Procura nazionale antimafia. Il CSM all’unanimità ha eletto procuratore capo nazionale Federico Cafiero de Raho

Procura nazionale antimafia. Il CSM all’unanimità ha eletto procuratore capo nazionale Federico Cafiero de Raho

Il procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato ieri ha ritirato la propria candidatura, dopo aver appreso che in commissione  de Raho aveva ottenuto il maggior numero dei voti del Consiglio Superiore della Magistratura

ROMA – E’ il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, che dal 2013 è  stato sino ad oggi il capo della procura reggina, uscito sconfitto per la corsa a procuratore capo di Napoli, il nuovo procuratore nazionale antimafia dopo  che il procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato ha ritirato la propria candidatura .  de Raho aveva già ottenuto dalla Va Commisione del Consiglio Superiore della Magistratura competente per gli incarichi direttivi, il maggior numero dei voti .

da sinistra Federico Cafiero De Raho e Giovanni Melillo

In Commissione Scarpinato aveva ottenuto solo un voto, nella seduta dello scorso 5 ottobre, quello dell’ex gip di Palermo Piergiorgio Morosini, ed inoltre ancora una volta il gruppo di Area, a cui appartiene il consigliere, era pronto ad appoggiarlo in “plenum” dimostrando la propria spaccatura all’interno già emersa in occasione della nomina di Giovanni Melillo (ex capo di gabinetto del ministro guardasigilli Andrea Orlando ) a procuratore capo di Napoli che prevalse proprio sulla candidatura di  Federico Cafiero De Raho,  che questa volta  invece ha ottenuto  cinque voti dalla Commissione: quello dei consiglieri togati Francesco Cananzi e Massimo Forciniti di Unicost e e Luca Forteleoni  di  Magistratura Indipendente e dai membri laici Paola Balducci (centrosinistra) e Pierantonio Zanettin (centrodestra) ricevendo quindi un consenso anche politico bipartizan.

Un sostegno forte che lo investito la sua candidatura dei favori e consensi del CSM de Raho 65 anni, napoletano ha maturato una consolidata esperienza nella lotta alla criminalità organizzata,  trascorrendo buona parte della sua onorata carriera, nella Procura di Napoli, dove ha ricoperto anche il ruolo di procuratore aggiunto ed ha fatto parte della Direzione Distrettuale Antimafia napoletana. Ha condotto numerose inchieste contro la camorra e, in particolare, contro il clan dei Casalesi. Il suo operato è legato soprattutto al processo `Spartacus´, nato dai riscontri determinanti delle dichiarazioni di Carmine Schiavone, il primo vero collaboratore di giustizia del clan di Casal di Principe, in un processo ritenuto equivalente per importanza dagli addetti ai lavori al primo maxi processo a Cosa Nostra a Palermo. Ancora prima si era occupato del clan Mariano dei Quartieri Spagnoli di Napoli che come i Casalesi sono stati pesantemente colpiti dal suo operato di magistrato antimafie.

Nel 2013 Federico Cafiero De Raho è diventato capo della procura di Reggio Calabria, raggiungendo importanti risultati nella cattura di latitanti di `ndrangheta, che erano ricercati da circa 20 anni, e all’aggressione al patrimonio delle  famiglie calabresi delle varie `ndrine. Nel 2015 sotto la sua gestione della procura reggina , sono stati acquisiti 13 collaboratori di giustizia e 2 testimoni, un risultato molto importante e significativo  in un territorio come la Calabria in cui regna e prospera l’omertà. Cafiero De Raho ha condotto numerose indagini anche contro Cosa Nostra, in particolare quella su Pippo Calo´ il cassiere della mafia,  in relazione all’omicidio del fratello del giudice Imposimato, e quella sui collegamenti ed alleanze  delle cosche con la `ndrangheta.

il procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato

La decisione di Scarpinato è arrivata ieri  alla vigilia del voto odierna del plenum, che proprio oggi ha all’ordine del giorno la nomina del successore dell’attuale procuratore, Franco Roberti, che termina il suo mandato per raggiunti limiti di età andando in pensione. Scarpinato pm di innumerevoli storici processi di mafia, è stato tra l’altro pubblico ministero nel processo a Giulio Andreotti ha reso la sua decisione, con una breve comunicazione inviata al Csm, con l’intento di “agevolare l’unanimità” sulla nomina del nuovo procuratore e  consentire una piena legittimazione a chi è chiamato a svolgere “un incarico così importante e delicatissimo nella lotta alla criminalità organizzata”. I numeri non erano comunque dalla parte di Scarpinato, che .

A questo punto quindi il plenum di oggi del Consiglio Superiore della Magistratura ha eletto all’unanimità  l’unico candidato rimasto per la guida della Procura  Nazionale Antimafia : Federico Cafiero de Raho. Un magistrato di sicuro valore e granndi capacità professionali ed operative a cui vanno gli auguri di buon lavoro dalla Direzione e redazione del CORRIERE DEL GIORNO.

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