Martina: "Questa piazza è per l'Italia". Unico assente: Emiliano !

Martina: "Questa piazza è per l'Italia". Unico assente: Emiliano !

La gente del Pd riunita a Roma in piazza del Popolo per manifestare contro il governo. Abbraccio Gentiloni-Renzi: “Uniti contro la deriva venezuelana”. Sono circa 50mila i militanti giunti da tutta Italia, che arrivati nella piazza hanno cominciato a intonare “Bella Ciao” e l’inno di Mameli.

ROMA – “Questa piazza è per l’italia. Come sempre, la nostra gente ci sa stupire. Soffre e lotta, si mette in gioco e partecipa” . Queste le parole con cui il segretario Maurizio Martina ha salutato su twitter  la folla del Pd, arrivata da tutta Italia a Roma per riempire piazza del Popolo e manifestare contro il governo M5S-Lega . Sono circa 50mila i militanti giunti da tutta Italia, che arrivati nella piazza hanno cominciato a intonare “Bella Ciao” e l’inno di Mameli.

“Vogliono rovinare il nostro futuro. Stanno facendo l’ennesimo condono fiscale. Stanno promuovendo misure assistenzialiste che non produrranno un posto di lavoro in più“, ha avvertito il segretario del partito Maurizio Martina, che questa mattina ha accolto i primi treni in arrivo da tutto il Paese alla stazione Termini di Roma per “difendere l’Italia“.  Come lui tutti gli esponenti di primo piano del Pd, da Nicola Zingaretti a Graziano Delrio, da Carlo Calenda, a Paolo Gentiloni, hanno rilanciato l’appuntamento, mettendo da parte per un giorno le divisioni.

L’ex segretario Matteo Renzi si è speso nel tentativo di riunire l’opposizione dem rilanciando l’appello sempre via social: “In viaggio verso Roma, verso Piazza del Popolo. È giusto stare in piazza contro questo Governo. Questi incompetenti mettono a rischio l’economia. Prendono in giro i loro elettori, perché non manterranno comunque le promesse. Offendono gli altri cittadini, insultando chi la pensa diversamente. Noi dobbiamo reagire, senza paura.E farlo senza divisioni interne, basta con le polemiche. Lottare colpo su colpo. E organizzare forme di resistenza civile contro la deriva venezuelana di Di Maio e Salvini. L’Italia è stata resa grande dal lavoro, dal sudore, dalla fatica e non dall’assistenzialismo. Non lasciamo il futuro a chi vuole vivere di condoni e sussidi. Senza paura, amici“.

Una volta arrivato a Piazza del Popolo, Renzi ha concretizzato le sue parole con un abbraccio in  favore di telecamere con Gentiloni, per provare a porre fine alle voci che parlano di un raffreddamento dei rapporti fra i due. Poco dopo è stato il turno del segretario Pd Maurizio Martina, che ha salutato chi lo ha preceduto al Nazareno e l’ex-premier  Paolo Gentiloni. Un invito all’unità del Pd condiviso anche dal candidato alla segreteria Nicola Zingaretti: “Io credo che soprattutto oggi sia la giornata dell’unità e che deve spingerci tutti a provare l’ebbrezza del ‘noi‘ e a lasciare alle proprie spalle l’aridità dell”. Contribuirò a questo confronto, mettendo delle idee ‘per‘ e non delle critiche ‘contro‘. Penso che ce lo dica questa piazza e che sia anche in sintonia con il dibattito degli ultimi giorni“.

