio di Pinuccio, andata in onda il 1ottobre 2018, si apprende che l’area boschiva sarebbe stata del tutto estirpata. In questo senso, sempre il servizio citato, richiama un atto dell’Avvocatura provinciale che ritiene essersi verificato addirittura un «repentino spostamento dovuto alla mano dell’uomo», vale a dire che «una evidente vegetazione boschiva di colpo si [sarebbe] vaporizza[ta]», e «sono evidenti incisioni lasciate dai denti di un escavatore meccanico». Il medesimo servizio giornalistico presenta immagini assai chiarificatrici dei luoghi prima e dopo l’assunto intervento dell’uomo;

si aggiunga che l’Arpa Puglia ha effettuato un controllo sull’inceneritore di Massafra e sul progetto di raddoppio, constatando un lungo elenco di non conformità e criticità varie: a titolo esemplificativo, mancata implementazione del sistema di campionamento in continuo per la determinazione del contenuto di diossine e furani dal camino; non conforme gestione delle acque di seconda pioggia; non conformità nella gestione del controllo in ingresso allo Stabilimento del Cdr/Cssi non corretto monitoraggio delle acque sotterranee;

questi rilievi, unitamente alla riferita circostanza relativa alla parte boschiva, rischiano, ad avviso degli interroganti, di compromettere l’area oggetto di tutela relativamente alla conservazione degli habitat naturali, della relativa flora e della fauna selvatica –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e di quali elementi disponga, per quanto di competenza, circa la questione dell’estirpazione dell’area boschiva in un territorio che è parte di un sito di interesse comunitario e di una zona di protezione speciale;

quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere, per quanto di competenza, al fine di tutelare un territorio di importante interesse ambientale e paesaggistico che necessita di particolari forme di salvaguardia“.

Ecco il documento-relazione dell’ Avvocatura Regionale:

Relazione Avvocatura

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