Processo “Ambiente svenduto”. Richiesti risarcimenti all’ ILVA per oltre 20 miliardi di euro

Processo “Ambiente svenduto”. Richiesti risarcimenti all’ ILVA per oltre 20 miliardi di euro

Oltre 1000  le richieste di costituzione di parte civile e risarcimento danni presentate ieri all’udienza preliminare legata all’inchiesta sull’ ILVA  denominata «Ambiente svenduto»  a carico di  49 persone e 3 società, tutti imputati per l’inquinamento ed i danni ambientali ambientale causato dallo stabilimento siderurgico dell’ ILVA di  Taranto.  L’udienza del processo non si è svolta a palazzo di Giustizia ma per necessità logistiche all’interno della palestra del comando provinciale dei Vigili del fuoco di Taranto poichè nel  Tribunale di Taranto non esiste un’aula di tale grandezza e capienza. 

Schermata 2014-10-17 alle 01.10.36Fra gli imputati a vario titolo sono, oltre a  Fabio e  Nicola Riva e ad una serie di dirigenti ed ex dirigenti dell’ ILVA;anche gli attuali assessori regionali della Puglia, Donato Pentassuglia  e Lorenzo Nicastro, attualmente titolari, rispettivamente, degli assessorati alla Sanità e all’Ambiente, un’ ex assessore regionale Nicola Fratoianni, attualmente deputato di Sel, Giorgio Assennato direttore generale di Arpa Puglia,  diversi dirigenti regionali. Non compare più, infine, nell’elenco degli imputati Emilio Riva, presidente e leader del Gruppo RIVA  che controlla l’ ILVA, deceduto alla fine dello scorso aprile . Dopo la sua morte, la guida del gruppo di famiglia è stata affidata ad un altro dei suoi figli , cioè  Claudio Riva, che negli anni passati si era occupato dell’ ILVA  ma che non è coinvolto in alcuna inchiesta della magistratura, e da Cesare Riva un nipote figlio del fratello Adriano

Sono circa meno di 800 richieste quelle depositate da persone fisiche (più di 400 lavoratori dell’ ILVA, le cui richieste di costituzione di parte civile sono state depositate dai legali della Fiom nazionale e provinciale di Taranto), società o associazioni che si ritengono danneggiate dalle emissioni della fabbrica, oltre ai proprietari di alcuni stabili dei  Tamburi, il quartiere abitativo  confinante con la fabbrica, i quali chiedono un risarcimento economico poichè gli appartamenti nel quartiere più inquinato d’ Italia non hanno alcun valore commerciale. Persino dei proprietari di cappelle funerarie del cimitero di San Brunone.  A queste  richieste  vanno aggiunte le 286 richieste depositate dalle parti offese individuate e  già elencate nella richiesta di rinvio a giudizio nei confronti degli imputati dalla Procura della Repubblica di Taranto

Fra le le richieste di costituzione di parte civile compaiono anche quelle di numerose istituzioni: il Ministero dell’ Ambiente ed il Ministero della Salute. Il Comune di Taranto ha chiesto di costituirsi ed ha presentato una richiesta risarcitoria di danni per 10 miliardi di euro,  anche contro il proprio Sindaco Ippazio Stefàno,  il quale siede nel banco degli imputato nel processo.  Analoga richiesta (10 miliardi di danni) ed analoga situazione per la Provincia di Taranto, che si è costituita anche nei confronti del suo ex-presidente Gianni Florido, che venne arrestato per concussione.  Non si capisce come mai sita stata depositata, per tramite dell’avvocato Francesca Conte, anche la richiesta risarcitoria della Provincia di Lecce . 

Non manca la richiesta di costituzione di parte civile della Regione Puglia che ha chiesto di entrare nel processo, nonostante fra gli imputati compaia anche il Governatore  della Regione Nichi Vendola, anch’egli accusato di concussione per delle sue presunte pressioni sui vertici Arpa in favore della fabbrica della famiglia Riva. Fra le richieste di costituzione di parte civile, compaiono anche quella del Comune di Statte, lo IACP, l’ Istituto Autonomo Case Popolari di Taranto, una  Casa di cura e persino una chiesa del quartiere Tamburi. Danni ingenti richiesti da una quindicina di cooperative di mitilicoltori, che sono state costrette a trasferire i propri allevamenti di cozze perdendo affari ,  e molti allevatori di bestiame che sono stati costretti a chiudere le loro attività in conseguenza dell’ abbattimento dei loro capi di bestiame in quanto contaminati. 

Al termine dell’udienza di ieri il Gup del Tribunale di Taranto dr.ssa Vilma Gilli si è chiaramente riservata di decidere sulle richieste di costituzione di parte civile depositate. La prossima udienza preliminare è stata aggiornata al 21 novembre prossimo  per consentire ai difensori degli imputati di poter eccepire sulle richieste di costituzione di parte civile. 

Nella serata di ieri alcune pagine interne del sito della Regione Puglia sono state “hackerate”  dagli attivisti italiani di ANONYMOUS“con un messaggio molto forte e chiaro:  Sullo sfondo una foto dell’ ILVA di Taranto, con in primo piano il volto coperto da maschera antigas del protagonista del film ‘V per Vendetta’ e poi una frase minacciosa: ‘Noi non dimentichiamo, vi teniamo d’occhiò” . Il blog di Anonymous Italia ha infatti reso noto di aver violato due giorni fa il sito della Regione Puglia.Nell’immagine dell’hackeraggio effettuato compaiono anche gli hashtag tematici ‘#Ilva‘ e ‘#Ambiente svenduto’, cioè lo stesso nome attribuito all’inchiesta per disastro ambientale. Non è una casualità  che l’attacco di Anonymous sia stato effettuato proprio alla sera di giovedì 16 ottobre, giorno in cui si è tenuta l’udienza nel capoluogo ionico. 

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