Operazione “Mare Monstrum”. La politica a Trapani travolta: in manette il candidato sindaco Fazio. Indagata la sottosegretaria Vicari

Operazione “Mare Monstrum”. La politica a Trapani travolta: in manette il candidato sindaco Fazio. Indagata la sottosegretaria Vicari

Le indagini hanno consentito di accertare reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico, rivelazione del segreto d’ufficio ed installazione di apparecchiature atte ad intercettare conversazioni telefoniche.

ROMA – Un’operazione dei Carabinieri dei comandi provinciali di Palermo e Trapani, coordinata dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Dino Petralia e dai sostituti Luca Battinieri e Francesco Gualtieri, che all’alba hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Palermo, che su richiesta della locale Procura della Repubblica ha fatto scattare gli arresti domiciliari per il deputato regionale Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani e adesso candidato nuovamente a Sindaco, e per il funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Montalto capo della segreteria particolare dell’Assessore Regionale alle infrastrutture e mobilità. E’ finito  invece in carcere Ettore Morace l’armatore della “Liberty Lines”  .


Indagata per corruzione anche la sottosegretaria e senatrice Simona Vicari
:
avrebbe ricevuto Rolex in cambio di un emendamento che riduceva l’Iva sul trasporto marittimo.  Inoltre il gip ha disposto la sospensione dal pubblico ufficio di Orazio Gisabella, militare dell’Arma dei Carabinieri, in servizio in un’ altra regione. Le indagini hanno consentito di accertare reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico, rivelazione del segreto d’ufficio ed installazione di apparecchiature atte ad intercettare conversazioni telefoniche.

nella foto Simona Vicari

È bufera aperta quindi sulla campagna elettorale di Trapani: dopo la richiesta di soggiorno obbligato per il candidato Tonino D’Alì, un provvedimento della magistratura colpisce anche l’altro candidato del centrodestra, l’avvocato Girolamo Fazio, che  nel 2012 era stato eletto nell’Assemblea regionale siciliana nelle liste del Pdl, e successivamente è passato al gruppo misto.

 Il procuratore Francesco Lo Voi  ha dichiarato che “l‘armatore Ettore Morace e’ entrato in contatto con un politico nazionale, attraverso un tramite, e ha cosi’ ottenuto l’approvazione di un emendamento che riduceva dal 10 al 4 per cento l’Iva sui trasporti marittimi urbani. Sia il politico, che il tramite hanno ricevuto in cambio due Rolex“,

L’indagine è stata incentrata infatti sulla figura dell’armatore Ettore Morace, proprietario della  Liberty Lines , con sede in Trapani e leader nel settore del trasporto passeggeri su imbarcazioni veloci , e prendeva avvio dal riscontro di gravi irregolarità circa l’affidamento, proprio a favore della sua compagnia di navigazione, dei servizi di collegamento a mezzo unità veloci per le isole Egadi ed Eolie. Nello specifico, si accertava un sovradimensionamento della compensazione finanziaria, ottenuto attraverso l’indebita ingerenza di Salvatrice Severino , già dirigente del servizio  trasporto regionale aereo e marittimo dell’assessorato alle infrastrutture e trasporti, nonchè del deputato regionale trapanese Girolamo Fazio .

I fratelli Morace oltre a guidare il Trapani Calcio squadra che hanno portato in un decennio dai campi polverosi dei campionati dilettantistici sino alle soglie della serie A. Un miracolo calcistico che è forse definitivamente tramontato ieri sera quando i granata hanno perso a Brescia e sono retrocesssi in Lega Pro, ma soprattutto quando  all’alba di questa mattina i Carabinieri hanno arrestato Ettore Morace.

I Morace sono con i Franza i “re del mare” in Sicilia avendo di fatto quasi un duopolio sui trasporti con le isole minori. Adesso la società Liberty Lines spa rischia anche di avere problemi perdendo una guida consolidata proprio a ridosso della stagione estiva. Proprio qualche giorno fa la compagnia di navigazione era stata premiata dal governatore Rosario Crocetta con una “speciale attestazione di merito come azienda di eccellenza“.

