Nuove accuse della procura alla "baby-gang" di Manduria

TARANTO – La Procura della Repubblica di Taranto e quelle dei Minori  che indagano su vicende di gravi violenze subite da due disabili manduriani ad opera di baby gang, hanno riformulato ieri le accuse a carico degli indagati aggravandole, nei confronti di tredici minori e tre maggiorenni, già colpiti da misure restrittive. Ai tre reati sinora  contestati (violazione di domicilio, lesioni personali e tortura), i sostituti procuratori della repubblica titolari dei fascicoli d’indagine dell’inchiesta, Pina Antonella Montanaro ( a capo della Procura dei minorenni) e  Remo Epifani, hanno aggiunto altri nove capi d’imputazione che vanno dalle lesioni alle percosse, alle molestie, furto, sequestro di persona, concorso.  Il capo di accusa più pesante di tutti, è il 613 bis previsto in casi di tortura aggravata che al quinto comma prevede : “Se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte quale conseguenza non voluta, la pena è della reclusione di anni trenta. Se il colpevole cagiona volontariamente la morte, la pena è dell’ergastolo“.