Pd: Emiliano, chiede il congresso . Ma per conto di chi ?

Pd:  Emiliano, chiede il congresso . Ma per conto di chi ?

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dimentica che il congresso nazionale non è quello regionale, dove sinora ha manovrato tutto “a tavolino”…

Continuano gli attacchi di Michele Emiliano a Matteo Renzi che puntualmente lo ignora. Secondo il governatore pugliese che sembra essersi trasferito negli studi televisivi romani alla ricerca disperata di visibilità, come questa mattina ad Agorà su Rai 3  “E’ chiaro che ci deve essere il congresso, che per noi significa ampia discussione e primarie. Senza di questo noi non possiamo riprendere come se nulla fosse successo, questo è evidente. Se Renzi ha voglia di guidare la transizione fino al prossimo segretario lo fa, se si vuole dimettere prima ci sono i suoi vice. Non cambia niente. Nella sostanza, dimessosi da premier è come se si fosse dimesso anche da segretario. Perché è evidente che se ha sbagliato in una veste ha sbagliato anche nell’altra”.

Solo che il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dimentica che il congresso nazionale non è quello regionale, dove sinora ha manovrato tutto  “a tavolino”, e che lui oltre al suo voto e dei suoi fedelissimi baresi non può contare su alcuna corrente di “peso” nazionale, ma solo della complicità di Francesco Boccia (che non a caso è il marito della deputata Nunzia Di Girolamo, Forza Italia a fasi alterne passando per Ncd), . E così facendo da ragione ai consiglieri regionali pugliesi del M5S che nei giorni scorsi lo accusavano di tralasciare la guida della Regione Puglia.

 Ma non è solo Emiliano ad avere la memoria corta. Anche Boccia ha dimenticato qualcosa. E cioè  la vicenda del tesseramento Pd a Bisceglie  è esplosa alcuni mesi fa, . All’epoca dei fatti Matteo Renzi, durante la sua relazione all’assemblea nazionale del partito, trovò il modo di dare un netto stop a “operazioni discutibili” e di “trasformismo come l’iscrizione in blocco al partito di 400 persone con una sola carta di credito”. I dirigenti locali del Partito Democratico che da tempo confidano in un intervento della segreteria nazionale per arginare Emiliano “che si crede il padrone del partito”. furono i primi a diramare un comunicato firmato da Angelantonio Angarano, capogruppo dem al Comune e “fedelissimo” di Francesco Boccia, il parlamentare biscegliese che si opponeva all’ingresso-invasione di Spina  proveniente dal centrodestra nelle file del Pd, operazione gestita da Emiliano. “Tutti coloro che hanno seguito la relazione del segretario hanno colto il chiaro riferimento del premier al caso di Bisceglie, solo Spina e Emiliano continuano a parlare di questa vicenda negando, in maniera quasi sfrontata, l’evidenza. È un atteggiamento che fa male all’intera idea di rinnovamento che il Partito democratico rivendica con forza. Sulle operazioni di tesseramento online serve rigore da parte di tutti. Non abbiamo nessuna intenzione di avallare operazioni di trasformismo o riciclaggio di gruppi dirigenti del centrodestra“.

Ma adesso incredibilmente Emiliano e  Boccia sembrano aver dimenticato tutto. La politica degli smemorati o prezzolata ? Una cosa è certa: il totale disinteresse da parte di Renzi per gli attacchi della nuova strana coppia “barese”. Con qualche sorpresa in arrivo, secondo fonti ben informate del Nazareno (sede del Pd n.d.r.)  per la formulazione delle liste dei candidati alle prossime elezioni politiche

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