Le risorse del Governo per l’area ionica ci sono, ma la Regione Puglia non sa come utilizzarle

Le risorse del Governo per l’area ionica ci sono, ma la Regione Puglia non sa come utilizzarle

ROMA – “Quando si fa della salute dei cittadini un semplice argomento demagogico, la politica lascia spazio solo alla ricerca di mere aspirazioni di potere personale”. Duro l’attacco del deputato Pd Ludovico Vico, all’indomani delle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il quale anche nell’ultimo rimpasto di giunta ha mantenuto a sé la delega alla sanità.

“Le inesattezze riportate da Emiliano – dichiara  in una nota l’on. Viconon lasciano spazio a fraintendimenti e mirano a sollevare se stesso dalle grosse responsabilità nei ritardi e nelle errate scelte effettuate”. È solo dello scorso venerdì 21 luglio l’incontro al tavolo del Cis (contratto istituzionale per Taranto), al quale hanno preso parte, con il Ministro della Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, tutti rappresentanti territoriali dell’area ionica. Erano infatti presenti l’assessore ai Lavori pubblici della Regione Puglia Anna Maria Curcuruto, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il sindaco di Massafra Fabrizio Quarto, il sindaco di Statte Francesco Andrioli, il sindaco di Crispiano Vito Egidio Ippolito, Piero Bitetti quale rappresentante della Provincia di Taranto, il Prefetto di Taranto Donato Giovanni Cafagna e l’Ammiraglio Eduardo Serra.

“Le decisioni prese a quel tavolo – spiega il parlamentare Dem – non possono prescindere dal passato. Un passato che racconta una realtà diversa rispetto a quella millantata da Emiliano. Premesso che il finanziamento ammonta a 70milioni di euro e non 50milioni, come dichiarato dal presidente della Regione Puglia, il progetto tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche dell’area di Taranto è stato promosso dal Governo col decreto legge n.243 del 29 dicembre 2016. Il Governo ha ricevuto il progetto della Regione Puglia, via Ministero della Salute, solo il 17 maggio 2017, quindi circa 4 mesi e mezzo dopo”

“E’ stata necessaria un’attenta istruttoria da cui sono emersi diversi elementi da migliorare – continua Vico – Nonostante ciò, in poco più di un mese – il 27 giugno 2017 – il Governo ha inviato al Tavolo istituzionale permanente per l’area di Taranto il progetto ai fini del parere richiesto dalla norma. Il Tavolo ha già formulato il suo parere positivo, con prescrizioni. Da parte del Governo, infatti, sono state sollevate alcune eccezioni al piano presentato dalla Regione Puglia, in particolare in riferimento all’assenza della formazione degli addetti all’utilizzo dei macchinari e allo sforamento economico del piano stesso. Punti che dovranno essere rivisti dalla Regione Puglia. A questo si aggiunge il rallentamento nella realizzazione del nuovo ospedale San Cataldo, dovuto ai ritardi di natura burocratica subiti dall’iter della progettazione, che ha visto coinvolti l’Asl di Taranto, la Provincia e la Regione”.

Stando solo a queste notizie e ai tempi di intervento nelle risposte – aggiunge Vico -, non è difficile comprendere chi fra Regione e Governo sta lavorando nell’interesse primario di Taranto e chi, invece, utilizza la demagogia per fini propagandistici. Emiliano si scandalizza dei tempi nell’erogazioni dei fondi, ma è proprio lui a portarla per le lunghe”. Continuando a parlare di tempi e di utilizzo dei fondi disponibili, l’onorevole Vico ricorda che “con un emendamento (a sua firma, ndr) al comma 1 della legge 151 del 1° agosto 2016, erano stati assegnati alla Regione Puglia 2,5milioni di euro per il 2016 e 5milioni per il 2017, per l’assunzione del personale necessario al potenziamento dell’Arpa di Taranto. Come mai la Regione Puglia non ha ancora avviato tali assunzioni?

Ad evidenziare l’impegno del Governo nei confronti dell’area ionica, non si può non ricordare che, ad un anno e mezzo dalla formalizzazione del Cis per Taranto, su una dotazione di 882milioni di euro, più della metà – 465milioni di euro – sono già stati investiti in lavori in corso di realizzazione.

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