Lo scandalo sui “soldi scomparsi” per i terremotati denunciato dal M5S ? Una “fake news”, cioè una bufala in Parlamento !

Lo scandalo sui “soldi scomparsi” per i terremotati denunciato dal M5S ? Una “fake news”, cioè una bufala in Parlamento !

ROMA – Sui social network negli ultimi giorni stanno circolando   diversi articoli ,  rilanciati da alcuni siti di “fake news” cioè notizie false)  he sostengono che i 28 milioni di euro raccolti dalla Protezione Civile con gli “SMS solidali” sarebbero “scomparsi” o “spariti”. La notizia bufala citava guarda caso un’interrogazione parlamentare di Laura Castelli, una deputata del Movimento 5 Stelle, che chiedeva conto di un presunto “ritardo” nell’utilizzo di questi fondi.

una delle fake news sugli sms solidali post-terremoto

La “scomparsa” dei 28 milioni di euro in realtà è una notizia falsa: come ha spiegato la ministra Anna Finocchiaro rispondendo all’interrogazione parlamentare “grillina” , quei fondi erano destinati fin dall’inizio alla ricostruzione post-terremoto, e quindi non sono mai “scomparsi”, mentre sinora la gestione dell’emergenza è stata ed è tuttora finanziata esclusivamente con soldi erogati dallo Stato. La Protezione Civile Nazionale ha diffuso un comunicato per rispondere a queste “nuove errate informazioni” e quindi smentire la bufala fatta circolare di proposito.

Terremoto centro Italia: chiarimenti sui fondi raccolti con il numero solidale

In riferimento alle nuove errate informazioni che circolano soprattutto sui social in merito all’utilizzo delle donazioni raccolte attraverso il numero 45500, si precisa che, come indicato anche nel Protocollo che ne disciplina il funzionamento, queste serviranno per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell’emergenza, infatti, sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici.
In particolare, in questa emergenza, come disposto dal decreto legge 189 convertito, le donazioni confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite passando dal controllo di un Comitato dei Garanti, come prevede proprio il Protocollo.
Saranno i territori a valutare, in raccordo con Regioni e Commissario e sulla base delle esigenze valutate nell’ambito del più complessivo piano della ricostruzione, a indicare su quali progetti destinarli.
Lo stesso vale per le somme raccolte attraverso il conto corrente aperto dal Dipartimento

 

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