Secondo gli organizzatori erano oltre 70.000 le persone presenti alla manifestazione del Pd in piazza del Popolo a Roma. E per confermare la presenza di questa folla diversi parlamentari e dirigenti Dem hanno postato su Twitter delle foto prese dalla salita verso il Pincio da cui si vede chiaramente la piazza piena. Anche via del Corso, nel primo tratto, era piena di manifestanti, mentre molti altri erano in piazzale Flaminio . Una piazza assiepata da persone normali, quella del Pd: molte coppie e anche molti giovani. Persone motivate e pronte a rispondere alle sollecitazioni che arrivavano dal palco. “Agli elettori che non ci hanno votato il 4 marzo – ha assicurato Martinadico che abbiamo capito la lezione. Vedo i nostri limiti ma a loro chiedo `dateci una mano´, perché questo governo è troppo pericoloso. Perciò ora «serve un nuovo Pd per una nuova sinistra». Sì, perché noi siamo fondamentali, lo dico senza arroganza, ma senza di noi non ci sarà una sinistra in Italia“. 

Una manifestazione di protesta e partecipazione politica, che il M5S ha definito  come mossa poco intelligente: “andare contro la prima manovra che istituisce il reddito di cittadinanza, abbassa le tasse alle partite Iva e supera la Fornero. Non credo che sia una grande furbata. A meno che non ci si voglia estinguere si può procedere sicuramente in altro modo” attacca Luigi Di Maio. Ma Matteo Renzi, in piazza senza distinguo, ha chiamato alla “resistenza civile contro una manovra  devastante  che rischia di innescare un  testacoda” sulla credibilità dell’Italia, offuscata anche dalla scelta di non dimettersi del ministro dell’Economia.

“Lottare colpo su colpo. E organizzare forme di resistenza civile contro la deriva venezuelana di Di Maio e Salvini. L’Italia è stata resa grande dal lavoro, dal sudore, dalla fatica e non dall’assistenzialismo. Non lasciamo il futuro a chi vuole vivere di condoni e sussidi. Senza paura, amici” ha scritto su Facebook.

“Mi sembra una buona ripartenza non solo per il Pd: in piazza ho visto tante persone che non sono del Pd ma che vogliono opporsi a questo governo populista“, ha detto Carlo Calenda. “Sono 25 anni che non vado ad una manifestazione” ha rivelato l’ex ministro. “E’ importante – ha aggiunto – essere qui e far sentire la nostra voce contro il governo. Il primo compito di un governo è mantenere in ordine il Paese e non solo i conti, e il governo non lo sta facendo. I populismo quando sono basati sulle menzogne poi si sciolgono presto, per questo è importante far sentire la nostra voce“.

Dalla manifestazione di piazza del Popolo è partita la campagna “PD in ascolto, in vista dell’Assemblea programmatica prevista per l’ultima domenica di ottobre a Milano. I volontari hanno distribuito ai manifestanti che arrivano un questionario sull’Italia,  che è stato consegnato ai militanti che sono venuti in pullman o con i treni speciali già durante il viaggio. In piazza i militati sono stati assistiti da 50 giovani operativi con IPad dedicato. Il materiale di lavoro rielaborato sarà parte fondamentale del prossimo forum nazionale previsto a Milano .

 

Il segretario Maurizio Martina, con un discorso appassionato dal palco ha citato Corbyn e Bauman, spiegando che “Serve un nuovo Pd per una nuova sinistraA qualcuno piacciono i balconi, a noi piace la piazza aperta e di tutti”, ha continuato Martina,nel suo intervento “Ma ditemi se un paese come l’Italia può essere governato dal balcone di Palazzo Chigi con la claque dei 5 stelle sotto. Una scena tristissima da Repubblica delle banane” , mentre dalla  piazza si levava più volte il coro: “U-ni-ta’, U-ni-ta’” con cui la base chiede la fine delle liti tra le varie correnti.

Non pronuncerò una parola sull’unità – ha detto il segretario del PD  tra gli applausi -, perché quando sei dirigente ci sono cose che non devi dire agli altri ma devi praticarle. A noi serve una svolta, perché contro questa destra non basta quello che siamo stati finora“. Emblematico l’abbraccio tra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, dopo la freddezza degli ultimi mesi e l’abbraccio tra il segretario Martina e Renzi e tra Martina e Gentiloni.