Nel corso delle investigazioni veniva verificato  tra l’altro, che esisteva una reale cointeressenza economica tra l’armatore Morace e l’onorevole Fazio, tale da poter ipotizzare il reato di abuso d’ufficio nella condotta di quest’ultimo. Si è, altresì, registrato un notevole attivismo del Morace nel tessere una vasta e diversificata rete di supporto politico-istituzionale, a livello regionale e nazionale, finalizzata al rafforzamento della posizione di quasi monopolio della Liberty Lines e all’aggiudicazione di fondi regionali “gonfiati”.

nella foto Palazzo Reale sede della Regione Sicilia

Morace gode del forte appoggio del Sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti, Senatrice Simona Vicari , il cui fratello è alle dipendenze della compagnia Liberty Lines. Attraverso l’interessamento della sottosegretaria, il Morace riusciva ad ottenere nel periodo monitorato la presentazione e l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità dello Stato con il quale veniva ridotta l’imposta d’IVA dal 10% al 5% per i trasporti su navi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato di 7 milioni di euro e, conseguenziale, notevole arricchimento della società Liberty Lines; il ritiro della proposta di nomina di un consulente, inviso a Morace, all’Assessorato Regionale ai Trasporti.

A sua volta il capo della segreteria dell’assessore ai Trasporti della Regione Sicilia , Giuseppe Montalto, sfruttando il suo ruolo, otteneva dal Morace  l’assunzione di un amico giornalista, presso l’ufficio stampa della Liberty Lines e la più che favorevole liquidazione del trattamento di fine rapporto con “Siremar s.p.a.” dell’amica Marianna Caronia. Morace era molto  attivo anche per ottenere un intervento presso il CGA-Consiglio di Giustizia Amministrativa  per la Regione Siciliana al fine di ottenere il ribaltamento della sentenza del TAR Sicilia del 21 febbraio 2017, dispositivo con il quale era stato rigettato il ricorso presentato dalla Liberty Lines avverso l’annullamento in autotutela della gara d’appalto per i trasporti su navi veloci per il 2016. Tale annullamento era stato operato dalla Regione Sicilia , a causa delle riscontrate sovracompensazioni. Di fatto, con la decisione del TAR, la compagnia di navigazione aveva perso 24 milioni di euro;

Morace insieme al fratello Gianluca, organizzava un’attività di intercettazione abusiva nei confronti di un suo dipendente, che sospettava di essere in accordo con la concorrenza. Tale attività veniva attuata con l’ausilio di un’agenzia di investigazioni private ed attraverso l’installazione di uno spyware sul telefono cellulare del dipendente. Attraverso tale attività illecita, i fratellli Morace riuscivano ad assumere importanti informazioni che confermavano i loro sospetti. Il “Gruppo Franza” poneva a sua volta in essere manovre per danneggiare il concorrente Morace, condotte anche grazie al concorso del carabiniere Gisabella.

Il procuratore Francesco Lo Voi, nel corso della conferenza stampa a proposito di Fazio, ha ricordato che Il giudice delle indagini preliminari parla di uno “stabile asservimento a Morace” rilevando che  “Morace, al centro di questa indagine, ha fatto della corruzione una modalità quasi ordinaria dei rapporti fra sé e i pubblici amministratori“.  Il deputato regionale Fazio avrebbe ottenuto dall’armatore assunzioni, biglietti per i traghetti e l’uso di una Mercedes.

“L’armatore è entrato in contatto anche con un esponente politico di rilievo nazionale”, aggiunge il procuratore Lo Voi. Il politico, cioè il sottosegretario Vicari, attraverso un intermediario, si sarebbe speso per l’approvazione di un emendamento che doveva ridurre l’Iva sui trasporti marittimi dal 10 al 4 per cento. Il favore a Morace venne concesso, e nel Natale dell’anno scorso furono regalati due Rolex. Uno è stato riconsegnato  nel corso delle perquisizioni di stamattina.  Sono indagati anche due esponenti politici nazionali. “L’indagine è stata possibile grazie al coraggio e al valore di un dirigente regionale che ha segnalato il caso”, dice il procuratore aggiunto Dino Petralia. “Le indagini sono state condotte in tempi record, appena dieci mesi. Ci siamo trovati di fronte a una centrale della corruzione, con dei raggi anche in altri settori“.

 “Noi non ci occupiamo di politica, facciamo indagini e processi – ha dichiarato il procuratore capo Lo Voi in conferenza stampa- possono essersi delle coincidenze temporali casuali, ma non c’è alcun sistema ad orologeria. Parlare di giustizia ad orologeria è affrettato e ingeneroso. Le motivazioni della sentenza di appello per D’Alì dai quali sono stati tratti elementi per la richiesta sono arrivate appena un mese fa“.

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