L’ex-ministro Guidi scarica il compagno Gianluca Gemelli : “E’ solo il padre del figlio e con lui non ha mai convissuto”

L’ex-ministro Guidi scarica il compagno Gianluca Gemelli : “E’ solo il padre del figlio e con lui non ha mai convissuto”

Proseguono gli interrogatori dei pm di Potenza nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 60 persone ed all’arresto di sei .   Per il filone dell’inchiesta riguardante Tempa Rossa, il ministro dimissionario dello sviluppo economico Federica Guidi ( che non è indagata)  verrà ascoltata negli uffici della Questura di Potenza dai  magistrati titolari dell’inchiesta  domani pomeriggio, giovedì 7 aprile in veste di “persona informata sui fatti”,  .

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nella foto il ministro Maria Elena Boschi.

La Guidi dovrà rispondere alle domande dei magistrati sull’emendamento per “Tempa Rossa” e sull’intercettazione effettuata dalla Squadra Mobile di Potenza, in cui viene fatto riferimento al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. L’ ex ministro Guidi a poche ore dall’incontro con la procura lucana, probabilmente consigliata in famiglia e dai suoi legali ha preso le distanze dal suo ormai ex-compagno Gemelli  con cui ha avuto un figlio. In un primo momento la Guidi aveva scritto una lettera al Corriere della Sera , nella quale definiva Gianluca Gemelli “l’uomo che considero a tutti gli effetti mio marito“. Adesso  come riporta l’ Agenzia ANSA che ha parlato con un’amica molto vicina alla Guidi, il confindustriale  Gemelli  E’ solo il padre del figlio e con lui non ha mai convissuto“, sostenendo che in realtà non convivono ed anche in passato non hanno mai convissuto e “con Gemelli non ha interessi comuni: non ha conti cointestati con lui, ed ha sempre provveduto lei e la sua famiglia alle necessità del figlio“.  La domanda che viene spontanea sulla retromarcia affettiva della Guidi è : ha cambiato strategia difensiva o delusione personale?

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nella foto l’ex ministro Federica Guidi

Infatti, in una delle intercettazioni agli atti della Procura,  la Guidi piange in una conversazione al telefono con Giancluca Gemelli e gli  dice : “Mi stai utilizzando”. Secondo gli investigatori, lo sfogo della Guidi non si riferisce  all’emendamento per Tempa Rossa. Le telefonate in cui lui Gemelli fa pesare con imprenditori e manager l’influenza della sua relazione con l’ex-ministro dello sviluppo economico, sono molte, anzi troppe. Utilizzando ( o millantando ?) il suo rapporto sentimentale, si presentava come “facilitatore” per diverse questioni complesse.

Innanzitutto  l’emendamento cosiddetto “Sblocca-Tempa Rossa”  che, grazie ad una modifica allo “Sblocca Italia” agevolava non poco le attività alla Total per stoccare, trasportare, caricare nei porti e trasferire, il petrolio estratto e i suoi rifiuti. E faceva pesare i  suoi “superpoteri” sulle opere strategiche anche sui terreni al di fuori dell’area delle concessioni. Come ad esempio Taranto. Senza mai dimenticare gli affari nel porto di Augusta. Motivo per cui Gemelli è adesso accusato di aver fatto parte di un’associazione a delinquere per accaparrarsi affari.

I RETROSCENA. Siamo a dicembre 2014. L’emendamento che serve alla joint venture di compagnie petrolifere interessate al Tempa Rossa (società partecipata da  Total, Shell e Mitsui) – ha già subìto un intralcio poche settimane prima quando avrebbe potuto vedere la luce nel decreto Sblocca Italia”. Ma non è andata come auspicavano le compagnie. E neanche come desiderava Gianluca Gemelli, il compagno di Federica Guidi che, secondo l’accusa, stava compiendo il reato di traffico di influenza illecita, spendendo il ruolo dell’ex ministra, per ottenere, attraverso la Total, un subappalto da 2,5 milioni di euro.

Roberto Cerreto, capo di Gabinetto del ministro per i Rapporti con il Parlamento,Maria Elena Boschi, chiedeva di ridurre gli appuntamenti personali, che erano diventati sempre più frequenti. Ma come rivela il Fatto Quotidiano, c’è un altro capo di Gabinetto che si dava molto da fare a gestire i rapporti con le compagnie petrolifere: si chiama Vito Cozzoli. E’ il braccio destro del ministro Guidi. Fino al “caso Tempa Rossa” , le compagnie petrolifere, per gestire i propri interessi, erano abituati a confrontarsi con l’uomo più competente per materia, ovvero Franco Terlizzese: è il direttore generale per le risorse minerarie ed energetiche. Ma probabilmente secondo gli investigatori era preferibile rapportarsi meglio con l’interlocutore più “politico” del ministero dello sviluppo economico: il capo di Gabinetto Cozzoli. E così il referente cambia, le compagnie iniziano a discutere, oltre che il braccio destro della Boschi, anche con l’omologo della Guidi.

Tra queste scrivanie, la più importante, è comunque quella di Cerreto il  capo di Gabinetto della Boschi,  che insieme a  Cristiano Ceresani, all’ufficio legislativo, dovevano rendere più morbido un concetto, cioè  se le autorità locali – ovvero la Regione Puglia ed il Comune di Taranto  non fossero d’accordo con il progetto di costruire una banchina nel porto, che consenta alle compagnie di agevolare le operazioni petrolifere portuali,  il Governo può intervenire per sbloccare la situazione. E così è stato.

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