Popolare Bari, la rabbia dei clienti: “Rovinati dalla banca le istituzioni ci aiutino”

ROMA – Mentre il deputato democratico Francesco Boccia si preoccupava nei giorni scorsi di tutelare la banca ed il “gruppo” (famiglia Jacobini) di controllo, i veri danneggiati e cioè gli azionisti della Banca Popolare di Bari chiedono con decisione l’intervento  delle istituzioni a partire dalla Regione Puglia ed il Comune di  Bari.
I clienti ed azionisti si sono radunati nella sede del Comitato per la tutela degli azionisti della Bpb, una stanza un pò piccola per ospitarli tutti ed i partecipanti arrivavano sino al marciapiede di via Dante, nel pieno centro del capoluogo pugliese. Sono per la maggioranza pensionati. Ma anche dei ragazzi che accompagnavano alla riunione i rispettivi genitori anziani . Nella prima fila gente seduta che prendeva appunti.  A convocare la riunione era stata convocata nei giorni scorsi dalle associazioni dei consumatori che compongono il Comitato.
L’ulteriore preoccupazione nasce all’indomani della notizia della nuova indagine nei confronti dei vertici della Popolare, che ha coinvolto il presidente Marco Jacobini ed i suo figli figli Gianluca e Luigi che con lui “governano” la banca barese . Le indagini della Guardia di Finanza delegata dalla Procura di Bari hanno fatto emergere anni di bilanci in perdita, di gestioni irregolari  e prestiti “allegri”. I reati contestati ai vertici della Bpb, infatti sono molto pesanti e vanno dall’ associazione per delinquere alla truffa, alle false dichiarazioni in prospetto informativo.
E’ stata proprio la presenza di quest’ultima imputazione di reato che ha indotto le associazioni dei consumatori a intervenire in quanto, qualora le accuse dovessero rivelarsi fondate, in tal caso negli anni scorsi gli azionisti della Popolare  avrebbero acquistato titoli,  sulla base di dati non attendibili e quindi falsati. Nel comunicato distribuito è scritto  “Sarebbero legittimati a domandare il risarcimento dei danni direttamente subiti e la restituzione delle somme investite al momento dell’acquisto  le risultanze dell’inchiesta penale consentirebbero anche di acquisire elementi per rafforzare le domande di restituzione“.
Questa la ragione che ha indotto le associazioni dei consumatori  Adusbef, Adiconsum, Codacons, Codici,  Confconsumatori, Unione nazionale Consumatori e a riunire i loro associati. Secondo i loro avvocati “Da oggi  si apre una fase nuova che prima non era consentita. Inviateci tutta la vostra documentazione, in modo tale da far partire i ricorsi sia in sede civile che penale. Non c’è alcun motivo di dover aspettare la conclusione delle indagini“. Vi sono stati momenti di accesa tensione con  una signora presente , che  non è pugliese, ha preso la parola ed urla “Loro non hanno avuto pietà di noi  perché noi dobbiamo avere pietà di loro ? “. ha raccontato a chi le stava seduto accanto di essere vedova e che aveva investito tutta la sua eredità  circa 500mila euro, utilizzati per acquistare le azioni della Popolare. “Sono distrutta” dice mentre con fatica uscva dalla sede del Comitato, ma è svenuta cascando per terra. La gente subito è accorsa in suo soccorsoPoi l’arrivo dell’ambulanza: “Un malore temporaneo, per stress e stanchezza, per fortuna” rassicurano gli infermieri dell’ambulanza del 118  arrivata sul posto.
Alla fine dell’incontro Alessandro Amato, presidente del Codacons commenta :” C’è una forte disperazione e rabbia, comprensibile  buona parte degli azionisti che  hanno acquistato con i risparmi di una vita i titoli nella consapevolezza di fare un investimento per poi poterli rivendere e utilizzare quei fondi per il matrimonio o la laurea dei figli. Gente che ha versato il proprio trattamento di fine rapporto, “.
Adesso i rappresentanti del Comitato si rivolgono alle istituzioni, partendo dalla Regione ed Comune di Bari chiedendo loro di farsi avanti e sostenere gli azionisti: “Chiediamo il coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli — aggiunge ancora Amatoperché ci aiutino nell’interlocuzione con la banca, una forte realtà che ha dato tanto al territorio e che non abbiamo alcun interesse a far sparire. Questo sarebbe un danno soprattutto per i soci».
 Sul tema è tornato a parlare in serata anche il segretario del Pd Matteo Renzi: “Non si può dire che il problema del sistema bancario italiano sono quattro banche popolari, di cui noi abbiamo salvato i correntisti, quando il vero scandalo è stato fatto qualche anno fa con Monte dei Paschi di Siena, con Antonveneta, con alcune banche pugliesi“. Banca Popolare di Bari compresa, nonostante il “fiancheggiamento” dell’ on. Boccia.