Operazione nella Polizia a Taranto vecchia. Sgominato “supermarket della droga”

 

Giovanni Maggi

nella foto il pregiudicato Giovanni Maggi

SABATO SERA gli uomini della Sezione Falchi della Questura di Taranto , al termine di complicate indagini, hanno arrestato il pregiudicato tarantino Giovanni Maggi, di  25anni,  per detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Da alcuni giorni l’attenzione degli investigatori della Sezione Falchi, in considerazione della numerosa e continua presenza nella città vecchia di giovani assuntori di sostanze stupefacenti, provenienti non solo dalla provincia ionica, ma anche da altre province, è stata incentrata alla ricerca della centrale di spaccio

E’ stato quindi predisposto un attento, pressochè invisibile,  servizio di osservazione che ha consentito di scoprire che i “clienti”  entravano all’interno di uno stabile in disuso, sito in Vico Rizzo e quindi hanno effettuato dei controlli a dei consumatori di droga, trovati in possesso di sostanze stupefacenti appena acquistate; la droga sequestrata ed i giovani identificati segnalati all’ Autorità competente, quali assuntori.

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Sulla base di inconfutabili riscontri e quindi certi del fatto che  il luogo ove aveva sede l’attività di spaccio era all’interno dello stabile in disuso, gli agenti hanno fatto irruzione, allo scopo di sorprendere i responsabili dell’attività di spaccio e quindi recuperare eventuali dosi di sostanze stupefacenti. Ma arrivati sulla rampa di scale che conduceva al primo piano, constatavano che ben otto giovani-clienti si trovassero in attesa di essere riforniti dal Maggi, che nella circostanza si trovava dietro una vera e propria gabbia di ferro, chiusa a chiave che lo divideva dagli acquirenti.

Il Maggi, all’intimazione dei poliziotti di aprire la “gabbia” rispondeva di non essere in possesso delle chiavi e così dicendo, con uno scatto veloce, rientrava nell’appartamento la cui porta era d’ingresso era blindata, chiudendosi all’interno. Nel frattempo l’intero stabile era stato circondato da diversi equipaggi della Polizia di Stato, predisposti e pronti a  bloccare ogni via di fuga , persino quella dei terrazzi che, come è noto, in città vecchia sono tutti comunicanti.

Sul posto in ausilio sono giunti anche i Vigili del Fuoco che con non poche difficoltà, sono riusciti, a tagliare le robuste sbarre di cui era fatta la grata che costituiva l’anticamera protetta prima dell’appartamento dove si svolgevano le operazioni di taglio e confezionamento della droga, dove è stato bloccato e identificato il Maggi. All’interno dell’appartamento gli investigatori hanno rinvenuto numeroso materiale utile al confezionamento delle sostanze stupefacenti, tra cui utensili ancora intrisi di cocaina, eroina ed hashish, nonché due bilancini di precisione, una pipa in vetro, del tipo solitamente utilizzato per inalare le sostanze ed una ricetrasmittente funzionante.

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All’interno dell’appartamento in un primo momento non è stata rinvenuta alcuna sostanza stupefacente, ma i poliziotti non si sono persi d’animo e dato inizio ad una minuziosa perquisizione dell’appartamento, fino a quando la loro attenzione si è concentrata su di un tubo di areazione posto nel vano cucina, il quale, a differenza di una regolare presa d’aria, non aveva alcun sfogo terminale verso l’esterno, ma contrariamente in verticale verso il basso. Tale anomalia ha indotto gli operanti a richiedere l’intervento sul posto di una ditta specializzata, i cui operatori con apposte telecamere hanno permesso di individuare alla fine del tubo murario che terminava all’interno di un appartamento disabitato posto al piano terra, alcuni involucri di cellophane contenente sostanza stupefacente e alcuni rotoli di banconote.

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L’ingresso dell’appartamento entro il quale terminava il tubo murario, posto alle spalle di vico Rizzi, era completamente murato in quanto in disuso, ma due dei tufi che costituivano la muratura erano stati divelti ed affiancati agli altri, pertanto i poliziotti, rimossi detti tufi, sono riusciti ad accedere all’interno e scoperto al termine del medesimo tubo all’interno del quale il Maggi, prima delle operazioni che avevano consentito l’accesso nella casa, aveva fatto scivolare giù droga e soldi. Nella stessa casa era stato collocato un videoregistratore a cui erano collegate numerose telecamere di un unico sistema di videosorveglianza a circuito chiuso che permetteva di monitorare la zona interessata in caso di arrivo delle forze dell’ordine, la cui eventualità il Maggi l’avrebbe segnalata a terze persone a mezzo della ricetrasmittente rinvenuta.

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Sotto sequestro finiva la somma contante di 5.230,00 in banconote di diverso taglio raccolti in diversi rotoli, 325 grammi di cocaina, parte della quale ancora in pietra e quindi da tagliare e confezionare per la vendita, 175 grammi di eroina anch’essi ancora in pietra ed alcuni grammi di hashish.

Alla luce di ciò il Maggi, al termine delle formalità di legge, è stato tratto in arresto ed associato alla locale Casa Circondariale. Attualmente sono in corso ulteriori indagini per risalire a degli eventuali complici.