Lo schiaffone di Alde a Grillo: no all’ ingresso del Movimento 5 Stelle

Lo schiaffone di Alde a Grillo: no all’ ingresso del Movimento 5 Stelle

ll progetto di Grillo è durato solo un giorno. Del tutto inutile l’approvazione online del movimento. I tedeschi e francesi votano contro. Sarnez: “Molti di noi non concepiscono di accogliere il movimento politico di Grillo”.

Alle 12 si è chiusa la consultazione indetta ieri a sorpresa da Beppe Grillo per decidere di cambiare schieramento dentro il Parlamento europeo, passando dagli euroscettici di Efdd, gruppo del grande protagonista della Brexit  Nigel Farage, all’Alde, un gruppo di centro a vocazione fortemente europeista,  sostenuto in questi anni da esponenti italiani come Mario Monti e Romano Prodi .Il 78,5% degli iscritti M5s aveva votato online  “Sì” al passaggio del Movimento all’eurogruppo di Alde al Parlamento Europeo.  Alde conta 68 eurodeputati e con la presenza del M5S diventerebbe la terza forza al Parlamento europeo”, aveva sottolineato Grillo sul blog chiedendo di decidere il futuro in Ue del Movimento che potrebbe così “acquisire un peso specifico nelle scelte che si prendono” e “rappresentare l’ago della bilancia: con il nostro voto potremo fare la differenza e incidere sul risultato di molte decisioni importanti per contrastare l’establishment europeo. Non rinneghiamo le scelte del passato“.

Il  “NO” all’ingresso del M5S ha visto schierati  parlamentari di molte delle 21 nazioni rappresentate da 68 parlamentari eletti. Svedesi, finlandesi e francesi in prima linea Ed in serata al capogruppo dell’Alde, Guy Verhofstadt, ha annunciato la rinuncia all’alleanza con il M5S.


Rimane il dubbio adesso a quale gruppo aderiranno i 5 Stelle 
, considerato il no di Alde e piuttosto difficile un ritorno in Ukip dopo le accuse di Farage a Grillo di essersi venduto all’establishment europeo.  Beppe Grillo infatti, aveva già chiuso con il gruppo che fa capo a Farage con una lettera aperta scritta sia in italiano sia in inglese e pubblicata sul suo blog. “Le nostre strade si sono divise” scrive il comico genovese ( o chi per lui)  nel post dove sottolinea la decisione del M5S di andare in un nuovo gruppo politico nel Parlamento europeo da dove “poter affrontare con più concentrazione le prossime sfide“.

Il “proprietario” del M5S era arrivato ieri sera a Bruxelles, e questa mattina aveva incontrato alle 11 in punto Verhofstadt l’esponente dell’ Alde   in corsa per la presidenza dell’ Europarlamento. Al presidente dell’Alde, Verhofstadt, in realtà facevano gola soltanto i voti dei 17 europarlamentari grillini come ulteriore sostegno nella sua ascesa per essere eletto presidente del Parlamento europeo. Ma  Verhofstadt accettando il M5S rischiava di perderne altrettanti tra svedesi, finlandesi, danesi e francesi.

L’accordo sembrava cosa fatta,  sottoscritto addirittura già dallo scorso 4 gennaio ancor prima del voto. Tra i temi principali, sottolineati ieri nel post di Beppe Grillo, c’erano la “riforma dell’eurozona” oltre che “i diritti e libertà“. Ma anche i liberali francesi non erano d’accordo all’ accordo con il M5S e stavano remando contro. come aveva spiegato la capo delegazione Marielle de Sarnez, l’intento era quello era arrivare al voto di domani sera con almeno un terzo del gruppo contro l’intesa: 23 voti su 68 (per approvare la modifica del gruppo serve la maggioranza di due terzi). Anche i tedeschi  erano contrari . “Molti di noi – ha spiegato la de Sarneznon possono concepire che un gruppo che ha sempre fatto della coerenza europeista la sua bandiera possa fare una scelta come quella di accogliere il movimento politico di Beppe Grillo“.

