Parlamento: Fratelli d’Italia inizia l’opposizione da destra

Parlamento: Fratelli d’Italia inizia l’opposizione da destra

Il Parlamento ha iniziato a votare. Ma la coalizione di centrodestra si divide: Fratelli d’ Italia il partito guidato da Giorgia Meloni vota contro il decreto Arera, a differenza della Lega e Forza Italia.

ROMA – L’immobilismo istituzionale che ha contraddistinto i primi mesi della nuova legislatura si appresta a giungere a una svolta. Il Parlamento infatti è impegnato con la discussione e votazione di 2 decreti legge deliberati dal dimissionario governo Gentiloni: il decreto Arera (autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) ed il decreto Alitalia.

Ecco com’è andato il primo voto finale in Parlamento

Il primo decreto è arrivato alla Camera dove, alla fine della scorsa settimana, dove è stato approvato in prima lettura. Molti gli spunti, soprattutto per quanto riguarda la coalizione elettorale di centrodestra tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, messa in forte discussione dal possibile governo tra il partito di Di Maio e quello di Salvini. mentre viene data per certa infatti l’assenza di Forza Italia dall’esecutivo, alcuni dubbi permanevano sul ruolo di Fratelli d’Italia. Ma il voto finale sul decreto Arera sembra aver fugato ogni dubbio ed incertezza: Fratelli d’Italia è stato l’unico gruppo a votare contro, mentre il resto dell’aula ha votato in favorevole del provvedimento.

Alcune prese di “posizione” si sono viste pure sugli ordini del giorno andati in votazione. Due erano a prima firma Fratelli d’Italia (gli ordini del giorno Ciaburro e Mollicone) e sono stati entrambi respinti. Ma mentre il sostegno di Forza Italia non è venuto a mancare, la Lega ha deciso di votare contro il propio alleato di coalizione in campagna elettorale.

In attesa di un accordo di Governo emergono dei primi spunti di riflessioni dall’aula. Oltre a quanto detto fino ad ora, è doveroso sottolineare come M5s e Lega abbiano deciso di affrontare in maniera differente lo smaltimento degli ultimi provvedimenti ereditati dal dimissionario Governo Gentiloni. Nei 2 odg presentati dalla Lega e approvati dalla Camera, il Movimento 5 stelle ha infatti deciso di astenersi. Su quanto accaduto va considerata la dovuta attenzione, trovandoci ancora in una fase politica transitoria.

La difficoltà per i 3 partiti della coalizione di centrodestra nel mantenere una linea comune appare evidente. Questo è un problema, soprattutto se il tentativo della Lega di fare un governo con il Movimento 5 stelle andasse a buon fine.

Al Senato i due gruppi (M5S-Lega) hanno 167 senatori, poco oltre la maggioranza assoluta necessaria per governare in maniera stabile. Il mancato sostegno di Fratelli d’Italia costituirebbe quindi una questione non da poco per il possibile esecutivo targato gislloverde, riducendo sensibilmente il margine di manovra a Palazzo Madama.

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