L’ex direttore del TG1 Minzolini condannato in Cassazione: 2 anni e mezzo per peculato. Adesso rischia di decadere da senatore

L’ex direttore del TG1 Minzolini condannato in Cassazione: 2 anni e mezzo per peculato. Adesso rischia di decadere da senatore

Il senatore di Forza Italia Augusto Minzolini è stato condannato dalla Corte di Cassazione per “peculato continuato”  a due anni e mezzo in via definitiva. La vicenda giudiziaria è quella dell’uso delle carte di credito della Rai fatto da Minzolini, nel periodo in cui è stato direttore del Tg1 (dal giugno 2009 al dicembre 2011), periodo in cui avrebbe effettuato spese complessive per circa 65mila euro. Minzolini era stato assolto dal tribunale di Roma in primo grado , ma la sentenza è stata poi ribaltata dalla Corte d’Appello.

Schermata 2015-11-13 alle 02.13.01Ma l’effetto più importante di una sentenza che al momento è sospesa, e cioè la pena accessoria dell’ “interdizione dai pubblici uffici” causata dalla legge Severino che in caso di condanna definitiva per reati contro la pubblica amministrazione con una pena superiore a 2 anni, prevede la decadenza dalla carica pubblica ricoperta, che in questo caso è quella di senatore della repubblica. Un caso molto simile, in definitiva, a quello di Silvio Berlusconi.

Sono allibito – ha dichiarato MinzoliniIn appello sono stato condannato da un giudice che è stato sottosegretario con i governi Prodi e D’Alema. E’ come se Prodi o D’Alema dopo aver militato in politica per anni giudicassero Berlusconi. Questo è il sistema giudiziario italiano. Sono stato assolto in primo grado e condannato in appello a una pena persino maggiore a quella che aveva chiesto  l’accusa. Evidentemente qualcuno mi vuole vedere fuori dal Parlamento“.

Adesso pertanto,  della sentenza di Minzolini si occuperà la giunta per le elezioni del Senato, quella presieduta dal senatore salentino Dario Stefàno (Sel), anche se è verosimile che prima di una pronuncia definitiva l’organismo vorrà attendere la Corte costituzionale dov’è ancora pendente un ricorso sul caso del presidente della Regione Vincenzo De Luca che adesso  è impegnato in altre questioni. La Consulta, che già ha ritenuto legittima dopo aver esaminato il ricorso sul sindaco di Napoli Luigi De Magistris, tuttavia non ha ancora fissato la nuova udienza.

Secondo l’accusa l’ex direttore del TG1 sotto il Governo Berlusconi avrebbe utilizzato in maniera impropria la carta di credito aziendale che gli era stata messa a disposizione dall’azienda radiotelevisiva di Stato, per le “spese di rappresentanza”, avendo consegnato le ricevute ma prive di alcuna giustificazione delle spese per i ristoranti.  L’ex giornalista della Rai era stato assolto in primo grado in quanto secondo i giudici , non aveva avuto consapevolezza di stare utilizzando del  denaro pubblico impropriamente, in quanto la stessa Rai gli aveva messo a disposizione la carta di credito che i giornalista credeva fosse una compensazione per l’ “esclusiva” inserita nel contratto con la Rai.

Il procuratore generale aveva chiesto in Cassazione la conferma della condanna in quanto “l’impianto” della sentenza d’appello è “congruo e ben motivato”. L’avvocato Franco Coppi, nella sua arringa, aveva ribattuto e precisato che “Minzolini fin dal primo mese ha trasmesso le ricevute delle spese, è vero, senza indicare le persone che venivano invitate. Ma per un anno e mezzo la Rai non ha mai ritenuto che quel tipo di spese non fossero giustificate: nessuno gli ha detto per 18 mesi che quelle giustificazioni non erano sufficienti. Sarebbe scattato l’obbligo di rimborso”. Va dato atto che  Minzolini ha restituito la somma alla RAI, ma ne ha chiesto il risarcimento nel processo civile intrapreso che è ancora in corso.

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