Nel comitato esecutivo del gruppo dei liberali, in corso in queste ore al Parlamento di Bruxelles, il leader Guy Verhofstadt ha constatato di non avere il sostegno necessario ad accogliere i grillini all’interno del suo gruppo. Su Twitter in queste ore diversi europarlamentari dell’Alde hanno preso posizione. Nessuna davvero favorevole, diverse le contrarie e qualcuna aperta al dialogo. Insieme, un documento pubblicato dal finlandese Nils Torvalds che, insieme al collega Fredrik Federley, invita i suoi colleghi ad opporsi alla svolta in favore dei 5 Stelle. Troppo evidenti le differenze di pensiero su il valore dell’Europa, la Russia, il mercato unico, la moneta unica.

Chi sono i contrari

 

Il progetto di Grillo è durato solo un giorno.Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un’agenda comune per riformare l’Europa” ha dichiarato l’ex premier belga aggiungendo che “non c’è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde. Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave“.

Grillo e Davide Casaleggio stanno incontrando a Bruxelles i 17 eurodeputati del Movimento 5 Stelle. , mentre in rete non si placa l’ira degli iscritti. Al post aggiornato con i risultati del voto convergono diversi commenti di protesta e tra gli utenti c’è anche chi annuncia di “aver tolto il simbolo del M5S dal profilo Facebook”. “Caro Grillo oggi hai perso il 30 per cento degli elettori. Il problema a tuo sfavore è che hai deciso tutto tu, senza un dibattito democratico, bisognava parlarne e chiarire tutti gli aspetti un mese prima“, scrive Ivo mentre Mario attacca: “che pugnalata alla schiena…il mio sogno si è infranto“. “Europeisti; pro Ttip; pro euro; pro bandiera unica; pro banche; pro capitalismo. E dopo questo triplo salto mortale carpiato con mezzo avvitamento, oggi nasce il PD5S“, attacca Giovanni elencando quelli che, a suo parere, sono i punti chiave dell’Alde.

Non mancano neppure le polemiche politiche per la tentata ‘svolta’ del M5s, a partire dalla Lega che già con il segretario Matteo Salvini aveva parlato di “voltafaccia“, e per voce dell’eurodeputato e vicesegretario federale Lorenzo Fontana parla di “mossa sconcertante” con la quale “Grillo sconfessa se stesso e per qualche poltrona in più abbraccia chi, a parole, ha sempre contestato. E’ l’apoteosi dell’incoerenza a Cinque Stelle”. Secondo Fontana ” l’Alde è la negazione di ciò che Grillo ha sempre professato: è il principale sostenitore di questa Europa e dell’euro, è a favore dei trattati ammazza-commercio e delle politiche di immigrazione e globalizzazione sfrenata, è contro Putin e contro Trump. Il Grillo barricadero ha capitolato, passando dalla parte del nemico politico. Una mossa che coincide, guarda caso, con un periodo di spartizione di poltrone europee, con in ballo presidenza e vicepresidenza del Parlamento Ue e delle Commissioni. Grillo è stato normalizzato dal sistema. Ha deciso di arrendersi!”.

Polemico anche il Pd. La deputata Marina Berlinghieri sottolinea che “dopo l’utilizzo dei milioni di euro di fondi pubblici dei gruppi di Camera e Senato, ora il Movimento 5 stelle vuole usare anche l’Europa come salvadanaio per il proprio partito. La giravolta di Beppe Grillo, che abbandona l’alleanza con l’Ukip di Farage per passare all’Alde, serve a incassare quasi 700mila euro all’anno di fondi pubblici da usare per le iniziative politiche in Italia. A confermarlo è lo stesso Grillo nel suo blog, quando mette nero su bianco che vuole ‘ottenere fondi da spendere sul territorio“.

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