Operazione "Gramigna Bis" dei Carabinieri di Roma

Operazione "Gramigna Bis" dei Carabinieri di Roma

Nuovi arresti per gli appartenenti al clan Casamonica. Eseguite 23 misure cautelari e sequestrati diversi beni. Le indagini costituiscono la prosecuzione dell’operazione “GRAMIGNA” che, la scorsa estate, ha già interessato 37 appartenenti al clan Casamonica. ALL’INTERNO IL VIDEO DELL’OPERAZIONE

ROMA – 9  mesi dopo dall’operazione “Gramigna” che aveva portato in carcere 37 persone decapitando il clan dei Casamonica, oggi la Procura della Repubblica di Roma ha fatto il “bis”.  Dalle primi luce dell’alba, oltre 150 Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, con l’ausilio di unità cinofile, un elicottero dell’Arma e del personale dell’8° Reggimento “Lazio”, coordinati dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e dal pm Giovanni Musarò, sono impegnati la Romanina, periferia Sud della Capitale, nella Provincia di Roma , nonché in varie regioni d’Italia, per eseguire 23 misure cautelari, emesse dal G.I.P. Gaspare Sturzo del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettanti soggetti appartenenti alle famiglie Casamonica, Spada e Di Silvio ritenuti responsabili, in concorso fra loro e con ruoli diversi, di estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, spaccio di stupefacenti ed altro, reati per buona parte commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

Droga, estorsioni, usura, il “modus operandi” degli esponenti della famiglia: opprimevano le proprie vittime mettendole in uno stato di puro terrore, grazie a continue minacce. Il pm nella sua richiesta scrive: “E’ stato accertato il ‘tipicò modus agendi posto in essere dai Casamonica, caratterizzato da larvate forme di violenza e minaccia, veicolate attraverso un compulsivo approccio verso le vittime, sottoposte a continue richieste prive di ogni giustificazione e che finiscono per metterle in uno stato di totale assoggettamento“. Sequestrati circa 400mila euro in contanti e gioielli.

le donne del “clan Casamonica”

Tra le persone colpite da misura anche le 9 donne che avevano sostituito gli uomini finiti in carcere nei mesi scorsi diventando delle vere e proprie “supplenti”. Tra di loro anche Asia Sara Casamonica, nuora del boss Giuseppe Casamonica, che aveva rioccupato la casa di Porta Furba del capo clan, già confiscata e simbolo del loro potere e del controllo su quel territorio. Un gesto, dunque, altamente simbolico secondo gli inquirenti.

Il clan dei  Casamonica scrive il gip Gaspare Sturzo nelle oltre 300 pagine di ordinanza, sfidano continuamente lo Stato occupando abitazioni già confiscate. E il clan pensava di farla franca ancora una volta. Consiglio Casamonica, arrestato oggi, si vantava al telefono con suo nipote Pasquale : “Il resto è noia, non è noia sono uguali a me, siamo quattro re, ma siamo cento all’ora“.

Due esponenti della famiglia Casamonica avevano cercato di intimidire una parte offesa coinvolta nel processo a carico di Pasquale Casamonica, persino nel Tribunale di Roma . In particolare, – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – una nota del 23 giugno 2017 del commissariato Viminale comunicava di quanto accaduto una settimana prima quando, in occasione di un incidente probatorio nel processo a carico di Pasquale Casamonica, una parte offesa era stata “avvicinata dagli indagati Consiglio Casamonica, detto «Simone», e Liliana Casamonica conosciuta come «Stefania», rispettivamente cugino e sorella di Pasquale, i quali gli dicevano che avrebbe dovuto ’far uscire Pasquale’, o meglio, da intendersi tale ordine di ritrattare le dichiarazioni accusatorie precedentemente rese“.

Il gip Sturzo nell’ordinanza spiega chesappiamo come l’udienza con le forme dell’incidente probatorio non sia pubblica. Appare, quindi, evidente come la presenza dei due Casamonica, nei locali del tribunale di piazzale Clodio, si spieghi esclusivamente con la finalità di avvicinare ed intimidire la persona offesa al fine di indurla a ritrattare le precedenti accuse”. Una condotta questa, secondo il Giudice, che è “in sostanza una conferma del metodo mafioso. Tra le 5 vittime, citate nelle carte, del metodo utilizzato dal clan c’è anche un noto commerciante di lampadari.

“Questo non è un gioco – ha dichiarato il commerciante agli inquirenti – I Casamonica oggi non fanno più usura con le minacce perché sanno di poter essere intercettati o di essere denunciati. Fanno bene i giornali a definirlo un clan“. Ha aggiunto poi il commerciante: “ti fanno assistere a delle scene di scazzottate tra loro, anche con l’uso di armi, per farti capire che possono essere anche violenti. Non è possibile uscirne vivi“. Lo stesso commerciante conferma che Luciano Casamonica, definito “uomo che dava protezione a tutti”, prese “30 mila euro e 3000 euro al mese per fare da mediatore per mettere d’accordo i nomadi del campo di Castel Romano”. Da chi abbia preso i soldi Casamonica per la mediazione non è chiaro, ma – spiega il testimone – “lui era stato a cena ospite di Alemanno (Gianni, ex sindaco della Capitale)“.

Nell’odierna operazione sono stati arresti e associati in carcere Celeste Casamonica, Consiglio Casamonica, Cosimo Casamonica, Christian Casamonica, Giuseppe Casamonica detto «Bitalo», Giuseppe Casamonica conosciuto come «Monca», Lauretta Casamonica, Liliana Casamonica conosciuta come «Stefania»,  Massimiliano Casamonica detto «Ciufalo», Pasquale Casamonica detto «Rocky», Rocco Casamonica, Rosaria Casamonica, Salvatore Casamonica, Gelsomina Di Silvio, Emanuele Proietto, Alizzio Spada e Ottavio Spada detto«Cicciollo», e Vincenzo Spinelli. nei cui confronti scrive il gip Gaspare Sturzo nelle oltre 300 pagine della sua ordinanza, “non risulta acquisito alcun elemento che autorizzi a ritenere che le esigenze cautelari potrebbero essere salvaguardate mediante una misura diversa dalla custodia cautelare in carcere” ed aggiunge:  “per questi non risulta acquisito alcun elemento che autorizzi a ritenere che le esigenze cautelari potrebbero essere salvaguardate mediante una misura diversa dalla custodia cautelare in carcere”.

Per rendersi conto che il tenore di vita acquisito dai Casamonica è provento di attività illecite “Basta leggere gli accertamenti patrimoniali e reddituali” e che qualora lasciati in libertà continuerebbero “a consumare delitti come quelli di oggi”. Il gip ha disposto invece gli arresti domiciliari per Giacomina Casamonica soltanto perché “madre di prole inferiore a sei anni” e l’obbligo di dimora per Asia Sara Casamonica e per Roberta Liguori.

 

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