Martina ha fatto anche un’onesta autocritica.Da questa piazza io voglio dire a tanti elettori del centrosinistra che il 4 marzo non ci hanno votato: abbiamo capito. Adesso, però, ci date una mano perchè l’Italia non può andare a sbattere per colpa di questi che governano in modo folle. Abbiamo capito la lezione, voltiamo pagina, guardiamo avanti. L’antidoto a tutto questo siete voi. Questa è la piazza del risveglio democratico, è la piazza della speranza, del cambiamento, della fiducia, dell’orgoglio, del futuro”, ha aggiunto, felice per avere scongiurato il flop pronosticato da Salvini, che ieri sera a Latina aveva parlato di “una  manifestazione di quattro gatti“. Così non è stato: la piazza era piena, appassionata, con gente accorsa da tutta Italia (più tardi Salvini ha commentato stizzito “il Pd non esiste“).

La scaletta della manifestazione prevedeva interventi di rappresentanti della società civile e, soltanto il segretario Maurizio Martina tra i politici a parlare dal palco in chiusura. Nel primo intervento, quello di Federico Romeo, il minisindaco di Val Polcevera a Genova, dove è caduto il Ponte Morandi, appena è stata pronunciata la parola “unità“, è partita dalla piazza quasi una invocazione: “unità, unità“. Un appello che si è ripetuto altre quattro volte e più forte quando Martina ha detto di non voler parlare di unità, ma di volerla piuttosto praticare, la risposta è stata un autentica ovazione della piazza.

Anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, al momento unico candidato alla segreteria del Pd era in piazza del Popolo., dove ha detto: “Noi abbiamo perso, inutile girarci intorno, ma non perché abbiamo comunicato male, ma perché il paese ha percepito la distanza siderale dalla loro condizione di vita”. Questo “non vuol dire arrendersi e scioglierci, ma aprire un processo di ricostruzione della dignità della sinistra. E questo è l’obiettivo primario del congresso“,

Matteo Renzi in un suo post su Facebook  ha replicato a Matteo Salvini leader della Lega: “Salvini ha detto che in piazza c’erano solo #4Gatti . Che lui abbia problemi con la matematica, si è visto coi soldi rubati dalla Lega. Che lui tratti gli esseri umani come animali, si è visto sulla Nave Diciotti. Ma quello che Salvini non capisce è che i gatti hanno sette vite. L’opposizione c’è“.

Dalla Puglia erano partiti per Roma 11 autobus con a bordo tutti: renziani, martiniani, orlandiani, persino gli “emilianiani”. Teresa Bellanova sui social ha commentato:  “Resistenza civile per difendere la democrazia e il Paese dalle politiche del governo gialloverde che giorno dopo giorno costruisce il disastro”. Duro nei confronti di Emiliano è stato Federico Massa, ex deputato orlandiano, anche lui presente a Roma: “Tutto il Pd è oggi qui, peggio per chi è rimasto a casa. Nessuno se ne è accorto“.

I “fedelissimi” del governatore pugliese però c’erano. Uno di loro, De Santis ha commentato: “Nei momenti di più difficili vien fuori il meglio. Una straordinaria giornata. Ora non dobbiamo perdere l’occasione e non dobbiamo commettere gli errori del passato.  Ho apprezzato  le parole di Martina sulla lezione capita.  “Oggi a Roma il Pd – dice l’ on. Pagano, altro fedelissimo di Emiliano  – ha dimostrato di avere ancora un popolo di militanti che ci richiamano a essere migliori e uniti».

Silenzio totale di Michele Emiliano, che si limita a rispondere su Twitter : “I gruppi organizzati di renziani estremisti mi perseguitano su Twitter da anni forse anche con account falsi“. Una dichiarazione questa su cui è meglio stendere un velo pietoso.

 

Il video integrale della manifestazione a Piazza del Popolo

 

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